Notizie e approfondimenti sul clima che cambiaPosts RSS Comments RSS

12 luglio 2017

L’impossibile smentita delle zichicche

Categorie: Bufale  -  Postato da: 

Su il quotidiano Il Giornale è stato pubblicato l’ennesimo delirio sul clima del prof. Zichichi, seguito da un appello contro presunte bufale sul clima e una richiesta di smentita: ma a ben guardare, la tesi di Zichichi è talmente priva di senso da non poter essere neppure smentita.

 

Di solito leggiamo gli articoli sul clima che il Prof. Antonino Zichichi scrive su Il Giornale con spensieratezza se non divertimento, più o meno come assistiamo in televisione alle sue imitazioni da parte del comico Maurizio Crozza. Ci sembra evidente che la credibilità dell’anziano fisico delle particelle sui temi della climatologia sia nulla, che sia palese l’inconsistenza delle sue critiche alla scienza del clima, nonché la presenza di numerose castronerie.

Per questi motivi, negli ultimi anni abbiamo steso un velo pietoso e raramente replicato (qui un vecchio post del 2009: “Zichicche (n+1): i batteri dormiglioni”), archiviando gli articoli nella categoria del cabaret.

Quello del 5 luglio “L’inquinamento L’inquinamento va punito come reato, ma è da ciarlatani dire che modifica il clima” merita un’eccezione, in quanto alla fine dello scritto, Zichichi ha pubblicato una sorta di appello contro “il terrorismo ambientalista” e “le bufale che vengono fatte circolare sul clima”, firmato da “20 professori provenienti da università e centri di ricerca di tutto il mondo”, fra cui gli italiani Alessandro Bettini (Università di Padova), Federico Antinori (Università di Padova), Giorgio Benedek (Università di Milano-Bicocca) e Cristiano Galbiati (Università di Princeton).

Siccome combattere le bufale sul cambiamento climatico è uno degli scopi di questo blog, e visto la richiesta finale in fondo all’appello “aspettiamo smentite”, abbiamo provato a valutare la confutazione delle tesi di Zichichi. Continua a leggere…


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5 luglio 2017

Il consumo di carne, i cambiamenti climatici e la salute

Categorie: Agricoltura, Emissioni  -  Postato da: 

Gli allevamenti animali, e il consumo di carne e di altri derivati animali, sono da tempo considerati una fonte importanti di gas serra, e quindi fra le cause dei cambiamenti climatici.
Non è facile attribuire un valore preciso al contributo della produzione della carne alle emissioni totali di gas serra, perché le assunzioni metodologiche possono portare a valori diversi. Si possono infatti considerare diversi passaggi della filiera di produzione (ad esempio anche il trasporto e la conservazione della carne) e molti dati necessari sono spesso incerti.
Gli allevamenti sono associati alle emissioni di anidride carbonica, di protossido d’azoto, di metano prodotto dalla digestione enterica dei ruminanti.  Per essere conteggiate complessivamente in termini di CO2 equivalente si possono usare diversi Global Warming Potential, che possono essere riferiti a diversi orizzonti temporali in cui considerare l’effetto totale climalterante (per convenzione si usa 100 anni ma è, appunto, una convenzione).
Assunzioni estreme su alcuni dati possono portare a stime poco credibili, come quella contenuta nel documentario Cowspiracy, in cui tramite diverse ipotesi molto discutibili si arriva ad attribuire agli allevamenti il 51% delle emissioni globali, addirittura più di quelle dovute ai combustibili fossili. Una stima più realistica fornita dal capitolo 11 del Quinto Rapporto IPCC – WG3 e da interessanti rapporti FAO (Tackling Climate Change Through Livestock, Livestock’s Long Shadow e Livestock – Environment interactions: Issues and options), è pari al 15%, e l’intero settore AFOLU (Agriculture, Forestry, and Other Land Use) secondo l’IPCC contribuisce al 24% delle emissioni climalteranti globali. Continua a leggere…


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3 luglio 2017

Problemi con le immagini dei post

Categorie: Internet  -  Postato da: 

Abbiamo un problema con le immagini dei post pubblicati fino a marzo 2017, in quanto Photobucket ha cambiato le regole del servizio che forniva.

Stiamo lavorando per ripristinare tutte le immagini. Ci vorrà qualche settimana.

I webmaster

 


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26 giugno 2017

I climatologi negano l’esistenza di Donald Trump

Categorie: Bufale  -  Postato da: 

Pubblichiamo la traduzione di questa interessante notizia apparsa su un blog in Belgio.

 

Oltre 500 climatologi, geologi e scienziati vari si sono riuniti la scorsa settimana a Parigi per un vertice speciale, dedicato a discutere l’esistenza di Donald Trump, presunto 45° Presidente degli Stati Uniti. Benché il fenomeno politico abbia avuto ampio risalto nei media negli ultimi anni e, secondo numerose fonti, sia stato “osservato” anche in Europa, molti prestigiosi specialisti rimangono scettici circa la reale esistenza dell’uomo Donald Trump.

Sin da quando ha vinto le elezioni presidenziali statunitensi, i ricercatori del clima e gli esperti politici hanno vivacemente discusso dell’effettiva esistenza di Mr. Trump.

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18 giugno 2017

Una “ola” per Federico Rampini

Categorie: Bufale, giornalisti, Negazionismo  -  Postato da: 

Nella puntata di “8 e mezzo”, sabato 10 giugno, la giornalista de Il Tempo e Libero Paola Tommasi, capo della segreteria tecnica del presidente del gruppo Forza Italia della Camera dei Deputati, ha concentrato in pochi secondi un campionario di sciocchezze sul tema dei cambiamenti climatici in grado di insidiare i precedenti record di Franco Battaglia e Annalisa Chirico.

Argomenti già sentiti, come “gli scienziati sono divisi” “i cambiamenti climatici ci sono sempre stati”, oppure “da 15 anni la temperatura globale media è rimasta invariata” (argomento in voga 5 anni fa, ormai ridicolo viste le temperature record degli ultimi tre anni), con la chicca del “gli studi scientifici ci dimostrano che anche su Marte ci sono i cambiamenti climatici e lì non c’è vita” (una bufala nota da anni). Continua a leggere…


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4 giugno 2017

Il discorso di Trump: solo un diversivo?

Categorie: Negoziazioni  -  Postato da: 

Il discorso con cui Trump ha annunciato di voler avviare le procedure per il ritiro degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi è stato accolto, come c’era da attendersi, da critiche quasi unanimi da parte degli altri leader mondiali. E da una pronta risposta di 68 sindaci, sia Repubblicani che Democratici (tra cui quelli di New York, Chicago, Seattle, Boston, Los Angeles, San Francisco, Miami, Houston, Palm Beach, Little Rock) che hanno affermato con forza di voler rispettare gli impegni per contenere l’incremento della temperatura globale.

La proposta avanzata da Trump nel suo discorso, di avviare un negoziato per un nuovo accordo, è quindi destinata ad un nulla di fatto. Inoltre, l’Accordo di Parigi prevede tempi di uscita molto lunghi; la mossa di Trump non produrrà quindi effetti concreti fino al 4 Novembre 2020, data in cui gli Stati Uniti potranno formalmente abbandonare l’Accordo.

La decisione di Trump avrà come principale effetto il disimpegno degli USA nel rilancio degli impegni di riduzione a livello globale, e i danni saranno soprattutto per gli stessi Stati Uniti.

Si tratta per lo più di una decisione simbolica, legata all’ossessione paranoica ben rappresentata dallo slogan “Make America Great Again”.

Non c’è molto da dire dal punto di vista scientifico sul discorso di Trump (qui il testo): l’inconsistenza e la miopia delle critiche di Trump alla sostanza dell’Accordo sono palesi. I numeri sulle probabili perdite di posti di lavoro (2,5 milioni entro il 2025) o sulla perdita di benessere conseguenti alle politiche sul clima sono rozzi errori o vere e proprie bugie (qui un interessante fact checking): tesi senza fondamento che assomigliano da vicino agli argomenti con cui nel corso degli anni ha denigrato o deriso la scienza del clima (qui potete trovare un incredibile discorso in cui Trump propone di fare un test di intelligenza a chi crede nel riscaldamento globale, mentre a Rochester fa freddo).

E comunque l’economia, i capitali, gli investimenti stanno già andando dalla parte giusta. Non è un caso che un’azienda americanissima come Tesla, che oggi più di chiunque altro incarna la visione di un mondo decarbonizzato, abbia ormai superato in capitalizzazione di borsa colossi come Ford e General Motors. E a questo punto anche Musk abbandona il suo ruolo di consigliere di Trump, avendo evidentemente molto di meglio da fare. Continua a leggere…


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23 maggio 2017

WorldClimaps, uno strumento per accrescere la consapevolezza sui cambiamenti climatici

Categorie: Comunicazione, Fotografie, Impatti, Mitigazione  -  Postato da: 

Pubblichiamo la presentazione di WorldClimaps, un nuovo strumento creato per far conoscere le conseguenze del cambiamento climatico, e le azioni di risposta avviate, in tutto il mondo. Prevede la possibilità per tutti di partecipare, fornendo informazioni.

 

Il cambiamento climatico influenza tutti noi e ogni aspetto della nostra vita. Influenza gli ecosistemi, le nostre infrastrutture, la nostra salute, il nostro sistema economico e la sicurezza globale. Sta mutando il pianeta per come è conosciuto e lo sta facendo ad una velocità maggiore di quanto sia mai avvenuto precedentemente. Si tratta di un problema reale che va affrontato.

Per poter reagire al cambiamento, è di fondamentale importanza comprendere ed individuare le sue reali cause e conseguenze. Conosciamo le conseguenze fisiche e dirette del cambiamento: riscaldamento dell’atmosfera e degli oceani, scioglimento dei ghiacci, aumento del livello del mare. Ma quali sono le conseguenze indirette? In che modo questi avvenimenti globali vanno ad influenzare la nostra vita, il nostro sistema economico e sociale? Perché facciamo così fatica a vederle e perché è di massima urgenza reagire al cambiamento? Continua a leggere…


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12 maggio 2017

Le risposte degli scienziati – seconda parte: l’affidabilità dei modelli climatici

Categorie: Attribuzione, Modelli Climatici  -  Postato da: 

Pubblichiamo la seconda parte della traduzione del post di Climate Feedback con le risposte degli scienziati ad alcune affermazioni avvenute nell’audizione presso lo presso lo U.S. House Committee on Science, Space, and Technology, che si è tenuta lo scorso 29 marzo, sul tema Climate Science: Assumptions, Policy Implications, and the Scientific Method.
Le citazioni tratte dall’audizione sono indicate in corsivo fra parentesi quadre, e per ognuna è indicato l’autore. Seguono le risposte rilasciate da scienziati. L’elenco completo dei commenti è disponibile qui.

 

[…Dimostro che il consenso dei modelli è ben lontano da superare il test del confronto con il mondo reale.]

John Christy

 

Victor Venema, Scientist, University of Bonn, Germany:

Da anni, Christy mostra questo grafico (riportato qui a fianco, ndr) sul suo blog e durante audizioni al Congresso. Se fosse un risultato valido, sarebbe scientificamente interessante. Tuttavia, in tutti questi anni Christy non ha mai pubblicato un articolo scientifico basato sulle sue affermazioni, e diversi scienziati hanno dovuto analizzare attentamente il grafico per capire come è stato generato.

Una cosa chiara è che, a causa della media sui 5 anni, il forte riscaldamento degli ultimi tre anni non compare. Inoltre, la media tra i dataset dei palloni sonda e quelli satellitari azzera le ampie incertezze delle osservazioni. Non è molto corretto allineare misurazioni e modelli scegliendo un solo anno particolarmente caldo; per ridurre l’influenza di queste scelte arbitrarie, gli scienziati di solito usano periodi più lunghi. Questo post di RealClimate discute parecchi di questi problemi, ma sfortunatamente Christy non ne ha tenuto conto e non ha corretto il grafico. Continua a leggere…


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30 aprile 2017

Le risposte degli scienziati – prima parte: le prove del riscaldamento globale

Categorie: Temperature, tendenza  -  Postato da: 

Pubblichiamo in questo e nei prossimi due post la traduzione delle risposte degli scienziati ad alcune affermazioni sul tema della scienza del clima avvenute nell’audizione presso lo U.S. House Committee on Science, Space, and Technology, che si è tenuta lo scorso 29 marzo, sul tema “Climate Science: Assumptions, Policy Implications, and the Scientific Method“

In questa audizione sono stati chiamati a partecipare solo quattro “testimoni” che non possono essere considerati rappresentativi di tutti i settori di studio necessari per comprendere un ambito tanto vasto quanto le scienze del clima.

Il network di scienziati Climate Feedback ha perciò chiesto a ricercatori che pubblicano regolarmente sui temi oggetto dell’audizione di fornire un parere sulla validità delle testimonianze, in modo da fornire un quadro più ampio e significativo dello stato della conoscenza scientifica.

Le citazioni degli interventi sono indicate in corsivo fra parentesi quadre, e per ognuna è indicato l’autore; il testo integrale dei commenti è disponibile qui. Continua a leggere…


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18 aprile 2017

La fallacia dello “stratagemma Galileo”

Categorie: Comunicazione  -  Postato da: 

Capita spesso, quando si discute di cambiamenti climatici, di sentire usare lo “stratagemma Galileo”, che in sintesi è questo: “Galileo Galilei era in disaccordo con l’establishment scientifico del tempo, ma aveva ragione, quindi potrebbe essere che anche oggi abbiano ragione i pochissimi scienziati che negano le responsabilità umane sul cambiamento climatico”.

Questa argomentazione ha alcuni punti deboli storici (diversi scienziati del suo tempo davano ragione a Galileo, l’Inquisizione che l’ha perseguitato non era formata da scienziati), e logici (Galileo è oggi celebrato perché aveva ragione, non solo perché era un eretico per il suo tempo) ma viene usata così di frequente e in ambiti così vari  che il “Galileo Gambit” è catalogato come un tipo di errore logico, discusso sul web in molti post interessanti.

Visto che ancora oggi capita di sentirlo riproposto, pubblichiamo una rappresentazione molto efficace della fallacia dello stratagemma di Galileo, la figura pubblicata da David J. A. Cooper.

Il caso di Galileo si trova all’intersezione fra le persone che usano la ragione, le persone che hanno ragione e le persone che sono perseguitate per le loro convinzioni.

Separate dalla grande barriera della consapevolezza di sé stanno le persone che pensano di incarnarle tutte quante, grazie al fatto di dimostrare costantemente di avere torto.

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Testo di Stefano Caserini, con contributi di Gabriele Messori e Sylvie Coyaud


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3 aprile 2017

La protesta di Mark Cane contro “La Lettura”

Categorie: Dibattito, Disinformazione  -  Postato da: 

In precedenti post abbiamo raccontato il clamoroso infortunio dell’inserto culturale del Corriere della Sera, La Lettura, che ha organizzato un maldestro confronto fra un negazionista non competente William Happer, e uno scienziato del clima, Mark Cane. Il Prof. Cane in realtà non sapeva che la sua intervista sarebbe stata utilizzata per un confronto, né sapeva che fosse uscita.
Pubblichiamo qui la sua lettera di protesta, inviata il 10 marzo, che il Corriere della Sera non ha pubblicato.

Caro direttore,
nel numero di La Lettura pubblicato il 26 febbraio sono stato coinvolto in un “dibattito” sul riscaldamento globale. Quando ho risposto alle domande della sua giornalista, Serena Danna, non mi era stato detto che le mie risposte sarebbero state presentate come facenti parte di un “dibattito”. Nonostante il risultato finale non sia catastrofico, ci sono alcuni punti che mi imbarazzano inutilmente — ed imbarazzano anche Il Corriere. In quanto “padre” di El Niño, me la sarei di sicuro presa coll’idea che El Niño sia cominciato nel 1998 quando abbiamo prove che accadesse ~130mila anni fa, ed abbiamo documentazione dettagliata che l’evento più devastante è stato quello del 1877. In molti punti, le mie “risposte” al professor Happer non sono esaurienti. Lo sarebbero state, se avessi saputo a che gioco stavo giocando. Questo è un disservizio ai suoi lettori, che li priva della comprensione che sarebbe derivata da un vero dibattito. I lettori che desiderino conoscere meglio la verità guardino qui (ndr: o su Climalteranti). Continua a leggere…


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19 marzo 2017

Le foreste sono cruciali per raggiungere gli obiettivi di Parigi?

Categorie: Inventario emissioni, LULUCF, Negoziazioni, Protocollo di Kyoto  -  Postato da: 

L’Accordo globale per ridurre le emissioni di gas serra, raggiunto al Parigi nel dicembre 2015, ha l’obiettivo di mantenere l’aumento delle temperature medie globali ben al di sotto dei due gradi rispetto all’epoca pre-industriale (art 2.1.a). Questo obiettivo necessiterà di “raggiungere un equilibrio tra emissioni ed assorbimenti antropici di gas serra” (art. 4.1), Continua a leggere…


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6 marzo 2017

È certo, il clima è surriscaldato

Categorie: Dibattito, Disinformazione  -  Postato da: 

Nell’intervista pubblicata da “La Lettura” del 26 febbraio 2017, intitolata “Credetemi, il clima non è surriscaldato”, William Happer ha rispolverato molti dei miti del negazionismo climatico, da tempo confutati dalle evidenze scientifiche disponibili. Come spiegato nel precedente post, nell’articolo dell’inserto culturale del Corriere della Sera (qui il testo) è stato proposto un finto confronto fra il fisico William Happer e il climatologo Mark Cane (raggiunto via mail, Cane ha dichiarato di non essere al corrente della presenza di un interlocutore nell’articolo, com’è raccontato qui). Molte delle affermazioni di Happer non sono state confutate nell’articolo, che ha anzi dato pari dignità, e più spazio e visibilità complessiva, alle sue opinioni rispetto a quelle del climatologo Cane.

In collaborazione con Scienza in Rete, Climalteranti ha analizzato le 14 affermazioni scientifiche di Happer, mostrandone l’inconsistenza scientifica.

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27 febbraio 2017

L’infortunio de “La Lettura”

Categorie: Dibattito, Disinformazione  -  Postato da: 

Provate a immaginare cosa succederebbe se l’inserto culturale del Corriere della Sera, “La Lettura”, ospitasse nelle sue prime pagine un articolo intitolato “Credetemi, i vaccini provocano l’autismo”, con un confronto fra un odontotecnico in pensione (che sostiene quella tesi) e un epidemiologo specializzato in vaccini (che sostiene il contrario).

Probabilmente scoppierebbe uno scandalo mediatico, o almeno sarebbero sommersi dalle pernacchie il redattore (responsabile del titolo schierato a supporto di una delle due tesi – quella infondata), la giornalista (responsabile di mettere sullo stesso piano le opinioni stravaganti di un incompetente e i fatti di un esperto del settore) e il direttore dell’inserto (responsabile di aver dato  il massimo rilievo a un articolo insensato su un tema di grande rilevanza sociale); il direttore del quotidiano farebbe probabilmente passare loro un brutto quarto d’ora.

Questo esercizio di immaginazione è necessario per capire perché l’articolo pubblicato da “La Lettura” del 26 febbraio 2017, intitolato “Credetemi, il clima non è surriscaldato, rappresenta un’ulteriore prova del ritardo del mondo della cultura italiana nel comprendere la gravità del problema del riscaldamento globale. E del non rendersi neppure conto di quanto questo ritardo possa essere pericoloso. Continua a leggere…


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12 febbraio 2017

Un film da buttare: The Great Global Warming Swindle

Categorie: Disinformazione, Film  -  Postato da: 

Iniziamo con questo post una serie di interventi che analizzano il materiale che ha costituito negli anni passati le basi del negazionismo climatico. E che ora si può tranquillamente buttare nel cestino.

The Great Global Warming Swindle (“La grande truffa dei cambiamenti climatici”) è un documentario del 2007, diretto da Martin Durkin. È stato prodotto da Channel 4, visto da molti milioni di persone, in Italia trasmesso in una puntata di Matrix nella giornata mondiale dell’Ambiente del 7 luglio 2007 (introdotto da Enrico Mentana come esempio di “giornalismo controcorrente”).  È stato molto visto su YouTube, da una rapida occhiata ai commenti parrebbe che abbia fatto breccia nell’opinione degli utenti. Molto spesso è stato citato come un esempio di confutazione delle teorie più accreditate sul riscaldamento globale. 

In sintesi, la tesi del film è che esisterebbero validi motivi per non credere alle spiegazioni “ufficiali” riguardo alle variazioni di temperatura cui stiamo assistendo, e i cambiamenti climatici non sarebbero altro che un pretesto per orientare l’economia in direzione di alcune specifiche attività, impedendo, fra l’altro, lo sviluppo dei paesi del Terzo Mondo. Sequenze di voce narrante, accompagnate da immagini ora apocalittiche ora tranquillizzanti, si alternano a brevi interventi di personalità appartenenti a vari ambiti scientifici, finalizzate a smantellare le comuni credenze a proposito dei cambiamenti climatici e ricostruire l’oscura trama che ha dato origine a questa scellerata serie di truffe: swindle, per l’appunto. Continua a leggere…


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