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2015, nessun picco di riscaldamento previsto

Un articolo di Repubblica contiene in un box redazionale due errori di segno opposto sul futuro del clima del pianeta.

 

Su Repubblica di venerdì 4 maggio 2012 è stato pubblicato un interessante articolo del corrispondente dagli Stati Uniti, Federico Rampini, intitolato “Il complotto del clima
L’articolo ha avuto una grande visibilità, con attacco in prima pagina di spalla (titolo “Il complotto per negare l’allarme clima”), e tre pagine intere dell’inserto R2, che ospitava anche un articolo di Mark Hertsgaard intitolato “Pensano solo ai profitti e non al futuro dell’umanità”.
L’articolo è la recensione di un libro appena uscito negli USA (non ancora in Italia, purtroppo), “Private empire”, in cui l’autore Steve Coll racconta con una approfondita inchiesta “il ruolo sistematico del gruppo petrolifero nel falsificare per anni la scienza sul cambiamento climatico, finanziare ogni sorta di teorie negazioniste, influenzando l’opinione pubblica e interferendo sul dibattito politico americano”.
La frase sopra riportata è presente nell’articolo di Rampini, e va intesa nel senso che la scienza del clima proposta da ExxonMobile era falsa; a scanso di equivoci, è meglio ricordare che la scienza del clima vera, cioè quella sintetizzata nei rapporti IPCC, non è stata falsificata, nonostante gli sforzi e i finanziamenti delle lobby petrolifere.
Non è una notizia particolarmente nuova, in quanto l’azione delle lobby USA per cercare di confondere l’opinione pubblica sui pericoli del pianeta era già stata raccontata in libri, film, rapporti e specifici siti web; ma questa corposa indagine è senz’altro benvenuta e ancora utile.

Nelle tre pagine dell’articolo sono presenti invece due vistosi errori, non certo attribuibili a Rampini, ma alla redazione.
Si tratta di due frasi nel box a pagina 41, di quelli che corredano gli articoli per riassumerne dei passaggi o introdurre il contesto.
Sotto il titolo “Il surriscaldamento della terra”, la prima frase recita:
“+4 °C: aumento medio globale della temperatura previsto entro il2050”.
Si tratta di una previsione che non esiste nella letteratura scientifica, molto superiore a quella prevista anche dai più pessimisti fra gli scenari IPCC. Le proiezioni del surriscaldamento globale sono riferite a fine secolo, al 2100. Ad esempio, considerando la Figura 10.5 contenuta nel Primo Volume del Quarto Rapporto sul Clima, la media delle proiezioni climatiche di 17 simulazioni climatiche per lo scenario A2 indica un aumento della temperatura media globale superficiale atmosferica nel 2050 di circa 1,5°C rispetto alla media 1981-1999; quindi, tenendo conto del riscaldamento antecedente al 1981-2050, complessivamente inferiore ai2°C.
Non che questo renda poco pericoloso tale riscaldamento, perché si tratta comunque di una variazione largamente superiore a quella degli scorsi 2000 anni; ma va riconosciuto che è un’esagerazione non supportata dalla scienza del clima.
Attualmente, la migliore stima dell’aumento di temperatura previsto a fine secolo tenendo conto delle riduzioni delle emissioni già definite dagli accordi internazionali, è pari a 3,5 °C.

Al contrario, la frase successiva contiene un errore di segno contrario, laddove si scrive “2015: anno del picco di surriscaldamento previsto” . Si tratta anche questa di una previsione mai vista nella scienza del clima (neppure da quella proposta dall’Exxon Mobile), perché il sistema climatico ha una grande inerzia e il riscaldamento globale continuerà in ogni caso in tutto questo secolo, anche se le emissioni diminuissero drasticamente nei prossimi anni (cosa ad oggi molto poco probabile). Ed è proprio in questa grande inerzia del sistema climatico che si nasconde la sua la pericolosità.
Questa del picco del surriscaldamento globale è una novità fra le tesi che cercano di minimizzare i pericoli del clima, ed è probabile che sia dovuto ad un mero errore, ad una confusione con l’aspirazione ad un picco delle emissioni globali nel 2015.
Una maggiore attenzione agli elementi di base della scienza del clima sarebbe utile per  i giornalisti; a questo fine potrebbe essere utile ad esempio il corso gratuito che si terrà a Milano il 10 maggio, al Circolo della Stampa (Corso Venezia 48) dalle 9.30 alle 12.00, dedicato esclusivamente a giornalisti, blogger, free lance, organizzato dall’Italian Climate Network.

 

 

Testo di Stefano Caserini

34 responses so far

34 Responses to “2015, nessun picco di riscaldamento previsto”

  1. Ciccioon Mag 9th 2012 at 13:15

    non ci sono certezze…c’e’ ancora tanto da studiare..la climatologia e’ una scienza imprevedibile e questa e’ la prova..
    http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/ma-come-il-mare-crescescera—–solo—–80-cm—57490

  2. Ciccioon Mag 9th 2012 at 13:21

    Marina Baldi (Cnr): “il clima sta cambiando ma non si può dire se è colpa dell’uomo o un normale ciclo naturale”
    http://edintorni.net/related/service/redirect/?ac=infoitalia&ch=1&rf=http%3A//www.meteoweb.eu/2012/05/marina-baldi-cnr-il-clima-sta-cambiando-ma-non-si-puo-dire-se-e-colpa-delluomo-o-un-normale-ciclo-naturale/132510/

  3. Valentinoon Mag 9th 2012 at 14:57

    Ma continue conferme della gravità della situazione sì, anche oltre quelle che vorremmo. Per esempio, negli Stati Uniti…

    http://climatesignals.org/2012/04/warmest-march-ever-warmest-year-to-date-ever-for-u-s/

    Non basta girarsi i pollici e dire: “speriamo che passi”. Occorre rimboccarsi le maniche.

  4. Geronimo Pinuon Mag 9th 2012 at 15:06

    Ma è la stessa Marina Baldi che c’è qui:
    http://www.marinabaldi.it/

    oppure è quella che lavora col CMCC?

    http://magazine.quotidiano.net/ecquo/ecquo/2010/04/15/cmcc-in-italia-si-richia-un-riscaldamento-di-5-gradi/

    Ma allora il CMCC affida ad una negazionista l’analisi degli impatti e la fa collaborare alla stima degli impatti? Cos’è? Par condicio? O al CMCC sono tutti impegnati a tenere il piedi in due staffe?

  5. Geronimo Pinuon Mag 9th 2012 at 15:15

    E visto che questo post è su come la Exxon finanzia e manipola la ricerca sul clima, cosa diciamo della Fondazione ENI, i cui “indipendenti” economisti guarda caso giungono alla conclusione che

    “A realistic target – technologically feasible, politically achievable, and economically inexpensive – would be to stabilise concentrations of all GHGs at about 600 ppm by the end of the century”.

    http://www.voxeu.org/index.php?q=node/3940?

    Inexpensive per chi? Per l’ENI o per l’Africa ed i paesi del mediterraneo che a 600 ppm vanno a cuocere?

    E’ facile prendersela con una azienda esotica e lontana.

  6. Riccardo Reitanoon Mag 9th 2012 at 21:23

    Geronimo Pinu
    Marina Baldi lavora all’IBMET e chiamarla negazionista mi sembra eccessivo. Il titolo dell’articolo di meteoweb linkato da Ciccio è fuorviante; sia pur virgolettato, non corrisponde a quanto riportato più sotto. La Baldi quindi non fa un’affermazione secca, come fa credere il titolo. Se dovessi scegliere un aggettivo direi “cauta”.

  7. Stefano Caserinion Mag 10th 2012 at 06:19

    @ Geronimo

    Il paragone non regge proprio, innanzitutto perché Exxon pagava di nascosto per negare l’evidenza dei cambiamenti climatici.
    La FEEM alla luce del sole accetta che i cambiamenti climatici sono un fatto, da ormai 20 anni; e che sarebbe auspicabile ridurre le emissioni, e molto velocemente, è pure scritto in decine di documenti in questo senso, e personalmente ho avuto modo di sentire queste tesi in numerosi convegni organizzati da FEEM.
    C’è un dibattito alla luce del sole su quale siano le politiche preferibili e più facili da realizzare, come avviene per tutti i problemi complessi.
    Non dobbiamo essere d’accorto su tutto; ma c’è una grande differenza, sostanziale, rispetto all’opera di disinformazione sistematica di Exxon; c’è chi sostiene e discute le sue tesi con argomenti e dati e chi scrive solo perchè ha uno sposor che vuole che siano scritte solo quelle cose. E’ una cosa ben diversa.

  8. claudio della volpeon Mag 10th 2012 at 13:52

    beh direi che quella della baldi comunque non è la posizione dell’IPCC: lei scrive:

    Non mi sento di dire nè una cosa nè l’altra, lo stiamo vedendo con il progetto sull’Egitto che dimostra come certi fenomeni c’erano anche una volta, in quanto hanno lasciato tracce all’interno delle piramidi. Il ciclo solare, gli 11 anni e i 78 anni, ci sono tutti e si vedono benissimo. Le cause naturali sono importanti; il problema sull’origine antropogenica è che bisogna andarci un pò cauti. Infatti la strada e’ ancora lunga e richiede ancora molti studi per una corretta valutazione degli effetti delle emissioni di origine antropogenica sul sistema climatico, anche perche’ non ci sono certezze sulle emissioni nel futuro, ma solo delle ipotesi di lavoro

    l’ipcc dice cose molto diverse o no?
    la frase che mi colpisce di più è l’ultima; non so cosa voglia dire sinceramente; d’altronde anche attorno a me vedo molti che si occupano di clima con posizioni al limite se non del neghismo, della critica al mainstream; è una critica che non condivido, ma esiste, ed ha due caratteri: sfuggente, e come nell’ultima frase della Baldi, incomprensibile. secondo me la verità è che le politiche da fare sono cosi’ dure che molti si spaventano e non affrontano la cosa da un punto di vista sistemico; lo fanno altri, che so Randers nel suo ultimo libro “2052”.

  9. Gianfrancoon Mag 11th 2012 at 14:08

    L’articolo di Federico Rampini mi sembra il primo, o almeno un esempio raro, a portare sui media di larga diffusione italiani la questione della disinformazione sui cambiamenti climatici. Anche se accenna solo di sfuggita, senza peraltro nominarli, ai think tank ultraliberisti tipo Heartlad che da molti anni ispirano le pesanti campagne di disinformazione, ne’ tanto meno alle loro filiali italiane, possiamo otiimisticamente considerarlo un incoraggiante segno di cambiamento.

    A proposito del libro, qualcuno sa se è in arrivo una traduzione italiana?

    Infine a propostito delle dichiarazioni di Marina Baldi riferite da meteoweb. Affermare che nella scienza non vi sono certezze assolute e immutabili, e che bisogna approfondire gli studi, è corretto per ogni area, dalla relatività all’elettrodinamica quantistica. Per chiunque abbia un minimo di cultura scientifica si tratta di un’affermazione ovvia e irrilevante, dunque irritante (lo perder tempo a chi più sa più spiace, dice Dante). Agli altri forse giova ricordarlo. Però dare l’impressione che l’incertezza sia un’esclusiva della scienza del clima è scorretto e fuorviante. Tutto sommato azzarderei l’ipotesi che meteoweb abbia travisato il pensiero di Marina Baldi e che questa non si sia data la pena di precisare o smentire considerando la scarsa rilevanza del medium in questione. Forse qualcuno che la conosce potrebbe chiederle un’opinione autentica.

  10. Gianfrancoon Mag 11th 2012 at 14:11

    Un’altra domanda. Chi ha partecipato al corso del 10 maggio? Visconti? Caprara? 😉
    PS: Bella iniziativa, complimenti a chi l’ha organizzata.

  11. Paolo C.on Mag 13th 2012 at 23:28

    “+4 °C: aumento medio globale della temperatura previsto entro il 2050”

    L’unico studio dove ho letto qualcosa che si avvicini a tale previsione è questo:

    http://rsta.royalsocietypublishing.org/content/369/1934/67.full

    […]Using these GCM projections along with simple climate-model projections, including uncertainties in carbon-cycle feedbacks, and also comparing against other model projections from the IPCC, our best estimate is that the A1FI emissions scenario would lead to a warming of 4°C relative to pre-industrial during the 2070s. If carbon-cycle feedbacks are stronger, which appears less likely but still credible, then 4°C warming could be reached by the early 2060s in projections that are consistent with the IPCC’s ‘likely range’.

  12. agrimensore gon Mag 14th 2012 at 09:37

    @Gianfranco
    Senza entrare nel merito, Marina Baldi dice che “la strada e’ ancora lunga e richiede ancora molti studi per una corretta valutazione degli effetti delle emissioni di origine antropogenica sul sistema climatico”, che mi sembra ben differente dalla sua sintesi, cioè che “nella scienza non vi sono certezze assolute e immutabili”.

    A tal proposito, sono d’accordo nel definire la posizione di Marina Baldi come “cauta”.

  13. Vincenzoon Mag 14th 2012 at 22:36

    @ Paolo C., @ Agrimensore

    Dai vostri commenti mi viene da dire: chissà se fra 40 anni, se saremo a +4°C, Marina Baldi starà ancora a dire che la strada è ancora molto lunga e che sappiamo ancora troppo poco…
    Ho letto l’intervista e c’è un punto in cui dice che in Italia c’è stato un “piccolo aumento delle temperature”. Ma sbaglio o è stato una volta e mezzo l’aumento delle temperature medie globali?
    Quando non sarà più piccolo? Quando saremo a +4°?

    Tutto questo essere cauti magari viene fatto per non spaventare la gente; ma serve solo per permettere di illudersi ancora un po’ a chi non vuole credere a quello che dicono scrivono gli altri 99 scienziati su 100. Continuiamo cosi’, facciamoci del male!

  14. Paolo C.on Mag 15th 2012 at 08:53

    @Vincenzo

    Con me sfondi una porta aperta. Per quanto mi riguarda già adesso la situazione è preoccupante, e comunque anche solo un +2 sarebbe una catastrofe.

  15. Gianfrancoon Mag 15th 2012 at 13:46

    @ agrimensore g
    Non mi sembra il caso di fare un’esegesi troppo accurata delle parole che il sito web citato da Ciccio attribuisce a Marina Baldi. Anche riferendomi al testo che lei riporta con cura filologica ineccepibile la cautela mi sembra eccessiva: inutile (e irritante) per chi sa di scienza, forse utile (per quanto stucchevole) per gli altri ma fuorviante come ho già spiegato.
    Lo stesso discorso vale IMHO per l’affermazione circa le emissioni antropiche future. Ovviamente le ignoriamo (c’è bisogno di dirlo? sono future…). Ma ciò non inficia la teoria ne’ impedisce di fare, basandosi su ipotesi, previsioni valide entro i limiti di validità e di approssimazione delle ipotesi stesse.
    Per spiegarmi con un’analogia, non serve conoscere esattamente la massa di ogni singolo corpo celeste per validare la teoria della gravitazione universale (Newton). Inoltre l’orbita di un corpo si può sempre calcolare ipotizzandone la massa. La prego di astenersi dal farmi notare che il clima è più complesso delle obite planetarie: lo so già.

  16. agrimensore gon Mag 15th 2012 at 16:07

    @Gianfranco
    Non ho fatto alcuna esegesi accurata. Ho solo evidenziato quella che mi sembra un’incongruenza tra le parole della Baldi e la sintesi che, implicitamente, ne ha fatto lei.

    @Vincenzo
    Non la conosco, ma da quello che leggo non mi pare che la Baldi abbia suggerito di rinunciare a politiche di riduzione CO2.

  17. homoereticuson Mag 18th 2012 at 07:51

    dal corriere di oggi 18 maggio, (dopo avere affrontato e sviscerato con dovizia di spazio, grafici, foto e dettagli il dilemma delle mezze stagioni e il dramma sociale dei weekend piovosi).

    giornalista: … ma l’effetto serra che fine ha fatto?
    sedicente meteorologo: noi (noi chi? n.d.r.) meteorologi in realtà negli ultimi 15-20 anni non abbiamo registrato variazioni di temperature significative … ci sono magari 2-3 anni un po’ più caldi, seguiti da anni un po’ più freschi, ma tutto rimane nella media.

    vabbeh ciao, non è nemmeno stagione da stufa e camino, che almeno il giornale viene buono per accendere il fuoco.

  18. Paolo C.on Mag 18th 2012 at 12:17

    @homoereticus

    Del Corriere ormai non mi stupisco più.
    Mi aspettavo anzi che qualcuno – lì o in un’altra delle illustri testate nostrane – avanzasse l’ipotesi che il global warming è colpa dei buchi neri:

    http://www.repubblica.it/scienze/2012/05/17/news/astronomia_buchi_neri_aumentano_temperatura_universo-35324385/

  19. Riccardo Reitanoon Mag 18th 2012 at 13:33

    Per gli appasionati del genere, qui il link all’articolo del corriere firmato Ester Palma citato di homoereticus.
    La Palma imbocca Sanò con la domanda cruciale finale e quest’ultimo non si lascia sfuggire l’occasione. Ovviamente, la sua affermazione è dimostrabilmente falsa.

  20. Gianfrancoon Mag 18th 2012 at 15:49

    GW colpa dei buchi neri? Vorrà dire merito, il GW è benefico 😉

  21. Ciccioon Giu 2nd 2012 at 14:12

    Fonte:http://www.meteoweb.eu/2012/06/clima-il-premio-nobel-carlo-rubbia-a-venezia-nessun-rapporto-tra-emissioni-di-co2-e-cambiamenti-climatici/137265/

    ”Non e’ riscontrabile un rapporto tra i cambiamenti climatici e le emissioni di CO2”. Lo ha detto oggi a Venezia il fisico premio Nobel Carlo Rubbia. ”La situazione nuova – ha spiegato – e‘ che nonostante le emissioni continuino, dal 2000 si e’ registrata una diminuzione della temperatura”. Il fisico ha osservato che il fenomeno e’ dovuto ad un effetto ‘mascheramento’, in cui gioca un ruolo ad esempio l’energia immagazzinata negli oceani. ”Non si puo’ dire che non conti la CO2 – ha concluso – che dobbiamo comunque diminuire”.
    Il premio Nobel ritiene le decisioni che dovranno essere prese nei prossimi 10-15 anni sul fronte della sostenibilita’ energetica ”avranno significative conseguenze nel campo della sicurezza energetica e del cambiamento climatico, nonche’ sulla crescita e i posti di lavoro. I costi potrebbero essere alti – sottolinea -, ma il prezzo dell’inattivita’ lo sarebbe molto di piu”’. Il Nobel e’ intervenuto alla conferenza annuale ‘The Creation of shared value: Sustainability and Finance‘, organizzata dalla Bsi Gamma Foundation all’Auditorium Santa Margherita di Venezia. ”Andare verso la sostenibilita‘ – ha aggiunto il fisico – implica un ampliamento della definizione di costo che va ben al di la’ delle mere implicazioni economiche a breve temine per includere interessi economici, ambientali e sociali di lungo periodo. Al fine di riconciliare sviluppo sostenibile e crescita economica, devono essere fatte scelte strategiche coerenti, che si basino su reali e innovativi sviluppi tecnologici e scientifici”. Rubbia, iniziando il suo lungo intervento, aveva ricordato che ”sviluppo sostenibile significa dare risposte al presente senza compromettere le generazioni future”, sostenendo per questo che ”le fonti di energia fossile saranno indispensabili ancora per decenni”.

  22. Paolo C.on Giu 22nd 2012 at 14:58

    @ciccio

    “Global warming worse than it appears”:

    http://news.xinhuanet.com/english/indepth/2012-06/21/c_131668783.htm

  23. Riccardo Reitanoon Giu 22nd 2012 at 15:48

    Paolo C.
    conoscendo precedenti dichiarazioni di Rubbia non avevo dato credito all’articolo di meteoweb, pensavo ad una distorsione delle sue dichiarazioni. Il tuo link conferma. Purtroppo mi aspetto di vedere riproposta per anni la dichiarazione distorta.

  24. Gianfrancoon Giu 23rd 2012 at 14:32

    @ Paolo C. + Ciccio
    Grazie. L’articolo che hai linkato riferisce correttamente il pensiero di Carlo Rubbia, coerentemente con altre sue dichiarazioni sullo stesso argomento.
    Dunque sembra che METEOWEB citato da Ciccio si sia sbagliato. Non ci sarebbe niente di male visto che METEOWEB non è il Vaticano nè i suoi redattori e lettori sono illuminati dallo Spirito Santo e quindi, come tutti, può sbagliare.
    Però le persone in buona fede quando sbagliano lo riconoscono. A qualcuno risulta che METEOWEB abbia rettificato?
    Forse Ciccio vorrà informarci in merito?

  25. Gianfrancoon Giu 23rd 2012 at 14:56

    PS
    A proposito, non sarà che l’neffabile METEOWEB citato parecchi post or sono da Ciccio e ripreso da agrimensore g abbia non dico travisato ma reso le dichiarazioni di Marina Baldi un po’ più “caute” di quanto lei intendesse?

  26. agrimensore gon Giu 25th 2012 at 09:53

    @Gianfranco
    Veramente, io più che riprendere l’articolo, ho evidenziato che la sua sintesi non era congrua con le parole della Baldi riportate nel post. Venendo all’articolo su Rubbia, con tutto il rispetto e l’ammirazione per uno scienziato che ha preso il Nobel, e supponendo che le dichiarazioni siano state fedelmente riportate, vorrei porre dei quesiti.

    “global warming and the aerosol masking effect which effectively offset the effects of the former. Otherwise, the temperature of the Earth would have increased to about three degrees centigrade by now, he said. (…)Today, the temperature of the Earth is only about 0.75 degree centigrade higher than the past”
    Allora senza aumento CO2, avremmo avuto una diminuzione di 2.25C(o più, in caso di feed-back positivi)? Dobbiamo dire grazie a chi ha immesso tanta CO2 se i ghiacci non si sono estesi all’Europa? Io credo di no. Io credo che saremmo stati meglio senza aumento di concentrazione CO2.

    “on one hand we have global warming which we do not really see because of a lot of pollution produced by the aerosol — dust in the atmosphere”
    Se è così, perché le previsioni dei modelli non ne tengono conto, dato che avevano previsto un livello più alto? In altri termini, dalla parole di Rubbia sembrerebbe che la discrepanza tra quanto previsto dai modelli e la realtà non sia il “rumore”, ma sia spiegabile con l’effetto degli aerosol. Ma perchè i modelli avrebbero sottostimato l’effetto degli aerosol?

  27. oca sapienson Giu 26th 2012 at 00:37

    @agrimensore g

    Per ora gli aerosol hanno ridotto il riscaldamento di 0,45° C (rif. Knutti e Rahmstorf 2011) e se restano al livello degli ultimi 10 anni di 2-3° C quello da raddoppio della CO2 (rif. Hansen e molti altri).

    “perchè i modelli avrebbero sottostimato l’effetto degli aerosol?”

    Usano le proiezioni di sviluppo economico e di crescita della popolazione di Banca mondiale, agenzie ONU, OPEC ecc. I modelli fisici per gli aerosol sono migliorati parecchio negli ultimi anni. I modelli degli economisti non mi sembra…

  28. agrimensore gon Giu 27th 2012 at 09:18

    Se così stanno le cose, verrebbe da suggerire di ripulire l’aria solo dopo aver ridotto la concentrazione di CO2 e di rivedere i livelli di confidenza dei GCM in base alla correttezza degli output dei modelli di sviluppo che lei cita.

  29. stephon Giu 27th 2012 at 09:46

    @agrimensore g
    http://www.sciencemag.org/content/334/6057/794.full.pdf?keytype=ref&siteid=sci&ijkey=iOfFYEhTa2rtA
    http://www.annualreviews.org/doi/pdf/10.1146/annurev-environ-042009-094507

  30. oca sapienson Giu 27th 2012 at 20:05

    @agrimensore g

    Quei livelli di confidenza sono stabiliti dagli economisti, ognuno con la sua specializzazione Quali competenze avrebbe un climatologo per decidere se saranno corretti o meno tra 20 o 30 anni?

    Gli aerosol uccidono la gente e danneggiano le rese agricole, temo che il suo suggerimento sarebbe accolto molto male!

  31. agrimensore gon Lug 2nd 2012 at 14:08

    @oca sapiens

    “Quali competenze avrebbe un climatologo per decidere se saranno corretti o meno tra 20 o 30 anni?”: suppongo la risposta sia nessuna , ma è anche per questo, perché le competenze non sono universali, che i modelli, tutti i modelli, andrebbero verificati con la realtà dopo la loro definizione prima di affermare che funzionano. La qual cosa non significa affatto ritenerli sbagliati.

    “il suo suggerimento sarebbe accolto molto male!”: date le premesse, cioè che gli aerosol mascherano gran parte del GW provocato dalla CO2, (di 2.25C, secondo quanto si può desumere dalle dichiarazioni di Rubbia) mi pare ovvio auspicare la riduzione della CO2 prima di quella degli aerosol. La desertificazione è comunque peggio di una riduzione delle rese agricole, così come un aumento di un paio di gradi delle T globali mieterebbe più vittime degli aerosol. O vuol dire che, tutto sommato, un aumento superiore ai 2C sarebbe meno pericoloso degli aerosol? Da dove nascono le sue perplessità?

  32. oca sapienson Lug 2nd 2012 at 15:40

    @agrimensore g

    I modelli sono verificati sulla realtà da 60 anni e funzionano perché la fisica è quella. Per gli scenari economici decidiamo noi quale realizzare, non la fisica.

    Gli aerosol raffreddano di 0,45°C, per fortuna. Con i 2,25° che lei attribuisce a Rubbia, un raddoppio della CO2 porterebbe a 8-9° e sarei ancora più perplessa! Per mantenere la temperatura di oggi bisognerebbe aumentarne di continuo le concentrazioni – e i danni – per tenere il passo con l’effetto della CO2. Le sembra una buona idea?

  33. agrimensore gon Lug 2nd 2012 at 16:36

    @oca sapiens
    Faccio fatica a seguirla. Alla domanda “perchè i modelli avrebbero sottostimato l’effetto degli aerosol?”lei risponde “Usano le proiezioni di sviluppo economico e di crescita della popolazione di Banca mondiale, agenzie ONU”. Poi scrive che i modelli funzionano perché la fisica è quella. A questo punto non ho capito se secondo lei i modelli hanno o non hanno sottostimato l’effetto degli aerosol, e rinuncio a capirlo.

    Poi, dalla dichiarazione di Rubbia “Otherwise, the temperature of the Earth would have increased to about three degrees centigrade by now, he said. (…)Today, the temperature of the Earth is only about 0.75 degree centigrade higher than the past” (il “past” evidentemente si riferisce all’era pre-industriale) desumo che l’effetto schermante degli aerosol sia stato pari a 3C – 0.75C = 2.25C. Il lavoro di Knutti quindi smentisce la dichiarazione di Rubbia. E’ così?

    Infine, riguardo all’idea di aumentare gli aerosol per contenere l’effetto dell’aumento della CO2, sottolineo che è una sua idea, nel senso che l’ha scritta lei, io non l’ho mai scritta, né l’ho mai pensata. Mi sembra una pessima idea, ma se ha degli argomenti per supportarla, li leggerò con attenzione. Però, presa per buona la dichiarazione di Rubbia, continuo a non capire perché sia così contraria al suggerimento di provare a diminuire la concentrazione di CO2 prima di quella degli aerosol.

  34. oca sapienson Lug 2nd 2012 at 22:22

    @agrimensore g
    I modelli degli aerosol ne prevedono gli effetti – non le quantità. Sono migliorati per i monsoni, i ghiacciai ecc. ma siccome alcuni sono rinfrescanti e altri riscaldanti, per la T globale fa poca differenza.

    Sì, Knutti e tutti gli altri smentiscono Rubbia (sempre che abbia detto così!).

    Sono per abbassare la CO2, ovviamente, ma per tornare a 280 ppm ci vorranno secoli. Nel frattempo gli aerosol farebbero danni crescenti, perché le concentrazioni di NOx e O3 continuerebbero ad aumentare insieme alla temperatura.

    L’idea di spargere aerosol in atmosfera non è mia, ma di gruppi industriali, finanziari, assicurazioni, militari, miliardari come Bill Gates ecc. Fino al 2007 non li ascoltava nessuno. Adesso sono in tanti, le conferme delle previsioni fatte dai modelli 30 anni fa cominciano a costare troppo.