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Archive for the 'Neve' Category

Cambiamento climatico e rischio in montagna 1. L’influenza del clima sulle valanghe

Malgrado il riscaldamento globale accorci la stagione nivale alpina, la casualità delle precipitazioni ed il rapido incremento delle temperature possono portare a più intensi e catastrofici eventi valanghivi. Le valanghe comportano un rischio non trascurabile per la vita umana, ma la comprensione di questi fenomeni, della loro interazione con il clima e delle strategie di prevenzione, deve essere ancora approfondita.

Le valanghe, un rischio reale

E’ oramai noto come il cambiamento climatico possa influenzare i rischi in montagna. Gli effetti del global warming in ambiente montano includono, tra gli altri, l’incremento delle piene lampo invernali dei torrenti, il distacco di seracchi glaciali, la formazione di laghi glaciali effimeri con le successive piene di rottura, il distacco di frane superficiali causato dalla fusione del permafrost e/o dalle più intense precipitazioni.

Fra i fenomeni potenzialmente soggetti all’influenza dalle variazioni climatiche vi sono sicuramente le valanghe di neve (si osservi come il termine valanga possa essere utilizzato con altre accezioni, and esempio per le valanghe di roccia rock avalanches). I fenomeni valanghivi sono frequenti durante l’inverno ed hanno risultati spesso catastrofici, in particolare in aree frequentate da sciatori, scalatori, camminatori o turisti in genere. Ogni inverno infatti numerosi incidenti mortali occorrono nelle Alpi Europee, ed il 2015 non fa eccezione (con incidenti occorsi in Francia, Italia e Alto Adige e Austria).

 

Figura 1. Valanga artificiale innescata nel sito sperimentale di Vallée de la Sionne (7 Febbraio 2003). Si osservi in basso a destra il palo attrezzato con strumenti di misura (pressioni di impatto, velocità). Si ringrazia il personale SLF Davos. Continue Reading »

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Neve chimica? No, è neve da nebbia

La neve scarseggia o manca del tutto su molte zone di montagna, e l’inverno 2011/12  fin qui è stato mite ed avaro di precipitazioni al centro-nord. In compenso, secondo molti mass media in pianura padana sarebbe caduta la “neve chimica”, che invece è “neve da nebbia”, in alcuni punti accumulatasi sulla galaverna

 

In questi giorni, incredibile ma vero, fa “sensazione” il freddo a gennaio. Sui media, sulla stampa, nei discorsi tra la gente comune, al bar, in treno si commenta il freddo quasi come se fosse una novità avere temperature sotto lo zero a gennaio, come se inconsciamente ci fossimo già adattati al cambiamento climatico e a frequenti inverni miti. Non fa invece sensazione la mancanza di neve su molte zone delle Alpi e dell’Appennino, forse perché si pensa che la tecnologia possa sopperire ai limiti della natura, come la neve trasportata dall’elicottero in Trentino (video qui) o coi camion in centro a Milano per la bizzarra scelta di svolgere in città una gara di sci di fondo, e senza parlare, poi, dei cannoni che innevano regolarmente gli impianti sciistici in alta quota.

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