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L’inevitabilità dell’innalzamento del livello del mare

Pubblichiamo la traduzione di questo post di Anders Levermann pubblicato su Realclimate, sul tema di uno degli impatti più importanti dei cambiamenti climatici

Piccoli numeri possono avere grandi implicazioni. Il livello del mare è cresciuto poco meno di 0,2 metri durante il ventesimo secolo, principalmente come conseguenza all’aumento di temperatura di 0,8°C che l’umanità ha causato attraverso le emissioni di gas serra. Forse può non apparire come qualcosa di cui preoccuparsi ma non c’è dubbio che per il prossimo secolo, il livello del mare salirà in maniera significativa. Ora, la domanda da un milione di dollari è: quanto?

Il livello superiore di due metri, attualmente indicato nella letteratura scientifica, sarebbe estremamente problematico e costoso per molte regioni costiere e il livello del mare non si arresterà alla fine del 21° secolo. Dati storici mostrano che il livello del mare fosse più alto ogni volta che clima terrestre era più caldo di oggi, e non di un paio di centimetri ma di parecchi metri. Questa inevitabilità è dovuta all’inerzia degli oceani e delle masse glaciali del pianeta e ci sono due cause principali per la perpetua reazione del livello del mare alle nostre perturbazioni .

Una è dovuta alla longevità del riscaldamento da anidride carbonica nell’atmosfera. Una volta emessa, l’anidride carbonica  causa un riscaldamento plurisecolare che può essere contenuto significativamente solo se rimuovendo i gas serra. Questo perché la capacità di assorbimento sia del calore che dell’anidride carbonica da parte degli oceani si è ridotta, di conseguenza la temperatura resta elevata per secoli se non per millenni. Com’è ovvio, non tagliare le emissioni aggraverebbe ulteriormente il problema.

L’altra ragione è che sia l’oceano che le masse glaciali sono enormi e un riscaldamento dell’atmosfera circostante penetra lentamente ma inevitabilmente provocando un innalzamento del livello del mare continuo anche qualora il riscaldamento si arrestasse. Durane il secolo scorso, il livello del mare è stato dominato dal riscaldamento dell’oceano e dallo scioglimento dei ghiacciai. Un nostro studio recente in che il futuro innalzamento del livello dei mari sarà dominato dallo scioglimento delle masse glaciali maggiori, in Groenlandia e nell’Antartide – due giganti assopiti che noi stiamo per svegliare.

Graph: Contributi all’innalzamento del livello del mare nel corso di 2000 anni dovuti a: riscaldamento dell’oceano (a); scioglimento ghiacciai montani (b); scioglimento ghiacci della Groenlandia (c) e ghiacci Antartico (d). L’aumento  totale (e) è di circa 2,3 m per ogni grado di riscaldamento sopra ai livelli preindustriali.

È  facile immaginare un mondo futuro che raggiunge un nuovo equilibrio, con temperature ambientali più elevate; è più difficile capire  la dinamica della transizione (forse molto rapida) dalla situazione odierna a quella più calda. Perciò abbiamo utilizzato modelli fisici per gli oceani, per i ghiacciai montani e per le grandi calotte polari per calcolare quanto sarebbero diversi  se il nostro mondo fosse più caldo.

Quello che abbiamo trovato è che per ogni grado di riscaldamento globale, superiore ai livelli preindustriali, il contributo degli oceani al livello del mare sarebbe pari a circa 0,4 m e quello dell’Antartide 1,2 m. I ghiacciai montani avendo una massa limitata, darebbero un contributo limitato ma questo sarebbe largamente compensato dalla fusione dei ghiacci della Groenlandia. In totale, il  livello del mare del mare aumenta quasi linearmente di  circa 2,3 m per ogni grado centigrado di riscaldamento (si veda il grafico).

Con quale rapidità avverrà, non lo sappiamo. Possiamo soltanto dire che non ci vorrà più di 2000 anni, e che l’innalzamento di 2,3 m non accadrà in questo secolo. Questi valori devono essere considerati come qualcosa di inevitabile se le temperature globali raggiungeranno un determinato valore a causa delle nostre attività.

Ben Strauss di Climate Central ha considerato le diverse strade che una società come quella americana dovrebbe seguire e calcolato quali città statunitensi sono a rischio a lungo termine. Si è chiesto in quale anno, se continuiamo a emettere gas serra  al ritmo attuale, avremo causato un innalzamento del mare tale da mettere in serio pericolo alcune città.

Secondo le sue analisi, entro pochi anni Miami in Florida sarà probabilmente destinata a finire sott’acqua mentre le nostre azioni future possono ancora determinare la sorte di città come Virginia Beach, Sacramento, Boston, Jacksonville o New York.

E’ una decisione che la società deve prendere per le future generazioni. Dovremo adattarci ai cambiamenti climatici in ogni caso, anche se non se saremo sempre capaci.. La collettività deve decidere se sacrificare la Torre di Londra, per esempio, o mettere un freno al cambiamento climatico per non doverlo fare.

 

Weblink: Il New York Times ha un ottimo articolo su questo tema.

Post originale, qui.

Anders Levermann è capo dipartimento all’Institute for Climate Impact Research di Postdam, in Germania.

 

Traduzione di Riccardo Mancioli.

16 responses so far

16 Responses to “L’inevitabilità dell’innalzamento del livello del mare”

  1. Luciaon set 2nd 2013 at 09:02

    2,3 gradi per ogni gradi centigradi! Alla faccia di tutte le analisi dei costi e dei benefici. Ora voglio vedere se gli economisti rifanno i conti …

  2. Luciaon set 2nd 2013 at 09:04

    Ops volevo scrivere 2,3 metri per ogni grado centrigrado!!! Vabbe’ si era capito.

  3. Filippoon set 2nd 2013 at 10:15

    Salve,

    vorrei domandare se potrebbe gentilmente inserire altri autori che hanno effettuato gli stessi studi sull’argomento.

    grazie.

    filippo

  4. Stefano Caserinion set 2nd 2013 at 11:50

    @ Filippo
    La bibliografia è molto ampia sul tema.
    Le suggerisco di partire dall’articolo di Levermann alla base di questo post (questo http://www.pnas.org/content/early/2013/07/10/1219414110.abstract) in cui ci sono 73 riferimenti. Oppure per una completa review può aspettare il 26 quando uscirà il primo volume del 5° rapporto, e consultare il capitolo sul sea level rise.

  5. [...] del livello dei mari è come noto una delle conseguenze più temibili dei cambiamenti climatici. In realtà, malgrado le concentrazioni di anidride carbonica presenti nell’atmosfera [...]

  6. Ciccioon set 3rd 2013 at 10:29

    Di sicuro nessuno aveva previsto questa stasi delle temperature globali,questo ci fa capire che fare proiezioni climatiche e’ molto difficile,troppo facile ora parlare di pausa illusoria..
    Nell’articolo si parla di scioglimento dei ghiacci antartici..ma se non sono mai stati cosi’ in forma come ultimamente,ci sono dati record..almeno aspettiamo che il trend si inverta prima di parlare che tra pochi anni Miami in Florida sarà probabilmente destinata a finire sott’acqua.. si diceva anche di Venezia negli anni 90.. doveva essere sott’acqua gia’ in questi anni..

  7. Riccardo Reitanoon set 3rd 2013 at 12:26

    Ciccio
    nessuno aveva previsto quando sarebbe avvenuta la “pausa”, ma che l’aumento di temperatura non sarebbe stato monotono lo si sa da sempre e gli attuali modelli climatici mostrano una analoga variabilità. Non è un caso che nessun climatologo sia “turbato”, solo si cerca di capire meglio i dettagli del meccanismo che genera queste “pause” per poterle in futuro prevedere.
    Sui ghiacci antartici, quelli “mai così in forma” sono quelli marini che, com’è ovvio, non causano variazioni del livello del mare. Il problema evidentemente è in quelli sulla terraferma, in forma per nulla smagliante.

  8. stephon set 3rd 2013 at 23:34

    Ciccio
    “Questa” nel senso di questi specifici anni?
    Y: le proiezioni decennali sono musica di domani mattina.
    N: “Di sicuro nessuno aveva previsto questa stasi delle temperature globali”: sicuro che proprio nessuno lo ha mai fatto ?

  9. Ciccioon set 3rd 2013 at 23:48

    strano pero’ che l’IPCC non ha tenuto conto di questo Steph
    http://www.meteogiornale.it/notizie/cat-60-global-warming
    comunque ringrazio tutti per le risposte..

  10. Ciccioon set 3rd 2013 at 23:49

    scusate di questo..
    gli errori dell’IPCC
    http://www.meteogiornale.it/notizia/28933-1-gli-errori-dell-ipcc

  11. Riccardo Reitanoon set 4th 2013 at 01:29

    Strano piuttosto che ci sia chi non ha ancora capito la differenza fra variabilità e trend climatico. Meno strano che ci sia chi propaganda questa confusione. Incomprensibile che qualcuno gli faccia a sua volta da cassa di risonanza, preferendoli a chi dell’argomento ne capisce davvero.

  12. stephon set 4th 2013 at 09:10

    Ciccio
    guarda, l’articolo che hai linkato non lo ho nemmeno potuto leggere. Già guardando ai grafici, si capisce che è garbage. Grafico cosi’ non passerebbero nemmeno un’ esame di licenza elementare.
    Play it again, sam!

    Che poi l’IPCC non ne abbia mai tenuto conto è falso. Infatti, sin dal lontano 1990 (FAR):
    cap. 6
    SfP

    Oppure nel TAR (2001):
    signal vs noise, cap. 9.2.2.1

    Forse prima di sentenziare, bisognerebbe anche leggere quello di cui si parla.

  13. faustoon set 4th 2013 at 12:20

    Che poi per causare danni importanti bastano centimetri, sapete? Nel momento in cui il mare prende ad alzarsi, anche di poco, si altera l’equilibrio dinamico esistente tra deposizione di sedimenti fluviali ed erosione costiera.

    Caso esemplare il delta del Po: un innalzamento inteso come statico del livello marino di 30 cm lascerebbe la linea di costa esattamente dov’è. Ma questa è una pia illusione, il sistema non è affatto statico: è un complicato bilancio dinamico di apporti e perdite, nel quale il fiume Po ed i suoi sodali combattono a suon di sedimenti con l’incessante erosione marina. Ed ecco che i centimetri di innalzamento del mare, e di subsidenza del terreno, hanno messo già oggi in crisi tutto quanto il sistema della costa. Obbligando la mia Regione a praticare un po ovunque interventi come ripascimenti e barriere litoranee.

    Non c’è bisogno di metri di innalzamento per devastare buona parte delle aree costiere urbanizzate di pianura: bastano pochi decimetri, e ci ritroveremo a dover gestire un evento erosivo / trasgressivo di portata storica. Gli italiani lo avranno capito?

  14. homoereticuson set 4th 2013 at 13:35

    @fausto

    “Gli italiani lo avranno capito?”

    ma cosa vuole che capiscano, Fausto, di eventi erosivi? … i più neanche sanno il significato della parola, qualcuno forse intuisce il senso del termine “erosione” allorchè detto fenomeno riguarda il contenuto del suo portafogli, ma resta una minoranza pure questa, visto in quanti abboccano giocondi alle promesse elettorali più strampalate. Qui si tratta di ricominciare da zero, si devono recuperare decenni di imbarbarimento e di sistematica e programmatica analfabetizzazione e stordimento di masse…

  15. Riccardo Reitanoon set 4th 2013 at 17:30

    Cosa sia l’erosione credo sia sotto gli occhi di tutti. Che relativamente pochi centimetri possano fare la differenza è probabilmente più difficile da far accettare; un po’ come “solo” qualche grado di aumento della temperatura globale.

  16. [...] ad aumentare per via dell’inerzia del sistema climatico; i ghiacci continuerebbero a fondere e il livello degli oceani a salire per diversi secoli. Altro che buone notizie… In seguito, Sartori rilancia con ostinazione una sua [...]

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