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L’incertezza non è nostra amica

Breve resoconto del tour di Michael Mann in Italia

 

La festa per il decennale di Climalteranti ha avuto un ospite d’eccezione, Michael Mann, che ha partecipato ad un dibattito con i membri del Comitato Scientifico aperto al pubblico. Michael è stato molto disponibile e cordiale, e la discussione è stata meno formale delle occasioni convenzionali quali seminari e convegni. Si è parlato tanto di clima, del futuro di Climalteranti (su cui torneremo in uno dei prossimi post), ma anche della situazione politica statunitense, Donald Trump, Scott Pruitt (fino a poco tempo fa a capo dell’Agenzia per la Protezione Ambientale Americana, ora sostituto), Jerry Brown (attuale governatore della California), di cucina italiana e di musica (ad esempio di questa canzone di Renato Carosone presente nel film Il Talento di Mr. Ripley).

Visita in bicicletta alla città di Lodi. Da sinistra: Paolo Gorini (statua), Mario Grosso, Michael Mann, Gabriele Messori, Sylvie Coyaud, Stefano Caserini, la chiesa di San Francesco a Lodi.

 

Un momento del dibattito con i membri del Comitato scientifico di Climalteranti. Da sinistra: Valentino Piana, Giacomo Grassi, Mario Grosso, Michael Mann, Gabriele Messori, Sylvie Coyaud, Federico Brocchieri, Stefano Caserini (dietro la macchina fotografica: Daniele Bocchiola). Le mazze da Hockey sono state reperite grazie ai supporter dell’Amatori Wasken Lodi, che ha vinto gli ultimi due campionati italiani di Hockey su pista.

 

 

Il giorno successivo c’è stato un dibattito molto partecipato alla festa di Radio Popolare, presso l’Ex OP Paolo Pini. La registrazione, si può ascoltare qui, mentre qui è disponibile l’intervista a Mann nella trasmissione Le Oche condotta da Sylvie Coyaud e Filippo Bettati.

 

 

Il video dell’intervento di Michael Mann al Politecnico di Milano “The monumental challenge of climate change after the Paris Agreement” è disponibile sulla pagina del corso di Studi per l’Ingegneria per l’Ambiente e il territorio, dove è anche possibile scaricare i file delle presentazioni dei relatori.

 

 

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Ci sarebbe molto da dire su quanto discusso con Michael Mann nei vari incontri, fra cui anche quelli al Muse di Trento, a Ca Foscari a Venezia e al Collegio Carlo Alberto di Moncalieri (qui il resoconto su Nimbus).

Un aspetto chiaro negli interventi di Michael Mann è come la conoscenza della scienza del clima comporti inevitabilmente un senso di urgenza per quanto riguarda sia l’azione contro il cambiamento climatico che quella contro la disinformazione che ancora oggi cerca di posticiparla. Vista la situazione delle temperature, delle calotte glaciali, della circolazione della corrente termoalina, è azzeccata la definizione di “madhouse” data da Mann al nostro mondo che ancora oggi cerca di contrastare il cambiamento climatico poco e male.

Un altro tema dibattuto è stato il pericolo dell’affidarsi all’incertezza per rimandare interventi in grado di frenare cambiamenti così veloci o di limitarne le conseguenze. Se si guarda la storia della scienza del clima, le proiezioni fatte in passato si sono rivelate molto spesso ottimiste, e l’iniziale incertezza si è risolta in maggiori motivi di preoccupazione. Ad esempio, visti i dati più recenti sulla fusione delle calotte polari e sui modelli che ne interpretano la dinamica, è indubbio che le proiezioni attuali sul livello del mare siano molto superiori a quelle contenute in tutti i precedenti rapporti dell’IPCC: “Se 5 anni fa mi aveste chiesto quanto sarebbe stato l’aumento del livello del mare alla fine di questo secolo avrei detto 1 metro, oggi vedo più probabile un innalzamento di 2 metri”, ha detto Mann. Non possiamo più sperare di affidarci all’incertezza, alla mancanza di una comprensione completa dei fenomeni, come troppo spesso fatto in passato: “L’incertezza non è nostra amica” è stata la sintesi efficace usata da Michael Mann.

One response so far

One Response to “L’incertezza non è nostra amica”

  1. homoereticuson Lug 26th 2018 at 16:42

    “Un altro tema dibattuto è stato il pericolo dell’affidarsi all’incertezza per rimandare interventi in grado di frenare cambiamenti così veloci o di limitarne le conseguenze”

    l’unica grande certezza inscalfibile sembra essere il BAU,
    non ci resta che sperare che davvero Mann e tutti gli altri si stiano sbagliando di grosso, diversamente la vedo davvero dura e, sopratutto calda, molto calda.

    http://www.repubblica.it/economia/rapporti/energitalia/sostenibilita/2018/07/18/news/calano_gli_investimenti_in_rinnovabili_risalgono_le_fonti_fossili_preoccupante_per_sicurezza_e_clima_-202063270/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P10-S1.6-T1

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