Notizie e approfondimenti sul clima che cambiaPosts RSS Comments RSS

24 novembre 2014

Rischio climatico e adattamento: alcune proposte

Categorie: Adattamento, Impatti, Rischio  -  Postato da: 

Genova, Savona e provincia di Alessandria il 15 novembre 2014; Chiavari il 10 novembre 2014; Carrara il 5 novembre 2014; Maremma Grossetana e Orbetello il 14 ottobre 2014; Parma il 13 ottobre 2014: Genova il 9 ottobre 2014; Milano l’8 luglio 2014; Catania il 21 febbraio 2013; Cinque Terre il 25 Ottobre 2011; Genova il 4 Novembre 2011: sono solo alcuni esempi di eventi meteorologici estremi che hanno provocato inondazioni, allagamenti, morti, feriti, danni di ogni genere. Negli ultimi anni, l’Italia è stata pesantemente colpita da fenomeni meteo-climatici estremi di breve durata e forte intensità. L’impatto di questi eventi è enorme: decine di morti dal 2010 ad oggi e costi economici incalcolabili. Il tutto in un contesto in cui si iniziano a vedere delle modifiche nelle statistiche delle precipitazioni, seppur in modo non uniforme fra le diverse regioni.
Il
rischio climatico, come ben spiegato dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)nel secondo volume (Working Group II) del Quinto Rapporto di Valutazione è il prodotto complesso dell’interazione tra la vulnerabilità (quanto un sistema umano o naturale è suscettibile a subire impatti negativi dei cambiamenti climatici), l’esposizione (presenza di persone, ecosistemi, servizi, infrastrutture, attività socio-economiche e culturali, che possono essere esposti agli impatti negativi dei cambiamenti climatici) del territorio agli impatti climatici, e i pericoli provocati dal clima e dai cambiamenti climatici (eventi estremi e tendenza del clima). Continua a leggere…


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10 novembre 2014

Gli imbrogli del prof. Pedrocchi

Categorie: Bufale, Disinformazione  -  Postato da: 

Il prof. Ernesto Pedrocchi ripropone errori e falsità sul tema dei cambiamenti climatici, incurante delle spiegazioni fornite. E con affermazioni senza fondamento si lamenta di due imbrogli inesistenti.

Sull’ultimo numero del Giornale dell’Ingegnere è andata in scena l’ennesima puntata della battaglia del prof. Ernesto Pedrocchi contro i dati e la scienza del clima (qui il testo).
Gli argomenti usati non sono nuovi, ma hanno avuto risalto sia per il titolo accattivante “CO2 e inquinanti, il grande imbroglio” in grande evidenza nella prima pagina del Giornale che ricevono le decine di migliaia di ingegneri iscritte all’Ordine, sia per il rilancio del blog Italians di Beppe Severgnini.
D’altronde, di questi tempi, chi non è interessato a capire i dettagli di un ennesimo imbroglio?
Come richiesto da molti, è con stanchezza e rassegnazione che mostriamo ancora una volta come non esista alcun imbroglio, che le tesi scientifiche del Prof. Pedrocchi sono dovute alla sua ignoranza della materia. D’altronde, il Prof. Pedrocchi è sì “Emerito” del Politecnico di Milano, ma si è sempre occupato di energia, e non ha alcuna competenza o pubblicazione nel settore della climatologia.
L’inizio dell’articolo è peraltro identico a quello pubblicato su Agi Notizie nel giugno del 2014: “Malgrado il continuo aumento della CO2 in atmosfera, la temperatura media globale (Tmg) della Terra da almeno una dozzina d’anni pianeta non cresce più, dopo aver un significativo aumento avvenuto dal 1980 al 2001”. Continua a leggere…


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29 ottobre 2014

Una risposta a chi chiede di non agire contro il riscaldamento globale

Categorie: Dibattito, Incertezza  -  Postato da: 

Pubblichiamo una traduzione del commento dei climatologi Kerry Emanuel and Susan Solomon all’editoriale “Climate Science Is Not Settled”, pubblicato dal Wall Street Journal pochi giorni prima del vertice ONU sul clima a New York. Una risposta efficace a chi ritiene che l’attuale conoscenza scientifica sia ancora insufficiente per guidare un’efficace azione politica contro il riscaldamento globale.

 

Il recente editoriale di Stephen Koonin sul Wall Street Journal mostra quanto sia importante, in materia di scienza, distinguere i fondamenti scientifici e i dettagli numerici, sopratutto quando si tratta di valutare i rischi.
Koonin riconosce diversi fondamenti scientifici basilari: non nega che il clima stia cambiando, che le attività umane siano almeno in parte responsabili del problema, o che le scelte politiche non debbano tenerne conto. Ma l’affermazione riportata nel titolo dell’editoriale, che la conoscenza del clima è insufficiente perché si agisca per tutelarci dal rischio, è un giudizio di valore non basato sulla sostanza scientifica del saggio. La locuzione nel titolo del saggio, Settled Science (scienza certa), è ripetuta anche altrove ed è spesso usata da giornalisti e ambientalisti, ma fino ad ora non l’avevamo mai vista usare da uno scienziato del clima. Sebbene sia inizialmente riferita a “discussioni di tipo politico o popolare”, più avanti Koonin obbietta che l’incertezza “non dovrebbe essere relegata in sommesse discussioni ai margini di eventi accademici”, come ad indicare che anche in ambito scientifico si consideri la scienza del clima certa e non si considerino adeguatamente le incertezze residue. Questa frase ci ha sorpreso, perché l’incertezza costituisce uno dei temi, se non il tema principale, delle ricerche sul cambiamento climatico, e tutti tengono conto dell’incertezza per delineare interventi sensati. Nel “Summary for Policymakers” dell’ultimo Rapporto dell’IPCC, “incertezza” o “incerto” appare 36 volte, e i grafici riguardanti le previsioni climatiche riportano con evidenza i margini di incertezza e le barre di errore. Difficile dire che l’incertezza sia tenuta nascosta. Il termine “scienza certa” è un depistaggio che non ha nulla a che vedere con la prassi e le pubblicazioni della scienza del clima. Continua a leggere…


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22 ottobre 2014

Il nuovo anno record delle temperature globali

Categorie: Record, Temperature, Trend  -  Postato da: 

Gli ultimi 12 mesi (ottobre 2013-settembre 2014) sono stati l’anno più caldo da quando esistono le temperature globali. E il 2014…

 

 

Il mese di settembre 2014, come i precedenti aprile, maggio, giugno e agosto, ha fatto registrare un nuovo record delle temperature globali: è stato il settembre più caldo da quando esistono le misurazioni di temperatura.
Questo record è stato accompagnato da un altro, ossia che l’ultimo periodo di 12 mesi (iniziare a gennaio è solo una convenzione, senza un senso fisico) è il più caldo mai registrato dal 1880.

 

Come scrive l’Agenzia statunitense per l’atmosfera e gli oceani (NOAA) “ Gli ultimi 12 mesi, ottobre 2013-settembre 2014, sono stati il periodo di 12 mesi più caldo tra tutti i mesi da quando sono cominciate le registrazioni nel 1880, pari a +0,69 °C sopra la media del XX secolo. Questo record supera il precedente di +0,68 °C, registrato nei periodi settembre 1998-agosto 1999, agosto 2009-luglio 2010 e settembre 2013-agosto 2014”.

Per il nuovo record dell’anno gennaio-dicembre, occorre aspettare ancora poco.

L’anno 2014 sarà sicuramente nelle primissime posizioni anche se le temperature degli ultimi mesi saranno anche solo pari alla media dei 10 anni più caldi.

 

 

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11 ottobre 2014

Ghiacciai, vulcani e riscaldamento globale: quale relazione?

Categorie: Ghiacciai, Vulcani  -  Postato da: 

Una delle leggende che ancora persistono tra i negazionisti del riscaldamento globale vuole che la fusione dei ghiacci groenlandesi sia dovuta alla presenza al di sotto della calotta di presunti vulcani. Questo capita di sentire per esempio nel video della conferenza tenuta di recente da Nicola Scafetta presso il dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova (qui, tempo 2:11:30), cui è stato replicato sullo stesso giornale online dell’ateneo “il Bò”. Tale ipotesi, estesa da taluni addirittura a spiegazione del riscaldamento globale, è stata definita una “non-leggenda” da Ugo Bardi (qui), in quanto insostenibile non appena si passi a valutare la quantità del flusso di calore geotermico rilasciata dalla Terra.

In realtà la Groenlandia è costituita prevalentemente da rocce cristalline dello Scudo canadese, che sono tra le più antiche rocce della Terra (circa 3.8 miliardi di anni) e solo nel settore più orientale da depositi sedimentari triassici; ma anche se esistessero dei vulcani una semplice osservazione della realtà geologica di regioni artiche effettivamente dominate dal vulcanismo mostra che tramite il calore rilasciato l’attività vulcanica non è assolutamente in grado di minacciare l’estensione o lo spessore dei ghiacciai. Continua a leggere…


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3 ottobre 2014

Il nuovo catasto dei ghiacciai Italiani: le superfici glaciali diminuite del 40% dagli anni ottanta ad oggi

Categorie: Ghiacciai  -  Postato da: 

È finalmente ultimato il nuovo Catasto dei ghiacciai italiani, realizzato dal gruppo di glaciologia dell’Università Statale di Milano, diretto dal Prof. Claudio Smiraglia nell’ambito di un progetto condotto in collaborazione con l’associazione EvK2CNR e con il patrocinio del Comitato Glaciologico Italiano, con il supporto di Sanpellegrino-Levissima. I dati sono stati raccolti tramite analisi di ortofoto ad alta risoluzione (2007-2011), grazie anche alla collaborazione di regioni e province. La preparazione del catasto è iniziata nel 2012 ed integra dati raccolti nel corso di un decennio (Diolaiuti et al., 2011; D’Agata et al., 2012; Diolaiuti et al., 2012a, 2012b).

Il confronto con i dati dei catasti precedenti del 1962 e 1984, pur tenendo conto della notevole differenza nelle metodologie di raccolta dati, fornisce risultati interessanti, soprattutto a livello di tendenza. Continua a leggere…


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25 settembre 2014

Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2013

Categorie: Premio  -  Postato da: 

Anche quest’anno, il raggiungimento dell’estensione minima dei ghiacci artici (nota 1) è l’occasione per l’assegnazione del Premio “A qualcuno piace caldo”, “alla persona o all’organizzazione italiana che più si è distinta nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia dei cambiamenti climatici, sugli impatti e sui costi e benefici delle misure di mitigazione”.
Esaminati i pretendenti per l’anno 2013, i membri del Comitato Scientifico di Climalteranti non hanno avuto dubbi nell’assegnazione del premio allo “Statistical Editor” del Corriere della Sera, Danilo Taino.

 

PREMIO “A QUALCUNO PIACE CALDO” 2013

DANILO TAINO

Motivazione

Per la tenacia nel difendere sulle pagine del Corriere della Sera le ragioni dell’industria fossile, riciclando le tesi care alla lobby USA, minimizzando le preoccupazioni per i cambiamenti climatici futuri ed esagerando i costi della riduzione delle emissioni; il tutto con toni denigratori verso la comunità scientifica e ignorando i dati disponibili, cosa particolarmente imbarazzante per chi ha il ruolo di “statistical editor” di un quotidiano nazionale.

 

Per approfondimenti sulle affermazioni del 2013 che hanno permesso a Taino di conseguire il premio, si rimanda ai seguenti post già pubblicati:
Lo strano caso del giornalista che non sa leggere
La disinformazione sul clima di Danilo Taino
Le 5 fasi del negazionismo climatico
a cui si aggiungono
(nel 2014) Altre invenzioni dal “fantasy editor” del Corriere
(nel 2014) Non si scherza con la salute!

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17 settembre 2014

Il Climate Summit e la settimana per il clima di NY°C

Categorie: Attivismo, Negoziazioni  -  Postato da: 

Il 23 settembre si svolgerà a New York l’UN Climate Summit voluto dal Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon per cercare di dare un impulso alle negoziazioni internazionali sul clima.

Come raccontato in altri post, il negoziato che si svolge nell’ambito della Convenzione sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) è lungo e complesso, ma sembra arrivato ad un punto cruciale nel percorso per l’approvazione di un nuovo protocollo o strumento legale che favorisca un percorso di riduzione globale delle emissioni di gas serra. Il momento in cui, dopo molte negoziazioni e giochi delle parti, le carte devono essere scoperte.
A dicembre ci sarà la COP20 di Lima, in cui dovrebbero essere gettate le basi per l’accordo da definire nella sessione UNFCCC di Bonn e da siglare nella COP21 di Parigi nel dicembre del 2015. Continua a leggere…


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9 settembre 2014

Ma quanti errori, dott. Scafetta! – prima parte

Categorie: Bufale, Conferenze, Errori  -  Postato da: 

In un seminario tenuto dal Dott. Nicola Scafetta si possono ascoltare una quantità da record di imprecisioni, errori e falsità sul tema dei cambiamenti climatici. 

 

contributo astronomicoIl notiziario dell’università di Padova, Il Bò, ha riferito di un seminario sul tema “I cambiamenti climatici, il contributo astronomico e il contributo antropico” con relatore Nicola Scafetta, docente della Duke University e uno dei due italiani che figura nell’elenco degli scienziati che si oppongono al consenso scientifico sul tema del riscaldamento globale (l’altro è Antonino Zichichi).

Incuriositi da alcune affermazioni poco sensate contenute nella breve sintesi di Monica Panetto, abbiamo ascoltato la conferenza disponibile su youtube.

La rilassatezza della pausa estiva ha permesso di arrivare alla fine delle due ore di intervento, in cui si possono ascoltare una quantità da record di imprecisioni, errori e falsità sul tema dei cambiamenti climatici; le affermazioni sono state trascritte e raggruppate per argomento.

Una prima parte, riguardante i gas serra e le temperature, i modelli climatici, l’IPCC, è riportata sotto in corsivo, seguita dai necessari commenti.

La seconda parte, relativa alla ciclomania e alla teoria astronomica proposta da  Scafetta, sarà pubblicata in un prossimo post.

 

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3 settembre 2014

Tre equazioni sul clima

Categorie: Convegni  -  Postato da: 

Sono stato invitato a tenere una “lavagna in piazza” al Festivaletteratura di Mantova, Domenica 7 settembre alle ore 10.30 in Piazza Mantegna a Mantova: in mezz’ora, con l’ausilio di una lavagna, presenterò tre equazioni importanti per il tema dei cambiamenti climatici, spiegandone il significato e l’importanza per il clima attuale e futuro.

Quando ho accettato la proposta degli organizzatori, avevo pensato a queste tre:

 

 

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18 agosto 2014

C’è ancora chi crede alla Groenlandia-terra-verde

Categorie: Bufale, Ghiacci  -  Postato da: 

Una delle più famose leggende negazioniste è quella secondo cui 1000 anni fa, ai tempi della colonizzazione vichinga, la Groenlandia fosse una terra libera da ghiacci. Questo perché il nome dato dai vichinghi, Grönland, significa “terra verde”.
La tesi negazionista è: poiché il vichingo Erik il Rosso ha dato quel nome ad un’isola oggi coperta dai ghiacci per l’84% della sua superficie, allora faceva molto più caldo di oggi e quindi non dovremmo preoccuparci del problema del riscaldamento globale.
È una tesi che si trova disseminata in tantissimi testi e commenti, perché è semplice da capire e accattivante. Ultimo a scriverla è stato Antonino Zichichi (vincitore del premio “A Qualcuno Piace Caldo” per il 2012), in un articolo pubblicato il 12 agosto su Il Giornale (premio AQPC 2009), intitolato “Ecco perché prendere il sole è un lavoro da scienziati”, un articolo contenente molte falsità, fra cui il passaggio:
Il grande pubblico è convinto che la scienza della meteo-climatologia abbia capito tutto su passato, presente e futuro meteo-climatologico di questa navicella spaziale detta Terra, che gira attorno al Sole. Se così fosse la meteo-climatologia dovrebbe avere una matematica in grado di spiegare com’è nato l’enorme deserto del Sahara (che era una splendida distesa di verde) e come la Groenlandia («Terra verde» in inglese) sia diventata un’enorme distesa di ghiaccio…”

Sorvolando sulla sua ignoranza della matematica già documentata da altri, e promettendoci di ritornare su quella della meteorologia e del clima in un prossimo post, è facile smentire che la Groenlandia sia passata in soli 1000 anni da terra verde a un’enorme distesa di ghiaccio, come fatto ad esempio in questo ottimo post “Green greetings from GreenLand” su Mondi Sommersi.

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11 agosto 2014

Climalteranti aderisce al Power Shift Italia

Categorie: Attivismo, Negoziazioni  -  Postato da: 

Si è costituito il mese scorso, dopo un incontro tenutosi al Progetto Manifattura di Rovereto, il Power Shift Italia, un coordinamento delle realtà italiane attive sul tema dei cambiamenti climatici. Il coordinamento intende essere il polo italiano della campagna internazionale Global Power Shift, finalizzata a creare pressione a livello internazionale per politiche decise contro i cambiamenti climatici.

I prossimi mesi saranno infatti molto importanti per le negoziazioni internazionali sui cambiamenti climatici. Il 23 settembre a NewYork si svolgerà il Climate Summit, promosso dal Segretario Generale dell’Onu; dall’1 al 12 dicembre a Lima si svolgerà la COP 20. Sono due tappe fondamentali per raggiungere un accordo legalmente vincolante sulle emissioni nel 2015 alla COP21 di Parigi , nel dicembre 2015. Continua a leggere…


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19 luglio 2014

Bruciare più combustibili fossili per salvare milioni di vite ?

Categorie: Costi, Disinformazione  -  Postato da: 

Sul Corriere della Sera, Danilo Taino ha rilanciato gli argomenti di Bjorn Lomborg e del suo centro finanziato dalle lobby USA, secondo cui per salvare milioni di vite dovremmo affidarci ai combustibili fossili

 

Dovremmo oggi, in nome dei cambiamenti climatici, impedire al miliardo e duecento milione di individui che non ce l’hanno accedere all’elettricità e così salvare milioni di vite?
Questa la domanda dello statistical editor del Corriere della Sera, Danilo Taino, in un articolo del 6 luglio 2014, intitolato “Sviluppo sostenibile, eterogenesi dei fini”.
L’eterogenesi dei fini consisterebbe nel fatto che volendo perseguire il nobile fine dello sviluppo sostenibile si creerebbe povertà energetica, che verrebbe invece alleviata se lo sviluppo fosse insostenibile e in particolare non si ponessero limiti all’uso dei combustibili fossili.
È questo un argomento non certo nuovo nel dibattito sul clima, proposto da anni da Bjorn Lomborg. È una tesi che sembra pratica, realistica, accattivante. La domanda posta da Taino ha la sua efficacia, e per come è posta sembra avere un’unica risposta: chi di noi se la sentirebbe di impedire a 1,2 miliardi di persone di non consumare l’elettricità che noi consumiamo? Chi non vorrebbe “salvare milioni di vite”? Continua a leggere…


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10 luglio 2014

Cambiamento climatico e sicurezza alimentare. 2) Il bacino dell’ Indrawati, Himalaya.

Categorie: Agricoltura, Impatti, Modelli Climatici, Sicurezza alimentare  -  Postato da: 

Il cambiamento climatico può impattare la produzione agricola ed il consumo d’acqua sul pianeta, mettendo a rischio la sicurezza alimentare. Si mostra qui il secondo di due casi di studio esemplari in Europa ed Asia, dove le modifiche del clima futuro potranno portare ad effetti rilevanti sulla produzione agricola e sul consumo di acqua nella prima metà del secolo.

 

Nonostante la grande distanza e le differenza climatiche e topografiche, una potenziale evoluzione comune unisce Europa ed Asia, ed il cambiamento climatico potrebbe giocare un ruolo fondamentale.

Palazzoli et al. (2014;in review) hanno studiato l’impatto di potenziali cambiamenti climatici sull’agricoltura non irrigua nel bacino del fiume Indrawati, Nepal (Figura 1), utilizzando il modello SWAT. Il fiume ha origine nella fascia nevosa dell’Himalaya (a 5854 m slm) ed il territorio presenta una conformazione montuosa, con qualche zona pianeggiante in cui viene svolta l’attività agricola. Cereali come il riso, grano (frumento), il mais e il miglio sono le colture predominanti e l’economia agricola si base sulla vendita del raccolto (cash crop). Il riso è la coltura principale della regione, ma anche la coltivazione di frumento e mais è diffusa nel territorio. La complessa topografia del Nepal lo rende suscettibile agli effetti del cambiamento climatico, a fronte anche di una scarsa capacità di adattamento (Bhatt et al., 2013). Secondo studi recenti (WWF, 2012) il bacino dell’Indrawati si può considerare un’area povera in termini idrici, con rilevanti difficoltà di accesso all’acqua per via della topografia complessa e delle scarse politiche di supporto del governo. L’indice di povertà idrica, atto a misurare la possibilità di accesso all’acqua è valutato in quest’area pari a WPI = 52.5/100, mediamente povero. A titolo di esempio, secondo studi specifici condotti a livello nazionale su 147 paesi (Lawrence et al., 2002), valori estremi (massimo, minimo) dell’indice WPI sono stati valutati per la Finlandia (WPI = 77) ed Haiti (WPI = 35). L’Italia (WPI = 61) è classificata al 52° posto, mentre il Nepal (WPI = 54) è all’89° posto. Continua a leggere…


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1 luglio 2014

Le solite fasi del negazionismo climatico

Categorie: Disinformazione, Negazionismo  -  Postato da: 

Ciclo
Sul sito dell’AGI, agenzia di informazione di proprietà dell’ENI, dedicato ai problemi energetici è stato recentemente pubblicato un articolo sui cambiamenti climatici e le azioni di mitigazione. L’autore è un ingegnere nucleare ex docente di Energetica, ora emerito, del Politecnico di Milano, Ernesto Pedrocchi. Non è un sito di particolare rilevanza nel panorama dell’informazione sui cambiamenti climatici, ma è interessante l’impostazione dell’articolo.

La logica tipica del negazionismo climatico si svolge su più piani, come già mostrato in questo post. Si inizia negandone l’esistenza, poi che se esiste non è a causa della CO2, se dipende dalla CO2  è un bene e non è dovuto alle nostre emissioni, se proprio deve riscaldare è solo poco. E magari un po’ di riscaldamento fa bene, e comunque fare qualcosa costa troppo. Conclusione finale, non facciamo nulla e al massimo adattiamoci obtorto collo a questa sventura. Come corollario ci sono, prevedibilmente, l’IPCC, la disinformazione e la scienza corrotta,

 

Questa logica la ritroviamo ben in mostra nell’articolo e per questo è interessante vedere, sia pur schematicamente, cosa scrive. Continua a leggere…


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