Notizie e approfondimenti sul clima che cambiaPosts RSS Comments RSS

21 Marzo 2019

Anche un premio Nobel può raccontare cose sbagliate sul clima

Categorie: Disinformazione, Errori  -  Postato da: 

In una seduta del Senato nel 2014 il Premio Nobel Carlo Rubbia fece numerose affermazioni infondate o chiaramente sbagliate sui cambiamenti climatici, rilanciando tanti miti del negazionismo climatico già più volte confutati.

Da tempo ci arrivano inviti a confutare quanto sostenuto sul tema dei cambiamenti climatici dal Senatore Carlo Rubbia il 26 novembre 2014, durante la seduta congiunta delle commissioni 3a (Affari esteri, emigrazione) e 13a (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato della Repubblica e III (Affari esteri e comunitari) e VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei deputati (qui il resoconto).

Abbiamo fino ad oggi rinviato, sia per il dispiacere che un Senatore a vita e figura importante del mondo scientifico italiano fosse incorso in un tale incidente (Carlo Rubbia ha ricevuto il Nobel per la fisica nel 1984 insieme con Simon van der Meer “for their decisive contributions to the large project, which led to the discovery of the field particles W and Z, communicators of weak interaction”), sia perché di fatto nelle affermazioni di Rubbia non c’era in realtà niente di nuovo, ma solo tesi già più volte confutate su questo blog.  E anche perché altri avevano già dato delle risposte (vedi qui). Continua a leggere…


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26 Febbraio 2019

Buon #climatestrike

Categorie: Attivismo  -  Postato da: 

Il 15 marzo in tutto il mondo ci sarà una grande mobilitazione contro i cambiamenti climatici, fatta da tanti giovani che hanno raccolto l’appello lanciato dalla sedicenne svedese Greta Thunberg. Climalteranti con questo post invia un messaggio di appoggio a tutti i manifestanti.

Care ragazze e cari ragazzi,
Grazie della vostra iniziativa. Siamo un gruppo di studiosi che da più di 10 anni su questo blog cerca di far capire gli aspetti scientifici e strategici dell’evoluzione del clima, e le loro implicazioni.
Il clima è cambiato anche in passato, per cause naturali. Quello che contraddistingue la situazione attuale è la rapidità del cambiamento ed il fatto che sia dovuto alle attività umane, all’enorme quantità di gas climalteranti che rilasciamo nell’atmosfera, con varie conseguenze tra le quali un rapido innalzamento delle temperature globali.
Gli effetti sono e saranno principalmente negativi nella maggior parte del nostro Pianeta. Non abbiamo tempo per elencarli tutti, ne citiamo sei: le estati più torride, gli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti, gli allagamenti nelle zone costiere, il rischio di gravi carenze idriche, una maggiore diffusione di malattie tropicali e l’acidificazione degli oceani.
Dobbiamo quindi affrontare il problema rapidamente e con grande decisione, non è più il momento di discutere e temporeggiare.
Un primo passo è la mitigazione, ovvero prevenire il problema, per prima cosa riducendo drasticamente le nostre emissioni climalteranti. Ma non basta. Anche se le azzerassimo subito, il clima continuerebbe a cambiare per decenni, se non secoli, a venire. Questo perché molte sostanze, una volta emesse nell’atmosfera, vi rimangono molto a lungo.
Un secondo passo è quindi l’adattamento ai cambiamenti già in atto e che inevitabilmente continueranno in futuro, in altre parole aumentare la resilienza della nostra società ai rischi del cambiamento climatico.
In tutto questo, i giovani sono coloro con meno colpe ma anche i più colpiti, visto che chi oggi è già anziano non vedrà le conseguenze peggiori dei cambiamenti climatici. Ma i giovani sono anche coloro che più potranno fare, oggi ed in futuro, per limitare i danni inevitabili e prevenire gli altri.
E questo è il terzo passo, altrettanto, se non più, importante: la mobilitazione dei giovani per incitare governi, ma anche famiglie ed amici, ad agire contro il cambiamento climatico. Si può fare tantissimo sia a livello individuale che collettivo. Ridurre gli spostamenti non essenziali e privilegiare i mezzi pubblici o la bicicletta; risparmiare energia e scegliere una fornitura elettrica da fonti rinnovabili; fare attenzione nei propri gesti quotidiani come produrre meno rifiuti, differenziare i restanti e non sprecare acqua o cibo; ridurre il consumo di carni rosse – la cui produzione causa emissioni molto elevate di gas climalteranti. Sono passi semplici che, se seguiti da tutti, possono dare un forte contributo.
Ma è indispensabile anche l’azione politica, la pressione verso i nostri governanti perché facciano scelte che favoriscano l’evoluzione della produzione elettrica verso energie rinnovabili, l’economia circolare, l’eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili, un’efficace prevenzione (i.e. ben pianificata e finanziata) dei rischi del cambiamento climatico. Ed è importantissima l’azione culturale, una migliore educazione sulla sostenibilità ambientale e sui cambiamenti climatici nelle scuole e università, una migliore informazione, perché si comprenda la necessità di vivere all’interno dei limiti del nostro pianeta.
Vi sosteniamo e speriamo che la vostra generazione prenda in mano i pochi e sparsi progressi fatti finora, e indichi una strada per fare di più e di meglio.

 

Il Comitato Scientifico di Climalteranti


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14 Febbraio 2019

Quanto sono aumentate le temperature medie in Italia?

Categorie: Temperature  -  Postato da: 

Numerosi giornali e altri mezzi di informazione hanno riportato la notizia del record nel 2018 delle temperature medie in Italia, derivanti dai dati raccolti ed elaborati dall’ISAC-CNR. In alcune notizie si può leggere che sono aumentate di 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali, in altre 1,58° C sopra la media dell’ultimo trentennio.

Il motivo di questa diversità dei valori forniti si spiega nella mancanza di attenzione verso un fattore importante che deve essere legato al valore numerico dell’aumento delle temperature, ossia il periodo di riferimento utilizzato. Se si prende un diverso periodo di riferimento come valore “zero” della variazione delle temperature, cambia il valore dell’aumento. Continua a leggere…


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30 Gennaio 2019

Le temperature annuali e il ruolo del Niño

Categorie: Record, Statistiche, Temperature  -  Postato da: 

L’analisi dell’influenza del Niño sulle temperature globali portano a concludere che anche il 2019 sarà un anno piuttosto caldo.

Dopo l’analisi delle temperature globali del 2018, illustriamo in questo post l’influenza di un fattore chiave per comprendere l’andamento delle temperature annuali, il fenomeno climatico noto come El Niño. Ci siamo già occupati in diversi post precedenti (vedi qui e qui) di questo fenomeno periodico, che provoca un forte riscaldamento anomalo delle acque dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale e che ha importanti ripercussioni sulla temperatura media globale ed estremi climatici in diverse parti del Globo.

Il punto di partenza è il confronto fra i grafici delle temperature medie globali stimate da NASA-GISS dal 1979 al 2018 (Figura 1, sinistra) e l’andamento dell’Indice del Niño Oceanico (INO, Figura 1, destra), uno degli indici basati sull’anomalia delle temperature medie superficiali (SST) dell’oceano Pacifico centromeridionale, nel periodo 1950-2018.

Il confronto consente di notare che, in presenza di picchi molto intensi (superiori a 2.0) dell’indice INO (gli ultimi si sono verificati nel 1982-83,1997-98 e 2015-16,) si sono registrate anomalie termiche significative della temperatura media globale, persistenti per oltre sei mesi. Continua a leggere…


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8 Gennaio 2019

2018: il quarto anno più caldo a livello globale, il più caldo di sempre in Italia.

Categorie: Record, Statistiche, Temperature  -  Postato da: 

L’analisi dei dati ad oggi disponibili mostra che anche il 2018 appena terminato si colloca tra gli anni caldi della storia recente del nostro pianeta, anche se non ha battuto il record del 2016. Secondo i due centri internazionali CRU e GISS, infatti, le anomalie di temperatura media globale rispetto al periodo 1890-1909 dovrebbero risultare rispettivamente di 0,95 e 1,07 °C, valori che, nella classifica degli anni più caldi, collocano il 2018 al quarto posto, tra il 2014 ed il 2015.

Per l’Italia i dati dell’ISAC-CNR mostrano come il 2018 è stato l’anno più caldo degli ultimi 219 anni

 

Da svariati anni preparo questo post sul riassunto delle temperature dell’anno appena trascorso, utilizzando i dati estratti dal database NCEP/NCAR, della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), l’agenzia governativa statunitense che si occupa di meteorologia e clima. Quest’anno invece non è stato possibile, in quanto dallo scorso 23 dicembre il Dipartimento del commercio degli USA, da cui dipendono quasi tutte le agenzie federali, ha finito i soldi ed ha mandato molte persone a casa o in vacanza non retribuita, o li ha obbligati a lavorare in condizioni di volontariato. Come risultato, anche i portali web sono stati “temporaneamente” chiusi o fortemente ridotti. Nel caso del portale della NOAA, appare il seguente messaggio: “A causa della scadenza degli stanziamenti del Congresso per l’anno fiscale 2019, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti è chiuso. I siti web del dipartimento del commercio non saranno aggiornati fino a nuovo avviso“, e rimane un menù minimale con i soli dati meteorologici misurati e previsti per gli USA. Questo tipo di situazioni non è una novità, visto che ad esempio nel 2018 era già capitato altre due volte, durante lo spazio di un weekend. Ora la situazione appare più ingarbugliata: il provvedimento che sanava la situazione è stato respinto dal Presidente Trump in persona.

In mancanza dei dati dal portale NOAA, proviamo quindi a fare una valutazione usando i database climatici più noti. Uno è sicuramente quello della CRU (Climatic Research Unit) della East Anglia University, il cui database HadCRUT4 globale è scaricabile qui. E l’altro è quello del GISS (Goddard Institute for Space Studies) della NASA, il cui database GISST è accessibile da qui. Per ovviare al problema del dato mancante relativo a dicembre 2018 (che verrà fornito in seguito, dopo i controlli di circostanza), abbiamo usato il valore del dicembre 2017. Questa sostituzione, a giudicare dai valori relativi all’ultimo sessantennio, comporta un errore medio tra 0,00 e 0,01 °C, ed un errore massimo pari a ±0,04 °C per i dati HadCRU e ±0,03 °C per i dati GISST, che non cambiano in modo significativo il risultato. Continua a leggere…


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6 Gennaio 2019

A qualcuno piace caldo, 10 anni dopo

Categorie: Libri, Negazionismo  -  Postato da: 

Poco più di 10 anni fa ho pubblicato il mio primo libro “A qualcuno piace caldo”, in cui avevo scelto di spiegare il problema dei cambiamenti climatici a partire dalle teorie “alternative” a quella proposta dalla (già allora) stragrande maggioranza della comunità scientifica. Teorie che 10 anni fa trovavano spazio molto più facilmente su giornali e televisioni. Dopo un’introduzione sui temi delle inevitabili incertezze presenti nella scienza del clima e della necessità e importanza del consenso scientifico (Parte 1), avevo mostrato lo scarso spessore di queste teorie (Parte 2), che si rifacevano a miti e storielle già più volte confutate nella letteratura scientifica. La parte più impegnativa è stata raccontare i soggetti che le propagandavano (Parte 3), il loro linguaggio e il loro contesto, cercando di far intuire le ragioni (es. esibizionismo, narcisismo, necessità di visibilità politica) che motivavano alcuni a proporre sistematicamente un vero e proprio negazionismo climatico. Nella parte “In limine” (Parte 4) avevo infine mostrato l’impreparazione del mondo dell’informazione e di suoi autorevoli protagonisti nell’affrontare questo grande problema.

Il libro ha avuto un discreto successo, anche fra gli addetti ai lavori, e questo ha fatto piacere.  L’idea di fondare Climalteranti è nata anche sulla spinta dei riconoscimenti ricevuti, e sull’importanza di aggiornare costantemente le analisi contenute nel libro. Continua a leggere…


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17 Dicembre 2018

I progressi del Katowice Climate Package

Categorie: Accordo di Parigi, COP, Negoziazioni  -  Postato da: 

La COP24 che si è svolta a Katowice ha prodotto risultati ad ampio spettro sull’Accordo di Parigi, fra cui le attese regole sui meccanismi di trasparenza sull’implementazione degli impegni di riduzione delle emissioni, nonché indicazioni chiare per l’incremento a breve degli stessi.

Dopo quindici giorni di negoziato serrato e prolungato, durato un giorno più del previsto, la COP24 di Katowice ha prodotto in sostanza quasi tutto quello che era chiamata a fare, risultato nient’affatto scontato.

È presto ora per un’analisi attenta dei documenti approvati (di cui questo è il principale – descrittivo di tutti i grandi capitoli – mentre gli altri sono disponibili qui – scorrere verso il basso), delle conseguenze del negoziato e del ruolo dei diversi attori, di chi ha spinto per una maggiore ambizione e di chi ha condotto battaglie di retroguardia per cercare fino all’ultimo di indebolire i risultati finali.

Ci limitiamo qui a riportare un quadro generale dei risultati, che il comunicato stampa dell’UNFCCC saluta come importanti. Apprezzamenti, ma anche insoddisfazioni, possono essere ascoltati nelle dichiarazioni dei più importanti gruppi negoziali nella plenaria finale (Joint plenary meeting for closing statements) possono essere ascoltate nel webcast UNFCCC. Nell’ordine: Egitto (in rappresentanza di G77+China) a 1.10; UE a 6.25; Svizzera (Environmental Integrity Group) a 11.02; Australia (Umbrella Group) a 13.50; Etiopia (LDC) a 17.15; Maldive (OASIS) 20.45; Gabon (African Group) a 26.10. Malaysia (like-minded developing countries) a 29. 40; India (basic) 35.37; Colombia (ALIAC) 42.20; Filippine 47.20; Cina (50.28); quindi gli “osservatori” del negoziato, Business&Industry NGO (56.31), Environmental NGO (59.40), Agricoltori (1.04.10), Indigenous People  (1.06.55), Governi e municipalità locali (1.10.25), Women and Gender NGO (1.13.05), Youth NGO (1.16.20). Ha poi concluso Grenada (1.20.03). Continua a leggere…


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9 Dicembre 2018

Un momento di chiarezza alla COP24

Categorie: Accordo di Parigi, COP, Negoziato  -  Postato da: 

Più di due ore per discutere fra “prendere nota” del o “dare il benvenuto” al Rapporto speciale IPCC su 1,5 °C dimostrano il successo del lavoro dell’IPCC e come ormai chi vuole impedire le politiche globali contro i cambiamenti climatici è con le spalle al muro.

 

Nel pomeriggio di sabato 8 dicembre 2018 c’è stato alla COP24, in corso fino al 14 dicembre a Katowice, uno di quei momenti in cui i nodi vengono al pettine, in cui si capisce come il negoziato sul clima sia ormai arrivato ad un punto critico.

Nella grande sala “Śląsk” si stava svolgendo la plenaria di chiusura della 49° riunione del SBSTA (Subsidiary Body for Scientific and Technological Advice), l’Organo sussidiario di consulenza scientifica e tecnica dell’UNFCCC. Dopo aver speditamente adottato numerosi documenti, relativi anche a parti importanti dell’implementazione dell’Accordo di Parigi (sull’adattamento, sul “loss and damage”, sull’agricoltura, sul Centro per il trasferimento tecnologico), è arrivato verso le 17 il momento di approvare il sesto punto in agenda, il documento su “Research and systematic observation” preparato durante la settimana.

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2 Dicembre 2018

Raccontare la COP24: i 5 errori da evitare

Categorie: Accordo di Parigi, COP, Negoziazioni  -  Postato da: 

Logo Katovice Si apre oggi a Katowice (Polonia) la ventiquattresima Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro sul Clima delle Nazioni Unite (UNFCCC).

Pur se fino ad oggi non ha ricevuto molta attenzione dai media, la “COP” che si svolgerà dal 2 al 14 dicembre nella città polacca è di grande importanza nel percorso di attuazione dell’Accordo sottoscritto nella COP21 di Parigi.

Come in tutte le COP, sono numerosi i tavoli negoziali paralleli e gli appuntamenti che si svolgono, ed una sintesi è difficile. Si può dire che questa COP24 avrà fra i suoi obiettivi principali quello di definire la maggior parte delle regole necessarie all’implementazione dell’Accordo di Parigi, il Paris Agreement Work Programme meglio noto come “Rulebook”. Questo obiettivo per la COP24 era stato stabilito già nel 2015, in un paragrafo all’interno del documento che ha adottato l’Accordo di Parigi (la Decisione 1/CP.21): si tratta di un insieme di linee guida che dovrebbe rendere pienamente operativo l’Accordo, permettendo di valutare i progressi svolti in questa direzione dai diversi paesi e le modalità operative dei successivi rilanci. È un percorso definito nell’ambito della Talanoa Dialogue iniziato un anno fa alla COP23 di Bonn (Presidenza Fiji), oggetto di un fitto lavoro negoziale, la cui modalità di chiusura sarà un importante segnale sulla robustezza dell’Accordo e sull’interesse dei sottoscrittori alla sua effettiva implementazione. Continua a leggere…


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12 Novembre 2018

Un convegno negazionista… nel 2018!

Categorie: Convegni, Disinformazione, Negazionismo  -  Postato da: 

Per chi ormai sentisse la mancanza di quella specie in via di estinzione che sono ormai i negazionisti climatici, siamo in grado di annunciare un nuovo evento che si svolgerà martedì 13 novembre a Roma pomeriggio presso l’Università La Sapienza.

A nove anni dalla mozione negazionista in Senato e dal convegno sul clima senza climatologi in locali della Camera dei Deputati durante il governo di centrodestra, dal titolo dell’evento e dai partecipanti si può ritenere che sarà un’occasione per dare spazio all’anti-scienza e alla disinformazione sul clima.

L’incontro prevede infatti la partecipazione solo di relatori ben conosciuti su Climalteranti per aver già espresso tante tesi sbagliate sul cambiamento climatico. Sono più o meno sempre loro, un po’ invecchiati, riuniti per promuovere l’imbarazzante libretto “Clima, basta catastrofismo. Riflessioni scientifiche sul passato e sul futuro”, recentemente pubblicato dalla minuscola casa editrice  XXImoSecolo, una raccolta di saggi scritti dagli stessi relatori: Continua a leggere…


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28 Ottobre 2018

Fa caldo sul Serio: l’aumento della temperatura nei fiumi alpini

Categorie: Acqua, Fiumi, Impatti  -  Postato da: 

Un incremento delle temperature nei torrenti e fiumi alpini, in risposta alle elevate temperature dell’aria, mette a repentaglio le specie fluviali più delicate, soprattutto i salmonidi. Si riporta qui il caso del Serio, fiume bergamasco studiato dal personale del Climate-Lab del Politecnico di Milano in collaborazione con l’Università degli Studi Milano-Bicocca.

Nei fiumi e nei torrenti montani, gli ecosistemi sono potenzialmente soggetti a rischi in risposta ai cambiamenti climatici.

Da un lato, la potenziale variazione dei deflussi in alveo, in risposta alle variazioni climatiche, può contribuire a modificare la qualità degli habitat fluviali.

Dall’altro, il probabile aumento delle temperature potrebbe condurre a regimi idro-termici non sostenibili per la fauna ittica ed in generale per tutti gli organismi acquatici.

Alcuni studi recenti hanno indagato gli effetti che la temperatura dell’acqua può avere sugli organismi acquatici, sullo sviluppo embrionale, sulla capacità di nutrirsi, di crescere e di vivere.

Da un lato, i limiti di temperatura regolano la sopravvivenza e distribuzione delle specie. Gli individui di ogni specie ittica sopravvivono entro un range di temperatura, delimitato da soglie superiori ed inferiori. Tali limiti non sono in genere definiti da una temperatura fissa, ma da una temperatura di acclimatamento dipendente dalle condizioni locali. Tuttavia, valori superiori ai 20 °C sono in genere da considerare critici.

Dall’altro lato, malattie specifiche possono essere collegate alle alte temperature. Nelle Alpi europee si sta diffondendo rapidamente la malattia proliferativa renale, meglio conosciuta come PKD (Proliferative Kidney Disease). Innescata da parassiti presenti nei macro-invertebrati acquatici predati dai Salmonidi, viene considerata una delle più serie e dannose patologie dei Salmonidi stessi, in Europa e Nord America. Si tratta di una malattia sistemica ad andamento stagionale, caratterizzata da un anomalo ingrossamento del rene e della milza, spesso mortale per il pesce. Continua a leggere…


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19 Ottobre 2018

Principi per una comunicazione efficace e per il coinvolgimento dei cittadini sul cambiamento climatico

Categorie: Comunicazione  -  Postato da: 

Con grande piacere Climalteranti presenta la traduzione in italiano del manuale “Principles for effective communication and public engagement on climate change – A Handbook for IPCC authors”, realizzato da Climate Outreach (uno dei massimi esperti europei in comunicazione del cambiamento climatico) su incarico dell’IPCC.

Pur se il manuale è stato pensato per gli autori dei rapporti IPCC, i suggerimenti del rapporto sono utilissimi per tutti quanti vogliano migliorare la propria comunicazione sul tema del cambiamento climatico. Pur avendo una solida base teorica, è un manuale con una forte impronta pratica, per essere applicato alle situazioni reali, per la preparazione di una presentazione ad una conferenza o per una discussione con una comunità locale.

Come scrive nell’introduzione la Dr.ssa Roz Pidcock, Responsabile della comunicazione IPCC-WG1, “Decenni di iniziative mirate a sensibilizzare l’opinione pubblica e stimolare l’impegno dei cittadini hanno abbondantemente dimostrato che la comunicazione sul cambiamento climatico non si fa da sé. Continua a leggere…


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12 Ottobre 2018

Perché conviene limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C

Categorie: Impatti, Scenari, Temperature  -  Postato da: 

Una introduzione alla “Sintesi per i decisori politici” dello Special Report IPCC che ha evidenziato il quadro di riferimento e le azioni integrate di mitigazione e adattamento utili al fine di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 °C rispetto i livelli preindustriali.

Come anticipato in un post precedente, l’8 Ottobre è stato pubblicato on-line sul sito dell’IPCC (Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici) il Rapporto Speciale “Riscaldamento globale di 1,5 °C”, con il lungo sottotitolo “un rapporto speciale dell’IPCC sugli impatti del riscaldamento globale di 1,5 °C rispetto ai livelli del periodo pre-industriale e i relativi percorsi di emissioni di gas serra, in un contesto di rafforzamento della risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici, allo sviluppo sostenibile, e agli sforzi per sconfiggere la povertà”.

Commissionato dall’UNFCCC a supporto dei prossimi passi dell’azione internazionale coordinata sul clima inquadrata dall’Accordo di Parigi, questo testo si propone come un riferimento per tutti i livelli delle decisioni negoziali future.

Composto in tutto da 729 pagine, senza contare le tre di sintesi per la stampa, le appendici e l’utile glossario, il Rapporto copre tutti i principali temi legati ai cambiamenti climatici, nella prospettiva di un aumento di temperatura che “sta per avvenire” nei prossimi decenni. Continua a leggere…


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9 Ottobre 2018

Comunicare minacce e opportunità per il cambiamento climatico

Categorie: Comunicazione  -  Postato da: 

Sono aperte fino al 15 ottobre le votazioni per il Premio “Best Climate Solution, che per il 2018 ha come argomento “Comunicare minacce e opportunità per il cambiamento climatico”.

Il premio, frutto di un’iniziativa del Centro Euromediterraneo per i cambiamenti climatici, sarà assegnato da una combinazione dei risultati delle votazioni online e della valutazione della giuria internazionale di esperti.

45 sono le proposte selezionate per la fase finale. Le linee guida per il voto sono qui

Le quattro proposte italiane che è possibile votare sono:

A qualcuno piace caldo, una conferenza-spettacolo in cui il racconto scientifico è affiancato da immagini, animazioni scientifiche, musica jazz e video (qui il sito originale)

Progetto Scuola, un progetto di Italian Climate Network si rivolge alle scuole secondarie di primo e secondo grado, allo scopo di proporre un programma incentrato sulla questione dei cambiamenti climatici (qui il sito originale)

Communication at UN Climate Talk, iniziativa dei giovani dell’Italian Climate Network di informazione live dai negoziati UNFCCC (qui l’esempio di quanto fatto alla COP23 di Bonn)

Climate Art Project, una serie di iniziative artistiche di grandi dimensioni che hanno avuto luogo in diverse città europee (qui il sito originale)

Le altre 41 proposte sono qui. Buon voto!


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2 Ottobre 2018

Cosa aspettarsi dall’imminente Rapporto speciale dell’IPCC su 1,5 gradi di riscaldamento globale?

Categorie: IPCC, Scienza  -  Postato da: 

L’8 ottobre sarà pubblicato il Rapporto Speciale dell’IPCC sul “Riscaldamento globale di 1,5 °C”, il testo più importante dell’anno per quanto riguarda la scienza del clima e le azioni di riduzione delle emissioni di gas climalteranti. Facciamo il punto sulle principali questioni su cui il testo potrebbe fare luce.

 

Lunedì 8 ottobre 2018 sarà ufficialmente dato alle stampe e distribuito gratuitamente in Internet  “Global Warming 1.5 °C”, un Rapporto speciale dell’IPCC

“sugli impatti del riscaldamento globale di 1,5 gradi sopra i livelli pre-industriali e i relativi percorsi delle emissioni di gas climalteranti, nel contesto di rafforzare la risposta globale alla minaccia del cambiamento climatico, dello sviluppo sostenibile e degli sforzi per sradicare la povertà”.

Prodotto dai più competenti scienziati che, nelle diverse discipline, si occupano di cambiamenti climatici in tutti i loro aspetti (mitigazione, adattamento, politiche economiche e sociali, ecc.), il Rapporto  sintetizza la recente letteratura scientifica a beneficio dei decisori politici, economici e sociali.

Perché è tanto importante? In una battuta, perché quando il prossimo rapporto “ordinario” dell’IPCC vedrà la luce (nel 2023), è probabile che sarà già stato esaurito il “carbon budget” per mantenere le temperature medie globali al di sotto di 1,5 °C. Una delle questioni affrontate dal rapporto è infatti quante emissioni di gas serra è possibile aggiungere prima che questo accada, in quanti anni questo potrebbe accadere, e se e come potrebbe essere possibile evitarlo. Continua a leggere…


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