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Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2008

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13 dicembre 2009, festa di S.Lucia, patrona dei non vedenti e degli oculisti.

In seguito alla votazione effettuata nei mesi scorsi, i vincitori del premio “A qualcuno piace caldo” per l’anno 2008 sono risultati Antonio Gaspari e Riccardo Cascioli, giornalisti di Avvenire e Il Timone, presidenti rispettivamente del Cespas (Centro Europeo di Studi su Popolazione, Ambiente e Sviluppo) e del movimento Cristiani per l’ambiente, che si sono aggiudicati il premio grazie al libro “Che tempo farà. Falsi allarmismi e menzogne sul clima”.
Il premio inviato dal Comitato Scientifico ad ognuno dei vincitori è una copia del Sommario per i decisori politici del Primo Volume del IV Rapporto IPCC.

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Premio “A qualcuno piace caldo” 2008
Antonio Gaspari e Riccardo Cascioli

Per avere scritto e pubblicato il libro “Che tempo farà. Falsi allarmismi e menzogne sul clima” (Edizioni Piemme), senza dubbio uno dei peggiori libri in circolazione in Italia sul tema dei cambiamenti climatici, una sgangherata e livorosa invettiva contro “l’allarmismo” per i cambiamenti climatici, contro l’Ipcc, i principali climatologi e il mondo ambientalista, nonché per i tanti errori e la superficialità con cui il problema dei cambiamenti climatici è affrontato nel libro”.

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Guarda qui gli altri candidati

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Recensione di “Che tempo farà. Falsi allarmismi e menzogne sul clima”, tratta da questo libro.

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Il libro “Che tempo farà. Falsi allarmismi e menzogne sul clima” è una sgangherata e livorosa invettiva contro “l’allarmismo” per i cambiamenti climatici, contro l’Ipcc, i principali climatologi e il mondo ambientalista. Non è il primo e non sarà l’ultimo libro a proporre questo tipo di critiche, ma la cosa inaspettata di “Che tempo farà” è la superficialità con cui viene trattata la materia, il contrasto con lo scopo del libro, indicato nell’introduzione, che mirava in alto: “Fornire anzitutto alcuni elementi di scienza del clima: un contributo per evitare di rimanere vittime della propaganda”.

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La prima parte, intitolata proprio “La scienza del clima”, finisce per essere un’imbarazzante sequenza di luoghi comuni e vere e proprie patacche, quanto di più lontano da un discorso scientifico si possa immaginare.

In capitoli come “Tanto rumore per nulla”, “Effetti di un inverno più mite”, “La vita ha bisogno di un clima caldo”, “Quando si andava a caccia sulle cime alpine” e “E Annibale attraversò le Alpi con gli elefanti”, si trova ripetuto che del clima non sappiamo quasi nulla, quel poco che sappiamo è che prima faceva più caldo e comunque col caldo si sta bene.

Gli autori non fanno cenno a tutti gli studi e i pronunciamenti scientifici autorevoli che mostrano un quadro differente. Dal riscaldamento del pianeta sembrano esserci solo benefici, come nel caso della scomparsa dei ghiacci artici, così spiegato: “… se il fenomeno non si limiterà al solo inverno 2006-2007, si può pensare di aprire la rotta che collega l’Atlantico al Pacifico passando attraverso l’arcipelago artico… i commerci tra Roma e New York si ridurranno di 7.600 km, con enormi vantaggi per la riduzione dei consumi di combustibile e per le opportunità economiche che si apriranno su coste e territori attualmente impraticabili per le bassissime temperature.

Se la temperatura media salirà, le coste di Alaska, Canada, Russia, Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Islanda e Groenlandia potrebbero liberarsi in parte dai ghiacci, favorendo la vita e lo sviluppo non solo di attività lavorative ma anche di una rinnovata e arricchita biodiversità”.
I miti della traversata delle Alpi di Annibale (“Non faceva così tanto freddo, altrimenti gli elefanti sarebbero morti congelati…”) e della Groenlandia-Terra-Verde (“Si presume che questi quattro secoli furono più caldi di un paio di gradi dei precedenti ottomila anni, e più caldi di circa un paio di gradi del clima attuale dell’emisfero Nord…”) sono declamati con una sicurezza che farebbe quasi tenerezza, se nel libro non ci fossero anche insulti a importanti scienziati. Per esempio a Jim Hansen (avrebbe “truccato i dati”), a Roger Revelle (era convinto della “negatività dell’attività umana”), all’Ipcc (“La dinamica degli ultimi decenni dimostra come i rapporti dell’Ipcc si concludono con un allarme accompagnato dalla richiesta di finanziare ulteriori ricerche che prevedono meglio le catastrofi già annunciate”) e ai modellisti climatici (“Per costoro l’attività di pensare con la propria testa è davvero troppo difficile per essere messa in atto”).
Pur se molte di queste falsità sono citazioni di negazionisti statunitensi, e altre sono già sentite (le battute stantie sulle emissioni di metano dei rutti e delle flatulenze…), le corbellerie più interessanti sono quelle fatte in casa, come l’abbigliamento leggero dell’uomo del Similaun (che “ha stupito gli archeologi”) o le eruzioni dell’Etna e dello Stromboli che avrebbero “aggravato la posizione dell’Italia rispetto ai limiti imposti dal Protocollo di Kyoto” (ovviamente queste emissioni non sono conteggiate ai fini del Protocollo).
Un altro tratto distintivo del libro è la quantità di errori, anche meramente giornalistici, presenti: a una sintesi dell’Ipcc viene attribuita l’affermazione “Venezia e Livorno rischierebbero di essere invase dal mare” (frase non presente nei rapporti Ipcc), il politologo Roger Pielke Jr viene definito “climatologo”, il termine “probabilmente” usato dall’Ipcc secondo gli autori sta a significare una certezza del 90-99% (è invece fra il 66 e il 90%), l’impegno globale di riduzione delle emissioni previsto dal Protocollo di Kyoto è indicato nell’8% (è il 5,2%), e così via.
I motivi di tanto accanimento sono chiari se si riesce a resistere e arrivare alla fine del libro, dove dopo titoli come “Assalto al Vaticano” e “Onu e no global, la stessa logica”, si svela il motivo di tanto furore: una concezione religiosa integralista, che teme le politiche contro i cambiamenti climatici per le possibili conseguenze sulle politiche di contenimento della crescita della popolazione del pianeta. La contrarietà a qualsiasi ipotesi di controllo delle nascite, al motto di “l’uomo è la soluzione e non il problema”, porta a negare l’evidenza scientifica e a una radicale opposizione ai movimenti ecologisti, che sarebbero animati da una “visione negativa dell’uomo” e contrari al cristianesimo: “L’ecologismo va di pari passo con l’attacco al cristianesimo, esplicito o implicito. Sotto accusa è l’antropocentrismo, ovvero la superiorità dell’uomo su tutte le creature così come descritto nella Genesi, che gli ecologisti considerano la causa di tutti i problemi ambientali”.

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Queste posizioni Teo-Con per alcuni anni hanno trovato ascolto fra le gerarchie vaticane; prova ne sia la conferenza internazionale “Cambiamenti climatici e sviluppo” organizzata dal Pontificio Consiglio Giustizia e Pace il 26 e 27 aprile 2007 in Vaticano, grazie al contributo dello stesso Antonio Gaspari, a cui ha partecipato una folta rappresentanza di voci negazioniste sul clima, capitanate da Zichichi, diverse delle quali direttamente o indirettamente legate alle multinazionali statunitensi del petrolio e del carbone. Negli ultimi anni queste posizioni sembrano diventate minoritarie nel mondo cattolico, in cui ci sono anche altre voci, profondamente diverse.
Ma i giochi sono ancora aperti.

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22 responses so far

22 Responses to “Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2008”

  1. Solfrizzoon Dic 13th 2009 at 12:43

    non pensavo si potresse arrivare a tanto da parte di non esperti…

  2. homoereticuson Dic 13th 2009 at 13:06

    allucinante!
    Anche se detesto la Chiesa cattolica, le religioni in genere e ogni attegiamento credulo superstizioso non voglio credere che davvero le posizioni di questi due fanatici deliranti possano trovare molto ascolto tra i credenti “normali”. Almeno spero…

  3. Antonioon Dic 14th 2009 at 00:47

    Direi pù che meritato…

  4. Claudio Costaon Dic 14th 2009 at 12:50

    Non li ho votati ma in effetti concordo.
    Ogni volta che li ho citati, (va detto, a mia discolpa, solo agli inizi delle mie discussioni sul tema) ho sempre fatto brutta figura, in modo particolare con Il prof Bonardi
    Affermai che il riscaldamento portava allo sviluppo delle civiltà: tesi di Gaspari e Cascioli. quindi il Bonardi mi invitò all’università di Milano per dimostarre questa tesi, e spiegare anche lo sviluppo delle città marinare e del rinascimento.
    Cercai le fonti di Gaspari e Cascioli e trovai una pochezza desolante.
    Purtroppo fanno danni anche a tutto il movimento degli scettici.

  5. Solfrizzoon Dic 14th 2009 at 13:42

    Comunque nella lista dei candidati al premio mancano quelli di un altro portale ‘climatico’ particolarmente bravi nello sbeffeggio quanto deboli e ormai retorici nelle loro argomentazioni scientifiche (?), a volte anche false…
    Senza dubbio se la sarebbero giocata anche loro fino alla fine…peccato…

  6. oca sapienson Dic 14th 2009 at 14:52

    Cara giuria, nel sunto in corsivo dell’opera premiata, dopo “ambientalista” aggiungerei “e umanitario” (i..e. cattolico compreso – rif. primo commento di Solfrizzo e i 350 rintocchi di campana ieri).

  7. Simone82on Dic 14th 2009 at 18:18

    Il libro è abbastanza squallido in effetti, ma terminare sempre con: “loro sono sostenuti dalle multinazionali del petrolio e del carbone, ergo sono il male, ergo sono il Diavolo, contro cui noi combattiamo la battaglia per la salvezza del pianeta”, mi pare un tantinello ideologico, anche se dialetticamente fa sempre comodo.
    Fa parte di quella strategia della diminutio avversarii (per così dire), molto cara a certa scienza climatica, per cui nell’interlocutore non bisogna dimostrare solo gli errori ma anche e soprattutto la collusione con le lobby, simbolo del cattivo…

    Tanto più buffa appare poi la dizione del libro che l’ecologia sarebbe contraria al cristianesimo: dovrebbero essere i primi proprio i cristiani a salvaguardare la Terra perché parte della creazione divina. Ovviamente da non confondere con gli estremismi, appunto l’ecologismo: ma uno spera sempre che gli estremismi vengano estromessi dai dibattiti, perché dannosi e controproducenti, e non difesi, come spero erroneamente potrebbe risultare da questo intervento.

  8. Maurizio Morabitoon Dic 15th 2009 at 12:14

    @Simone

    Qui si minimizza (le e-mail del CRU), si fanno spallucce (“leggiti quell’altro sito, i tuoi miti sono tutti sfatati”), si cerca di mettere i piedi sopra gli interlocutori evidentemente piu’ pericolosi (Pielke Jr e’ “politologo”, i meteorologi increduli sono colpevoli di non avere il “bagaglio culturale adeguato”) e infine si dedicano 7,333 battute a “uno dei peggiori libri in circolazione in Italia sul tema dei cambiamenti climatici” (manco Gaspari e Cascioli fossero gli Ed Wood dell’editoria italiana). Poco da meravigliarsi dunque della presenza del consueto richiamo alle “multinazionali del petrolio e del carbone”: quando c’e’ di mezzo la psicologia umana, e’ bene aspettarsi di tutto.

  9. homoereticuson Dic 15th 2009 at 14:01

    ultim’ora:
    il Papa: “l’abuso del pianeta è una minaccia come il terrorismo”…

    a quanto pare alla lunga lista degli eco-catastrofisti si aggiunge un nome importante!
    chi glielo dice a Gaspari, Cascioli e all’Avvenire?

  10. Simone82on Dic 15th 2009 at 15:14

    @Maurizio
    Sono completamente appiattito sulle tue idee espresse nel commento. 🙂

    @homoereticus
    Non confondere l’abuso con il catastrofismo di certo ambientalismo, che oppone la sua religione a quella del cristianesimo. Il rispetto per il creato è altra cosa dal dire “suicidiamoci tutti in massa così emettiamo meno CO2″… Nessuna persona che possa dirsi sana di mente o che abbia un Q.I. superiore a 10 può approvare l’abuso delle risorse terrestri, l’inquinamento, lo sfruttamento, e così via seguitando. In tal senso, forse Gaspari e Cascioli sono andati fuori dalle righe, sbagliando anche comuni dati scientifici, ma Avvenire non fa scienza, fa opinione al più (se uno scienziato scrive su Avvenire lo fa a suo nome, non a nome della Chiesa Cattolica). Definire il Papa eco-catastrofista poi è una eco-bufala… 😀
    Gaspari e Cascioli infine non scrivono a nome della Chiesa, quindi sarebbe bene tenere distinte le cose e separati i due autori anche dai movimenti che si richiamano al cristianesimo cattolico.

  11. homoereticuson Dic 15th 2009 at 15:57

    simone,
    scusa, ma credevo che qualsiasi persona con un Q.I. superiore a 10 avrebbe compreso che il mio era un commento ironico 🙂

  12. andreaon Dic 15th 2009 at 19:19

    Qualcuno dovrebbe dire al Papa che si dovrebbe cominciare a discutere sul concetto di “andate e moltiplicatevi” preso alla lettera.

  13. Antonioon Dic 15th 2009 at 20:29

    @ Morabito

    La psicologia umana c’entra sempre.
    A me sembra che su questo blog se ne parla troppo poco dell’influenza delle multinazionali del petrolio e del carbone.
    Sono cose che contano, magari non da noi che siamo poveracci.
    A meno che Morabito sia davvero convinto che il voto al Congresso degli Stati Uniti sia invece influenzato da quanto c’è scritto in un rapporto della CIA di 40 anni fa… (affidarsi a quelle cose… e parlare per gli altri di psicologia… interessante…)
    La collusione con le lobby della gente intervenuta a quel convegno non è un’opinione. È un fatto.
    Ho ricostruito la cosa partendo dal libro di Caserini e mi sembra che la notizia arriva da altri cattolici
    http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=31367
    Non mi sembra ci sia niente di male a dire che è gente che lavora per le solite lobby conservatrici. Sono fatti, non opinioni.
    Se i soldi li avessero presi quelli della CRU sarebbe venuto fuori un putiferio.

    PS
    Questo blog ha un limite di 5 commenti a testa per ogni post, se non avevo capito male; anche se in questi giorni nessuno controlla, non capisco perché uno ne deve approfittare. Perché in Italia le regole si devono rispettare solo se c’è il controllore ?

  14. Maurizio Morabitoon Dic 16th 2009 at 01:02

    @Antonio

    Parlare delle “multinazionali del petrolio e del carbone” e’ ormai diventato l’equivalente cambioclimatista del nazionalismo: “The last refuge of a scoundrel”. Non ti accorgi che spiega tutto, e quindi spiega niente? Possibile che tale complotto internazionale funzioni solo con il Congresso USA e invece non abbia influenza alcuna per esempio in Europa? Chiudi entrambi gli occhi quando si scopre che l’ETS ha avuto come risultato arricchire le multinazionali, prima nel 2005 con i profitti da allocazione gratuita, e poi adesso con le furbate come quelle della Mittal (tutto legale, naturalmente)?

    Riguardo il rapporto CIA del 1974 non ti rispondo neanche…dove mai mi sarei “affidato” a quello, dove mai avrei affermato che influenzasse in qualunque modo il voto del Congresso USA nel 2009, e cosa potrebbe mai rilevare della mia psicologia a parte una bella dose di curiosita’, proprio non lo so.

    E comunque…lo sai che significa “finanziati, direttamente o indirettamente, dalla multinazionale del petrolio Exxon Mobil”? Significa che anche io devo essere marchiato a vita, non dico con la stella gialla ma almeno con il triangolo nero. Perche’ una volta ho ricevuto un centinaio di dollari per un articolo pubblicato su TCS, la quale riceveva denaro anche dalla Exxon. Che scandalo, eh? Quello spiega tutto, vero?

    Anche McCarthy era bravissimo a trovare che tutti quelli che non gli andavano a genio erano “finanziati, direttamente o indirettamente, dalla Unione Sovietica”. Vogliamo fare una prova allora, e vedere quanti salti vanno compiuti per associare per esempio un quotidiano cambioclimatista come il Guardian a una multinazionale del petrolio?

    (Zero: sono sponsorizzati dalla Shell)

    Allora gia’ vedo il giorno in cui al Guardian cambiano idea, diventano scettici, e subito giu’ il solito sciame a dire “ma certamente, sono finanziati, direttamente, da una multinazionale del petrolio”.

    ps chi ha superato, il limite di 5 commenti?

  15. Antonioon Dic 16th 2009 at 01:55

    @Morabito
    Scusa, sul fatto dei 5 commenti mi riferivo al post precedente

    Non devi prendertelà cosi’ per il fatto che si citano i finanziamenti delle multinazionali. Sono ormai fatti storici documentati; fra qualche mese, se passa anche nel Senato Usa una politica cliamtica, saranno un fatto del passato, anche le ultime lobby abbandoneranno il campo.
    Non devi sempre esagerare le cose, vedere la caccia alle streghe dove non c’è. Solamente, è utile sapere se uno scrive delle cose a gratis o perchè è pagato per scriverle. Magari è una persona onesta e quello che scrive non dipende dai soldi che prende, ma ciò non toglie che sarebbe meglio sapere se è pagato o no.
    Su molte riviste, in particolare nel settore della medicina, devi dichiare se hai dei conflitti di interesse con l’argomento su cui pubblichi. Perchè non farlo con il climate change?
    Per me comunque è un argomento secondario, come lo è nel caso di Cascioli e Gaspari. Io rimango convinto che alla fine chi ha più ragioni salterà fuori. E delle ragioni degli scettici negli ultimi anni se ne sono viste poche, soldi o non soldi.
    Forse è questo che genera nervosismo e fa si che appena parli di soldi si accende la scintilla: chi capisce che ha avuto torto e non ha neppure preso soldi, sarà anche più incazzato.

    PS mi ha incuriosito la cosa: solo quella volta ti hanno pagato ? Per il tuo blog non hai contributi?

  16. Savinoon Dic 16th 2009 at 02:05

    La parte interessante della questione mi sembra l’attribuzione al cristianesimo (tutto ?) di una posizione per la quale vale l’equazione catastrofismo climatico = ecologismo neo pagano = controllo demografico = aborto, eugenetica, eutanasia.
    Buffo, io pensavo che l’integralismo cattolico vedesse di buon occhio l’ecologismo che si richiama alla naturalità e che pertanto si presume sia contrario ad ogni forma di artificialità dalla contraccezione alla fecondazione assistita.
    Mi dispiace dare un dispiacere a coloro che credono sinceramente nei dogmi e nei precetti della Chiesa ma nelle sacre scritture non si parla affatto di “legge naturale” e nemmeno di contraccezione, qualsiasi pretesa di estendere il campo di validità delle regole morali che la Chiesa Cattolica impone ai credenti (della propria confessione) a tutti gli altri, credenti e non credenti, non ha fondamento.
    Di più, attribuire al cristianesimo tutto la propria interpretazione della “legge di Dio” è un errore madornale che si commette solo in Italia per la confusione, voluta, tra cristianesimo e cattolicesimo.
    Tornando alla questione cambiamenti climatici, è vero che in tutte le confessioni cristiane è in atto una revisione della concezione del creato in posizione subordinata all’uomo.
    Questa revisione è affrontata da parte cattolica con molta cautela perchè non si vuole intaccare l’impianto della morale riguardo alla procreazione ma pur sempre è stato fatto il passo avanti di considerare il creato non come una “cosa” a servizio dell’uomo ma di un bene che viene da Dio e che deve essere preservato, accudito, ammirato e amato.
    Per questo non deve stupire che il Papa si dimostri preoccupato per i cambiamenti climatici, che non presti più attenzione alle posizioni negazioniste e che chieda alla comunità internazionale di agire subito.

  17. Maurizio Morabitoon Dic 16th 2009 at 12:54

    @Antonio

    > devi dichiarare se hai dei conflitti di interesse

    Figuriamoci, a me va benissimo. Pero’ dopo quello che sta succedendo in UK, con tutte le interferenze governative, la dichiarazione di “conflitto di interesse” va allargata in modo da capire se quanto riportato cozzi o meno con la politica del Governo che ha finanziato la ricerca.

    E appena lo ritrovo scrivero’ di un articolo scientifico di qualche anno fa di un cambioclimatista convinto che pero’ continuava a chiedersi se fosse giusto che gli scienziati scrivessero pensando a cosa occorresse ai “policymakers”.

    > Per il tuo blog non hai contributi?

    gli articoli giornalistici spesso mi sono stati pagati (ma in campo climatico non ho mai scritto su commissione; il che, se mi si permette, cambia tante cose). Per il resto sarai il benvenuto come primo finanziatore dei miei blog. Ti mando i dettagli per PayPal? 😎

    Scherzi a parte, non aver pagnotta da difendere e pagine bianche da riempire secondo un calendario prefissato, e’ un vantaggio davvero non indifferente, per il libero blogger.

    ps come si sostiene, “Climalteranti”?

  18. Stefano Caserinion Dic 16th 2009 at 23:27

    @ come si sostiene, “Climalteranti”?

    Si sostiene tramite il lavoro volontario. Chi scrive e chi traduce non prende una lira.
    Solo per il webmaster e per la revisione delle traduzioni c’è un -esiguo- contributo, erogato da me reinvestendo i proventi del mio libro.
    La piattaforma (mi sembra si dica cosi’ ma non ne so molto di piu’) è stata inizialmente messa in piedi da Edizioni Ambiente (http://www.edizioniambiente.it/eda/home/), ora è gestita a gratis dagli amici di Terraria s.r.l. (http://www.terraria.com/).
    A breve cercheremo degli sponsor per permettere sviluppi ulteriori.

  19. oca sapienson Dic 17th 2009 at 00:57

    @Antonio
    Dagli autori di una ricerca sul clima o altro, le riviste serie esigono una dichiarazione di conflitto d’interesse* e l’elenco dei finanziatori e fornitori di accesso gratuito a brevetti, strumenti, servizi ecc.**. Il tutto è pubblicato in cima o in fondo agli articoli. Fonti open access: tutte le riviste di http://www.plos.org

    I giornali seri accettano sponsor solo per inserti speciali, e li indicano sull’inserto stesso. Fonte: guardianprofessional.co.uk/Whatwedo/Advertisingandsponsorship/

    “l’influenza di multinazionali del petrolio e del carbone”
    Se t’interessa, sono documentati i loro pagamenti a campagne elettorali di politici, nonché lobbisti, istituti, fondazioni, associazioni, think tanks ecc. che contrastano leggi sgradite, e i pagamenti di questi a scienziati, economisti, attivisti politici, giornalisti per “manifatturare la controversia” sul cambiamento climatico.

    Fonti: SourceWatch, Center for public integrity, Center for responsive politics, Union of concerned scientists, Exxon secrets (data-base di Greenpeace), Bloomberg, Corporate Europe, Wikileaks (attività meno legali) e altre a richiesta per Australia, Nuova Zelanda e Canada

    *bloggo gratis sul sito di **D-La Repubblica che ne paga la manutenzione

  20. Claudio Costaon Dic 17th 2009 at 01:29

    Su finanziamento ai blog:

    Antonello Pasini tiene un blog con sponsor, e per sua stessa ammissione ha un piccolo contributo dal giornale, ed è un buon blog.
    Penso che l’unica strada per sopravvivere nel lungo periodo per i blog sia la pubblicità. E’ solo un introito che permette di mantere la qualità nel lungo periodo.
    Alla fine il blog è una specie di giornalismo.

  21. Paolo C.on Dic 17th 2009 at 10:40

    @Morabito
    ” Vogliamo fare una prova allora, e vedere quanti salti vanno compiuti per associare per esempio un quotidiano cambioclimatista come il Guardian a una multinazionale del petrolio?

    (Zero: sono sponsorizzati dalla Shell)”

    Se non altro, non si può dire che siano teneri con loro:

    http://www.guardian.co.uk/environment/2009/dec/17/shell-copenhagen-climate-summit

  22. N. Colonnaon Gen 5th 2010 at 15:34

    Ho avuto occasione di partecipare, invitato, ad un convegno ad ottobre 2008 presso la UER , Convegno che aveva tra gli organizzatori il dottor Antonio Gaspari, a me ignoto a quel tempo.
    La stranezza, se così, la si può chiamare è che vi erano anche due senatori della repubblica che non hanno perso tempo a togliersi tanti sassolini dalle scarpe contro l’IPCC con affermazioni senza alcun senso ed analisi che non superavano quelle espresse ogni lunedì mattina in un Bar della nostra amata italia. Non poteva definirsi un convegno scientifico, pur se ne aveva forse la pretesa, ne vi era un grande uditorio (al massimo 30 persone) ma era organizzato in una sede universitaria pur se privata. L’imbarazzo è stato grande e l’errore mai più da ripetersi. La sensazione percepita è che esiste una cerchia, forse non molto estesa ma sicuramente ramificata e capace di giungere in alto, che arriva ad organizzare iniziative anche presso la camera dei deputati (testimonianza diretta: secondo invito, questa volta declinato). Cerchia “ascientifica” ma capace di incunearsi in ambito universitario utilizzando proprio le università cattoliche, finanziate peraltro lautamente dallo Stato.
    La loro affermazione e diffusione non passa tramite il produrre dati scientifici capaci di modificare le più recenti analisi sul clima ma tramite una rete di contatti nelle istituzioni e di case editrici di giornali di ispirazione cattolica ed editori di libri che costituiscono un “sottobosco” all’interno della stessa chiesa cattolica. Forse dandogli il premio gli avete involontariamente fatto da cassa di risonanza al di fuori di quel mondo. Niente di scandaloso se pensate a quello che è recentemente successo al CNR nell’ambito della biologia evoluzionistica con le tesi negazioniste del vicepresidente. Dovremmo vigilare affinchè queste pseudoesperti non escano dal sottobosco ed assumano incarichi istituzionali.