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Il cambiamento climatico in corso e i futuri possibili

La scienza dei cambiamenti climatici porta, indubbiamente, notizie preoccupanti (come gli ultimi dati di CO2 in atmosferatemperature mensili, estensione dei ghiacci artici, acidificazione dei mari).

Una buona notizia è che davanti a noi non abbiamo un solo futuro, ma possiamo ancora scegliere.

Ci sono diversi possibili futuri. Gli scienziati li chiamano “scenari”, e qui ne presentiamo tre, prendendo spunto dal metodo a spirale delle anomalie mensili, sviluppato originariamente da Ed Hawkins per i dati HadCRUT. . . .

Il primo mostra, dopo l’andamento delle temperature osservate dal 1880 al 2016, le proiezioni delle temperature medie globali dell’atmosfera dal 2017 al 2100 (dati presi dalle simulazioni CMIP5 su questo sito), nel caso in cui si continuasse come se nulla fosse a emettere gas serra in atmosfera; uno scenario “Business as usual”, chiamato anche “Disaster as Usual” e tecnicamente noto come RCP 8.5:

gissrcp8-5

Nel secondo si vede come potrebbero evolvere le temperature del pianeta se si agisse con decisione e coraggio per ridurre le emissioni di gas serra in modo rapido: uno scenario che abbiamo definito a “basse emissioni”, noto come RCP 2.6 (dati presi dalle simulazioni CMIP5 su questo sito):

Nel terzo si vede un futuro in cui si prendono alcune contromisure, ma in ritardo e insufficienti a ridurre significativamente l’aumento delle emissioni dei gas serra. Questo è lo scenario RCP 4.5 (dati presi dalle simulazioni CMIP5 su questo sito) a cui all’incirca porterebbe l’attuale livello di impegno nel negoziato internazionale sul clima:

 

In tutti e tre i casi, i dati del periodo precedente (1880-2016) sono stati estratti dal database GISS (disponibile qui), che raccoglie le anomalie di temperatura media globale. Nelle tre animazioni, la linea bianca spessa che appare alla fine rappresenta i valori di anomalia registrati nel periodo tra gennaio 2015 e aprile 2016. Tutte i dati anomalie delle temperature sono riferite alla media del periodo 1880-1909.

Si può vedere molto chiaramente come il mondo che lasceremo alle generazioni future, se continueremo a non fare nulla, è molto diverso da quello che lasceremmo se agissimo con coraggio, decisione e tempestività. Se fino al 2025-2030 tutti e tre gli scenari mostrano un aumento graduale di temperatura simile (si veda, a questo proposito, anche un altro tipo di animazione, su questo blog), dopo le differenze tra gli scenari diventano sempre più percettibili, e a fine secolo enormi. Più il tempo passa nell’inazione, e più la tendenza spinge verso il primo scenario… lasciando margini sempre più ristretti per cercare di cambiare rotta e rimanere nello scenario più “mite”. Che noi definiamo “mite”, ma farà comunque apparire periodi globalmente caldi, tipo il quadrimestre appena trascorso (che sta facendo a pezzi il ghiaccio artico) come momenti freschi.

Non è la scienza a dover dire quale scegliere fra questi scenari. Gli scienziati possono al più dire cosa si può fare per raggiungerli, quali sono i costi e i benefici, le incertezze. Ma spetta (o dovrebbe spettare) a tutti gli abitanti del pianeta decidere in merito, tramite i loro rappresentanti politici.

La scelta sembrerebbe scontata, ma purtroppo non lo è affatto. Dietro ad ogni scenario ci sono delle ulteriori scelte, sulle tecnologie, le risorse, i comportamenti; ogni scenario ha delle implicazioni, sulle azioni a tutti i livelli, dalle decisioni dei negoziati internazionali, alle scelte di investimento, alle decisioni amministrative e ai comportamenti individuali.

Queste animazioni mostrano che scegliere è importante.

Testo di Stefano Caserini e Claudio Cassardo

Animazioni realizzate da Claudio Cassardo, con la collaborazione di Stefano Caserini

 

12 responses so far

12 Responses to “Il cambiamento climatico in corso e i futuri possibili”

  1. […] recente per visualizzare i dati HadCRUT. Il primo dei due metodi è visualizzato in dettaglio in questo post su climalteranti.it, per cui qui di seguito descriverò il secondo e farò alcune brevi […]

  2. Claudio Cassardoon Mag 28th 2016 at 13:10

    Due esempi delle prime reazioni del sistema climatico terrestre alle anomalie fuori scala degli ultimi mesi si possono ammirare guardando l’estensione dei ghiacci artici attuale:
    http://nsidc.org/data/seaice_index/images/daily_images/N_stddev_timeseries_thumb.png
    sempre al di sotto dell’invuluppo delle curve relative agli anni precedenti, e guardando anche il livello delle concentrazioni attuali di CO2:
    http://www.esrl.noaa.gov/gmd/ccgg/trends/global.html
    che mostra valori più alti rispetto agli altri anni, non solo in assoluto (questo accade normalmente ogni anno…) ma anche come trend, che è in aumento. Rischiamo seriamente di non avere più un mese (probabilmente il candidato è agosto, di norma il mese con la concentrazione minore) sotto i 400 ppm.
    Si possono quindi ben immaginare quali potrebbero essere le conseguenze anche solo nel caso del riscaldamento previsto dallo scenario RCP 2.6, che comunque continuerà fino alla metà del secolo, per poi stabilizzarsi. Se, invece, dovesse essere lo scenario RCP 8.5 quello che andremo a seguire, beh temo che nel 2100 i sopravvissuti vedranno un mondo molto diverso…

  3. Stefano Ceccarellion Mag 30th 2016 at 19:35

    Il dramma dei contadini suicidi nell’India devastata dalla siccità:
    https://stopfontifossili.wordpress.com/2016/05/24/amara-terra-dindia/

  4. Claudio Cassardoon Giu 1st 2016 at 01:54

    Qualcuno mi ha fatto notare – privatamente – che alcune sigle non sono spiegate adeguatamente. In particolare:

    RCP – Representative Concentration Pathways: they are four greenhouse gas concentration (not emissions) trajectories adopted by the IPCC in its fifth Assessment Report (AR5, 2014). The pathways are used for climate modeling and research, and describe four possible climate futures, all of which are considered possible depending on how much greenhouse gases are emitted in the years to come. The four RCPs, RCP2.6, RCP4.5, RCP6, and RCP8.5, are named after a possible range of radiative forcing values in the year 2100 relative to pre-industrial values (+2.6, +4.5, +6.0, and +8.5 W/m2, respectively). More details in this site (http://link.springer.com/article/10.1007/s10584-011-0148-z).

    CMIP5 – Coupled Model Intercomparison Project Phase 5, see this site (http://cmip-pcmdi.llnl.gov/cmip5/) for details.

    GISS – the acronym means (NASA) Goddard Institute for Space Studies, but in this case refers to the GISS Surface Temperature Analysis (GISTEMP): more details on this site (http://data.giss.nasa.gov/gistemp/).

  5. albertoon Giu 3rd 2016 at 09:50

    Come mai l’ aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera nel 2015 è stato così alto? I dati sulle emissioni da fonti fossili nello stesso anno, anche se preliminari, davano una forte diminuzione dell’ incremento annuale, vicina ad una fermata.
    Forse El Nino ha avuto un effetto in tale senso, visto la serie noaa mostra un incremento paragonabile all’ ultimo nel 1998?

  6. homoereticuson Giu 5th 2016 at 10:48

    “Forse El Nino ha avuto un effetto in tale senso, visto la serie noaa mostra un incremento paragonabile all’ ultimo nel 1998?”

    sì alberto, credo che sia quasi certamente così.
    Tra l’altro (vedi rapporti IPCC) sembra che l’effetto del Nino sulle concentrazioni carboniche atmosferiche non sia legato alla maggiore rilascio da parte degli oceani, anzi, ma sia legato agli effetti del Nino sulla circolazione generale che a sua volta modifica il bilancio tra assorbimenti ed emissioni della biosfera terrestre, specie in fasce tropicali.

  7. Stefano Caserinion Giu 5th 2016 at 15:22

    @ Alberto

    e c’è chi cita anche il ruolo degli incendi di foreste in Indonesia
    http://www.scientificamerican.com/article/humans-and-el-nino-team-up-to-create-a-record-jump-in-co2-pollution/

  8. Paolo C.on Giu 5th 2016 at 15:29

    Anche l’Alaska dà il suo contributo:

    http://www.climatecentral.org/news/alaska-wildfires-worsening-global-warming-20411

  9. albertoon Giu 7th 2016 at 11:53

    Ringrazio per gli utili link, che aggiungono dati interessanti anche se non proprio rassicuranti.

  10. Veicoli elettrici Alkèon Giu 8th 2016 at 09:53

    La questione del cambiamento climatico è un tema davvero poco rassicurante e merita la nostra più completa attenzione. Ognuno di noi, nel suo piccolo, può e deve fare qualcosa per limitare al massimo i danni.

  11. Valentinoon Giu 14th 2016 at 10:32

    Un altro video di comparazione, questa volte delle temperature

    http://www.dailymail.co.uk/video/sciencetech/video-1212137/1997-2015-El-Nino-sea-surface-temperature-anomalies.html

  12. […] climalteranti.it] La scienza dei cambiamenti climatici porta, indubbiamente, notizie preoccupanti (come gli ultimi […]

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