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Archive for the 'Inventario emissioni' Category

Calano le emissioni di gas serra; solo colpa della crisi?

L’ISPRA ha realizzato l’inventario nazionale delle emissioni in atmosfera dei gas serra per l’anno 2009, in accordo con quanto previsto nell’ambito della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC) del protocollo di Kyoto.

Nell’ultima comunicazione all’UNFCCC sulle emissioni di gas serra  in Italia, relativa al periodo dal 1990 al 2009, si registra per il secondo anno consecutivo una diminuzione delle emissioni nazionali totali dei sei gas serra. Nel 2009 le emissioni sono diminuite del 9,4% rispetto al 2008 e del 5,4% rispetto al 1990, anno base di riferimento per l’impegno nazionale di riduzione del 6,5% da raggiungere nel periodo 2008-2012. Continue Reading »

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A rischio il Registro nazionale delle emissioni e delle quote di emissione del Protocollo di Kyoto?

Già in un precedente post ci eravamo occupati del Protocollo di Kyoto e della sua implementazione in Italia.  Il governo italiano ha più volte mostrato le proprie perplessità circa l’attuazione di politiche orientate alla riduzione delle emissioni di gas serra. In diverse occasioni non ha mancato di palesare il proprio scetticismo sul tema dei cambiamenti climatici e sull’opportunità di affrontare i costi, ritenuti troppo alti, per il raggiungimento degli obiettivi prefissati a livello europeo: i) riduzione nel 2020 del 20% delle emissioni di gas ad effetto serra rispetto al 1990 e ii) sviluppo delle fonti rinnovabili in misura del 20% sul totale dei consumi finali di energia nel 2020.

Le posizioni del Governo Italiano sono cambiate negli ultimi mesi, anche sotto la spinta dell’Unione Europea e degli Usa di Barack Obama. Tanto che il Ministro dell’ Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, alla vigilia dell’apertura dei lavori del comitato esecutivo del Intergovernamental Panel on Climate Change (IPCC) a Venezia, ha affermato l’importanza e l’urgenza di stabilire, a livello nazionale, azioni pratiche da cui ottenere risultati utili. Continue Reading »

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C’è anche un altro modo per non rispettare il Protocollo di Kyoto

”Se noi non rispetteremo gli obiettivi di Kyoto avremo delle penalizzazioni che possono ammontare a circa 450 milioni di euro l’anno, da qui al 2012”. Questa la stima del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in un’intervista rilasciata il 28 ottobre .
Che non rispettare gli obiettivi imposti dal Protocollo di Kyoto abbia un costo, è dunque assodato. Diverse invece sono le cause che potrebbero portare ad un non rispetto degli obblighi di Kyoto: prima tra tutte la perdita dell’eleggibilità.
Per eleggibilità si intende la presenza delle condizioni “formali” basilari che permettano di verficare effettivamente gli impegni sottoscritti: in altre termini la presenza di sistemi di stima delle emissioni di qualità soddisfacenti a ben definiti standard definiti dallo stesso Protocollo.
Le Decisioni della COP/MOP1 n. 9 e n.15 della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (UNFCCC) indicano come condizioni necessarie per il mantenimento del requisito di eleggibilità la produzione annuale dell’inventario nazionale delle emissioni di gas serra, l’istituzione e la gestione del Sistema nazionale per la realizzazione dell’Inventario nazionale dei gas serra (D.Lgs. 51/2008) e l’istituzione ed amministrazione del registro nazionale di Kyoto che include le transazioni dell’Emissions Trading (Dir. 2003/87/CE recepita dai D.Lgs. 216/2006 e D.Lgs. 51/2008).
L’eliggibità non deve essere solo “conquistata”, ma deve garantita in tutto il periodo di vigenza degli impegni.
Per quanto riguarda l’Italia, la stima e la trasmissione dell’Inventario delle emissioni di gas serra, la realizzazione e gestione del Sistema nazionale per la realizzazione dell’Inventario nazionale dei gas serra così come l’amministrazione e la gestione del registro nazionale sono compiti affidati all’ISPRA (*) .
La stima e la trasmissione delle emissioni di gas serra è stata fino ad oggi garantita da un gruppo di lavoro di 10 ricercatori (di cui 7 precari); la gestione del registro nazionale è al momento di fatto garantita da una sola ricercatrice con contratto atipico. Tale personale precario vede oggi compromessa la propria instabile situazione, a seguito della Legge 133/2008 , che opera pesanti restrizioni sul turn over, con il blocco delle stabilizzazioni dei precari, del rinnovo e proroga dei diversi tipi di contratto di lavoro.
E’ a rischio quindi non solo il mantenimento dell’eleggibilità per Kyoto, ma anche il rispetto della tempistica di comunicazione all’Unione Europea delle stime di gas serra (con conseguente attivazione della relative procedure d’infrazione), così come la piena operatività del registro nazionale. Le conseguenze sarebbero l’alterazione dei meccanismi di mercato del sistema di emission trading, transazioni valutabili nell’ordine di un miliardo di euro (1.000M€) nel periodo 2008-2012, con grave danno economico per le aziende italiane interessate.

Ci si chiede come l’Italia ritenga di onorare gli impegni presi a livello internazionale privandosi delle risorse necessarie: istituzioni preposte e personale appositamente formato, non immediatamente sostituibile, se non dopo anni di formazione specialistica.

Forse il nostro Paese, a differenza di altri, non considera la ricerca pubblica, e gli Enti che la svolgono, come una risorsa strategica su cui investire anche, e soprattutto, in tempo di crisi economica internazionale.
Una scelta miope: anche in questo caso i piccoli risparmi dell’oggi sarebbero largamente inferiori ai danni complessivi arrecati all’Italia.

(* ) L’ISPRA(Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nasce dall’accorpamento di tre enti vigilati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: APAT (Agenzia per la protezione dell’ambiente e dei servizi tecnici); ICRAM (Istituto centrale per la ricerca sulle acque marine); INFS (Istituto nazionale per la fauna selvatica) con il fine dichiarato di razionalizzare le spese di gestione e amministrazione degli enti. Il nuovo istituto, come riportato nel DL 112/08, eredita tutte le funzioni e le risorse dei tre enti accorpati.

Testo di: Marina Vitullo e Daniela Romano

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