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Tempi preoccupanti

Molte notizie degli ultimi giorni sono fonte di preoccupazione, in modo molto diverso.

 

Continuano ad uscire sul tema dei cambiamenti climatici studi importanti e preoccupanti, che meriterebbero ben altro spazio e attenzione dei media.

Turn Down the heat. Why a +4°C warmer world must be avoided, il rapporto commissionato dalla Banca Mondiale al Potsdam Institute for Climate Impact Research e di Climate Analytics, un documento che potrebbe servire alla revisione delle politiche della Banca; il fine è di cercare di evitare un mondo più caldo di4°C, che sarebbe un mondo con ondate di calore senza precedenti, siccità e inondazioni gravi, importante in molte regioni, con gravi ripercussioni sul sistema economica, sulla povertà, sugli ecosistemi e i servizi da loro forniti. Il Presidente della Banca, nella sua introduzione, scrive: “It is my hope that this report shocks us into action…. The World Bank Group will step up to the challenge” (“Spero che questo report ci spinga all’azione… la Banca Mondiale si accinge a far fronte alla sfida”).

The State of greenhouse gases based on observations up to 2011 del WMO, l’Organizzazione Meteorologica mondiale. Il rallentamento dell’economia globale non frena l’aumento dei tre principali gas serra, CO2, metano e N2O, che l’anno scorso rappresentavano nel complesso una forzante radiativa equivalente a 473 ppm di CO2 atmosferica, un aumento del 30% rispetto al 1990.
“Abbassare la temperatura”, come chiesto nel rapporto commissionato dalla Banca Mondiale non sarà facile.

Global Coal Risk Assessment del World Resource Institute, stima che sono già state proposte in tutto il mondo 1200 centrali a carbone per una potenza totale di 1 milione e 400 mila megaWatt, un modo molto economico per avviarsi verso i4°C.

World Energy Outlook 2012 dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (sintesi in italiano) avverte che “l’obiettivo climatico di limitare l’aumento della temperatura globale entro i 2 °C sta diventando, ogni anno che passa, sempre più difficile e più costoso”. Altro aspetto determinante nelle proiezioni dell’offerta e del consumo di energia da qui al 2035:   
“L’acqua sta diventando un parametro sempre più importante per valutare la fattibilità dei
progetti energetici, in quanto la crescita economica e demografica sta intensificando la
concorrenza per accaparrarsi le risorse idriche”.

Climate change, impacts and vulnerability in Europe 2012 dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, conferma un quadro di impatti pesanti già dovuti al riscaldamento globale in Europa, dovuti al fatto che “l’ultimo decennio (2002-2011) è stato il più caldo registrato in Europa, con una temperatura della superficie terrestre più alta di 1,3° C rispetto alla temperatura media in epoca preindustriale”: nell’Europa meridionale ondate di caldo aumentate in termini di frequenza e lunghezza, precipitazioni in diminuzione, siccità dei fiumi più grave e frequente, da cui una minore disponibilità idrica per l’agricoltura, nonché cambiamenti diffusi nelle caratteristiche di piante e animali. Nel rapporto c’è anche una sintesi delle proiezioni per il futuro.

 

A Ricardian Analysis of the Impact of Climate Change on European Agriculture della Fondazione Eni Enrico Mattei, una stima di impatti sull’agricoltura effettuata con un metodo innovativo per tenere in conto delle possibilità di adattamento, prospetta scenari di impatti molto negativi per l’Europa meridionale, con una perdita che per il settore può arrivare al 44%.

 

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In una delle regioni principali dell’Europa meridionale, la Sicilia, il fisico Antonino Zichichi, noto per le sue posizioni negazioniste sul clima, è stato nominato Assessore ai beni culturali.
Senza entrare nei meriti sui suoi orientamenti politici o della sua preparazione sul tema dei beni culturali, questa nomina è motivo di delusione – se non di sconcerto – per quanti negli anni hanno seguito quanto scritto da Zichichi in vari campi, della matematica, delle strategie energetiche, dei cambiamenti climatici e dell’evoluzionismo.
Esperto di fisica delle particelle elementari, Zichichi ha scritto più volte sciocchezze sesquipedali sulle cause dei cambiamenti climatici, raccontate in precedenti post (qui, qui e qui) o ascoltabili nelle registrazioni di un convegno presentato in un precedente post (Parte 1, Parte 2, Parte 3, Parte 4, Parte 5). Le assurdità e frottole raccontate sul tema del clima da Zichichi prima del 2008 sono invece riassunte nell’apposito capitolo di “A Qualcuno  Piace Caldo”.
Altre cose va detto sono – per ora – sfuggite, come la cronaca dei convegni sulle “Emergenze planetarie” organizzati dal suo centro di Erice, che quando si occupano di clima mettono in scena una parodia di dibattito scientifico e ottengono come unico risultato di dare visibilità alle tesi negazioniste in via d’estinzione.

 

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Si è aperta lunedì 26 novembre a Doha la COP18, la Diciottesima Conferenza delle parti della Convenzione sui cambiamenti climatici. In realtà si tratta di 7 conferenze parallele, i cui programmi sono disponibili sulla home page del sito della conferenza.
Dopo la conferenza di Durban (in cui esisti erano stati discussi qui) non sono molte le attese per questa sessione negoziale, che sembra vista come una conferenza di transizione.
Le aspettative di un nuovo accordo globale sul clima sono rinviate almeno alla conferenza del prossimo anno o a quelle dell’anno ancora successivo, visto per ora l’unica cosa decisa è che entro il 2015 dovrà esser definito “un nuovo protocollo o altro strumento legale o esito condiviso dotato di forza legale”).
Per una rassegna dei temi in discussione alla COP18, si veda l’articolo di Jeff Tollefson su Nature
Per assistere in Webcast alle fasi principali il link è questo.

 

 

Testo di Stefano Caserini, con il contributo di Sylvie Coyaud

9 responses so far

9 Responses to “Tempi preoccupanti”

  1. Stefanoon nov 28th 2012 at 10:46

    Grazie per il post, come sempre molto interessante e utile.

    Una domanda un po’ tecnica:

    Cosa esattamente misurano 473 ppm CO2e, che avremmo raggiunto nel 2011, secondo il Bollettino della WMO? Cioè,

    1) E’ la concentrazione complessiva di gas serra al lordo dell’effetto (rinfrescante) degli aerosols?

    e/o

    2) E’ la concentrazione massima raggiunta nel 2011, e non la media annuale (dato che la concentrazione varia nell’intervallo di un anno)?

    Ciao
    Stefano

  2. Stefano Caserinion nov 28th 2012 at 13:05

    1) è la somma delle concentrazioni dei gas serra con lunghi tempi di vita, pesati in base al loro potere radiativo.
    (pag. 2 del rapporto WMO: The NOAA Annual Greenhouse Gas Index in 2011 was 1.30, representing an increase in total radiative forcing by all LLGHGs of 30% since 1990 and of 1.2% from 2010 to 2011 (Figure 1). The total radiative forcing by all LLGHGs in 2011 corresponded to a CO2-equivalent mole fraction of 473  ppm).
    Quindi non comprende gli aerosol.
    I dettagli della stima della CO2 equivalente sono qui http://www.esrl.noaa.gov/gmd/aggi/

    2) è la media annuale

    PS
    se puo’ mettere almeno l’iniziale del cognome, la ringrazio.

  3. Paolo C.on nov 28th 2012 at 13:49

    Possiamo aggiungere all’elenco il report UNEP sul permafrost:

    http://www.unep.org/pdf/permafrost.pdf

  4. Stefano Verdeon nov 28th 2012 at 14:10

    Ottimo,

    mi leggerò i dettagli della stima CO2e. Grazie mille per il link!

    Il motivo per cui ero confuso (ma forse anche molti altri non addetti ai lavori) è che sapevo fossimo intorno alle 400 ppm CO2e e che attualmente il ritmo di crescita delle concentrazioni è di circa 2 ppm l’anno. Quindi, 473 mi ha sorpreso come un livello troppo alto.

    Stefano Verde

  5. Stefano Caserinion nov 28th 2012 at 15:12

    si, arriviamo a quel valore di CO2 eq se si considerano gli aerosol e la loro forzante raffreddante.

  6. Lucaon nov 28th 2012 at 23:37

    Sul sito di Repubblica vedo che hanno chiesto di Zichichi in un forum direttamente a Crocetta.
    Seguendo il link in home sono arrivato qui http://video.repubblica.it/edizione/palermo/crocetta-zichichi-l-assessore-lo-fara-e-sara-un-grande-assessore/112186/110582
    non so se rimarrà a lungo ma forse si.
    La risposta è da record mondiale di arrampicamento sui vetri

  7. Gianfrancoon nov 29th 2012 at 17:43

    Tutto di grande interesse. Speriamo in COP18; personalmente non ho molta fiducia ma spero tanto di sbagliarmi.
    Su Zichichi. E’ dai tempi di Marconi che un fisico non ha un ruolo politico di qualche rilievo nel nostro paese di idealisti crociani e azzeccagarbugli. Ma proprio Zichichi dovevano scegliere con tanti bravi che ci sono in giro?!?! A nome della categoria esprimo la mia vergogna.

  8. Valentinoon dic 7th 2012 at 07:52

    Nuove notizie preoccupanti: Rare tornado kills 3 in New Zealand’s largest city.
    The tornado was the deadliest in New Zealand in more than 60 years.
    http://www.usatoday.com/story/news/world/2012/12/07/tornado-new-zealand-auckland/1752823/

  9. [...] non è stato un fallimento completo, e non è stato un successo, che non era neppure atteso (come abbiamo già scritto la COP18 sin dall’inizio era vista come una Conferenza di transizione). Una bottiglia piena ad un [...]

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