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Tu quoque, Giorello

Anche l’autorevole Giulio Giorello ha pubblicato un articolo con molti errori passaggi confusi sul tema dei cambiamenti climatici.

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Dispiace proprio dover criticare Giulio Giorello, per l’articolo pubblicato sul Corriere della Sera  di domenica 21 febbraio intitolato “Mr. Clima: e va in crisi la fiducia della gente“. Giorello è una persona di grandissima preparazione intellettuale, tanto vasta è importante è la sua opera nel campo della filosofia della scienza, che chi scrive nutre nei suoi confronti tanta stima e una sorta di timore reverenziale.

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Giorello è uno dei più autorevoli eredi e rappresentanti in Italia della scuola di Filosofia della Scienza che ha avuto in Geymonat il più famoso rappresentante. Con franchezza e sincerità però ci sentiamo di dire che per quanto ha scritto sul Corriere a proposito del problema dei cambiamenti climatici, Geymonat si starà  rivoltando nella tomba.
Nell’articolo citato, Giulio Giorello si avventura in considerazioni a dir poco discutibili sui cambiamenti climatici, i modelli e i dati, “l’esperimento umano” consistente nell’emissione di gas serra (da lui definito “ben poca cosa!” rispetto agli esperimenti che la natura fa col clima) e le “implicazioni politico-ideologiche” tratte volutamente da molti, secondo lui, dai dati stessi.

L’articolo trae spunto dalla notizia delle dimissioni di Yvo De Boer; l’impaginazione dell’articolo fa pensare che De Boer, Executive Secretary del segretariato della Convezione sui cambiamenti climatici, si sia dimesso a causa di (presunte) esagerazioni e bugie scoperte nella teoria del riscaldamento globle. Il titolo è del Corriere è “le dimissioni dopo i dati gonfiati“, come se ci  fosse un legame fra i presunti “dati gonfiati”  (dall’IPCC) e le dimissioni di De Boer dall’UNFCCC; questo legame non c’è, tutto è semplicemente dovuto alla confusione fra i due organismi ONU da parte di qualche redattore disinformato.
Giorello affronta il tema delle “previsioni apocalittiche” (scioglimento dei ghiacci polari, crescita delle acque e persino… il fallimento di non pochi impianti di sport invernali) “sfornate” da “esperti”  e ci informa che da qualche anno è emersa una tendenza contraria (un’era glaciale è ormai prossima), che ha diviso il mondo degli specialisti del clima.
Non è chiaro a quali esperti si riferisca Giorello. È poco probabile che si tratti di quelli che si confrontano nella letteratura scientifica, in cui questa divisione e questo cambio di rotta proprio non si vede. Saranno forse gli opinionisti dei quotidiani, di cui Giorello dovrebbe essere in grado di valutare la credibilità scientifica.
Imprecisioni e stravaganti affermazioni si rincorrono: secondo Giorello “il meccanismo climatico è così  complesso che nessuna componente può essere considerata isolatamente” e “l’emissione del  calore del sole cambia secondo schemi ciclici“, “l’emissione di gas serra sarebbe ben poca cosa“. E poi “modelli che dal riscaldamento di pochi gradi portano all’era glaciale con sacche di caldo torrido” e “l’emissione del calore del sole… può indebolire la temperatura estiva allontanandosi dall’equatore“…”formazione di grandi lastroni di ghiaccio” senza dimenticare che “isole di caldo torrido potrebbero resistere in una Terra globalmente gelida“.

Sinceramente sfugge il significato di queste uscite pseudoscientifiche, riportate senza ordine e soprattutto senza far riferimento alcuno a studi, ricerche, dati di letteratura. Sembra quasi ci sia una volontà di non essere chiari e inserire frasi ad effetto, col rischio di scadere in una mistificazione totale della realtà.
In sostanza basta un anno “normale” (cioè nella norma 1960-1990) e con un po’ di neve, alcune email rubate strumentalizzate senza veri motivi di merito, qualche errore irrilevante in un rapporto di 3000 pagine, per dire che c’è solo confusione, che non ci sono certezze, che il clima futuro potrà essere più caldo ma anche più freddo, che potrà piovere di più o di meno.
Tali tematiche sfuggono però ad una trattazione organica e dettagliata, ad un’analisi critica, tecnico/scientifica, dei dati osservati e delle proiezioni climatiche. Continuando a far confusione tra tempo e clima, e confondendo la variabilità inter-annuale con i trend di lungo periodo.
A rischio di apparire noiosi vale la pena ripeterlo: un inverno freddo non significa che si è arrestato il trend di aumento delle temperature, visto che questo lo si valuta su tempi lunghi (decenni e più).
Pur se è comprensibile che sui grandi quotidiani il taglio debba essere divulgativo e poco approfondito, dispiace notare come la superficialità sia usata come strumento unico di comunicazione; questo non è certo un buon servizio alla Scienza, che necessità al contrario anche di chiarezza di esposizione per essere comprensibile.
Condividendo in pieno l’affermazione di Giorello che “dai guai dello sviluppo si possa cercare di uscire non con meno, ma con più scienza“, auspichiamo che almeno in campo scientifico la comunicazione sia più informata.

Più scienza” non può voler dire fraintendere e bollare con “apocalittiche” le preoccupazioni della comunità scientifica sul tema di cambiamenti climatici, o lanciare accuse, non supportate da riferimenti, secondi cui  ci sarebbe stata un’”insistenza  unilaterale”  sui dati che confermano l’origine antropogenica degli attuali cambiamenti climatici.
Il riscaldamento globale non è verità assoluta, è un fenomeno con una solida spiegazione teorica e migliaia di dati osservativi che lo confermano.
Ci auguriamo quindi che Giorello ci aiuti a trasmettere l’esigenza di un dibattito non dogmatico e di una scienza del clima come creatura viva, vivace. Come ha insegnato il grande matematico Bruno De Finetti, cosi’ ben citato dallo stesso Giulio Giorello:

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Se viene intesa come scopritrice di verità assolute, la scienza rimane disoccupata per mancanza di verità assolute. Ma ciò non porta a distruggere la scienza, porta soltanto ad una diversa concezione di scienza, nonché una diversa concezione della natura: se cade infranto il freddo idolo marmoreo di una scienza perfetta, eterna e universale, ecco in sua vece al nostro fianco una creatura viva, la scienza che il nostro pensiero liberamente crea. La natura non le apparirà più come un mostruoso incorreggibilmente esatto congegno di precisione, dove accade tutto quello che deve accadere, perché non potrebbe non accadere, e dove tutto si può prevedere, purché si sappia come funzionano gli ingranaggi che entrano in gioco. Nessuna scienza ci permetterà di dire: tale fatto accadrà, andrà così e così, perché ciò è conseguenza di tale legge, e tale legge è una verità assoluta, ma tantomeno ci condurrà a concludere scetticamente: la verità assoluta non esiste, e quindi tale fatto può accadere e può non accadere, nulla io ne so. Quel che si potrà dire è questo: io prevedo che tale fatto avverrà, e avverrà nel tal modo, perché l’esperienza del passato e l’elaborazione scientifica cui il pensiero dell’uomo l’ha sottoposta mi fanno sembrare ragionevole questa previsione.

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Testo di: Simone Casadei, Claudio della Volpe, Marina Vitullo, Stefano Caserini

42 responses so far

42 Responses to “Tu quoque, Giorello”

  1. Solfrizzoon Mar 1st 2010 at 12:23

    Io direi di lasciar la filosofia a chi non ha gli strumenti scientifici per condurre serie indagini scientifiche, in fondo il mondo si divide in due categorie: quelli che chiaccherano all’infinito sui Massimi Sistemi e quelli che, più umilmente, invece i problemi cercano di risolverli e spesso ci riescono con successo a beneficio vero della Scienza.

    Però certo a che punto siamo arrivati: dover controbbattere sempre a qualunque affermazione fuori luogo di stampo scettico-negazionista per paura di essere sopraffatti dall’ignoranza, in fondo poi le tesi contrarie sono sempre le stesse ed al più assimilabili come semplici punti di vista: io lascerei invece che il tempo faccia il suo corso e smentisca chi di dovere…

  2. Vincenzoon Mar 1st 2010 at 17:51

    Il problema mi sa che è quello di un tipo vizio italico, il conformismo.
    Tutti sparano addosso agli scienziati, ci si accoda senza capire di cosa si tratta.
    Giorello pero’ non me lo aspettavo neanche io.

  3. Antonioon Mar 1st 2010 at 23:14

    Al Corriere della Sera hanno già emesso la sentenza, per questo hanno bisogno di articoli come quello di Giorello.
    Aveva iniziato il vicedirettore Pigi Battista tempo fa, sentenziando che i dati erano stati truccati volontariamete http://archiviostorico.corriere.it/2010/gennaio/21/Nazioni_Uniscono_Scivolano_sull_Himalaya_co_9_100121006.shtml

    Notare che Battista fa il garantista estremo, quando che gli fa comodo:
    http://www.laltranotizia.net/2010/01/marco-travaglio-pigi-liberi-tutti-fq.html

    Dispiace che Giorello, che è una persona seria, non capisca il gioco.

  4. Alessandro Patrignanion Mar 2nd 2010 at 08:01

    “il meccanismo climatico è così complesso che nessuna componente può essere considerata isolatamente” e “l’emissione del calore del sole cambia secondo schemi ciclici“, “l’emissione di gas serra sarebbe ben poca cosa“.

    Che un articolo giornalistico medi la “forma” di un pensiero estrapolandoci solo degli “spot” per il grande pubblico e’ una realta’ alla quale non si puo’ sfuggire.

    Ma se Giorello ha effettivamente detto quelle cose, ovviamente senza approfondimenti trattandosi di intervista a giornale di grande diffusione, e’ perche’ le sue convinzioni basate sulle sue esperienze scientifiche e vitali sono quelle …. nella loro forma per il grande pubblico.

    A me sembrano solo delle perle di saggezza.

  5. Antonioon Mar 2nd 2010 at 09:02

    @ Allesandro Patrignani
    “l’emissione di gas serra sarebbe ben poca cosa“.

    e allora andiamo avanti a emettere questi gas serra che sono cosi’ poca cosa. Arriviamo a 500 ppm, anzi facciamo 800 ppm o 1000 ppm. Tanto è poca cosa…
    Ma si.. va bene.. ce lo meritiamo

    PS
    e quali sarebbero le esperienze scientifiche sul clima ? E’ tanto se avrà letto mezzo libro su questo tema.

  6. homoereticuson Mar 2nd 2010 at 10:51

    che amarezza!
    cmq conoscendo un po’ i modi del Corriere non mi stupirei se a breve dovessero apparire articoli di segno opposto per bilanciare la posizione.

    @patrignani: Giorello deve avere inventato la macchina del tempo: diversamente non capisco come possa avere svolto addirittura “esperienze scientifiche e vitali” sul clima che ci aspetta nel futuro.

  7. Solfrizzoon Mar 2nd 2010 at 11:05

    Per quanto un filosofo della scienza possa essere sufficientemente informato sulle vicende scientifiche attuali la scienza moderna ha raggiunto un tale livello di specializzazione che solo chi lavora direttamente nel campo riesce ad avere una visione più tecnica e obiettiva rispetto alle semplici chiacchere…

  8. Gianfrancoon Mar 2nd 2010 at 12:48

    Ma si sono messi d’accordo? Allora è una congiura! 😉
    Mi hanno detto che anche Guido Visconti, sempre sul Corrierone a inizio febbraio, ha scritto che il riscaldamento globale si è fermato, citando nientemeno che Susan Solomon. Presumo il recente articolo su Science che tratta di vapore nella stratosfera – equivoci chiariti su skepticalscience e su realclimate (the wisdom of Solomon).
    Premi AQPC anche per Giorello, Visconti e Corrierone!

  9. agrimensore gon Mar 2nd 2010 at 12:51

    @Solfrizzo
    Lei scrive:
    “la scienza moderna ha raggiunto un tale livello di specializzazione che solo chi lavora direttamente nel campo riesce ad avere una visione più tecnica e obiettiva rispetto alle semplici chiacchere”

    La sua mi sembra una visione un po’ pericolosa, soprattutto perchè esclude dal dibattitto anche una buona parte di scienziati. Si rischia di scambiare per ignorant intruder, anche chi proprio “ignorant” non lo è. Soprattutto, si corre il rischio di sottovalutare le domande poste, anche quelle lecite. Bisogna essere dei climatologi affermati per porre il quesito: “ma non è che i modelli GCM hanno problemi di over-fitting?”. Magari la risposta potrà essere del tipo “assolutamente no, perchè…”, ma evitare di rispondere perchè chi la pone non è un ricercatore del clima in senso stretto, non può che alimentare dubbi.

  10. stephon Mar 2nd 2010 at 13:06

    @agrimensore
    sì, ma, però. Sì: nel senso che oggi più che mai, nella ricerca scientifica, la tendenza è la connessione fra specializzazioni sistematiche. Nella fattispecie, sui cambiamenti climatici, fisica, chimica, geologia, geofisica, paleontologia, astrofisica, ovviamente climatologia e meteorologia (di derivazione dalla fisica dell’atmosfera) ecc. Stiamo, perlopiù, parlando di Earth Sciences, o Geophysics (con sconfinamenti nel macro e nel micro), discipline che si “siedono ad un tavolo e discutono”, trovando connessioni, punti di convergenza e di divergenza. Non stiamo ovviamente parlando di letteratura comparata, di filosofia analitica né di psicologia junghiana.
    Ma: nel senso che, allo stato attuale delle conoscenze, “ignorant” è ovviamente da suddividersi equamente fra le varie discipline, e la possibilità di attuare le connessioni di cui parlavo sopra è indirettamente proporzionale alla persistenza di questa qualità.
    Però: nel senso che, allo stato attuale delle conoscenze, “ignorant intruder” fa ovviamente rima con denialism.

  11. Alessandro Patrignanion Mar 2nd 2010 at 19:22

    @Antonio

    In laboratorio un RADDOPPIO della CO2 puo’ provocare un aumento di 1-1,2°. In natura ancora non lo sappiamo, feedback positivi ? feedback negativi ? IPCC vede gli uni, Lindzen, per esempio, vede gli altri.

    Di certo e’ che un 30% in + di CO2 ha prodotto questi risultati:

    – dal 1820-50 ad oggi —> +1° globale circa (+0,3/4 circa quello di laboratorio)

    – dal 1976 ad oggi (+10-12% di CO2) —> +0,8° (+0,1/2 quello di laboratorio)

    – dal 1000 ad oggi —> probabilmente 0°

    Tragga lei le conclusioni, io traggo le stesse, dubitative e orientative di Giorello.

  12. Alessandro Patrignanion Mar 2nd 2010 at 19:25

    P.S. ma questo nulla toglie alla necessita’ di porre rimedio e freno agli inquinamenti di ogni natura e al saccheggio delle risorse della Terra.

  13. Antonioon Mar 2nd 2010 at 21:33

    @ Patrignani
    In natura ancora non lo sappiamo…

    No, guardi che è Lei a non saperlo.
    Se si documenta un po’ magari riesce a capirci qualcosa in più. Compri qualche libro, legga qualche rivista scientifica

    @ feedback positivi ? feedback negativi ? IPCC vede gli uni, Lindzen, per esempio,

    Mi sembra il livello della Terra dei Cachi (Italia si, Italia no…)
    Guardi che la scienza non si fa confrontando due nomi.

    Mi torna bene che lei tragga le stesse conclusioni di Giorello.
    Il fatto che entrambi dovreste studiare un po’ la scienza del clima, prima di trarre conclusioni e parlare di cosa che non conoscete.

  14. oca sapienson Mar 2nd 2010 at 23:12

    “auspichiamo che almeno in campo scientifico la comunicazione sia più informata”

    And a pony…

  15. Alessandro Patrignanion Mar 3rd 2010 at 09:16

    @Antonio

    Le sue considerazioni mi fanno chiaramente capire che e’ Lei che non legge o legge solo romanzi gialli, io sono piuttosto documentato, per oltre 40 anni.

    La invito ad offende qualcun’altro e a documentarsi mooolto meglio sulla scienza del clima sulla quale non sa dire assolutamente niente se non spot pubblicitari e sciocchi giochi di parole.
    Visto che crede di essere cosi’ documentato, io lo ammetto, proprio non saprei dire quale e’ la risposta in feedback del sistema, mi dica lei quale e’ la sensitivita’ climatica del sistema Terra 🙂

  16. Antonioon Mar 3rd 2010 at 10:30

    @ Patrignani

    Su, non faccia cosi’, non deve prendersela. Non era mia intenzione offenderla.
    È che se lei cita il riscaldamento avvenuto, e non parla di quello “in the pipeline”, dovuto all’inerzia del sistema climatico.. e per qesto dice che ci sono differenze fra quanto msiurato e quanto arriva “dal laboratorio” (quale ?)… beh le mancano le basi.
    Le assicuro che questa è una delle prima cose che si imparano. Provi a vedere qui http://www.atmosphere.mpg.de/enid/1wl.html
    Comunque libero di pensarla come vuole.
    Le assicuro pero’ che se cerca di pubblicare quelle cose su una rivista, gliele segano con ferocia.

  17. agrimensore gon Mar 3rd 2010 at 11:59

    @Antonio
    Il problema è riassumibile in questi termini:
    – il laboratorio ci dice che a fronte di un raddoppio di CO2 abbiamo l’aumento circa 1o C sulla temperatura
    – sulla Terra, cioè includendo feedback positivi e negativi, vari studi (pubblicati e peer reviewed) hanno stimato lo stesso valore in un range che va da 0.01 a 7 e anche più
    – l’IPCC ha ritenuto valido il range che va da 2.5 a 4 per poter effettuare delle stime sul clima
    Anch’io come Patrignani, non saprei dire qual è il valore corretto, non riuscirei a sbilanciarmi neanche con un range di valori ristretto. Anche perchè mi sembra ci siano sempre nuovi studi (…e sempre peer reviewed) su questo tema. Insomma, il dubbio che l’IPCC si sia pronunciato un po’ affrettatamente mi rimane.

    @steph
    Circa la sua lista delle varie scienze coinvolte, nell’eccetera includerei matematica e statistica. Nel senso, che oggi prendere il grafico di una grandezza (T globali), operare un bello smoothing per filtrare le alte frequenze, cercare un trend e poi una correlazione con un’altra grandezza è un procedimento che un po’ di dubbi me li lascia…

  18. agrimensore gon Mar 3rd 2010 at 12:45

    @steph
    mi spiego meglio: oggi sul clima si lavora su analisi spettrali con metodologie complesse, non basta più cercare la correlazione su un trend. Ma chi mi dice se ho usato correttamente il Multitaper o il MEM o altro, se non uno “scienziato” della statistica? Non voglio fare lo sponsor di Scafetta, ma, lei concorderà, che per interpretare al meglio i proxy bisogna spingersi al limite delle conoscenze della statistica.

  19. stephon Mar 3rd 2010 at 23:08

    @agrimensore
    matematica (e di rimando statistica): ovvio! Provi a cercare un corso di Master in climatologia o in scienze atmosferiche qualsiasi (la aiuto un po’ con qualche link di istituti universitari, un paio dei quali conosco bene…) e vedrà che è prassi. La matematica, poi, io no l’ho inserita perché è sottinteso che sia il linguaggio per mezzo del quale le varie discipline delle Geosciences (alle quali aggiungerei, ovviamente, anche la biologia…) comunicano fra di loro, mi pare lapalissiano.
    Scafetta statistico, ok. Ma poi? Non so, non voglio dubitare delle sue qualità, ma per me statistica è una filiazione della matematica e quindi mattone basilare per costruire la ricerca nelle Geosciences. Statistica in sé, è solo un mattone. Troppo spesso mi pare di vedere bravissimi statistici che però poi, nel merito delle Geosciences, lasciano un po’ a desiderare (M&M?). Le link:
    http://www.gfdl.noaa.gov/
    http://www.climatestudies.unibe.ch/
    http://www.iac.ethz.ch/education/index

  20. giulioon Mar 4th 2010 at 12:19

    Invece di continuare a fare articoli fotocopia in cui si cercano di far passare giornalisti, studiosi e pensatori di più disparata estrazione come degli sprovveduti , i climalteranti dovrebbero fare un pò di autocritica, rendendosi conto che ormai tutto il mondo sta iniziando a metabolizzare le esagerazioni e in alcuni casi le vere e proprie frodi scientifiche (vedi ghiacciai himalaya e simili) e cercando di capire come stanno realmente le cose, orientandosi dentro la cortina fumogena sparsa dall’oscurantismo censorio degli AGW fanatici.

    Il fatto che le voci si moltiplichino in questo senso, dovrebbe indurvi, invece che a moltiplicare di rimando i vostri articoli derisori, a lasciar da parte un pò della vostra superbia e a riconsiderare tutta la questione con molto più equilibrio.

    Purtroppo credo che invece perseguiterete, unici, nella vostra realtà parallela dove qualsiasi articolo che esalti l’effetto serra CO2 è vangelo, qualsiasi altro che cerchi di ridimensionarlo in maniera sostanziale, carta straccia, qualsiasi semplice e banale considerazione dettata da logica e buon senso debba essere corroborata da un articolo su Science, altrimenti è indifendibile.

    Tale atteggiamento vi farà scadere pian piano nel noioso e nel patetico, soprattutto nei prossimi 2-3 decenni in cui le temperature sono destinate a scendere 🙂

    p.s. ah, alla vostra infinita lista di articoli da denigrare aggiungete “il clima e l’anidride carbonica” sul numero di Febbraio di “Le Scienze ” (gruppo La Repubblica), il cui messaggio non è molto diverso da quello lanciato da Giorello e da molti altri che si leggono di questi tempi. L’autore è Enrico Bellone, non dimenticatevi di stroncare anche lui 😉

  21. Enricaon Mar 4th 2010 at 15:15

    Cioè secondo lei siccome i giornali scrivono tante bestialità , gli scienziati dovrebbero cambiare idea ? Mi sembra una stramberia ?
    E certo che ci vuole, un articolo su Science !
    Con le considerazioni basate sulla logica e il buon senso si scrive un articolo per famiglia cristiana o per il corriere.
    Comunque la cosa bella delle cose scritte da lei, e che fra qualche anno vedremo chi ha ragione… chi vive nel mondo parallelo.

    PS
    lei almeno è poco informato: se compra in edicola le Scienze di marzo la risposta vede che c’è stata, a me è piaciuta molto e la condivido in pieno

  22. stephon Mar 4th 2010 at 15:17

    @giulio
    frodi scientifiche?
    http://www.realclimate.org/index.php/archives/2010/02/ipcc-errors-facts-and-spin/
    esagerazioni per eccesso e per difetto?
    http://www.copenhagendiagnosis.com/

  23. Antonioon Mar 4th 2010 at 15:50

    @ Giulio
    Si si, certo… il pianeta si sta raffreddando, l’aria è pulitissima, i fiumi (il Lambro, in particolare) stanno benone…
    Viviamo nel migliore dei mondi possibile.
    Infatti la commissione Europea, Obama, il G8, tutti stanno cambiando idea.. certo…

    Ma uno straccio di dato, di argomentazione scientifica… proprio non e la si fa a produrla?

  24. giulioon Mar 4th 2010 at 20:04

    @ Enrica

    per famiglia cristiana non so, lì, oltre al buon senso, potrebbe entrarci anche la fede, un pò come avviene per i CO2 fobici 😉

    eh eh, dammi il tempo di comprare il numero di marzo, più che disinformato, sono squattrinato 🙂 comunque non dubito che qualcuno al posto dei climalteranti avrà già provveduto a stroncare il povero Bellone che aveva osato sollevare qualche legittimo dubbio; però magari qualche sbeffeggiata anche qui non guastava 🙂

    l’unica cosa di bestiale è il modo cieco e indiscriminato con cui gli AGW si scagliano contro chi osa mettere in luce crepe nella loro religione 😉

    @ steph

    ah, ho sentito dire che adesso perfino Phil Jones è stato costretto ad ammettere che “non c’è stato alcun riscaldamento statisticamente significativo negli ultimi 15 anni” 🙂 se è vero dovrai andare a spiegargli che invece (geostatisticamente!) il riscaldamento è accelerato!! 😉 eh eh

  25. stephon Mar 4th 2010 at 20:14

    @giulio
    si chiama sindrome da media-deformation dipendenza. Brutta malattia.
    Consigliano una ri-tuffatina nella vecchia e sana Gestalt, per guarire.
    http://climafluttuante.blogspot.com/2010/02/gestalt.html

  26. stephon Mar 4th 2010 at 20:20

    @giulio
    fra l’altro, che un trend su 15 anni non sia statisticamente significativo lo ho scritto n volte qua dentro, rileggiti i post. L’allusione ironica all’accelerazione “geostatistica” (?) mi riconferma le tue scarse conoscenze a riguardo dei cambi di trend significativi, e dunque non c’azzecca molto con quel che hai scritto.

  27. Enricaon Mar 4th 2010 at 20:20

    @ Giulio
    ah, ho sentito dire che adesso perfino Phil Jones è stato costretto ad ammettere che “non c’è stato alcun riscaldamento statisticamente significativo negli ultimi 15 anni”

    Ancora, lei è male informato.Quella frase Jones non l’ha mai detta.
    Non solo, ha proprio smentito di averla detta
    Legga ad esempio qui
    http://www.realclimate.org/index.php/archives/2010/02/daily-mangle/
    (legga le ultime righe)

    Non capisco perchè secondo lei si dovrebbe stare tutti zitti se uno dice delle stupidaggini.
    A me piace che questo blog che fa sia post didattici sia segnala le cose sbagliate che girano. Imparo molto, forse anche di piu’, anche quando fanno notare le bestialità che dicono i “mostri sacri”.
    Come ho già avuto modo di scrivere su questo blog, l’idea che mi sono fatta io per frequentando il mondo accademico in passato è che si guardano bene dal pestarsi i piedi, sono sempre tutti amici di tutti (ma poi dietro sappiamo cosa se ne dicono…)
    Qui mi sembra che si ha il coraggio di guardare alla sostanza, sia che uno si chiami Zichichi, Prodi o Giorello.
    Lei dice che gli altri usano una critica cieca e indisciminata, ma non mi sembra proprio, ci sono sempre le spiegazioni. Concordo con Antonio che invece è Lei a non entrare nel merito, e a buttare li accuse generiche. Ma che modo è di fare.

  28. NoWayOuton Mar 4th 2010 at 23:02

    “Il fatto che le voci si moltiplichino in questo senso […]”

    Chiara la strategia, no? Non e’ una novita’, parlare, parlare, parlare, indipendentemente da cio’ che si dice ed eccovi pronta la verita’ che si vuole. Il capostipite? Watts, che non a casa proviene dal mondo della televisione.
    Per fortuna (o purtroppo) la scienza e’ altro.

  29. Claudio Costaon Mar 5th 2010 at 11:55

    @ Antonio

    “Si si, certo… il pianeta si sta raffreddando, l’aria è pulitissima, i fiumi (il Lambro, in particolare) stanno benone…
    Viviamo nel migliore dei mondi possibile.
    Infatti la commissione Europea, Obama, il G8, tutti stanno cambiando idea.. certo…

    Ma uno straccio di dato, di argomentazione scientifica… proprio non e la si fa a produrla?”

    Ma cosa c’entra l’inquinamento?
    Questa è demagogia!
    Inquina di più la combustione di biomassa di quella di metano.
    e tra le due fonti il metano ha un impatto ambientale minore, dal punto di vista ecologico.
    E climaticamente?
    Ancora aspetto dimostrazioni.

  30. Claudio Costaon Mar 5th 2010 at 12:03

    @ Enrica

    Dice: “A me piace che questo blog che fa sia post didattici sia segnala le cose sbagliate che girano. Imparo molto, forse anche di piu’, anche quando fanno notare le bestialità che dicono i “mostri sacri”.
    Come ho già avuto modo di scrivere su questo blog, l’idea che mi sono fatta io per frequentando il mondo accademico in passato è che si guardano bene dal pestarsi i piedi, sono sempre tutti amici di tutti (ma poi dietro sappiamo cosa se ne dicono…)
    Qui mi sembra che si ha il coraggio di guardare alla sostanza, sia che uno si chiami Zichichi, Prodi o Giorello”

    Facendo delle magre figure però. O i commenti non li legge?

    il Vichi su Zichichi?

    – nell’angolo dello scettico dice che le pubblicazioni a cui Zichichi si riferiva non esistevano ( e invece è il Vichi che non le ha trovate forse perchè le ha cercate con entrambe gli scienziati russi tra gli autori) e poi il Vichi non ha colto che Zichichi parlava di ghiacci artici ma anche di terre gelate che sono il permafrost

    – Il Caserini su Prodi e su Emanuel?

    ma questi articoli li ha letti?

    http://www.climatemonitor.it/?p=7380
    La piccola lezione sul clima di Kerry Emanuel

    http://www.climatemonitor.it/?p=7831
    Franco Prodi: dubbi incertezze e perplessità.

    http://www.climatemonitor.it/?p=7937
    Franco Prodi i dubbi sulla prefazione

    La prego di leggere prima di replicare, dopodichè sono pronto al confronto

    Dice: “Lei dice che gli altri usano una critica cieca e indisciminata, ma non mi sembra proprio, ci sono sempre le spiegazioni. Concordo con Antonio che invece è Lei a non entrare nel merito, e a buttare li accuse generiche. Ma che modo è di fare.”

    Ma che modo è di fare?
    Detto da lei?
    che si è esaltata per l’articolo di Sartori, dove più che di libertà di stampa si sarebbe dovuto parlare di libertà di insulto con Sartori che dava dello stupidotto a Battaglia perchè (giustamente) gli faceva notare l’impossibilità di applicazione delle promesse fatte da Obama e Sartori che replicava dicendo che le emissioni si possono abbassare anche di colpo nel 2049 non è necessario farlo gradatamente da qui al 2050……..

    il che praticamente è una barzelletta!

  31. NoWayOuton Mar 5th 2010 at 12:48

    @Costa

    “Facendo delle magre figure però. O i commenti non li legge?”

    Tutti leggiamo i commenti e su chi faccia o meno delle magre figure e’ fin troppo facile dissentire e orientarsi altrove. O pensi che le tue ripetute auto-citazioni da neo redattore di Climate Monitor contengano la “verita’”? O forse che l’ossesiva ripetizione di una cosa la renda vera (Anthony Watts docet)?

    Rivangare le storie vecchie e gia’ discusse non porta a nulla mentre non si parla di cio’ che e’ proposto nel post e si va, come al solito, fuori tema. L’argomento e’ l’articolo di Giorello; personalmente lo trovo pasticciato e grossolanamente impreciso anche come articolo su quotidiano. Ho l’impressione che non abbia voluto scrivere un articolo di informazione scientifica ma solo esternare il suo personalissimo sostegno alla delusione/confusione che regna in parte del grande pubblico, prevalentemente quello di lingua anglosassone in realta’. Da un supposto redattore scientifico di un quotidiano prestigioso ci si aspetterebbe di piu’ e di meglio.

  32. Dweb | Blog » In arte Vannaon Mar 5th 2010 at 21:53

    […] il prof. Mazzarella farebbe compagnia al dott. Scaglia a Rebibbia; se la Giorello Spa installasse sistemi di climatizzazione, sarebbe costretta a pubblicare una pagina di rettifica sui giornali. Parlo di clima solo perché […]

  33. giulioon Mar 6th 2010 at 12:36

    @ steph

    che la mia battuta con te non c’entrasse molto con quello che avevo scritto, mi pareva ovvio 🙂 inoltre, contrariamente a molti altri qui dentro, non sono dipendente da niente, tant’è che ho scritto ” ho sentito dire che” senza dare nessun credito alla notizia, anche perchè delle affermazioni di Jones proprio non so che farmene.

    quanti anni sono necessari per un trend statisticamente significativo?

    @ enrica

    le uniche due cose che imparerai qua dentro sono come affidarsi ad un dogma, chiudendo ottusamente gli occhi di fronte a qualsiasi contributo che vada in direzioni diverse, e come scagliarsi furiosamente contro chi osi mettere in dubbio la Verità. Il tuo smodato uso della parola “bestialità” testimonia che sei una buona allieva :-). Del resto è noto che gli indottrinati sono spesso più fanatici degli indottrinatori.

  34. NoWayOuton Mar 6th 2010 at 14:29

    @giulio

    e’ un piacere sentirti dire che la gente qui si affida ad un dogma ed ottusamente chiude gli occhi. Sarebbe preoccupante detto da una persona ragionevole, detto da te e’ una conferma della tua assoluta mancanza di argomentazioni sensate. Il tuo scrivere qui e’ paragonabile ad un bisogno fisiologico da sfogare, nulla di piu’.

  35. giulioon Mar 6th 2010 at 21:03

    @ NoWayOut

    eh eh, grazie della considerazione, anche se, dato che il mio era un espletamento fisiologico, sarebbe stato più logico che venisse(i) ignorato 🙂 il “detto da te è un complimento” mi ricorda tanto le schermaglie delle scuole elementari, grazie per questo nostalgico tuffo nel passato 😉

  36. stephon Mar 6th 2010 at 22:13

    @giulio
    25 almeno. Ma puoi sempre passare a leggere Granger e i suoi bellissimi trend stocastici.

  37. Alessandro Patrignanion Mar 7th 2010 at 09:39

    @Antonio

    …. non parla di quello “in the pipeline”, dovuto all’inerzia del sistema climatico..

    Vede Antonio, quello in “pipeline” si dovrebbe vedere nell’Heat Content Oceanico e cosa si vede ?

    Niente, leggero calo dal 2003.

    Altre “pipeline” non ce ne sono e non ce ne possono essere, gli sbilanci termici terrestri si misurano li: http://www.nodc.noaa.gov/OC5/3M_HEAT_CONTENT/heat_content55-07.png

  38. NoWayOuton Mar 8th 2010 at 10:57

    Leggero calo dell’heat content? Basta allargare la visuale, cioe’ considerare profondita’ maggiori in oceano, e “magicamente” si scopre che non e’ vero. La figura e’ tratta dall’articolo di von Schuckmann.

  39. stephon Mar 8th 2010 at 21:35

    Una veloce panoramica di recenti lavori sull’Heat Content Oceanico, oltre al paper segnalato da NoWayOut. Ognuno tragga quel che può trarre.

    Il paper a cui fa indirettamente riferimento Alessandro:
    ftp://ftp.nodc.noaa.gov/pub/data.nodc/woa/PUBLICATIONS/grlheat08.pdf

    Altri 2 interessanti:
    http://www.agu.org/pubs/crossref/2009/2008GL036010.shtml
    http://sciences.blogs.liberation.fr/home/files/Cazenave_et_al_GPC_2008.pdf

  40. homoereticuson Mar 9th 2010 at 09:32

    Nel mio commento precedente sono stato facile profeta: ieri il Corrierone ha pubblicato un editoriale di Sartori che riporta in equilibrio la posizione del quotidiano.

    Ad onor della verità: anche il fondo di Sartori contiente degli strafalcioni (non è vero che il ghiaccio Himalayano scompare nel 2035, ma non credo neppure che scoppi di salute) e vale la pena ricordare che Sartori di mestiere fa il politologo. Dunque a rigore la sua opinione, per quanto condivisibile, ragionevole e meglio documentata di altri, non è più autorevole di quella un PGBattista.

  41. Il coraggio della critica!on Lug 31st 2010 at 12:02

    […] è un altro professore che ha osato dubitare la teoria dell’agw subito criticato qui http://www.climalteranti.it/2010/03/…oque-giorello/ Gone emeritus è per la […]

  42. […] in altri post (qui, qui e qui) abbiamo avuto modo di notare il ritardo della cultura italiana e degli “opinion […]