Notizie e approfondimenti sul clima che cambiaPosts RSS Comments RSS

Altri scivoloni di Giovanni Sartori

L’articolo di Giovani Sartori “Previsioni del tempo”, pubblicato sul Corriere della Sera del 15 agosto, meriterebbe di essere ignorato come l’ennesimo scritto disinformato di una persona non competente in materia, se non fosse stato pubblicato come editoriale in prima pagina su uno dei più importanti quotidiani italiani, che ha una tiratura di circa 500.000 copie.
Giovanni Sartori è un famoso politologo, esperto di scienza politica e sistemi elettorali, che tutti gli anni a ferragosto scrive un editoriale occupandosi dei problemi dell’ambiente.  Come detto, non ha particolari competenze su questi temi, ma il suo punto di vista  sulla questione ha suscitato interesse un po’ per l’autorevolezza del personaggio, un po’ per la schiettezza e spigolosità con cui esprime i suoi argomenti.
Negli anni, Sartori ha preso in considerazione diversi grandi temi ambientali, segnalando spesso l’incapacità e i ritardi nella politica nell’affrontarli. Se si guarda anche solo l’indice del libro “Il paese degli struzzi. Clima, ambiente, sovrappopolazione” (Edizioni Ambiente) si nota come il tema della demografia è uno dei fili conduttori dei suoi scritti, ma molta rilevanza ha ricevuto anche quello dei cambiamenti climatici. Sartori più volte ha scritto sui pericoli del riscaldamento globale, e sulla necessità di azioni per ridurre le emissioni.
L’imprecisione nei commenti e le semplificazioni dell’analisi sono state controbilanciate da chiarezza espositiva e da uno sguardo coraggioso, in controtendenza con l’incapacità di altri commentatori (ad esempio, Pierluigi Battista) nel affrontare il tema del clima come una grande e importante questione globale. Titoli come “Il riscaldamento della Terra sconvolge il clima” o “Il texano tossico che affonda Kyoto” non sono comuni nel panorama editoriale italiano.

***

L’articolo del 15 agosto 2013 purtroppo sembra andare in un’altra direzione:
Come va l’Italia? Male, maluccio? Io direi molto maluccio. E come va il mondo, il pianeta Terra? Forse meglio. La buona notizia è che a detta dei climatologi il riscaldamento del nostro pianeta sembra che si sia fermato”.
Il primo errore di Sartori, ribadito dal titolo dell’articolo “Previsioni del tempo”, è la confusione fra il problema climatico nella sua corretta scala temporale (decenni, secoli e anche millenni), con le variazioni delle temperature annuali, di breve durata.
Come abbiamo già scritto, il riscaldamento del nostro pianeta non si è affatto fermato, ma è tuttora in corso, in quanto dipende da uno sbilanciamento energetico molto rilevante; il fatto che le temperature dell’atmosfera siano cresciute in modo meno veloce (il che è diverso dal dire che siano diminuite o che si siano fermate) che in altri periodi non stupisce i climatologi, che hanno invece fornito diverse spiegazioni per cui questo sta succedendo.
Probabilmente Sartori avrà basato la sua opinione sbagliata sugli articoli di altri quotidiani (ad esempio questi), perché le spiegazioni fornite sulle ragioni di questa presunta “buona notizia” aggiungono altri errori gravi:
Si intende, le previsioni sul clima non sono mai certe; sono, in verità, estrapolazioni ricavate da statistiche o da modelli matematici. Anche così, quali le possibili spiegazioni? Potrebbe essere che la crisi economica ha molto ridotto le emissioni di gas serra, pareggiando così il conto, e cioè pareggiando l’eccedenza di anidride carbonica che non veniva assorbita in precedenza dagli alberi.

Senza entrare nel merito dei modelli del clima, né statistici né matematici, o di quali “previsioni” si siano rilevate sbagliate, dalle “possibili spiegazioni” si deduce che Sartori non ha capito i termini basilari del problema: infatti, se bastasse un po’ di crisi economica per “pareggiare il conto” fra emissioni ed assorbimenti, sarebbe davvero tutto molto semplice.
Invece, i dati mostrano che la crisi economica degli anni 2008-2009 ha avuto un effetto molto limitato sulle emissioni globali di CO2 dall’uso dei combustibili fossili, che hanno raggiunto nel 2012 il nuovo record di 31,6 miliardi di tonnellate, con un aumento dell’1,4% rispetto al 2011 e del 4,4 % rispetto al 2010. Per i paesi non-OCSE, l’incremento dal 2000 è stato del 45%!

Emissioni di CO2 da attività energetiche e uso del suolo (in miliardi di tonnellate di carbonio) (Fonti dei dati: Friedlingstein et al, 2010; Boden et al., 2010; Houghton, 2008)

 

Il lieve e limitato calo delle emissioni globali causato della crisi economica (del mondo occidentale) non ha avuto pressoché influenza sullo sbilanciamento del bilancio globale del carbonio, che richiederebbe, per essere pareggiato, riduzioni delle emissioni antropiche di CO2 di circa il 90%. A seguito di questo andamento delle emissioni, l’incremento medio globale della CO2 in atmosfera a Manua Loa nel 2009 è stato di 2,65 ppm, il secondo fra i valori più elevati mai registrati. E nel maggio 2013, per la prima volta da quando si effettuano le misure, la stessa stazione di Mauna Loa ha fatto registrare un valore medio giornaliero superiore a 400 ppm.

Tasso di incremento annuo delle concentrazioni di CO2 in atmosfera misurate a Manua Loa (Fonte: NOAA)

Inoltre, anche se si riuscisse a ridurre le emissioni (cosa dalla quale oggi siano davvero molto lontani), il riscaldamento globale continuerebbe ad aumentare per via dell’inerzia del sistema climatico; i ghiacci continuerebbero a fondere e il livello degli oceani a salire per diversi secoli. Altro che buone notizie…
In seguito, Sartori rilancia con ostinazione una sua vecchia tesi secondo cui i ghiacciai dell’Himalaya non si stanno ritirando (non è così, come mostrano anche gli ultimi dati) e infila un infortunio clamoroso indicando il Lago Vittoria come foce del Nilo, anziché sorgente.
Sartori non è certo un negazionista: nel seguito dell’articolo, ridimensiona la portata delle “buone notizie” e ricorda che sul lungo periodo il problema rimane (“Dicevo che al momento sul clima ci sono buone notizie. Ma non esageriamo. Buone per gli anziani di oggi, non per i bambini di domani”). Sorprende che gli editoriali di prima pagina di un grande quotidiano non siano sottoposti a quei minimi controlli che vorrebbe la deontologia giornalistica.
Tralasciando altre affermazioni discutibili riportate nell’articolo, che esulano dai temi di Climalteranti (si veda ad esempio il post “per il bene dell’umanità qualcuno fermi Giovanni Sartori), questo tipo di articoli mostra uno dei problemi dell’Italia, ossia la scomparsa delle notizie per far spazio ai commenti disinformati basati sul sentito dire.
Il fatto che Sartori sia Accademico dei Lincei e abbia dei meriti riconosciuti in campo politologico non dovrebbe autorizzarlo a pontificare su tematiche ambientali senza documentarsi; e non dovrebbe esentare chi decide di pubblicare i suoi testi dal controllare la veridicità delle affermazioni in essi contenute.
A noi piacerebbe ricordarlo, più che per questi scivoloni, per quanto scriveva invece nel 2001:

Come mai Bush il giovane affonda Kyoto? Per due motivi. Il primo è l’egoismo nazionale. Il suo dovere prioritario – dichiara – è di tutelare l’economia e l’interesse degli americani. Domanda: questo interesse è davvero tutelato da un isolazionismo anti-ecologico? Ovviamente no. Ovviamente il clima non conosce frontiere, ovviamente il surriscaldamento della Terra danneggia tutti, americani inclusi.
L’argomento che gli americani devono badare a se stessi e basta, non è solo squallido; è anche miope. A meno che Bush non pensi di costruire uno scudo spaziale anche contro i venti e l’inquinamento atmosferico, il male degli altri sarà anche il male degli americani. Pertanto il suo primo argomento serve soltanto a lui per prendere e perdere tempo.
Ma abbiamo tempo da perdere?
Qui interviene la linea di difesa sussidiaria del texano tossico: dobbiamo prendere tempo perché ancora non c’è nulla di sicuro. La dottrina dell’egoismo nazionale si affida così al puntello dello scienziato che non è mai “certo”, che conosce solo probabilità e mai certezze. Ma questo è nascondersi dietro un dito. Anche se i nostri dati sono imprecisi e per molti rispetti incerti, anche cosi disponiamo (per altri rispetti) di “quasi-certezze” che è lecito chiamare certezze. Per esempio, è certo che l’anidride carbonica è in vistoso aumento. È altresì certo che esistono gas riscaldanti. Qui l’incertezza è solo questa: se il riscaldamento della Terra non derivi anche da altre cause, da cause cosmiche. Ma questa è davvero il texano tossico che affonda Kyoto una ipotesi incertissima. Sappiamo che in lontanissimi passati la Terra si è surgelata, per poi tornare a scaldarsi. Ma non sappiamo perché. E dunque le certezze che abbiamo non possono essere cancellate da una incertezza non spiegata.
Pertanto l’argomento del “non siamo del tutto sicuri” non può in alcun modo giustificare il nulla-fare ecologico di Bush e degli interessi affaristici e consumistici che lui protegge. In verità non abbiamo scelta. Anche se finissimo per scoprire che la normalizzazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera non basta a normalizzare il clima della Terra, anche così il non tentare è negligenza suicida. Se ripulire l’aria è un costo, è un costo che dobbiamo affrontare.
E poi il costo della pulizia ecologica è davvero così terribile, è davvero insopportabile? Secondo il nostro ministro dell’Ambiente Altero Matteoli la pulizia ambientale ci costerebbe 110.000 miliardi di lire: sarebbe una cifra devastante per l’economia? Via. Sarebbe soltanto due-tre volte, il patrimonio di Berlusconi. E dobbiamo anche mettere in conto, sull’altro versante, i danni economici causati dai disastri naturali imputabili al cambiamento del clima. Questi disastri sono aumentati, negli ultimi dieci anni, di almeno cinque volte, con danni stimati, al minimo, in 50 miliardi di dollari.
(da G. Sartori, “Il texano tossico che affonda Kyoto”, 9 agosto 2001. In Il paese degli struzzi. Clima, ambiente, sovrappopolazione”, pagg. 40-41)

 

Testo di Stefano Caserini, con contributi di Claudio Cassardo e Paolo Gabrielli

Si ringrazia Diego Tavazzi

33 responses so far

33 Responses to “Altri scivoloni di Giovanni Sartori”

  1. giovanni dittaon set 12th 2013 at 04:19

    Anche i neuroni di quelli che si chiamano Giovanni invecchiano. I miei hanno compiuto 77 anni; i suoi 89.

  2. Paolo Gabriellion set 12th 2013 at 08:12

    @ Giovanni

    Guardi posso dire che i neuroni invecchiano a partire da molto prima e non mi sembra molto rispettoso dare praticamente del rimbambito ad una persona che comunque mi sembra sappia ancora ragionare molto bene.

    I problemi di Sartori in questo caso sono 1) la disinformazione 2) un po’ di arroganza nel pretendere di pontificare in un campo che non e’ decisamente il suo. Ignoranza e arroganza se sono separati possono anche essere sopportabili ma insieme diventano un mix fra i piu’ indigesti, come in questo caso.

    In termini di responsabilita’ la direzione del Corriere e’ ancora gravemente colpevole. In questo caso direi un grosso problema di superficialita’. Di questi tempi, un quotidiano cosi’ importante non se lo dovrebbe permettere.

  3. oca sapienson set 12th 2013 at 17:14

    @Paolo G.
    non è questione di neuroni, infatti. Da sempre G. Sartori scrive di sovrappopolazione senza riconoscere che i figli li fanno le donne e che la sovrappopolazione dipende dalla loro libertà o meno di scegliere quando e se farli.

  4. Stefano Caserinion set 12th 2013 at 22:37

    Magari il fattore età non conta per i neuroni; pero’ secondo me influisce, perchè a 90 anni in genere si è più stanchi, si ha meno voglia di leggere, di documentarsi, di studiare; si va meno in giro e ci si confronta meno con gli altri; magari si legge solo qualche giornale o poco più, che purtroppo sul questo tema non basta, visto cosa scrivono i giornali…
    Non succede sempre, ci mancherebbe; ma spesso è l’unica spiegazione che riesco a darmi per brillanti carriere rovinate negli ultimi anni

  5. luciano leporion set 13th 2013 at 16:22

    Sartori ha ragione sul riscaldamento. Il grafico della temperatura di superficie mostra chiaramente che negli ultimi venti anni il riscaldamemto si è fermato, mentre le previsioni IPCC davano un sensibile aumento.( vedi Fig. 1.4 delle bozze AR5). Certamente verrà data una spiegazione, ma qualunque essa sia,
    sarà un effetto di raffreddamento uguale e di segno opposto al riscaldamento dovuto al forte aumento di CO2 nel periodo 1990-2013.

  6. Stefano Caserinion set 13th 2013 at 18:58

    @ Luciano Lepori
    @ negli ultimi venti anni il riscaldamemto si è fermato..

    20 anni ?? se riesce a trovare un grafico delle temperatura globali di superficie degli ultimi 20 anni in cui facendo l’interpolazione non trova un trend di riscaldamento, sarebbe una novità scientifica.

  7. luciano leporion set 14th 2013 at 15:35

    risposta a S.Cesarini
    Il grafico della temperatura degli ultimi 20 anni è quello da me citato. E’ riportato nel chapt.1 del quinto rapporto IPCC AR5 (draft). La Fig.1.4 riporta la T media annuale dal 1990 al 2011 assieme a diverse proiezioni IPCC. Appare evidente che dal 1995 la T è pressoché costante mentre tutte le proiezioni prevedevano un incremento (>0.2). Il rapporto AR5 draft è noto da circa un anno (l’ ho scaricato a dicembre 2012). La T globale osservata è disponibile in diversi siti Web citati da IPCC e può facilmente essere riportata in grafico.

  8. stephon set 14th 2013 at 15:56

    @luciano lepori
    “negli ultimi venti anni il riscaldamemto si è fermato”
    Forse lei è rimasto al 1980. In tal caso, sì, ha ragione, il riscaldamento si è fermato .

    “mentre le previsioni IPCC davano un sensibile aumento”
    *Alcune* proiezioni raccolte nell’ensemble dell’IPCC davano un riscaldamento maggiore di quello che comunque c’è stato e l’andamento delle temperature si colloca vicino al limite inferiore dell’ensemble . Altre no, anche se effettivamente non sono molte. Guarderei a queste e cercherei di capire il perché; in fondo ogni modello è sbagliato, ma qualcuno è pure utile.
    E come sempre, quando si guarda ai trend sul corto periodo (<30 anni), la variabilità ha il sopravvento ed è un fattore troppo dominante. E questa, nell'ultimo decennio, ha decisamente giocato al ribasso .

  9. luciano leporion set 14th 2013 at 18:55

    risposta a steph
    non sono rimasto al 1980, vedi la risposta a S.Cesarini:
    “Il grafico della temperatura degli ultimi 20 anni è quello da me citato. E’ riportato nel chapt.1 del quinto rapporto IPCC AR5 (draft). La Fig.1.4 riporta la T media annuale dal 1990 al 2011 assieme a diverse proiezioni IPCC. Appare evidente che dal 1995 la T è pressoché costante mentre tutte le proiezioni prevedevano un incremento (>0.2). Il rapporto AR5 draft è noto da circa un anno (l’ ho scaricato a dicembre 2012). La T globale osservata è disponibile in diversi siti Web citati da IPCC e può facilmente essere riportata in grafico.”
    Dia un’occhiata al suddetto grafico. Anche ammettendo che 20 anni sono un corto periodo,
    se la T non è aumentata per effetto del forte incremento di CO2, significa che sono intervenuti altri fattori sottovalutati o non considerati da IPCC. Per giustificare l’errore di previsione si dirà che il trend di T (non crescente) rientra nei margini di incertezza dei modelli e che in assenza del fattore imprevisto l’aumento di T(>0.2) ci sarebbe stato, in ogni caso le attuali T sono le piu alte degi ultimi 100 anni.

  10. Stefano Caserinion set 14th 2013 at 19:23

    @ Lepori

    Lei cita un rapporto che non è ancora stato pubblicato; è stato messo sul web in modo fraudolentio, contraddicendo agli impegni di riservatezza che ogni revisore dei rapporti IPCC si è preso; scaricandolo, e tanto più commentandolo, lei partecipa alla scorrettezza di chi l’ha postato e io su questo non la seguiro’. Fra 15 giorni ne riparliamo.
    Nel frattempo, Lei ha scritto che “la T non è aumentata negli ultimi 20 anni”, e questo non è vero: le ho chiesto se sulla base delle temperature globali che puo’ trovare facilmente sul web, lei risce a produrre un grafico senza un trend di riscaldamento. Ci provi ma vedrà che non ci riesce.
    Ora scrive che “dal 1995 (17 anni fa, ndr) è pressochè costante: …guardi se dal 1995 al 2012 il trend delle temperature è statisticamente significativo oppure no; capirà che quel pressochè non vuol dire niente, le T non sono costanti.

  11. stephon set 14th 2013 at 22:19

    @lepori
    se scrive che “negli ultimi venti anni il riscaldamemto si è fermato”, lei è rimasto ad inizio anni 80, non si scappa. Da allora ogni decennio, come vede dal grafo della WMO che le ho linkato, la T globale ha continuato a salire, pure negli anni 2000.

    “quinto rapporto IPCC AR5″: quarto (AR4), vorrà dire. L’AR5 esce a fine mese, non ho l’abitudine di commentare documenti che ancora non sono tali.

    “Dia un’occhiata al suddetto grafico”: se proprio insiste…ma la prima cosa che noto di quel grafico è il grosso CAVEAT che ci sta scritto sotto: “PLACEHOLDER FOR FINAL DRAFT: Observational datasets will be updated as soon as they become available”.

    “sono intervenuti altri fattori sottovalutati o non considerati da IPCC”
    quando? Nel FAR ? (vedi anche il SfP, all’inizio di pag. XII . Nel TAR?

    “Per giustificare l’errore di previsione si dirà che il trend di T (non crescente) rientra nei margini di incertezza dei modelli”
    Quindi lei propone di escludere i gradi di incertezza per mettere in risalto i presunti errori delle simulazioni?

    “e che in assenza del fattore imprevisto l’aumento di T(>0.2) ci sarebbe stato”
    vedi sopra

    “in ogni caso le attuali T sono le piu alte degi ultimi 100 anni”
    Pensa che non sia vero?

  12. stefanoon set 14th 2013 at 23:23

    ammettiamo che il global warming antropico sia un errore..un clamoroso errore di calcolo..e che l’uomo in realtà influisca di un niente nel riscaldamento..
    nel frattempo stiamo perdendo numeri impressionanti di milioni di metri cubi di ghiaccio, i mari si alzicchiano, abbiamo eventi estremi un pò ovunque, si trovano metalli e scarti di lavorazione nel pack artico, gli oceani si scaldano, il permafrost è ogni anno più debole, nella meteo spariscono e appaiono figure bariche insolite..ecc..ecc..
    alla fine dei conti poi non mi sembra che anche negando il problema del riscaldamento ci troviamo in un pianeta ‘sano’..tranne non si assuma a verità il principio che il pianeta ha cambiato trend climatici in periodi brevissimi, cosa che mi pare assodato non è mai capitata..e in un normale trend medievale o paleoclimatico non ho mai visto report che parlavano di metalli e scarti di lavorazione che contribuiscono alla diminuzione del pack artico perché di colore nero..o che le riserve d’acqua inquinata possono minare la stabilità della temperatura marina..
    qual’è allora il quid del discorso..non capisco..
    siamo su una nave che affonda e continuiamo a viaggiare sempre più veloce e ovviamente imbarchiamo più acqua..

  13. alex1on set 17th 2013 at 22:59

    stefano@
    “nel frattempo stiamo perdendo numeri impressionanti di milioni di metri cubi di ghiaccio, i mari si alzicchiano, abbiamo eventi estremi un pò ovunque..”

    ma lei si rende conto di quello che scrive? o mente sapendo di mentire?

    quest’anno la stagione degli uragani manco è cominciata..

    come anche il ghiaccio, c’è stato un recupero mai visto:

    https://fbcdn-sphotos-f-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/1184867_310698382406245_195895337_n.jpg

    gli eventi estremi un pò ovunque, lasciano il tempo che trovano.. ci son sempre stati e se aumentano i danni provocati è solo perchè è aumentata l’urbanizzazione (anche selvaggia e abusiva)

    per il resto.. si continua a lasciare la testa sotto la sabbia, non capendo che forse c’è una forzante “sconosciuta” che rallenta il trend, mentre la co2 va per conto suo..

    sempre più articoli usciranno in prime pagine di giornali importanti, che finalmente apriranno gli occhi alle persone intossicate dalle vostre elocubrazioni modellomatematiche che per 30 anni ci hanno sopito i neuroni..

    mettiamo caso che abbiamo preso un abbaglio?? e tutte le tasse inutili per ridurre la co2 ce le restituiscono con gli interessi??

  14. Paolo C.on set 18th 2013 at 10:24

    @alex

    Sul “recupero” dei ghiacci si legga Pasini:

    http://pasini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/09/16/scoop-aumenta-il-ghiaccio-al-polo-nord/

  15. Fausto5on set 18th 2013 at 13:01

    Alex1
    e’ come dire..oggi piove e tira vento,il GW non esiste :)
    comunque i ghiacci artici quest’anno non hanno perduto tantissimo come negli ultimi anni grazie a delle configurazioni particolari sull’Artico..
    ma la salute dei ghiacci non la si valuta solo sull’estensione..anzi..
    vada a vedersi il grafico sul volume..e’ sempre peggio..

  16. Diegoon set 18th 2013 at 14:37

    @alex1
    Se, caso improbabile, lei dovesse seguire il consiglio di Paolo C, e decidesse di linkare al sito di Pasini e, caso ancor più improbabile, lei facesse scorrere la pagina, a metà troverà un grafico animato. Se, caso sommamente improbabile, dovesse guardarlo, tenga conto che le scritte lampeggianti in rosso, “recovery”, vogliono dire, indovini un po’, recupero. Nel caso, praticamente impossibile, le venisse qualche dubbio, stia tranquillo. Potrà scegliere tra le seguente opzioni (altre ne trova sul suo sito “scientifico” di riferimento, WUWT):

    convincersi che i dati con cui è stato costruito il grafico sono manipolati e sovrastimano l’effetto “isola di calore artica”; oppure

    convincersi che in realtà il grafico si riferisce al declino del consenso scientifico sull’origine del GW, e quindi gli scienziati comunque barano perché modificano le didascalie e le indicazioni su ascisse e ordinate; oppure

    convincersi che la CO2 comunque non c’entra, che è tutta colpa del sole che, grazie a una misteriosa forzante sconosciuta, ogni tanto, grazie a un misterioso meccanismo sconosciuto, fa crescere i ghiacci e ogni tanto li fa restringere.

    Se poi, per un misterioso meccanismo sconosciuto, lei decidesse di iniziare a discutere pacatamente e in modo sensato di questioni come il ghiaccio artico, credo che su questo sito troverà persone disposte a spendere parte del loro tempo per confrontarsi con lei.

  17. oca sapienson set 18th 2013 at 19:20

    @alex 1
    “quest’anno la stagione degli uragani manco è cominciata”
    Questi cosa sono, secondo lei?

  18. alex1on set 18th 2013 at 21:57

    @paolo C

    a pasini manca l’ultimo tratto del recupero..forse ha parlato troppo presto

    http://arctic-roos.org/observations/satellite-data/sea-ice/observation_images/ssmi1_ice_ext.png

    il problema nella comunicazione è che se avessimo avuto un calo ulteriore, avremmo sentito le campane della catastrofe imminente stile Al Gore dalla metà di agosto..

    per quanto riguarda le misure sui volumi, dubito molto che i satelliti siano attendibili, al contrario invece di come vedono bene aree ed estensioni…quindi millantare cali dei volumi mi sembra un tantino precipitoso..

    @oca

    eppure lei sa molto bene che la stagione degli uragani parte dal 1 giugno al 30 novembre

    quello che lei mi ha indicato è il primo uragano stagionale..

    mi sembra che come numero complessivo sia un pò pochino no? che pensa? non è che forse è mancato un pò di calore per farli formare? che si sa.. un uragano è affamato di calore.. se non lo trova non riesce a crescere…oppure manco nasce…mancano almeno 8 uragani all’appello.. in un mondo surriscaldato e surriscaldante la cosa non le sembra un pò strana non le pare?

  19. Carlettoon set 18th 2013 at 22:10

    secondo me Alex1 vive in un altro Pianeta dove non c’e’ il GW :)
    ecco il grafico sul volume dei ghiacci artici..non servono commenti
    http://3.bp.blogspot.com/-mi0Aq6Ba9uc/UD9HHYa0QKI/AAAAAAAAAOk/cpLpGdMDUXE/s640/Arcticseaicevolume2011.gif

  20. stefanoon set 18th 2013 at 22:46

    sinceramente a me non interessa portare la discussione a toni da stadio..il clima, almeno quello, è un affare serio..
    se non crede alle stime satellitari almeno veda Thin Ice..film-documentario del 2011 dove un gruppetto di ricercatori piazza decine di macchine fotografiche in Alaska, Canada e Groenlandia..e ciclicamente ne scarica il contenuto e analizza lo status del luogo..(prova fotografica..difficilmente controvertibile).
    saluti

  21. stefanoon set 18th 2013 at 22:48

    pardon..Chasing Ice..lapsus freudiano :-)

  22. oca sapienson set 18th 2013 at 23:50

    @alex1

    “dal 1 giugno al 30 novembre”
    Infatti sono iniziati in giugno (Andrea). Visto che non ha guardato il link che le ho dato, riporto qui i dati al 16/9:
    Hurricanes 6: season normal 6
    Major Hurricanes: 2 – s.n. 3
    Tropical storms: 16 – s.n. 12

    Oggi un uragano sta arrivando sulla California e un altro sul Messico e mancano ancora 2 mesi alla fine della stagione. “Ha parlato troppo presto” lei, non crede?

  23. Carlettoon set 19th 2013 at 09:26

    x alex1
    volume ghiacci artici sempre piu’ sottile
    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&ved=0CDEQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.ansa.it%2Fscienza%2Fnotizie%2Fvideogallery%2Fultimi%2F2013%2F09%2F11%2FProgressiva-riduzione-volume-ghiacci-Artici_9282051.html&ei=bKY6UuPHHNKv4QSOjoGgDg&usg=AFQjCNEnHnMWz3PG3_ciWiDAGEbkrxOwJw&bvm=bv.52288139,d.bGE
    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&ved=0CEEQqQIwAQ&url=http%3A%2F%2Fqn.quotidiano.net%2Festeri%2F2013%2F09%2F12%2F948903-giacci-artici-sottili-minimo-esa-cryosat.shtml&ei=bKY6UuPHHNKv4QSOjoGgDg&usg=AFQjCNHRHGgulcpNPDwJe83zY-7L5RVX0A&bvm=bv.52288139,d.bGE

  24. alex1on set 19th 2013 at 17:52

    si cara oca, ma siamo sempre nella normalità, non c’è nessun aumento dei fenomeni..

    quindi finiamola una volta per tutta di strombazzare a torto “uragani in aumento”

    perchè non c’è nessun aumento…

  25. alex1on set 19th 2013 at 18:03

    @carletto

    la stima del volume dei ghiacci è cosa recente.. ci sono stati sobbalzi dalle sedie per una stima fatta dal 2011 al 2012 l ‘anno scorso abbiamo avuto una perturbazione che si è concentrata sull artico per troppo tempo.. evento unico nel suo genere.. che non può far parte delle stime per calcolare un trend, visto che come voi dite spesso un trend non c’entra nulla con un evento singolo stagionale..

    quindi due anni di misure del satellite criosat non hanno alcun valore..

    se glielo vogliamo dare allora, aspettiamo cosa dice criosat per 2012-2013

    poi vediamo se verrà preso in considerazione o ci sarà il silenzio tombale…

  26. oca sapienson set 19th 2013 at 19:12

    @alex1
    sì, caro alex1: 21 = 26, ieri era il 30 novembre, i satelliti misurano il volume dei ghiacci marini dal 2011, il minimo artico è stato eccezionale solo l’anno scorso e Babbo Natale esiste.

  27. Carlettoon set 20th 2013 at 10:12

    ahahahahah ma cosa dici Alex1?????????
    infomati bene prima di parlare..eppure ti ho dato i link…li hai aperti????
    grande oca sapiens meglio buttarla sul ridere..:)

  28. Carlettoon set 20th 2013 at 10:15

    scusa Alex1 forse e’ colpa mia..qui si vede meglio..dal 1980
    http://cdn.blogosfere.it/ecoalfabeta/images/maggio%202010/BPIOMASIceVolumeAnomalyCurrent.png

  29. alex1on set 20th 2013 at 22:12

    @ oca e carletto

    http://www.ecoblog.it/post/51849/il-volume-del-ghiaccio-artico-diminuito-dal-9-al-36-in-nove-anni-lo-scopre-lagenzia-spaziale-europea

    “Due anni di rilevazioni di CryoSat-2 non sono sufficienti per fare stime a lungo termine; tuttavia il basso spessore ed il volume del ghiaccio rilevato nel febbraio 2012, se comparato allo stesso periodo del 2011, può tuttavia essere stato determinante per il dato minimo record dell’autunno 2012

    ha spiegato il prof. Christian Haas della York University e coordinatore delle attività internazionali CryoSat.”

    e io cosa avevo detto?

  30. Arturoon set 20th 2013 at 22:14

    Che tristezza vedere una bella penna qual’era Giovanni Sartori finire la propria esistenza con simili scivoloni!!!
    Dice bene Stefano Caserini: “… a 90 anni in genere si è più stanchi, si ha meno voglia di leggere, di documentarsi, di studiare; si va meno in giro e ci si confronta meno con gli altri; magari si legge solo qualche giornale o poco più, che purtroppo sul questo tema non basta, visto cosa scrivono i giornali”.

  31. stefanoon set 21st 2013 at 10:50

    a chi nega il GW antropico suggerirei spassionatamente di non focalizzare troppo l’attenzione sull’artico..il quale non è l’unica risorsa di ghiaccio sulla terra..
    per il semplice motivo che il cuscino sul quale poggia è sempre più caldo e l’esperienza del mare di Barents, che ormai non si congela più per diversi mesi, dovrebbe allarmare anche i più scettici..perchè l’artico le sue battaglie le perde ogni anno..da molto tempo ormai..
    Piuttosto suggerirei, se potessi, la visione di un film/documentario come Chasing Ice..nel quale, uno scettico, invece che arrovellarsi sulle difficili equazioni dei modelli o sulle stime satellitari, si prende la briga di piazzare decine di belle macchine fotografiche e scattare migliaia di foto rivolte alle lingue glaciali di Alaska, Groenlandia e Canada..
    lo stato depressivo in cui il protagonista/autore entra dopo la visione dei fotogrammi è quanto di più orrendamente bello ed efficace per rendere chiaro a tutti cosa sta avvenendo ..giorno dopo giorno, ciclo estate/inverno dopo inverno/estate, ora dopo ora a quei magnifici pezzi di ghiaccio, di vita.
    saluti.

  32. alex1on set 21st 2013 at 12:32

    eh si.. non ci sono più gli uragani di una volta..

    http://www.meteoportaleitalia.it/meteo-italia/meteo-italia/storia-eccezioni-archivi-a-comparazioni/12008-accadde-oggi-il-grande-uragano-devasta-il-new-england.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+meteoportaleitalia%2FhwxE+%28Meteo+Portale+Italia+-+Homepage%29&utm_content=FaceBook

  33. [...] Ecco perché nel leggere tra gli altri un commento che segnalava come anche su altri lidi di tutt’altro orientamento si fosse proceduto a bacchettare il nostro editorialista sono [...]

Leave a Reply