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Archive for the Tag 'Parigi'

I risultati di Marrakech

Fronte politico unito alla COP22 sull’irreversibilità dell’azione climatica, con alcuni progressi nei negoziati tecnici.

La COP22, la 22° sessione della Conferenza della Parti della Convenzione Quadro sui cambiamenti climatici che si è svolta a Marrakech dal 7 al 18 novembre, ha visto un leggero calo del numero di partecipanti ed ha riscosso inevitabilmente meno interesse mediatico della precedente COP21, culminata dall’Accordo di Parigi.

La COP22 ha visto l’approvazione dell’Alleanza di Marrakech per l’azione climatica globale, della una Dichiarazione dei Capi di Stato ma anche moltissimi altri documenti (25 documenti della COP22 propriamente detta, derivante direttamente dalla Convenzione Quadro, 8 della CMP – il meeting delle parti del Protocollo di Kyoto e 2 del CMA – il meeting delle parti dell’Accordo di Parigi, riunito per la prima volta). Tutti testi difficilmente comprensibili per chi non segue nel dettaglio il negoziato. Continue Reading »

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Il mondo dopo Parigi

Un libro (versione epub) pubblicato da Edizioni Ambiente, propone 8 analisi e 12 opinioni sull’Accordo di Parigi. Pubblichiamo la nota introduttiva dei curatori, Emanuele Bompan e Sergio Ferraris.

 

Oggi la questione del cambiamento climatico definisce un’epoca. Forse nemmeno gli scienziati e gli addetti ai lavori hanno realizzato la portata storica di questa mutazione iperaccellerata della chimica del pianeta, dei suoi ecosistemi, dell’economia globale, dei nostri consumi e costumi.

La fine dell’economia fossile, l’epoca delle grandi catastrofi, l’accelerazione della storia naturale, la sfida per fermare il cambiamento climatico. Sono tutte questioni d’infinita complessità, con diramazioni difficili da definire ora, in ogni ambito della vita antropica e naturale.

In questa epoca storica, la modernità del cambiamento climatico, che posizione occuperà l’Accordo di Parigi? Sarà il fallimento che ha portato il mondo al collasso? Un rumore di fondo al ruolo delle imprese e della società civile che hanno cambiato il modo in cui viviamo consumiamo, abitiamo e ci spostiamo? O il momento storico che ha tracciato la via per le generazioni a future e limitato i danni del cambiamento climatico antropico?

In questo libro da un lato abbiamo voluto raccogliere commenti e opinioni su questo controverso accordo, approvato nel dicembre 2015 a Parigi. Idee, riflessioni, critiche dalla società civile, dalla politica e dal mondo delle imprese italiane. Che raccontano anche lo stato della riflessione nel nostro paese.

Dall’altro, professori, giornalisti e tecnici hanno contribuito con una serie di saggi tecnici sugli elementi salienti dell’accordo per realizzare uno strumento di utilità per il ricercatore, lo studente, il cittadino interessato, il politico che vuole interessarsi di come l’Accordo di Parigi cambierà le nostre vite. Continue Reading »

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Le conseguenze dell’Accordo

Prendere sul serio gli obiettivi dell’Accordo di Parigi comporta intraprendere enormi azioni di riduzione delle emissioni in tutti i settori, con una velocità e radicalità senza paragoni col passato.

C’è un clima di generale contentezza per il grandissimo numero di paesi (175) che ha firmato l’Accordo di Parigi, per i 15 che l’hanno già ratificato e per le importanti dichiarazioni sulla volontà di fare entrare in vigore l’Accordo entro il 2016. “Saremo protagonisti”, ha detto il primo ministro italiano; “L’Italia e l’Europa ci sono, da protagoniste” ha twittato il Ministro dell’Ambiente. Buone notizie, indubbiamente.

Il linguaggio enfatico e generico di alcuni interventi, gli errori presenti su alcuni articoli, l’ascolto in alcune trasmissione televisive delle già sentite formule “Bisogna tener conto della situazione congiunturale”, “passare alla rinnovabili è estremamente gravoso e ora non è il momento, non possiamo farlo così velocemente”, fa pensare che a molti non sia chiaro cosa significhi prendere sul serio e implementare l’Accordo di Parigi.

Proviamo quindi a spiegarlo in 5 passaggi, basandoci sui numeri presenti in un articolo pubblicato circa un anno fa da Rogelj et al. su Nature Climate Change, Energy system transformations for limiting end-of-century warming to below 1.5 °C (l’articolo per i non abbonati è a pagamento, ma una sintesi si trova qui o in questa analisi di Climate Analytics). Continue Reading »

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Accordo di Parigi: consigli di lettura

Visto che con le vacanze c’è magari un po’ più tempo di leggere, proponiamo la lettura di alcuni interventi interessanti usciti sull’Accordo di Parigi. Chiediamo ai lettori di segnalarne altri nei commenti. Buone feste a tutti

Accordo di Parigi, UNFCCC COP21, nelle 6 lingue dell’ONU

With A Climate Deal In Place, Now The Real Work Begins di Seth Borenstein, Huffington Post

Climate deal: the pistol has fired, so why aren’t we running? Bill McKibben, The Guardian

Grand promises of Paris climate deal undermined by squalid retrenchments, George Monbiot, The Guardian

How Markets And Mother Earth Each Found A Home In The Paris Climate Accord, Steve Zwick, Ecosystem Marketplace

China Voice: China takes leading role in global climate deal, commento ufficiale dell’agenzia stampa cinese

Paris accord offers hope but could have done more: India, Vishwa Mohan, Times of India

Paris Agreement — A Good Foundation for Meaningful Progress, Robert Stavins (Harvard)

Talks in the city of light generate more heat, Kevin Anderson, Nature Continue Reading »

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La sostanza dell’Accordo di Parigi

Dopo anni di attesa e tra centinaia di alternative testuali, nella COP21 è stato approvato un testo che costituisce un nuovo importante accordo multilaterale sul clima, di cui proviamo a commentare alcuni punti salienti.

L’Accordo di Parigi approvato il 12 dicembre 2015 nella XXI sessione della Conferenza delle Parti della Convenzione sul clima è un importate passo in avanti in un percorso ancora molto lungo e accidentato per contrastare il surriscaldamento globale. Ora si conosce qualcosa in più di questo percorso: sia la destinazione finale (molto ambiziosa) sia alcune tappe importanti previste per il futuro (la periodica rivisitazione del divario tra obiettivi ed azioni intraprese, con l’obiettivo di implementazioni di azioni sempre più ambiziose).

Letto insieme agli impegni già assunti dai Paesi e considerato come tassello dei più complessivi Obiettivi universali di sviluppo sostenibile, l’Accordo delinea il contesto di profondi cambiamenti strutturali ai sistemi energetici, trasportistici, infrastrutturali di tutti i paesi. Assorbe e rilancia impegni specifici della società civile, del settore privato, delle istituzioni finanziarie. Continue Reading »

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Accordo in vista a Parigi

Sono giorni cruciali alla COP21 di Parigi: un accordo sembra inevitabile e nelle bozze di testo che si susseguono si delineano con maggiore chiarezza le opzioni su cui è necessario raggiungere un compromesso.

Si sente profumo di accordo alla COP21 di Parigi: sono stati chiamati i traduttori per le sei lingue ufficiali dell’ONU, pronti a limare il testo di un accordo che dovrebbe contenere impegni di tutti gli Stati su quasi tutti i principali temi della lotta ai cambiamenti climatici.

Nell’ultima versione del testo negoziale disponibile al momento in cui questo post viene chiuso, quella delle ore 15 del 9 dicembre 2015, rimangono ancora molte (367) parentesi quadre, che indicano punti controversi, proposte che qualcuno ha formalizzato ed altri preferirebbero eliminare, a vantaggio di alternative testuali.

La proposta del testo di Accordo presentato a tutti i rappresentanti delle Parti il 9 dicembre, sotto la responsabilità politica diretta del Presidente della COP21 Laurent Fabius, frutto di un lavoro delegato a Ministri dell’Ambiente (e di altri dicasteri) presenti a Parigi, è molto più breve del testo in precedenza consegnato sabato dai contact groups ed i relativi facilitatori (cioè i negoziatori di professione). Continue Reading »

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COP21: La prospettiva dei piccoli stati insulari

Normalmente le piccole nazioni insulari quali Fiji, Vanuatu o Capo Verde, non ricoprono un ruolo
politico di primo piano nel contesto internazionale. I negoziati della Convenzione Quadro dell’ONU sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) sono un’eccezione, in quanto sono proprio questi i paesi che richiedono con maggiore insistenza un’accelerazione su tutti i fronti dell’azione sul cambiamento climatico. I piccoli stati insulari sono, secondo un recente report del Green Climate Fund, i piú vunerabili al cambiamento climatico; nel quadro dell’UNFCCC si sono raggruppati in un gruppo chiamato AOSIS (Alliance of Small Island States), in prima linea nelle negoziazioni sull’accordo sul clima che dovrebbe scaturire dalla COP21 di Parigi.

Proprio per questo, mentre la grande maggioranza dei capi di stato e dei ministri presenti alla COP rimane invisibile agli osservatori della società civile, i politici degli stati AOSIS sono invece molto disponibili ad interagire. Il secondo giorno della COP21 il Presidente di Kiribati, il Primo Ministro di Tuvalu ed il Ministro dell’Agricoltura di Fiji si sono riuniti in una piccola sala del padiglione AOSIS per incontrare gli osservatori.

I punti salienti dei tre discorsi hanno ricalcato concetti giá noti, ma che sono di importanza vitale per queste nazioni. Il primo aspetto rimarcato dai tre rappresentanti é stato la giustizia climatica, ovvero la necessità di un accordo equo che tenga in considerazione le responsabilità e capacità dei singoli paesi rispetto al cambiamento climatico. Molto sentita è anche la necessità di un taglio repentino delle emissioni, tanto che gli AOSIS richiedono con forza che l’obiettivo dell’UNFCCC sia fissato a 1.5 °C di riscaldamento globale piuttosto che 2 °C, come é stato fino ad ora. Infine, non sono mancati ripetuti riferimenti al concetto di  “Loss and Damage”, ovvero perdite e danni climatici. Quest’ultimo é un aspetto particolarmente complesso delle negoziazioni, in quanto viene visto da molte nazioni industrializzate come una forma aggiuntiva, e molto costosa, di finanza climatica, mentre viene visto come un elemento essenziale dell’accordo dai paesi del terzo mondo ed in via di sviluppo. Continue Reading »

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Cinque punti fermi sull’Accordo di Parigi

Per chi da tanti anni lavora sul tema del cambiamento climatico, non può che far piacere la grande mobilitazione che si sta registrando a livello mondiale, e anche in Italia. Domenica 29 novembre ci sarà, a Roma come in tantissime altre città, una marcia per il clima, che si annuncia molto partecipata. In queste ultimi giorni in cui le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera a Mauna Loa sono inferiori a 400 ppm, del riscaldamento globale si occupano tanti quotidiani, settimanali, radio e televisioni, nonché migliaia di siti web.

Nel frattempo sono uscite decine di analisi interessanti che meriterebbero riflessioni approfondite. Ad esempio, questa magnifica spiegazione interattiva realizzata da Carbon Brief sugli aspetti salienti dell’accordo di Parigi, questo articolo su Science, la sintesi dell’UNFCCC sugli INDC, le analisi del PBL e dell’UNEP o questa intervista al ex co-chair del WG3 dell’IPCC, Ottmar Edenhofer.
Come fatto per tante altre COP, forniamo qui di seguito un riassunto basilare su cinque punti fermi che possono aiutare a capire gli aspetti essenziali dell’accordo di Parigi. Il rischio che la conferenza fallisca interamente, finendo per non approvare nulla al di fuori delle annuali decisioni di ogni COP, sembra al momento molto basso. Continue Reading »

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Un altro passo in avanti verso l’accordo di Parigi

La sessione del negoziato UNFCCC che si è svolta a Bonn da 19 al 23 ottobre è stato un altro momento importante per la costruzione del nuovo accordo di Parigi. Seppur meno note delle COP, è in queste sessioni intermedie che si affrontano i punti critici del negoziato, ed è evidente che le decisioni prese a meno di 40 giorni dall’inizio della COP sono fondamentali.
Come già spiegato in altre occasioni, cosa è successo a Bonn si può desumere dai precisi riassunti dell’IISD, nonché dalle newsletter ECO e in altri articoli disponibili sul web (i giornali italiani non se ne occupano). Su twitter l’hashtag #ADP2 (ADP sta per Ad Hoc Working Group on the Durban Platform for Enhanced Action, è il tavolo negoziale avviato con la COP17 di Durban) è lo strumento per seguire il negoziato e recuperare le impressioni di addetti ai lavori ed osservatori.

Il risultato principale della sessione negoziale di Bonn è una nuova bozza dell’accordo, disponibile sul sito dell’UNFCCC qui. Analizzando il documento finale, di 51 pagine, si evidenzia come questo negoziato intermedio abbia fatto effettivamente registrare progressi positivi, con il reinserimento nel testo di numerosi aspetti e principi che al contrario lo scarno “non-paper”, rilasciato ad inizio ottobre dai Co-chair come base per le discussioni a Bonn, aveva pericolosamente omesso o ridimensionato. Continue Reading »

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Fotografie e video sui cambiamenti climatici

Per chi volesse concludere la pausa estiva occupandosi un poco di cambiamenti climatici, ci sono diverse interessanti possibilità.
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La prima è rivedere le foto della bella mostra fotografica del progetto #EverydayClimateChange, una rassegna di fotografie sul tema dei cambiamenti climatici provenienti da 6 continenti.
La mostra, curata da James Whitlow Delano e Matilde Gattoni in collaborazione con la Fondazione Eni Enrico Mattei, si è svolta a Milano presso la Galleria dell’Institut français Milano ed è da poco terminata. Alcune foto sul tema sono comunque disponibili all’indirizzo http://instagram.com/everydayclimatechange Continue Reading »

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Il pressing del G7 per l’accordo per il clima

Il comunicato conclusivo dei lavori del G7 di Schloss Elmau del 7-8 giugno, ha ribadito la necessità di un accordo in materia di cambiamenti climatici. Ma ci sono vere novità ?

 

 

Aumento temperature: il limite “+2°C” non è una novità.

 

titoloGrande enfasi ha avuto sui media l’impegno, contenuto nel comunicato del G7, a limitare l’aumento massimo delle temperature a +2°C (rispetto al livelli medi delle temperature nel periodo pre-industriale): “Forte determinazione ad adottare un protocollo (o altro strumento con forza legale) nell’ambito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, che sia ambizioso, solido, inclusivo e rifletta l’evoluzione delle circostanze nazionali, e che sia infine consistente con l’obiettivo globale di mantenere l’aumento di temperatura al di sotto dei 2°C”.

 

Questo impegno in realtà è da anni alla base del negoziato internazionale sul clima, ed era presente già nel G8 del 2009 a L’Aquila, Continue Reading »

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