Notizie sul clima che cambiaPosts RSS Comments RSS

24 Agosto 2010

Tuttoscienze o tuttobufale?

Categorie: Bufale, Disinformazione, Protocollo di Kyoto, Raffreddamento  -  Postato da: Climalteranti

Su Tuttoscienze due articoli di Gabriele Beccaria hanno annunciato l’imminenza dell’era glaciale, basandosi su tesi infondate di un astrofisico e un geologo, ad un convegno organizzato dalle lobby negazioniste statunitensi.
.

Nei mesi di maggio e giugno 2010, due articoli di Gabriele Beccaria su “Tuttoscienze” de La Stampa hanno rilanciato l’allarme per un possibile futuro raffreddamento globale.

Non è la prima volta che La Stampa lancia l’allarme per una nuova era Glaciale. Parlarne dopo che una larga parte del pianeta è stata avvolta in un caldo torrido può sembrare ironico, ma va ricordato che tempo e clima sono due cose diverse: per lo stesso motivo per cui un singolo inverno freddo non significa l’era glaciale imminente, un’estate più calda della media di per se non è la prova del riscaldamento globale.

Tuttavia il riscaldamento globale è dimostrato da una tendenza statisticamente molto significativa, che indica che le temperature medie globali degli ultimi anni sono fra le più alte mai registrate, ed è probabile che il 2010 costituirà un nuovo record.

Gli articoli di Beccaria su Tuttoscienze sono invece inconsistenti per ragioni semplici, che hanno a che fare con la mancanza del controllo minimo della credibilità delle fonti che vengono citate, nonché della verifica delle clamorose tesi da questi proposte. A questo si aggiungono una serie di errori meramente giornalistici che danno l’idea della leggerezza con cui è trattata la materia.

L’astrofisico che contesta l’effetto serra

Nel primo articolo, pubblicato il 26 maggio, titolato Arriva il Grande Freddo. Appuntamento per il 2014, Beccaria si è stupito di trovare ad un congresso organizzato dei soliti lobbisti statunitensi uno sconosciuto astronomo russo convinto che l’era glaciale sarebbe prossima in quanto il motore di tutto è il sole.

Il “conto alla rovescia” di Habibullo Abdussamatov indica 42 mesi (ora sono 40) prima dell’inizio della nuova glaciazione, che dovrebbe arrivare nel 2014 (42 mesi dopo il maggio 2010 si arriva al dicembre 2013, ma queste sono sottigliezze..), una previsione secondo Beccaria destinata “a inquietare un’umanità già distratta da un sovraccarico di altri problemi“.

Dopo aver citato il “fronte dei catastrofismi” di cui farebbero parte gli scienziati militanti (viene citato un certo Charles Hansen, che in realtà sarebbe James Hansen, sic), nonché “i recenti scandali su una serie di errori di calcolo”, Beccaria sostiene che il fronte dei “critici” sta aumentando, e specifica che Abdussamatov è uno di questi ed è tutt’altro rispetto ai “negazionisti ottusi” (ammettendo così l’esistenza di un gran numero di negazionisti ottusi).

Invita quindi i lettori ad ascoltare su Youtube il suo intervento al congresso dell’Heartland Institute, suggerendo che superate “le asperità di un inglese faticosamente declamato” si arriva alla sua “scomoda verità“.

Questa verità non è né originale né scomoda, perché è quella che l’Heartland Institute, finanziato dalla Exxon, e altre lobby energetiche da anni cercano di propagandare al fine di continuare a bruciare comodamente e senza vincoli i combustibili fossili rimanenti.

La cosa originale semmai è che Abdussamatov, che secondo Beccaria è “convinto di essere vicino alla  prova definitiva“, supporta le sue tesi con una serie di affermazioni da paura, che farebbero impallidire anche parecchi negazionisti.

La prima è che “L’effetto serra esiste, ma non è la conseguenza dei gas che continuiamo a sparare nell’atmosfera: chi lega l’uno con gli altri in un soffocante abbraccio di causa-effetto prende una cantonata. Il colpevole è il Sole, o meglio la potenza della sua irradiazione, che nell’ultimo secolo è cresciuta in modo abnorme, ma che ora ha imboccato una precipitosa curva discendente“.

È evidente che anche se il riscaldamento globale degli ultimi decenni fosse stato causato dal sole (non lo è), questo non implicherebbe che l’effetto serra non sia causato dai gas emessi dall’uomo, come la CO2. È una cosa nota da più di un secolo, su cui c’è una solidissima teoria provata da migliaia di lavori scientifici.

Si potrebbe (sbagliando) sostenere che le attività umane non sono responsabili dell’attuale riscaldamento, ma il legame fra alcuni gas e l’effetto serra è indiscutibile, nonostante Abdussamatov sia convinto del contrario, come si legge anche dalla sua scheda su Wikipedia.

Beccaria riporta senza alcun timore frasi come “Stiamo per assistere ad un crollo globale delle temperature terrestri“, “Arriveremo ad una previsione esatta della nuova glaciazione“, “L’irrequieta storia - tuttora controversa - delle metamorfosi climatiche” e “I climatologi «classici» - dice l’astrofisico - sarebbero prigionieri di un cortocircuito temporale. Scambiano il passato con il presente

La conclusione è che “Ci sono ancora 42 mesi per capire se ha ragione“.

Il geologo che trucca i grafici

Nel secondo articolo “E’ iniziata la lunga era dei ghiacci, pubblicato la settimana successiva sempre a firma di Gabriele Beccaria, sembra che non occorre aspettare 42 mesi, perché nell’era glaciale siamo già entrati.

L’attacco è memorabile: “Dimenticate tutto quello che pensavate di sapere sui cambiamenti climatici. Il riscaldamento globale è già finito e adesso siamo prigionieri di una fase di raffreddamento planetario che ci farà battere i denti per un trentennio“.

Dimenticare tutto quello che pensiamo di sapere sui cambiamenti climatici è davvero difficile. Proprio tutto? Non c’è proprio nulla da salvare? Dobbiamo dimenticare decine di migliaia di lavori scientifici perchè uno solo ha trovato una idea contraria?  E’ una proposta priva di buon senso, una frase irresponsabile.

L’articolo è un’intervista a Don Easterbrook, geologo americano della Western Washington University, che si dice convinto che “La storia del mondo è un implacabile succedersi di cicli a cui non si sfugge, nemmeno se continuiamo ad avvelenare l’atmosfera di CO2 e altri gas serra“.

L’articolo contiene molti numeri e date su cui si fa fatica a ragionare. “10 grandi periodi di cambiamenti“, definiti “brutali” si sono succeduti negli ultimi 15.000 anni; altri 60 “più brevi ma non meno bruschi si sono alternati negli ultimi 5.000 anni: un’altalena di caldo e di freddo, con le temperature che si sono impennate e sono crollate anche di 10 gradi in un solo secolo“.

Più avanti si dice di 40 cambiamenti caldo-freddo in 500 anni, “caratterizzati da un modello ricorrente che presenta cicli medi di 27 anni“. Poi quattro cambiamenti nell’ultimo secolo (”freddo dal 1880 al 1915, caldo dal 1915 al 1945, di nuovo freddo dal 1945 al 1977 e di nuovo caldo dal 1977 al 1999. Dal ‘99 siamo saltati ancora una volta in un regime freddo“). Quindi si citano i “numerosi cambiamenti climatici” avvenuti “500, 5mila e 15mila anni fa“.

Easterbrook afferma che “Le prove sono nei dati, non nelle opinioni“, ma di spiegazioni sulla fonte dei dati e le modalità di elaborazione, non se ne trovano. 10 gradi di variazione delle temperature in un secolo è un valore enorme, che contrasta con qualsiasi ricostruzione delle temperature dell’Olocene, che sono rimaste piuttosto stabili. Un giornalista che scrive su Tuttoscienze queste cose dovrebbe saperle, o almeno controllarle su Wikipedia.

Beccaria informa che il Professore ha presentato la nuova ricerca alla Conferenza internazionale sul «climate change» di Chicago, omettendo di dare dettagli su chi ha organizzato la conferenza, o di controllare come le opinioni di Easterbrook sono considerate nel settore.

Se l’avesse fatto avrebbe scoperto che da una decina di giorni sul web circolava un po’ di ilarità per come Tim Lambert ha mostrato i trucchi usati da Don Easterbrook per dimostrare l’esistenza del global cooling.

In altre parole, nella sua presentazione alla Conferenza dell’Heartland Institute, Easterbrook ha mostrato una slide (figura di sinistra) in cui mostrava il trend di diminuzione delle temperature dal 2000 al 2010 (come scritto anche su La Stampa, secondo Easterbrook dal 1999 siamo in una fase di raffreddamento). Lambert ha preso gli stessi dati e ha fatto il grafico corretto, il risultato è la figura di destra, del raffreddamento globale non c’è traccia, quello di Easterbrook era un trucco per evidenziare un raffreddamento che in realtà non c’è.

Lambert racconta anche come nella stessa conferenza del marzo 2009, Easterbrook aveva previsto un 2009 freddo (è stato invece più caldo del 2008) con problemi alle produzioni agricole che non si sono verificati.

Il raffreddamento globale successivo al 1999 non c’è semplicemente perché tutti gli anni successivi al 2000 sono stati più caldi di qualsiasi anno precedente al 1998.

Conclusione

La conclusione che si può trarre è che questi due articoli non sono all’altezza di un inserto di un importante quotidiano nazionale che si chiama “Tuttoscienze”. Visto il precedente del  caso della falsa intervista a Richard Tol, smascherata dal nostro post, forse qualcosa dovrebbe cambiare a “Tuttoscienze”.

Testo di Stefano Caserini, con il contributo di Paolo Gabrielli


Tags: , ,
5 commenti

30 Luglio 2010

Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2009″

Categorie: Premio  -  Postato da: Climalteranti

Come tutti gli anni, riparte il tradizionale premio “A qualcuno piace caldo”, assegnato “alla persona o all’organizzazione italiana che più si è distinta nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia dei cambiamenti climatici con l’intento di impedire, posticipare o rallentare le azioni di mitigazione contro i cambiamenti climatici”.

Da quest’anno il vincitore sarà scelto dal Comitato Scientifico fra i dieci candidati selezionati per l’anno 2009, in seguito elencati.
La proclamazione avverrà il giorno in cui il ghiaccio marino artico raggiunge la sua estensione minima, circa a metà settembre.
Tutti i lettori sono inviati a usare lo spazio dei commenti per:
-    segnalare altri possibili candidati
-    dare indicazioni aggiuntive sui candidati già selezionati, relative all’anno 2009
-    fornire indicazioni per il voto ai membri del Comitato Scientifico
-    proporre una motivazione per il premio.
Grazie e buone vacanze

  Continua a leggere…


Tags: , , , , , , , , ,
46 commenti

22 Luglio 2010

In ricordo di Steve Schneider

Categorie: Comunicazione, Raffreddamento, Ricordi  -  Postato da: Climalteranti

Il 19 luglio è scomparso Stephen Schneider, una persona che ha dato un contributo importantissimo allo studio dei cambiamenti climatici e alla divulgazione pubblica dei risultati della scienza del clima.
La biografia e il lavoro di Schneider possono essere letti sui molti siti in cui Steve viene commemorato (ad esempio su Realclimate c’è il bel ricordo di Ben Santer).

.

Personalmente, ho avuto modo di apprezzare un’altra delle qualità di Schneider, le grandi capacità di comunicatore, di brillante oratore; gli interventi di Schneider sono sempre apparsi precisi, molto preparati, in grado di riflettere la vastità delle sue conoscenze sul tema. Nei corridoi dell’ultima COP15 a Copenhagen era possibile incrociare Steve che con passo svelto si spostava da uno dei tanti appuntamenti a cui partecipava, e in cui portava lucidità ma anche tanta intelligenza, energia, combattività.  Continua a leggere…


Tags:
4 commenti

16 Luglio 2010

Il “gemello cattivo” del surriscaldamento globale

Categorie: Acidificazione, CO2, Oceani  -  Postato da: Climalteranti

L’acidificazione degli oceani ha pesanti conseguenze sugli ecosistemi marini di tutto il pianeta. La causa di questo fenomeno è l’incremento delle concentrazioni di CO2 atmosferico. Ed è un impatto che ci sarebbe anche se il CO2 non surriscaldasse il pianeta.

.

A supporto della necessità di ridurre l’uso di combustibili fossili si citano spesso due argomenti molto validi, il surriscaldamento globale e la riduzione delle riserve dei combustibili fossili, petroliferi in particolare.

Ce n’è un terzo, molto importante ma spesso dimenticato. Qualcuno lo chiama il “gemello cattivo” del surriscaldamento globale antropogenico: l’acidificazione delle acque marine conseguente alle emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Si tratta di un tipo di impatto che non è legato all’effetto serra, ossia la cattura di energia solare da parte dei “gas-serra” presenti nell’atmosfera: alla base dell’acidificazione dell’acqua dei mari vi è invece una reazione nota a chiunque abbia un po’ di dimestichezza con la chimica. Poi l’unico responsabile è il biossido di carbonio; gli altri gas-serra (tra cui ad esempio il metano) non c’entrano.  Continua a leggere…


23 commenti

10 Luglio 2010

L’invenzione delle contrapposizioni scientifiche

Categorie: Comunicazione, Dibattito, Errori, Giornali, Incertezza, Titoli  -  Postato da: Climalteranti

Pur se non mancano punti da meglio chiarire sia sul tema dei cambiamenti climatici che sulla teoria dell’evoluzione, l’esistenza del disaccordo scientifico su questi temi è in larga parte il risultato di costruzione giornalistiche.

.

Nell’articolo del Prof. Panebianco di cui si è parlato nel post precedente c’è un altro aspetto trattato in modo insoddisfacente, la genericità con cui viene descritta l’esistenza del disaccordo scientifico.
Un primo aspetto che viene dimenticato, e sul tema dei cambiamenti climatici è una dimenticanza importante, è che l’esistenza di dati contraddittori e il disaccordo scientifico possono essere il risultato di una volontaria “creazione” dell’incertezza, al fine di prolungare il dibattito, impedendo decisioni indesiderate ad alcuni interessi particolari.
Inoltre, le contraddittorietà e i contrasti esistenti, secondo Panebianco, sul clima e sulla teoria dell’evoluzione, sono in larga parte creati dai mezzi di comunicazione, in cui abbondano giornalisti, redattori ed opinionisti che per propria impostazione ideologica o per compiacere gli editori riescono a costruire controversie anche laddove non esistono.

C’è davvero oggi un disaccordo nell’attribuzione alle attività umane del riscaldamento degli ultimi decenni? Esiste davvero un contrasto sulle spiegazioni scientifiche dell’origine dell’uomo? Le “teorie alternative” sulle responsabilità del sole, o del creazionismo, sono davvero un punto di dibattito importante fra gli esperti del settore?
Pur se ha suscitato clamore che il Vice Presidente del CNR abbia messo in discussione la validità della teoria dell’evoluzione, esiste una reale disputa scientifica sulla teoria dell’evoluzione? No di certo.
Pur se periodicamente sono pubblicati articoli che propongono nuove teorie per spiegare i cambiamenti climatici attuali, hanno quel minimo di solidità per diventare argomento di dibattito fra gli esperti del settore? Sembra proprio di no.
Questo non significa che, per i cambiamenti cimatici o la teoria dell’evoluzione, tutto sia già stato spiegato, o che ci sia l’unanimità ma piuttosto che il dibattito vero è altrove, su temi molto più complessi, meno “sexy”.  Continua a leggere…


Tags: , , ,
33 commenti

4 Luglio 2010

Alla ricerca dell’energia nascosta

Categorie: Climategate, Riscaldamento  -  Postato da: Climalteranti

Antonello Pasini ha scritto sul blog Il Kyoto fisso tre post di grande chiarezza e interesse.
Il tema è quello del bilancio energetico del pianeta Terra, un tema diventato oggetto di dibattito pubblico verso la fine del 2009, dopo che in una delle mail trafugate presso i server dell’Est Anglia uno dei più grandi esperti del settore, Kevin Trenberth, aveva scritto «Non possiamo spiegare l’assenza di riscaldamento in questo momento storico».
L’assenza di riscaldamento” di cui si parlava nella mail era slang scientifico per indicare l’incapacità di descrivere la variabilità annuale del riscaldamento: il pianeta si scalda, ogni decennio è più caldo del precedente, ma come e perchè un anno o l’altro può essere più o meno caldo, non è ancora spiegato. Questa non è una novità, si sapeva da tempo, tanto che mentre scriveva quella frase lo scienziato allegava alla email l’ultimo suo articolo pubblicato su una rivista scientifica per discutere il tema (e questo non è certo il modo migliore per nascondere un problema, o per truccare i dati).
Un interesante problema scientifico venne montato ad arte per farlo sembrare una presunta prova della malafede degli scienziati e della macchinazione mondiale del riscaldamento globale, per la felicità di quanti erano e sono ancora convinti che il riscaldamento del pianeta non sia in corso o si sia interrotto tempo fa (l’ultimo esempio è qui).
Ne riparliamo perché la spiegazione di Antonello Pasini, divisa in tre parti, rimette le cose al loro posto e porta molti elementi di riflessione.
Invitiamo a leggerla.

.

Cambiamenti climatici: alla ricerca dell’energia nascosta

Prima parte

Seconda parte

Terza parte

.


Tags: ,
Nessun commento per ora

23 Giugno 2010

L’errore esogeno del Prof. Panebianco

Categorie: Climategate, Giornali, Incertezza, Informazione, Opinionisti  -  Postato da: Climalteranti

Il Prof. Angelo Panebianco in un articolo sul Corriere della Sera discute di scienza, politica, comunicazione e opinione pubblica; nonostante molti passaggi interessanti, l’articolo è un’altra dimostrazione del ritardo della cultura italiana nel capire, o anche solo nell’informarsi adeguatamente, sul tema dei cambiamenti climatici.

.

L’articolo “Neo Dogmatici. Quando gli scienziati non ammettono errori” del Prof. Angelo Panebianco, pubblicato dal Corriere della Sera del 7 giugno 2010, è sicuramente interessante e contiene numerosi passaggi del tutto condivisibili sul difficile rapporto fra scienza, opinione pubblica e decisori politici, nonché del ruolo ambiguo dei mezzi di informazione.
Panebianco va al cuore del problema sin dalle prime righe, ponendosi l‘obiettivo di dare un’interpretazione alla natura delle controversie scientifiche nel campo delle scienze fisiche e biologiche, e cita come esempi i casi dei “conflitti che si sono accesi intorno alla questione dei cambiamenti climatici”, le “dispute intorno alla teoria darwiniana” e il “recente clamore sulla cellula artificiale”.

L’autore definisce tre tipologie di critiche rivolte alla scienza: le critiche tradizionaliste (l’incomprensione della natura della scienza, dei caratteri che le sono propri), le critiche populiste (la scienza come attività elitaria) e le critiche legate agli errori commessi degli scienziati.  Continua a leggere…


Tags: , ,
36 commenti

16 Giugno 2010

Chiuso il capitolo Copenhagen. Ora si guarda a Cancun

Categorie: COP, LULUCF, Negoziazioni  -  Postato da: Climalteranti

Ci sono voluti sei mesi per riuscire ad ammettere il fallimento della Conferenza di Copenhagen e per decidere di voltare pagina in direzione di un nuovo accordo sul clima. Alla fine però al Climate Talks di Bonn (31 maggio-11 giugno), primo vero incontro negoziale dell’UNFCCC dopo la COP15 di dicembre, sono stati tutti d’accordo a riconoscere che le modalità con cui è stata gestita la Conferenza e sviluppato l’Accordo di Copenhagen hanno messo in crisi il processo multilaterale e fatto vacillare il clima di fiducia tra i paesi che partecipano al processo dell’UNFCCC.

L’ammissione è arrivata anche dal cinese Qingtai Yu, il rappresentante della delegazione più attiva nella creazione del percorso parallelo che ha portato pochi capi di stato e di governo a sviluppare autonomamente un documento per poi cercare di imporlo alla plenaria.
Chiuso il capitolo Copenhagen, bisogna adesso rimboccarsi le maniche per la costruzione di un nuovo accordo che si spera possa arrivare già a Cancun,nel prossimo dicembre, o piu’probabilmente in Sudafrica nel 2011.  Continua a leggere…


Tags: ,
6 commenti

11 Giugno 2010

Che vi prende, gente?

Categorie: Dibattito, Sondaggi, Umorismo  -  Postato da: Climalteranti

Pubblichiamo la traduzione di un testo di Bill Maher pubblicato sul blog del Huffington Post
Un modo irriverente per presentare un tema serio di cui si è già parlato, la presunta esistenza di due tesi contrapposte sul riscaldamento globale, e i sondaggi che segnalano molte persone non convinte dell’esistenza del riscaldamento globale (in realtà la fondatezza di molti sondaggi è discutibile, come è spiegato in questo articolo).

.

Nuova regola: Al Gore deve fare il sequel del suo film sul cambiamento climatico e intitolarlo “Una verità sconveniente 2: che c**** vi prende, gente?”

Una manciata di sondaggi deprimenti rivelano che un sacco di gente comincia a credere che il riscaldamento globale è una truffa – e questa volta non siamo soltanto noi. Sono sempre accusato di odiare l’America e di darle della stupida, quindi questa sera prendo il tempo di odiare l’Inghilterra e di darle della stupida. Perché adesso gli inglesi non credono al riscaldamento globale neanche loro. Li pensavo più intelligenti, nel paese di Newton e di Darwin. E li lasciamo costruire le nostre piattaforme petrolifere esplosive!
I motivi per cui la gente non crede al riscaldamento globale fanno ancora più paura. Uno dei principali, stando ai sondaggi, è che l’inverno è stato molto freddo e nevoso. Come dire che il sole non c’è perché ieri sera è venuto buio. O che la mia macchina non c’è perché non trovo più le chiavi. Il problema è la nostra smania di voler sempre mettere sullo stesso piano i due lati della questione, tanto più se un lato ha molti soldi. Significa che dobbiamo sempre far finta che le verità siano due, e che il lato che non sa niente abbia qualcosa da dire. Da questo lato del dibattito: tutti gli scienziati del mondo; dall’altro il signor Testadirapa.  Continua a leggere…


Tags:
41 commenti

6 Giugno 2010

Temperatura e CO2 nel passato

Categorie: CO2, Temperature  -  Postato da: Climalteranti

L’analisi dei dati della paleoclimatologia fornisce molte importanti informazioni sui meccanismi di funzionamento del nostro clima. Una ulteriore conferma arriva da alcuni recenti e interessanti articoli scientifici.

.

Uno dei grafici più famosi per i “climatologi amatoriali” come me è quello delle ricostruzioni della temperatura in Antartide e della concentrazione di CO2 degli ultimi 420 mila anni dalla carota di ghiaccio di Vostok. Mostra come queste due quantità siano variate in sincronia e come il nostro clima abbia “oscillato” fra due limiti relativamente ben definiti.
Si può pensare di guardare un po’ meglio a questa correlazione. Prendiamo i dati della carota di ghiaccio di Dome C che copre un intervallo di 800 mila anni e facciamo il grafico della temperatura in funzione della concentrazione di CO2 (figura 1).

Fig. 1: Temperatura e concentrazione di CO2 dai dati di Dome C (punti) e la retta di best fit (rosso). Per rendere le due serie coerenti in tempo ho interpolato i dati con una spline e ridotti ad uno passo comune di mille anni.

.

Questo grafico mostra come il nostro sistema climatico si comporta naturalmente. La retta è il fit dei dati e in qualche modo rappresenta la correlazione fra le due quantità. Qualunque sia il processo che abbia innescato queste variazioni, possiamo dire che il sistema climatico si porta nel suo stato di quasi-equilibrio con intervalli di valori approssimativamente definiti di temperatura e concentrazione di CO2Continua a leggere…


Tags: , , ,
61 commenti

Next »