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Il record di una giornalista disinformata

La giornalista Annalisa Chirico è riuscita a pronunciare 13 stupidaggini sul tema del cambiamento climatico in soli 76 secondi. Si tratta di un record per i programmi televisivi di prima serata, e non solo.

 

In un fortunato saggio di qualche anno fa, il filosofo Harry Frankfurt  photo Untitled.jpg ha spiegato nel dettaglio la differenza fra l’errore (dovuto alla mancanza di conoscenza), la bugia (una volontaria asserzione falsa), e la stronzata. Il libro si intitolava proprio Stronzate (Rizzoli edizioni), era una dotta disamina del significato di questo termine. Scriveva Frankfurt: “che chi racconta stronzate… non è né dalla parte del vero né del falso. I suoi occhi non sono rivolti ai fatti, come quelli di una persona sincera e di un bugiardo…. Non si preoccupa di come stanno le cose, ma le sceglie, o le inventa, perché si adattino ai suoi scopi”.
Questo tipo di argomentazioni è molto presente nel dibattito sul cambiamento climatico. Un esempio televisivo è stata la puntata di Otto e Mezzo di sabato 7 novembre 2015, in cui la giornalista Annalisa Chirico è riuscita a distillare in soli 76 secondi una quantità di stupidaggini e miti del riscaldamento globale come non se ne sentivano da tempo.

L’ascoltatore aveva già drizzato le antenne al minuto 6.15, quando la giornalista ha sostenuto che un segno di arretratezza del mondo ambientalista sarebbe quello di “pensare che la lotta al cambiamento climatico debba essere necessariamente il taglio delle emissioni di CO2”  (e cosa dovrebbe essere, visto che il problema sono principalmente* le emissioni di CO2?).

La vera performance è arrivata al minuto 10.36, quando la giornalista si è prodotta nel seguente monologo:

Io ero a Parigi l’altro giorno, c’erano 20 gradi, ed ero molto contenta di stare in maniche corte.

Ma poi guardiamo anche cosa dicono gli scienziati. Il fatto che la terra abbia la febbre, al di là dell’allegria e della battute, non è un fatto su cui c’è una vera unanimità. Anzi, alcuni climatologi, anche membri di quel Panel delle Nazioni Unite che si occupa di cambiamenti climatici hanno detto che negli ultimi 18 anni ci sarebbe la grande pausa, cioè la temperatura della Terra si è fermata. Dopodiché il clima e la temperatura terrestre è sempre cambiata nel corso dei milioni di anni… non vedo nessun orso polare che muore asfissiato dal caldo, non vedo i ghiacciai dell’Himalaya che si sciolgono… bisogna rifuggire dall’allarmismo e dal catastrofismo, bisognerebbe ascoltare quelle voci della scienza che attraverso i modelli matematici magari diversi da quelli che ha usato Covatta dicono che la temperatura terrestre sìforse è un po’ aumentata ma non c’è nulla di così catastrofico e non c’è soprattutto neppure la sventura all’orizzonte, perché ripeto la temperatura è sempre cambiata, l’uomo ha capacità adattive, ci sono state ere glaciali ed ere calde, la Groenlandia si chiama così perché nel Medioevo era una terra verde, nel ‘500 in Gran Bretagna si coltivava la vite, oggi non si può più. Il clima cambia… ma secondo me c’è allarmismo

I lettori di Climalteranti avranno riconosciuto in questo discorso molti degli argomenti del negazionismo climatico; quello che sorprende è sentirli ancora, in prima serata, nel novembre del 2015.

Io ero a Parigi l’altro giorno, c’erano 20 gradi, ed ero molto contenta di stare in maniche corte.

1 – la contentezza della giornalista per qualche giorno di temperature gradevoli, ribadita in un tweet, non può in alcun modo ridurre la preoccupazione per gli impatti del surriscaldamento globale, che sono legati anche a estremi delle temperature estive che tenderanno ad essere sempre più intensi e frequenti

Il fatto che la terra abbia la febbre, al di là dell’allegria e della battute, non è un fatto su cui c’è una vera unanimità.

2 – Il riscaldamento globale è inequivocabile, ha scritto 8 anni fa l’IPCC. Non ci sono tesi scientifiche che contrastino la realtà del riscaldamento globale in atto.

Anzi, alcuni climatologi, anche membri di quel Panel delle Nazioni Unite che si occupa di cambiamenti climatici hanno detto che negli ultimi 18 anni ci sarebbe la grande pausa, cioè la temperatura della Terra si è fermata.

3 – Nessun autore dei rapporti IPCC ha mai sostenuto che negli ultimi 18 anni ci sarebbe stata una “grande pausa” delle temperature globali; anzi, l’IPCC ha spiegato nel Quinto Rapporto (Capitolo 2.4 e Sommario per decisori politici, si veda qui) i motivi del lieve rallentamento dell’aumento delle temperature globali verificatosi su un periodo troppo breve per aver significatività statistica.

4 – negli ultimi 18 anni le temperature globali sono chiaramente aumentate (l’anno più caldo è stato il 2014, e sarà superato con grandissima probabilità dal 2015), vedi qui , qui e qui.

Dopodiché il clima e la temperatura terrestre è sempre cambiata nel corso dei milioni di anni…

5 – vero, ma questo non esclude che ora sia colpa nostra e infatti l’attuale riscaldamento globale è anomalo; e milioni di anni fa gli esseri umani non esistevano.

non vedo nessun orso polare che muore asfissiato dal caldo

6 – è più facile che prima muoiano annegati o di fame;

non vedo i ghiacciai dell’Himalaya che si sciolgono…

7 – potrebbe guardare meglio o leggere qualcosa in merito; o potrebbe guardare più vicino, nelle nostri Alpi, anche qui i ghiacciai fondono rapidamente

bisogna rifuggire dall’allarmismo e dal catastrofismo, bisognerebbe ascoltare quelle voci della scienza che attraverso i modelli matematici magari diversi da quelli che ha usato Covatta dicono che la temperatura terrestre sì, forse è un po’ aumentata, ma non c’è nulla di così catastrofico e non c’è soprattutto neppure la sventura all’orizzonte

8 – i modelli dicono che le temperature sono aumentate e che potrebbero ulteriormente aumentare in modo molto consistente se non si riducono le emissioni di gas climalteranti in modo drastico;

perché ripeto la temperatura è sempre cambiata

9 – vero, ma oggi e nei prossimi decenni cambierà più rapidamente che nel passato;

l’uomo ha capacità adattive

10 – l’uomo può adattarsi entro certi livelli di aumenti di temperatura, ma non potrà contenere tutti gli impatti e chi non può adattarsi, come stiamo già iniziando a vedere, migra;

ci sono state ere glaciali ed ere calde

11- le cause sono note e le variazioni fra ere glaciali ed ere calde sono state molto più lente; in ogni caso non c’erano sulla terra 7 miliardi di esseri umani;

la Groenlandia si chiama così perché nel Medioevo era una terra verde

12 – questa è una delle leggende del negazionismo climatico;

nel ‘500 in Gran Bretagna si coltivava la vite, oggi non si può più

13 – oggi di vino in Gran Bretagna se ne produce molto di più e molto più a Nord che nel ‘500; anche il Canada è entrato nel mercato.

L’utilizzo del termine “stronzate” per gli argomenti di Annalisa Chirico sul clima trova ragione nel fatto che è evidente che la giornalista non si cura di come stanno le cose, le temperature del pianeta, lo stato degli orsi polari, dei ghiacci dell’Himalaya. Usa gli argomenti più classici del negazionismo climatico antiscientifico senza curarsi delle incongruenze, come sostenere in pochi secondi sia che la temperatura della Terra “si è fermata”, ma anche che “sì, forse è un po’ aumentata”, e che“è sempre cambiata”.

Gli scopi sono i soliti, sostenere che tutto va bene, non dobbiamo preoccuparci né disturbare i manovratori.

Si potrebbe discutere se abbia ragione Annalisa Chirico a sostenere che “l’ambientalismo dovrebbe fare pace con la scienza”, tema importante e trattato in modo serio da altri giornalisti e scienziati (si veda ad esempio il recente saggio di Silvia Bencivelli e Telmo Pievani – La sinistra e il mito della naturalità); sicuramente c’è una parte del giornalismo che dovrebbe fare pace con la realtà.

 

Testo di Stefano Caserini, con contributi di Sylvie Coyaud e Claudio Cassardo .

Si ringrazia Silvia Moroni per la segnalazione in tempo reale.

(*) “principalmente” è stato aggiunto in data 11/10/2015 (si vedano i commenti)

46 responses so far

46 Responses to “Il record di una giornalista disinformata”

  1. Luciaon Nov 10th 2015 at 07:56

    Ma roba da matti… ma perchè non si legge qualcosa questa qui prima di parlare?

  2. Giorgioon Nov 10th 2015 at 10:03

    Attenzione… il 7 dicembre 2015 non è ancora arrivato! 🙂 Correggete altrimenti la Chirico si attaccherà a quella svista per accusarvi inaffidabilità scientifica!

  3. Gianni Tizianoon Nov 10th 2015 at 12:38

    Si, ho avuto la “fortuna” (????) di sentirla, questa intervista.
    Ha veramente detto un sacco di stupidate, riguardo al clima ed a NO-TAV.
    Giobbe Cobatta, per fortuna, ne ha preso più volte le distanze.

  4. Pieron Nov 10th 2015 at 13:25

    chi e’? la sorella di Madrigali?? 🙂
    mancava solo lui e il film comico era perfetto!! 🙂

  5. giovanni dittaon Nov 10th 2015 at 13:35

    deve aver ascoltato qualche conferenza di Antonino Zichichi

  6. homoereticuson Nov 10th 2015 at 13:59

    @Pier

    non è parente di Madrigali, ma pare sia la fidanzata di Chicco Testa…
    (sì, quel Testa, che nel secolo scorso risultava tra i fondatori di legambiente, pensa te … ).
    In rete si trova molto. Scopro, tra l’altro, che pare sia diventata “famosa” per un libro memorabile dal titolo che ci rivela probabilmente molto del suo carattere.

  7. Franco Guerrazzion Nov 10th 2015 at 14:24

    NON SO QUANTO DI VERO CI SIA NELL’INTERVISTA DELLA GIORNALISTA, MA POSSO AFFERMARE CHE SULL’ADAMELLO I GHIACCIAI SI STANNO SCIOGLIENDO E SOTTO I GHIACCIAI SI TROVANO DEI RIFUGI COSTRUITI DIRETTAMENTE SULLA ROCCJA……A ME VIENE DI PENSARE ( ANCHE AFFERMATO DAGLI ABITANTI PIU’ VECCHI ) CHE I GHIACCIAI NEL PERIODO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE FOSSERO MOLTO MENO ESTESI DI ADESSO……IO NON SONO NE UNO SCENZIATO NE UN’INTENDITORE, MI PIACE AFFERMARE QUELLO CHE VEDO IO E NON QUELLO CHE VEDONO GLI ALTRI…….L’ ADAMELLO E’ SEMPRE LI A DISPOSIZIONE DI CHI VUOL ANDARE A CONTROLLARE QUELLO CHE HO AFFERMATO

  8. skieron Nov 10th 2015 at 14:55

    Allucinante! E poi ridevamo della Americana Sarah Palin! Ma questa la batte, in termini di ignoranza e incompetenza, sbandierate con sicumera come conoscenza e preparazione. Da donna e scienziata, mi sento imbarazzata da tale stupidita’ al femminile.

  9. Climalterantion Nov 10th 2015 at 16:40

    @ Attenzione… il 7 dicembre 2015 non è ancora arrivato

    ops.. corretto, grazie

  10. Stefano Cosmaroon Nov 10th 2015 at 17:59

    Ma dai, scrive su “Il foglio” insieme a Piero Vietti una quantità di imbarazzanti stupidaggini!!!
    Forse bisognerebbe smettere di prendere in considerazione certi tubi digerenti quando parlano.

  11. Vittorioon Nov 10th 2015 at 20:01

    Scusate ma Caserini ha fatto proprio bene invece ad additare costei al pubblico ludibrio. Io ho scritto una mail alla redazione della TV segnalando questo post e chiedendo spiegazioni, fatelo pure voi, così magari la piantano di fare questi assurdi contraddittori.

  12. TSVon Nov 10th 2015 at 20:44

    ahahah fantastica 😀 😀
    Mi spiace solo per Formigoni, prima della Chirico il più ignorante sul climate change era lui
    https://mobile.twitter.com/r_formigoni/status/338283254048231425

  13. Enricoon Nov 11th 2015 at 08:42

    Sulla lotta al cambiamento climatico, a un certo punto dite: “e cosa dovrebbe essere, visto che il problema sono le emissioni di CO2?”. Ebbene, questa è una stronzata.

  14. Stefano Caserinion Nov 11th 2015 at 09:27

    @ Enrico

    è un po’ troppo semplice definire “stronzata” tutto quanto non si condivide. Come scritto, secondo Frankfurt per essere una stronzata è necessario che l’autore di un’asserzione non si curi di come stanno le cose, non sia interessato ad approfondire il fondamento di verità dell’asserzione stessa.
    In questo caso, le assicuro che quanto scritto corrisponde ad una convinzione meditata, solida e basata su anni di analisi del problema, e che le confermo: la lotta al cambiamento climatico implica necessariamente il taglio delle emissioni di CO2.
    Il taglio delle emissioni di CO2 non è sufficiente (servono anche misure di adattamento), ma certo è necessario.

  15. Enricoon Nov 11th 2015 at 10:04

    @ Stefano Caserini

    La frase dell’articolo è una stronzata proprio perché l’autore “non si cura di come stanno le cose, non è interessato ad approfondire il fondamento di verità dell’asserzione stessa”.

    Se l’autore si interessasse ad approfondire al verità saprebbe che il problema non sono solo le emissioni di CO2. La CO2 è solo uno dei gas serra di cui sono aumentate le concentrazioni. E i gas serra, come saprà, non sono l’unico problema: le attività umane interferiscono molto sull’albedo della superficie terrestre e quindi sul clima, secondo alcuni studi in misura maggiore rispetto alle emissioni di CO2.

    Non mi prenda per un negazionista quindi, condivido la sua opinione sui 76 secondi della
    giornalista a La7. Però una stronzata l’avete detta anche voi, anche se mi fa piacere il fatto che ammette che il taglio delle emissioni di CO2 non è sufficiente.

  16. Riccardo Reitanoon Nov 11th 2015 at 10:43

    Non conosco nessuna persona informata che pensi che la sola riduzione di CO2 sia la soluzione del problema. Non è un caso che sia i rapporti IPCC che le trattative in corso includono molto altro.
    Questo è chiaro da decenni. Sorprende piuttosto che venga ancora richiesto di specificarlo esplicitamente, tanto da definire una stronzata il non averlo fatto e successivamente compiacersi di questa “ammissione”.

  17. Enricoon Nov 11th 2015 at 11:05

    @ Riccardo Reitano

    Forse non ha letto l’articolo, le riporto la frase che critico: “pensare che la lotta al cambiamento climatico debba essere necessariamente il taglio delle emissioni di CO2” (e cosa dovrebbe essere, visto che il problema sono le emissioni di CO2?)”.

    Ebbene, se mi si dice che il problema sono le emissioni di CO2, in risposta a questa affermazione della giornalista, la trovo una stronzata.

    Lei Riccardo forse vive su Marte, o parla solo con persone informate, ma quello che passa nei media è che i cambiamenti climatici sono dovuti solo alle emissioni di CO2 e che l’unica cosa da fare sono i tagli a queste stesse emissioni. Lei forse sente parlare di albedo e di altre soluzioni?

    La maggior parte delle persone purtroppo non è informata sul tema. Per cui ritengo che, soprattutto in un blog specialistico, certe precisazioni siano opportune.

  18. Stefano Caserinion Nov 11th 2015 at 11:43

    @ Enrico

    Ripeto, visto che il concetto non è passato.
    La frase contestata è “pensare che la lotta al cambiamento climatico debba essere necessariamente il taglio delle emissioni di CO2”
    In questa frase c’è una parola, “necessariamente”, che è l’oggetto della contestazione.
    Ossia è mia opinione (e certo non solo mia) che è necessario il taglio alle emissioni di CO2 nella lotta al CC. Se non è d’accordo può ritenere il mio un errore, e ha libertà di farlo; una stonzata, seondo Frankfurt, è una cosa diversa.
    E’ sufficiente il taglio alle emissioni di CO2? Certo che no. Ma la frase contestata non era “pensare che la lotta al cambiamento climatico debba essere solo il taglio delle emissioni di CO2”.
    Ossia la lotta al cambiamento climatico deve passare necessarimanete per il taglio drastico e rapido alle emissioni di CO2.
    Se non è chiara la differenza fra i termini necessario e sufficiente può leggere anche qui
    https://it.wikipedia.org/wiki/Condizione_necessaria_e_sufficiente

    Riguardo alla frase “le attività umane interferiscono molto sull’albedo della superficie terrestre e quindi sul clima, secondo alcuni studi in misura maggiore rispetto alle emissioni di CO2”,
    non so a che studi si riferisca, ma la comunità scientifica è di altro avviso, può vedere il confronto delle forzanti qui http://www.climatechange2013.org/images/figures/WGI_AR5_FigSPM-5.jpg.
    Come vede, le variazioni di albedo dal 1750 hanno avuto un effetto raffreddante, seppur debole e incerto.

  19. Enricoon Nov 11th 2015 at 12:34

    @ Stefano Caserini

    Non le è ancora chiara la mia critica, le riporto pertanto il mio primo commento:

    Sulla lotta al cambiamento climatico, a un certo punto dite: “e cosa dovrebbe essere, visto che il problema sono le emissioni di CO2?”. Ebbene, questa è una stronzata.

    Ebbene, contesto la sua affermazione per cui il problema sono le emissioni di CO2. Se si mette a rispondere leggendo anche ad altri miei commenti con altri utenti fa solo confusione e dribbla la critica. Spero che adesso abbia capito.

    Questa fissa che media, politica e anche alcuni scienziati hanno sulla sola CO2 ha portato a politiche molto discutibili, come quella della compensazione di emissioni di CO2 piantando alberi, che ha come conseguenze proprio un cambiamento dell’albedo e come effetto un possibile aumento delle temperature http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2005GL024550/full

  20. Stefano Caserinion Nov 11th 2015 at 16:27

    @ Enrico

    Va bene, rinuncio a condividere con Lei un significato comune al termine usato da Frankfurt.

    Il motivo per cui sono le emissioni di CO2 ad essere (da sempre) viste come il cuore del problema del cambiamento climatico, è legato ai lunghissimi tempi di residenza della CO2 nell’atmosfera, che rendono i cambiamenti climatici legati alle emissioni di CO2 sostanzialmente irreversibili per i tempi dell’esperienza umana, vedi il famoso paper di Solomon
    “Irreversible climate change due to carbon dioxide emissions”
    http://www.pnas.org/content/106/6/1704.full.pdf.
    Altre forzanti sono importanti, ma solo sul breve periodo. Questo si intende quando si dice che “il problema sono le emissioni di CO2”.
    Riconosco che la frase si presta a fraintendimenti, per cui ho cambiato la frase
    “Il problema del cambiamento climatico sono le emissioni di CO2” in
    “Il problema del cambiamento climatico sono principalmente le emissioni di CO2”.

    Ritengo che Lei sia in errore nel considerare rilevante il ruolo dell’albedo (ma lo ritengo un errore, non una stronzata).
    E’ noto che l’albedo potenzialmente potrebbe essere da considerare in alcuni scenari di mitigazione, qualche conto l’ho studiato da vicino http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0959652615002425
    Lei ha scritto “le attività umane interferiscono molto sull’albedo della superficie terrestre e quindi sul clima, secondo alcuni studi in misura maggiore rispetto alle emissioni di CO2”, e le ho mostrato che oggi le attività umane non stanno riscaldando il pianeta per una modifica dell’albedo, e non l’hanno fatto negli ultimi 250 anni, ma le emissioni di CO2 sono state la causa nettamente principale.
    Se poi il tema è se teoricamente le modifiche all’albedo potrebbero interferire sul clima del pianeta, la mia risposta è sì certo, ma è un’altra cosa.

  21. danteon Nov 11th 2015 at 22:53

    La più grande stronzata l’ha scritta l’autore del post affermando: “vero, ma questo non esclude che ora sia colpa nostra e infatti l’attuale riscaldamento globale è anomalo; e milioni di anni fa gli esseri umani non esistevano”, così, come fosse una verità accertata. Purtroppo per l’autore e per tutte le persone che si sentono smarrite quando non riescono ad individuare un cattivo da demonizzare (in questo caso la Co2 e l’uomo che la emette), la realtà delle cose è molto più complessa. La comunità scientifica non è affatto unanime sulle cause del riscaldamento: si consiglia di dare un’occhiata alle teorie di Roy Spencer e di altri non allineati (non perché abbiano necessariamente ragione, ma perché potrebbero averla).

    Ps: usare la parola “negazionismo” in un ambito della scienza tanto giovane quanto quello in questione – in cui non possono essere maturate certezze e verità – è semplicemente raccapricciante.

  22. Riccardo Reitanoon Nov 11th 2015 at 23:10

    Dante
    ma davvero lei crede che non siamo a conoscenza delle idee del Dott. Spencer et similia?

  23. stephon Nov 12th 2015 at 00:29

    dante
    trovo anche raccapricciante che non si capisca (che lei non capisca), all’alba del XXI secolo, come proceda la scienza. Frasi come “non perché abbiano necessariamente ragione, ma perché potrebbero averla” o “un ambito della scienza tanto giovane quanto quello in questione in cui non possono essere maturate certezze e verità” fanno supporre che per lei il solo e sufficiente fatto di poter aver ragione equivalga ad annichilire verità accertate finora e che l’età faccia automaticamente maturare certezza e verità. Se si vuole rimanere entro i confini del metodo scientifico, io preferisco parlare di accumulo graduale (l’unanimità della comunità scientifica nella spiegazione delle cause del risc. glob. è figlia di un processo cumulativo iniziato del XIX secolo che parte da aspetti di fisica di base come elettromagnetismo e termodinamica), di verifiche sperimentali (non è possibile dare una spiegazione alternativa sufficientemente coerente con le osservazioni invocando le sole cause naturali, sia esterne che interne al sistema), di coerenza interna, di gestione delle incertezze e di risultati e teorie provvisoriamente non falsi. Il “non è certo, dunque non è vero” preferisco lasciarlo agli opinionisti del prime time.

  24. Paolo Gabriellion Nov 12th 2015 at 06:05

    @Franco Guerrazzi

    Sull’Adamello ci siamo andati anche noi e rifugi che emergono intatti da sotto i corpi principali dei ghiacciai in via di fusione non ce ne sono. Quello che abbiamo potuto invece vedere, anche quest’estate, sono tonnellate di resti di baraccamenti, costruiti sul ghiacciaio durante la prima guerra mondiale, che oggi si stanno accumulando sulla sua superficie (https://twitter.com/pa0l0_gabrielli/status/632448037449805824 e https://twitter.com/pa0l0_gabrielli/status/632790682487418880).

    Baraccamenti e caverne, realizzati invece sulle alte creste rocciose che dominano i corpi principali dei ghiacciai, stanno emergendo intatti in seguito alla fusione del ghiaccio: non perche’ le creste a quel tempo fossero scoperte ma semplicemente perche’ i soldati avevano rimosso neve e ghiaccio prima di realizzare queste istallazioni che in seguito vennero poi abbandonate e sepolte negli anni. Si veda ad esempio il recupero della galleria al Corno di Cavento a circa 3400 m nel gruppo dell’Adamello (http://www.trentinograndeguerra.it/context.jsp?ID_LINK=112&area=10&id_context=777)

  25. Pieron Nov 12th 2015 at 09:03

    Stamattina l’elettrotecnico Madrigali era ancora ad “Uno Mattina” su Rai uno(televisione di Stato) a parlare di clima avvisando tutti che l’era glaciale e’ vicina e che il GW non esiste…ma com’e’ possibile?? perche’ non lo fermate???????

  26. Enricoon Nov 13th 2015 at 10:47

    Come avrà visto dallo studio che le ho citato, considerare il solo albedo è riduttivo quando si parla di modifiche nell’uso del suolo, un altro parametro importante (che non ho visto citato nel suo studio) è l’evapotraspirazione.

    E’ in errore se ritiene il ruolo dell’albedo non rilevante sul clima del pianeta. Se lei mi cita le temperature medie globali (http://www.climatechange2013.org/images/figures/WGI_AR5_FigSPM-5.jpg) e mi dice che l’albedo non ha un ruolo rilevante, facciamo come il pollo di Trilussa e qui mi diventa negazionista. Inoltre io le parlo di clima, lei mi risponde parlando solo di temperature.

    L’albedo saprà sicuramente che, a causa dello scioglimento dei ghiacci artici, ha un ruolo significativo nel riscaldamento dell’artico. I cambiamenti di albedo sono stati quantificati (http://www.nature.com/nclimate/journal/v3/n10/full/nclimate1963.html) e sono significativi dal punto di vista statistico.

    L’artico, anche per questo motivo, si riscalda più velocemente del resto dell’emisfero Nord (da due a tre volte più in fretta) e questo fenomeno, oltre a influenzare la circolazione atmosferica su vasta scala, è il principale indiziato come responsabile dell’indebolimento della corrente a getto.

    Facciamo quindi molta attenzione, anche quando comunichiamo i dati ai non esperti: il fatto che un fattore come l’albedo, a livello globale, non abbia un effetto significativo nei cambiamenti di temperatura (e il clima non è solo temperatura! non lo ricordo a lei, ma questo spesso passa nei media) non vuol dire che non abbia effetti sul clima (che troppo spesso viene ridotto ad un caldo vs freddo).

  27. Riccardo Reitanoon Nov 13th 2015 at 16:28

    Enrico
    le variazioni di albedo delle regioni artiche sono un feedback, ci riporta indietro alla causa originaria che lo ha innescato.

  28. Valentinoon Nov 14th 2015 at 09:05

    @Enrico
    Rispetto alla necessità ridurre non solo la CO2 ma anche molti altri gas serra, vi è non solo consenso nella comunità scientifica ma anche in quella politica e dei negoziati climatici globali. In vista della COP21, gli Stati hanno indicato i loro contributi (INDC) cui abbiamo già dedicato un articolo:

    http://www.climalteranti.it/2015/10/10/dai-148-indc-un-primo-freno-alle-emissioni-globali/

    Una prima panoramica sui gas serra coperti da impegni di riduzione è questa:

    Most of the INDCs cover carbon dioxide (CO2) and many cover methane (CH4) and nitrous oxide (N2O) emissions, while some also cover emissions of sulphur hexafluoride (SF6), hydrofluorocarbons (HFCs), perfluorocarbons (PFCs) and nitrogen trifluoride (NF3). A few of the INDCs include additional gases or emissions, including short-lived climate forcers (SLCFs).

    http://unfccc.int/resource/docs/2015/cop21/eng/07.pdf
    pagina 6

  29. danteon Nov 16th 2015 at 14:42

    @steph
    Le mia frasi “fanno supporre che per lei il solo e sufficiente fatto di poter aver ragione equivalga ad annichilire verità accertate finora e che l’età faccia automaticamente maturare certezza e verità”. Ma quale mente contorta può giungere ad una simile supposizione dal mio commento? Stendiamo un velo pietoso, a quanto pare in questi giorni c’è più bisogno di spargere pietà che non raziocinio…

  30. stephon Nov 19th 2015 at 09:45

    dante
    le teorie di Roy Spencer non credo che riescano a soddisfare il bisogno di spargere pietà, in effetti.

  31. Lorenzoon Nov 27th 2015 at 09:28

    ecco, però il “negazionismo” lo lascerei all’ambito storico – a un ben preciso ambito storico – e non l’applicherei alla discussione scientifica.
    Anche se si tratta di affrontare affermazioni facilmente smentibili.

  32. Ariannaon Nov 27th 2015 at 14:14

    Datemi un defibrillatore. Dov’è il defibrillatore?

  33. Lidiaon Dic 19th 2015 at 00:43

    I cambiamenti climatici sono una bufala.

  34. Antonioon Dic 19th 2015 at 06:52

    Certo, http://www.todayandtomorrow.net/2009/12/21/i-dont-believe-in-global-warming/

  35. Vittorioon Dic 24th 2015 at 10:34

    La giornalista ha perfettamente ragione:
    1-la terra é un pianeta vivo e soggetto a cambiamenti di clima non corregibili da interventi umani
    2- Il catastrofismo c’é e serve solo a vendere aria fritta
    Ossia quote CO2 .
    3-la Groenlandia fu chiamata terra verde ed ora sfido chiunque a definirla verde.
    4-avete nomi di vini. Inglesi? Forse le stronzate sono vostre

  36. Riccardo Reitanoon Dic 24th 2015 at 13:02

    Vittorio
    1- banale oltre che vero, ma questo non significa che non siamo in grado di alterarlo.
    2- nulla di serio, solo un’opinione pregiudiziale non supportata da alcunché.
    3- a dispetto del nome, verde non lo era nemmeno all’epoca e probabilmente non era nemmeno più calda di oggi.
    4- non è necessario ricorrere alla lettaratura scientifica, sarebbe stato facile informarsi prima di scrivere. Anche un po’ di storia non guasta.

  37. stephon Dic 24th 2015 at 14:54

    “You are not entitled to your opinion. You are entitled to your informed opinion. No one is entitled to be ignorant.”(Harlan Ellison)
    Le affermazioni apodittiche di Lidia e Vittorio (oltre che della destinataria del post) andrebbero valutate alla luce della citazione riportata sopra e che mi vede pienamente d’accordo.

    @Vittorio
    se vuole, le posso consigliare interessanti vini scandinavi . Magari li può abbinare a qualche piatto ricco di fibre, onde evitare di dover sempre guardare nel…(ehm)..water dell’altro, invece che nel proprio.
    😀

  38. oca sapienson Dic 25th 2015 at 12:15

    4-avete nomi di vini. Inglesi?

    Certo! Lettura consigliata, cin cin e buone feste a tutti…

  39. Pugon Set 11th 2016 at 19:01

    Negli ultimi 18 anni l’anno più caldo fu il 2000 non il 2015. Ci sono molte assurdità nelle risposte alla giornalista. Il clima terrestre cambia continuamente non è possibile prevedere nulla.

  40. Marcoon Set 11th 2016 at 20:32

    Assolutamente no: mi sembra che già il 2003 fosse più caldo del 2000, ma di certo il ’15, come il ’14 rispetto al 2003, è stato più caldo, pensa che forse addirittura anche questo 2016 supererà l’anno passato; che il clima cambi e sia sempre cambiato è vero ma non rapidamente come negli ultimi 2 secoli e mezzo e ciò è dovuto alla CO2 antropogenica che mai sarebbe stata immessa in atmosfera se non fosse stato per noi; infine che non si possa prevedere nulla non è propriamente vero, visto che non è solo in Climatologia che si usano dei modelli, e siccome la Scienza è una sola non v’è motivo per dire che valgano meno questi rispetto agli altri.

  41. Riccardo Reitanoon Set 12th 2016 at 21:51

    Proprio il 2000 non credo, è stato l’anno più freddo di questo millennio.

  42. albertoon Set 14th 2016 at 12:07

    In effetti il clima terrestre cambia di continuo, come anche il sole cambia le sue traiettorie (apparenti) nel cielo ogni giorno.
    Il fatto è che agli scienziati constatare l’ esistenza cambiamento come i saggi di un villaggio contadino non basta. Sono interessati a qualcosa di più, ad esempio a scoprire (è un po’ più faticoso che cavarsela con una frasetta sentenziosa) come e quanto vari il cambiamento.
    Nel caso del clima uno sguardo al recente passato lo hanno dato (appunto i paleoclimatologi, da non confondere con gli pseudoclimatologi)
    ed in estrema sintesi divulgativamente si possono vedere qua i risultati ottenuti dal loro lavoro complessivo
    http://xkcd.com/1732/

  43. Pugon Set 16th 2016 at 19:37

    @marco il clima cambia continuamente e la co2non c’entra nulla; Riccardo reitano o sei un troll oppure hai seri problemi. Nessuno potrà mai sapere come era il clima prima delle verifiche degli ultimi 150 miseri anni che sono un granello di sabbia in mezzo ad una spiaggia, in confronto alla storia terrestre.

  44. Marcoon Set 16th 2016 at 20:30

    @Pug
    Guardi Pug che il passato remoto lo si studia anche in ambiti diversi dalla Climatologia (come in Astrofisica, Geologia etc.) e siccome la scienza è una, se questi studi vanno bene negli altri ambiti, perché invece in Climatologia no?
    Ad ogni modo la CO2 influenza il Clima, piuttosto visto che questo fatto è assodato dovrebbe essere lei a dimostrare che ciò non è vero, quindi su cosa si basa per affermare che la CO2 non centri?

  45. Riccardo Reitanoon Set 18th 2016 at 21:23

    Pug
    questo millennio è iniziato appena 16 anni fa.

  46. […] sui motivi che hanno permesso a Chirico di conseguire il premio, si rimanda a questo post “Il record di una giornalista disinformata”, mentre per Aldo Grasso si rimanda al post “Quando il critico televisivo vuole essere […]

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