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	<title>Commenti a: Emissioni dall’agricoltura: attenzione alle differenze</title>
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	<description>Notizie e approfondimenti sul clima che cambia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 11:40:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: La Carne è La Prima Causa del Riscaldamento Globale? &#124; Climate Monitor</title>
		<link>http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-52366</link>
		<dc:creator>La Carne è La Prima Causa del Riscaldamento Globale? &#124; Climate Monitor</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 07:01:26 +0000</pubDate>
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		<description>[...] criticato qui dove accenno ai modi corretti per fare i confronti, ma anche in altre occasioni (qui). Jeremy Rifkin è il genio responsabile della leggenda web che lo spinacio può sostituire la [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] criticato qui dove accenno ai modi corretti per fare i confronti, ma anche in altre occasioni (qui). Jeremy Rifkin è il genio responsabile della leggenda web che lo spinacio può sostituire la [...]</p>
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		<title>Di: NoWayOut</title>
		<link>http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-46548</link>
		<dc:creator>NoWayOut</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 08:45:21 +0000</pubDate>
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		<description>Saro&#039; io ad essere strano, ma a me sembra che un conto e&#039; linkare qualcosa in mezzo ad un discorsoun&#039;altro e&#039; che si metta il link secco. Cosi&#039; non e&#039; discussione ma semplice presa di posizone. Come se fosse un post del tuo blog.
Comunque il mio era solo un commento ironico, non volevo dargli piu&#039; perso di quello che ha e mi dispiace per il peso che ha avuto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Saro&#8217; io ad essere strano, ma a me sembra che un conto e&#8217; linkare qualcosa in mezzo ad un discorsoun&#8217;altro e&#8217; che si metta il link secco. Cosi&#8217; non e&#8217; discussione ma semplice presa di posizone. Come se fosse un post del tuo blog.<br />
Comunque il mio era solo un commento ironico, non volevo dargli piu&#8217; perso di quello che ha e mi dispiace per il peso che ha avuto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Claudio Costa</title>
		<link>http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-46547</link>
		<dc:creator>Claudio Costa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 08:04:21 +0000</pubDate>
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		<description>@ Nowayout

 Terrò conto ma non conosco altri sistemi, anche perchè in un forum potrei postare l&#039;articolo intero comprese le immagini ( non in tutti) qua purtroppo no. Tra l&#039;altro ho notato che i link ad Aspo, Pasini, Oca sapiens, meteonetwork, ecc fatti anche da altri non solo da me, non hanno dato nessun fastidio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Nowayout</p>
<p> Terrò conto ma non conosco altri sistemi, anche perchè in un forum potrei postare l&#8217;articolo intero comprese le immagini ( non in tutti) qua purtroppo no. Tra l&#8217;altro ho notato che i link ad Aspo, Pasini, Oca sapiens, meteonetwork, ecc fatti anche da altri non solo da me, non hanno dato nessun fastidio</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: NoWayOut</title>
		<link>http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-46541</link>
		<dc:creator>NoWayOut</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 00:32:30 +0000</pubDate>
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		<description>Non c&#039;e&#039; bisogno di leggere nulla fra le righe, e&#039; palese. E comunque, a me poco importa se fai lo stesso con climalteranti e con qualunque altro blog; semplicemente non amo questi cross-linking. Problema solo mio, forse, ma lo ritengo poco &quot;elegante&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;e&#8217; bisogno di leggere nulla fra le righe, e&#8217; palese. E comunque, a me poco importa se fai lo stesso con climalteranti e con qualunque altro blog; semplicemente non amo questi cross-linking. Problema solo mio, forse, ma lo ritengo poco &#8220;elegante&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Claudio Costa</title>
		<link>http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-46536</link>
		<dc:creator>Claudio Costa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 19:40:59 +0000</pubDate>
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		<description>@ Nowayout
Che cosa antipatica ti è sfuggito che ho citato questa discussione di climalteranti su numerosi siti compreso climate monitor.
Quindi ho fatto pubblicità a climalteranti?..e poi ci sono dei frequentatori di questo blog che se leggono bene tra le righe capiscono perchè ho postato l&#039;articolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Nowayout<br />
Che cosa antipatica ti è sfuggito che ho citato questa discussione di climalteranti su numerosi siti compreso climate monitor.<br />
Quindi ho fatto pubblicità a climalteranti?..e poi ci sono dei frequentatori di questo blog che se leggono bene tra le righe capiscono perchè ho postato l&#8217;articolo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: NoWayOut</title>
		<link>http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-46534</link>
		<dc:creator>NoWayOut</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 18:50:57 +0000</pubDate>
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		<description>ci mancava lo stacchetto pubblicitario ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ci mancava lo stacchetto pubblicitario &#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Claudio Costa</title>
		<link>http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-46530</link>
		<dc:creator>Claudio Costa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 10:25:27 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.climatemonitor.it/?p=7228
Al Gore e il global warming zoogenico</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.climatemonitor.it/?p=7228" rel="nofollow">http://www.climatemonitor.it/?p=7228</a><br />
Al Gore e il global warming zoogenico</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marina vitullo</title>
		<link>http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-15411</link>
		<dc:creator>marina vitullo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 17:05:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.climalteranti.it/?p=201#comment-15411</guid>
		<description>@ Costa
Io questa frase non la capisco, passino le colture annuali, su cui non c’è dubbio.
ma quali sono per LULUCF quelle perenni?
Stando in Italia abbiamo
- pioppelle da cippato 2 anni
- pioppelle da pellets 5 anni
- pioppi da legname ( io ne ho 8000) per bancali, fodere da edilizia, compensato, ecc 8 anni
- boschi da legnami, legna e pellets cioè: roveri, faggi, pini, abeti, larici, ecc 20-30 anni

Il settore LULUCF e&#039; composto da diverse categorie: forest land, cropland (terre agricole, di cui si stima la parte relativa alla CO2, visto che gli altri gas soo stimati nel settore agricoltura). grassland, wetlands e settlements. 
Per rispondere alla sua domanda, in cropland le colture perenni che vengono stimate sono tutte le elgnose agrarie (olivi, viti, meli, peri, peschi, ecc.), di cui, sulla base di dati ricavati da ricerche fatte su campo, si stimano le perdite essenzialmente dovute alle potature, specie per specie. ulteriori dettagli puo&#039; trovarlo nel National Inventory Report (http://unfccc.int/files/national_reports/annex_i_ghg_inventories/national_inventories_submissions/application/zip/ita_2009_nir_15apr.zip), nel capitolo LULUCF, nei  paragrafi al Cropland.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Costa<br />
Io questa frase non la capisco, passino le colture annuali, su cui non c’è dubbio.<br />
ma quali sono per LULUCF quelle perenni?<br />
Stando in Italia abbiamo<br />
- pioppelle da cippato 2 anni<br />
- pioppelle da pellets 5 anni<br />
- pioppi da legname ( io ne ho 8000) per bancali, fodere da edilizia, compensato, ecc 8 anni<br />
- boschi da legnami, legna e pellets cioè: roveri, faggi, pini, abeti, larici, ecc 20-30 anni</p>
<p>Il settore LULUCF e&#8217; composto da diverse categorie: forest land, cropland (terre agricole, di cui si stima la parte relativa alla CO2, visto che gli altri gas soo stimati nel settore agricoltura). grassland, wetlands e settlements.<br />
Per rispondere alla sua domanda, in cropland le colture perenni che vengono stimate sono tutte le elgnose agrarie (olivi, viti, meli, peri, peschi, ecc.), di cui, sulla base di dati ricavati da ricerche fatte su campo, si stimano le perdite essenzialmente dovute alle potature, specie per specie. ulteriori dettagli puo&#8217; trovarlo nel National Inventory Report (<a href="http://unfccc.int/files/national_reports/annex_i_ghg_inventories/national_inventories_submissions/application/zip/ita_2009_nir_15apr.zip" rel="nofollow">http://unfccc.int/files/national_reports/annex_i_ghg_inventories/national_inventories_submissions/application/zip/ita_2009_nir_15apr.zip</a>), nel capitolo LULUCF, nei  paragrafi al Cropland.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Claudio Costa</title>
		<link>http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-15126</link>
		<dc:creator>Claudio Costa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 11:38:27 +0000</pubDate>
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		<description>@ Marina Vitullo

La ringrazio,

Ho aspettato a rispondere perchè con le nuove regole bisogna centellinare link e post, quindi volevo sottoporle anche la seconda parte della mia critica allo stesso articolo che criticate in questo post cioè

 http://www.climatemonitor.it/?p=4854

nella prima riga c&#039;è il link alla prima parte, e poi spiego altre criticità dell&#039;articolo come la valutazione che fanno sulla deforestazione.

perchè lei scrive:

&quot;Nella parte relativa al Cropland del settore LULUCF vengono invece detratte le perdite (in termini di CO2) dovute alle potature ed agli espianti delle biomasse legnose (colture perenni), visto che per le colture annuali si considera un bilancio annuali, in termini di CO2, pari a zero.&quot;

Io questa frase non la capisco, passino le colture annuali, su cui non c&#039;è dubbio.
ma quali sono per LULUCF quelle perenni? 
Stando in Italia abbiamo 
- pioppelle da cippato 2 anni
- pioppelle da pellets 5 anni
- pioppi da legname ( io ne ho 8000) per bancali, fodere da edilizia, compensato, ecc 8 anni
- boschi da legnami, legna e pellets cioè: roveri, faggi, pini, abeti, larici, ecc 20-30 anni

Sono tutte colture arboree, non sono perenni, da queste non si dovrebbe detrarre nulla, e poi non ho capito da cosa si detraggono le perdite, dallo stock del bosco?
Questo vale se una foresta vergine viene deforestata, per diventare pascolo, in questo caso la CO2 stoccata nella foresta viene immessa in atmosfera, ma nelle coltivazioni arboree no, sono cicli più lunghi ma sono in equilibrio nel bilancio del carbonio

non si deve confondere la deforestazione di una foresta vergine matura dove la CO2 in stock viene immessa in atmosefra, con un coltivo a bosco per carta o legname.
 Nel bosco coltivo non c&#039;è nessun stock permanente (solo temporaneo della lunghezza del ciclo arboreo) E&#039; come coltivare il mais, anzi il mais capta più carbonio perchè produce molta più biomassa all&#039;ettaro. Il ciclo è più lungo ma la somma del carbonio captata dal mais per gli anni del ciclo è sicuramente superiore. Solo le foreste giovani e in accrescimento captano la CO2 e la immagazzinano nella biomassa della foresta (carbon stock), le foreste mature, cioè in equilibrio, non alterano la concentrazione di carbonio atmosferico. Il limite delle foreste cambia con il clima. Invece le colture agricole per sostenere la zootecnia captano molto carbonio perchè le produzioni sono incentivate da lavorazioni, concimazioni e irrigazioni. Facendo un confronto di crescita: un ettaro di silomais ( foraggio per bovini) ha un fabbisogno in azoto che è quasi 4 volte il fabbisogno di un ettaro a pioppo, che cresce comunque più velocemente di una foresta spontanea, perché coltivato.
La CO2 stoccata in una coltivazione arborea è a fine ciclo reimmessa in atmosfera perchè carta o legname dopo l&#039;uso sono bruciati o fermentati. Quindi viene riassorbita dal bosco giovane che sta crescendo in sostituzione di quello vecchio tagliato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Marina Vitullo</p>
<p>La ringrazio,</p>
<p>Ho aspettato a rispondere perchè con le nuove regole bisogna centellinare link e post, quindi volevo sottoporle anche la seconda parte della mia critica allo stesso articolo che criticate in questo post cioè</p>
<p> <a href="http://www.climatemonitor.it/?p=4854" rel="nofollow">http://www.climatemonitor.it/?p=4854</a></p>
<p>nella prima riga c&#8217;è il link alla prima parte, e poi spiego altre criticità dell&#8217;articolo come la valutazione che fanno sulla deforestazione.</p>
<p>perchè lei scrive:</p>
<p>&#8220;Nella parte relativa al Cropland del settore LULUCF vengono invece detratte le perdite (in termini di CO2) dovute alle potature ed agli espianti delle biomasse legnose (colture perenni), visto che per le colture annuali si considera un bilancio annuali, in termini di CO2, pari a zero.&#8221;</p>
<p>Io questa frase non la capisco, passino le colture annuali, su cui non c&#8217;è dubbio.<br />
ma quali sono per LULUCF quelle perenni?<br />
Stando in Italia abbiamo<br />
- pioppelle da cippato 2 anni<br />
- pioppelle da pellets 5 anni<br />
- pioppi da legname ( io ne ho 8000) per bancali, fodere da edilizia, compensato, ecc 8 anni<br />
- boschi da legnami, legna e pellets cioè: roveri, faggi, pini, abeti, larici, ecc 20-30 anni</p>
<p>Sono tutte colture arboree, non sono perenni, da queste non si dovrebbe detrarre nulla, e poi non ho capito da cosa si detraggono le perdite, dallo stock del bosco?<br />
Questo vale se una foresta vergine viene deforestata, per diventare pascolo, in questo caso la CO2 stoccata nella foresta viene immessa in atmosfera, ma nelle coltivazioni arboree no, sono cicli più lunghi ma sono in equilibrio nel bilancio del carbonio</p>
<p>non si deve confondere la deforestazione di una foresta vergine matura dove la CO2 in stock viene immessa in atmosefra, con un coltivo a bosco per carta o legname.<br />
 Nel bosco coltivo non c&#8217;è nessun stock permanente (solo temporaneo della lunghezza del ciclo arboreo) E&#8217; come coltivare il mais, anzi il mais capta più carbonio perchè produce molta più biomassa all&#8217;ettaro. Il ciclo è più lungo ma la somma del carbonio captata dal mais per gli anni del ciclo è sicuramente superiore. Solo le foreste giovani e in accrescimento captano la CO2 e la immagazzinano nella biomassa della foresta (carbon stock), le foreste mature, cioè in equilibrio, non alterano la concentrazione di carbonio atmosferico. Il limite delle foreste cambia con il clima. Invece le colture agricole per sostenere la zootecnia captano molto carbonio perchè le produzioni sono incentivate da lavorazioni, concimazioni e irrigazioni. Facendo un confronto di crescita: un ettaro di silomais ( foraggio per bovini) ha un fabbisogno in azoto che è quasi 4 volte il fabbisogno di un ettaro a pioppo, che cresce comunque più velocemente di una foresta spontanea, perché coltivato.<br />
La CO2 stoccata in una coltivazione arborea è a fine ciclo reimmessa in atmosfera perchè carta o legname dopo l&#8217;uso sono bruciati o fermentati. Quindi viene riassorbita dal bosco giovane che sta crescendo in sostituzione di quello vecchio tagliato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Claudio Costa</title>
		<link>http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-10679</link>
		<dc:creator>Claudio Costa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 16:51:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.climalteranti.it/?p=201#comment-10679</guid>
		<description>@ Antonio

L’argomento secondo me non è OT stiamo parlando di metano zoogenico.

Se è questo 

www.ipcc-wg1.ucar.edu/wg1/Report/AR4WG1_Print_Ch02.pdf

il capitolo 2 a cui lei fa riferimento quello delle forzanti radiative in pratica, era citato nel mio articolo, insieme al capitolo 7, e ai grafici che ho cercato altrove perché non riesco a copiare quelli dell’IPCC.
Dopo la sua osservazione me lo sono riletto.
Certo che le interazioni del metano sono molteplici:
- è molto importane il radicale OH, ma dicono che il cambiamento nelle concentrazioni sia trascurabile, 
- la concentrazione del metano influenza quella del vapore stratosferico
- ma dell’ozono ho trovato poco o nulla se non che l’ozono troposferico è influenzato anche dalla concentrazione del metano.
Penso che lei si riferisca a questo discorso :

Shindell, D. T., G. Faluvegi, N. Bell, and G. A. Schmidt (2005), An emissions-based view of climate forcing by methane and tropospheric ozone, Geophys. Res. Lett., 32, L04803, doi:10.1029/2004GL021900. ( non posso darle il link ma tanto lo trova, anzi sospetto che lo conosca già)

Cioè : la stima della forzante radiativa del metano va fatta complessivamente a quella dell’ozono troposferico altrimenti si rischia una sottostima. (la faccio semplice)

Ma il mio scopo non era quello di fare un trattato, ma di focalizzare che ruolo può avere il bestiame sul riscaldamento globale, a partire proprio dal rapporto FAO del 2008 che cito (il link non posso darlo ma è un’assurdità comunque lo trova nei riferimenti dell’articolo “il metano zoogenico” su climate monitor il link è al mio primo post)

Since 1999 atmospheric methane concentrations have leveled off while the world population of ruminants has increased at an accelerated rate. Prior to 1999, world ruminant populations were increasing at the rate of 9.15 million head/year but since 1999 this rate has increased to 16.96 million head/year. Prior to 1999 there was a strong relationship between change in atmospheric methane concentrations and the world ruminant populations. However, since 1999 this strong relation has disappeared. This change in relationship between the atmosphere and ruminant numbers suggests that the role of ruminants in greenhouse gases may be less significant than originally thought, with other sources and sinks playing a larger role in global methane accounting.


Antonio lei scrive: “E’ vero che il C del metano torna a CO2, ma nel frattempo ha riscaldato molto più della CO2 (vedi il discorso sopra sul GWP).”

Ma

- Se il numero di animali da allevamento resta costante, anche il metano atmosferico di origine zootecnica resta costante, tanto ne entra in atmosfera e tanto ne esce come CO2 captata dai vegetali che nutrono gli animali; 
- Se il numero di animali cresce, dovrebbe aumentare anche il metano residente in atmosfera, almeno per 12 anni (8,7 +/- 1,3 anni IPCC)
- gli scienziati dell’IPCC calcolano le emissioni di metano sul totale degli animali senza contare che gran parte di questo numero di animali era già presente 12 anni fa e che il metano zoogenico del 2008 di questi animali va a sostituire il metano emesso nel 1996 dallo stesso numero di animali. Perché il metano del 1996 si è ormai scisso in CO2 che assorbita dalle piante nel 2008, è emessa come CH4 dagli animali del 2008. 
Una stima da proporre in alternativa è un accumulo di quote per 12 anni sull’incremento zootecnico per specie e tipologia, anno per anno. La somma delle quote diviso il periodo di tempo preso in considerazione, dovrebbe dare la quota annua di metano zoogenico aggiuntivo.

E’ su questo che mi piacerebbe avere un parere, (è importante per me) 
e anche se è lecito il dubbio della FAO e cioè:

 il metano zoogenico influenza poco o nulla la concentrazione di metano atmosferica?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Antonio</p>
<p>L’argomento secondo me non è OT stiamo parlando di metano zoogenico.</p>
<p>Se è questo </p>
<p><a href="http://www.ipcc-wg1.ucar.edu/wg1/Report/AR4WG1_Print_Ch02.pdf" rel="nofollow">http://www.ipcc-wg1.ucar.edu/wg1/Report/AR4WG1_Print_Ch02.pdf</a></p>
<p>il capitolo 2 a cui lei fa riferimento quello delle forzanti radiative in pratica, era citato nel mio articolo, insieme al capitolo 7, e ai grafici che ho cercato altrove perché non riesco a copiare quelli dell’IPCC.<br />
Dopo la sua osservazione me lo sono riletto.<br />
Certo che le interazioni del metano sono molteplici:<br />
- è molto importane il radicale OH, ma dicono che il cambiamento nelle concentrazioni sia trascurabile,<br />
- la concentrazione del metano influenza quella del vapore stratosferico<br />
- ma dell’ozono ho trovato poco o nulla se non che l’ozono troposferico è influenzato anche dalla concentrazione del metano.<br />
Penso che lei si riferisca a questo discorso :</p>
<p>Shindell, D. T., G. Faluvegi, N. Bell, and G. A. Schmidt (2005), An emissions-based view of climate forcing by methane and tropospheric ozone, Geophys. Res. Lett., 32, L04803, doi:10.1029/2004GL021900. ( non posso darle il link ma tanto lo trova, anzi sospetto che lo conosca già)</p>
<p>Cioè : la stima della forzante radiativa del metano va fatta complessivamente a quella dell’ozono troposferico altrimenti si rischia una sottostima. (la faccio semplice)</p>
<p>Ma il mio scopo non era quello di fare un trattato, ma di focalizzare che ruolo può avere il bestiame sul riscaldamento globale, a partire proprio dal rapporto FAO del 2008 che cito (il link non posso darlo ma è un’assurdità comunque lo trova nei riferimenti dell’articolo “il metano zoogenico” su climate monitor il link è al mio primo post)</p>
<p>Since 1999 atmospheric methane concentrations have leveled off while the world population of ruminants has increased at an accelerated rate. Prior to 1999, world ruminant populations were increasing at the rate of 9.15 million head/year but since 1999 this rate has increased to 16.96 million head/year. Prior to 1999 there was a strong relationship between change in atmospheric methane concentrations and the world ruminant populations. However, since 1999 this strong relation has disappeared. This change in relationship between the atmosphere and ruminant numbers suggests that the role of ruminants in greenhouse gases may be less significant than originally thought, with other sources and sinks playing a larger role in global methane accounting.</p>
<p>Antonio lei scrive: “E’ vero che il C del metano torna a CO2, ma nel frattempo ha riscaldato molto più della CO2 (vedi il discorso sopra sul GWP).”</p>
<p>Ma</p>
<p>- Se il numero di animali da allevamento resta costante, anche il metano atmosferico di origine zootecnica resta costante, tanto ne entra in atmosfera e tanto ne esce come CO2 captata dai vegetali che nutrono gli animali;<br />
- Se il numero di animali cresce, dovrebbe aumentare anche il metano residente in atmosfera, almeno per 12 anni (8,7 +/- 1,3 anni IPCC)<br />
- gli scienziati dell’IPCC calcolano le emissioni di metano sul totale degli animali senza contare che gran parte di questo numero di animali era già presente 12 anni fa e che il metano zoogenico del 2008 di questi animali va a sostituire il metano emesso nel 1996 dallo stesso numero di animali. Perché il metano del 1996 si è ormai scisso in CO2 che assorbita dalle piante nel 2008, è emessa come CH4 dagli animali del 2008.<br />
Una stima da proporre in alternativa è un accumulo di quote per 12 anni sull’incremento zootecnico per specie e tipologia, anno per anno. La somma delle quote diviso il periodo di tempo preso in considerazione, dovrebbe dare la quota annua di metano zoogenico aggiuntivo.</p>
<p>E’ su questo che mi piacerebbe avere un parere, (è importante per me)<br />
e anche se è lecito il dubbio della FAO e cioè:</p>
<p> il metano zoogenico influenza poco o nulla la concentrazione di metano atmosferica?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marina vitullo</title>
		<link>http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-9267</link>
		<dc:creator>marina vitullo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 10:20:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.climalteranti.it/?p=201#comment-9267</guid>
		<description>@ Costa
Del vostro articolo trovo interessante:

- che i LULUCF prevedano il conteggio anche le emissioni da combustione di residui agricoli, ma sapete a che gas si riferiscono?
Perchè se trattasi di nox e inquinanti vari siamo tutti d’accordo, se invece conteggiano la CO2 i conti non mi tornano, perchè trattasi di carbonio in ciclo non aggiuntivo. Tra l’altro la combustione di residui agricoli gode di incentivi per la produzione di energia rinnovabile ( anche se in Italia la legge che definisce la biomassa è molto criticata e ambigua, ne uscirà una nuova in primavera con specifiche si spera più chiare)


La stima delle emissioni relative alla combustione dei residui agricoli viene conteggiata, per quanto riguarda protossido d&#039;azoto e metano, nel settore Agricoltura (4F; se vuole avere idea dei numeri puo&#039; sempre visionare i CRF al link: http://unfccc.int/files/national_reports/annex_i_ghg_inventories/national_inventories_submissions/application/zip/ita_2009_crf_15apr.zip). Nella parte relativa al Cropland del settore LULUCF vengono invece detratte le perdite (in termini di CO2) dovute alle potature ed agli espianti delle biomasse legnose (colture perenni), visto che per le colture annuali si considera un bilancio annuali, in termini di CO2, pari a zero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Costa<br />
Del vostro articolo trovo interessante:</p>
<p>- che i LULUCF prevedano il conteggio anche le emissioni da combustione di residui agricoli, ma sapete a che gas si riferiscono?<br />
Perchè se trattasi di nox e inquinanti vari siamo tutti d’accordo, se invece conteggiano la CO2 i conti non mi tornano, perchè trattasi di carbonio in ciclo non aggiuntivo. Tra l’altro la combustione di residui agricoli gode di incentivi per la produzione di energia rinnovabile ( anche se in Italia la legge che definisce la biomassa è molto criticata e ambigua, ne uscirà una nuova in primavera con specifiche si spera più chiare)</p>
<p>La stima delle emissioni relative alla combustione dei residui agricoli viene conteggiata, per quanto riguarda protossido d&#8217;azoto e metano, nel settore Agricoltura (4F; se vuole avere idea dei numeri puo&#8217; sempre visionare i CRF al link: <a href="http://unfccc.int/files/national_reports/annex_i_ghg_inventories/national_inventories_submissions/application/zip/ita_2009_crf_15apr.zip" rel="nofollow">http://unfccc.int/files/national_reports/annex_i_ghg_inventories/national_inventories_submissions/application/zip/ita_2009_crf_15apr.zip</a>). Nella parte relativa al Cropland del settore LULUCF vengono invece detratte le perdite (in termini di CO2) dovute alle potature ed agli espianti delle biomasse legnose (colture perenni), visto che per le colture annuali si considera un bilancio annuali, in termini di CO2, pari a zero.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Claudio Costa</title>
		<link>http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-9264</link>
		<dc:creator>Claudio Costa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 10:14:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.climalteranti.it/?p=201#comment-9264</guid>
		<description>@ Antonio

La ringrazio del parere, se pur volante.
Ed è corretto chiedere di distinguere il metano zoogenico ( ruminale e da reflui), dal metano antropogenico (ad es fughe di metano fossile) che dà origine a CO2 aggiuntiva mentre il metano zoogenico no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Antonio</p>
<p>La ringrazio del parere, se pur volante.<br />
Ed è corretto chiedere di distinguere il metano zoogenico ( ruminale e da reflui), dal metano antropogenico (ad es fughe di metano fossile) che dà origine a CO2 aggiuntiva mentre il metano zoogenico no?</p>
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	<item>
		<title>Di: Antonio</title>
		<link>http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-9115</link>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 21:28:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.climalteranti.it/?p=201#comment-9115</guid>
		<description>Interessante, non sapevo che avessero usto un GWP a 20 anni. Anche a me non sembra corretto, in realtà il problema climatico è importante sul lungo periodo (fusione delle calotte glaciali..), quindi anche 100 anni è poco. Conseguenza: il ruolo del metano ne esce ridimensionato, è una perturbazione transitoria, pur se importante come ben fate vedere.


@ Costa 
Però mi preme sapere da chiunque se è corretta questa mia analisi sul metano zoogenico:

No, non è corretta. Il suo post è confuso, ci sono salti a conclusioni ingiustificate e forti carenze nell’analisi complessiva del problema. 
La chimica del metano in atmosfera è complicata (ad esempio c’entra anche l’Ozono), non puo’ banalizzarla cosi’. Sul FAR WG1-Chapter2 trova un po’ di spiegazioni se le interessano.
E’ vero che il C del metano torna a CO2, ma nel frattempo ha riscaldato molto più della CO2 (vedi il discorso sopra sul GWP).
Ma non è il caso di discutere qui il post che lei ha fatto su un altro sito, sarei evidentemente OT, quindi passo e chiudo; lo prenda come un parere volante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante, non sapevo che avessero usto un GWP a 20 anni. Anche a me non sembra corretto, in realtà il problema climatico è importante sul lungo periodo (fusione delle calotte glaciali..), quindi anche 100 anni è poco. Conseguenza: il ruolo del metano ne esce ridimensionato, è una perturbazione transitoria, pur se importante come ben fate vedere.</p>
<p>@ Costa<br />
Però mi preme sapere da chiunque se è corretta questa mia analisi sul metano zoogenico:</p>
<p>No, non è corretta. Il suo post è confuso, ci sono salti a conclusioni ingiustificate e forti carenze nell’analisi complessiva del problema.<br />
La chimica del metano in atmosfera è complicata (ad esempio c’entra anche l’Ozono), non puo’ banalizzarla cosi’. Sul FAR WG1-Chapter2 trova un po’ di spiegazioni se le interessano.<br />
E’ vero che il C del metano torna a CO2, ma nel frattempo ha riscaldato molto più della CO2 (vedi il discorso sopra sul GWP).<br />
Ma non è il caso di discutere qui il post che lei ha fatto su un altro sito, sarei evidentemente OT, quindi passo e chiudo; lo prenda come un parere volante.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Claudio Costa</title>
		<link>http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-9109</link>
		<dc:creator>Claudio Costa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 20:05:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.climalteranti.it/?p=201#comment-9109</guid>
		<description>I miei complimenti!

Siamo usciti in simultanea, io su climatemonitor stamattina : &quot;La zootecnia è la causa del 50% delle emissioni antropogeniche? Parte I° (è un limite mettere solo un link)
 
Del vostro articolo trovo interessante:

-  che i LULUCF  prevedano il conteggio anche le emissioni da combustione di residui agricoli, ma sapete a che gas si riferiscono?
Perchè se trattasi di nox e inquinanti vari siamo tutti d&#039;accordo, se invece conteggiano la CO2 i conti non mi tornano, perchè trattasi di carbonio in ciclo non aggiuntivo. Tra l&#039;altro la combustione di residui agricoli gode di incentivi per la produzione di energia rinnovabile ( anche se in Italia la legge che definisce la biomassa è molto criticata e ambigua, ne uscirà una nuova in primavera con specifiche si spera più chiare)

- i grafici sono molto significativi sul peso della zootecnia in certi paesi del sud america e oceania, mi ha colpito anche il dato della Cina nel grafico 1, sapete per caso giustificarlo?  E&#039; altissimo mentre la zootecnia in Cina è ancora agli albori quindi penso che derivi dalle risaie (CH4) e dalle concimazioni (N2O)

Però mi preme sapere da chiunque se è corretta questa mia analisi sul metano zoogenico:

http://www.climatemonitor.it/?p=4810</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I miei complimenti!</p>
<p>Siamo usciti in simultanea, io su climatemonitor stamattina : &#8220;La zootecnia è la causa del 50% delle emissioni antropogeniche? Parte I° (è un limite mettere solo un link)</p>
<p>Del vostro articolo trovo interessante:</p>
<p>-  che i LULUCF  prevedano il conteggio anche le emissioni da combustione di residui agricoli, ma sapete a che gas si riferiscono?<br />
Perchè se trattasi di nox e inquinanti vari siamo tutti d&#8217;accordo, se invece conteggiano la CO2 i conti non mi tornano, perchè trattasi di carbonio in ciclo non aggiuntivo. Tra l&#8217;altro la combustione di residui agricoli gode di incentivi per la produzione di energia rinnovabile ( anche se in Italia la legge che definisce la biomassa è molto criticata e ambigua, ne uscirà una nuova in primavera con specifiche si spera più chiare)</p>
<p>- i grafici sono molto significativi sul peso della zootecnia in certi paesi del sud america e oceania, mi ha colpito anche il dato della Cina nel grafico 1, sapete per caso giustificarlo?  E&#8217; altissimo mentre la zootecnia in Cina è ancora agli albori quindi penso che derivi dalle risaie (CH4) e dalle concimazioni (N2O)</p>
<p>Però mi preme sapere da chiunque se è corretta questa mia analisi sul metano zoogenico:</p>
<p><a href="http://www.climatemonitor.it/?p=4810" rel="nofollow">http://www.climatemonitor.it/?p=4810</a></p>
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