Clima e incendi: 1- L’incendio di Eaton Canyon a Los Angeles e la tempesta perfetta
Proponiamo il primo di una serie di post dedicata ad uno degli impatti più immediati e devastanti del riscaldamento climatico: gli incendi. Cominciamo col presentare un evento estremo, uno dei due incendi principali che hanno interessato Los Angeles nel gennaio 2025. Innescato nei pressi di un traliccio dell’alta tensione sulle montagne nei pressi di Eaton Canyon, quest’incendio ha devastato un vastissimo versante montuoso e la cittadina di Altadena, distruggendo in poche ore circa 10,000 strutture abitative e commerciali. Un incendio questo verificatosi in seguito alla successione di una siccità di otto mesi ed un intenso evento ventoso di Santa Ana cominciato il 7 gennaio 2025. Un caso più unico che raro o una concreta possibilità anche altrove, oggi o in futuro?

Figura 1: Le fiamme dell’incendio innescato nei pressi di Eaton Canyon avvolgono alcune abitazioni di Altadena in California l’8 gennaio 2025.
Nella notte dell’8 gennaio 2025, i 43,000 abitanti di Altadena, una cittadina a ridosso delle montagne a est di Los Angeles in California, si trovarono a prendere nel giro di qualche minuto una delle decisioni più importante della loro vita.
Durante l’anno precedente (2024), quest’area della California del Sud era stata interessata da un inverno piuttosto piovoso a cui era seguita una siccità pressoché continua durante il resto dell’anno. La successione di un periodo più piovoso del solito ed uno molto arido aveva sviluppato sui ripidi pendii montuosi sovrastanti Altadena una rigogliosa vegetazione arbustiva che, risecchitasi poi durante un periodo siccitoso di 8 mesi, era andata a costituire un significativo accumulo di biomassa potenzialmente combustibile.
La mattina del 7 gennaio 2025 un evento ventoso, riconducibile ai tipici venti di Santa Ana (venti secchi di ricaduta provenienti dalle zone desertiche continentali), cominciò ad interessare le montagne a ridosso di Altadena in maniera molto intensa. Le raffiche di vento arrivarono ad una velocità di 130-160 km/h paragonabili, per dare un’idea, alla forza della tempesta Vaia che nell’autunno del 2018 devastò parte dei boschi delle Alpi Orientali Italiane.
La sera del 7 gennaio 2025 le fiamme si svilupparono dapprima tra i secchi arbusti di macchia mediterranea nei pressi di Eaton Canyon, appena sopra Altadena. Il luogo d’innesco stava proprio al di sotto di un traliccio dell’alta tensione, come riscontrato da videocamere puntate in quella direzione da valle. Un video mostra infatti come quella sera si siano formati degli archi elettrici su un traliccio, probabilmente a causa delle forti raffiche di vento, con conseguente ricaduta di scintille sul terreno sottostante.

Figura 2: Immagine satellitare della cittadina di Altadena quasi completamente avvolta dalle fiamme l’8 gennaio 2025.
A quel punto il fuoco, alimentato dalla diffusa presenza di arbusti secchi e dalle forti raffiche di vento, divenne inarrestabile. Senza che i mezzi aerei antincendio potessero intervenire a causa della tempesta di vento e senza che le squadre di pompieri potessero fronteggiare direttamente le molteplici fiamme a causa del loro vasta diffusione e del calore intensissimo, l’incendio si propagò in poche ore su gran parte del versante montuoso. Dapprima il fuoco procedette da nord verso sud, per poi invertire direzione durante la notte e propagarsi anche tra le abitazioni di Altadena (Fig. 2), in seguito ad una “pioggia” di braci incandescenti trasportate dal vento che agirono da molteplice innesco (spotting) tra le dense abitazioni in legno ed i giardini ricchi di vegetazione ornamentale della cittadina. Uno studio recente relativo agli incendi di Los Angeles ha mostrato come la densità delle strutture sia stato un fattore critico nel causare la distruzione degli edifici durante l’incendio, forse ancora più importante della copertura arborea urbana di cui era ricca Altadena.
Nella notte dell’8 gennaio gli abitanti di Altadena ricevettero un SMS da parte delle autorità che diedero in questo modo l’ordine di evacuazione immediato. La quasi totalità della popolazione abbandonò in pochi minuti le proprie abitazioni, salvando la propria vita ma lasciando al loro destino le abitazioni rimaste senza un presidio che potesse contrastare anche solo molteplici piccoli inneschi causati delle braci trasportate dal vento. In molti casi, una volta penetrato all’interno degli edifici, il fuoco poté svilupparsi rapidamente, fino anche all’accensione quasi simultanea dei materiali combustibili interni (flashover). Da quel momento le case in fiamme diventarono a loro volta sorgenti di calore molto intenso e, generando nuove braci, propagarono il fuoco alle case circostanti. In questo modo circa 10,000 strutture abitative e commerciali di Altadena vennero completamente distrutte (Fig. 3).

Figura 3: La cittadina di Altadena quasi completamente devastata nei giorni immediatamente successivi all’incendio.
L’8 gennaio 2025 le vittime ad Altadena furono 19, una perdita drammatica ma un numero relativamente ridotto per un evento di tali dimensioni, grazie soprattutto alla rapida ed efficiente esecuzione della procedura di evacuazione della popolazione. Dopo aver distrutto gran parte degli edifici di Altadena, nei giorni successivi l’incendio si propagò sui versanti montuosi sovrastanti per 25 km fino a 2000 metri di quota interessando un’area totale di 5674 ettari prima di essere contenuto dai mezzi aerei antincendio entrati finalmente in azione dopo la cessazione delle intense raffiche di vento di Santa Ana.
Quella notte dell’8 gennaio in pochi minuti la comunità di Altadena si era stata salvata ma allo stesso tempo era anche stata sradicata dal suo territorio, senza una concreta possibilità di ritorno a breve termine e, in molti casi, anche a lungo termine. In seguito, il 5% degli abitanti hanno deciso infatti di vendere quello che restava delle loro proprietà, una volta bonificate dalle macerie e dalle ceneri delle case distrutte dall’incendio. L’incendio, distruggendo le abitazioni e strutture, aveva di fatto reso disponibili nuovi terreni edificabili per il mercato e la speculazione edilizia.
Per comprendere questa conseguenza, forse inaspettata, è necessario considerare il contesto attuale dell’edilizia abitativa in California: in breve mancano case e quindi la domanda è di gran lunga superiore all’offerta. Le cause di questo fenomeno sono ben spiegate nel libro di Francesco Costa, “California fine del sogno” ma sostanzialmente alcune leggi californiane di protezione ambientale sono state usate per impedire la costruzione di nuove case popolari per non diminuire il valore delle singole abitazioni adiacenti. L’incendio del Gennaio 2025 ha scombinato questa situazione di stallo ad Altadena ed ha dato il via libera alla costruzione di nuove case, più moderne e probabilmente con più appartamenti. Oggi un lotto di terreno completamente bruciato vale una cifra dell’ordine di mezzo milione di dollari ad Altadena mentre due terzi dei lotti effettivamente venduti sono stati acquistati da investitori. Tuttavia, la ricostruzione non sta procedendo velocemente: un rapporto indica che nove mesi dopo l’incendio 7 abitazioni gravemente danneggiate su 10 non mostravano ancora alcun segno di progresso verso la ricostruzione, in particolare le case di proprietari afroamericani e asiatici, maggiormente esposti a problemi di accesso alle risorse necessarie e al fenomeno della sottoassicurazione.
Impossibile quantificare precisamente l’enorme danno economico e morale sofferto da Altadena e dai suoi abitanti. Tuttavia il fondo californiano di assicurazione per gli incendi ha pagato fino ad ora 22367 richieste di risarcimento (su un totale di 22890) per danni a proprietà residenziali ($ 7.39 miliardi , inclusi i danni anche per solo inquinamento da fumi); 1079 (su 1262) a proprietà commerciali ($ 532 milioni) e 3392 (su 3814) a auto private e commerciali ($ 62 milioni). Un bilancio grave per le assicurazioni che tuttavia non avranno probabilmente particolari problemi ad assicurare le nuove abitazioni che verranno realizzate con materiali ignifughi e saranno protette da sistemi e procedure antincendio adeguate. L’8 gennaio del 2025 Altadena è bruciata anche perché dal cielo pioveva letteralmente fuoco su vecchie case di legno.
Di fronte a tale devastazione viene da chiedersi: ma l’incendio che ha distrutto gran parte di Altadena è risultato in seguito ad una successione di eventi (una lunga siccità e l’intenso evento ventoso di Santa Ana) che sono possibili solo nella California del Sud? E questo incendio è stato il risultato prevedibile di eventi che si erano già presentati nel passato? E non ultimo, i cambiamenti climatici in corso hanno avuto un ruolo nel determinare i fattori scatenanti l’incendio, ovvero la lunghissima siccità e l’intenso evento ventoso di Santa Ana? Cercare di rispondere a queste domande è importante per cominciare a capire se eventi come questo siano potenzialmente riproducibili in altre zone del pianeta oggi oppure in futuro. Questo è l’argomento che tratteremo nel prossimo post dedicato agli incendi.
Testo di Paolo Gabrielli con contributi di Giorgio Vacchiano, Mario Grosso e Luigi Pasotti
Realizzato senza contributi da parte di AI