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Disinformazione sul clima dall’Huffington Post

Uno dei principali quotidiani on-line italiani ha pubblicato una lista di “riflessioni” sul tema del riscaldamento globale composta dai soliti miti del negazionismo climatico, ma millantando la fonte in presunti “grandi esperti di ambiente e gli scienziati”.

 

E’ compito dei giornali informare e proporre qualche riflessione, ma come su Climalteranti non ci stanchiamo di ripetere e far notare, molto spesso le aspettative vengono deluse e il tutto si risolve in un fiasco. Qualche giorno fa l’Huffington Post (articolo ora a pagamento, ma lo trovate nella cache di google o qui) è caduto nella trappola di un giornalismo superficiale e poco informato proponendo alcune riflessioni sul riscaldamento globale.
Innanzitutto si nota che il titolo contiene un errore (riscaldamento globale e sui cambiamenti climatici…), e questo già è significativo della cura con cui è stato scritto.
Il pezzo apre richiamandosi ai “più grandi esperti di ambiente” e agli scienziati, preannunciando poi la drastica conclusione, ovviamente espressa in forma dubitativa:
viene il dubbio che la paura degli effetti disastrosi di un presunto innalzamento delle temperature terreste sia solo frutto di disinformazione e causa di isteria collettiva.”
L’informazione, se così vogliamo chiamarla, che invece ci propone l’Huffington Post è un elenco di citazioni collezionate da altri e riportate senza commento. Ma a guardare la lista si trova solo una frazione minoritaria dei grandi esperti e scienziati promessi in apertura; includendo chiunque si sia occupato di scienza in un qualche campo, se ne contano solo sei su venti citazioni totali. Le fonti delle altre “riflessioni” sono giornali online o blog. Fra questi non potevano mancare i “soliti noti” dell’informazione spazzatura, come il Daily Telegraph o il Daily Mail, ma anche le tradizionali fonti del negazionismo climatico, come lo screditato blog WUWT e un think-tank ultraliberista statunitense.
E’ comunque interessante dare uno sguardo a quelli che per l’Huffington Post sono gli spunti di riflessione. Quasi la metà delle citazioni (nove su venti) sono sul riscaldamento globale che si sarebbe fermato, due negano seccamente che il contributo umano sia in alcun modo rilevante (della serie: il clima è sempre cambiato). Gli altri spaziano invece dall’imminente raffreddamento globale ai pochi tornado negli USA nel 2013, da una (infelice) frase di Obama al fatto che il 2013 sia stato da qualcuno previsto (sbagliando e di molto) come l’anno più freddo nella serie storica USA. In due parole, un pot pourri privo di senso, almeno climatologicamente parlando, su cui conviene stendere un velo pietoso.
Torniamo piuttosto ai “più grandi esperti di ambiente” e agli scienziati promessi. Due, Patrick Moore e Les Woodcock, sono negazionisti convinti. Il primo è un ex-militante di Greenpeace (non un co-fondatore come l’Huffington Post ricopia incautamente senza verificare), organizzazione abbandonata nel lontano 1986 (38 anni or sono!), e che oggi fa il consulente per società private. Il secondo è un chimico. Nessuno dei due si occupa di clima.
Potrebbe invece sorprendere leggere i nomi degli altri quattro citati (Hansen, Jones, von Storch e Lovelock) che sembrerebbero non avere nulla a che spartire con il tono dell’articolo. E infatti, dei primi tre vengono citate affermazioni sulla cosiddetta pausa del riscaldamento, ma senza considerare cosa queste stesse persone pensano sul suo significato climatologico; sarebbe bastato leggere le interviste citate. Del quarto viene citata un’affermazione sulle esagerazioni del passato riferita essenzialmente a se stesso. Lovelock nel 2006 scrisse un articolo per l’Independent dove affermava che “prima della fine del secolo miliardi di noi moriranno” e che i pochi rimasti sarebbero vissuti nell’Artico, unico posto dove il clima sarebbe stato tollerabile. Aveva esagerato, non c’è dubbio, e possiamo solo riconoscergli il merito di averlo ammesso. Ma questo cosa c’entra con le riflessioni da fare sulla disinformazione e l’isteria collettiva?
In definitiva, l’articolo dell’Huffington Post è, questo si, pura disinformazione scientifica. Riporta acriticamente una lista preparata da altri e millanta l’alto livello dei pareri sulla base dei quali, nella breve introduzione, cerca esplicitamente di insinuare il dubbio nel lettore. Intende parlare alla pancia, non al cervello, e non è certo questo ciò di cui abbiamo bisogno.

 

Testo di Riccardo Reitano

5 responses so far

5 Responses to “Disinformazione sul clima dall’Huffington Post”

  1. Antonioon mag 1st 2014 at 08:18

    Mamma che disastro… hanno fatto un copia incolla senza farsi domande!
    Neppure il titolo hanno controllato. Ma sono giornalisti o è un traduttore automatico?

  2. Riccardo Reitanoon mag 2nd 2014 at 08:21

    Antonio
    è vero. Anche se l’argomento dell’articolo sono i cambiamenti climatici, in realtà si tratta di un “normale” vicenda di pessimo giornalismo in generale.

  3. Gianfrancoon mag 3rd 2014 at 14:03

    Effettivamente non ne hanno azzeccata una. Però tutti errori dalla stessa parte. C’è del metodo in questa follia. Infatti il titolo dell’articolo usa, secondo me opportunamente, il termine “disinformazione” che è peggio della semplice cattiva informazione. Comunque lo fanno in modo sciatto; disinformatori e mercanti di dubbi professionali sono molto più abili e sofisticati.

  4. Stefano Caserinion mag 3rd 2014 at 21:22

    Concordo che la cosa triste è la sciatteria generale, con errore perfino nel titolo; come se non importasse molto come tema, per cui si può scrivere qualsiasi cosa

  5. homoereticuson mag 4th 2014 at 08:41

    … sciatteria generale che purtroppo ben si inquadra nel generale disinteresse per le problematiche ambientali che caratterizza questa era decadente… mancano venti giorni al voto europeo, ma alzi la mano chi ha sentito qualcuno discuterne.

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