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Cinque punti fermi sull’Accordo di Parigi

Per chi da tanti anni lavora sul tema del cambiamento climatico, non può che far piacere la grande mobilitazione che si sta registrando a livello mondiale, e anche in Italia. Domenica 29 novembre ci sarà, a Roma come in tantissime altre città, una marcia per il clima, che si annuncia molto partecipata. In queste ultimi giorni in cui le concentrazioni di CO2 nell’atmosfera a Mauna Loa sono inferiori a 400 ppm, del riscaldamento globale si occupano tanti quotidiani, settimanali, radio e televisioni, nonché migliaia di siti web.

Nel frattempo sono uscite decine di analisi interessanti che meriterebbero riflessioni approfondite. Ad esempio, questa magnifica spiegazione interattiva realizzata da Carbon Brief sugli aspetti salienti dell’accordo di Parigi, questo articolo su Science, la sintesi dell’UNFCCC sugli INDC, le analisi del PBL e dell’UNEP o questa intervista al ex co-chair del WG3 dell’IPCC, Ottmar Edenhofer.
Come fatto per tante altre COP, forniamo qui di seguito un riassunto basilare su cinque punti fermi che possono aiutare a capire gli aspetti essenziali dell’accordo di Parigi. Il rischio che la conferenza fallisca interamente, finendo per non approvare nulla al di fuori delle annuali decisioni di ogni COP, sembra al momento molto basso.

Molti paesi a bordo
L’accordo di Parigi prevede impegni comuni (per tutti i Paesi o quasi) ma differenziati, in linea con quanto previsto dall’art. 2 della Convenzione sul Clima. Il Protocollo di Kyoto, che pure è servito in Italia e in Europa per far partire azioni di riduzione delle emissioni e coinvolgere il mondo delle imprese e della società civile, non è formalmente abolito. Continua a valere fino al 2020, purtroppo con coinvolgimento troppo limitato nel numero di nazioni e nei loro impegni.

Un accordo basato sugli INDC
Il documento che uscirà da Parigi sarà la nuova bussola degli sforzi internazionali sul tema del cambiamento climatico dopo il 2020. L’accordo è stato instradato sui binari degli INDC, (ora diventati 153, riguardano 181 Stati, corrispondenti a circa il 95% delle emissioni globali) che ne costituiscono l’ossatura; non sono quindi legittime le attese che a Parigi arrivino degli impegni molto diversi da quelli già dichiarati in questi Contributi promessi stabiliti a livello nazionale. A Parigi si potrebbero invece mettere le basi giuridiche e politiche affinché gli Stati incrementino le loro ambizioni, anche grazie a meccanismi multilaterali approvabili e sviluppabili nelle COP successive.

Un accordo diversamente vincolante
L’accordo di Parigi sarà molto probabilmente un “Protocollo” o un “Trattato”, ma come e quanto sarà vincolante non sarà affatto semplice da capire. L’accordo non sarà legalmente vincolante in tutti i suoi aspetti, ma conterrà diversi tipi di impegni in qualche modo vincolanti (probabilmente quelli procedurali). Il motivo è che ci sono diverse esigenze nazionali (ad esempio per gli Stati Uniti) nel utilizzare definizioni che siano efficaci ed evitino blocchi politici (utili spiegazioni qui e qui).

Molti aspetti in gioco
L’accordo non riguarda solo gli impegni di riduzione delle emissioni di gas serra nel periodo 2020- 2030, ma tante altre questioni come l’adattamento, gli impegni finanziari, il tema del Loss and damage, lo sviluppo ed il trasferimento tecnologico, la trasparenza e i controlli nei dati, i meccanismi di revisione degli impegni.

Un accordo comunque insufficiente
Anche un buon Protocollo di Parigi sarà comunque in ritardo e insufficiente rispetto alle necessità di limitare l’aumento delle temperature globali per “evitare l’interferenza dannosa delle attività umane col sistema climatico” (obiettivo della Convenzione sul Clima). Il suo successo potrebbe essere quello di segnare una nuova ripartenza del negoziato sul clima, un quadro condiviso e duraturo per impegni nazionali e multilaterali che dovranno farsi via via più ambiziosi.

Decisivo sarà come i soggetti pubblici e privati leggeranno l’accordo (ad esempio nel decidere gli investimenti in campo energetico, delle infrastrutture, ecc.).

Se sarà efficace, non farà accantonare il tema del cambiamento climatico, obbligherà invece ad occuparsene sempre di più, con maggiore profondità e decisione.

Se il Protocollo di Parigi sarà sottoscritto alla COP21 diventerà operativo e sarà attuato dal 2020, come delineato e riconfermato nelle decisioni delle precedenti COP. Quindi è sperabile che nei 5 anni che ci aspettano prima del 2020 i Paesi, in particolare i quelli che hanno emesso più gas serra nel passato, come gli Stati Uniti e i Paesi Europei, e quelli che emettono di più negli ultimi anni, come la Cina, possano aumentare gli impegni di riduzione delle emissioni contenuti nei propri INDC.

Effetti degli impegni attuali sulla traiettoria delle emissioni: in griglio scenari senza politiche sul clima, in verde nel centro la traiettoria corrispondente a un livello di impegno di riduzione delle emissioni simile a quello di Parigi, in verde in basso scenari con impegni aumentati. Sulla destra le corrispondenti probabilità di contenere l’aumento delle temperature globali al di sotto dei 2°C (Fonte: Fawcett et al., 2015).

Per seguire la COP da casa suggeriamo innanzitutto il sito dell’UNFCCC, con un hub informativo e una nutrita newsroom, nonché l’ottimo WEBCAST che trasmette in streaming le riunioni plenarie del negoziato, le conferenze stampa i principali side event e molti eventi collaterali.

Altre fonti fondamentali sono i report giornalieri dell’IISD-ENB,  il notiziario ECO del Climate Action Network, con il tradizionale resoconto del Premio Fossil of the Day dedicato a chi ostacola il negoziato; riferimenti utili anche le news della nutrita delegazione dell’Italian Climate Network (che ha anche un bollettino giornaliero – iscrizioni qui) o le cronache dell’Agenzia di Stampa Giovanile.

 

Testo di Stefano Caserini, con contributi di Giacomo Grassi, Valentino Piana e Sergio Castellari.

28 responses so far

28 Responses to “Cinque punti fermi sull’Accordo di Parigi”

  1. Valentinoon Nov 29th 2015 at 14:44

    Oggi a Parigi in strada i funerali del clima: sotto le finestre dell´albergo lunga catena umana per un cambiamento che non sembra mai arrivare, al suono funesto di una banda di ottoni.
    Ma dentro la zona della COP21, dove ora mi trovo, atmosfera serena di ottimismo – poche persone ma tutte sorridenti e disponibili a parlare.

    Dopo la COP15 di Copenhagen dove in una stanza i grandi del mondo si misero a redigere un breve ma ficcante testo di direzione politica, la COP di Varsavia ci aveva messo in uno stadio, dove mille e mille riunioni in contemporanea sembravano perseguire una guerra di trincea nei rivoli incomprensibili di un negoziato infinito, col raggio di sole finale del Meccanismo sul loss and damage ancora adesso terreno conteso.

    Oggi siamo invece in uno spazio lineare, che procede senza interruzioni tra stand di organizzazioni non governative e delegazioni ufficiali, tra luoghi deputati ufficialmente ai negoziati e piccoli ristoranti che forse faciliteranno le cose. Qualche pannello di bosco verticale. Due saloni blindati per la plenaria di domani.

  2. Stefano Caserinion Nov 30th 2015 at 15:04

    Primo impressioni dalla COP21. Davvero molto grande, tantissime cose e tantissima gente

    Ho seguito un side event del Third World Network, a cui hanno partecipato all’inizio anche i capo delegazione della Cina e dell’India.
    Il capo delegazione cinese davanti alla specifica domanda: “Dobbiamo aspettarci dopo questa settimana, un fantastico accordo molto debole? Ha risposto che “C’è tempo per un accordo. Non sarà un accordo perfetto”.
    Nei commenti del TWN mi è sembrato di sentire le stesse cose già sentite a Copenhagen, ad esempio: “C’è un tentativo di smantellare il fondamento della convenzione, e dire che il CBDR è roba del passato, e evitare il problema della responsabilità storica. I PVS non possono raggiungere il picco delle emissioni subito…” “climate finace is climate justice” , ecc

    Mi sembra che il problema principale sia ancora il supporto… ossia i soldi…

    Per il resto la frase che esprime meglio cosa bolle in pentola è: “Abbiamo bisogno di dinamica nell’accordo, non dobbiamo farci bloccare in un accordo con obiettivi poco ambiziosi” (sentita al side event del CAN)

  3. fraon Nov 30th 2015 at 18:12

    Leggo
    https://it-it.facebook.com/matteorenziufficiale che secondo Renzi abbiamo ridotto le emissioni del 23% negli ultimi 20 anni.
    Sbaglio o ha sbagliato di brutto, e la riduzione delle emissioni è stata minore?
    Qui mi sembra che la riduzione è del 15% circa, no?
    https://www.climalteranti.it/2015/09/07/il-ruolo-della-crisi-nella-riduzione-delle-emissioni-nazionali-di-gas-serra/
    Non so a chi chiedere, chiedo a voi
    Grazie

  4. Stefano Caserinion Nov 30th 2015 at 21:30

    L’affermazione “abbiamo ridotto le emissioni del 23% negli ultimi 20 anni” è sicuramente sbagliata. Sulla base dei dati publicati, che arrivano al 2003, la riduzione degli ultimi 20 anni (1994-2013) è del 18% se si considerano gli assorbimenti (detti LULUCF per la precisione) e del 13% se non li si considerano.
    Probabilmente Renzi si riferiva alla riduzione dal 1990 al 2014, 25 anni, in cui potrebbe essere che si arriva al 25%. Mi sembra che nell’intervento di oggi nel Leader event ha parlato di riduzioni dal 1990. Su facebook ha voluto esagerare un po’ accorciando i tempi…
    Il post si riferisce alle sole emissioni energetiche, senza assorbimenti

  5. Valentinoon Dic 1st 2015 at 17:35

    Comunque venire qui a Parigi serve a ribadire che il dibattito si estende, con posizioni differenziate, su oltre cento paesi; concentrarsi su cio che dice Renzi o Obama e’molto riduttivo. Ecco tutti gli statements dei Capi di stato e primi ministri

    http://unfccc.int/meetings/paris_nov_2015/items/9331.php

    Sprovincializziamoci un po’…

  6. Valentinoon Dic 1st 2015 at 17:39

    Il principe Carlo:

    While the planet can survive the scorching of the earth and the rising of the waters, the human race cannot. The absurd thing is that we know exactly what needs to be done; we know we cannot adapt sufficiently to go on as we are, nor can we build ourselves a new atmosphere. To avoid catastrophe we must restrict climate change to less than two degrees, which requires a dramatic reduction in carbon emissions.
    This can be done. We have the knowledge, the tools and the money.
    …. Governments collectively spend more than a trillion dollars every year on subsidies to energy, agriculture and isheries. Just imagine what could be done if those vast sums supported sustainable energy, farming and fishing, rather than fossil fuels, deforestation and overexploitation of the seas

  7. Valentinoon Dic 1st 2015 at 18:03

    Ascoltare i Contact group nei quali si discute paragrafo per paragrafo e’ interessantissimo e mostra nei dettagli come siano articolate (ma a volte anche sfacciate) le posizioni dei vari paesi. Prendiamo l’esempio della finanza.

    Circa 184 paesi hanno presentato i propri INDC, spesso condizionati dalla fornitura di finanza e tecnologie da parte degli altri (come ampiamente accettato in linea di principio da tutti). Per capire quale sia il loro impatto aggregato e’ decisivo sapere se effettivamente tali flussi finanziari (pubblici o privati) arriveranno e quando.
    E’abbastanza logico quindi che vi sia un paragrafo col quale si invitano i paesi sviluppati a mettere nero su bianco i propri contributi (quanto a chi e quando).

    Il testo in discussione e’questo

    Calls on each developed country Party to communicate to the secretariat its INDC on the provision of finance, technology and capacity-building support, including in particular the financial targets and road map for the
    period 2021–2030, as soon as possible and well in advance of COP 22 (by the first quarter of 2016 by those developed country Parties ready to do so), in manner
    that facilitates the clarity, transparency and understanding of the INDCs on the provision of support.

    Poco fa nel contact group che ha discusso della cosa, gli Stati Uniti hanno chiesto di cancellare questo paragrafo, perche, a loro dire, le informazioni sui flussi finanziari non sono oggetto di INDC ma di altri strumenti.

    E quindi il paragrafo e’stato individuato come passabile di cancellazione.

    Non e’quindi vero che i paesi sviluppati non intendono pagare il conto, semplicemente non intendono farlo nei modi e con la trasparenza, tracciabilita e relazione con gli INDC che sarebbe necessario per fare decollare l’azione mondiale.

    E ogni analisi aggregata degli effetti degli INDC, come quella che riportavamo qui

    https://www.climalteranti.it/2015/10/10/dai-148-indc-un-primo-freno-alle-emissioni-globali/

    risulta inevitabilmente tronca, perche molti degli impegni sono condizionati dalla fornitura di finanza e tecnologia sulla quale non vi e ne certezza ne chiarezza.

  8. Valentinoon Dic 2nd 2015 at 12:13

    Per seguire il progresso sui singolo paragrafi del testo del trattato vedete qui
    unfccc.int/meetings/paris_nov_2015/items/9326.php
    che lavorano sul testo del 10 novembre che potete trovare alla pagina dedicata al climate change del nostro Economics Web Institute e che riflettono i contact groups

  9. Valentinoon Dic 4th 2015 at 14:39

    Per confrontare la partecipazione della societa’civile e delle nazioni di Parigi 2015 con Copenhagen 2009, vedete i seguenti documenti
    http://unfccc.int/resource/docs/2015/cop21/eng/misc02p01.pdf

    e

    http://unfccc.int/resource/docs/2009/cop15/eng/misc01p01.pdf

    Nel 2009 c’erano 20 000 partecipanti dalle NGO, oggi a Parigi solo 7000

    Ma i Paesi sono passati da 191 a 196 e soprattutto i loro negoziatori sono oltre 23000, mentre erano 8000. Le parti si sono invertite.

  10. Valentinoon Dic 4th 2015 at 14:42

    I contact group pagina per pagina sono finiti, i facilitatori hanno consolidato i testi e quindi ci troviamo con questa nuova versione del 4 dicembre:

    http://unfccc.int/files/bodies/application/pdf/_adp_bridging_proposal_04dec@1000.pdf

    Tra i cambiamenti rispetto al testo negoziale del 10 nov, nel preambolo e’stata cancellata la frase

    Acknowledging that putting a price on carbon is an important approach for
    the cost – effectiveness of the cuts in global greenhouse gas emissions

  11. Valentinoon Dic 4th 2015 at 14:48

    E’ancora in forse la piu’importante delle caratteristiche delláccorde e cioe che gli INDC vengono aggiornati spesso, il che dato il gap e che e vietato il backsliding (cioe ridurre obietttivi gia- dichiarati) permette di rendere significativamente piu ambiziosa la traiettoria. Ma vi e- ancora nel testo la possibilita che la revisione degli INDC sia molto lenta, cioe allo scadere del loro obiettivo (es. nel 2030):

    10.
    Option 1:
    Successive shall be communicated by Parties after completion of the current implementation cycle

    molto meglio sarebbe
    Option 2:
    Each Party shall [communicate its successive][, update or confirm its]
    ### every five years [on a synchronized basis] [, taking into account the outcomes of the global stocktake referred to in Article 10].

  12. Valentinoon Dic 4th 2015 at 14:50

    Rimane tra parentesi, cioe contesa, la frase:

    A Party may at any time adjust its existing
    ###
    with a view to enhancing its level of ambition [, in accordance with
    the simplified adjustment procedure referred to in Article 19, paragraph 3]. [Adjustments towards lower ambition
    levels may only be communicated in case the [developing country] Party’s e
    fforts are [severely] affected by an
    extreme natural event, economic shock or force majeure.][Developing country Parties may adjust their
    ###
    at their
    discretion depending upon the adequacy and availability of finance, technology development and transfer a
    nd
    capacity -building support.

    dove
    ### si intende INDC o altro acronimo per coprire i Contributi promessi.

  13. Silvia Giannellion Dic 4th 2015 at 15:09

    Segnalo il liveblog del Climate News Mosaic, per seguire in diretta gli aggiornamenti da Parigi e i contributi dal resto del mondo di un team internazionale di giornalisti ambientali.

    Il liveblog è ospitato da un numero di testate che continua a crescere, ma potete anche seguirlo direttamente dalla home page di http://www.climatemosaic.org

    Tutti i contenuti possono essere riutilizzati e diffusi con licenza Creative Commons. Vi invitiamo a seguirci con la speranza che il nostro approccio geolocal posso offrire un panorama il più ampio e accurato possibile sull’andamento dei negoziati.

    Per ospitare il liveblog, gratuitamente, sul vostro sito si prega di scrivere a info[at]climatemosaic.org

    I feedback sono benvenuti

  14. Valentinoon Dic 4th 2015 at 15:14

    Per essere precisi per ### si potra’ intendere, una delle seguenti alternative da scegliere

    ‘###’
    will refer to
    Option 1:
    Nationally Determined Mitigation [Contribution][Commitment] (NDMC)
    Option 2:
    Nationally Determined Mitigation Component of the Contribut
    ion referred to in Article 2bis
    (NDMCC)
    Option 3:
    Mitigation Component of the [Intended] Nationally Determined Contribution (MCNDC)
    Option 4:
    INDC which can be in the form of co-benefits result
    ing from the Party’s adaptation contributions and economic
    diversification plans
    .

  15. Valentinoon Dic 4th 2015 at 15:20

    Un articolo cerca di implementare oltre il preambolo l ‘importanza della partecipazione pubblica e della educazione ambientale:

    Parties shall cooperate in taking measures, as appropriate, to enhance climate change education, training, public awareness, public participation and public access to information, recognizing the importance of these steps with
    respect to enhancing actions under this Agreement

  16. Valentinoon Dic 4th 2015 at 15:22

    Battaglia campale sulla data di entrata in vigore dell’accordo:

    This Agreement shall enter into force on the thirtieth day after the date on which at least [X] [50][55][100] [ the ¾] Parties to the Convention [including
    all Annex I Parties] [and] [or] [on which Parties to the Convention accounting
    for [55][60][70][X] per cent of total [net] global greenhouse gas emissions in [[date][1990][2000][2010][2012]] have deposited their instruments of ratification, acceptance, approval or accession [whichever occurs first, coming into
    effect not earlier than 1 January 2020]][.][, with such Parties to the Convention accounting for X per cent of total
    [net] global greenhouse gas emissions [in [date] [1990][2000][2010][2012]] [but no
    t earlier than 1 January 2020].

  17. Valentinoon Dic 4th 2015 at 15:26

    In fatto di votazioni (non usuali, visto che si lavora per unanimita’) la formula sembra non troppo dissimile da quanto previsto dal Protocollo di Kyoto:

    Parigi

    Parties shall make every effort to
    reach agreement on all matters by consensus. If such efforts to reach consensus have been exhausted and no
    agreement has been reached, a decision shall, as a last resort, be adopted by a three

    fourth
    s majority vote of the
    Parties present and voting

    KP:

    3. The Parties shall make every effort to
    reach agreement on any proposed amendment to
    this Protocol by consensus. If all efforts at
    consensus have been exhausted, and no agreement
    reached, the amendment shall as a last resort be adopted by a three-fourths majority vote of the
    Parties present and voting at the meeting. The adopted amendment shall be communicated by
    the secretariat to the Depositary, who shall circulate it to all Parties for their acceptance.

    Per ulteriori elementi di confronto tra Parigi e Kyoto si veda:

    http://unfccc.int/resource/docs/convkp/kpeng.pdf

  18. Valentinoon Dic 4th 2015 at 15:29

    Un riferimento diretto all’IPCC:

    Requests the Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) to provide a special report [in 2018] [in 2019] on the impacts of global warming of 1.5 °C above pre
    -industrial levels and the global greenhouse gas emission pathways required to achieve the long-term temperature goal.

    In precedenza in una delle frasi tra parentesi quadra vi e’

    Use [common] Intergovernmental Panel on Climate
    Change (IPCC) metrics, guidance and guidelines for the
    estimation of greenhouse gas emissions and removals as agreed by the CMA;

  19. Valentinoon Dic 4th 2015 at 15:35

    Il ruolo degli enti regionali e delle citta’, del settore privato e della societa civile e’ lodato ma non supportato e solo nella cop decision, non nel trattato

    NON-PARTY STAKEHOLDERS
    139.
    Welcomes the efforts of all actors to address and respond to climate change, including those of civil society, the private sector, financial institutions, cities and other subnational authorities;
    140.Invites the actors referred to in paragraph 139
    above to scale up their efforts and support actions to reduce emissions
    and/or to build resilience and decrease vulnerability to the adverse effects of climate change;
    141.
    [
    Also invites
    the actors referred to in paragraph
    139
    above to demonstrate their continued efforts to address climate
    change via the Non-State Actor Zone for Climate Action;
    18
    ]
    142.
    Recognizes the knowledge, technologies, practices and efforts made by local communities and indigenous peoples to address and respond to climate change;

  20. Valentinoon Dic 4th 2015 at 15:51

    Mentre qui si discute, altri programmano centrali a carbone, di cui questo sito tiene il conto in modo molto analitico

    http://endcoal.org/tracker/

    Sara interessante vedere quanti di questi progetti verra cancellato a valle del risultato della COP. Al momento sono ci sono 2440 planned coal plants around the world, totalling 1428GW, which could emit approximately 16-18 percent of the total allowed emissions in 2030 (under a 2°C-compatible scenario, medium range).

    Including existing capacity with a technical lifetime beyond 2030, total emissions from coal-fired power generation could reach 12 GtCO2 in 2030.

    http://climateactiontracker.org/assets/publications/briefing_papers/CAT_Coal_Gap_Briefing_COP21.pdf

  21. Valentinoon Dic 4th 2015 at 15:59

    L’importanza di cicli brevi e aggressivi di INDC via via piu’ambiziosi e’evidenziata da Climateinteractive

    https://www.climateinteractive.org/project-news/press-release-with-an-ambitious-review-cycle-offers-to-paris-climate-talks-could-limit-warming-below-2c/

    Success requires stronger, longer term INDCs pledged in 2020. Nations can build on the offers they have made to the Paris climate talks to reduce greenhouse gas emissions and limit projected warming to 1.8°C.

  22. Valentinoon Dic 4th 2015 at 17:57

    Per quanto riguarda i partecipanti (lista completa), ci sono 4 pdf di seguito
    http://unfccc.int/resource/docs/2015/cop21/eng/misc02p01.pdf
    http://unfccc.int/resource/docs/2015/cop21/eng/misc02p02.pdf
    http://unfccc.int/resource/docs/2015/cop21/eng/misc02p03.pdf
    http://unfccc.int/resource/docs/2015/cop21/eng/misc02p04.pdf

    I primi sono Parties, gli ultimi sono NGO, ricercatori, ecc.

  23. Stefano Caserinion Dic 5th 2015 at 08:56

    Grazie Valentino per gli ottimi e precisi resoconti, oggi in particolare è un giorno decisivo.

    I side event sono molto interessanti e racconteremo qalcosa nei prossimmi post.
    Anticipo il suggeriemento a visitare questa pagina del sito di Climate Analythics, dove anno alcune valutazioni interessanti sulla differenza fra gli impatti in un mondo con +1,5 e 2°C di aumento di temperatura http://climateanalytics.org/hot-topics

  24. Valentinoon Dic 8th 2015 at 19:14

    Naturalmente non tutto è “punto fermo”, ci sono ancora molte alternative interessanti che potrebbero cascare del tutto sulla base dell’impuntatura di qualcuno. Tra queste segnalo che nel testo

    http://unfccc.int/resource/docs/2015/adp2/eng/l06r01.pdf

    si supererebbe il classico obiettivo dei due gradi a vantaggio di una di due alternative: 1,5 gradi o “ben sotto i due gradi”.

    Testualmente:

    Parties agree to take urgent action and enhance cooperation and support so as:
    (a) To hold the increase in the global average temperature [below 1.5 °C] [or] [well below 2 °C] above preindustrial levels by ensuring deep reductions in global greenhouse gas [net] emissions;

    Io spero che regga almeno una di queste opzioni (per la rabbia dei produttori di fossil fuel e degli scienziati che li aiutano, sostenendo che è impossibile). Naturalmente, facile che invece salti e si torni a due gradi.

    Per la cronaca, vi è una differenza importantissima sul mondo nei due casi (2 gradi o 1,5), come appunto giustamente segnala e linka Stefano.

  25. Valentinoon Dic 9th 2015 at 11:12

    Il lavoro del Comité de Paris, di natura più politica rispetto ai negoziatori “parola per parola” dei contact group della scorsa settimana, viene riferito in documenti pubblici, in alcuni casi con elementi di sostanza. Ad esempio sul piano dell’obiettivo in gradi, viene riportato che:

    On the long-term temperature goal, we have identified a will by most Parties to somehow reflect the 1.5 °C temperature limit in the Purpose of the Agreement. We see three possibilities:

    o One possibility would reaffirm the below 2 °C limit, but also contain some language recognizing the importance of the 1.5 °C limit.

    o A second would strengthen the below 2 °C limit to well below 2 °C, and scale up global efforts to limit warming below 1.5 °C.

    o A third possibility would have below 1.5 °C as the temperature limit, with an accompanying provision related to sustainable development, the means of implementation, equity and food security.

    Questa è la risposta al seguente task dato dai facilitatori:

    We asked all groups the same five questions to gain a more in depth
    understanding of perspectives and potential convergences, on the following
    themes:

    o framing of a possible reference to a 1.5 degree limit that would
    accommodate all positions in an acceptable way;

    vedete le altre quattro questioni qui

    https://unfccc.int/files/adaptation/application/pdf/ambition.pdf

  26. Valentinoon Dic 9th 2015 at 15:39

    Nel testo del Presidente della COP distribuito ai Ministri due ore fa, la formulazione è la seguente:

    The purpose of this Agreement is to [enhance the implementation of the Convention and to achieve its objective] [further implement the objective of the Convention set out in its Article 2 [through enhanced action, cooperation and support]] so as:
    (a) To hold the increase in the global average temperature to

    Option 1: below 2 °C above pre-industrial levels,

    Option 2: well below 2°C above pre-industrial levels [and to [rapidly] scale up global efforts to limit temperature increase to below 1.5 °C] [,while recognizing that in some regions and vulnerable ecosystems high risks are projected even for warming above 1.5 °C],

    Option 3: below 1.5°C above pre-industrial levels, taking into account the best available science, equity, sustainable development, the need to ensure food security and the availability of means of implementation, by ensuring deep reductions in global greenhouse gas [net] emissions;

    Compare quindi l’ipotesi, prima non presente, di mantenere l’obiettivo dei due gradi secco, mentre vengono altamente articolate le altre due.

  27. Valentinoon Dic 10th 2015 at 08:24

    Si lavora di notte a tappe forzate verso un accordo!
    Le modalità di lavoro sul testo rilasciato ieri pomeriggio sono le seguenti:

    Starting as of midnight, open-ended Indaba-type consultations on Differentiation, Support and Ambition, chaired initially by Minister Fabius, and later by Ambassador Tubiana (meeting room La Rhône; overflow rooms Le Rhin, La Garonne)

    In parallel, open-ended informal consultations on Loss and Damage (midnight – 1 am); Cooperative approaches and mechanisms (1-2 am) ; Forests (2-3 am) and the Preamble (3-4 am); these will involve the corresponding facilitating ministers and will be coordinated by Minister Manuel Pulgar Vidal, President of COP 20 (meeting room Le Maroni).

    The President announced his intention to issue a new revised text in the afternoon of Thursday, 10 December.

    The President also proposed that the Comité de Paris pass on to the Open-ended Group of Legal and Linguistic Experts a limited number of “clean” articles of the Draft Paris Outcome for the mandatory legal and linguistic review, namely draft articles 12 to 26, with the exception of draft articles 15, 18 and 19.

  28. Riccardo Reitanoon Dic 10th 2015 at 08:44

    Vediamo cosa verrà per i punti critici, ma comunque almeno stavolta sembra esserci davvero l’intenzione di chiudere l’accordo. Avremo di che sbizzarrirci sugli aspetti scientifici e/o politici del risultato.


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