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Un altro “fact-checking” per il dott. Scafetta


In un  precedente post avevamo criticato una previsione delle temperature proposta dal Dott. Nicola Scafetta sulla rivista Normale. Il suo intervento successivo contiene affermazioni errate sulla storia e la scienza del clima,  che riportiamo qui in corsivo, seguite dai fatti.
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1) L’AGW è “provato” dal “consensus gentium”

L’Anthropogenic Global Warming o riscaldamento globale causato da attività umane è “provato” dalla concordanza di migliaia di ricerche in decine di discipline che spaziano dalla A come Astronomia alla Z come Zoologia.

 

2) Io ho spiegato come questo consenso si sia formato: la “mazza da hockey” di Mann ha promosso l’AGW dei modelli climatici sin dal 1998

A promuovere “l’AGW dei modelli” sin dal 1957 sono stati i lavori di molti scienziati, fra cui ad esempio Joseph Smagorinsky e Syukuro Manabe. Il “consenso” in merito a una determinante influenza umana sul clima era già stato espresso dalla Consulta presidenziale per la scienza, nel rapporto presentato da Lyndon Johnson al Congresso l’8 febbraio 1965, e riaffermato nel 1979 dalla National Research Foundation in Carbon Dioxide and Climate: A scientific assessment e dalla Conferenza mondiale sul clima. E’ improbabile che Michael Mann, nato nel 1965, abbia partecipato alla sua formazione.

3) Tuttavia, i dati e le analisi più recenti ci stanno raccontando un’altra storia.

I dati e le analisi più recenti raccontano sempre la stessa mazza da hockey.

 

4) Molte società scientifiche citate dal Caserini non hanno mai verificato la correttezza dell’AGW, ma hanno semplicemente avallato le tesi dell’IPCC.

Le società scientifiche si sono espresse dopo averne fatto verificare la “correttezza” ai propri esperti. Sebbene tutte “avallino” l’AGW, danno giudizi diversi sugli scenari pubblicati nei rapporti dell’International Panel on Climate Change (IPCC). L’American Association of Petroleum Geologists, per esempio, non li valuta come l’American Physical Society.

 

5) Molti scienziati stanno protestando contro le politiche ammazza-dibattito di queste società, e le stanno forzando a cambiare posizione, come recentemente accaduto alla Royal Society.

In USA lo 0,45% dei fisici ha protestato contro la posizione presa dalla propria Società che l’ha ribadita, e la Royal Society anche.

 

6) Questo consenso sembra anche essere il prodotto di scorrettezze varie. Ad esempio, lo scandalo delle email dell’università dell’East Anglia Climatic Research Unit, scoppiato nell’autunno 2009 ha rivelato come alcuni dei più importanti scienziati che promuovono l’AGW abbiano cercato di screditare autori, giornali ed editori che pubblicavano articoli critici dello stesso AGW, e hanno rifiutato di pubblicare i dati e le metodologie usati per ricostruire la temperatura, in modo che altri non potessero verificarne i risultati.

Le “scorrettezze varie” sono state smentite da una due tre quattro cinque sei sette otto nove commissioni d’indagine sulle email rubate.
Gli autori, giornali ed editori di articoli critici dell’AGW si erano screditati da soli.
Metodologie e dati erano pubblici, meno il 2% circa delle temperature della serie CRU che era di proprietà privata (e oggi disponibili salvo per la Polonia, vedi codice 30-37 nell’elenco).
I risultati sono stati verificati, confermati e appena riconfermati. Pur senza particolari competenze in materia, i membri della Commissione d’indagine Muir-Russell (la quinta, vedi pagine 46 e seguenti del suo rapporto) hanno letto le pubblicazioni degli interessati e, in due giorni, si sono procurati su internet i dati grezzi, hanno scritto il proprio codice per elaborarli e ottenuto curve identiche.

 

7) In internet è facile trovare denunce di scienziati che hanno accusato editori e reviewers di non essere stati super partes.

In internet è facile trovare che la fine del mondo è avvenuta il 21 maggio scorso.

 

8 ) Caserini cita un lavoro su JGR di Benestad e Schmidt, entrambi coinvolti nel Climategate, che screditerebbe alcuni miei lavori.

Né Rasmus Benestad né Gavin Schmidt sono stati coinvolti nel Climategate. E’ corretta la seconda parte della frase: come altri, hanno screditato i lavori di N. Scafetta, compreso l’ultimo.

 

9) Spacciare il CO2, cioè il cibo delle piante, come un pericoloso inquinante è stata la strategia politica dell’amministrazione Clinton-Gore e dei suoi alleati europei.

Le piante non vivono di solo CO2, il quale è classificato tra gli inquinanti pericolosi per gli esseri umani, non per i vegetali, da leggi degli anni ‘60. All’epoca Bill Clinton e Al Gore Jr. frequentavano l’università.

 

10) Caserini minimizza il fatto che già molti studi hanno messo in discussione l’AGW, e molti errori imbarazzanti sono stati trovati negli scritti dell’IPCC come, ad esempio, un presunto scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya per il 2035.

Al momento i pochi studi che hanno cercato di mettere in discussione l’AGW sono stati confutati. Due errori imbarazzanti in 2.800 pagine, mentre i dati sono corretti nei vol. I e II del rapporto, sono meno di quelli totalizzati in una sola pubblicazione da N. Scafetta.

 

11) Cospicui finanziamenti statali sono stati usati per studiare, non i cambiamenti climatici come tali, ma le presunte cause antropiche di questi: solo chi proponeva l’AGW otteneva fondi.

I cambiamenti climatici si studiano “come tali” dal primo Ottocento qualunque sia la causa ipotizzata. La maggioranza delle ricerche non riguarda l’AGW.
I lavori di  N. Scafetta ricevono “finanziamenti statali” al pari di quelli di H. Svensmark, R. Spencer, J. Kirkby e altri, che dovrebbero smentire o sminuire l’effetto serra dei gas omonimi.

 

12) Nella scienza, le incertezze dei modelli vanno capite quantificandole.

Così avviene di regola, per le eccezioni vedi ad esempio Scafetta et al.

 

13) La sensibilità climatica ai gas serra [è] riconosciuta dall’IPCC: un raddoppio del CO2 potrebbe causare un aumento di temperatura tra 1 e 10°  C con una media di 1.5-4.5° C. Questa incertezza è enorme.

Sulla sensibilità del clima a un raddoppio dei gas serra rispetto all’inizio dell’Ottocento, nel rapporto dell’IPCC si legge: “è probabile che sia compresa tra 2 e 4,5° C, con un valore per la miglior stima attorno a 3° C. E’ molto improbabile che sia inferiore a 1,5° C.”

 

14) Dal GISS Model E di Hansen, che usa una sensibilità climatica di circa 3° C, si vede che alle sensibilità più basse il GCM non produrrebbe nessun riscaldamento secolare, mentre a quelle più alte produrrebbe un riscaldamento di quasi 3° C contro gli 0.8° C osservati sin dal 1900.

Il modello GISS-E non ha mai previsto un riscaldamento di 3° C durante il secolo scorso e dagli anni Ottanta le sue proiezioni sono in linea con le temperature osservate.

 

15) Quindi questi GCM sono inaffidabili perché, con pochi ritocchi, possono riprodurre qualunque trend climatico.

I modelli climatici globali (o di circolazione globale, GCM), si basano su leggi della fisica per ora affidabili. Vengono calibrati facendoli “girare” per un periodo di controllo, per esempio dal 1900 al 2000. Gli esiti sono poi confrontati con dati indipendenti e se riproducono adeguatamente il clima di quel periodo, per simularne i cambiamenti futuri il modello viene usato con uno o più scenari di emissione. Soltanto modelli statistici basati su mere correlazioni, come quelli di N.  Scafetta, riescono a “riprodurre qualsiasi trend” grazie a “pochi ritocchi”.

 

16) Le leggi per ridurre i gas serra (che sono ispirate dalle proiezioni climatiche di questi modelli) come il cap-and-trade, sono arbitrarie e vengono criticate perché sottostimano gli enormi costi per l’occidente, a vantaggio di pochi.

Gli analisti ritengono i costi dei danni climatici superiori a quelli del cap-and-trade, anche se la maggioranza ritiene una tassa sul carbonio più adatta a stimolare la crescita economica e/o compensare i costi esternalizzati dal settore dell’energia, e finora pagati dalla collettività.

Non risultano critiche all’aumento del PIL danese o texano dovuto allo sviluppo di energie che riducono i gas serra.

Le multinazionali del carbone e del petrolio non sono l’Occidente.

 

17) Inoltre, il CO2 non verrebbe affatto diminuito, perché la produzione industriale si sposterebbe in Cina e India.

Lo spostamento è in corso almeno dal 1992.

 

18) Le politiche per la diminuzione dei gas serra penalizzeranno innanzitutto la comunità scientifica causando una forte riduzione dei fondi per la ricerca.

Dove esistono succede il contrario, vedi Cina, Unione Europea, Brasile e altri paesi.

 

 

Testo di Sylvie Coyaud, con il contributo di Stefano Caserini

15 responses so far

15 Responses to “Un altro “fact-checking” per il dott. Scafetta”

  1. Antonioon ott 22nd 2011 at 12:13

    …un massacro… in termini tecnici si dice decisa confutazione, o stroncatura.

    Dire che il consenso scientifico sulle responsabilità dell’uomo sia dovuto alla mazza da hockey, è una roba da paranoia. Chissa’ ancora per quanto tempo passeranno a prendersela con quel lavoro, sono passati 13 anni, sono stati prodotti tonnellate di articoli, e loro sono ancora li con il periodo caldo medioevale… ma che palle

  2. stephon ott 22nd 2011 at 13:51

    Wow! Che pazienza che avete! Ammirevole.

    @Antonio
    consenso scientifico sull’AGW dovuto alla mazza da hockey: è esattamente la stessa strategia speculare che, ad inizio 19esimo secolo, venne usata per attribuire al Medioevo la strana credenza della Terra Piatta, costruendone, de facto e da allora, il mito. Così, mentre nessuno prima di allora sentiva il bisogno di mettere in dubbio una cosa implicita come la sfericità del globo, alla stessa stregua ecco la favoletta della creazione del mito attuale. L’AGW non avrebbe più di 15 anni di vita (la prima versione della mazza da hockey è del 1998) quando invece il consenso scientifico – come dice bene il post – è emerso gradualmente da un sacco di tempo. Altre varianti del mito, si narra, prevedono il presunto inizio del consenso scientifico sull’AGW dal 1988 (primo rapporto dell’IPCC, audizione al Congresso USA da parte di Hansen del 23 giugno di quell’anno). In barba a Simpson, Smagorinsky, Manabe, Flohn, Charney, Goody, Budyko, Sellers, Broecker, Ramanathan, Hasselmann e zillanta altri.
    E poi qualcuno si offende pure se li si chiama terrapiattisti ignari di tutto…

  3. oca sapienson ott 23rd 2011 at 14:47

    @Antonio
    Stroncatura: è solo un’impressione, in realtà non diamo alcun parere.

    @Steph
    Pazienza: senti chi parla.
    I miti sull’AGW attecchiscono perché pochi s’interessano di scienza. Ma sulle leggi anti-inquinamento, il CO2 cibo per le piante (LOL, anche il letame…) o la produzione che rischia di spostarsi in Cina? Nei lettori nati ieri forse.

  4. Giancarloon ott 23rd 2011 at 20:16

    7) In internet è facile trovare denunce di scienziati che hanno accusato editori e reviewers di non essere stati super partes.
    In internet è facile trovare che la fine del mondo è avvenuta il 21 maggio scorso.
    15) Quindi questi GCM sono inaffidabili perché, con pochi ritocchi, possono riprodurre qualunque trend climatico.
    I modelli climatici globali (o di circolazione globale, GCM), si basano su leggi della fisica per ora affidabili. Vengono calibrati facendoli “girare” per un periodo di controllo, per esempio dal 1900 al 2000. Gli esiti sono poi confrontati con dati indipendenti e se riproducono adeguatamente il clima di quel periodo, per simularne i cambiamenti futuri il modello viene usato con uno o più scenari di emissione. Soltanto modelli statistici basati su mere correlazioni, come quelli di N. Scafetta, riescono a “riprodurre qualsiasi trend” grazie a “pochi ritocchi”.

    Vi stimo
    Un saluto

  5. francesco marangion ott 23rd 2011 at 22:55

    Nel punto 9), a sostegno che la CO2 sia un pericoloso inquinate, c’è un link (“leggi”) a http://www.epa.gov/oar/caa/title2.html cioè al Clean Air Act, Title II, degli Stati Uniti d’America
    Quella pagina ha, a sua volta, decine di links, ad alcuni dei quali, tra cui http://www.law.cornell.edu/uscode/html/uscode42/usc_sec_42_00007521—-000-.html , ho dato una scorsa, ma senza trovarvi la CO2.
    Qualcuno può aiutare noi lettori, indirizzandoci con precisione alla pagina in cui sarebbe citata?
    Grazie.

  6. Riccardo Reitanoon ott 24th 2011 at 08:22

    Francesco Marangi
    che io sappia il Clean Air Act non cita specificatamente gli inquinanti ma si applica a qualunque inquinante. E’ stata poi una sentenza della Corte Suprema USA a stabilire che la CO2 debba essere considerata tale.

  7. francesco marangion ott 24th 2011 at 20:23

    Il Clean Air Act cita specificatamente gli inquinanti: si veda, ad esempio, la “table g—emission standards for nmhc, co, and nox from light-duty trucks of up to 6,000 lbs. gvwr and light-duty vehicles” in http://www.law.cornell.edu/uscode/html/uscode42/usc_sec_42_00007521—-000-.html .
    E’ vero che disciplina, tra l’altro, l’attività della cd EPA, l’Agenzia con funzioni regolamentari delle emissioni, anche quelle non espressamente citate nel CAA.
    Dalla sentenza lincata da Riccardo Reitano mi sembra che emerga che la Corte Suprema con quella sentenza ha affermato che l’EPA DEVE decidere se regolamentare le emissioni dei gas serra, fino ad allora (2007) non regolamentate.
    Da questo può argomentarsi:
    1) non è vero che la CO2 “. . . è classificato tra gli inquinanti pericolosi per gli esseri umani, non per i vegetali, da leggi degli anni ‘60. . . “, quanto meno non dalla legge segnalata dall’autore dell’articolo.
    2) Bill Clinton e Al Gore, all’epoca della sentenza, non erano più all’università, ma potenti lobbisti in piena attivita: il primo è per tutto il 2007 a fianco della moglie nelle primarie presidenziali (in cui non si pettinano le bambole), ed il secondo, che pare faccia miliardi grazie alla finanza collegata (la dico in soldoni) alle “politiche climatiche”, ha la ribalta mediatica, per tutto il 2006 grazie al suo documentario, vincitore di Oscar nel 2006, e, nel 2007, con il premio Nobel per la pace (sic!).
    Insomma, due calibri da 90 che non riesco ad immaginare fermi-fermi mentre in America si dibatte se entrare a gamba tesa nella regolamentazione delle emissioni di CO2.

    P.S.: qualcuno sa se è già stato proposto all’EPA di regolamentare il respiro umano che, notoriamente, emette CO2?
    Già, un altro mondo è possibile: in peggio.

  8. oca sapienson ott 24th 2011 at 20:46

    @F. Marangi
    ha ragione Riccardo, ho sbagliato io. Dopo “classificato”, dovevo mettere “come da sentenza della Corte Suprema”.
    Si può arguire qualunque cosa, ma la Corte suprema era ancora meno favorevole a Clinton nel 2007 di quanto lo fosse alle elezioni presidenziali del 2000.

    “respiro umano”: defechiamo pure, e non mi sembra che qualcuno sia favorevole a mandare gigatonnellate di feci in atmosfera ogni anno.

  9. Riccardo Reitanoon ott 24th 2011 at 22:23

    francesco marangi
    il Clean Air Act, se avesse la pazienza di informarsi, è molto più generale. Il primo punto, sullo scopo della legge, recita:
    “(1) to protect and enhance the quality of the Nation’s air resources so as to promote the public health and welfare and the productive capacity of its population; ”
    e al punto (c) successivo:
    “A primary goal of this chapter is to encourage or otherwise promote reasonable Federal, State, and local governmental actions, consistent with the provisions of this chapter, for pollution prevention. ”

    Il Clean Air Act è nato nel 1966 e, nella presente forma, nel 1970; è stato più volte integrato. Da allora è l’EPA che ha in carico il dovere di aggiornare gli inquinanti e i relativi parametri. Nel 1999 le fu richiesto di regolare le emissioni di GHG dagli autoveicoli ma, nel 2003, l’EPA rispose che non era competente. Arrivata la questione alla Corte Suprema nel 2007, la sentenza conferma la competenza dell’EPA che ha quindi l’obbligo di occuparsene. Cosa che fa con il cosiddetto “Endangerment Finding” concluso nel 2009.

    Da quanto detto, e contrariamente al suo punto 1, la CO2 è a tutti gli effetti un inquinante secondo la legislazione vigente.

    Tralascio il punto due, ha tutta l’apparenza di essere più che altro uno sfogo che nulla ha a che vedere con quanto stiamo discutendo.

    Infine, sulla regolamentazione del respiro. Immagino volesse essere una provocazione, sono certo che sa come funziona il ciclo del carbonio e quale sia l’origine dei combustibili fossili, lo insegnano a scuola.

  10. francesco marangion ott 25th 2011 at 20:31

    Se l’informazione è funzione della pazienza, diciamo pure che, allora, ho avuto pazienza.
    Avevo già da me rilevato che la EPA ha competenze generali sulle emissioni (mi ripeto) “…anche quelle non espressamente citate nel CAA.”.
    Questa affermazione non esclude le finalità della EPA ricordate da Riccardo Reitano: anzi, le due cose sono strettamente correlate, essendo la competenza regolatoria sull’emissioni funzionale al perseguimento degli scopi.
    Al mio punto 1) non ho affermato che la CO2 non è considerato un inquinante dalla legislazione vigente.
    Ho, invece, segnalato all’autrice dell’articolo (ed ai lettori) che la stessa ha cercato di confutare il commento 9), attribuito al Prof. Scafetta, con un’affermazione errata poichè la legge del ’60 linkata non fa cenno alcuno alla CO2.
    Il mio punto 2) non è uno sfogo, ma ho seguito la traccia della seconda e ultima argomentazione dell’autrice contro il Prof. Scafetta, rivelatasi anch’essa errata: il dibattito della CO2 come inquinante si fa acceso e conosce uno sviluppo istituzionale-legale partito (grazie, Riccardo Reitano, per la segnalazione) nel 1999, regnanti Clinton Presidente ed Al Gore Vicepresidente, e proseguito fino al 2007 quando la Corte Suprema decide sotto il cielo in cui brillano ancora, per i motivi detti nel mio precedente post, le stelle politiche e mediatiche Clinton e Al Gore. Insomma, non erano all’università.
    Ricapitolando: i due argomenti dell’autrice sono errati.

  11. Riccardo Reitanoon ott 26th 2011 at 00:16

    francesco marangi
    chiedo scusa se ho mal compreso il suo commento, non avrei mai immaginato che il problema fosse la data o quando Al Gore ha finito l’Università. Comunque, mi fa piacere che ha trovato utili le informazioni nel mio commento precedente.

  12. oca sapienson ott 26th 2011 at 01:05

    @F. Marangi
    Nel punto 2. c’è un link al discorso di Johnson che parla di CO2, lo “sviluppo istituzionale- legale-partito” inizia da lì. Di solito si legge dall’alto in basso, mi sembrava inutile ripetere ai lettori che a “spacciare” erano stati gli scienziati nel rapporto del 1965 che fonda il Clean Air Act.

    Certi gas serra erano già regolamentati dall’EPA prima della sentenza del 2007, i NOx dal 1971.

    Nel 1999, l’intervento dell’EPA è chiesto dall’industria automobilistica e dal Congresso a maggioranza repubblicana perché alcuni stati avevano stabilito limiti diversi tra loro. Infatti durante la campagna elettorale del 2000, G.W. Bush promette limiti federali.

    Dal maggio 2006, Gore Jr era vilipeso dai principali media, Fox News in testa. Nella Corte prevalevano giudici nominati Bush padre e figlio, nessuno dei quali ambientalista. Né potevano essere abbagliati da un Nobel assegnato sei mesi dopo.

  13. Gianfrancoon ott 26th 2011 at 10:34

    Interessanti le sottigliezze giuridiche sulla missione dell’EPA e sulle sentenze della Corte Suprema USA.

    Senza entrare in questo terreno che non mi è familiare, mi sembra assodato che la questione AGW era all’attenzione dei massimi livelli dell’Amministrazione USA già ai tempi di Johnson come ricorda l’articolo. Se ne occuparono anche Carter e Reagan. Quest’ultimo, con la nota finezza e profondità di pensiero, cercò di banalizzare la questione con la celebre battuta sulle flatulenze bovine che qualche tardo epigono riprende ancora oggi.

    Val forse la pena ricordare che anche ONU ed Europa hanno da tempo riconosciuto il ruolo inquinante dei gas serra.

    Finora solo uno dei 18 punti dell’articolo è stato parzialmente contestato. Direi una performance eccellente. Complimenti!

  14. Stefano Caserinion ott 26th 2011 at 19:59

    Senza andare agli anni ’60, che il consenso esistesse ben prima del lavoro di Mann, Bradley e Hughes del 1998-99 (chissà perchè si cita solo Mann) è evidente anche dalla convenzione sul clima, approvata nel 1992 e entrata in vigore nel 1994, che nelle prime righe scriveva

    LE PARTI ALLA CONVENZIONE,
    CONSAPEVOLI che i cambiamenti di clima del pianeta e i relativi effetti negativi
    costituiscono un motivo di preoccupazione per il genere umano,
    PREOCCUPATE per il fatto che le attività umane hanno notevolmente aumentato le
    concentrazioni atmosferiche di gas ad effetto serra, che questo aumento intensifica
    l’effetto serra naturale e che tale fenomeno provocherà in media un ulteriore riscaldamento
    della superficie della terra e dell’atmosfera e può avere un’influenza negativa sugli
    ecosistemi naturali e sul genere umano, ecc ecc

    (http://it.peacereporter.net/articolo/370/Convenzione+delle+Nazioni+Unite+sui+Cambiamenti+Climatici)

  15. oca sapienson ott 27th 2011 at 13:40

    @Gianfranco
    Sulle “sottigliezze giuridiche” e le contestazioni, c’è un ottimo libro di Robert Martineau, The Clean Air Act.
    Forse ha ragione F. Marangi e l’argomento è errato, ma è quello dei giuristi americani, non il mio. (Troppo onore!)