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Segnalazioni Premio “A qualcuno piace caldo 2008”

Nel 2009 assegneremo il Premio per le migliori posizioni negazioniste espresse nel 2008.

Ad ora sono arrivate le seguenti proposte di candidati:

Franco Battaglia, per la solita raffica di articoli pubblicati su Il Giornale:

La Catastrofe dei Catastrofisti
Quando l’iceberg affonda il buon senso
Che significa 20-20-20? Andare tutti a piedi

Allarmisti beffati, primavera più fredda
Siamo alle solite: Battaglia sente qualcosa in giro, non approfondisce ma rilancia, e arrivano altre brutte figure.
Il vincitore dell’edizione 2007 anche nel 2008 non ha tradito i suoi fan, conferma di non riuscire a farsi sfiorare dal minimo dubbio: “Quanto all’effetto serra antropogenico, lo stato delle cose è oggi chiaro e semplice“.

Il titolista de “La Repubblica”, del 3 maggio 2008 per il titolo “Clima, il contrordine, nei prossimi 10 anni fa più freddo

Il titolo “Contrordine” appare del tutto immotivato e fuorviante: in realtà come si vede nel nostro primo post e nel primo realclimate IT Raffreddamento Globale – Scommettiamo la realtà è diversa, l’articolo presenta un’ipotesi di un minore riscaldamento rispetto a quanto previsto dai modelli IPCC, cosa che del resto il testo dell’articolo spiega.

Giorgio Gandola, per l’articolo “Moriremo di caldo. Intanto piove” Il Giornale di Sondrio del 26 maggio 2008, per la quantità di complimenti per quanti studiano i cambiamenti climatici, definiti ad esempio “demagoghi laureati sul Bignami dell’ecologia” dal giornalista, che pero’ non sembra aver capito la differenza basilare fra la variabilità del tempo a Sondrio e dintorni e le variazioni climatiche a scala globale.

Ernesto Pedrocchi, per l’articolo “Dimenticare Al Gore“, pubblicato su Tempi del 15 maggio 2008, allegato a Il Giornale, per aver riproposto ancora i soliti luoghi comuni e le leggende metropolitane sui cambiamenti climatici, senza mai neppure un minimo di riferimento bibliografico: dal 36 % di climatologi tedeschi scettici sull’origine antropica dei cambiamenti climatici, alle correlazioni inventate fra sole e variazione della temperatura terrestre. Pedrocchi ricicla sempre gli stessi argomenti, incurante del tempo che passa e della loro inconsistenza. In più ci sono le “forti analogie perfino tra l’andamento della temperatura terrestre e quella di Nettuno, ottavo pianeta del sistema solare”. “Forti analogie”! Sono davvero due pianeti simili la Terra e Nettuno.

Chissà dove il Prof. Pedrocchi avrà pubblicato le sue teorie sulle forte analogie, oltre che su Tempi.

Carlo Stagnaro, per gli articoli “A loro il mondo piace caldo e capitalista” (con Alan Patarga, Il Foglio 5 marzo 2008) e “Gli ambientalisti costruiscono la loro nuova fede alla Nicea del global warming” (Il Foglio 26 aprile 2008); il primo per aver rilanciato al solito le tesi più improbabili e superate sul global warming (esempio: i modelli che non saprebbero ricostruire le temperature passate”); il secondo per non approfondire o verificare gli argomenti, perché per sostenere che secondo RealClimate “non possa esistere alcun set di osservazioni in grado di falsificare i modelli”, bisogna evitare accuratamente di leggere i post di RealClimate: se ne trovano tanti che parlano del confronto fra i risultati dei modelli e le osservazioni (ad esempio qui, e qui, quest’ultimo disponibile anche tradotto nella nostra sezione Realclimate ITA)

Nota: Notevole l’attacco al primo pezzo “Se non credete che il capitalismo abbia effetti ambientali positivi, entrate nel cesso di un aeroporto”: ma come la mettiamo con i 5 miliardi di persone che in un aeroporto non ci sono entrati e molto probabilmente mai ci entreranno nella loro vita ?

Francesco Ramella, per l’articolo “Kyoto non piace più, puntare sulla tecnologia” 1 luglio 2008, Libero Mercato. L’articolo è disponibile sul sito dell’Istituto Bruno Leoni, a cui Ramella è affiliato, con il titolo “Clima: siamo prudenti, stiamo a guardare”.

Ma come, lo stesso titolo dell’articolo pubblicato nel 2004 (p. 196, 2004) sulla “Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze” e disponibile anche su www.sepp.org/Archive/NewSEPP/Ramella%20Italian.html.

Ma Francesco… dobbiamo sempre stare a guardare ? … sono passati quattro anni … ci si stufa dopo un po’ a guardare e basta… verrà un momento in cui magari potremmo anche iniziare a fare qualcosa?.

Uno dei motivi per cui dovremmo stare a guardare è secondo Ramella che le temperature non sono aumentata nel passato quanto si prevede aumenterà nel futuro secondo gli scenari dell’IPCC, e quindi “i dati a nostra disposizione sembrano quindi puntare verso uno scenario meno preoccupante di quanto abitualmente paventato“.

Ma è ovvio che nel passato sono aumentato di meno: c’erano meno gas serra nell’atmosfera….

Roberto Vacca, per l’articolo “Non è colpa dell’uomo”, il Sole24ore del 12 giugno 2008.

Vacca riesce a infilare in un breve articolo quasi tutte le bufale negazioniste sul clima: il Tamigi che ghiacciava ogni anno, la Groenalndia che 1000 anni fa era verde (tutta verde !), le variazioni del clima che seguono cicli prevedibili, indipendenti dall’attività umana, i cicli di “circa 1000 anni”, i raggi cosmici, il raffreddamento dal 1940 al 1975, le emissioni di Co2 che sono piccole rispetto ai cicli naturali, il vapore acqueo, le misure di temperatura non rappresentative, gli scienziati catastrofisti, la non considerazione dei feedback dei modelli… sempre le solite vecchie cose… Mancano solo .. i vigneti dell’Inghilterra e gli errori dell’Hockey Stick e il raffreddamento della troposfera…

Nota: Nell’articolo, Vacca fa riferimento a una “versione più dettagliata” disponibile su un sito; l’indirizzo pero’ non è funzionante. Dal titolo sembra lo stesso saggio del 2005 disponibile sul suo sito personale (http://www.robertovacca.com/serra.html) che conteneva la celeberrima previsione di stabilizzazione della CO2 a 424 ppm (vedi pag. 52 di A qualcuno piace caldo). L’articolo è disponibile sul blog Ecologia Liberale

Elio Sindoni, per le dichiarazioni rilasciate nell’intervista a Marco Zucchetti, pubblicata su “Il Giornale del 28 agosto 2008 “La terra si scalda ? Una bufala. Lo dimostra il ghiaccio del Polo“.

L’intervista pubblicata contiene alcune dichiarazioni incredibili non tanto per la loro novità, ma per il fatto che a pronunciarle è il direttore del Dipartimento Ambiente dell’Università di Milano Bicocca.

Secondo Sindoni è una “sorpresa delle sorprese” il fatto che “la temperatura di un milione di anni fa è la stessa di oggi“. La conseguenza è “i cambiamenti climatici ci sono sempre stati e non dipendono dall’inquinamento”. E perché mai non potrebbero avere due cause diverse ?

La simpatica battuta “anche un milione di anni fa bisognava uscire la sera con il maglioncino” fa venire il dubbio che il Prof. Sindoni non sia a conoscenza del fatto che non solo un milione di anni fa non esistevano i maglioni di lana o cotone, ma anche l’homo sapiens non era ancora apparso sul pianeta (ci è arrivato circa 130.000 anni or sono). Quindi i problemi degli attuali cambiamenti climatici attuali potrebbero avere per 7 miliardi di esseri umani una diversa importanza di quella che avevano un milione di anni fa per qualche migliaio di australopitechi che da poco avevano imparato ad alzarsi sulle zampe posteriori…

Meno sorprendente la tesi dell’analogia fra i riscaldamento della Terra e quello di Giove, Saturno e Plutone, molto diffusa e senza molto fondamento, tanto da essere ribattezzata “climatologia del geghegé“.


Il titolista del Corriere della Sera, per il titolo Dov’è finito il riscaldamento globale? del 6 marzo 2008
che propone a caratteri cubitali la contrapposizione fra le nevicate invernali e il riscaldamento globale del pianeta.

Emilio Gerelli, per l’articolo pubblicato su Il Sole24ore del  29/05/08, in cui ha rilanciato i soliti argomenti: l’IPCC “panel poco obiettivo”, l’ironia sui modelli che usano “eroiche semplificazioni”, il complotto mondiale che sostiene le “bugie sul cambiamento climatico”.

Anselma dell’Olio per l’articolo “L’ambientalismo apocalittico è di moda. E va preso con le pinze“,
in cui definisce “agguerriti catastrofisti” coloro che sostengono che “l’aumento dei gas serra è dovuto soprattutto all’uso di carburanti fossili, le emissioni dei quali contribuiscono pesantemente all’effetto serra”.

Antonio Gaspari e Riccardo Cascioli, per il libro “Che tempo farà. Falsi allarmismi e menzogne sul clima” un concentrato di errori, falsità, miti e leggende metropolitane sul clima. A partire da titolo, che confonde tempo e clima, per arrivare alla perla della “leggerezza dell’abbigliamento” dell’uomo di Similaun. Un manifesto del negazionismo climatico italiano.

Pietro Vietti per l’articolo “Stiamo freschi
Una recensione senza un minimo di spirito critico: ad esempio il riportare un aumento delle ricerche che dimostrerebbero che “il tanto temuto aumento del livello dei mari di parecchi metri nel giro di pochi anni per via dello scioglimento dei ghiacciai è in realtà valutabile in un massimo di trenta centimetri in cento anni: lo stesso aumento dei precedenti centocinquanta”, cosa palesemente errata.

Antonino Zichichi, per l’articolo “Ecco perché possiamo fare a meno di Kyoto” in cui ripete ossessivamente le Zichicche proposte in tante altre occasioni, fra cui “l’effetto delle attività umane è a livelli inferiori al 10%”, “la Groenlandia da «terra verde» è diventata l’attuale distesa di ghiaccio” e la frase “ Il nostro ministro degli Esteri segue da tempo, e con molta attenzione, ciò che la comunità scientifica di Erice fa nello studio delle problematiche climatologiche”.

Emma Marcegaglia e Stefania Prestigiacomo, per le numerose dichiarazioni in cui hanno sostenuto che le politiche cliamtiche potrebbero “portare alla perdita di milioni di posti di lavoro” e per aver rilanciato il presunto costo del pacchetto energia clima in più di 18 miliardi di euro l’anno. Vedi qui e qui.

È possibile segnalare nuovi candidati per l’anno in corso, inviando una mail all’indirizzo segreteria[at]climalteranti.it, allegando materiale di documentazione e proponendo una breve motivazione.