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Raggi cosmici oscillazioni zonali come fosse antani

Nell’intervento in un TedX a Bologna, Teodoro Georgadis ha affermato che nei prossimi 30-35 anni le temperature potrebbero diminuire a causa della variazione dell’intensità dei raggi cosmici che raggiungono la terra. La tesi è priva da tempo di credibilità scientifica, ma è l’unico appiglio per un discorso confuso e retorico, il cui scopo sembra quello di propagandare la presenza di diverse teorie sull’attribuzione del riscaldamento globale in corso.

 

“Riscaldamento Globale di Natura Antropica?”, questo il titolo dell’intervento di Teodoro Georgiadis, Primo Ricercatore all’Istituto di Bioeconomia del CNR di Bologna, al TEDxBologna del novembre 2019.

Non sorprende il punto di domanda nel titolo, che mette in discussione la responsabilità delle attività umane sul riscaldamento globale. Georgiadis già in passato aveva proposto dubbi su aspetti importanti della scienza del clima, sostenendo l’esistenza di presunti errori nell’elaborazione dei dati delle temperature globali, grazie ai quali il riscaldamento globale potrebbe non esserci stato, o addirittura sull’inaffidabilità della “rete climatica globale”, o rivolgendo critiche generiche alla modellistica climatica.

Siamo quindi andati a vedere le argomentazioni di tipo scientifico proposte in questo intervento.

“Maggior parte” o “quasi totalità”?

All’inizio si trovano diverse affermazioni un po’ generiche sulla scienza del clima, ad esempio “si è sviluppata una disciplina che non è la scienza del clima ma è la scienza del cambiamento climatico…”,  “…qualcuno dice che è una religione…”, “è una scienza se ha delle parametrizzazioni, delle formule”. In realtà la “scienza del cambiamento climatico” altro non è che un aspetto della scienza della climatologia; Per secoli la climatologia è stata una scienza descrittiva e in massima parte statica, il concetto scientifico di cambiamento climatico si è affermato quando la disponibilità di dati nelle tre dimensioni spaziali, e l’utilizzo di equazioni della dinamica e della termodinamica (proprio le parametrizzazioni e le formule citate) hanno permesso di descrivere la variabilità nel tempo e nello spazio del clima, in ragione di forzanti interne ed esterne quali quelle antropogeniche o naturali, mentre in precedenza il clima era quasi una semplice coordinata geografica al più modificabile in tempi geologici (si veda al riguardo Heymann, M. (2010) The evolution of climate ideas and knowledge).

Ci sono poi affermazioni arbitrarie, come quella secondo cui l’equazione del clima esiste ed è la formula che lega l’aumento di temperatura alla sensibilità climatica… (in realtà di equazioni importanti ce ne sono tante altre).

In modo non inaspettato, viene proposta la tesi dell’esistenza di diverse scuole di pensiero sul tema dei cambiamenti climatici “La scienza è rappresentata da un momento centrale…, ma ha bisogno di spazio intorno a questo momento centrale per inserire nuova conoscenza…”, “…la maggior parte della comunità scientifica aderisce alla teoria” secondo cui sono i combustibili fossili a riscaldare il pianeta tramite l’aumento della CO2.

Non è “la maggior parte” della comunità scientifica che sostiene l’attribuzione del riscaldamento globale all’aumento della CO2 fossile: è la quasi totalità della comunità scientifica, le eccezioni sono pochissime e insignificanti dal punto di vista della produzione scientifica nel settore. Le scoperte sul bilancio radiativo e sul comportamento ottico dei gas serra risalgono a poco dopo la seconda metà dell’Ottocento, e si sono definitivamente affermate tra le due guerre mondiali.

Solo indizi?

Un’altra affermazione scientifica sbagliata è quella secondo cui la teoria del riscaldamento globale causata dalle attività umane “è un meccanismo indiziario… la pistola fumante sarebbe un riscaldamento che noi dovremmo verificare in una zona della alta troposfera. Abbiamo condotto esperimenti e misure, e abbiamo trovato risultati che talvolta erano contrastanti; quest’anno sembra in un lavoro pubblicato in una rivista di grande prestigio sembra che si sia trovato questo indicatore… quindi una teoria molto omogenea che raccoglie un grande consenso che potrebbe finalmente vedere l’effetto fondamentale verificato”.

A supporto dell’attribuzione antropogenica del riscaldamento globale non ci sono solo indizi, ma tante prove, che spaziano dalla fisica dell’atmosfera alla paleoclimatologia. La storia del mancato riscaldamento dell’alta troposfera è molto vecchia, su Climalteranti ce ne siamo occupati diverse volte, ad esempio nel 2017 e nel 2014.  Quel riscaldamento è stato confermato nel 2017, nel 2018, nel 2019 e anche nel 2020.

Ancora i raggi cosmici!

Dopo la sacrosanta affermazione secondo cui “nella scienza esiste sempre la necessità di una dose di scetticismo”, Georgiadis si sbilancia proponendo una vera e propria tesi alternativa: “Gruppi di ricercatori stanno per ogni fenomeno anche verificando ipotesi alternative, per esempio, per quello che riguarda il cambiamento del regime precipitativo e l’aumento della frequenza delle onde di calore… si può ipotizzare una variazione della circolazione zonale oppure altri fenomeni legati a fenomeni di oscillazione dell’atmosfera su scale annuali e multidecali che potrebbero giustificare … Diciamo che questa teoria antagonista a quella del riscaldamento globale riguarda solo una piccola parte della teoria del riscaldamento globale… Una teoria alternativa esiste, ed è una teoria che lega le nubi, un grande modulatore del sistema climatico,  con raggi cosmici e l’attività solare … Valentina Zharkova ha pubblicato su riviste di prestigio, stiamo parlando di scienza.

La tesi dell’influenza dei raggi cosmici è una delle tesi più studiate e confutate della scienza del clima (si veda questo nostro post del 2009) e questi post su Realclimate,   Skeptical Science e New Scientist. I lavori della ricercatrice russa in realtà sono stati ritrattati, o confutati da tempo  (vedi qui, qui, qui, qui e qui).


Georgiadis sembra non saperlo per cui ripropone la bufala del raffreddamento incombente: “L’ipotesi è quella che i prossimi cicli siano caratterizzati da una bassa attività solare … si va quindi verso il raffreddamento … il bello di questa teoria è che si falsifica in breve tempo… è una previsione che dovrebbe iniziare a dare luogo a degli effetti a partire dall’anno prossimo… durerebbe una trentina d’anni, 30-35 anni di raffreddamento… preparerebbe il mondo in una maniera molto diversa da quella che stiamo percependo oggi”.

 

L’anno prossimo! Che combinazione… questa teoria dei raggi cosmici, che ha più di 20 anni, potrà essere confermata solo l’anno prossimo! Eppure, nella slide proiettata da Georgiadis (vedi figura) c’è scritto “2014 inizio Little Ice Age”. Ma allora quando inizia questo raffreddamento, nel 2021 o nel 2014? Quanto al periodo di 30 anni di raffreddamento globale annunciati da Zharkova, probabilmente sarà rimandato al 2030 -2060, quando l’attività solare resterà minima invece di aumentare come da previsioni della NOAA.

Il finale zeppo di condizionali è inevitabilmente inconsistente:  “Se fosse vera questa teoria che non è alternativa ma si può accompagnare a quella del cambiamento climatico”, secondo Georgiadis, “avremmo più tempo a disposizione…, avremmo una riconciliazione fra chi crede prevalentemente al cambiamento climatico dovuto all’uomo e chi crede a quello naturale… Potremmo riconsiderare questa teoria in modo da pensare che il futuro sia diverso…”.  Se fosse vera… certo… il problema è che è sicuramente falsa.

La conoscenza è fondamentale: ben detto

Il talk finisce con un predicozzo ai giovani che vogliono cambiare il mondo: “per cambiare il mondo ci vogliono tre ingredienti: la responsabilità, la sobrietà e il sapere le cose” (applauso del pubblico), e con l’invito ad “aggiungere gocce di speranza”.

Eh sì, la conoscenza è fondamentale, ed è una cosa che andrebbe ricordata prima di parlare in un Ted Talk. Perché Georgiadis sembra non conoscere fatti ormai acclarati della scienza del clima (o del cambiamento climatico), per cui l’invito a sperare in tesi ormai confutate è poco scientifico e assomiglia più ad una seduta di auto rassicurazione.

Alla fine, il discorso di Georgiadis è efficace quanto confuso, dice e non dice, accosta mezze frasi sensate ad altre senza basi scientifiche.   L’equivalente per la scienza del clima – ma meno divertente – dei discorsi con cui il Conte Mascetti (alias Ugo Tognazzi) si cavava dagli impacci nelle famose scene di Amici Miei: supercazzola prematurata tapioca come fosse antani.

 

 

Testo di Stefano Caserini, con contributi di Gianluca Lentini e Sylvie Coyaud

17 responses so far

17 Responses to “Raggi cosmici oscillazioni zonali come fosse antani”

  1. ALESSANDRO SARAGOSAon Lug 2nd 2020 at 13:22

    Ammazza, dall’inizio della nuova “Little ice age” si sono avuti continui record di massimi nelle temperature globali, e pure il 2020 sembra intenzionato a superarli.

    Se continua così, alla fine della nuova Little ice age saremo tutti bolliti…

  2. paolo zamparuttion Lug 2nd 2020 at 13:48

    son trent’anni che sento “fra 10 anni con il prossimo ciclo solare la temperatura scenderà”
    devo purtroppo ammettere che per un po’ ho creduto a questa favoletta

  3. teoon Lug 2nd 2020 at 20:53

    Ragazzi state bene? quanto tempo che non ci sentivamo.
    Caro stefano come al solito ti perdi sempre il primo pezzo. Mi hanno chiesto di fare una rassegna e se hai ascoltato bene dico che la teoria AGW e’ l’unica coerente, quelle oppositive entrano solo in alcuni aspetti e l’unica che offre una coerenza interna e’ quella solare. Dico anche che si da’ una data per autofalsificarsi, ergo se non si verifica e’ falsa. Cosa volete di piu’ da un inveterato scettico? Comunque e’ stato un piacere tornare alla vostra attenzione, avevo paura aveste dimenticato il piu’ bello e il piu buono (un pochetto appesantito negli anni). Ma lo vinco stavolta il premio? No, perche’ tutte le volte ci vado vicino ma poi mi fate il dispetto e lo assegnate a un altro. Un abbraccio a tutti.

  4. Antonellaon Lug 2nd 2020 at 22:10

    Mah…avete preso pezzi sparsi: ascoltando il prof. Georgiadis , non mi pare si evinca quello che sostenete. Articolo molto forzato, secondo me, privo di quello che è alla base di qualsiasi discorso che consenta prospettive differenti dalle vostre. A me pare molto chiaro, invece. La teoria proposta è, seppur marginale come sottolineato , accreditata da più fonti e merita attenzione. Parole come ” bufale ” sono del tutto fuori luogo, di conseguenza.
    Grazie dr. Georgiadis per questo intervento.

  5. Stefano Caserinion Lug 3rd 2020 at 10:07

    @ Alessandro
    hai ragione.. la realtà purtroppo non fa sconti

    @ Paolo
    e mi sa che sentiremo quella frase ancora per un po’ di anni

    @ Teo
    eh… per vincere il premio ci vuole ben altro… ci vuole il Teo di 10-15 anni fa, e non è un qustione di peso…. il tuo è comunque un tenere il piede in due scarpe, come scritto nel post “dice e non dice, accosta mezze frasi sensate ad altre senza basi scientifiche…”.
    La teoria dei raggi cosmici non ha coerenza, è stata contestata alla base, nella forza del meccanismo; il fatto che poi sia stata già ampiamente confutata dai dati è un plus… per dire che è falsa non serve aspettare…
    Cosa vogliamo di più? Dai che lo sai.. e tieni conto che con questo caldo in Val Padana sentire parlare di raffreddamento non mette di buon umore…

    @ Antonella
    La “teoria proposta” è stata proposta 23 anni fa (qui https://www.caserinik.it/aqpc/index.php, parte 2 pagg. 96-104 la storia) , è stata già ampiamente falsificata e i suoi autori si sono screditati cercando di tenerla in vita. Oggi non esiste più fra chi si occupa seriamente di studiare le cause delle variazioni climatiche.

  6. teoon Lug 3rd 2020 at 10:48

    Eh si invecchia Stefano, mannaggia, hai ragione. Niente, allora il premio me lo scordo. Ma oggi ci sono candidati validi? Ho perso del tutto i contatti. Salutami gli amici. Un abbraccio

  7. Stefano Caserinion Lug 3rd 2020 at 11:58

    @ Teo
    I candidati al premio sono sempre meno, e di questo siamo molto contenti. Infatti come vedi il blog si sta spostando sempre più sui temi di mitigazione e adattamento, ormai contro la negazione degli aspetti di base della scienza del clima (WG1-IPCC per intenderci) abbiamo già detto tanto e sono ormai voci isolate. Nel Comitato scientifico c’era disaccordo sull’utilità di occuparsi del tuo talk.. ho dovuto insistere, d’altronde i numeri delle visualizzazioni su youtube non sono male e il tuo discorso ha una sua efficacia secondo me. Ciao

  8. Sylvie Coyaudon Lug 3rd 2020 at 15:06

    Teo Georgiadis,

    non ci eravamo dimenticati di lei!

    [le teorie] oppositive entrano solo in alcuni aspetti e l’unica che offre una coerenza interna e’ quella solare.

    Forse andavano mostrati anche i grafici di Nicola Scafetta e Don Easterbrook, non solo quello di Habibullo Abdussamatov. Se vedevano che il raffreddamento globale era iniziato nel 1990, nel 2020 e in anni intermedi, secondo me gli spettatori capivano meglio che cosa lei intende con “coerenza interna”.

    Ma forse lei ha scelto quel grafico per una sua “coerenza interna”? Abdussamatov ha silurato spesso la teoria di Svensmark. Di recente in “Cosmic Rays and Clouds Variations Effect on the Climate is Insignificant” (2018) e “Earth’s Climate Does Not Depend on Variations in Cosmic Rays and Cloud Coverage” (2019)

  9. teoon Lug 5th 2020 at 21:49

    Carissima, coerenza e’ una cosa, significativita’ e’ una altra, ma Lei lo sa benissimo. Un caro saluto anche a lei

  10. Sylvie Coyaudon Lug 6th 2020 at 22:58

    Teo Georgiadis,

    benissimo no, ma un po’ lo so, per questo le chiedevo come mai ha scelto il grafico di Abdussamatov.

    Lei parla di un’unica teoria secondo la quale la minore attività della corona solare è correlata sia a un’era glaciale (Abdussamatov e Zharkova) che a un riscaldamento globale (Svensmark).

    Come misura la coerenza interna di una correlazione con due eventi opposti?

  11. stephon Lug 7th 2020 at 10:43

    Il video è comunque abbastanza interessante. Ci sono alcune cose che secondo me meritano un approfondimento. Sopra tutte, direi, la questione del “meccanismo indiziario”.
    Piuttosto che una pistola fumante, quell’indizio andrebbe definito una pistola ad acqua. Come tutti sanno compresi quelli che pretendono coerenza interna, *quell’indizio* non prova certo il fatto che la CO2 causi un riscaldamento dell’atmosfera, ovvero un fatto fisico. Nessun modello dell’atmosfera potrebbe provare o smentire un fatto che deriva dalle proprietà fisiche (elettromagnetiche) della molecola di CO2, ovvero dalla sua capacità di assorbire la radiazione infrarossa, una cosa nota da 160 anni e che si può misurare in laboratorio.
    La pistola ad acqua del “riscaldamento che noi dovremmo verificare in una zona della alta troposfera tropicale” – in realtà e come tutti sanno compresi quelli che pretendono coerenza interna – è la conseguenza di una caratteristica della dinamica dell’atmosfera tropicale, ovvero il fatto che i tropici non possono sostenere grandi gradienti di temperatura (s veda, per es., Manabe e Stouffer, 1980). Il campo di temperatura lungo tutta la troposfera tropicale segue più o meno l’adiabatica umida determinata dalla convezione sulle acque più calde.
    L’amplificazione troposferica delle anomalie termiche superficiali è quindi dovuta al rilascio di calore latente da parte dell’aria umida ascendente nelle regioni connotate da convezione profonda. In sostanza, è conseguenza della maggiore convezione tropicale all’aumentare della temperatura degli oceani, indipendentemente dalla causa.
    I modelli prevedono infatti una risposta termica relativa nell’alta troposfera tropicale in conseguenza di qualsiasi tipo di fattore che amplifica il riscaldamento troposferico tropicale.

  12. Vittorio Marlettoon Lug 7th 2020 at 17:18

    Teo sono stato io a segnalare il tuo video agli altri Climalteranti e l’ho fatto perché mi fa rabbia che si illuda ancora la gente che esistono “teorie alternative”. Il riscaldamento del clima da CO2 antropica (ossia da carbone, petrolio e gas) è un fatto chiarissimo, con conseguenze sempre più gravi e potenzialmente devastanti (per esempio sulla produzione agricola del cibo in un mondo che corre verso 10 miliardi di abitanti umani). Tutti i ricercatori come te dovrebbero adoperarsi perché sia sempre più diffusa la coscienza della gravità della crisi e della pericolosità delle conseguenze. Non c’è molto tempo per intervenire drasticamente sulle cause del problema ed allontanare le prospettive peggiori, di conseguenza mi aspetterei un impegno ben diverso da parte tua. Grazie.

  13. teoon Lug 8th 2020 at 08:10

    Caro Vittorio, come dicevo con Stefano, sono stato chiamato a parlare di teorie alternative. Mi sembra di avere esposto la gerarchia in modo corretto. Io, come sai benissimo non credo che il BAU sia la curva che seguiremo, anche per quanto si sta facendo e che ci troveremo sulla RPC4.5 avendo cosi’ molto piu’ tempo per fare cose. Se fossimo sul BAU saremmo senza speranza perche’ non si avrebbe neppure il tempo per un cantiere. Se si vuole operare bisogna che un minimo di speranza ce la diamo. Solo una azione di adattamento in una citta’, un parco pubblico, sappiamo bene che ci prende da uno a tre anni. Io capisco la preoccupazione ma il rischio e’ quello, dicendo che mancano pochi anni, che la politica anziche’ agire sull’adattamento abbandoni il campo conscia del fatto che i vincoli burocratici non permetteranno di agire. Non credo quindi alla teoria degli scary scenarios per forzare il sistema verso il cambiamento. Se fai lo scenario scary e poi la gente non lo vede avverare allora la perdi. Questo mio modo di vedere la cosa e’ quello che Stefano chiama il piede in due scarpe, ma e’ sempre stato il mio modo di vedere, ovvero il pericolo di forzare oltre misura e di rompere la chiave nella serratura. Inoltre, e tu lo sai anche meglio di me, se per l’Europa e’ possibile fare il ragionamento del cambiamento, e lo si fa, ci sono 2/3 del mondo dove se non curi le cose con attenzione ti linciano perche’ i rimbalzi sociali sarebbero ancora peggiori. Intervenire drasticamente e’ una opzione, ma vorrei ti soffermassi appunto sui rimbalzi.

  14. Armandoon Lug 10th 2020 at 10:04

    Cosa ne pensate?

    https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/vieni-avanti-gretino-ldquo-mi-sento-colpa-aver-alimentato-241675.htm

    A me sembra un nuovo negazionista.

  15. Stefano Caserinion Lug 10th 2020 at 12:53

    @ Armando

    Cosa non si fa per promuovere il proprio libro…
    Ogni tanto compare qualcuno che si definisce ambientalista e parla male degli altri ambientalisti e solo per questo viene visto come credibile.
    Qui una stroncatura dettagliata
    https://climatefeedback.org/evaluation/article-by-michael-shellenberger-mixes-accurate-and-inaccurate-claims-in-support-of-a-misleading-and-overly-simplistic-argumentation-about-climate-change/
    questa è ancora più precisa ed è da leggere
    http://www.realclimate.org/index.php/archives/2020/07/shellenbergers-op-ad/

  16. ALESSANDRO SARAGOSAon Lug 14th 2020 at 20:50

    Armando, adesso che la scienza climatica e le sue non rassicuranti conclusioni sono generalmente accettate (che noia…), mi si nota di più se continuo a stare nel campo della scienza, o se mi sposto in quello dei dandy originali che fanno i bastian contrari?

    Mmmm, la seconda che hai detto…

  17. Armandoon Lug 17th 2020 at 17:47

    Alessandro, sì certo, è vero quello che dici.
    Però questo atteggiamento non è nuovo.
    Io l’ho riscontrato già a partire da un quarto di secolo fa.
    Certo, l’evidenza scientifica non era imponente come oggi, ma anche allora la ricerca non lasciava adito a dubbi, tutto convergeva verso il riscaldamento globale di origine antropica.
    Il nocciolo della questione è che, pur in presenza di minori evidenze, non ho mai letto di nessuno che avanzasse teorie alternative (intendo teorie serie, non i vari tentativi di legare fattori astronomici ai cambiamenti del clima; fra parentesi, già alla fine dell’ottocento si cercò di legare i cicli economici ai cicli delle macchie solari… con ben poco successo.)
    Il problema è sempre lì, i media che danno spazio a questi personaggi, pur sapendo che non hanno credenziali scientifiche sul tema.

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