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Lo strano caso del giornalista che non sa leggere

 

Abbiamo già avuto modo di mostrare su Climalteranti come, sul tema dei cambiamenti climatici, l’aderenza degli articoli di Danilo Taino alla realtà sia un optional.
L’11 ottobre su Sette, il magazine del Corriere della Sera, ne troviamo un’altra prova. “Lo strano caso dell’effetto serra” ripropone già nel sottotitolo la falsità già scritta in precedenza dallo stesso Taino, secondo cui “Dal 1998 la temperatura media della Terra non aumenta” (in realtà l’aumento c’è, è solo un po’ inferiore all’aumento dei decenni precedenti). Segue un’altra affermazione “Ma perché gli organismi preposti a tenerla sotto controllo mantengono toni allarmistici?”, che smentisce quanto sostenuto dallo stesso Taino in un articolo precedente, ossia che l’ultimo rapporto dell’IPCC abbia ridimensionato l’allarme per il clima globale, rispetto al precedente Quarto Rapporto.
Questa volta lo “statistical editor” del Corriere avanza un’accusa precisa agli scienziati che hanno redatto il rapporto dell’IPCC, ossia non aver risposto alla domanda sul perché le temperature dal 1998 non aumentano:
“C’era una domanda alla quale il rapporto degli esperti delle Nazioni Unite sul clima, pubblicato a fine settembre, avrebbe dovuto rispondere. Era la più interessante. Perché dal 1998 la temperatura media sulla faccia della terra non aumenta? Gli scienziati dell’Ipcc, l’Intergovernmental Panel on Climate Change, avevano pubblicato il loro ultimo report nel 2007: catastrofico, in linea con le previsioni di disastri globali avanzate in conferenze e al cinema da Al Gore. D’altra parte, sempre nel 2007, l’ex vicepresidente degli Stati Uniti e l’Ipcc stesso furono insigniti del Premio Nobel per la Pace, grazie agli allarmi che lanciavano. Da allora, i risultati scientifici del rapporto 2007 si sono rivelati in alcuni punti sbagliati: ad esempio nell’esagerazione della velocità con la quale i ghiacciai dell’Himalaya si stanno sciogliendo. Ora, nell’attesissimo report di quest’anno, però, l’Ipcc dedica ai 17 anni di temperatura piatta una semplice nota. A loro non sembra interessare: potrebbe mettere in discussione le teorie che hanno sostenuto per anni“.

Un lettore sarebbe portato a pensare, visto quanto scritto dal giornalista, che davvero l’IPCC abbia dedicato nel suo “nell’attesissimo report di quest’anno” una semplice nota. Invece no, è solo un’altra balla di Danilo Taino che il Corriere della Sera continua a pubblicare. Sul tema dell’andamento delle temperature degli ultimi 15 anni nel Quinto Rapporto IPCC ci sono infatti più di 5 pagine con spiegazioni esaurienti.

Il Sommario per i Decisori Politici dell’AR5 (qui la traduzione in italiano realizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile) dedica a questo argomento il seguente paragrafo:
“Oltre al forte riscaldamento multi-decennale, la temperatura media globale della superficie terrestre mostra variabilità sostanziali decennali ed interannuali (vedi Figura SPM.1). A causa della variabilità naturale, le tendenze basate su osservazioni brevi sono molto sensibili alle date di inizio e di fine e non riflettono in generale le tendenze del clima a lungo termine. Un esempio: il tasso di riscaldamento negli ultimi 15 anni (1998-2012; 0.05 [-0.05 a +0.15] °C per decennio), che iniziano con un forte impatto del El Niño, è inferiore al tasso calcolato dal 1951 (1951-2012; 0.12 [0.08-.14] °C per decennio)5 {2.4}”.
rimandando alla nota 5 a fondo pagina:
5 Le tendenze per periodi di 15 anni a partire dal 1995, 1996, e 1997 sono rispettivamente 0,13 [0,02-0,24], 0,14 [0,03-0,24], 0.07 [-0.02 a 0.18] °C per decennio”.

Come si nota, è scritto esplicitamente che le temperature sono aumentate (contrariamente a quanto ha scritto il giornalista) e si spiega che i trend su brevi periodi sono molto sensibili alla variabilità naturale. Lo spazio dedicato nel sommario (8 righe e una nota) non è poco, se si pensa che il sommario deve riassumere le 2000 pagine  dell’intero rapporto. Si pensi ad esempio che un analogo spazio è dedicato nel Sommario all’importantissimo tema del riscaldamento del permafrost in corso e del conseguente possibile rilascio di metano.

Quel paragrafo non è l’unico a riguardare le temperature del periodo 1998-2012. Il numero 2.4 fra parentesi graffe alla fine del testo citato indica, nel linguaggio dei rapporti IPCC, che al capitolo 2.4 ci sono i dettagli da cui è tratti la sintesi. Infatti al capitolo 2.4 viene descritto nel dettaglio il trend delle temperature:

Nel testo si rimanda al box 9.2 e al capitolo 10.3.1.
Il Box9.2a pagina 26 del Capitolo 9 “Evaluation of Climate Models” è intitolato “Climate Models and the Hiatus in Global-Mean Surface Warming of the Past 15 Years”. In 4 pagine discute il ruolo della variabilità climatica, delle forzanti radianti, delle incertezze e degli errori nelle risposte dei modelli, con tanto di figura che confronta trend osservati e simulati nel periodo 1998-2012.

Già nell’Executive Summary del Capitolo 10 “Detection and Attribution of Climate Change: from Global to Regional” si trova una spiegazione del perché della riduzione dell’aumento delle temperature nel periodo 1998-2015, mentre i dettagli sono nel paragrafo 10.3.1:

In conclusione, anziché “una semplice nota”, l’IPCC ha dedicato agli ultimi 15 anni di temperature un’analisi approfondita ed esauriente, di più di 5 pagine, di cui un giornalista che sa leggere avrebbe dovuto accorgersi.
Danilo Taino ha propinato ai lettori del Corriere della Sera un’altra bufala, per la quale si spera, prima o poi, di leggere una smentita e delle scuse.

 

Testo di Stefano Caserini, con contributi di Claudio Cassardo e Sylvie Coyaud

8 responses so far

8 Responses to “Lo strano caso del giornalista che non sa leggere”

  1. Paolo Gabriellion nov 4th 2013 at 00:10

    Dopo aver scritto “’Ipcc dedica ai 17 anni di temperatura piatta una semplice nota” Taino aggiunge anche “A loro non sembra interessare: potrebbe mettere in discussione le teorie che hanno sostenuto per anni”.

    Eh si’ perche’ gli scienziati IPCC sono sempre gli stessi a partire dal 1990, proprio come Babbo Natale che arriva tutti gli anni, vero?

    Taino propina ancora la visione dell’IPCC come una cricca di carbonari che cospira contro l’umanita”. E da bravo giornalista non pensa minimamente a documentare questa accusa. Ma intanto lancia il sasso…. pronto a nascondere la mano come nel caso dell’articolo precedente.

    Ma in questo caso la responsabilità della Direzione del Corriere e’ ancora maggiore visto il precedente recente di taino. Liberta’ di stampa non significa liberta’ di mistificare e offendere. La professionalita’ e’ ormai diventata un optional presso il Corriere della Sera?

  2. [...] danni della disinformazione propinata dai soliti giornalisti pro Tainoisti Climalteranti.it » Lo strano caso del giornalista che non sa leggere Francy Rispondi quotando   + [...]

  3. Salvatoreon nov 5th 2013 at 09:28

    gli articoli di questi giornalisti mi fanno davvero arrabbiare… confondono la gente su quello che realmente sta accadendo alla nostra povera terra… non è giusto che il corriere della sera pubblichi articoli di questo genere, visto come è seguito ed è importante tale giornale per gli italiani, senza farli verificare da gente esperta sul tema… è assolutamente un errore imperdonabile far pubblicare articoli su tali argomenti da gente non esperta…

  4. Paolo Caston nov 7th 2013 at 10:04

    Certo che questo Taino è un vero disastro. Ma non ce l’ha un minimo di dignità professionale?

  5. Antonioon nov 8th 2013 at 21:55

    La cosa strana è che questa cosa che ha raccontato ci voleva proprio poco a verificarla, come dovrebbe fare un giornalista. Perchè mai dovrebbe scrivere cose clamorose, senza prima fare un sforzo di controllare? Insomma, se la spari grossa dovresti prima pararti le spalle, no?

  6. Riccardo Reitanoon nov 8th 2013 at 23:57

    Antonio
    non è strano se la persona in questione ha un’idea pregiudiziale sull’argomento e cerca di convincere se stesso e gli altri della sua correttezza. In questa situazione capita di frequente che si vedano (o leggano) le cose selettivamente, solo quelle che confermano il propio pregiudizio. L’unica arma di difesa da questa “umana debolezza” è l’approccio scientifico al problema ma, si sa, l’Italia non brilla certo per cultura scientifica.
    Le cose possono solo peggiorare quando si diventa “firma” di un grande quotidiano, si sviluppa la presunzione di poter discettare di qualunque argomento senza sentire il bisogno di informarsi davvero. Non è ovviamente un caso che Taino ha già altre volte preso cantonate. Sorprende di più che il Corriere della Sera collezioni una lunga lista di opinionisti che straparlano sul clima, sarà che nella foga dei tagli hanno selettivamente tagliato i giornalisti scientifici …

  7. Antonioon nov 9th 2013 at 21:58

    Caro Reitano, grazie per la risposta; ma posso accettare la scusant della debolezza umana per un citadino comune: se sei un giornalista, devi informarti perchè scrivi cose che leggono in tanti. E se scrivi cose non vere e vieni beccato vai a fare un altro lavoro, in un giornale serio.

    Ho letto il suo ultimo post. Ho controllato e ho visto che Climate Monitor si era bevuto, oltre alla balle su Lockwwod, anche quelle di Taino
    http://www.climatemonitor.it/?p=33988
    Neppure Guidi si è letto il rapporto IPCC, e neppure Mariani che gliel’ha segnalato.
    E la cosa bella è che il colonnello Guidi scrive che “l’IPCC, se ne accorge solo quindici giorni prima dell’uscita del suo nuovo report “… siamo veramente al ridicolo!

  8. Riccardo Reitanoon nov 10th 2013 at 09:34

    Antonio
    lungi da me voler scusare Taino o chiunque altro, questi post su Climalteranti servono propio a stigmatizzare un comportamento inaccettabile.
    Io cercavo solo di analizzarlo per capire quale possa essere il meccanismo che provoca questi “comportamenti devianti”. Non credo che il problema si possa ridurre semplicemente ad ignoranza o malafede, ma questo è pane per i denti degli psicologi e dei sociologi.

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