I grafici pubblicati da Franco Battaglia su La Verità mostrano valori sballati, che nascondono l’aumento reale delle temperature: sono queste le ultime armi di chi nega la realtà del riscaldamento globale.

Una seconda ondata di calore con temperature da record dopo la prima di fine maggio ha colpito nuovamente l’Europa occidentale e centrale alla fine di giugno, con centinaia di record mensili battuti nella sola Francia [1]. Record assoluti sono stati battuti in Germania, Danimarca, Repubblica Ceca e Ungheria [2]. Secondo un’analisi del World Weather Attribution [3], il consorzio internazionale specializzato nell’attribuzione rapida degli eventi meteorologici estremi, nel 1976 – anno in cui già furono stabiliti alcuni dei precedenti record europei – temperature come quelle registrate nel giugno 2026 sarebbero state praticamente impossibili da osservare in quel mese ed estremamente improbabili persino in qualsiasi altro periodo dell’anno. Analogamente, nel 2003, anno della prima grande ondata di calore di questo secolo, temperature massime diurne di tale entità sarebbero state circa dieci volte meno probabili rispetto a oggi, mentre temperature minime notturne come quelle registrate nel giugno 2026 sarebbero state oltre cento volte meno probabili. L’aumento delle temperature è, ormai senza ombra di dubbio, da attribuire alle emissioni antropiche [4].
Mentre la stragrande maggioranza delle persone è comprensibilmente preoccupata per l’intensificarsi delle ondate di calore, c’è ancora chi nonostante tutto tende a minimizzare il fenomeno: frasi come “Ha sempre fatto caldo, è estate” sono diventate ormai uno dei mantra del negazionismo climatico.
Tra i climatologi improvvisati che hanno animato il dibattito in questi giorni spicca un nome già ben noto ai lettori di Climalteranti: Franco Battaglia [5]. Nonostante sia già stato autore di un numero record di errori e sciocchezze sul tema, e nonostante non possieda una formazione specialistica, un’attività di ricerca né pubblicazioni scientifiche nel campo della climatologia o anche più in generale delle tematiche ambientali, in una trasmissione televisiva nazionale [6] Battaglia è stato addirittura presentato come climatologo.
Anche nei suoi più recenti articoli pubblicati su “La Verità”, Battaglia propone alcuni grafici relativi alle stazioni meteorologiche di Milano Linate e Bordeaux [7–8]. Lasciando ad un altro post le manipolazioni nell’esposizione dei dati di Milano Linate, è interessante vedere il caso dell’articolo pubblicato martedì 30 giugno su La Verità, in cui è stato sostenuto che l’aumento delle temperature di Bordeaux sia “minimo e costante”.

Figura 2: Grafico di Battaglia per la stazione di Bordeaux. Da La Verità del 30 giugno 2026
In realtà, analizzando i dati della stazione di Bordeaux si trova un quadro molto diverso da quanto descritto nel grafico pubblicato, riportato in Figura 2.
Innanzitutto, il grafico delle temperature massime annuali viene rappresentato con un asse verticale che si estende addirittura da −30 °C a +50 °C, un intervallo privo di qualsiasi significato climatologico per una località del sud-ovest della Francia. Una scala così ampia appiattisce inevitabilmente qualsiasi tendenza, inducendo il lettore a percepire una sostanziale stabilità delle temperature. Si tratta quindi di una tecnica di manipolazione grafica per cercare di minimizzare l’aumento delle temperature.
Nell’articolo Battaglia scrive che “il riscaldamento comporta, ogni circa 10 anni, un aumento medio di 0.04 gradi della temperatura massima, e uno o due giorni in più con temperature superiori a 30 gradi”, ma entrambi questi dati sono sbagliati.
È stato chiesto a Battaglia di fornire il set di dati da lui utilizzato, per un confronto, ma non è stata fornita alcuna risposta. Scaricando i dati indicati dalla fonte indicata nell’articolo su La Verità, i dati Meteostat [9], e analizzandoli con criteri statistici rigorosi (Figura 3), il risultato restituisce un quadro sensibilmente diverso da quello suggerito nei suoi articoli anche per quanto riguarda le temperature massime annuali.
Per quanto riguarda le temperature massime annuali, la nostra analisi conferma l’esistenza di una tendenza crescente, ma ne stima un’intensità ben superiore: circa 0,1 °C all’anno, ossia 1 °C per decennio. Si tratta di un valore estremamente elevato e statisticamente significativo, come confermato dal p-value della regressione, che testimonia un chiaro cambiamento del clima della città francese. Inoltre, utilizzando un intervallo appropriato per l’asse delle ordinate, la pendenza della serie emerge con immediatezza, senza essere artificialmente appiattita dalla scelta di una scala eccessivamente ampia.
Le discrepanze diventano ancora più evidenti analizzando il numero di giorni con temperatura massima superiore a 30 °C. Nel grafico di Battaglia il massimo dei valori è limitato a 30 giorni, relativo al famoso 2003, mentre i picchi del 2022 e del 2025 risultano troncati. Questo porta inevitabilmente a sottostimare la tendenza: Battaglia stima un aumento di circa un giorno ogni sette anni, mentre la nostra analisi indica un incremento di circa quattro giorni per decennio, anch’esso altamente significativo dal punto di vista statistico. Si tratta, ancora una volta, di una differenza sostanziale.

Figura 3: Andamento del massimo annuale della temperatura massima e del numero di giorni con temperatura massima superiore a 30 °C nel periodo di studio. (A) Massimo annuale della temperatura massima e relativa retta di tendenza; (B) numero annuale di giorni con temperatura massima superiore a 30 °C e relativa retta di tendenza. Le tendenze sono state stimate mediante il metodo non parametrico di Theil–Sen, mentre la loro significatività statistica è stata valutata mediante il test non parametrico di Mann–Kendall.
Va inoltre osservato che Battaglia include nella regressione anche il 2026, scelta che abbiamo mantenuto nella figura solo per garantire un confronto coerente tra le due analisi. Tuttavia, essendo il 2026 ancora in corso e la stagione estiva tutt’altro che conclusa, il dato è inevitabilmente incompleto e non dovrebbe essere utilizzato per stimare una tendenza climatica. Escludendo il 2026, il trend aumenta ulteriormente.
L’entità della manipolazione è evidente se si confrontano le due serie di dati: nei dati reali i picchi del 2003, del 2022, del 2024 spiccano nella loro gravità.

Figura 4: Numeri di giorni con temperature superiori a 30°C a Bordeaux: confronto fra il grafico pubblicato da La Verità (in rosso) e il grafico basato sui dati reali (in blu).
Questi aumenti di temperatura massima registrati a Bordeaux si inseriscono in un quadro ben più ampio, caratterizzato da un aumento dell’intensità, della frequenza e della durata delle temperature estreme e delle ondate di calore [10–11–12].
Si tratta di un’evoluzione prevista da tempo dalla comunità scientifica [13]. Non sorprende quindi che gli studi di attribuzione rapida riescano oggi a mostrare con chiarezza come le recenti ondate di calore sarebbero state estremamente improbabili, o addirittura impossibili, in assenza della forzante climatica di origine antropica. Parallelamente, l’impatto sanitario di questi eventi è ormai ben documentato: diversi studi hanno stimato in centinaia di migliaia i decessi associati alle grandi ondate di calore del 2003, del 2022 e del 2023 [14–15–16].
Non possiamo sapere se Battaglia abbia commesso errori nei calcoli o se abbia deliberatamente manipolato i dati. Possiamo però affermare con certezza che i grafici da lui presentati non solo contraddicono le conclusioni che vorrebbe trarne, ma risultano anche errati, sottostimando in modo significativo l’aumento delle variabili considerate.
Il vero problema di questa vicenda, però, non è tanto la continua improvvisazione di competenza e i dati sballati forniti da Battaglia, che non sorprendono. Il problema risiede in quei mezzi di informazione che, ritenendo i propri lettori incapaci di senso critico, continuano ad affrontare la problematica in maniera superficiale, senza la reale volontà di fare chiarezza, preferendo a pareri e dati scientificamente solidi a un contraddittorio basato sullo scontro e animato da ospiti non competenti. Sarebbe invece opportuno che i media, specialmente quelli di copertura nazionale, contribuissero molto più di quanto stanno facendo al confronto su come attuare la sempre più urgente mitigazione del riscaldamento globale di origine antropica e l’adattamento delle nostre città a temperature e ad eventi meteorologici rispettivamente ben più elevate ed intensi rispetto al passato.
Testo di Roberto Ingrosso, con il contributo di Stefano Caserini, Mario Grosso e Simone Casadei