Notizie e approfondimenti sul clima che cambiaPosts RSS Comments RSS

17 luglio 2016

Franco Battaglia sbaraglia gli avversari: 112 errori in 31 pagine

Categorie: Disinformazione, Errori, Giornali, Record, Temperature  -  Postato da: 

In un libretto uscito allegato a il Giornale, il professore dell’Università di Modena ha riproposto le sue solite sciocchezze sul tema del riscaldamento globale. Un’analisi di dettaglio ha contato 112 affermazioni sbagliate, di cui 16 nel primo capitolo, nientemeno che una “Lettera al Papa”.  

Nel libretto uscito nelle edicole il 6 luglio con “Il Giornale”, poche settimane dopo il “Mein Kampf, intitolato “Mezze stagioni, mezze verità. Contro il falso mito del riscaldamento globale”, il Prof. Franco Battaglia ha stabilito un nuovo record, in grado di polverizzare tutte le precedenti prestazioni sue e di altri negazionisti climatici.

Nelle 31 pagine del testo anche questa volta non si trovano nuovi argomenti o tesi scientifiche, molte delle cose scritte sono confutate da anni, a partire dal capitolo a lui dedicato di “A qualcuno piace caldo”. La cosa interessante è anzi che sono riproposti gli stessi argomenti, senza curarsi del fatto che in molti casi sia stata la realtà, e non solo la scienza del clima, a confutarli.

Molti sono i tratti divertenti del libretto, a partire dal Capitolo 1, la “Lettera al Papa” presentata nel preambolo con “Era il giugno 2015 quando alla Casa Santa Marta ricevettero la lettera. Da Francesco a Francesco” (uno dei due Francesco è Battaglia, l’altro è solo il Papa), e che contiene frasi come “Temo, allora, che il diavolo si sia insinuato nei cuori di coloro che L’hanno consigliata” e “credo che a volte non sia stato lo Spirito Santo la Sua guida”. Notare che la versione online della lettera (che si può leggere qui), pubblicata nel settembre 2015, contiene molti numeri diversi da quella del libretto de Il Giornale, anche questi sbagliati.

Nello spirito di servizio di questo blog, ci limitiamo ad una sintetica enumerazione dei 16 evidenti errori presenti nel primo capitolo. Continua a leggere…


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5 luglio 2016

Gli amici della serra

Categorie: Bufale, Esagerazioni  -  Postato da: 

Un’associazione che si autodefinisce ambientalista continua a proporre tesi tendenziose e strampalate che mettono in discussione i risultati della scienza del clima.

Fanno ormai quasi tenerezza i tentativi, fortunatamente sempre più rari, di chi cerca di mettere in discussione i capisaldi della scienza del clima, e la serietà del lavoro degli scienziati che lavorano ai rapporti IPCC. Se non sorprende leggere questi argomenti su quotidiani come Il Giornale o Il Foglio, stupisce leggerli sul notiziario di un’associazione che si chiama “Amici della Terra” e si definisce ambientalista*.

Negli ultimi anni su L’Astrolabio sono stati proposti molti interventi finalizzati a mettere in discussione la scienza del clima, e le conseguenti preoccupazioni. Con argomenti deboli se non infondati, alla faccia della pretesa di mantenere un “alto standard scientifico-tecnico” o addirittura di essere portavoce di un ambientalismo intelligente” che utilizza un “approccio razionale”, e che ha la capacità di “smontare suggestioni e falsi miti. Continua a leggere…


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14 giugno 2016

Le water towers dell’Asia a rischio per il cambiamento climatico: cosa riserva il futuro ?

Categorie: Ghiacciai, Idrologia  -  Postato da: 

Le water towers dell’Asia stanno subendo gli effetti dei cambiamenti climatici. Dopo aver recentemente esplorato il clima futuro, proponiamo nel post i risultati di studi recenti che esplorano il futuro dei ghiacciai del sistema Hindu-Kush, Karakoram e Himalaya.

Campo base Nepalese dell’Everest, ghiacciaio del Khumbu, 5500 mslm, Maggio 2014. Foto di Daniele Bocchiola

 

Abbiamo di recente commentato i possibili futuri del clima globale. Il ventaglio di possibili scenari climatici forniti dall’IPCC delinea alcune tendenze generali assodate, come i forti impatti nelle aree di alta quota del pianeta. Le water towers, torri dall’acqua dell’Asia, Hindu Kush, Karakoram e Himalaya (HKKH), sono a forte rischio in un quadro di cambiamento climatico. Continua a leggere…


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13 giugno 2016

In memoria di Guido Barone

Categorie: Ricordi  -  Postato da: 

Ci ha lasciato nei giorni scorsi Guido Barone, uno scienziato riconosciuto a livello nazionale ed internazionale sui temi della calorimetria e della chimica fisica ambientale, nonché uno dei primi collaboratori e autori di Climalteranti.

Guido ha insegnato per molti anni all’Università di Napoli Federico II, tenendo i corsi di Corsi di Chimica Fisica Biologica, Chimica Fisica Ambientale, Dinamica e Regolazione di Processi Lontani dall’Equilibrio e Tecnologie Energetiche. Ha pubblicato oltre 200 lavori su riviste internazionali qualificate e dotate di peer review.

Guido è stato via via per molti di noi un mentore, un punto di riferimento, un amico, un tutor, una certezza in tanti settori; impegnato sulla struttura dell’acqua, fin dagli anni 60 si era poi piano piano trasferito sui temi più ampi della Chimica Fisica Ambientale costruendo un valido gruppo di ricerca. Curioso di tutto ciò che riguardava l’acqua, un vero acquologo e acquosofico, non disdegnava anche temi di confine. Era stato con Emilio Del Giudice, che lo ha preceduto di poco, e con Ennio Galzenati, una delle persone che ha segnato la vita culturale e sociale della Napoli degli anni ‘60 e ‘70. Continua a leggere…


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6 giugno 2016

Il romanzo sugli impatti e la scienza del clima

Categorie: Catastrofismo, livello del mare, Proiezioni, Recensione, Scenari  -  Postato da: 

L’ultimo libro di Bruno Arpaia, Qualcosa, là fuori (Edizioni Guanda), è ambientato in un mondo futuro devastato dagli impatti dei cambiamenti climatici. È indubbiamente una cosa positiva quando il mondo della cultura e della letteratura abbraccia temi come questo e li porta alla conoscenza di un pubblico più vasto di quello puramente scientifico o accademico, perché i risultati possono essere molto interessanti (si veda Libertà di Johnatan Franzen o Solar di Jan McEwan) e perché il futuro dipende dalle scelte che tutti noi faremo.

Non è certo il compito di un blog scientifico come Climalteranti proporre una recensione di questo romanzo, che ha indubbie qualità letterarie. Al di là del fatto che possa sembrare riuscito o no, noioso o avvincente, originale o già sentito, l’analisi che sarà fatta in questo post sarà sulla rappresentazione che viene proposta degli scenari di cambiamento climatico e dei relativi impatti.

Siamo coscienti che non sarebbe necessario valutare la sostanza scientifica del testo; un romanziere ha tutto il diritto di andare oltre i limitati ambiti della realtà delle cose, ed è proprio questo il bello di molti romanzi. Il problema in questo caso è che nelle due pagine finali di “Avvertenza”, l’autore scrive di avere “attentamente confrontato” gli scenari del libro con “i Rapporti dell’IPCC e dell’European Environmental Agency”, e sostiene che questi “però, secondo numerosi scienziati del clima peccano sistematicamente per difetto”.

L’accusa è pesante: può capitare di sottostimare o sovrastimare l’evoluzione di una componente del sistema climatico (es. l’andamento del ghiaccio marino artico o antartico) poiché non tutti i processi fisici che la caratterizzano sono ancora noti con esattezza o si riescono a riprodurre appieno in un modello – che per sua natura è comunque imperfetto; e può anche essere che le sottostime siano maggiori delle sovrastime; ma una sottostima “sistematica” in ambito scientifico è un errore molto grave, sottintende inevitabilmente o una pesante incapacità (nel caso la sistematica sottostima sia involontaria) o una volontà fraudolenta. Continua a leggere…


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27 maggio 2016

The ongoing climate change and the possible futures

Categorie: Animazioni, Protocollo di Kyoto, Temperature, Trend  -  Postato da: 

The science of climate change presents, with no doubts, worrying reports (as the recent data on CO2 in atmosphere, monthly temperature, Arctic sea ice, acidification of the oceans).

The good news is that we do not have just one future in front of us, but we can still make our choices.

There are several possible futures. Scientists call these “scenarios”, and here we are going to present three of them, taking inspiration from the spiral method of monthly anomalies, originally developed by Ed Hawkins for HadCRUT data. Continua a leggere…


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27 maggio 2016

Il cambiamento climatico in corso e i futuri possibili

Categorie: Protocollo di Kyoto, Scenari, Temperature, Trend  -  Postato da: 

La scienza dei cambiamenti climatici porta, indubbiamente, notizie preoccupanti (come gli ultimi dati di CO2 in atmosferatemperature mensili, estensione dei ghiacci artici, acidificazione dei mari).

Una buona notizia è che davanti a noi non abbiamo un solo futuro, ma possiamo ancora scegliere.

Ci sono diversi possibili futuri. Gli scienziati li chiamano “scenari”, e qui ne presentiamo tre, prendendo spunto dal metodo a spirale delle anomalie mensili, sviluppato originariamente da Ed Hawkins per i dati HadCRUT. . . . Continua a leggere…


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7 maggio 2016

Il mondo dopo Parigi

Categorie: Libri, Negoziazioni, Recensione  -  Postato da: 

Un libro (versione epub) pubblicato da Edizioni Ambiente, propone 8 analisi e 12 opinioni sull’Accordo di Parigi. Pubblichiamo la nota introduttiva dei curatori, Emanuele Bompan e Sergio Ferraris.

 

Oggi la questione del cambiamento climatico definisce un’epoca. Forse nemmeno gli scienziati e gli addetti ai lavori hanno realizzato la portata storica di questa mutazione iperaccellerata della chimica del pianeta, dei suoi ecosistemi, dell’economia globale, dei nostri consumi e costumi.

La fine dell’economia fossile, l’epoca delle grandi catastrofi, l’accelerazione della storia naturale, la sfida per fermare il cambiamento climatico. Sono tutte questioni d’infinita complessità, con diramazioni difficili da definire ora, in ogni ambito della vita antropica e naturale.

In questa epoca storica, la modernità del cambiamento climatico, che posizione occuperà l’Accordo di Parigi? Sarà il fallimento che ha portato il mondo al collasso? Un rumore di fondo al ruolo delle imprese e della società civile che hanno cambiato il modo in cui viviamo consumiamo, abitiamo e ci spostiamo? O il momento storico che ha tracciato la via per le generazioni a future e limitato i danni del cambiamento climatico antropico?

In questo libro da un lato abbiamo voluto raccogliere commenti e opinioni su questo controverso accordo, approvato nel dicembre 2015 a Parigi. Idee, riflessioni, critiche dalla società civile, dalla politica e dal mondo delle imprese italiane. Che raccontano anche lo stato della riflessione nel nostro paese.

Dall’altro, professori, giornalisti e tecnici hanno contribuito con una serie di saggi tecnici sugli elementi salienti dell’accordo per realizzare uno strumento di utilità per il ricercatore, lo studente, il cittadino interessato, il politico che vuole interessarsi di come l’Accordo di Parigi cambierà le nostre vite. Continua a leggere…


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30 aprile 2016

Le conseguenze dell’Accordo

Categorie: Mitigazione, Negoziazioni, Scenari  -  Postato da: 

Prendere sul serio gli obiettivi dell’Accordo di Parigi comporta intraprendere enormi azioni di riduzione delle emissioni in tutti i settori, con una velocità e radicalità senza paragoni col passato.

C’è un clima di generale contentezza per il grandissimo numero di paesi (175) che ha firmato l’Accordo di Parigi, per i 15 che l’hanno già ratificato e per le importanti dichiarazioni sulla volontà di fare entrare in vigore l’Accordo entro il 2016. “Saremo protagonisti”, ha detto il primo ministro italiano; “L’Italia e l’Europa ci sono, da protagoniste” ha twittato il Ministro dell’Ambiente. Buone notizie, indubbiamente.

Il linguaggio enfatico e generico di alcuni interventi, gli errori presenti su alcuni articoli, l’ascolto in alcune trasmissione televisive delle già sentite formule “Bisogna tener conto della situazione congiunturale”, “passare alla rinnovabili è estremamente gravoso e ora non è il momento, non possiamo farlo così velocemente”, fa pensare che a molti non sia chiaro cosa significhi prendere sul serio e implementare l’Accordo di Parigi.

Proviamo quindi a spiegarlo in 5 passaggi, basandoci sui numeri presenti in un articolo pubblicato circa un anno fa da Rogelj et al. su Nature Climate Change, Energy system transformations for limiting end-of-century warming to below 1.5 °C (l’articolo per i non abbonati è a pagamento, ma una sintesi si trova qui o in questa analisi di Climate Analytics). Continua a leggere…


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21 aprile 2016

Il record di firme per l’Accordo di Parigi

Categorie: Negoziazioni  -  Postato da: 

Un numero record di Stati il 22 aprile avvierà le procedure per la ratifica dell’Accordo di Parigi, già ratificato da 8 Stati, per lo più membri di AOSIS, la coalizione dei piccoli Stati insulari.

 

Oltre 154 Paesi hanno annunciato l’intenzione di sottoscrivere l’Accordo di Parigi già il primo giorno in cui questo sarà legalmente possibile, il 22 aprile 2016. Con la firma dei Capi di Stato o di Governo, i rispettivi Paesi si vincolano a non mettere in atto azioni che contrastino con l’Accordo e ad iniziare o proseguire le procedure interne necessarie alla sua ratifica.

Si tratta di un numero record di Paesi (qui l’elenco), sia rispetto al Protocollo di Kyoto che rispetto ad altri trattati internazionali sulle più diverse tematiche (diritti umani fondamentali, diritti di donne e bambini, non-proliferazione nucleare, ecc.).

Il Protocollo di Kyoto, il principale strumento internazionale per la riduzione delle emissioni in vigore fino ad oggi, era stato firmato il 16 marzo 1998 – primo giorno di apertura alla firma – soltanto da 6 Paesi. Nell’intero primo anno aveva ottenuto 84 firme. Ci erano poi voluti sette anni prima che entrasse in vigore. Continua a leggere…


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9 aprile 2016

Perché votare SÌ al referendum del 17 aprile

Categorie: Energia, Politiche  -  Postato da: 

L’Accordo di Parigi si basa su un incremento sistematico dell’ambizione nella riduzione delle emissioni. In questo contesto, porre limiti allo sfruttamento di gas e petrolio in Adriatico diventa un modo per iniziare ad implementarlo. Climalteranti suggerisce di votare Sì al referendum del 17 aprile, per segnalare chiaramente l’urgenza di rottamare il modello energetico basato sui combustibili fossili. Una scelta strategica per una nazione come l’Italia, ricca di sole e di mare, con un turismo da salvaguardare e promuovere. 

Abbiamo già raccontato in passato come  molti scienziati, dopo aver individuato le cause dei cambiamenti climatici (principalmente le emissioni da fonti energetiche fossili e la deforestazione), dopo aver previsto le mutazioni del sistema climatico, dopo aver mostrato le possibilità di opzioni alternative ed averle discusse, sentono di non fare abbastanza per il clima.

Abbiamo visto gli allarmi degli scienziati trattati con sufficienza ed accantonati dal dibattito politico, intriso di attendismi e disinteresse. “Non sono uno scienziato, ma non credo che ci sia un problema climatico”, “il clima è sempre cambiato/ gli scienziati non sono del tutto sicuri”, sono ritornelli sentiti ormai troppo.

Ora il voto referendario sulle concessioni petrolifere entro le 12 miglia dalla costa pone una scelta secca, che riguarda anche le politiche climatiche ed energetiche dei prossimi anni.

Qui sotto sono riportate le ragioni per cui il Comitato Scientifico di Climalteranti ritiene che sia necessario votare Sì. Continua a leggere…


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3 aprile 2016

10 buone notizie sul cambiamento climatico

Categorie: Libri  -  Postato da: 

Capita spesso, alla fine di una conferenza sui cambiamenti climatici, la richiesta di raccontare qualcosa di positivo, che possa infondere speranza e ottimismo sul futuro. Sembra emergere da una spinta liberatoria: e basta con le cattive notizie! Per questo porta sollievo, sui volti compaiono sorrisi, sguardi partecipi. 

In questi tempi in cui l’ottimismo spesso nasconde narcisismo o paura di affrontare la complessità del mondo, la richiesta si scontra con un sospetto motivato, che lo sguardo fiducioso verso il futuro sia un modo per sfuggire alla realtà, all’accettazione della gravità della situazione. 

Col tempo mi sono accorto che la domanda di positività arriva soprattutto dai giovani, da chi non ha intenzione di sfuggire alle proprie responsabilità; arriva perché chi cerca una via d’uscita ne ha bisogno per trovare nuove motivazioni ed energie. In fondo, la spinta per un cambiamento non può derivare solo dal riconoscere una minaccia, un pericolo, ma dal riuscire a scorgere un altro futuro possibile. La minaccia senza la speranza in una via d’uscita ha effetti ridotti e controproducenti: porta a un pessimismo cupo che rende difficile la scoperta, l’analisi e il sostegno alle alternative possibili. Porta alla logica dell’emergenza, e nell’emergenza prevalgono le soluzioni spicce, spesso non le migliori.

Ho provato dunque a raccogliere gli aspetti positivi che si possono intravedere nella complicatissima e maledettamente grave faccenda del riscaldamento globale; sul lato delle evidenze scientifiche sulla situazione attuale e gli scenari futuri, su quanto si sta facendo o si potrebbe fare nei prossimi anni per contrastarlo. 

Fatti che possano essere catalogati fra le buone notizie. Continua a leggere…


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21 marzo 2016

L’opinionista sull’orlo di una crisi di nervi

Categorie: Comunicazione, Psicologia, Televisioni  -  Postato da: 

Il critico televisivo Aldo Grasso ha trovato un motivo di preoccupazione per il problema del riscaldamento globale: il farfallino giallo di Luca Mercalli

Come ampiamente raccontato su Climalteranti.it, non c’è molto da esseri soddisfatti per come il problema del riscaldamento globale è stato raccontato dai mass media negli scorsi anni. Un misto di confusione e ambiguità, di reticenze ed esagerazioni, con una presenza frequente della negazione, del rifiuto di credere a quanto la comunità scientifica in modo sostanzialmente unanime sostiene da decenni. Come già scritto, fortunatamente il negazionismo climatico è quasi scomparso in televisione, sulla carta stampata gli articoli negazionisti sono ormai pubblicati solo su Il Giornale, Libero e Il Foglio.

In questo contesto disastrato, iniziano a vedersi degli sprazzi di informazione di qualità: dal 2015 il meteorologo e climatologo Luca Mercalli, da sempre in prima linea nella divulgazione scientifica sui cambiamenti climatici, conduce una bella trasmissione televisiva, Scala Mercalli, sei puntate in onda in prima serata il sabato, in cui il clima che cambia è il tema principale, con servizi approfonditi e interessanti. Finalmente si inizia a capire qualcosa del problema, le cause, gli impatti già in corso o attesi per il futuro, i modi a disposizione per cambiare direzione.

La conoscenza del problema ha però delle conseguenze, ci mette davanti alla necessità e alla possibilità di azioni per contrastare il cambiamento climatico, come anche Scala Mercalli non può non mostrare: ci sono delle scelte che dovranno essere fatte, dei business che dovranno essere fermati, dei cambiamenti riguardano anche le nostre azioni quotidiane. Continua a leggere…


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12 marzo 2016

Le previsioni “possibili” nel federalismo del meteo – seconda parte

Categorie: Bufale, Errori, Meteorologia  -  Postato da: 

Pubblichiamo la seconda parte del post in cui sono spiegati gli errori e le tesi infondate proposte dal prof. Franco Prodi, nell’articolo-intervista apparso sul Corriere della Sera del 2 marzo 2016, a firma di Gian Antonio Stella (prima parte qui).

2. La meteorologia non ha fatto passi avanti rispetto a “Bernacca”: troppe le variabili

Uscendo dal tema dei cambiamenti climatici ed entrando in quello della meteorologia, si rimane letteralmente “basiti” nel leggere nell’articolo la seguente frase del Prof. Franco Prodi: “Rispetto ai tempi del mitico colonnello Bernacca non è che siano stati fatti passi avanti definitivi. Sono troppe, le variabili”.

È un’affermazione totalmente priva di fondamento. Per smentirla basta ricordare che oggi una previsione a 7 giorni ha la stessa qualità di una previsione a 3 giorni ai tempi di Bernacca: c’è stato un guadagno medio di 1 giorno di previsione affidabile ogni 10 anni. È sufficiente dare anche un rapido sguardo al sito del Centro Europeo per le Previsioni a medio termine (ECMWF) di Reading (vedi qui, ad esempio) per rendersi conto di ciò. In aggiunta, si richiede molto di più ad una previsione rispetto a quanto si poteva chiedere ai tempi del Col. Bernacca. Oggi non si sente più, neanche nelle TV più generaliste, parlare di “cielo poco nuvoloso con nuvolosità in aumento e possibili piogge sul Nord Italia”. Oggi si sente dire, invece: “domani sul settore occidentale della Regione Emilia-Romagna ci potrà essere una elevata probabilità di piogge in eccesso di 50 mm in 24 ore”. Che non è proprio la stessa cosa. Come dire, si rischia anche di confrontare “cose” diverse. Continua a leggere…


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9 marzo 2016

Le previsioni “possibili” nel federalismo del meteo – prima parte

Categorie: Eventi estremi, Meteorologia, Precipitazioni, Statistiche, tendenza  -  Postato da: 

Ancora una volta dal prof. Franco Prodi arrivano affermazioni erronee e accuse infondate sul tema della climatologia e della meteorologia. In questo e in un prossimo post alcune risposte.
 

Sul Corriere della Sera del 2 marzo 2016 è stata pubblicata, a firma di Gian Antonio Stella, una lunga intervista al Prof. Franco Prodi, già professore di fisica all’Università di Ferrara, ricercatore di fisica delle nubi e già direttore dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) del CNR.

L’articolo, intitolato “Le previsioni impossibili nel federalismo del meteo, è in sostanza una requisitoria feroce contro la meteorologia “federata” in Italia, svolta in collaborazione stretta tra Stato e Regioni.

Quanto detto all’intervistatore dal prof. Franco Prodi include sia affermazioni scientifiche erronee sia affermazioni, o giudizi, lesivi del lavoro svolto dall’intera comunità di operatori della “meteo” pubblica, regionale e nazionale.

Già in altre occasioni il Prof. Franco Prodi ha rilasciato affermazioni sbagliate e accuse infondate nel campo della climatologia (si veda ad esempio precedenti post qui, qui, qui e qui). Qui analizziamo alcune affermazioni erronee presenti anche in questa intervista. Continua a leggere…


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