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Da Pierluigi Battista ancora offese e invenzioni

Uno dei principali editorialisti del Corriere della Sera ha scritto un altro articolo disinformato contenente gravi e generiche accuse alla comunità scientifica che si occupa di clima e cambiamenti climatici. Una risposta è arrivata da una lettera di protesta e richiesta di rettifica sottoscritta da quasi un centinaio di studiosi italiani, a cui Climalteranti aderisce.

Fra gli articoli peggiori scritti a commento dell’esito della conferenza di Durban, una menzione speciale merita l’articolo di Pierluigi Battista “Se l’apocalisse ecologica adesso può aspettare”, pubblicato il 12 dicembre sul Corriere della Sera, e richiamato in prima pagina del quotidiano di Via Solferino.
In precedenti articoli l’autore aveva già dato prova di un approccio disinformato e supponente al tema dei cambiamenti climatici, come raccontato  in un precedente post. Più che le ennesime imprecisioni e invenzioni (elencate in questo post da Sylvie Coyaud), l’articolo merita la segnalazione per due esempi di come un opinionista possa deformare la realtà per farla adattare alle proprie – precostituite – opinioni.

Il primo esempio è relativo alla sostanza dell’articolo, che realizza un testa coda logico basandosi su una sequenza di presupposti sbagliati. La tesi di Battista è che i motivi della “settimana inconcludente e verbosa di Durban” stiano nel disinteresse dei governi per il problema del clima, ora interessati più ad occuparsi dei problemi della crisi economica (“è come se la crisi dell’Occidente avesse messo la sordina agli allarmismi ambientalisti degli anni passati”). La conclusione, stupefacente, è che ….quindi non si tratta di una vera emergenza ambientale (“La delusione di Durban? Passerà. Come l’emergenza ambientale”).
In altre parole, Battista si inventa la realtà (il mondo in cui “l’ansia, l’urgenza, l’ipersensibilità ecologica si siano dissolte, non solo a Durban, ma nell’opinione pubblica mondiale, e occidentale in particolare”) per sostenere la sua opinione già ribadita in molti articoli, ossia che quello del clima è allarmismo che presto sgonfierà.

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10 responses so far

Al bar con Pierluigi Battista

L’articolo di Pierluigi Battista “Urgente allarme cercasi” è un caso esemplare di cosa si può scrivere sul tema del riscaldamento globale se non ci si documenta e si vuole a tutti i costi dare un messaggio tranquillizzante, a costo di confondere la realtà con le proprie aspirazioni.

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L’articolo, pubblicato sull’inserto “Sette” del Corriere della Sera del 21 maggio 2010, contiene una serie di fraintendimenti da record anche per un opinionista che scrive su una rivista generalista. Parole in libertà, senza alcun minimo tentativo di verifica, di controllare l’aderenza alla realtà.
Lo stile è un classico del negazionismo climatico, esagerare i problemi per dire che sono falsi (ne abbiamo già parlato qui), mischiando il problema reale dei cambiamenti climatici a presunte catastrofi inventate o mai realmente annunciate, per denigrare in generale il lavoro del gli scienziati (“ma quante volte si sbagliano questi scienziati?”) e le politiche ambientali. Continue Reading »

47 responses so far

Il mondo dopo Parigi

Un libro (versione epub) pubblicato da Edizioni Ambiente, propone 8 analisi e 12 opinioni sull’Accordo di Parigi. Pubblichiamo la nota introduttiva dei curatori, Emanuele Bompan e Sergio Ferraris.

 

Oggi la questione del cambiamento climatico definisce un’epoca. Forse nemmeno gli scienziati e gli addetti ai lavori hanno realizzato la portata storica di questa mutazione iperaccellerata della chimica del pianeta, dei suoi ecosistemi, dell’economia globale, dei nostri consumi e costumi.

La fine dell’economia fossile, l’epoca delle grandi catastrofi, l’accelerazione della storia naturale, la sfida per fermare il cambiamento climatico. Sono tutte questioni d’infinita complessità, con diramazioni difficili da definire ora, in ogni ambito della vita antropica e naturale.

In questa epoca storica, la modernità del cambiamento climatico, che posizione occuperà l’Accordo di Parigi? Sarà il fallimento che ha portato il mondo al collasso? Un rumore di fondo al ruolo delle imprese e della società civile che hanno cambiato il modo in cui viviamo consumiamo, abitiamo e ci spostiamo? O il momento storico che ha tracciato la via per le generazioni a future e limitato i danni del cambiamento climatico antropico?

In questo libro da un lato abbiamo voluto raccogliere commenti e opinioni su questo controverso accordo, approvato nel dicembre 2015 a Parigi. Idee, riflessioni, critiche dalla società civile, dalla politica e dal mondo delle imprese italiane. Che raccontano anche lo stato della riflessione nel nostro paese.

Dall’altro, professori, giornalisti e tecnici hanno contribuito con una serie di saggi tecnici sugli elementi salienti dell’accordo per realizzare uno strumento di utilità per il ricercatore, lo studente, il cittadino interessato, il politico che vuole interessarsi di come l’Accordo di Parigi cambierà le nostre vite. Continue Reading »

3 responses so far

Quando il critico televisivo vuole essere rassicurato

Il commento di Aldo Grasso alla trasmissione “Scala Mercalli”, pubblicato sul Corriere della Sera del 16 marzo, non stupisce chi da tempo segue gli interventi sui cambiamenti climatici degli editorialisti tuttologi del quotidiano milanese, da Pierluigi Battista a Danilo Taino.

Frasi senza significato, argomentazioni contraddittorie, affermazioni senza fondamento, toni derisori: un trash logico, lessicale, morale”, il giudizio di Antonio Calafati su una parte consistente del giornalismo nostrano è ancora attuale, e ben si adatta al critico televisivo del Corriere.

Non é la prima volta che Aldo Grasso si lamenta per il fatto che si parli di cambiamenti climatici in televisione. Già il 30 aprile del 2007 Grasso aveva rivolto le medesime accuse a Luca Mercalli, reo di non limitarsi alle previsioni del tempo, e aveva indicato il modo alternativo e più gradito con cui si dovrebbe trattare il tema, “le splendide meteorine di Emilio Fede” (oggi preferisce “lo stile rassicurante di Piero Angela”). Continue Reading »

13 responses so far

Altri scivoloni di Giovanni Sartori

L’articolo di Giovani Sartori “Previsioni del tempo”, pubblicato sul Corriere della Sera del 15 agosto, meriterebbe di essere ignorato come l’ennesimo scritto disinformato di una persona non competente in materia, se non fosse stato pubblicato come editoriale in prima pagina su uno dei più importanti quotidiani italiani, che ha una tiratura di circa 500.000 copie.
Giovanni Sartori è un famoso politologo, esperto di scienza politica e sistemi elettorali, che tutti gli anni a ferragosto scrive un editoriale occupandosi dei problemi dell’ambiente.  Come detto, non ha particolari competenze su questi temi, ma il suo punto di vista  sulla questione ha suscitato interesse un po’ per l’autorevolezza del personaggio, un po’ per la schiettezza e spigolosità con cui esprime i suoi argomenti.
Negli anni, Sartori ha preso in considerazione diversi grandi temi ambientali, segnalando spesso l’incapacità e i ritardi nella politica nell’affrontarli. Se si guarda anche solo l’indice del libro “Il paese degli struzzi. Clima, ambiente, sovrappopolazione” (Edizioni Ambiente) si nota come il tema della demografia è uno dei fili conduttori dei suoi scritti, ma molta rilevanza ha ricevuto anche quello dei cambiamenti climatici. Sartori più volte ha scritto sui pericoli del riscaldamento globale, e sulla necessità di azioni per ridurre le emissioni.
L’imprecisione nei commenti e le semplificazioni dell’analisi sono state controbilanciate da chiarezza espositiva e da uno sguardo coraggioso, in controtendenza con l’incapacità di altri commentatori (ad esempio, Pierluigi Battista) nel affrontare il tema del clima come una grande e importante questione globale. Titoli come “Il riscaldamento della Terra sconvolge il clima” o “Il texano tossico che affonda Kyoto” non sono comuni nel panorama editoriale italiano. Continue Reading »

33 responses so far

Una storia positiva?

Fra errori e imprecisioni, un breve articolo riesce a trovare una storia positiva in una “tragedia climatica di cui nessuno sembra curarsi”

Già in altri post (qui, qui e qui) abbiamo avuto modo di notare il ritardo della cultura italiana e degli “opinion leader” nel capire la portata della crisi climatica, la gravità della situazione nella sua prospettiva storica, le sue cause profonde, le implicazioni per le future generazioni. È frequente la sottovalutazione del problema, o all’opposto la sua spettacolarizzazione scandalistica, la citazione di dati sbagliati o imprecisi, l’incapacità di cogliere l’aspetto “sistemico” delle modifiche al clima e le loro conseguenze a lungo termine.

Un esempio recente è l’articolo di Loretta Napoleoni sul Venerdì di Repubblica del 12 ottobre, intitolato “In Groenlandia l’effetto serra è una manna”.

Mentre uno stuolo di avvocati si contende lo sfruttamento del Circolo Polare Artico a nome delle cosiddette potenze “artiche”, è in Groenlandia che si intravedono i primi germogli dell’economia prodotta dal surriscaldamento della Terra. Negli ultimi 15 anni la temperatura in quest’isola nordica è salita di ben 4,5 gradi centigradi, troppo per l’industria ittica locale. Tanti, troppi pesci hanno preso la strada per il nord, tra cui i famosi gamberetti che davano da vivere ad intere comunità.

L’aumento di temperatura i Groenlandia di 4,5 gradi in soli 15 anni è un dato sbalorditivo; è vero che la zona artica si è scaldata notevolmente e più velocemente del resto del pianeta per effetto del “amplificazione polare” del riscaldamento globale (qui i dettagli), ma un riscaldamento di 4,5 gradi in 15 anni è un dato sbagliato. Continue Reading »

36 responses so far

Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2011

In seguito alla votazione effettuata dai membri del Comitato Scientifico di Climalteranti.it, i vincitori del premio “A qualcuno piace caldo” per l’anno 2011 sono risultati essere Luigi Vigliotti e la rivista Sapere.
Il premio che sarà inviato dal Comitato Scientifico ai premiati è una copia del libro “Il pianeta che scotta. Capire il dibattito sui cambiamenti climatici“, di Luca Fiorani e Antonello Pasini.

 

 PREMIO “A QUALCUNO PIACE CALDO” 2011

 

Luigi Vigliotti e

 

Motivazione

Per aver rispettivamente scritto e pubblicato (nel numero di febbraio 2011) un incredibile articolo intitolato “Un futuro con ghiaccio e seltz”, contenente numerosi errori, notizie e argomenti infondati sulla scienza del clima, a partire dal sottotitoloL’allarme “Global Warming ha motivazioni in buona parte culturali e potrebbe distoglierci dall’eventualità, questa sì scientificamente certa, di una prossima glaciazione”. Continue Reading »

21 responses so far

Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2011”

La pausa della vacanze estive è per Climalteranti il momento per valutare i candidati all’ormai tradizionale Premio “A qualcuno piace caldo”, assegnato “alla persona o all’organizzazione italiana che più si è distinta nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia dei cambiamenti climatici, sugli impatti e sui costi e benefici delle misure di mitigazione”.
Come tutti gli anni, la proclamazione del vincitore, che sarà scelto dal Comitato Scientifico, avverrà il giorno in cui il ghiaccio marino artico raggiunge la sua estensione minima.

Per il 2011, la lista dei candidati è breve. A differenza degli anni precedenti (2008, 2009, 2010),  nel 2011 il discorso negazionista sui cambiamenti climatici si è affievolito parecchio, ha perso smalto, verve, spazio sui quotidiani e in televisione. La sua incidenza nel dibattito scientifico è ormai nulla, l’influenza nel dibattito politico si è ridotta molto, anche in Italia.
Su la Stampa, Il Corriere della Sera o Il Sole-24Ore nel 2011 sono di fatto scomparse, o ridotte a singoli casi sporadici, le voci che un tempo periodicamente rilanciavano i dubbi sulla solidità della scienza del clima.
Stessa cosa è successa sulle riviste generaliste e nella letteratura grigia. Ormai le voci negazioniste sono asserragliate in qualche blog.
Tutto questo, naturalmente, non può che essere motivo di soddisfazione. Continue Reading »

54 responses so far

Il vertice di Durban e i media: notizie a confronto

Ospitiamo un’analisi, effettuata da alcuni studenti del Master di comunicazione della Scienza della SISSA di Trieste, di come i quattro principali quotidiani e la blogosfera hanno seguito la conferenza di Durban: poca attenzione, alcuni buoni articoli, molte lacune. È andata meglio sul web.

Introduzione

Giudizio sui suoi risultati a parte, il vertice di Durban resta un passaggio fondamentale per capire com’è affrontato il problema dei cambiamenti climatici. Altrettanto importante è capire in che modo i media e la blogosfera raccontano queste vicende – quale percezione restituiscono al pubblico: per fare questo abbiamo analizzato i principali quotidiani e alcuni blog, cercando di evidenziare i punti di vista prevalenti, l’attenzione dedicata o meno al vertice e in quali specifiche modalità.

La Repubblica

I primi articoli dedicati al vertice (“E sul clima arriva il tradimento Usa. La legge di Obama frenata dal Senato” – 29 novembre, p. 23) presentano due elementi di interesse: per quanto riguarda la riuscita del vertice le aspettative sono tendenzialmente negative. Secondo quanto riportato, diversi fra i Paesi coinvolti – Stati Uniti, Canada, Russia e Giappone in particolare – non sembrano intenzionati a voler sottoscrivere accordi vincolanti in grado di proseguire il cammino cominciato con il protocollo di Kyoto. Inoltre un’intervista con Corrado Clini che presenta sia il vertice di Durban che il neo-ministro per l’ambiente – in carica da poche settimane – e con lui le posizioni politiche del nuovo governo sui temi ambientali. Continue Reading »

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L’importanza degli accordi di Durban

Molti articoli sull’esito della conferenza di Durban pubblicati sui quotidiani italiani mostrano come numerosi giornalisti e opinionisti sappiano poco dei negoziati internazionali sul clima.
I negoziati sul clima hanno una storia e una scomoda complessità, da cui bisogna partire per comprendere l’importanza di quanto approvato dalla COP17 a Durban.
Un post un po’ più lungo del solito, per augurare al meglio un buon 2012.


Le opinioni sono, ovviamente, tutte legittime. Ma devono tener conto dei fatti, di quanto è successo. Possiamo pensarla diversamente sul futuro delle politiche climatiche o su quanto grave sia il ritardo della politica. Possiamo ritenere che un vertice del genere sia una sceneggiata che lascia intatti gli interessi fossili costituiti. Ma quanto si è deciso o non deciso a Durban dovrebbe essere un fatto condiviso.
Se un giornalista (Massimo Gaggi, Corriere della Sera del 11 dicembre) scrive che quello di Durban è stato più un megaconvegno sulle sfide che attendono il genere umano che un vero negoziato…, non esprime una legittima opinione, ma disinforma su quanto è successo per due settimane. Non essendo presente, probabilmente immagina una riunione in cui molti partecipanti, dopo aver fatto capire che non volevano mettersi d’accordo, se ne sono andati in giro o in safari, e qualcuno rimaneva a raccontarsi storie sul futuro del pianeta.
A Durban invece ci sono state trattative lunghe e complesse: chi vi ha assistito o partecipato e ha fatto notte per discutere, un po’ si arrabbia a leggere quelle affermazioni. Continue Reading »

37 responses so far

Tutti i Post

439. Con quale precisione i modelli climatici hanno previsto il riscaldamento globale?
438. Trump, l’ENI, il budget di carbonio e l’Accordo di Parigi
437. I risultati della COP23
436. Tutti sulla stessa canoa
435. La banalità dei record del clima /2
434. Come funziona la censura di Trump & Co.
433. Cambiamento climatico e conflitti per l’acqua: l’Asia centrale a rischio
432. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2016
431. Effetto serra, effetto guerra
430. Katrina, Sandy, Hayan, Bopha, Harvey, Irma (Ivanka) e noi
429. Una risposta alla domanda che assilla il Prof. Zichichi
428. Ondate di calore e cambiamenti climatici: non occorre esagerare, la realtà è sufficiente
427. La falsa petizione “contro le eco-bufale” del Prof. Zichichi e Il Giornale
426. L’impossibile smentita delle zichicche
425. Il consumo di carne, i cambiamenti climatici e la salute
424. I climatologi negano l’esistenza di Donald Trump
423. Una “ola” per Federico Rampini
422. Il discorso di Trump: solo un diversivo?
421. WorldClimaps, uno strumento per accrescere la consapevolezza sui cambiamenti climatici
420. Le risposte degli scienziati – seconda parte: l’affidabilità dei modelli climatici
419. Le risposte degli scienziati – prima parte: le prove del riscaldamento globale
418. La protesta di Mark Cane contro “La Lettura”
417. È certo, il clima è surriscaldato
416. L’infortunio de “La Lettura”
415. Un film da buttare: The Great Global Warming Swindle
414. Impatti e vulnerabilità dei cambiamenti climatici in Europa
413. Il riscaldamento globale e il freddo dell’inverno
412. 2016, terzo – e straordinario – record consecutivo delle temperature

2016
411. Return of the river: l’epopea del fiume Elwha e delle sue dighe
410. Before the flood, un film da vedere
409. I risultati di Marrakech
408. L’effetto-Trump sulle politiche sul clima
407. Le obiezioni legittime, e quelle illegittime
406. Due ghiacciai d’alta quota collassano in Tibet: nuovi effetti del cambiamento climatico?
405. Tra Enciclica e Accordo di Parigi: addio ai fossili, benvenuta resilienza
404. Settimane importanti per il clima
403. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2015
402. La proposta di Effort Sharing europeo al 2030: -33% per l’Italia
401. Appello per reintrodurre Scala Mercalli nel palinsesto RAI
400. I cambiamenti del clima e le migrazioni
399. Da Parigi a Marrakech: cosa sta succedendo ai negoziati sul clima?
398. Franco Battaglia sbaraglia gli avversari: 112 errori in 31 pagine
397. Gli amici della serra
396. Le water towers dell’Asia a rischio per il cambiamento climatico: cosa riserva il futuro ?
395. In memoria di Guido Barone
394. Il romanzo sugli impatti e la scienza del clima
393. Il mondo dopo Parigi
392. Le conseguenze dell’Accordo
391. Il record di firme per l’Accordo di Parigi
390. Perché votare SÌ al referendum del 17 aprile
389. 10 buone notizie sul cambiamento climatico
388. L’opinionista sull’orlo di una crisi di nervi
387. Le previsioni “possibili” nel federalismo del meteo – seconda parte
386. Le previsioni “possibili” nel federalismo del meteo – prima parte
385. L’Accordo di Parigi: cosa significa legalmente vincolante?
384. Lo scivolone di Oggiscienza
383. El Niño e il 2016
382. Cambiamento climatico e rischio in montagna 1. L’influenza del clima sulle valanghe
381. Da scienziato, mi vergogno di quanto poco stiamo facendo riguardo al cambiamento climatico
380. Sette settimane in Tibet: i pendolari della Stazione Glaciale Internazionale
379. 2015: temperature record con distacco

2015
378. Accordo di Parigi: consigli di lettura.
377. La sostanza dell’Accordo di Parigi
376. Accordo in vista a Parigi
375. COP21: La prospettiva dei piccoli stati insulari
374. Cinque punti fermi sull’Accordo di Parigi
373. Clima: l’appello degli scienziati italiani
372. Il record di una giornalista disinformata
371. Un altro passo in avanti verso l’accordo di Parigi
370. Dai 148 “INDC” un primo freno alle emissioni globali
369. Cambiamento climatico e sicurezza alimentare: il caso del riso in pianura padana
368. Premio “A qualcuno piace caldo” 2014: non assegnato
367. Il clima futuro in Italia
366. Il ruolo della crisi nella riduzione delle emissioni nazionali di gas serra
365. Fotografie e video sui cambiamenti climatici
364. Abbagliati dal Sole
363. Svanita la presunta pausa del riscaldamento globale
362. I numeri della Cina per la COP21 di Parigi
361. #denial101x e altri corsi on line sui cambiamenti climatici
360. Il pressing del G7 per l’accordo per il clima
359. Perché sono diminuite le emissioni di gas serra in Italia?
358. La verità non detta sul cambiamento climatico
357. Perché il 2015 sarà (molto probabilmente) un altro anno con temperature record
356. Notizie dall’Alpine Glaciology Meeting 2015
355. Come i cambiamenti climatici hanno influito sulla guerra in Siria
354. Riduzione delle emissioni di black carbon: funzionano i filtri antiparticolato?
353. Negoziati sul clima: arrivano i primi impegni in vista della COP21 di Parigi
352. Quando il critico televisivo vuole essere rassicurato
351. Il clima di mia figlia e il mio
350. Scala Mercalli, si parla di clima in televisione in prima serata
349. Cambiamento climatico e conflitti globali: c’è un nesso causale ?
348. L’en plain dei record delle temperature
347. Far finta di niente sul cambiamento climatico
346. Le molte alternative nella bozza del nuovo accordo sul clima 
345. Il 2014: in pratica l’anno più caldo dall’inizio delle misure

2014
344. La sesta estinzione di massa
343. Il richiamo di Lima per l’azione sul clima
342. A Lima una settimana cruciale
341. Rischio climatico e adattamento: alcune proposte
340. Gli imbrogli del prof. Pedrocchi
339. Una risposta a chi chiede di non agire contro il riscaldamento globale
338. Il nuovo anno record delle temperature globali
337. Ghiacciai, vulcani e riscaldamento globale: quale relazione?
336. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2013
335. Il Climate Summit e la settimana per il clima di NY°C
334. Ma quanti errori, dott. Scafetta! – prima parte
333. Tre equazioni sul clima
332. C’è ancora chi crede alla Groenlandia-terra-verde
331. Climalteranti aderisce al Power Shift Italia
330. Bruciare più combustibili fossili per salvare milioni di vite ?
329. Cambiamento climatico e sicurezza alimentare. 2) Il bacino dell’ Indrawati, Himalaya. 
328. Le solite fasi del negazionismo climatico
327. Cambiamento climatico e sicurezza alimentare. 1) Il caso del mais in pianura padana.
326. Notizie dagli USA: limiti alla CO2 delle centrali elettriche
325. Gli albori del negazionismo sul clima: la “strategia del tabacco”
324. Gli implacabili attacchi contro lo scienziato del clima Ben Santer
323. La banalità dei record del clima
322. Gli impatti del cambiamento climatico sul territorio negli USA
321. La soglia psicologica dei 400 ppm di CO2
320. L’effetto serra e il motore del sistema climatico
319. Disinformazione sul clima dall’Huffington Post
318. Clima, bene comune
317. Mitigare è possibile, ma va fatto presto e in profondità
316. Non ci sono pasti gratis, ma non è un pasto costoso
315. Non si scherza con la salute!
314. Altre invenzioni dal “fantasy editor” del Corriere
313. Quinto rapporto IPCC: (molti) impatti, (poco) adattamento, (grandi) vulnerabilità
312. Da Bonn, aggiornamenti sui negoziati climatici
311. Le “Madeleines” del negazionismo climatico
310. Prospettive di riduzione di gas serra dal trasporto su strada
309. Il ruolo della mobilità elettrica nella riduzione delle emissioni di gas climalteranti 
308. Capire il clima che cambia: le teleconnessioni NAO e El Niño
307. Se vedi qualcosa, dì qualcosa
306. Il nuovo obiettivo europeo al 2030: -40% di emissioni di gas serra
305. I conflitti fra le politiche sul clima e sull’ aria: il caso del diesel
304. La Repubblica dell’apocalisse
303. Il freddo e il caldo di una settimana… non sono il clima del pianeta
302. Tranquilli, il riscaldamento globale non si è fermato
301. Il negazionismo climatico e il Signor Veneranda

2013
300. Hansen: stiamo facendo scadere il tempo
299. Il livello del mare nel V Rapporto IPCC
298. L’intreccio fra l’aria e il clima
297. Riscaldamento globale: quale impatto su El Niño e La Niña?
296. Le novità racchiuse nella COP19 di Varsavia
295. La COP di Varsavia e lo scoglio dell’equità
294. Il ritiro dei ghiacci del Kilimanjaro: regola o eccezione?
293. L’interpretatore creativo della BBC
292. Lo strano caso del giornalista che non sa leggere
291. Perché le precipitazioni saranno più intense nella regione Euro-Mediterranea
290. In futuro precipitazioni più intense nella regione Euro-Mediterranea
289. “2052”, ritorno al (grigio) futuro
288. La disinformazione sul clima di Danilo Taino
287. Le 10 conferme del Quinto Rapporto IPCC
286. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2012
285. Le 5 fasi del negazionismo climatico
284. Altri scivoloni di Giovanni Sartori
283. L’inevitabilità dell’innalzamento del livello del mare
282. Candidati per il Premio “A qualcuno piace caldo 2012”
281. Ma le statistiche del caldo stanno cambiando
280. Quindici anni di mazze da hockey
279. Riprodurre l’effetto serra in un laboratorio di Fisica
278. Come si scaldano le stagioni in Italia
277. Due secoli di riscaldamento globale in Italia
276. L’aumento delle emissioni di HFC e il riscaldamento globale
275. Se il sole si acquieta
274. Essere obiettivi quando si parla di scienza del clima
273. Ma quanto è bella la CO2? – parte 2
272. Ma quanto è bella la CO2? – prima parte
271. La catena degli errori
270. La variabilità non è la tendenza, accid…
269. Guy Callendar, 75 anni dopo
268. La sedia a rotelle, una nuova icona per il clima
267. La gestione dei rischi in un clima mutato – parte III – le criticità
266. È nata la Società Italiana per le Scienze del Clima
265. La gestione dei rischi in un clima mutato – parte II – cosa si può fare.
264. La gestione dei rischi in un clima mutato – parte I
263. Un articolo con poche idee e tutte copiate
262. Cambiamenti climatici, una questione morale
261. I periodi caldi del passato e il riscaldamento attuale
260.  Il riscaldamento globale è arrivato anche in Antartide Occidentale
259. Estrazione del biossido di carbonio dal sottosuolo: è una buona idea?
258. I nuovi termini del negoziato sul clima – Parte 1: “Loss and damage”
257 Temperature globali del 2012, ancora in zona medaglia

2012
256. Imparare dalle catastrofi
255. A Doha altri passi deboli e ambigui
254. Esaurimento dei combustibili fossili, riscaldamento globale e innalzamento del livello del mare
253. Tempi preoccupanti
252. Il cambiamento climatico e le torri d’acqua dell’Asia
251. Come accelerare la mitigazione dei cambiamenti climatici
250. Una storia positiva?
249. 2012, annus horribilis del ghiaccio artico?
248. Percezione dei cambiamenti climatici: questione di scienza o di psicologia?
247. La prospettiva degli Inuit sui cambiamenti climatici recenti
246. Le metriche degli eventi estremi
245. Anche nelle Marche il caldo dell’estate 2012 è stato da record
244. I distacchi rocciosi in alta montagna e il ruolo dei cambiamenti climatici
243. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2011
242. Dal suolo arido al grande caldo
241. Un’altra estate rovente e siccitosa sull’Emilia-Romagna
240. Caligola, Lucifero e… Bernacca…
239. Un altro caso di doping
238. Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2011”
237. RIO+20, sicurezza alimentare e cambiamento climatico
236. La casa brucia e noi pensiamo al portafoglio perso
235. Quando il meteorologo straparla sul riscaldamento globale
234. Anche i ghiacciai del Caucaso sono in rapido ritiro
233. UNFCCC a Bonn: negoziato debole e noioso
232. L’imbroglionica e lo scetticismo necessario
231. Dalle azioni individuali di mitigazione un contributo per il clima?
230. Il clima fra Italia e Corea
229. Dalla ricerca alla politica e ritorno
228. 2015, nessun picco di riscaldamento previsto
227. Caldo estremo
226. La scienza del clima è un sforzo cooperativo
225. Al Casinò del clima può uscire lo zero o il doppio zero.
224. Perché sbagliano gli scettici del riscaldamento globale
223. Chi è il padre della teoria dell’effetto serra?
222. Ritorno al Medioevo?
221. Due conferenze di Gavin Schmidt
220. Tutta l’acqua del mondo
219. Tanto rumore per il metano
218. Limitare i cambiamenti climatici a breve termine e migliorare la qualità dell’aria
217. Il vertice di Durban e i media: notizie a confronto
216. Sapere o Ignorare ?
215. Terremoti nell’Ohio provocati dall’ “Hydraulic fracking” ?
214. Una firma fuori posto per il prof. Zichichi
213. La grande sete
212. In inverno può fare molto freddo
211. I rischi per l’acqua delle Alpi
210. Neve chimica? No, è neve da nebbia
209. Il cigno nero del clima
208. AAA cercasi campagne di comunicazione sul cambiamento climatico
207. 2011: un’altra conferma del caldo anomalo
206. Da Pierluigi Battista ancora offese e invenzioni
205. Sintesi della conferenza sul cambiamento climatico di Durban

2011
204. Come smascherare il trend nascosto dalla variabilità climatica
203. L’importanza degli accordi di Durban
202. Le vere risposte alla crisi climatica arriveranno dal basso
201. Cos’è successo nella notte insonne di Durban?
200. Cinque grafici per una cena
199. FAQ – domande più frequenti (e risposte)
198. L’incerto futuro del Protocollo di Kyoto
197. Riscaldamento globale e contenuto di calore degli oceani
196. E intanto…’sto buco dell’ozono? (parte terza)
195. L’impatto combinato dei cambiamenti del clima e dell’uso del suolo
194. Clima, tempeste e alluvioni
193. Ecco perché il riscaldamento globale non si è fermato
192. Progetto BEST: un’altra conferma dell’aumento delle temperature globali
191. Cassandra nel XXI secolo
190. Un altro “fact-checking” per il dott. Scafetta
189. La fusione dei ghiacci in Groenlandia
188. La fatica della scienza
187. John Tyndall e l’assorbimento del calore radiante
186. Una previsione da cestinare
185. Gli ostacoli cognitivi ai cambiamenti climatici
184. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2010
183. Ridurre i gas serra dal ciclo dei rifiuti
182. Appuntamenti sul clima in settembre
181. Calano le emissioni di gas serra; solo colpa della crisi?
180. Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2010”
179. Meraviglie della climatologia olistica
178. 2000 anni di livello del mare
177. Psicologia e cambiamenti climatici
176. Mercato volontario e foreste: attenti al doppio conteggio
175. L’ IPCC incorona le energie rinnovabili
174. Il clima cambia anche in Italia
173. Ancora errori da Franco Prodi sul clima
172. Le scelte per gli Stati Unit
171. Didattica sul clima, una miniera sul webi
170.Un’altra occasione sprecata
169. Climate-scope: osservare il cambiamento climatico con Google Earth
168. Verso i piani di adattamento climatico: lezioni da Fukushima
167. L’esaurimento dei combustibili fossili e il clima: seconda parte
166.La teoria di Milankovic non vacilla
165. L’esaurimento dei combustibili fossili ci salverà dal riscaldamento globale?
164. L’ energia nucleare non è indispensabile
163. Il problema della CO2 in sei passi facili
162. Ad ognuno la sua “peer review”
161. I feedbacks nel sistema climatico
160. E intanto…’sto buco dell’ozono? (Parte seconda)
159. E intanto: ‘sto buco dell ozono? (Parte prima)
158. Anche in Europa centrale temperature senza precedenti
157. Un pianeta e un dibattito che scotta
113. La COP16 e la fine del diritto di veto
156. Il 2010, un altro anno nero per il negazionismo climatico
155. Inverni rigidi e riscaldamento globale: dall’ABC allo stato dell’arte
154. Solar: energia del sole, pigrizia dell’uomo
153. Qualche approfondimento sul ciclo del carbonio
152. Temperature 2010: un altro anno caldo in zona record
151. Un inverno freddo in un mondo che si sta scaldando?

2010
149. La svolta di Cancùn sulla mitigazione
148. Il professore da Guinness dei primati
147. Il passo avanti di Cancun
146. L’ Artico senza ghiaccio
145. James Hansen in Italia
144. La necessità e l’urgenza di comunicare il problema climatico
143. Un argomento non valido contro gli impegni di riduzione delle emissioni
142. Benvenuti su Terraa – un pianeta ostile dove dobbiamo farcela
141. Il primo scettico del riscaldamento globale
140. Le tempeste dei nipotini di Hansen
139. Dalle fotografie sui ghiacciai la conferma del clima che cambia
138. L’incredibile riscaldamento globale
137. Come funziona la disinformazione
136. Buon 35° compleanno, riscaldamento globale!
135. Assegnato il premio A qualcuno piace caldo 2009
134. Claude Allègre vs i climatologi francesi: la bataille per i cambiamenti climatici
133. Le emissioni di metano dal permafrost artico e i pericoli per il futuro del clima
132. Un caso di disinformazione di Tuttoscienze
131. Tuttoscienze o tuttobufale?
130. Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2009″
129. In ricordo di Steve Schneider
128. Il “gemello cattivo” del surriscaldamento globale
127. L’invenzione delle contrapposizioni scientifiche
126. Alla ricerca dell’energia nascosta
125. L’errore esogeno del Prof. Panebianco
124. A conclusione del 4° Anno Polare Internazionale 
123. Aggiornamenti sull’accumulo di calore negli oceani
122. Chiuso il capitolo Copenhagen. Ora si guarda a Cancun
121. Che vi prende, gente?
120. Temperatura e CO2 nel passato
119. Al bar con Pierluigi Battista
118. Posti di lavoro nel settore dei cambiamenti climatici
117. Un ricordo di Volfango
116. Il riscaldamento nascosto
115. Ma i ghiacciai dell’Himalaya continuano a ritirarsi
114. Perché si è sgonfiato il Climategate /1 – Il trucco che non c’era
113. Dove è nato il termine “Climalteranti”?
112. Cos’è il catastrofismo?
111. Una clausola che non esiste (repetita iuvant)
110. Clima passato e futuro (seconda parte): i modelli regionali del clima e i dubbi del prof. Visconti
109. Clima passato e futuro: perché la Scienza avanza – prima parte
108. Il metano artico in movimento?
107.  Sealevelgate
106. Non conviene basarsi su un’unica fonte
105. Diritto di dissentire, o di insinuare e offendere?
104. Tu quoque, Giorello
103. Il clima, il vento dell’opinione e il vento della storia
102. Una storia semplice
101. Diffidare di chi usa il mattone della vita
100. CHE FINE HA FATTO TUVALU?
99. Quando su Kyoto si danno i numeri
98. L’IPCC non è infallibile (incredibile!)
97. I ghiacciai alpini NON stavano peggio 70 anni fa
96. La comune dimensione etica dei cambiamenti climatici
95. Aggiornamenti dei confronti tra i dati modellistici 
94. 2012, fine del mondo o della scienza?
93. Sull’affidabilità dei modelli /3-conclusione: perché sono urgenti le azioni di adattamento
92. 2009: un anno caldo che è sembrato freddo
91. Sull’affidabilità dei modelli /2: gli ultimi – preoccupanti – scenari del progetto ENSEMBLES
90. Sull’affidabilità dei modelli /1: GCM e modelli statistici
89. COP15: luci, ombre …e bufale
88. E’ la volta di Radio Maria: le vie della disinformazione sono infinite
87. Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2008

2009
86. Come evitare una brutta figura…
85. Il punto di non ritorno del clima
84. Copenhagen a portata di clic
83. Dalle email rubate… tre motivi per rimanere di buon umore
83. 2-Come non contestare quello che l’IPCC non scrive
82. Funerale senza il morto
80. Purtroppo, i negazionisti climatici continuano ad avere torto /1
79. Emissioni dall’agricoltura: attenzione alle differenze
78. Hey Ya! (mal)
77. C’è un altro termine per indicare il negazionismo?
76. Dal diario di bordo: bufala a diritta
75. Quattro regole per il blog
74. Picco del petrolio e riscaldamento globale: una cosa esclude l’altra?
73. La CO 2 in atmosfera non è mai stata così bassa ?!?
72. Servizi climatici
71. La soluzione delle dispute tecniche in ambito scientifico
70. Aperte le votazioni per il premio “A qualcuno piace caldo 2008”
69. Climalteranti compie 1 anno
68. Economia e politica climatica
67. Gli errori gravi di un giornalista pignolo
66. Un caso di disinformazione di Tuttoscienze
65. Altre leggerezze
64. A rischio il Registro nazionale delle emissioni e delle quote di emissione del Protocollo di Kyoto?
63. Sciopero dei blog contro il DDL Alfano e per il diritto alla Rete
62. G8 e MEF concordano sui 2 gradi: la palla passa a Copenaghen
61. Il 1912.. praticamente ieri
60. Ancora lontano un secondo accordo sul Clima
59. Un avvertimento da Copenhagen
58. Sull’ Over-fitting
57. Java Climate Model: il sistema climatico a portata di click
56. Due Appuntamenti
55. Zichicche (n+1): i batteri dormiglioni
54. ACRIM vs PMOD
53. I modelli del clima e la gestione dell’incertezza
52. Le variazioni climatiche durante l’ultimo milione di anni: mandanti, killer e alibi (seconda parte)
51. Le variazioni climatiche durante l’ultimo milione di anni: mandanti, killer e alibi (prima parte)
50. 99 Mesi ?!?
49. La radiazione cosmica… non ce la fa
48. Gli effetti degli Aerosol e il clima, seconda parte: il ruolo della nucleazione e dei raggi cosmici
47. La formazione degli Aerosol e il clima, prima parte
46. Un bel libro con una Prefazione poco aggiornata
45. Esiste una “clausola di revisione” del Pacchetto 20-20-20 ?
44. Plutone, un errore del 22600% e la calotta polare riformata
43. Con tutto il dovuto rispetto
42. Meraviglia, sconcerto, o qualche allegra risata?
41. L’inevitabilità delle azioni di adattamento
40. Il tempo di risposta tra temperatura e CO2 (Gore l’ha azzeccato)
39. Il metodo Battaglia, ovvero dell’autoreferenzialità
38. Consiglio per un giovane blogger del clima
37. Un convegno sul clima senza climatologi /2: il chiacchierone del clima
36. Un convegno sul clima senza climatologi /1 – Il supermondo e l’Hiroshima culturale.
35. Per un dialogo corretto fra scienza e decisori politici: no ai convegni sul clima senza climatologi
34. Incendi e calore estremo nell’Australia sudorientale
33. Dicembre 2008 e gennaio 2009: eccezionali veramente?
32. Irreversibile non significa inarrestabile
31. Un aggiornamento dell’indice globale dei ghiacciai
30. Perchè sono attendibili le serie storiche dei dati di temperatura globale
29. Il mare raggiungerà “I livelli dell’ultima era glaciale”
28. Dalla neve all’era glaciale – parte 2
27. Nota informativa del Focal Point IPCC – Italia
26. Lo stato dell’Antartide: più caldo o più freddo?
25. A qualcuno piace la termodinamica
24. Raffreddamento globale, ghiacci Artici, previsioni dell’IPCC
23. Le sintesi e la manipolazione della temperatura del 2008
22. Dalla neve all’era glaciale – parte 1
21. Buchi dell’ozono e raggi cosmici 

2008
20. Il report “Non IPCC”
19. Assegnato il Premio “A qualcuno piace caldo” per l’anno 2007
18. E ora tocca al conto energia? Alcune considerazioni dopo l’attacco al 55%
17. Primi giorni per la Conferenza, ultimi giorni per il premio
16. Attenzione alla differenza!
15. Pacchetto 20-20-20: gli errori nei numeri del Ministero dell’Ambiente
14. Il riscaldamento globale si è fermato nel 1998?
13. C’è anche un altro modo per non rispettare il Protocollo di Kyoto
12. Politica climatica italiana: c’è tempo fino a dicembre per cambiare posizione
11. Greenspan, Einstein e Reich
10. Una tempesta solo italiana?
9. Ancora i trends troposferici tropicali (ancora)
8. Di cosa si parla nell’attuale dibattito sul 20-20-20
7. Palin sul riscaldamento globale
6. Voglia di superfreddo
5. L’inutile confutazione di un allarmismo inventato
4. Quanto aumenterà il livello del mare?
3. Cosa dicono realmente i modelli dell‘IPCC 
2. Raffreddamento Globale – scommettiamo?
1. L’ennesima bufala sul raffreddamento globale

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Assegnato il premio “A qualcuno piace caldo” 2010

In seguito alla votazione effettuata dai membri del Comitato Scientifico di Climalteranti.it, il vincitore del premio “A qualcuno piace caldo” per l’anno 2010 è risultato essere il quotidiano “Il Corriere della Sera”.

Il premio che sarà inviato dal Comitato Scientifico al direttore de Il Corriere della Sera è una copia del libro “Guida alle leggende sul clima che cambia”.

 

PREMIO “A QUALCUNO PIACE CALDO” 2010

 

 

Per la pubblicazione di articoli contenenti gravi errori e imprecisioni sul tema dei cambiamenti climatici, con titoli e sottotitoli che ripropongono tesi fuorvianti, non provate o palesemente false, volte a screditare le scienze del clima. Dispiace che un quotidiano autorevole come il Corriere della Sera fatichi a mostrare ai propri lettori la mole di evidenze scientifiche già disponibili sul tema, sottolineando in modo sistematico, in particolare nei titoli, dubbi ed incertezze”.

 

Una dozzina di titoli sul clima usciti nel 2010:

Se il conto dei cicloni non torna. Accuse agli scienziati dell’Onu

Himalaya bene, il resto male

L’ONU accusa (e manda a casa) gli allarmisti dell’effetto serra

Le bugie e i trucchi sul clima. «Cacciate il Nobel Pachauri»

Urgente allarme cercasi

Le scomode (e dubbie) verità di Al Gore

Neo Dogmatici. Quando gli scienziati non ammettono errori

Oceani freddi. E il Medioevo morì di caldo

Meno vapore acqueo. La Terra si raffredda

Dati sul clima. L’ONU ordina una “revisione

Il clima preistorico dal caldo al freddo. Ma l’uomo non c’entra

Al secondo e terzo posto si sono classificati Franco Battaglia e Adriano Mazzarella.

Guarda qui gli altri candidati.

PS

Quest’anno il minimo del ghiaccio marino artico è il secondo mai registrato.


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Candidati Premio “A qualcuno piace caldo 2010”

Insieme alla pausa estiva arriva il momento di valutare i candidati all’ormai tradizionale Premio “A qualcuno piace caldo, assegnato “alla persona o all’organizzazione italiana che più si è distinta nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia dei cambiamenti climatici, sugli impatti e sui costi e benefici delle misure di mitigazione“.
Il vincitore sarà scelto dal Comitato Scientifico (fra i candidati selezionati per l’anno 2010, in seguito elencati in ordine alfabetico).
La proclamazione avverrà il giorno in cui il ghiaccio marino artico raggiunge la sua estensione minima, circa a metà settembre.

Tutti i lettori sono inviati a usare lo spazio dei commenti per:

– segnalare altri possibili candidati
– dare indicazioni aggiuntive sui candidati già selezionati, relative all’anno 2010
– fornire indicazioni per il voto ai membri del Comitato Scientifico
– proporre una motivazione per il premio.

Buone vacanze a tutti.

Franco Battaglia, già vincitore del premio nell’anno 2007, per il surreale “I ghiacciai non si sciolgono. Un’altra ecoballa che scoppia” del 22 gennaio 2010, nonché per l’articolo del 13 dicembre 2010, in cui, oltre alla solita raffica di insulti verso i partecipanti alle Conferenze sul clima, è riuscito a sbagliare in una sola frase 6 numeri su 7.

Pierluigi Battista, per “Urgente allarme cercasi” e “Le scomode (e dubbie) verità di Al Gore“, articoli esemplari di un giornalista che si atteggia a chiacchieratore da bar sul tema del riscaldamento globale. Un messaggio tranquillizzante basato su tesi infondate, mancanza di informazioni basilari e confusione tra la realtà e le proprie aspirazioni.

Gabriele Beccaria, per due articoli pubblicati su “Tuttoscienze” de La Stampa nel maggio e giugno 2010, in cui rilancia l’allarme di un astronomo russo per un futuro raffreddamento globale e il calo delle temperature inventato da un geologo per una convention delle lobby negazioniste USA. Memorabile l’attacco del giornalista: “Dimenticate tutto quello che pensavate di sapere sui cambiamenti climatici. Il riscaldamento globale è già finito e adesso siamo prigionieri di una fase di raffreddamento planetario che ci farà battere i denti per un trentennio“.

Rino Camilleri e Luigi Mariani, per l’articolo “Le Maldive affondano? Una bufala, ma la prova dell’inganno sparisce“, secondo cui un albero tagliato sulla spiaggia delle Maldive dimostrerebbe che il mare non si sta alzando.

Il Corriere della Sera, che anche nel 2010 sembra avere come scelta redazionale il gettare fango sulla scienza del clima, con titoli e sottotitoli che ripropongono tesi fuorvianti, non provate o palesemente false.

Uberto Crescenti e Luigi Mariani, per l’articolo “Anidride carbonica e temperatura globale: prospettiva storica e nessi causali” uscito sull’Italian Journal of Engineering Geology and Environment del dicembre 2010. Come discusso in un precedente post l’opera non rispetta i criteri minimi per la pubblicazione su riviste scientifiche, in compenso allinea una serie impressionante di errori e fraintendimenti, sia nelle tre figure, che nel testo.

Guido Guidi, per un post su Climate Monitor in cui fra citazioni dell’Inquisizione e di Savonarola, accusa, dopo molti altri, il compianto climatologo Steve Schneider di aver sostenuto la necessità di spaventare la gente sui pericoli del clima, affermazione smentita dagli scritti e dalle dichiarazioni dello scienziato.
Il post selezionato non intende ovviamente  sminuire l’impegno profuso da Guido Guidi nel diffondere di errori o travisamenti, oltre alle tesi di uno dei più attivi centri di disinformazione USA.

Adriano Mazzarella, sostenitore dell’approccio olistico ai cambiamenti climatici, che in un comunicato pubblicato sul sito dell’Università di Napoli ha sostenuto che la fusione della calotta artica sia dovuta ad un’attività vulcanica sottomarina. Il premio è proposto in condivisione con l’Università che ospita tuttora il comunicato-panzana nonostante la sua assenza di fondamento scientifico.

Angelo Panebianco, che sul Corriere della Sera affronta con lodevole qualunquismo la necessità, per la comunità scientifica, di rappresentare l’incertezza e di comunicarla adeguatamente ai decisori politici. Il giornalista ritiene inoltre i “ricercatori che si occupavano di cambiamenti climatici”, colpevoli di “accertate falsificazioni dei dati” e “patente malafede”, basandosi sui resoconti parziali e confusi dei quotidiani e ignorando con massima deontologia professionale tutte le evidenze contrarie a quanto da lui affermato.

Danilo Taino, per gli articoli “L’ONU accusa (e manda a casa) gli allarmisti dell’effetto serra”, e Le bugie e i trucchi sul clima. «Cacciate il Nobel Pachauri»“. Fra la disinformazione da lui ripetuta sul Corriere della Sera, citiamo:”L’ Intergovernmental Panel On Climate Change era da tempo sotto accusa per avere esagerato gli effetti dei gas serra”;  “Una serie di ricercatori che hanno lavorato per l’ Ipcc ammette ormai che alcuni risultati pubblicizzati dal Panel sono errati, se non manipolati”; “Molti si domandano perché il panel dell’ Onu abbia evitato di dare risposte convincenti sul fatto che la temperatura della terra dal 2000 non è più salita o è salita di pochissimo“. Segnaliamo anche la sua richiesta di dimissioni rivolta al Presidente dell’IPCC, dopo le accuse di “imbrogli” e “forzature” mosse da giornali britannici e successivamente ritrattate.

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Stefano Caserini

Stefano Caserini

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Ingegnere ambientale e dottore di ricerca in Ingegneria sanitaria, svolge da anni attività di ricerca nel settore dell’inquinamento dell’aria, degli inventari delle emissioni e della riduzione delle emissioni in atmosfera; si è occupato più recentemente delle strategie di riduzione dei gas climalteranti e della comunicazione del problema dei cambiamenti climatici. Titolare del corso di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative. Ha pubblicato nel 2008 il libro “A qualcuno piace caldo” , nel 2009 “Guida alle leggende sul clima che cambia” , nel 2012 “Imparare dalle Catastrofi”,  nel 2013 “Aria Pulita” e nel 2016 “Il clima è (già) cambiato. 10 buone notizie sui cambiamenti climatici“. È direttore responsabile e co-direttore scientifico della rivista Ingegneria dell’Ambiente.

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Un pianeta e un dibattito che scotta

Il 2010, un altro anno nero per il negazionismo climatico

Il professore da Guinness dei primati

James Hansen in Italia

Un argomento non valido contro gli impegni di riduzione delle emissioni

Come funziona la disinformazione

Tuttoscienze o tuttobufale?

In ricordo di Steve Schneider

L’invenzione delle contrapposizioni scientifiche

L’errore esogeno del Prof. Panebianco

Al bar con Pierluigi Battista

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Non conviene basarsi su un’unica fonte

Tu quoque, Giorello

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