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Un convegno negazionista… nel 2018!

Per chi ormai sentisse la mancanza di quella specie in via di estinzione che sono ormai i negazionisti climatici, siamo in grado di annunciare un nuovo evento che si svolgerà martedì 13 novembre a Roma pomeriggio presso l’Università La Sapienza.

A nove anni dalla mozione negazionista in Senato e dal convegno sul clima senza climatologi in locali della Camera dei Deputati durante il governo di centrodestra, dal titolo dell’evento e dai partecipanti si può ritenere che sarà un’occasione per dare spazio all’anti-scienza e alla disinformazione sul clima.

L’incontro prevede infatti la partecipazione solo di relatori ben conosciuti su Climalteranti per aver già espresso tante tesi sbagliate sul cambiamento climatico. Sono più o meno sempre loro, un po’ invecchiati, riuniti per promuovere l’imbarazzante libretto “Clima, basta catastrofismo. Riflessioni scientifiche sul passato e sul futuro”, recentemente pubblicato dalla minuscola casa editrice  XXImoSecolo, una raccolta di saggi scritti dagli stessi relatori:

  • il prof. Franco Battaglia, autore di articoli contenenti numeri record di errori e sempre a secco di articoli scientifici in materia di ambiente o di clima;
  • il prof. Uberto Crescenti, geologo da tempo in pensione, pure lui senza pubblicazioni in climatologia ma già fautore di tesi bislacche e di una curiosa lettera al Papa;
  • il prof. Nicola Scafetta, autore di molte pubblicazioni stroncate dai climatologi e proponente di teorie sempre diverse e sempre meno credibili (da cui spassosi fallimenti nelle proiezioni delle temperature globali – si veda qui e qui);
  • il prof. Mario Giaccio, trascurato finora da Climalteranti per la scarsa risonanza della sua unica fatica in materia “Climatismo: una nuova ideologia”, ennesima versione italiana della disinformazione prodotta negli Stati Uniti;

Non c’è niente di nuovo sotto il sole, se non il rinnovato dispiacere che un’istituzione che dovrebbe garantire serietà nel trattare importanti questioni scientifiche e politiche dia tuttora spazio a tesi senza fondamento scientifico.

Non possiamo quindi non riproporre quanto scritto nove anni fa:

È curioso che il panel di relatori chiamati a intervenire nella “sessione scientifica” non includa veri esperti della tematica climatica ma sia caratterizzato da una assoluta e ampiamente documentata faziosità e ostinazione nel negare sistematicamente, contro ogni evidenza scientifica, l’esistenza dei cambiamenti climatici e la loro rilevante componente antropica.
Con una strategia ormai largamente sperimentata, fra i relatori, che si alterneranno nell’incontro organizzato a Roma, sono presenti sì scienziati e docenti universitari ma tutti fondamentalmente privi di una specifica competenza scientifica sulla materia dei cambiamenti climatici: come se non bastasse, salvo alcune eccezioni, i professori e gli scienziati del convegno di Roma sono sostanzialmente privi di pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali non solo sulle tematiche climatiche ma più in generale su quelle ambientali. In quanto tali risultano niente di più che semplici opinionisti, non più autorevoli di un climatologo che pontifica sullo stato di risanamento dei conti pubblici italiani o sulla cura migliore del tumore al cervello.

Spicca, invece, l’assoluta mancanza di contraddittorio e di rappresentanza di quei pur numerosi climatologi italiani (come Filippo Giorgi, Antonio Navarra e molti altri ancora) che si sono guadagnati con serietà, dedizione e impegno, un ruolo di rilievo nella comunità scientifica internazionale e che contano decine di pubblicazioni scientifiche anche di grande importanza sul tema, nonché la collaborazione proprio con quell’IPCC del quale ora, in questo incontro, si vuole minare la credibilità.

Per chi volesse andare a farsi quattro amare risate, l’appuntamento è:

Martedì 13 novembre 2018, ore 15.30, Aula “Sergio Lucchesi”, Dipartimento delle Scienze della Terra, Università La Sapienza, P.le Aldo Moro, 5 – Roma

 

PS

Era inizialmente previsto un altro convegno il mattino del 13 novembre 2018 in una stanza del Senato della Repubblica, ma è stato fortunatamente cancellato.

 

Testo di Stefano Caserini, Sylvie Coyaud, Mario Grosso e Sergio Castellari

33 responses so far

33 Responses to “Un convegno negazionista… nel 2018!”

  1. Francesco Turrinion Nov 13th 2018 at 12:35

    Saluti,
    a me non sembra seria una simile presentazione. Confutate i dati, non le persone, altrimenti date l’impressione di essere una religione contro un’altra.
    Quelli sono scienziati, veri. Potranno sbagliare o presentare le proprie idee in modo irritante, ma bollarli come “negazionisti” (siamo tutti negazionisti di qualcosa, no? dell’astrologia, dell’omeopatia, ecc.) e parlare a priori di anti-scienza e disinformazione mi sembra che tolga credibilità.

  2. Mauroon Nov 13th 2018 at 14:10

    Francesco Turrini
    Ti darei ragione ma ho sentito una volta Franco Battaglia e…
    Ti assicuro che qualsiasi critica ed accusa contro certi personaggi è ampiamente giustificata.
    Loro non seguono regole, loro non sono scienziati, loro non leggono i dati.
    E’ la religione di chi fa scienza contro chi da aria alla bocca.

  3. Francesco Turrinion Nov 13th 2018 at 15:14

    Mauro,
    mi permetto di dissentire, non tanto perché conosco il prof. Battaglia, e ti posso assicurare che è uno scienziato vero (si occupa di statistica termodinamica se non erro, materia piuttosto complicata), ma perché le critiche che gli vengono rivolte in questo blog mi sembrano spesso infondate.
    Faccio solo un esempio: Battaglia ha scritto un libro sull’illusione dell’energia dal sole in un periodo in cui tutti magnificavano le sorti delle rinnovabili. In questo blog è stato massacrato, ma quando qualcuno ha provato ad analizzare i numeri illustrati in quel libro, sai come ha concluso? Così: “In definitiva sui numeri riportati non mi sembra ci sia troppo da discutere, salvo sul nucleare; il problema è che quelle cifre raccontano solo una parte della storia”.
    Insomma, quando si parla di numeri, Battaglia ha ragione. So che in altri articoli è stato criticato anche sui numeri, ma per ognuna di quelle critiche ci sono altrettante ottime risposte (se poi vuoi ne parliamo).
    Ricordo negli anni settanta quando uscì un libro di Piero Angela sul mondo del paranormale: in quel periodo molte persone, anche di buon senso, davano per scontato che telepatia, chiaroveggenza, telecinesi fossero fenomeni reali. Tutti criticarono Angela. Dopo quarant’anni le cose che diceva sono state confermate e nessuno scienziato crede più a Uri Geller.
    Penso succederà lo stesso sui numeri di Battaglia.
    Un caro saluto

  4. Sylvie Coyaudon Nov 13th 2018 at 18:34

    Francesco Turrini,

    quando si parla di numeri, Battaglia ha ragione.

    Oggi a Roma, Battaglia ha ripetuto che “dal 2000 le temperature sono costanti”. Stando a termometri e sensori sono aumentate di 0,5 °C.
    Forse lei ha “un’ottima risposta” che spiega la differenza?

  5. alsarago58on Nov 13th 2018 at 22:59

    Turrini
    “Battaglia ha scritto un libro sull’illusione dell’energia dal sole in un periodo in cui tutti magnificavano le sorti delle rinnovabili. ”

    E’ vero, oggi non le magnifica più nessuno le rinnovabili, semplicemente le installano: 98,9 GW di “illusione” solare installati nel mondo nel 2017, più o meno lo stesso nel 2018.

    Sono tutti illusi meno Battaglia nel mondo…

  6. alsarago58on Nov 13th 2018 at 23:03

    Credo che i problemi di battaglie e altri negazionisti, non siano tanto scientifici o di eventuali conflitti di interesse, quanto esistenziali.

    Si sono tanto buttati con tale foga e sicumera in una battagli rivelatasi clamorosamente sbagliata (se non ci credete andate a chiederlo ai 14 milioni di alberi, anche secolari, buttati giù da un vento a 200 kmh nel Nordest…) che ormai non possono ammettere di essersi sbagliati, senza entrare in una grave crisi di identità.

    Continueranno a dire che il cambiamento climatico è una bufala, anche quando il mare gli sommergerà la seconda casa…

  7. Fabio Vomieroon Nov 14th 2018 at 07:58

    In effetti mancano Zichichi, Rubbia, Guido Guidi, Sergio Pinna e Mazzarella e poi il manipolo rimasto degli scettici-negazionisti climatici d’Italia è tutto qui, altro che scienza divisa, mi pare che questo sia giusto ricordarlo, come è giusto anche ricordare che al Senato, luogo in cui era prevista la conferenza, si è parlato recentemente anche di scie chimiche e antivaccinismo. Detto questo, ha ragione Mauro, le critiche dobbiamo farle sui dati e anch’io in ogni caso sarò molto curioso di verificare se siano state dette delle cose nuove e interessanti, ma occupandomi personalmente da tanti anni della questione, temo però che il Battaglia continuerà a parlare come sempre di presunta origine solare dei cambiamenti climatici, Scafetta continuerà a illustrare l’influenza indimostrata dei cicli planetari, Crescenti e Ortolani continueranno a dimostrare a suon di dati paleoclimatici che il clima del pianeta è sempre cambiato per cause naturali. Tutto anche in certi casi vero, ma tutto anche contestualmente già ampiamente vagliato e ritenuto poco utile al progresso vero delle conoscenze concrete in merito all’attuale dinamica del riscaldamento globale.

  8. Francesco Turrinion Nov 14th 2018 at 08:44

    Per Sylvie: glielo chiederò appena posso e ti risponderò. Peraltro, da ignorante, mi permetto di farti presente che 18 anni, per il pianeta, su scala climatica, sono niente.

    Per Alsarago58: le rinnovabili (intendendo con questa espressione “le rinnovabili non programmabili tipo fotovoltaico o eolico”) oramai non le installa più (quasi) nessuno perché non convengono più: sono finiti i soldi e non è più conveniente. Certo è un bel business! Ne ho approfittato anch’io, ma che c’entra con i ragionamenti di Battaglia?

    Per alsarago58: intendi dire che, che ne so, mille o diecimila anni fa queste cose non succedevano? non cadevano gli alberi secolari?

    per Fabio Vomiero: ma secondo te sono tutti stupidi o in malafede o autolesionisti, visto lo stigma anche sociale che comporta criticare il GW antropogenico?

  9. homoereticuson Nov 14th 2018 at 09:21

    ” le rinnovabili (intendendo con questa espressione “le rinnovabili non programmabili tipo fotovoltaico o eolico”) oramai non le installa più (quasi) nessuno perché non convengono più: sono finiti i soldi e non è più conveniente. Certo è un bel business!

    decida: non è più conveniente o un bel business?
    Intanto che pensa alla risposta, legga come va nell’UK :

    hhttps://www.theguardian.com/environment/2018/nov/06/uk-renewable-energy-capacity-surpasses-fossil-fuels-for-first-time?CMP=Share_iOSApp_Other

  10. alsarago58on Nov 14th 2018 at 10:15

    Per Turrini: grazie di aver ben esemplificato il concetto di “tapparsi gli occhi per non vedere la realtà, al fine di non dover ammettere di essersi sbagliati”.

    Se riesci a guardare al di là dell’Italia, paese chiuso, spaventato e rattrappito su sè stesso per tante ragioni, e ti avventuri su Internet a cercare qualche statistica, scoprirai un mondo che non ti aspettavi.

    Le rinnovabili, ripeto, nel mondo le stanno installando a centinaia di GW all’anno, 98 GW per il solare PV nel 2017 (ultimi dati completi disponibili) e 52 GW di eolico, che, come produzione, a spanne, equivalgono a circa 50 grandi centrali a carbone o nucleare di pari potenza.
    E anche in Europa cominciano ad apparire centrali solari ed eoliche installate senza incentivi, o con aste che fissano prezzi del MWh, in Europa siamo intorno ai 50 E/MWh, o con contratti di fornitura esclusiva ad aziende o utilities private.
    Una di questo tipo, da 47 MW l’hanno persino fatta partire l’anno scorso in italia.
    Per confronto per costruire la prossima centrale nucleare inglese di Hinkley Point, è stato concesso un MWh a prezzo fisso di 110 Euro.

    Quanto alla strage di alberi del nordest: certo, può darsi che 1000 o 10000 anni fa sia accaduto qualcosa di simile, ma guarda caso è qualche anno che le cose “eccezionali, una volta ogni secolo, una ogni millennio”, accadono come le ciliege, una dopo l’altra.
    Per esempio, due giorni fa il più mortale incendio forestale della storia della California (Ah, no, scusa, il noto esperto Donald Trump ci ha spiegato che dipende dalla cattiva gestione forestale…fosse stato per lui avrebbe trasformato le foreste della California in pellet, eliminando il problema).

    Che dici, siamo molto sfortunati e il caso si accanisce contro di noi, oppure qualcosa è cambiato nel clima?

  11. Francesco Turrinion Nov 14th 2018 at 11:05

    “decida: non è più conveniente o un bel business?”

    In Italia era molto conveniente fino al secondo conto energia. Ora non lo è più. Che poi anche da altre parti le incentivino, non lo metto in dubbio. Quel che intendevo è che il numero di Battaglia (l’argomento dal quale siamo partiti) era: il sole ci dà una potenza di 200 W in media al mq (in Sicilia, qui al Nord la metà). Anche con una cella molto efficiente, tipo 20%, questi W teorici diventano pochissimi. E’ una fonte discontinua e quindi la rete elettrica non ci si può basare. Punto. Ed è purtroppo vero.
    Che poi qualcuno lo strapaghi anche all’estero va bene (ci guadagno anche io, ripeto) ma bisogna vedere se è utile al sistema complessivo.

    Dire che 98 GW di solare + 52 di eolico valgono quanto 50 grandi centrali tradizionali significa confondere l’energia prodotta con la potenza disponibile e garantita immessa in rete. E’ un errore tecnico.

    La questione degli incendi è molto conosciuta: per affrontarla bene il discorso si allungherebbe troppo. E’ possibile che dipenda tutto dall’aumento delle temperature o forse no. Però anche 20.000 anni fa gli antichi europei avranno notato che lo strato di due km di ghiaccio che copriva il suolo si stava ritirando, e magari avranno attribuito il fenomeno a tutti i fuochi che accendevano per scaldarsi. Poi, grazie a quell’innalzamento di temperature è fiorita la nostra civiltà. Segnalo che 20.000 anni per il nostro pianeta sono niente.
    Insomma, io non sono nessuno e non voglio provocare nessuno, però prima di bollare come cretini/in malafede/disinformati gli scienziati scettici sul GW antropogenico, ci andrei cauto.
    Saluti a tutti

  12. Stefano Caserinion Nov 14th 2018 at 12:15

    @ Francesco Turrini
    Dire che 98 GW di solare + 52 di eolico valgono quanto 50 grandi centrali tradizionali significa confondere l’energia prodotta con la potenza disponibile e garantita immessa in rete. E’ un errore tecnico.

    Direi di no.. se prende una taglia media di una centrale di 800MW- 1 GW, per una potenza 150 GW sono 190-150 centrali convenzionali. Se considera che il coefficiente di disponibilità dell’anergia è 85-90% per una centrale convenzionale e 20-30 % per una rinnovabile, il dato di 50 centrali non è sbagliato.

    Trova alcuni dati recenti sulla competitività delle rinnovabili qui http://www.lazard.com/perspective/levelized-cost-of-energy-and-levelized-cost-of-storage-2018/

    Per il resto, può leggere qui http://www.climalteranti.it/tag/battaglia/ diverse confutazioni alle tesi infondate e ai tanti dati sbagliati del Prof. Battaglia

  13. Francesco Turrinion Nov 14th 2018 at 12:55

    per Stefano Caserini

    Se ha mai visto il contratto tra il proprietario di una centrale e la rete, ricorderà che l’oggetto del contratto non è la quantità di energia prodotta, ma la messa a disposizione della sua potenza. Quindi, alla rete, non interessano i kwh che alla fine dell’anno quella centrale avrà prodotto, bensì quanti kw può garantire. Un parco eolico o fotovoltaico può garantire 0 kw, quindi vale 0. Che poi venga incentivato dalla politica è vero, ma non cambia la sostanza della vicenda.

    Le sue critiche a Battaglia le conosco e mi sembra che non cambino la sostanza delle cose. Le ricordo che lei ha bollato come “libro patacca” (o altra espressione analoga) il libro sull’illusione dell’energia dal sole di Battaglia, e ha detto che gli erano state mosse delle critiche anche se lui non sembrava essersene accorto. Bene, sono andato a vedere quelle critiche e ho riportato nel primo post la mia scoperta: quelle critiche in realtà non demolivano nulla delle tesi del professore.
    Allora a me sembra che le feroci aggressioni o anche solo le ironie mosse a Battaglia siano ingiuste e sconvenienti: è uno scienziato vero che vive facendo calcoli complicatissimi su argomenti molto complessi; spesso propone le sue tesi in modo provocatorio ma questo non muta il fatto che abbia ragione.
    Saluti

  14. Paolo C.on Nov 14th 2018 at 13:19

    Il caro Battaglia potrebbe allora proporre i suoi deliri, pardon, i suoi calcoli complicatissimi a riviste come Nature, Science, ecc., così vedremo se glieli prendono in considerazione o si sganasciano dalle risate.

  15. Mauroon Nov 14th 2018 at 13:57

    @Francesco Turrini
    “Quindi, alla rete, non interessano i kwh che alla fine dell’anno quella centrale avrà prodotto”

    Lei nella vita di cosa si occupa? (oltre che combattere per una “battaglia” persa?)

  16. Francesco Turrinion Nov 14th 2018 at 14:43

    per Paolo: Battaglia ha un curriculum scientifico vero, e dato che si occupa di termodinamica quantistica non scrive su riviste per gente come noi (o almeno come me). Peraltro ha appena pubblicato un manuale di chimica per l’università. Si trova su Amazon.

    per Mauro: faccio l’avvocato e mi sono occupato di rinnovabili professionalmente, quindi credo di saperne un po’ di più di altri (anche se meno di tantissimi). Quel che intendevo dire è che nel momento in cui ci si obbliga contrattualmente non è importante quanta energia verrà prodotta da una centrale, ma a che potenza. Infatti nei contratti è scritto: “la centrale XY si obbliga a fornire alla rete tutta l’energia prodotta alla potenza di tot MW” e uno potrebbe dire: va bene, ma quant’è questa energia? Non importa: si vede a fine anno. Magari saranno 100 MWh.
    Invece, un campo fotovoltaico, che magari può produrre alla fine dell’anno gli stessi 100 MWh, li produce di picco, alla potenza di un megawatt; quando piove di dieci kw; di notte zero.
    Quindi, dal punto di vista della “potenza garantita” vale zero, anche se producesse in ipotesi la stessa quantità di energia.

    E’ un po’ come se lei vivesse su Marte e dovesse comprare l’aria. Una centrale convenzionale le assicura che ogni momento avrà quel tot di aria che le serve per respirare: alla fine dell’anno si faranno i conti su quanto ha consumato, ma quel che conta è che in ogni momento lei respirerà e non morirà. Una centrale rinnovabile non programmabile le assicura che alla fine dell’anno lei potrà avere magari anche tutta l’aria che le “sarebbe servita”, ma non le garantisce la costanza di produzione. Anzi, le garantisce che questa costanza non ci sarà. Quindi non le serve per campare: per lei vale zero.
    Detto questo preciso che non combatto nessuna battaglia. Questo è il vostro blog e ci potete insultare chi volete. Solo mi sembra ingeneroso nei confronti di uno scienziato che conosco e rispetto.
    Chiedo scusa se ho disturbato e saluto tutti.
    F.

  17. alsarago58on Nov 14th 2018 at 18:38

    Turrini, le dirò, ce ne eravamo già accorti da qualche anno che il Sole non splende sempre e il vento non soffia continuamente.

    Solare ed eolico sono fonti non programmabili per definizione, ma questo non vuol dire che producano energia inutile, e infatti in Europa producono ormai una fetta consistente dell’elettricità consumata nel continente, anche perchè, almeno per quanto riguarda il solare, la sua produzione è abbastanza ben prevedibile e concentrata nelle ore i massimo consumo.

    L’intermittenza e l’occupazione di spazio sono i difetti di solare ed eolico, così come quelli di avere riserve limitate, distruggere il clima, inquinare ogni bene ed esacerbare i conflitti geopolitici sono i difetti delle fonti fossili, mentre quelli del nucleare sono di costare un occhio della testa, avere dei rischi, non sapere dove mettere le scorie e avere un doppio uso civile-militare.
    Veda lei quali sono i difetti minori e più risolvibili.

    Rimediare all’intermittenza di solare ed eolico sarà il prossimo passo della transizione energetica (il primo è stato far crollare il loro costo), e lo si compirà tramite accumulatori elettrochimici (batterie a stato solido e a flusso), chimici (power-to-gas), e fisici (pompaggi, CAES), oltre che usando fonti rinnovabili continue (idro, biomasse, geotermico) e trasmissione di elettricità a lunga distanza.

    Tutto molto complicato? Certo, la transizione alle rinnovabili è faticosa e scomoda, ma non la si compie perchè convenga o per divertimento, ma per evitare il disastro climatico, ambientale, economico e geopolitico a cui, prima o poi, inevitabilmente ci trascinerà l’attuale dipendenza da fossili.

    “La questione degli incendi è possibile che dipenda tutto dall’aumento delle temperature o forse no”

    La prima che ha detto…

  18. Jerryon Nov 14th 2018 at 18:56

    Ecco qui un’ altra perla del Col. Guido Guidi chiamando “isteria” la teoria del AGW antropico, condivisa dal 99.94% degli scienziati

    http://www.climatemonitor.it/?p=49627

    La “vera scienza” secondo lui è quella del 0.06% degli scienziati o dei vari Franco Battaglia,Crescenti, Scafetta, Rubbia, Zichichi, guarda caso NESSUNO di loro climatologo.

    Un utente ha chiesto al Col. Guidi perchè non prendesse posizioni ufficiali e non fosse andato al convegno ,e gli viene risposto in malo modo, tanto per cambiare.

  19. Fabio Vomieroon Nov 14th 2018 at 19:05

    A proposito di errori di questi autori, già peraltro ben argomentati da climalteranti nel tempo, ci sono ben due grossolane imprecisioni, probabilmente volute, già nella presentazione scritta del nuovo libro. La prima sull’aumento della temperatura globale, 0,8-1°C dal 1850, intervallo 168 anni. In realtà un aumento di questo ordine di grandezza si è verificato soltanto negli ultimi 40 anni http://www.columbia.edu/~mhs119/Temperature/globalT_2parts_1951-1980base.pdf
    Seconda imprecisione, in merito alla presunta divisione della scienza. In realtà non c’è nessuna divisione, anzi, la comunità scientifica raramente è così compatta nell’attribuzione delle cause di fenomeni complessi.

  20. Jerryon Nov 14th 2018 at 19:12

    @Francesco Turrini

    Ma Lei è l’ avvocato di Battaglia ?
    Beh che sia scienziato siamo d’ accordo ma di climatologia non capisce NULLA e scrive e dice strafalcioni che non stanno nè in cielo nè in terra. Lo dico con cognizione di causa, dato che sono climatologo da 26 anni.
    Ne’ Battaglia, nè Guidi (meteorologo) nè Rubbia nè Zichichi sono climatologi e di climatologia non capiscono un tubo, mi bastano 3 minuti per sentire le corbellerie che dicono.
    Forte comunque la barzelletta che le temperature sono stabili da 20 anni quando i 20 anni più caldi dalla fine della PEG (secondo NOAA; NASA,JMA e UKMO) corrispondono esattamente agli ultimi 20.
    Avrà anche un problema di aritmetica elementare il Prof. Battaglia o diffama i VERI climatologi di queste istituzioni come fanno puntualmente nel blog di Guido Guidi ?

  21. Fabio Vomieroon Nov 15th 2018 at 20:35

    Per chi volesse farsi un’idea, ho trovato su Youtube l’intervento del prof.Battaglia
    http://www.youtube.com/watch?v=5SkC5DqBWRI
    Come volevasi dimostrare, nessuna novità di rilievo, intervento a mio parere abbastanza imbarazzante, ma contento lui…

  22. Sylvie Coyaudon Nov 15th 2018 at 22:13

    Francesco Turrini,

    Peraltro, da ignorante, mi permetto di farti presente che 18 anni, per il pianeta, su scala climatica, sono niente.

    Sono lusingata di venir confusa con Battaglia, ma dice lui che “dal 2000 le temperature sono costanti” e non ho idea di quale scala climatica abbia in mente.

    [Battaglia] non scrive su riviste per gente come noi

    Dice? Mi lamento perché da trent’anni quasi non leggo altro che riviste scientifiche.

    Battaglia ha un curriculum scientifico vero

    Minuscolo in chimica, inesistente in termodinamica quantistica e in climatologia.

    Perché su Marte l’azoto e l’ossigeno non si potrebbero stoccare in bombole ricaricabili – un po’ come l’energia nelle Powerpack?

  23. Andrea Capoccion Nov 16th 2018 at 01:11

    Una cronaca dal vivo della presentazione: https://twitter.com/andcapocci/status/1062386317491867648

  24. […] su come il riscaldamento globale non esista oppure che, se esiste, non è un vero problema in un convegno disgraziatamente ospitato dall’Università “La Sapienza” a Ro… pochi giorni […]

  25. Stefano Caserinion Nov 22nd 2018 at 23:58

    Segnalo questa ottima cronaca dell’evento
    https://www.wumingfoundation.com/giap/2018/11/negazionismo-climatico-abruzzese/

  26. francescoon Nov 23rd 2018 at 15:44

    Da wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Deserto_del_Sahara)
    “Anticamente, il Sahara non era un deserto: circa 30 000 anni fa, le sue montagne erano coperte di rigogliose foreste, la sua fauna era molto ricca, e i popoli che vi abitavano si dedicavano alla caccia e all’allevamento del bestiame (…)Il clima del Sahara ha subito enormi variazioni tra umido e secco negli ultimi 100 mila anni. Ciò è dovuto ad un ciclo di 41 mila anni in cui l’inclinazione della terra cambia tra 22° e 24,5°. Allo stato attuale (anno 2000), siamo in un periodo secco, ma si prevede che il Sahara diventerà di nuovo verde in 15 mila anni (17000 d.C.)”

    Resoconto quasi stenografico di una riunione del CdA (Consiglio delle Antilopi) del 1° gennaio del 4.200 a.c.

    – Urik: “ai tempi dei miei nonni cacciavamo e coltivavamo la terra; il nostro mondo – la Terra delle Antilopi – era verde e rigoglioso; le donne ballavano ed i nostri figli giocavano felici. Poi abbiamo bruciato troppi alberi; il fuoco ha scaldato l’aria e la pioggia è evaporata; il verde sta morendo e c’è sempre più sabbia. Dobbiamo smettere di bruciare gli alberi e mettere a morte chi lo fa”.
    – Aran: “Ma come possono pochi alberi cambiare la foresta in un deserto? Cosa dovremmo bruciare anziché gli alberi per scaldarci e cucinare? E se fosse scritto nelle stelle che dobbiamo andarcene da questo posto e cercare nuove terre?”
    – Urik: “Il fuoco brucia e trasforma la legna in cenere; è evidente che è il fuoco a trasformare il verde in marrone; fai la prova toccandolo; il 99% di noi la pensa così. Quindi chi non accetta questa verità o è in malafede, o è ignorante. In entrambi i casi deve morire. Tutti d’accordo?”

    Il verbale riporta la messa a morte di Aran. Due generazioni dopo la tribù abbandonò la Terra delle Antilopi perché non cresceva più niente e gli animali se ne erano andati. Urik venne ricordato come il saggio profeta a cui il tempo aveva dato ragione. Troppi alberi bruciati avevano trasformato la foresta in un deserto. Lo stolto Aran è ancora ricordato come colui che si era opposto all’evidenza.

  27. Paoloon Nov 23rd 2018 at 16:34

    Sul Sahara, in effetti…

    https://www.sciencedaily.com/releases/2017/03/170314111320.htm

  28. Maurizioon Dic 9th 2018 at 19:08

    Buonasera,
    Entro in argomento con troppi giorni di ritardo.
    Non si può non osservare un atteggiamento piuttosto chiuso e poco incline alla tanto decantata apertura mentale degli scienziati. Di fronte a qualche dubbio sollevato con pacatezza si risponde risoluti in 4-5 anche insieme, ma senza argomentare.
    La complessità dell’analisi dell’AGW obbliga alla cautela, perchè la climatologia è scienza molto articolata. Come avviene in pochi altri, ma significativi ambiti, ad es. quello dell’astronomia e dell’astrofisica, è difficile avere conferme dirette. E quando si prendono cantonate, esse vengono generalmente abilmente sottaciute (si faccia una ricerchina su un dettaglio di poco conto: lo spessore dell’atmosfera di Plutone, prima delle scoperte dell’ultima sonda che c’è passata e dopo. Very very istruttivo..).
    Le tesi di fondo dei negazionisti non sono mai affrontate in modo sistematico, metodico e professionale dai salvamondisti. Fare continuamente appello al “se ne accorgono tutti” è scientificamente imperdonabile. Le mille falle che i modelli climatologici presentano e di cui nessuno si cura, le mille e una correzioni che vengono apportate in corso d’opera e soprattutto l’impossibilità di ricostruzione del clima del passato lasciano piuttosto perplessi, circa la bontà delle teorie che vanno per la maggiore.
    Purtroppo poi prende il sopravvento il taglio ideologico, secondo il quale, insomma, anche se le cose non vanno abbastanza male (accidenti…) dobbiamo continuare a dire al cittadino beota medio che è così, che deve fare come gli diciamo noi, illuminati del XXI secolo. Sul piano sociologico, l’uomo si è liberato consapevolmente di qualsiasi legame nel corso del XX secolo, e ciò è considerato una conquista, per poi mettersi dietro ai nuovi ministri della religione salvamondista? Mmmmh, poco credibile, per lo meno.
    Nessuno si ricorda di come è nata la raccolta differenziata? Che bastava separare, e poi così ci si guadagnava tutti…eh già, peccato che oggi siamo pieni di plastica fino nel buco…, sì lasciamo perdere, perchè tanto l’importante era differenziare. Peccato che i cinesi hanno detto “basta, la vostla plastica non ci selve più”. L’esempio, estremamente semplicistico e semplificativo, vuol significare che non è permesso forzare un messaggio scientifico in modo superficiale, trascurando dettagli significativi perchè troppo complicati e ritenuti fuorvianti per sostenere una tesi, ammesso che essa sia corretta. Il tempo poi ne chiede conto. E se il beota di cui sopra si sente raggirato, non crederà poi più a nulla (anche perchè ha imparato, come dicevo poc’anzi, che credere a qualcosa o a qualcuno è poco moderno e poco scientifico).
    Cordialmente,
    Maurizio

  29. Maurizioon Dic 9th 2018 at 19:11

    Dimenticavo una provocazione: il mantra dei 2 °C (B2C va ormai di moda, come acronimo del momento) donde proviene, dal punto di vista scientifico? Potevano essere 1,8 o 2,2? o 1 °C? Mica verranno da un modello?

  30. Cittadino Beota Medioon Dic 10th 2018 at 15:06

    si faccia una ricerchina su un dettaglio di poco conto: lo spessore dell’atmosfera di Plutone

    Questa dell’atmosfera di Plutone non la so; ma Lei, Maurizio, è proprio sicuro che Plutone esiste? Potrebbe anche essere tutta una manfrina degli astronomi per farsi comprare telescopi su telescopi.

    Saluti.

    CBM

  31. Maurizioon Dic 11th 2018 at 13:42

    Observations made from New Horizons have already greatly altered our understanding of how Pluto’s atmosphere works, even with many data remaining to be reduced and analyzed
    cit. by http://science.sciencemag.org/content/351/6279/aad8866.full

    La citazione, invero molto banale, semplicistica e solo esemplificativa, vuole indicare che in alcuni ambiti delle scienze le conoscenze sono ben lungi dal potersi dire consolidate.
    Ciò deve essere sempre tenuto in conto quando si esce dal terreno dello studio e si entra in quello delle implicazioni pratiche. (politiche, giornalistiche, di opinione).
    Se ad oggi di un certo argomento conosciamo poco, possiamo senz’altro concordare con gli scienziati sul loro atteggiamento che dice: “è il meglio di quello che abbiamo, poco importa se è poco, poco importa quanto è lontano dalla conoscenza”; del resto la scienza progredisce proprio in questo modo, anche riguardo alla validità di una teoria. Ma, su tutt’altro fronte, il decisore politico, il giornalista, l’opinionista, non possono far propria questa affermazione, perchè: 1) non hanno i mezzi per conoscere ed ammettere quanto si possa migliorare una conoscenza; 2) possono sempre essere tacciati di non essere imparziali, dato che in effetti non lo sono; 3) le conseguenze delle loro impostazioni e scelte, che spesso assumono un vero carattere ideologico, quando non fideista, non sono limitate al campo degli “addetti ai lavori”, quindi possono rivelarsi molto dannose per molte più persone, qualora i fondamenti siano errati.

  32. Giuseppeon Dic 17th 2018 at 13:53

    Carissimi colleghi
    Non ho idea di chi sia più vicino alla verità. Sono un umile fisico, prestato alla microelettronica da quasi 30 anni e non ho le conoscenza di climatologia necessarie per azzardare mie ipotesi. Ciò detto, permettetemi alcune osservazioni

    1) Definire un collega che riporta dati condivisi dall’intera comunità scientifica (l’aumento del Co2 in ppm, ad esempio) “negazionista” solo perché la sua teoria, riguardo a dati condivisi (scusate se insisto, ma resto uomo di scienza) appare bislacca, è un comportamento fascista. Punto. Mi spiace moltissimo, so che non è un bell’aggettivo, ma non trovo alcunchè di più pertinente. “Negazionista” è in genere riservato a chi nega l’Olocausto. Ovvero a chi nega un fatto storico, documentato e condiviso, oltre che orrendo. E’ un epiteto orribile che si può riservare ad autentici mostri. Il fatto di utilizzarlo per dei colleghi, con assoluta leggerezza, forti solo di una posizione di assoluta maggioranza, è una prepotenza tipicamente fascista. E’ una forma di randello o di olio di ricino. Ricorda inquietantemente gli attacchi dell’illustre comunità scientifica d’altri tempi nei confronti dei pochi, assoluta minoranza, che si ostinavano a sostenere che gli ebrei sono essere umani quanto gli ariani.

    2) Quando ho letto che dei professori hanno scritto un “libretto imbarazzante” mi sono incuriosito. Ripeto che non sono un esperto, ho sempre per lo più pensato che la comunità scientifica abbia ragione ad essere preoccupata; però leggendo che esistono tesi contrapposte, cosa in genere buona per la scienza (lo era ai miei tempi, almeno, oggi pare non sia così) ho provato a cercare tale “libretto imbarazzante”. Ebbene, stando a IBS e ad Amazon tale libretto imbarazzante non è in commercio. Uscirà in Gennaio. Voglio sperare che chi ha scritto l’intervento origine di tutti questi commenti sia riuscito ad avere una copia omaggio da uno dei “rincoglioniti colleghi” prima dell’uscita. Altrimenti, il fatto che lo definisca imbarazzante senza averlo letto conferma l’impressione del precedente punto. Quando ci si sente incredibilmente superiori e portatori di verità assolute, si cade in atteggiamenti fascisti, come ad esempio stroncare un testo non per ciò che vi è scritto, ma per chi lo ha scritto (troppo ebreo, troppo poco allineato, troppo rosso, troppo nero etc.)

    3) Si può avere ragione e al tempo stesso mantenere un tono civile e rispettoso. E’ questione di educazione. E in definitiva si risulta anche più credibili. Fatevi un piacere: chiedete scusa per l’attacco maleducato e un po’ vile, e dimostrate pacatamente che ciò che viene sostenuto negli articoli o nel libretto imbarazzante è semplicemente sbagliato. Sono certo che ne avete le capacità, le competenze e la bravura; e io vi leggerò con piacere, imparando davvero qualcosa. A insultare “sono già buono”, come si dice da queste parti…

  33. Stefano Caserinion Dic 17th 2018 at 19:50

    @ Giuseppe

    1) In merito al termine da usare per indicare chi nega l’evidenza scientifica, ne abbiamo già discusso tanto su questo blog, a partire ad esempio da questo post di più di 9 anni fa. http://www.climalteranti.it/2009/10/27/c%E2%80%99e-un-altro-termine-per-indicare-il-negazionismo/
    Il termine negazionismo da allora è sempre più utilizzato, in tanti altri contesti.
    Lei può ritenere che debba essere usato solo per chi nega l’olocausto o per autentici mostri, ma non può pretendere che facciano altrettanto tutti gli altri.
    Tenga conto che ci sono libri e articoli scientifici che lo usano, non farà fatica a trovarli.

    2) @ però leggendo che esistono tesi contrapposte…
    Il punto è qui: non esistono tesi contrapposte; esistono tesi scientifiche discusse da migliaia di esperti del settore sulle riviste scientifiche e i convegni del settore, e i libri come questi basati sul nulla scientifico.
    Quanto scrivono nella quarta di copertina “la comunità scientifica è divisa tra chi attribuisce tale aumento…ecc ecc”, il curriculum dei suoi autori (su questo blog può trovare le precise e documentate stroncature ai loro lavori) nonché alcune pagine lette sono più che sufficienti per dire che definirlo imbarazzante è già una cortesia

    3) nel post non c’è nulla di offensivo o maleducato; se non è d’accordo, chissà cosa penserà di quanto scrivono alcuni degli autori del libro, che da anni accusano tutta la comunità scientifica di esser parte di un complotto globale, le lascio immaginare con quali termini…

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