Notizie e approfondimenti sul clima che cambiaPosts RSS Comments RSS

28 agosto 2015

Fotografie e video sui cambiamenti climatici

Categorie: Conferenze, Fotografie, Video  -  Postato da: 

Per chi volesse concludere la pausa estiva occupandosi un poco di cambiamenti climatici, ci sono diverse interessanti possibilità.
.

La prima è rivedere le foto della bella mostra fotografica del progetto #EverydayClimateChange, una rassegna di fotografie sul tema dei cambiamenti climatici provenienti da 6 continenti.
La mostra, curata da James Whitlow Delano e Matilde Gattoni in collaborazione con la Fondazione Eni Enrico Mattei, si è svolta a Milano presso la Galleria dell’Institut français Milano ed è da poco terminata. Le foto sono comunque disponibili all’indirizzo http://instagram.com/everydayclimatechange

.
.

La seconda, per chi volesse starsene comodamente seduto in poltrona, sono i video della conferenza Our Common Future Under Climate Change (#CFCC15) che si è tenuta a Parigi dal 7 al 10 luglio 2015. Si è trattato di una conferenza di alto livello, con numerosi relatori di grande spessore scientifico e importanza per le politiche sul clima.
Sono comodamente visibili nell’apposita pagina web www.commonfuture-paris2015.org/Videos.htm i video delle relazioni delle sessioni plenarie di apertura e chiusura, di 4 sessioni plenarie:
Plenary Session 1: State of Knowledge on Climate Change
Plenary Session 2: Landscapes of Our Common Future
Plenary Session 3: Responding to Climate Change Challenges
Plenary Session 4: Collective Action and Transformative Solutions

nonché di 20 large parallel session che si sono svolte nei i 4 giorni della conferenza:

L1.1 – Climate variability and change over the last millennia
L1.2 – Climate Change and Land Systems: Impacts and Feedbacks
L1.3 – Climate Change and Ocean Systems: Impacts and Feedbacks
L1.4 – Climate change and health
L1.5 – Climate variability, change and vulnerability in the Pacific, Indian and Southern Oceans
L2.1 – Drivers of Change and Visions of Development
L2.2 – New pledges (INDCs) for 2025/2030
L2.3 – Climatic Variability and the Social and Human Dimensions of Vulnerability
L2.4 – Early Warning for Thresholds and Tipping Points in the Earth System
L2.5 – Food and water security under climate change
L3.1 – Socio-economics and Instruments for Transforming the Energy Sector
L3.2 – Technologies for Transforming the Energy Sector
L3.3 – Managing Transitions in Cities
L3.4 – Ecosystem-based Adaptation and Biodiversity Conservation
L3.5 – Integrating Adaptation and Mitigation at the Landscape Scale
L4.1 – The climate, finance and trade nexus
L4.2 – Resilience and Transformative Solutions
L4.3 – Regional Perspectives on Low Carbon Pathways
L4.4 – Multilevel Governance of Climate Change
L4.5 – Equity a Condition to Triggering Action

I relatori delle diverse sessioni sono visibili nel programma della Conferenza, dove possono anche essere cercati tramite un motore di ricerca.
Per chi volesse un suggerimento per iniziare, suggerisco la Plenary Session 3: Responding to Climate Change Challenges (con relatori quali Fatih Birol, Otmar Edenhofer e Ken Caldeira) e la Plenary Session 4: Collective Action and Transformative Solutions (con relatori quali Jospek Stiglitz e Joaquim Schellnhuber).

.
.
Una terza possibilità sono i video degli interventi di uno splendido workshop che si è svolto il 23 giugno 2015 al Politecnico di Milano, sul tema “Impacts of Climate change on Ecosystem Services”, con relatori
Andreas Fischlin: Climate change and ecosystem services in a changing climate
Christian Körner: Is the biosphere carbon limited?
Renzo Rosso: Climate change and the water cycle
Stephen Palumbi: The human footprint on the oceans
Mercedes Pascual: Infectious diseases and climate change
Carlo Carraro: The international climate governance
Stefano Consonni: The mitigation of greenhouse gas emissions
Franco Miglietta: Agricultural systems and climate change
Alessandro Cescatti: Final wrapup
Le slide proiettate sono disponibili qui.

.
.
Infine, chi preferisce l’italiano può forse essere interessato al video del confronto che si è svolto il 15 aprile 2015, sempre al Politecnico di Milano, sul tema Cambiamento del clima globale:
dati e interpretazioni a confronto, e che ha avuto come protagonisti il sottoscritto e il Prof. Ernesto Pedrocchi (moderatore il Prof. Ennio Macchi).
Per aver partecipato ad un confronto 1:1 sulle teorie del riscaldamento globale ho ricevuto nei mesi scorsi diverse mail di amici e colleghi che mi hanno cortesemente rimproverato di aver dato in questo modo spazio a tesi che di fatto non esistono nel vero dibattito scientifico sul clima. Ho spiegato di aver accettato il confronto con il vincolo di una formula molto specifica, in cui i due relatori esponevano i loro argomenti con brevi interventi e risposte su alcuni singoli temi:
1. Quali sono i margini di errore nei dati delle concentrazioni di CO2 e negli andamenti delle temperature globali medie utilizzate dalla scienza del clima?
2. L’aumento della concentrazione di CO2 e di altri gas serra in atmosfera è dovuto a emissioni da attività antropiche?
3. L’aumento della concentrazione di gas serra in atmosfera è il principale responsabile dell’aumento della temperatura globale media della Terra verificatosi dal periodo preindustriale (circa 1750) ad ora? Quale effetto può avere il sole?
4. Che attendibilità hanno le proiezioni dei modelli climatici?
5. Quali possono essere le conseguenze sul lungo termine dell’aumento della CO2 in atmosfera?
6. Che ruolo possono avere le azioni di mitigazione e adattamento per far fronte ai cambiamenti climatici?
7. Il dibattito scientifico sul cambiamento climatico è svincolato da interessi di altra natura?

Lascio agli spettatori dire se la formula ha funzionato, oppure no. In ogni caso, le slide utilizzate sono scaricabili qui.

Testo di Stefano Caserini


Tags: , , , , , , , , , , , , , ,
Nessun commento per ora

29 luglio 2015

Abbagliati dal Sole

Categorie: Abbagli, Errori, Sole  -  Postato da: 

Fra gli argomenti usati dai negazionisti della causa umana del riscaldamento globale, un posto di rilievo ha sempre avuto il Sole. È un mito intramontabile, che non passa mai di moda. E anche se sistematicamente smentito, ogni tanto riappare come l’Araba Fenice.

Un recente esempio ce lo fornisce, sorprendentemente, la Società Chimica Italiana (SCI) che nel numero di giugno della sua rivista “La chimica e l’industria” pubblica un contributo di Salvatore Mazzullo dal titolo “Variazione secolare della costante solare e riscaldamento globale”. Come si può intuire dal titolo, nell’articolo si costruisce un modello di variabilità solare per spiegare il riscaldamento globale in corso e lo si estende indietro nel tempo fino all’epoca del minimo di Maunder.

A parte il solito tentativo di dare al Sole la colpa di quanto da noi causato, ciò ha richiamato la mia attenzione è l’enorme differenza nella costante solare, 17 W/m2, che l’autore trova fra oggi e tre secoli fa, mentre tale differenza è di circa Continua a leggere…


Tags: ,
9 commenti

19 luglio 2015

Svanita la presunta pausa del riscaldamento globale

Categorie: Modelli Climatici, Proiezioni, Temperature  -  Postato da: 

Proponiamo la traduzione del post pubblicato su Realclimate da Gavin Schmidt, direttore del GISS-NASA, sulle correzioni nel database della NOAA.

 

In un recente articolo apparso su Science, Karl et al. hanno descritto l’impatto di due aggiornamenti significativi apportati alla serie di temperature globali della NOAA- NCEI (nata NCDC). Questi riguardano

1) l’adozione dell’ultima versione del data set ERSST (Extended Reconstructed Sea Surface Temperature) per le temperature oceaniche, che corregge una serie di errori presenti nelle versioni precedenti,

Continua a leggere…


Tags: ,
7 commenti

7 luglio 2015

I numeri della Cina per la COP21 di Parigi

Categorie: COP21, Negoziazioni, Protocollo di Kyoto  -  Postato da: 

Il più grande emettitore mondiale di gas climalteranti, la Cina, ha presentato i suoi impegni nazionali volontari; non ci sono novità rispetto alle precedenti dichiarazioni, è un “primo passo” non trascurabile ma comunque insufficiente per limitare il riscaldamento globale a +2°C

 

Nel percorso negoziale verso la COP21 di Parigi, la conferenza della UNFCCC che il prossimo dicembre avrà il compito

INDC  China

di approvare un secondo accordo globale per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti, tutti i paesi si sono impegnati a presentare i loro impegni volontari, chiamati INDC (Intended Nationally Determined Contributi on), che costituiscono la base, l’ossatura del negoziato.

Dopo gli impegni presentati entro il 31 marzo dai primi 7 paesi (Unione Europea, Stati Uniti, Russia, Norvegia, Svizzera, Messico e Gabon, si veda questo precedente post), e quelli successivi di Canada, Marocco, Etiopia, Serbia, Islanda e Corea del Sud, il 30 giugno è arrivata la comunicazione dell’attore più importante del negoziato sul clima, la Cina.

Le 20 pagine della traduzione in inglese del testo inviato dalla Cina (precedute dalle 16 ufficiali in cinese) sono un riassunto dettagliato delle azioni che la Cina ha messo e intenderà mettere in campo per contrastare il surriscaldamento globale.

Continua a leggere…


Tags:
10 commenti

21 giugno 2015

#denial101x e altri corsi on line sui cambiamenti climatici

Categorie: Corsi, Didattica, Negazionismo  -  Postato da: 

Per chi desidera approfondire le conoscenze del clima e dei cambiamenti climatici, esistono vari corsi on line in rete, gratuiti e che rilasciano anche certificati di partecipazione a seguito di test finali. Molti sono in inglese, qualcuno in altre lingue, ma pochi a nostra conoscenza sono quelli in italiano.

 

Un corso molto interessante sul negazionismo climatico si è appena concluso (ma resta disponibile il materiale in archivio e in youtube), Denial 101x, Make a sense to climate science denial (dare un senso al negazionismo climatico). Si trova nel portale EDX, dove sono disponibili altri corsi, ed è organizzato dall’Università del Queensland e, fra gli altri, da John Cook di Skeptical Science

 

 

 

 

Continua a leggere…


Tags: ,
3 commenti

14 giugno 2015

Il pressing del G7 per l’accordo per il clima

Categorie: Impatti, Negoziazioni  -  Postato da: 

Il comunicato conclusivo dei lavori del G7 di Schloss Elmau del 7-8 giugno, ha ribadito la necessità di un accordo in materia di cambiamenti climatici. Ma ci sono vere novità ?

 

 

Aumento temperature: il limite “+2°C” non è una novità.

 

titoloGrande enfasi ha avuto sui media l’impegno, contenuto nel comunicato del G7, a limitare l’aumento massimo delle temperature a +2°C (rispetto al livelli medi delle temperature nel periodo pre-industriale): “Forte determinazione ad adottare un protocollo (o altro strumento con forza legale) nell’ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, che sia ambizioso, solido, inclusivo e rifletta l’evoluzione delle circostanze nazionali, e che sia infine consistente con l’obiettivo globale di mantenere l’aumento di temperatura al di sotto dei 2°C”.

 

Questo impegno in realtà è da anni alla base del negoziato internazionale sul clima, ed era presente già nel G8 del 2009 a L’Aquila, Continua a leggere…


Tags: , , , ,
5 commenti

8 giugno 2015

Perché sono diminuite le emissioni di gas serra in Italia?

Categorie: Analisi della decomposizione, CO2, Crisi economica, Emissioni, Energia  -  Postato da: 

In concomitanza della crisi economica le emissioni nazionali da attività energetiche sono diminuite sensibilmente. Attraverso la scomposizione dei principali fattori che hanno determinato la riduzione delle emissioni è possibile valutare quanto hanno contato la crisi economica, l’efficienza e le fonti rinnovabili.

 

Con la crisi economica registrata dal 2008, le emissioni nazionali di gas serra sono diminuite in maniera considerevole. Le stime preliminari per il 2013 mostrano che le emissioni nazionali di CO2eq hanno subito una riduzione del 15,6% rispetto al 1990 e del 21,1% dal 2007.

 

Continua a leggere…


Tags: , ,
9 commenti

2 giugno 2015

La verità non detta sul cambiamento climatico

Categorie: Dibattito, Scenari  -  Postato da: 

Recentemente David Roberts ha scritto un interessante articolo sull’atteggiamento dei politici e degli scienziati rispetto ai pericoli del cambiamento climatico. Avremmo voluto proporre una traduzione integrale, ma la responsabile del licensing per Vox Media (che ha pubblicato l’articolo in lingua Inglese), Samantha Mason, ci ha negato il permesso. Riteniamo che questo sia un atteggiamento controproducente e anacronistico, e che articoli come quello di Roberts dovrebbero avere la massima diffusione possibile.

Riportiamo quindi un riassunto di alcuni punti salienti dell’articolo, corredati da alcune nostre riflessioni.

.

La premessa dell’articolo di Roberts è che vi è una forte discrepanza fra quello che è teoricamente possibile per limitare il riscaldamento globale e quello che è realisticamente possibile. Nel caso del cambiamento climatico, la teoria dice che, applicando rapidamente, continuativamente e massicciamente tutte le tecnologie disponibili per ridurre le emissioni di gas climalteranti, abbiamo ancora buone possibilità di rimanere sotto i 2 °C di riscaldamento. Nel concreto, ci sono molte inerzie, sia di tipo politico – la difficoltà di convincere tutti gli stati del mondo ad effettuare uno sforzo congiunto e l’umanità intera a cambiare radicalmente le proprie abitudini quotidiane – sia tecnico – legate all’inerzia del ricambio tecnologico.

La conseguenza, nelle parole di David Roberts è che “a meno di miracoli, l’umanità è in un terribile pasticcio”.
Effettivamente, gli sforzi compiuti fino ad oggi per ridurre le emissioni inquinanti sono chiaramente insufficienti. Il grafico qui sopra mostra le diverse proiezioni climatiche proposte dall’IPCC. La linea rossa corrisponde allo status quo, ovvero uno scenario che non prevede alcuna politica di sostanziale riduzione dei gas di serra. Le altre linee colorate dall’alto verso il basso mostrano scenari corrispondenti a politiche ambientali via via più stringenti. La linea nera, che combacia quasi perfettamente con quella rossa, corrisponde alle emissioni misurate fino ad oggi. Continua a leggere…


Tags: , ,
13 commenti

24 maggio 2015

Perché il 2015 sarà (molto probabilmente) un altro anno con temperature record

Categorie: Record, Statistiche, Temperature  -  Postato da: 

Alcune quantità di interesse climatico hanno un andamento sufficientemente regolare, tale che ogni anno viene battuto il record. L’esempio più ovvio è la concentrazione di CO2 atmosferica che, almeno da quando sono iniziate le misure sistematiche a Mauna Loa, aumenta anno dopo anno. In alcuni mesi o anni si superano delle soglie che fanno notizia (ad esempio i 400 ppm come media globale, superata nel marzo 2015), ma ogni mese e anno è in realtà si stabilisce un nuovo record, le concentrazioni di CO2 sono superiori a quelle dell’anno precedente. Sono, come scritto in un altro post, record banali.

Non è così per la temperatura, influenzata da una variabilità interannuale di gran lunga superiore al trend. La variabilità è dovuta principalmente al fenomeno El Nino (ENSO), alle piccole variazioni della radiazione solare e alle eruzioni vulcaniche. Il trend dalle emissioni di gas serra dalla attività umane.
Il 2014 si è chiuso con il record storico delle temperature globali, quattro anni dopo il precedente nel 2010, a sua volta cinque anni prima del precedente. Negli ultimi 40 anni si sono avuti nove record, in media uno ogni circa quattro anni e mezzo, e solo due volte è stato battuto in due anni consecutivi (’80-’81 e ’97-’98). Continua a leggere…


Tags: , ,
10 commenti

17 maggio 2015

Notizie dall’Alpine Glaciology Meeting 2015

Categorie: Ghiacciai, Impatti, Proiezioni  -  Postato da: 

I ghiacciai continentali alpini ed extra-alpini sono sentinelle del clima che cambia. Glaciologi da tutta Europa si sono riuniti a Milano per l’Alpine Glaciology Meeting, per fare il punto sull’evoluzione e sul futuro del glacialismo. In questo post, un sunto di quanto emerso nel corso del meeting e della situazione della ricerca glaciale, con particolare attenzione agli effetti dei cambiamenti climatici.

 

Si è tenuto all’Università Statale di Milano, il 7 e 8 Maggio, l’Alpine Glaciology Meeting 2015, (AGM) riunione biennale che riunisce i glaciologi Europei e mondiali per discutere le ultime ricerche in campo glaciologico. Organizzatori, il gruppo del Dipartimento Scienze della Terra Ardito Desio. Il programma del meeting ha incluso diversi temi, dal monitoraggio dei ghiacciai alpini, alla morfologia e glaciologia alpina, dall’idrologia alle moderne tecnologie di monitoraggio (satelliti, droni, etc.), fino allo studio della vita sui ghiacciai, in grado di ospitare vegetazione, fauna microbica ed insetti, con effetti rilevanti sull’albedo glaciale e sui bilanci energetici. E’ stato inoltre presentato il Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, di cui abbiamo dato notizia in un precedente post su Climalteranti. Oltre agli interventi orali, per lo più presentati da dottorandi e giovani ricercatori come consuetudine all’AGM, è stata presentata un’ampia galleria di poster.

Nella serata di giovedì 7, Claudio Smiraglia e Luca Mercalli hanno animato un grazioso dibattito, ripercorrendo le tappe del glacialismo italiano dagli anni ’50 fino ai giorni nostri, e discutendo dei cambiamenti climatici e globali e del loro effetto sulle coperture glaciali. Intervento concluso da Luca Mercalli con la lapidaria sentenza: “Contro la termodinamica non ha mai vinto nessuno !Continua a leggere…


Tags: ,
Commenti recenti

4 maggio 2015

Come i cambiamenti climatici hanno influito sulla guerra in Siria

Categorie: Eventi estremi, Impatti, Precipitazioni, Siccità  -  Postato da: 

Un recente articolo scientifico ha mostrato in modo chiaro come le tendenze di aumento delle temperature e di diminuzione delle precipitazioni nella mezzaluna fertile, legate al riscaldamento globale antropogenico, hanno reso molto più probabile il verificarsi di siccità disastrose, come quella del 2007-2010; questa ha causato una migrazione di massa di contadini verso le città siriane, fattore che ha contribuito alla rivolta contro il regime di Bashar al-Assad, in seguito degenerata in una guerra civile. Ma è la conclusione dell’articolo che dovrebbe far ancor più riflettere.

Ci sono a volte articoli scientifici che si leggono d’un fiato, e che impressionano per la loro chiarezza, nonché per la loro importanza. Perché mostrano con la freddezza e la serietà dei dati quali sono le conseguenze del riscaldamento globale causato dalle attività umane che già si stanno manifestando. Lo studio pubblicato nel marzo 2015 sui “Proceedings of the National Academy of Sciences” da 6 studiosi della Università della California e della Columbia University, intitolato “Climate change in the Fertile Crescent and implications of the recent Syrian drought è uno di questi.
Oggetto dell’articolo è la mezzaluna fertile, cioè quella parte del pianeta dove gli esseri umani hanno iniziato a praticare l’agricoltura e la pastorizia, 12 mila anni fa. Molti considerano queste pratiche come l’origine della civiltà umana moderna. Proprio questa zona è stata colpita nel periodo 2007-2010 dal peggior periodo siccitoso da quando esistono dati strumentali di precipitazioni. Una siccità che ha avuto un effetto catastrofico verso un settore, quello agricolo, già messo in crisi da politiche insostenibili di sussidi e di irrigazione tramite pompaggi di acque di falda, che hanno causato il loro progressivo impoverimento. Continua a leggere…


Tags:
3 commenti

18 aprile 2015

Riduzione delle emissioni di black carbon: funzionano i filtri antiparticolato?

Categorie: Black Carbon, Disinformazione, Tecnologie  -  Postato da: 

Una delle emissioni climalteranti che più contribuiscono al riscaldamento globale, seppur poco conosciuta, è quella di black carbon, piccole particelle carboniose derivanti dalla combustione incompleta di combustibili fossili e biomasse. Sono anche particelle molto pericolose per la salute, per cui la riduzione delle emissioni di black carbon rappresenta una delle azioni cosiddette “win & win”, ossia utili per affrontare il tema del riscaldamento globale e dell’inquinamento atmosferico. Diversi inventari delle emissioni hanno indicato fra le sorgenti principali la combustione della legna e quella nei motori dei veicoli diesel (qui uno studio sulla Lombardia). La tecnologia proposta e già utilizzata a livello europeo per ridurre le emissioni di black carbon dai mezzi diesel è quella dei filtri antiparticolato. Eppure in Italia diversi mezzi di informazione, due puntate di Report (qui e qui) e un recente articolo del Fatto Quotidiano (qui) hanno messo in discussione l’utilità di questi dispositivi. Utilizzando argomenti poco fondati e citando genericamente studi e letteratura scientifica secondo i quali “i filtri antiparticolato sono sostanzialmente inutili (se non dannosi) ai fini del contenimento delle “polveri sottili”” e addirittura “con l’installazione dei Fap i danni per la salute sono potenzialmente persino maggiori” senza riportarne i riferimenti precisi (autori, titolo, rivista, anno etc.). Continua a leggere…


Tags: , ,
11 commenti

3 aprile 2015

Negoziati sul clima: arrivano i primi impegni in vista della COP21 di Parigi

Categorie: COP21, Negoziazioni  -  Postato da: 

Unione Europea, Stati Uniti, Russia, Norvegia, Svizzera e Messico sono riusciti a rispettare la prima scadenza del 31 marzo per presentare i propri obiettivi nazionali volontari. Ed è arrivata anche la submission da parte del primo paese africano: il Gabon.

 

Continua il percorso negoziale dei paesi verso la COP21 di Parigi, conferenza della Convenzione Quadro ONU sui cambiamenti climatici (UNFCCC) che il prossimo dicembre avrà il compito di approvare un secondo accordo globale per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti.

Come stabilito lo scorso dicembre alla COP20 di Lima, il 31 marzo era il primo termine (“per i paesi in grado di rispettarlo”) per presentare il proprio INDC (Intended Nationally Determined Contribution), ovvero quel pacchetto di misure che tutti (o quasi) i paesi intendono avanzare nel corso del summit di Parigi per il periodo 2020-2030, subentrando dunque a quelle del secondo periodo d’impegno del Protocollo di Kyoto.

Qui sotto riportiamo gli impegni di riduzione delle emissioni contenuti nei primi 7 INDCs, presentati da 34 delle 195 Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (l’Unione Europea ha trasmesso i suoi impegni a nome di 28 Stati Membri), commentando alcuni dettagli su alcuni aspetti delicati, l’inclusione o meno negli obiettivi del settore dell’uso del suolo e delle foreste (LULUCF, in sostanza gli assorbimenti di CO2 delle foreste), e l’utilizzo di crediti del mercato del carbonio. Continua a leggere…


Tags: , , , , , ,
4 commenti

18 marzo 2015

Quando il critico televisivo vuole essere rassicurato

Categorie: Catastrofismo, Comunicazione, Giornali, giornalisti, Televisioni  -  Postato da: 

Il commento di Aldo Grasso alla trasmissione “Scala Mercalli”, pubblicato sul Corriere della Sera del 16 marzo, non stupisce chi da tempo segue gli interventi sui cambiamenti climatici degli editorialisti tuttologi del quotidiano milanese, da Pierluigi Battista a Danilo Taino.

Frasi senza significato, argomentazioni contraddittorie, affermazioni senza fondamento, toni derisori: un trash logico, lessicale, morale”, il giudizio di Antonio Calafati su una parte consistente del giornalismo nostrano è ancora attuale, e ben si adatta al critico televisivo del Corriere.

Non é la prima volta che Aldo Grasso si lamenta per il fatto che si parli di cambiamenti climatici in televisione. Già il 30 aprile del 2007 Grasso aveva rivolto le medesime accuse a Luca Mercalli, reo di non limitarsi alle previsioni del tempo, e aveva indicato il modo alternativo e più gradito con cui si dovrebbe trattare il tema, “le splendide meteorine di Emilio Fede” (oggi preferisce “lo stile rassicurante di Piero Angela”). Continua a leggere…


Tags: ,
11 commenti

9 marzo 2015

Il clima di mia figlia e il mio

Categorie: Emissioni, Temperature, Trend  -  Postato da: 

Qualche giorno fa mia figlia mi ha chiesto se era vero che il 2014 è stato l’anno più caldo. Benché con il padre che si ritrova non è raro che senta parlare di cambiamenti climatici non mi aveva mai fatto una domanda specifica sui record di temperatura. Riflettendoci, mia figlia aveva solo 12 anni nel 2010, l’anno record precedente. Non è quindi strano che non ne avesse parlato e forse non ne era nemmeno a conoscenza.
La domanda di mia figlia mi ha spinto a confrontare il clima vissuto da lei rispetto ai miei primi sedici anni. Non mi era mai capitato di farlo e nonostante siano anni che mi interesso di clima, non l’avevo mai vista in questi termini. Devo ammettere che questo punto di vista “personale” mi ha sorpreso.

 

Mia figlia ha vissuto in un clima globale in media 0,57 °C più caldo rispetto a me. Per confronto, la differenza fra mio padre e me è stata quasi nulla, solo -0,02 °C. Io ho vissuto un solo anno record, il 1973 più caldo di soli 0,.01 °C rispetto al record precedente ventinove anni prima; lei ne ha vissuti già quattro (1998, 2005, 2010 e 2014). Il mio anno più caldo è stato 0,24 °C al di sotto del suo anno più freddo e la differenza fra il mio più freddo e il suo più caldo è stata di 0,87 °C. Il mio clima trentennale è stato sostanzialmente stabile mentre il suo si riscalda ad un ritmo di 0,17 °C ogni decennio. Continua a leggere…


Tags:
44 commenti

Next »

This site is using Web Stats, created by http://emailextractor14.com