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Quando il meteorologo sbaglia sul riscaldamento globale

 

Il 6 giugno 2012, nell’ambito del Convegno “Difesa del suolo-Irrigazione Territorio- Ambiente – Paesaggio” che ha avuto luogo nel Palazzo Lombardia di Milano, il meteorologo Mario Giuliacci  ha trattato il tema “L’acqua e il clima: cambiamenti, alluvioni, siccità”.

L’intervento ha destato la meraviglia di diversi spettatori, che hanno segnalato la presenza di tesi tipiche del negazionismo climatico, ad esempio che il riscaldamento globale si è arrestato dal 2005 a causa delle forzanti naturali (macchie solari, oscillazione delle temperatura degli oceani), che incideranno anche per il prossimo decennio. Nessun accenno alle cause antropiche (l’aumento dei gas climalteranti nell’atmosfera), se non per un breve cenno all’esistenza di “talebani” del clima.

La registrazione video dell’intervento del colonnello Giuliacci non è disponibile, ma è possibile scaricare dagli atti del convegno la presentazione intitolata “Cambiamenti climatici naturali. Stop al Global Warming?”. Come vedremo, conferma le segnalazioni ricevute.


Nell’ottava slide della presentazione è mostrato un grafico tratto dal sito www.junkscience.com, del lobbysta Steve Milloy, editorialista di Fox News noto per le posizioni negazioniste sul tema dei cambiamenti climatici.

Il grafico presenta una sovrapposizione fra l’andamento delle concentrazioni di CO2 e l’anomalia delle temperature stimata dalla NASA dal 1880 al 2011. La slide si intitola “Global Warming 1880-2011”, ma a ben guardare non è affatto una temperatura globale, perché riguarda solo la zona del pianeta fra le latitudini 24N e 44N.

 

 

A guardare ancora meglio si nota un fatto strano, la brusca diminuzione delle temperature nei primi anni della serie, dal 1880 al 1881. Controllando i dati originali nell’indirizzo scritto sul grafico (qui) si vede che si tratta proprio di un errore, quell’aumento segnato con il contorno rosso e con il punto di domanda nella prima immagine del post non esistono nei dati originali (vedi grafico sottostante). Il grafico mostrato da Giuliacci, proveniente da un sito spazzatura dei lobbysti USA, inventa un riscaldamento inesistente.

Inoltre, nel grafico è rappresentato anche l’aumento di CO2 in atmosfera, ma con il trucco (già visto) di schiacciare molto la scala per farlo sembrare meno collegato all’aumento di temperatura.

 

 


La slide n. 9, “Anche in Italia il GW si è arrestato nell’ultimo decennio”, contiene altri due errori.

Come già discusso su Climalteranti, un decennio è un periodo troppo breve per identificare un trend di riscaldamento, e in ogni caso il riscaldamento a scala globale non si è affatto fermato.

Il clima è cambiato anche in Italia. Negli ultimi 10 anni non sarebbe cosa strana se non ci fosse un riscaldamento statisticamente significativo: è già successo nonostante il trend di aumento  sia chiarissimo e più accentuato che a livello globale. Ma come già discusso, è necessario considerare la variabilità climatica per valutare il sottostante trend.

 

 

In altre parole il riscaldamento locale (in una zona, l’Italia, pari al 0,059 % della superficie globale) potrebbe anche essersi fermato, il riscaldamento globale invece prosegue. Se avesse voluto mostrare un grafico aggiornato, il col. Giuliacci avrebbe ad esempio potuto mostrare il grafico qui a fianco, risultato del progetto BEST – Berkeley Earth Surface Temperature – che ha dato un’altra conferma dell’aumento delle temperature globali.

 

 

 

 

 

 

Nella slide 14 è ripetuto il grafico sbagliato della slide 8, mentre la slide 15 mostra un’immagine NASA-GISTEMP dell’anomalia delle temperature nel periodo 2000-2005, commentata dal titolo  “Negli ultimi 5-6 anni raffreddamento alle alte latitudini“. Se si guarda l’immagine, è evidente che alle alte latitudini, ed in particolare nell’Artico, vi sono colori che corrispondono ad aumenti da +0.5 a +2°C delle temperature, e solo una zona dell’Alaska e della Russia centrale mostra gli azzurri e i verdini di un debole raffreddamento.

 

Utilizzando i dati NASA-GISTEMP  precedentemente citati, si ricava un grafico sulle temperature delle alte latitudini (fra 60° e 90° di latitudine), mostrato a fianco: c’è un trend di riscaldamento inequivocabile.

Pur se, come detto in precedenza, 5 anni non hanno alcun significato climatologico e nulla possono dire sul riscaldamento globale, sia dal 2000 al 2005, che dal 2005 al 2011 (gli ultimi 6 anni) le temperature sono aumentate.

 

 

Nelle slide successive, Giuliacci cerca di trovare le spiegazioni del presunto stop del riscaldamento globale, che sarebbe l’effetto combinato  della North Atlantic Oscillation (NOA), della Atlantic Multidecadal Oscillation (AMO), dell’ENSO (El Niño-Southern Oscillation) e dell’andamento dell’attività solare.

 

Fatica sprecata. Nonostante l’effetto combinato di oscillazioni in versione “fredda” da un decennio e di un’attività solare in calo da un ventennio, ostinatamente le temperature del pianeta smentiscono il colonnello.

 

 

 

 

Testo di Stefano Caserini, con il contributo di Sylvie Coyaud.

Si ringrazia Pier Francesco Casellato

43 responses so far

43 Responses to “Quando il meteorologo sbaglia sul riscaldamento globale”

  1. Claudio Cassardoon giu 26th 2012 at 07:47

    Tra le altre cose, le sue slide, nella parte finale, tendono a dare per scontata un’influenza dell’attività solare sul clima, ovvero tendono ad affermare che i circa 0.3-0.5 W/m2 di diminuzione nella radiazione solare (si vede sui minimi) negli ultimi 20 anni, pari a meno dello 0.05% in rapporto alla “costante solare” (1366 W/m2) abbiano un effetto praticamente immediato sulle temperature e, in generale, sul clima, il che non mi pare un risultato ancora dimostrato nella comunità scientifica.
    Tuttavia, anche ammesso che ciò fosse vero, sarebbe altamente preoccupante che, a fronte di una tale riduzione nell’ultimo ventennio, le temperature non mostrino alcuna tendenza alla diminuzione…

  2. oca sapienson giu 26th 2012 at 16:24

    @Claudio C.

    Stefano non ha nemmeno messo le temperature marine. Penso che abbia preferito non infierire sul resto, è vero che fa un po’ cascare le braccia.

    Quello che non mi spiego è il ricorso a Steve Milloy. Di solito la gente sa usare Google per informarsi sulla provenienza dei dati. Forse è un problema con l’inglese – diffuso fra i meteorologi militari, mi sembra…

  3. alex1on giu 28th 2012 at 06:43

    claudio#

    la riduzione dell attività solare la stiamo avendo in modo marcato dal 2006 con la NON ripresa del ciclo 24, e prima di abbattere piu di 50 anni di cicli solari piu intensi mai osservati, ci vuole un pò di tempo non trova? l’accumulo termico di un 50ennio deve avere il tempo di dissiparsi, ma se già se ne vedono i segnali la cosa è preoccupante al contrario..

  4. stephon giu 28th 2012 at 10:22

    Naturalmente quel che si legge qua e là circa mitizzati gran massimi solari mai osservati e famigerate risposte inerziali con lagtimes a geometria variabile sono i soliti pregiudizi di chi non si aggiorna e fa finta di non capire per supportare le famose aringhe rosse.
    http://climafluttuante.blogspot.ch/2012/01/te-lo-do-io-il-lag.html

  5. oca sapienson giu 28th 2012 at 14:00

    @steph
    non ti scaldare ché dobbiamo ancora smaltire l’accumulo termico degli ultimi miliardi di anni…

  6. alex1on giu 28th 2012 at 15:27

    @oca,

    b’è basta che si libera ben bene la calotta dai ghiacci che fanno da coperchio al calore, e vedrai come accelera il raffreddamento delle acque..

    meno ghiaccio che copre, sole che non spinge, più dissipazione del calore..le acque libere dai ghiacci si comportano come un corpo grigio-nero dissipano un bel pò in confronto a quando hanno il cappottino bianco..

    ragionaci un pò..

  7. homoereticuson giu 28th 2012 at 15:56

    alex1
    Lei fa affermazioni sorprendenti, perfino di più del soggetto di questo post, che almeno, ha l’attenuante dell’età, (non tutti si chiamano Montalcini e invecchiano così bene, restando lucidi, purtroppo).
    Facciamo così, intanto che l’oca ragiona, Lei, magari si studia un po’ di fisica base e di fisica base del clima, che ne dice? Calorosi e afosi saluti.

  8. Riccardo Reitanoon giu 28th 2012 at 18:38

    Il feedback del ghiaccio, più avanza l’estate artica e il ghiaccio si ritira più freddo fa. Lo sanno tutti, no?
    Prima o poi dovrò rassegnarmi all’esistenza di molteplici universi paralleli dove le leggi della fisica sono diverse. E’ dura, per me fisico, accettarlo, ma me ne farò una ragione.

  9. oca sapienson giu 28th 2012 at 20:51

    @alex 1
    Ci ho ragionato: lei è di quelli che per tener caldo il caffè lo copre di cubetti di ghiaccio a mo’ di cappottino bianco.

  10. alex1on giu 28th 2012 at 22:07

    il caffè si scalda da sotto, non da sopra.. continui oca a ragionarci forse ci arriva, pian pianino..:)

  11. Luci0on giu 28th 2012 at 22:27

    Una domanda … ma un caffè si raffredda prima all interno di un igloo o fuori? Strane persone gli esquimesi usano il ghiaccio per difendersi dal freddo !

  12. Riccardo Reitanoon giu 29th 2012 at 09:41

    errare humanum est, perseverare autem diabolicum

  13. Luci0on giu 29th 2012 at 13:25

    … “errare humanum est, perseverare autem diabolicum” … Lo dico anch’io !!!

  14. AGWon giu 29th 2012 at 14:17

    Va beh dai compatiamolo.
    Stiamo parlando di un modesto meteorologo che cerca di fare il climatologo con risultati DISASTROSI sparando una marea di errori (orrori) di concetto che neanche un principiante studente di climatologia alle prime armi farebbe, il tutto unito da una faziosita’ ai massimi livelli.
    Meteo e climatologia sono strettamente connesse ma un esperto in una non necessariamente e’ bravo nell’altra.
    Vi fareste operare da un grande veterinario o lascereste operare il vostro amato cagnolino da un chirurgo che non ha mai operato un animale domestico ?
    Giuliacci passi per meteorologo, ma e’ 100% inaffidabile come climatologo,non e’ la prima volta che lo sento dire cose che non stanno ne’ in cielo ne’ in terra.

  15. oca sapienson giu 29th 2012 at 20:23

    @alex1
    caffè già fatto,quello che lei ha appena messo sul davanzale perché faccia la granita.

  16. claudio della volpeon giu 30th 2012 at 08:55

    alex1: stai confondendo l’isolamento termico provocato dal ghiaccio che esiste con l’effetto di albedo che esiste pure lui; sfortunatamente per te l’effetto di isolamento termico (che lavora per conduzione) nulla puote contro l’irraggiamento solare (che lavora per irradiazione) nel senso che l’albedo, sciogliendosi il ghiaccio, dimuisce e il mare assorbe molta più energia radiante del ghiaccio; si tratta di uno dei più conosciuti effetti di feedback positivo, spiegato a tutti gli studenti di clima; a quel punto è vero che potrà poi disperderlo meglio data l’assenza dello strato di ghiaccio, ma l’avrà comunque assorbita e il sistema oceano/aria sarà più “caldo”; la passerà all’aria ma ne avrà assorbito + di prima; capito alex1?
    non so chi tu sia ma so che hai bisogno di una robusta dose di studio della fisica elementare;
    ah tieni presente che finchè i neghisti sono come te stiamo …..caldi!
    ovviamente se fossero bravi staremmo freschi;
    rifletti, vedrai che lo capisci anche tu

  17. Giuliacci "scivola" sul Global Warmingon giu 30th 2012 at 18:11

    [...] [...]

  18. alex1on giu 30th 2012 at 23:51

    @claudio

    mi risulta che il sole ai poli non scalda un granchè, una infinitesima parte in confronto al calore che prende all’equatore, quindi il calore preso sempre dalla pancia(equatore) che è piu o meno sempre lo stesso, viaggia grazie alla corrente del golfo verso il polo, il quale con il suo bel cappottino bianco lo conserva il piu possibile..

    se il cappottino diventa piccolo, il calore che assorbirebbe in più è trascurabile, perchè ricordiamoci che stiamo al polo e non all’equatore..quindi anche se diminuisce l’effetto albedo la cosa è trascurabile..

    l’effetto predominante invece è la grande perdita di calore, il tuo discorso avrebbe un senso se l’irradianza fosse la stessa tra equatore e polo, ma mi risulta che ci sia una GRAN bella differenza

    non serve una laurea in fisica per fare due conti, basta un pò di matematica di base

    si prende l’irradianza media al polo, si calcola quanta superficie ghiacciata è andata persa e su quell area mancante ci aggiungiamo il valore in + di calore che entra nei 6 mesi estivi, ma poi bisogna anche calcolare quanto calore in piu viene dissipato dal cappottino mancante…

    e rapidamente si potrà evincere che la quantità di calore in uscita è molto maggiore di quella in entrata,anche se in entrata abbiamo un pò di calore in piu…addio feedback positivo..

    il “nastro” che porta il calore la sotto visto che non viene piu conservato, sarà come portata insufficiente..

    forse questo meccanismo potrebbe essere quello che fà innescare una glaciazione

    quindi avremmo un raffreddamento alle latitudini piu basse per l’iniziale cessione del freddo( se il ghiaccio si scioglie il freddo viene ceduto alle latitudini più basse)

    mancando il famoso cappottino abbiamo un raffreddamento maggiore degli oceani,

    che poi porta ad un raffreddamento globalizzato

    secondariamente il ghiaccio ricomincia a recuperare terreno riformando quel prezioso cappottino ( se riaumenta l’effetto albedo, ma chi se ne importa, perchè cmq come ho detto sopra di calore che entra lassù ce n’è ben poco) che fà riaccumulare il calore tanto utile al nostro equilibrio e alla nostra vita..

    ;)

  19. Paolo C.on lug 1st 2012 at 08:16

    @alex

    Immagino che avrai scrupolosamente consultato tutta la letteratura scientifica in merito, prima di formulare la tua ardita ipotesi.
    E ora sarai pronto a farti pubblicare un paper su Nature o Science.
    Ah, già, si tratta di pubblicazioni che non ritieni alla tua altezza. Dovrai quindi accontentarti di diffondere sul web il tuo Verbo. Non dubito che troverai una platea adeguata.

  20. claudio della volpeon lug 1st 2012 at 10:55

    alex1 hai praticamente sballato o meglio malcompreso, direi rovesciato ogni ipotesi che hai fatto anche se si nota una certa serie di letture malissimo digerite:
    giusto per mettere in dubbio il tuo pseudo modello basato su letture maldigerite ti cito l’inizio di un lavoro che puoi scaricarti:
    http://scholar.google.it/scholar_url?hl=it&q=http://patarnott.com/pdf/WarrenGrenfel1994SnowAlbedo.pdf&sa=X&scisig=AAGBfm1mG3z5p_-BcAQ9dLqFKGhLIPEDiw&oi=scholarr&ei=_xjwT6zUOafi4QTgh7TRDQ&ved=0CFYQgAMoAjAA
    che inizia così traducendo alla grossa:
    “Il budget dell’energia superficiale dello scudo glaciale antartico è dominato dalla radiazione. Nell’estate i quattro termini radiativi (ondacorta in ingresso ed uscita e onda lunga in ingresso ed uscita) sono ciascuno da 100 a 400Wm2, generalmente più grandi dei flussi di calore latente e sensibile di almeno un ordine di grandezza. Poichè la radiazione è la driving force del clima antartico etc etc ”
    Come vedi chi ci lavora dice che stai dicendo delle sciocchezze; riflettici, forse tutto sommato un corso di fisica ti servirebbe;
    comunque non pretendo che tu studi la fisica; forse non ne saresti capace; ma leggiti per esempio wikipedia; http://en.wikipedia.org/wiki/Climate_of_the_Arctic

    puoi ancora leggerti sempre se sai l’inglese:
    http://nsidc.org/arcticmet/factors/heat_budget.html
    la frase chiave è ‘l’ultima:

    Over the course of a year, the net radiation balance at the top of the atmosphere (a net loss of heat energy) roughly balances the advection of heat northward into the Arctic.

    riflettici; cosa vuol dire? è il rovesciamento del tuo pseudo modello: è vero che il calore netto entra da sud e che il bilancio radiativo netto “bilancia” tale ingresso,
    (ma è una descrizione molto grossolana cionondimeno l’energia entra anche dalla radiazione, non in quantità infinitesimale, si tratta di un bilancio netto, e puoi usare il FV anche in norvegia)
    ma tornando a noi ripartiamo dal concetto di bilancio di energia; ora che succede se la riduzione della copertura di ghiaccio e neve fa scendere l’albedo? succede che la perdita radiativa netta si riduce o diventa addirittura un accumulo da cui l’effetto feedback; l’input da sud ora sopravanza l’uscita radiativa o quest’ultima si aggiunge; e il polo si scalda!
    quel che quindi succede è proprio il contrario di quel che dici, ossia riscaldamento del polo sud o nord non raffredddamento del mondo intero ossia glaciazione; (è come il quadro bistabile di http://psicocafe.blogosfere.it/2007/12/il-segreto-della-spinning-silhouette-optical-illusion.html con la differenza che qui si può distinguere fra i due casi) le cose funziano esattamente al contrario di come la metti tu;

    - – - – -

  21. claudio della volpeon lug 1st 2012 at 11:30

    sempre per alex1: in un recente articolo uscito su polar science:
    Present status and variations in the Arctic energy balance
    Atsumu Ohmura Polar Science 6 (2012) 5e13
    si indica tra l’altro che:
    The first is the positive net radiation on the ice sheet in summer. Even
    with its high albedo the ice sheet has positive net radiation in summer.

    ossia d’estate ENTRA energia dal sole in modo netto;un esempio di quel che dicevo prima

    – - – -

  22. Riccardo Reitanoon lug 1st 2012 at 23:09

    La dura realtà si sbarazza facilmente delle idee astruse che circolano in continuazione. A volerla osservare, si intende.

  23. markogtson lug 2nd 2012 at 20:33

    Adoro quando vedo un negazionista prendere una cantonata che so essere colossale. E sì che basterebbe studiare un po’, il feedback dell’albedo fa parte dell’ABC della climatologia.

  24. Luci0on lug 6th 2012 at 17:36

    Intervengo anch’ io sulla questione visto che alex1 non può postare a causa del vincolo dei n.5 commenti.
    Quelle che farò sono solo considerazioni qualitative.
    La considerazione é che il riscaldamento globale sembra si sia fermato o per lo meno rallentato, tant’ é che i media si sono affrettati e hannno sostituito il termine “Global Warming” con “Climate Change”. Negli anni 2006-7 si pensava davvero che i ghiacci artici fossero destinati a scomparire nel periodo della minima estensione. In realtà le cose sono andate in un modo diverso, http://arctic-roos.org/observations/satellite-data/sea-ice/observation_images/ssmi_ice_ext.png negli anni 2008 e 2009 si assiste ad un buon recupero mentre negli anni 2010 e ’11 una nuova crisi. Se osserviamo invece i grafici jaxa-iarc http://www.ijis.iarc.uaf.edu/seaice/extent/Sea_Ice_Extent_prev_L.png e http://www.ijis.iarc.uaf.edu/seaice/extent/Sea_Ice_Extent_L.png notiamo come negli ultimi anni il massimo di estensione si raggiunga in ritardo rispetto all’ equinozio, mentre il minino ha una tendenza ad anticipare ovvero il periodo di disgelo si riduce mentre il periodo di formazione aumentare, ovviamente il deficit rispetto alle decadi 1990 2000 sono notevoli, ma si può notare che la velocità di formazione dei ghiacci nei mesi di ottobre e novembre é molto forte . Io ho ipotizzato che fosse proprio l’aumentata superficie sgombra dai ghiacci potesse esser resonsabile del forte recupero. In definitiva l’artico se sgombro dai ghiacci nel periodo autunnale é in grado di dissipare in molto rapidamente una notevole quantità di calore. Esiste quindi un meccanismo di “autodifesa” del ghiaccio artico che gli impedisce di scomparire e che forse é il motivo per cui il riscaldamento globale ha avuto un rallentamento, é come se si attivasse un sistema di raffreddamento ausiliario … che nel giro di un paio di mesi rimette tutto a posto!

  25. AGWon lug 8th 2012 at 14:36

    Basta guardare certi post di questo povero vecchio per compatirlo

    http://www.meteogiuliacci.it/articoli/il-miraggio-dei-40-45-gradi-tra-meteonomia-mitologia-e-meteorologia.html?fb_comment_id=fbc_10151228312007678_26945357_10151228373047678

    Diffama e insulta altri , quando la sua suprema ignoranza totale gli impedisce di accedere ai dati ufficiali di DECINE di stazioni che hanno ampiamente superato i 40C non solo al Sud e in Sardegna ma in Veneto (40.1C in provincia di Padova) in Emilia (una stazione ufficiale di ferrara citta 40.2C per la prima volta nella storia ), Romagna, e innumevoli over 40C in Umbria e nelle Marche con punte vicine ai 42C (over 40C anche sulla costa marchigiana per il libeccio).
    Per non parlare di RECORD ASSOLUTI ULTRASECOLARI come i 15.3C ai 3100m del Sonnblick in Austria che dal 1886 non aveva MAI superato i 15C.
    L’ignoranza di questo povero vecchio e allucinante, non sa nemmeno l’ABC del mestiere, per una vita ha rubato i soldi dei contribuenti con previsioni totalmente errate, e ora da vecchio rinco…. , tenta la carta della climatologia con risultati infinitamente peggiori sparando assurdita che non stanno ne in cielo ne in terra e non contento, diffama chi ne sa migliardi di volte piu di lui.
    Roba da denuncia, ma abbiamo pieta’ per una persona che ha sicuramente bisogno di cure per la sua eta’.

  26. oca sapienson lug 8th 2012 at 18:39

    @Luci0
    “Global Warming” con “Climate Change”
    i media hanno usato e continuano a usare entrambi i termini. Anche dopo il memo di Lutz che nel 2003 diceva ai repubblicani americani di usare solo climate change…

    “ho ipotizzato”
    il contrario di quello che avviene nella realtà

    “Esiste quindi un meccanismo di “autodifesa” del ghiaccio artico”
    Non esiste , dal 1979 l’estensione continua a calare e la massa si è ridotta di 3/4.

  27. claudio della volpeon lug 8th 2012 at 19:48

    è tornato Luci0; cacciato dalla porta rientra dalla finestra; Luci0 guarda bene i dati sul ghiaccio che sono dati climatici e quindi di lungo periodo:MA DOVE STA IL RECUPERO , IL BUON RECUPERO?
    Luci0 o non ci vedi bene o racconti palle:
    http://nsidc.org/arcticseaicenews/
    la linea grigia copre due sigma, DUE SIGMA; questi mesi che viviamo sono fuori di 4 SIGMA!!!
    il 2008 2009 sono al limite di due sigma, ma cosa dici?
    ma perchè i neghisti soffrono tutti di cecità da neve? e mettetevi gli appositi occhiali no?

  28. Luci0on lug 8th 2012 at 20:25

    @cdv … Il recupero avviene ad ogni equinozio o sbaglio dal fondo dei circa 4,5*10^6 km si arriva a valori di circa 12 *10^6 km al solstizio di inverno … o sto sbagliando a leggere il grafico e questo avviene ( almeno per ora) ogni anno. Ogni volta anche con un minimo profondo questo é sempre avvenuto … per questo parlo di un certo sistema di autodifesa dei ghiacci … o si vuole negare anche questa evidenza ! Fortuna che sono io il negazionista :-)

    Insomma questi ghiacci dovevano sparire perché non lo hanno fatto? … perché cavolo ogni anno ricrescono? Se i valori di esensione minima si stanno riducendo … perché i valori dell’ estensiona massima non stanno diminuendo anch’essi ?
    Perché la durata del periodo di scioglimento si sta riducendo … non sarebbe dovuto aumentare?

    Ci sono cose che non tornano abbiate il coraggio di ammetterlo … anche se non ho studiato tanto un grafico lo so leggere e che cavolo !!

  29. claudio della volpeon lug 8th 2012 at 22:24

    no Luci0 TU non lo sai leggere; prima di tutto il ciclo si ripete ma con minimi sempre decrescenti NELLA MEDIA, gli ultimi anni sono fuori dello scarto di 2 volte la deviazione standard rispetto ai decenni precedenti; questo corrisponderebbe su un fenomeno casuale ad una probabilità inferiore al 10%; se lo scarto diventa come per i mesi attuali di 4 sigma siamo a molto meno dell’1%; tu NON sai leggere il grafico; ecchediamine!
    ad un certo punto avremo la scomparsa del ghiaccio per periodi significativi; aspetta ancora un poco;inoltre è falso quel che dici: perchè diminuiscono nella media sia i massimi che i minimi; guarda quest’altro grafico (sotto quello di prima):
    http://nsidc.org/arcticseaicenews/files/2012/07/Figure3_tmb2.png: riduzione del 3.7% per decennio!!!
    inoltre l’extent ossia quel modo di misurare l’area NON è il volume; se avessi studiato mai il clima sapresti (ma dato che non lo hai fatto NON LO SAI) che lo spessore medio della banchisa artica è notevole, l’artico è un mare chiuso non come l’antartico; c’è stata una riduzione di volume forte, con la scomparsa di zone ad alto spessore (4-5 metri o più); se una zona ad alto spessore frutto delll’accumulo di decenni scompare e ……ricompare con la stessa area MA con lo spessore di 1 metro cosa vuol dire questo, (e l’extent non se ne accorge)
    cosa è successo allo spessore mancante?

    e inoltre quel grafico poi è solo una parte dei dati;

  30. oca sapienson lug 8th 2012 at 23:00

    @Luci0
    “o sto sbagliando”: sta sbagliando

    “Perché la durata del periodo di scioglimento si sta riducendo”: perché si stanno riducendo sia l’estensione massima e minima che volume del ghiaccio.

    “questi ghiacci dovevano sparire”: secondo lei, gli altri sanno che esistono le stagioni.

    “un grafico lo so leggere”: no e non trova il “il coraggio di ammetterlo”

  31. stephon lug 8th 2012 at 23:00

    Mi chiedo anch’io alcune cose, per es. come mai in queste settimane di luglio faccia caldo. Ma non doveva iniziare il global cooling? Bon, stasera in effetti è un po’ meno caldo di oggi pomeriggio. Però, dai, insomma: questo clima doveva diventare più freddo, così ci raccontava l’allegra brigata della sciarpa, cappelli & cappotti. E invece…e invece no, perché non lo ha fatto? Perché cavolo fa caldo? ;-)

  32. Stefano Caserinion lug 8th 2012 at 23:00

    Claudio, per favore riusciamo a moderare i toni e non personalizzare il dibattito?
    Se Luci0 sa o no leggere un dato grafico non è cosi’ importante
    Cerchiamo di discutere sulla sostanza, se possibile con serenità, ognuno dice la sua poi chi vuole capire capisce
    Grazie, ciao
    Stefano

  33. claudio della volpeon lug 9th 2012 at 07:24

    Stefano è difficile non personalizzare il dibattito quando intervengono sempre le medesime persone che dicono sempre le medesime boiate; fra l’altro con una sicumera incredibile, invertono i termini delle questioni, pensa al ragionamento di Alex1 sul ghiaccio(!!!), che in effetti è stato poi ripreso anche da Luci0: si tratta di un concetto che origina da dove? chi ha generato una tale misleading?
    comunque non fanno un solo passo avanti: non imparano nulla, e dato che non sappiamo chi sono (giovani, vecchi, studenti, provocatori, colleghi ignoranti) la nostra azione si riduce a asciugare il mare con un colino; tutti questi nick names (Luci0, Alex1, ecchesso’ anto2) mascherano (a volte) azioni di disturbo vere e proprie condotte da specifiche persone;
    io penso sempre questo; se avessi uno studente cosi’ testone cosa farei? tu cosa faresti? gli avresti già consigliato di cambiare strada? ma questi qua stanno sempre qua, insomma noi sprechiamo le nostre poche forze per cosa?
    mi spiace ma la rabbia è una inevitabile conseguenza, forse la nostra politica del blog dovrebbe essere modificata per tener conto di questa realtà: non abbiamo a che fare con persone che non sanno e vogliono informarsi o con la casalinga di voghera, ormai famosa tra di noi; questi sono testoni internettiani, una razza tutta diversa.

  34. Luci0on lug 9th 2012 at 09:05

    @cdv
    La faccenda dell’ Artico che disperde calore dopo l’ equinozio… l’ ho inventata io é nata da una semplice considerazione su un grafico. O meglio da una serie di grafici che attestano che i ghiacci artici sono in crisi ma tengono e ogni anno si notano differenze … da queste differenze traggo le mie conclusioni … a voi decidere se sono cavolate. Ho notato però che le mie affermazioni non sono state totalmente ignorate e spero abbiano fatto riflettere che forse c’ é ancora qualcosa che sfugge dai discorsi prettamente accademici. Anch’ io qualche anno fa credevo che le precipitazioni nevose sarebbero sparite dall’ Europa e dall’ Italia e mi fidavo degli specialisti e professori … non é stato così e sono stato tradito e non ho più avuto fiducia di quello che mi si raccontava, ho deciso semplicemente di informarmi per semplice diletto. La conclusione é questa … la realtà se ne frega di quello che dicono i professori e assistiamo a fenomeni non previsti …
    Cordiali saluti :-)

  35. stephon lug 9th 2012 at 13:44

    Questi qua truccano davvero molto bene i grafici. Vorrei conoscerli, magari si può provare a truccare anche i grafici del proprio conto in banca. ;-)
    http://bit.ly/NUjR9V

  36. claudio della volpeon lug 9th 2012 at 15:52

    Luci0: sono cavolate; come ho già scritto NON è vero che i ghiacci ogni anno si riformino UGUALI; è falso. PUNTO.basta guardare i grafici postati oppure leggere un articolo recente; non puoi reinventare l’acqua calda; e poi chi sono sti professori che hanno previsto che “le precipitazioni nevose sarebbero sparite dall’ Europa e dall’ Italia”?? mai sentire cose del genere; anche queste erano boiate;

  37. Stefano Caserinion lug 9th 2012 at 16:40

    @ Cluadio

    Claudio, se non vuoi sprecare forze, rispondi solo quando ti sembra davvero necessario. Non abbiamo davanti studenti, è un libero confronto, se ti sembra che non ci cavi niente, che la discussione non aggiunge conoscenza, lascia stare e non arrabbiarti.
    Abbi fiducia che anche chi non è esperto del settore riesce a distinguere la forza delle diverse tesi.

  38. oca sapienson lug 9th 2012 at 20:16

    @Luci0

    Quali professori hanno detto che la Terra si sarebbe fermata al suo perielio per cui finivano inverni, nevi, ghiacci ecc.?

    “ho notato che le mie affermazioni sono state totalmente ignorate”: nel senso che avrebbe scritto lei tutti i commenti da lug 6th 2012 at 17:36 in poi ?

  39. Riccardo Reitanoon lug 12th 2012 at 09:21

    L’altro giorno in spiaggia mia figlia ha avvolto la bottiglia dell’acqua fredda con un telo. Le ho chiesto se la copriva per mantenerla calda e lei, con il tono di chi espone un’ovvietà, mi dice che al contrario la stava proteggendo dal sole e dal caldo di fuori. Lei non lo sa, ma ha istintivamente fatto una corretta analisi di tutti i flussi di calore coinvolti.
    Tralasciarne alcuni o non distinguere fra calore e flusso di calore porta notoriamente a conclusioni errate.

  40. Ciccioon lug 14th 2012 at 12:09

    Scienziati ricostruiscono clima vecchio di millenni…
    Climate in northern Europe reconstructed for the past 2,000 years: Cooling trend calculated precisely for the first time
    http://a4.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/376483_415789018457390_1397265481_n.jpg

    faceva piu’ caldo in passato di adesso..
    http://www.climatemonitor.it/?p=26716

  41. Riccardo Reitanoon lug 14th 2012 at 12:51

    Sarebbe consigliabile fare più attenzione quando si leggono, ammeso che lo si sia fatto, gli articoli scientifici. Ancor di più quando si leggono certe affermazioni fatte su blog amatoriali o sui quotidiani. Questo è quando dice uno degli autori per correggere le purtroppo diffuse cattive interpretazioni dell’articolo:
    “Our paper is for northern Scandinavian summer temperatures so extrapolating to large scale annual temperatures is not really correct.”
    Altri dettagli su RealClimate.

  42. stephon lug 14th 2012 at 22:53

    @Ciccio
    “faceva piu’ caldo in passato di adesso…”
    …nel nord della Scandinavia e d’estate, rispetto perlomeno al 1900. Questo si desume dal paper riportato. Leggere meglio, please.

  43. claudio della volpeon lug 15th 2012 at 14:08

    si ciccio in passato ha fatto sia più caldo che più fredoo; ma questo che cavolo ci azzecca? per dirla con il buon ex-giudice?
    sarebbe come a dire che dato che l’anno scorso ha fatto sia più caldo che più freddo chissenefrega del prossimo incendio di cui si vedono le avvisaglie; insomma siamo alla frutta dell’intelligenza

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