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La necessità e l’urgenza di comunicare il problema climatico

Sull’ultimo numero di Science è stata pubblicata una lettera, firmata da dieci importanti studiosi statunitensi, che ribadisce la necessità di comunicare in modo adeguato il problema dei cambiamenti climatici:

Viste le potenziali conseguenze dei cambiamenti climatici, la comunità scientifica ha il dovere di aiutare le persone, le organizzazioni, i governi di prendere decisioni consapevoli. Pertanto, chiediamo alla comunità scientifica di sviluppare, implementare e sostenere un’iniziativa indipendente con il compito di condividere attivamente ed efficacemente le informazioni sui rischi del cambiamento climatico e le possibili soluzioni, in particolare con i decisori del mondo politico, dei settori privati e dei settori non-profit. Inoltre, chiediamo alle istituzioni filantropiche di approvare e sostenere finanziariamente questa iniziativa”.

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Sulla rivista Climatic Change , un recente editoriale del grande climatologo Richard Somerville ha inoltre ribadito la necessità e l’urgenza di una corretta informazione sul clima:
Così, il compito più urgente per noi scienziati potrebbe essere quello di fornire al pubblico le linee guida per il riconoscere e rifiutare la scienza spazzatura e la disinformazione”.

Questi due articoli ben riassumono i motivi per cui è stato creato il sito Climalteranti.it.

L’attività di Climalteranti.it è cresciuta molto negli ultimi due anni; sono stati superati i 100 post, che hanno riguardato in modo approfondito molti degli aspetti più importanti dell’attuale dibattito scientifico sui cambiamenti climatici.
Il Comitato Scientifico si è allargato e conta oggi 29 membri, appartenenti al mondo della ricerca scientifica e del giornalismo scientifico italiano.
Il mantenimento, lo sviluppo e la gestione del sito internet sono un impegno oneroso; per potersi avvalere di alcune collaborazioni finalizzate a migliorare ulteriormente il lavoro svolto, Climalteranti ha deciso di chiedere l’aiuto alle aziende o alle associazioni del terzo settore che condividono l’obiettivo di una diffusione di un’informazione più documentata e approfondita sul tema dei cambiamenti climatici.
Chi fosse interessato a sostenere l’attività di Climalteranti.it può scrivere a partner@climalteranti.it

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Hanno già aderito (http://www.climalteranti.it/sostenitori/) BioEcoGeo, rivista di ecologia, ambiente, cultura e attualità, Sorgenia Spa, primo operatore privato del mercato nazionale dell’energia e Terraria Srl che offre a Climalteranti il supporto informatico e amministrativo.

Inoltre, per supportare il lavoro del Comitato Scientifico e migliorare la nostra strategia di comunicazione abbiamo da poco creato il gruppo “Climalteranti” su Facebook e a breve apriremo un account Twitter. Invitiamo i lettori del blog ad iscriversi e a segnalare la pagina di Climalteranti ai propri contatti: per far crescere la consapevolezza sul tema dei cambiamenti climatici e perché si arrivi a combattere il riscaldamento globale attraverso azioni concrete da parte dei cittadini e della politica, è fondamentale sfruttare tutti i canali di comunicazione e raggiungere il maggior numero di giovani, studenti, blogger, giornalisti e cittadini di tutta Italia.

Ringraziamo i nostri sostenitori ed un grazie, ovviamente, va anche a tutti i lettori che ci seguono e che collaborano con commenti, suggerimenti e critiche.

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Testo di Laura Tagliabue e Stefano Caserini

16 responses so far

16 Responses to “La necessità e l’urgenza di comunicare il problema climatico”

  1. Gabriele Bollinion Nov 22nd 2010 at 09:09

    Non per fare i puristi e fondamentalisti della “battaglia” contro i cambiamenti climatici, ma il nome di Sorgenia fra i sostenitori dell’importante attività di Climalteranti mi ha fatto balzare sulla sedia (non moltissimo ma un po’ si) e portato a inviarvi questo commento.
    Leggo sul pregevole libretto “L’energia che ho in mente”, edito da Altreconomie, le notizie che riguardano i principali operatori del mercato dell’energia e mi chiedo (se le notizie riportate sono ancora attuali, ovvero se nulla è cambiato nell’assetto societario e nel comportamento della società, essendo datato 2008) se sia vera convinzione di Sorgenia questo sostegno all’attività di Climalteranti oppure un’azione di greenwashing. Leggendo infatti le informazioni sull’assetto societario (nelle scatole cinesi troviamo dalla famiglia De Benedetti, a Hera e Acea), i comportamenti in campo ambientale (mix energetico: 81% gas, 16% carbone, 1% idroelettrico, 2% eolico; produzione da FER di 45.000 MWh, quantitativo appena sufficiente a coprire il fabbisogno di 15.000 famiglie, ben lontano dai 500.000 che dicono da tempo di servire; per lo meno sulle tematiche del risparmio energetico l’azienda si distingue dai concorrenti, mostrando un impegno su più fronti), i comportamenti in campo sociale (cfr. vicenda della centrale di Vado Ligure e del ricorso al TAR del Comune contro il potenziamento della stessa), il comportamento pubblicitario (Sorgenia è stata sanzionata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato per pratiche commerciali scorrette nei confronti dei consumatori), rifletto sul fatto che, da un lato è vero che “pecunia non olet” ma dall’altro mi piacerebbe che Climalteranti non dovesse “dipendere” da certe società.
    Cordialmente, ringraziandovi per il pregevole lavoro che state facendo e augurando a tutti noi che questo possa proseguire al meglio,
    Gabriele Bollini

  2. Stefano Caserinion Nov 22nd 2010 at 12:34

    Caro Gabriele
    anche noi ci siamo posti il problema di quali criteri usare per accettare o rifiutare delle richieste di finanziamento.
    Penso che concorderai con me che è difficile vagliare le “convinzioni” di chi ci supporta, ed è meglio basarsi sulle azioni concrete.
    Il punto è proprio quanto tu dici, farlo senza essere “i puristi e fondamentalisti della “battaglia” contro i cambiamenti climatici”.
    Forse potrebbero essere utili dei criteri condivisi, ad esempio relativi a standard internazionali, riconosciuti e verificabili, perché non è facile nel concreto valutare il ruolo di molte società che oggi operano nel settore dell’energia.
    Penso che converrai con me che sia importante che anche società che hanno una fonte importante dei loro introiti nell’economia “fossile”, riconoscano che il cambiamento climatico è una questione reale (e non un invenzione…), importante e da affrontare con le migliori informazioni disponibili.
    In ogni caso, ti assicuro che non “dipenderemo” da nessuno dei sostenitori, che invece ringraziamo per il supporto, per i motivi detti nel post.
    Ciao
    Stefano

  3. franceon Nov 22nd 2010 at 13:30

    E’ vero che si consente loro il “lavaggio verde”, ma penso sia meglio tenere queste realtà agganciate, facendo leggere loro (spero che lo facciano, dal momento che investono) articoli di notevole qualità scientifica.
    Magari vigilando perché non ne combinino di troppo pesanti e in quel caso mollarli senza remore.
    Per ora, se mi guardo attorno, i loro mi sembrano peccati veniali.
    ciao
    france

  4. adminon Nov 22nd 2010 at 14:34

    @ Piero Iannelli – Commento cancellato per mancato rispetto Netiquette

  5. PIERO IANNELLIon Nov 22nd 2010 at 17:20

    Giusto la Netiquette.. dimenticavo.

    Allora mettiamola, sotto forma di domanda.
    Siete al corrente che SORGENIA, (di cui LEGAMBIENTE detiene azioni per il 10%) costruisce centrali a carbone (a loro stesso dire) cento volte più inquinanti radiologicamente parlando di centrali nucleari?

    Tralasciando la CO2 che a spada tratta combattete, e di cui le mie piante si nutrono..

    Un link è consentito dalla Netiquette?
    Quanto meno per mostrare le fonti di quanto sopra.:

    http://www.notiziegenova.altervista.org/index.php/te-lo-nasondono/1446-la-truffa-di-qlegambienteqmolto-business-poca-salvaguardia-e-grande-avidita

    Sempre cordialmente.

    PIERO IANNELLI
    — Segretario XI Municipio. ROMA “ La Destra ”—
    –“Resp. Per le aree tutelate e vincolate”—
    pieroiannelli@gmail.com — N”. Cell. 3398513962

  6. Vincenzoon Nov 22nd 2010 at 18:01

    @ Iannelli
    .. centrali a carbone (..cento volte più inquinanti radiologicamente parlando di centrali nucleari?
    … Non c’è stato alcun riscaldamento globale a partire dal 1995

    100 volte ? e perchè non 100.000 volte ?
    Dal 1995 ? e perche’ – tanto che ci siamo – non dal 1955 ?

    ma è possibile che a destra non ci sia qualcuno che sappia leggere i dati basilari ?
    non potremmo avere anche in italia una destra normale, tipo in germania o in UK ?

  7. Riccardo Reitanoon Nov 22nd 2010 at 21:15

    Sono certo che l’iper-attivismo di Iannelli nei blog (provate a fare una ricerca con google “piero iannelli” sorgenia) contro la Sorgenia e il suo carbone abbia un nobile scopo che probabilmente in molti condividiamo. Non è necessario leggerli, ne ho provati un paio e sono praticamente dei copia e incolla della stessa cosa.
    Anche pensando solo al clima, tema di questo blog, l’obiettivo di chiudere al più presto e per prime tutte le centrali a carbone, e non solo quella di Vado Ligure, è di certo largamente condiviso. Se può servire a far pressione sul Ministro Prestigiacomo, che ha approvato il potenziamento circa un anno fa, e sulle società interessate, ben vengano le proteste.
    Due precisazioni.
    Legambiente non detiene il 10% di Sorgenia ma di Sorgenia Menowatt che si occupa di “sviluppo di soluzioni per l’efficienza energetica”; credo non sia necessario spiegare la differenza. Capisco che sarebbe un lavoro improbo, ma idealmente dovrebbe ritrattare e precisare quanto erroneamente scritto in decine, se non centinaia, di blog.
    L’affermazione che le centrali a carbone sono “cento volte più inquinanti radiologicamente parlando di centrali nucleari” così come è detta è fuorviante. E’ vero che il carbone contiene uranio, ma il confronto viene fatto assumendo che nessuna perdita radiattiva si verifichi accidentalmente durante il periodo di operatività della centrale nucleare. Condizione alquanto stringente, direi. Consiglio a tutti di leggere per intero l’articolo di Scientific American origine di questa affermazione, ogni ulteriore commento mio è sperfluo. Credo si possa tranquillamente inserire questa di Iannelli fra le migliaia di affermazioni fuorvianti che circolano in rete.
    Dopo quanto detto all’inizio, non dovrebbe essere necessario rimarcare che questa non vuole in alcun modo essere una difesa del carbone. Volevo solo precisare delle affermazioni non corrette fatte da Iannelli e propagandate all’infinito in rete grazie al copia e incolla.

  8. oca sapienson Nov 22nd 2010 at 21:58

    @redaz
    Ottimo trio di sponsor: se ci son problemi con Sorgenia, TerrAria controlla e nel caso Climalteranti li denuncia su Ecobiogeo e vice versa.

    @Riccardo
    Il sig. Iannelli cerca di discreditare i pro-BigOil, è un po’ il denial depot
    nostrano. Raccomando l’originale, tuttavia
    http://denialdepot.blogspot.com/

  9. Piero Iannellion Nov 23rd 2010 at 21:15

    Rispondo a Voi tutti.
    (..cento volte più inquinanti radiologicamente..)
    Questo leggo sul sito “Il portale di Kyoto Club e LEGAMBIENTE…), tanto riporto. Nell’art. se letto con attenzione avreste trovato i link.

    Non mi interessa se è realmente “100”. E’ quanto “LEGAMBIENTE” afferma.

    Fosse anche 2″ il problema di ECO-ipocrisia resta, visto che “manifestano” contro l’aspetto radiologico delle centrali nucleari.
    /———/
    Dal 1995 ?
    Sempre dall’art. cito:
    “Il dottor Phil Jones (IPCC)ammette: Nessun riscaldamento Globale dal 1995..”
    Anche qui troverete il link, per quanto sono decine gli art. internazionali che lo riportano.
    /——-/
    ma è possibile che a destra non ci sia qualcuno che sappia leggere i dati basilari ?

    I “dati” basilari sono controversi e molti gli studi contrari al riscaldamento globale, peraltro autorevoli vostro malgrado.

    Riguardo il 10% delle azioni di SORGENIA.
    Fosse anche 0’01% sempre il problema resta, poiche numerose sono lettere di protesta riguardo il comportamento di “LEGAMBIENTE” e la loro MALCELATA SUDDITANZA con SORGENIA.
    Non di meno questo (10%) non è mia invenzione, sempre dall’art. e nei commenti, potete verificarne la fonte.

    /—————-/

    non potremmo avere anche in italia una destra normale?

    No so cosa intenda per “nornale”, ma ammetterà che almeno la trasparenza non manca, visto l’ind. mail e il cell. sempre acceso.

    Se poi per “normale” intende complanare ai Suoi pensieri devo deluderLa, poichè questa giostrina dalla CO2 nasconde interessi poco chiari di “LEGAMBIENTE” e “WWF”tanto per fare due nomi.
    Di cui sempre cito ( con link del Telegraph) i 60 miliardi di dollari di interessi.
    E non manca la fonte da cui si parla per LEGAMBIENTE, di centinaia di milioni di euro di lucro anche PERSONALE.

    /—-/

    affermazioni non “corrette” fatte da Iannelli

    Ho già un proiettile nella posta, ma nessuna denuncia per quanto affermo.
    Aspetto denuncia formale per diffamazione, qualora si ravvisasse da parte di chiunque tale non “correttezza”.

    Riguardo le (affermazioni fuorvianti) è da stabilire quali esse siano.

    Fuorvianti ?
    Sarebbe forse fuorviante affermare, verità “scomode” o non gradite?

    Ne prendo atto. E continuo nel “copia-icolla-spedisci”, notte e giorno, firmando sempre per esteso naturalmente e assumendomene completa responsabilità.

    Se è verità altri raccolgono diceva Mandela, se son bugie non germoglieranno di certo, ognuno potrà trarre da solo le sue personali conclusioni.

    Cordialmente

    PIERO IANNELLI
    – Segretario XI Municipio. ROMA “ La Destra ”—
    –“Resp. Per le aree tutelate e vincolate”—
    pieroiannelli@gmail.com — N”. Cell. 3398513962

  10. claudio della volpeon Nov 23rd 2010 at 23:51

    Iannelli lei insiste ma a me pare non capisca;
    1) è vero che c’è un po’ di uranio nelle emissioni di una centrale a carbone come ce n’è da una sacco di parti, c’è un fondo NATURALE di radioattività, per esempio nella sua regione molti edifici sono cosi’ radioattivi da non permettere l’uso di apparecchiature di misura (sa il tufo…)ma questo non vuol dire che l’industria edilizia sia radioattiva; non c’è paragone fra le radiazioni complessive emesse da una centrale nucleare nel SUO INTERO CICLO di vita (compresa l’estrazione e il processamento) e quelle messe dalla centrale a carbone; fra l’altro attualmente questo tipo di emissioni sono controllate e sono inferiori a quelle emesse in passato; quindi Iannelli la frase iniziale è sbagliata, non continui a ripeterla; infine lapalissianamente NOI non siamo legaambiente; è come se io le attribuissi le affermazioni di un altro personaggio di destra tanto siete tutti uguali e invece non è vero
    2) Phil Jones non ha mai detto una cosa del genere; gliela hanno attirbuita questo si decine di giornalisti che confondono come fa lei tempo meteo e clima; gliela puo’ attribuire qualche giornale che legge lei tipo il giornale per dire; ragionare di clima su qualche anno è sbagliato; fra l’altro dal 1995 il trend delle temperature E’ in crescita e chi dice il contrario non sa leggere i dati; lei sa fittare un serie di numeri? se non lo sa fare lo studi prima e poi ne riparliamo; basta un po’ di matematica che non è nè di destra nè di sinistra;
    3) i dati basilari non sono controversi, se non per chi non li sa leggere e lei non li sa leggere come si evince dal punto precedente; affermare una cosa del genere significherebbe sostenere che ci sia una discussione fra climatologi sui punti essenziali e non c’è; c’è qualche NON-climatologo che dice fregnacce come dite voi a Roma, ma non conta, che so Battaglia ed altri personaggi, (di destra anche loro ma è un caso…);
    4) E’ fuorviante fare affermazioni non scientifche ed indifendibili dal punto di vista scientifico; e lei ne fa parecchie; pensi solo questo: il GW non fa distinzione di idee politche, ci ha pensato?

  11. stephon Nov 24th 2010 at 01:36

    @Iannelli
    ma crede davvero che basare una propria critica su questioni già evaporate come quelle delle mille bolle balle del bubblesgate serva davvero a non screditarne in partenza le sue tesi bizzarre?

  12. Hydraulicson Nov 24th 2010 at 08:07

    E’ piuttosto OT rispetto al post originale, ma credo vada chiarito che Phil Jones ha detto questo:

    “Harrabin – Do you agree that from 1995 to the present there has been no statistically-significant global warming

    Jones – Yes, but only just. I also calculated the trend for the period 1995 to 2009. This trend (0.12C per decade) is positive, but not significant at the 95% significance level. The positive trend is quite close to the significance level. Achieving statistical significance in scientific terms is much more likely for longer periods, and much less likely for shorter periods.”

    L’intervista si trova a questo link

    http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8511670.stm

    L’espressione “statisticamente significativo” (con un livello di confidenza del 95%) riferita al trend positivo è da addetti ai lavori, ma vuol dire, in parole semplici, che non è possibile rigettare l’ipotesi che la tendenza degli ultimi 15 anni sia dovuta al caso.

    In altri termini, se supponiamo che le temperature non stiano aumentando ma siano costanti (quella che viene detta ipotesi nulla) e di poter rivivere questi anni altre n volte, misurare le temperature e ricalcolare il trend – un esperimento che non ci è concesso – esiste una probabilità superiore al 5% che la tendenza sia positiva come quella che abbiamo misurato realmente.

    La frase di Jones NON significa che esiste una probabilità del 95% che le temperature non siano aumentate negli ultimi 15 anni; e nemmeno che NON sappiamo se ci sia stato un riscaldamento.

    La parte in cui Jones spiega che su intervalli temporali troppo brevi è difficile trovare la significatività statistica viene dimenticata da (quasi) tutti i giornalisti.

  13. Robertoon Nov 24th 2010 at 08:46

    @caro hydraulicus
    lei pensa veramente che Iannelli possa essere interessato davvero a capire cosa ha detto Jones? o abbia una minima conoscenza di base di statistica anche solo per provare a comprenderlo? purtroppo queste persone hanno poco interesse a capire e molto a screditare…
    intanto a proposito di comunicazione, molto interessante un convegno a Lecce a cui ho asistito la settimana scorsa sui cambiamenti climatici a scala regionale (Puglia) con interventi di professori e ricercatori delle Università di Lecce e Bari.
    Dati su T, piogge (per cui le proiezioni sono piu critiche), e applicazione di modelli a scala regionale sui possibili effetti del GW sulle principali colture (frumento, pomodoro, ecc)…tutto molto bello ed interessante.
    Saluti

  14. claudio della volpeon Nov 24th 2010 at 09:14

    ulteriore precisazione; l’articolo di Scientific American all’origine della questione emissione radiazioni dalle ceneri di carbone è questo:
    http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=coal-ash-is-more-radioactive-than-nuclear-waste&page=2
    come al solito si deve leggere tutto per capire in una nota:
    Editor’s Note (posted 12/30/08): In response to some concerns raised by readers, a change has been made to this story. The sentence marked with an asterisk was changed from “In fact, fly ash—a by-product from burning coal for power—and other coal waste contains up to 100 times more radiation than nuclear waste” to “In fact, the fly ash emitted by a power plant—a by-product from burning coal for electricity—carries into the surrounding environment 100 times more radiation than a nuclear power plant producing the same amount of energy.” Our source for this statistic is Dana Christensen, an associate lab director for energy and engineering at Oak Ridge National Laboratory as well as 1978 paper in Science authored by J.P. McBride and colleagues, also of ORNL.

    As a general clarification, ounce for ounce, coal ash released from a power plant delivers more radiation than nuclear waste shielded via water or dry cask storage.

    cioè il confronto cui ci si riferisce non è l’emissione totale ma solo fra ceneri del carbone ed emissioni dirette dell’impianto nucleare (acqua e residui spenti nella forma di dry cask) a parità di energia prodotta e NON come avrebbe senso l’emissione totale del ciclo nucleare, quindi non si considerano le emissioni in fase di estrazione e produzione del minerale ed il suo arricchimento stoccaggio etc etc ecco perchè Iannelli che legge solo quel che vuole lui sbaglia;

    fra l’altro come molti Iannnelli accusa la lobby delle energie rinnovabili che ha certo una certa importanza economica ed attacca gli esponenti politici ambientalisti ma dimentica che l’importanza economica delle ALTRE fonti quelle fossili è da 10 a 100 volte maggiore; cioè attacca il capitalista più debole ma non quelllo più forte;

    per esempio Iannelli non sa o dimentica che tramite il CIP6 che avrebbe dovuto finanziare l’alternativo sono state finanziate invece le ditte che bruciavano residui fossili o che gestiscono gli inceneritori;

    come fa uno che fa politica ad ignorare il CIP6 che ha portato oltre 100.000 miliardi di vecchie lire (ossia oltre 50 miliardi di euro) nelle tasche dei grandi inquinatori ed a prendersela invece con i contributo per le energie alternative che assomma ad un ennesimo di questa cifra?
    misteri di destra!

  15. adminon Nov 24th 2010 at 12:57

    @ Piero Iannelli – Commento cancellato per mancato rispetto Netiquette.
    Sono qui http://www.climalteranti.it/info/
    In particolare controlli le regole n. 1 e n. 4, grazie.

  16. Laura Tagliabueon Nov 25th 2010 at 17:27

    Per sfruttare al meglio le opportunità dei social network abbiamo creato la pagina Climalteranti su Facebook collegata al profilo di Twitter http://www.facebook.com/pages/Climalteranti/113147308751897?v=info
    http://twitter.com/Climalteranti

    Chiediamo gentilmente a tutti i fan del GRUPPO su FB di iscriversi alla nuova PAGINA di Climalteranti ed uscire dal gruppo. Per non disperdere la comunicazione, il gruppo verrà chiuso quando non vi saranno più iscritti o persone in attesa di risposta. Grazie della collaborazione!