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Una firma fuori posto per il prof. Zichichi

Fra i 16 scienziati firmatari dell’articolo pubblicato il 27 gennaio 20012 dal Wall Streeet Journal
Non occorre farsi prendere dal panico sul problema del riscaldamento globale”, figura anche un italiano, il prof. Antonio Zichichi.

Come c’era da aspettarsi, la lettera  è l’ennesimo tentativo di spargere  disinformazione sul tema per contrastare le necessarie politiche di riduzione delle emissioni di gas serra. Come già fatto notare da altri blog (Oca sapiens, Mondi sommersi, Il Corsaro), gli argomenti utilizzati sono i soliti, i preferiti dalle lobby impegnate da anni su questo tema.
Ma cosa c’entra Zichichi con questi argomenti? Come già fatto notare su questo blog, non ha alcuna competenza sui temi della scienza dell’atmosfera e del cambiamento climatico, è famoso solo per le tesi surreali spesso sostenute, ultima delle quali la teoria dei batteri dormiglioni.
Anche sui temi della fisica ha inanellato castronerie da record (vedi qui e qui) ma sul clima, no, non c’entra proprio nulla.
Zichichi è Presidente nientemeno che della Federazione Mondiale degli Scienziati, che ha una sezione Climatologia il cui Chairman è Cristopher Essex, scienziato ampiamente screditato sul tema dei cambiamenti climatici.
Dal sito web non risultano nomi nella sezione dei “Members” e dei “Associate Panel Members”. Sotto le pompose frasi “Summary of the Emergency”, e “Priorities in dealing with the Emergency” compare da tempo la scritta “Being revised”.
Mentre per tutte le altre emergenze planetarie, dal terrorismo all’acqua, ci sono parecchi nomi di membri dei Panel e testi per capire di cosa si discute, sulla climatologia  non c’è un climatologo o un documento a disposizione, un po’ poco per una federazione fondata nel 1973!
Ben si adatta al caso Zichichi la risposta che Kevin Trenberth e altri 40 scienziati, tutti esperti di clima, hanno inviato al Wall Street Journal, di cui pubblichiamo qui la traduzione.

 

Rivolgetevi agli scienziati del clima per avere informazioni sul riscaldamento globale.

Vi rivolgereste al vostro dentista per conoscere quali sono le condizioni del vostro cuore? Nella scienza, come in qualsiasi altro settore, la reputazione di uno studioso è basata sulla conoscenza e sulla sua esperienza in un determinato campo ed anche sulle pubblicazioni del tipo peer-review prodotte. Se avete bisogno di un intervento chirurgico vorreste sicuramente che a farlo fosse un chirurgo con grande esperienza e che abbia eseguito una gran quantità di operazioni del tipo in questione.
Il vostro giornale (Wall Street Journal) ha pubblicato l’articolo “Non occorre farsi prendere dal panico sul problema del riscaldamento globale” (controeditoriale del 27 Gennaio 2012)  riguardante il tema del cambiamento climatico, redatto da soggetti che hanno l’esperienza dei dentisti che praticano la cardiologia. Anche se riconosciuti di valore nel loro campo, la maggior parte di questi firmatari non hanno specifica esperienza nel campo della scienza del clima. I pochi soggetti che hanno una qualche competenza nel settore sono noti per le loro posizioni radicali che li pongono al di fuori di quanto unanimemente accettato dagli altri esperti del clima. Questa situazione si verifica in quasi tutte le branche della scienza. Per esempio c’è un esperto di retrovirus che non accetta l’ipotesi che l’HIV dia origine all’AIDS. E’ forse il caso di rammentare che taluni scienziati continuano ancora oggi a sostenere che il fumo non provoca il cancro, pur avendo la scienza da tempo accertato il contrario.

Gli esperti del clima sanno che la tendenza di lungo termine del riscaldamento non si è ridotta nel decennio trascorso. Infatti il decennio passato è stato il più caldo della serie. Le osservazioni mostrano senza ombra di dubbio che il nostro pianeta sta diventando sempre più caldo. Ed i modelli computerizzati hanno recentemente mostrato che, in corrispondenza dei periodi nei quali le temperature superficiali aumentano con minore intensità, il riscaldamento avviene da qualche altra parte del sistema climatico, ad esempio nelle profondità dell’oceano. Tali periodi costituiscono dei fenomeni climatici piuttosto comuni e sono consistenti con l’attuale comprensione del meccanismo con il quale il sistema climatico funziona, e certamente non inficiano la nostra conoscenza del riscaldamento climatico antropogenico o la validità dei modelli che usiamo per simulare il riscaldamento globale.

Inoltre gli scienziati del clima sanno ciò che uno di loro, Kevin Trenberth, intendeva dire nella frase che nell’editoriale sopracitato è stata citata fuori dal contesto. Trenberth lamentava la inadeguatezza dei sistemi di osservazione esistenti per quanto riguarda un efficace monitoraggio del trend di riscaldamento delle profondità oceaniche e per altri aspetti delle variazioni di breve periodo, che sempre si verificano assieme al trend di lungo periodo del riscaldamento antropogenico.
La National Academy of Sciences degli Stati Uniti (istituita dal Presidente Abraham Lincoln per fornire consulenza su temi scientifici), così come le principali Accademie delle Scienze mondiali e i più autorevoli organismi di scienziati attivi nel campo della ricerca climatica hanno dichiarato che la scienza è ben definita: il mondo si sta riscaldando e gli uomini sono i responsabili principali. Gli effetti sono già visibili e andranno sempre più aumentando. Per ridurne gli impatti occorrerà ridurre in modo significativo le emissioni dei gas serra che intrappolano il calore.
La ricerca evidenzia che oltre il 97% degli scienziati attivi e che pubblicano articoli nel campo in questione sono d’accordo sul fatto che il cambiamento climatico è reale e che è prodotto dall’Uomo. Sarebbe un atto del tutto sconsiderato per qualsiasi leader politico disattendere il peso delle evidenze presenti e ignorare gli enormi rischi che il cambiamento climatico ci pone all’attenzione. Oltre a ciò è chiaramente evidente che, investendo in provvedimenti che portino ad una transizione verso un’economia a bassa quantità di carbonio, il mondo non solo ridurrà di molto i rischi del cambiamento climatico, ma potrebbe innescare dei decenni di crescita economica. Proprio ciò che ci ha ordinato il medico.   

 

Kevin Trenberth, Sc.D. Distinguished Senior Scientist, Climate Analysis Section National Center for Atmospheric Research, La Jolla, Calif.

Richard Somerville, Ph.D., Distinguished Professor, Scripps Institution of Oceanography, University of California, San Diego

Katharine Hayhoe, Ph.D., Director, Climate Science Center, Texas Tech University

Rasmus Benestad, Ph.D., Senior Scientist, The Norwegian Meteorological Institute

Gerald Meehl, Ph.D., Senior Scientist, Climate and Global Dynamics Division, National Center for Atmospheric Research

Michael Oppenheimer, Ph.D., Professor of Geosciences; Director, Program in Science, Technology and Environmental Policy, Princeton University

Peter Gleick, Ph.D., co-founder and president, Pacific Institute for Studies in Development, Environment, and Security

Michael C. MacCracken, Ph.D., Chief Scientist, Climate Institute, Washington

Michael Mann, Ph.D., Director, Earth System Science Center, Pennsylvania State University

Steven Running, Ph.D., Professor, Director, Numerical Terradynamic Simulation Group, University of Montana

Robert Corell, Ph.D., Chair, Arctic Climate Impact Assessment; Principal, Global Environment Technology Foundation

Dennis Ojima, Ph.D., Professor, Senior Research Scientist, and Head of the Dept. of Interior’s Climate Science Center at Colorado State University

Josh Willis, Ph.D., Climate Scientist, NASA’s Jet Propulsion Laboratory

Matthew England, Ph.D., Professor, Joint Director of the Climate Change Research Centre, University of New South Wales, Australia

Ken Caldeira, Ph.D., Atmospheric Scientist, Dept. of Global Ecology, Carnegie Institution

Warren Washington, Ph.D., Senior Scientist, National Center for Atmospheric Research

Terry L. Root, Ph.D., Senior Fellow, Woods Institute for the Environment, Stanford University

David Karoly, Ph.D., ARC Federation Fellow and Professor, University of Melbourne, Australia

Jeffrey Kiehl, Ph.D., Senior Scientist, Climate and Global Dynamics Division, National Center for Atmospheric Research

Donald Wuebbles, Ph.D., Professor of Atmospheric Sciences, University of Illinois

Camille Parmesan, Ph.D., Professor of Biology, University of Texas; Professor of Global Change Biology, Marine Institute, University of Plymouth, UK

Simon Donner, Ph.D., Assistant Professor, Department of Geography, University of British Columbia, Canada

Barrett N. Rock, Ph.D., Professor, Complex Systems Research Center and Department of Natural Resources, University of New Hampshire

David Griggs, Ph.D., Professor and Director, Monash Sustainability Institute, Monash University, Australia

Roger N. Jones, Ph.D., Professor, Professorial Research Fellow, Centre for Strategic Economic Studies, Victoria University, Australia

William L. Chameides, Ph.D., Dean and Professor, School of the Environment, Duke University

Gary Yohe, Ph.D., Professor, Economics and Environmental Studies, Wesleyan University, CT

Robert Watson, Ph.D., Chief Scientific Advisor to the UK Department of Environment, Food and Rural Affairs; Chair of Environmental Sciences, University of East Anglia

Steven Sherwood, Ph.D., Director, Climate Change Research Centre, University of New South Wales, Sydney, Australia

Chris Rapley, Ph.D., Professor of Climate Science, University College London, UK

Joan Kleypas, Ph.D., Scientist, Climate and Global Dynamics Division, National Center for Atmospheric Research

James J. McCarthy, Ph.D., Professor of Biological Oceanography, Harvard University

Stefan Rahmstorf, Ph.D., Professor of Physics of the Oceans, Potsdam University, Germany

Julia Cole, Ph.D., Professor, Geosciences and Atmospheric Sciences, University of Arizona

William H. Schlesinger, Ph.D., President, Cary Institute of Ecosystem Studies

Jonathan Overpeck, Ph.D., Professor of Geosciences and Atmospheric Sciences, University of Arizona

Eric Rignot, Ph.D., Senior Research Scientist, NASA’s Jet Propulsion Laboratory; Professor of Earth System Science, University of California, Irvine

Wolfgang Cramer, Professor of Global Ecology, Mediterranean Institute for Biodiversity and Ecology, CNRS, Aix-en-Provence, France

 

Testo di Stefano Caserini e Luigi Ciattaglia

53 responses so far

53 Responses to “Una firma fuori posto per il prof. Zichichi”

  1. alex1on Feb 9th 2012 at 22:24

    “La ricerca evidenzia che oltre il 97% degli scienziati attivi e che pubblicano articoli nel campo in questione sono d’accordo sul fatto che il cambiamento climatico è reale e che è prodotto dall’Uomo.”

    ma sapete come stato ottenuto questo consenso?

    da http://www.climatemonitor.it/?p=15065

    Due ricercatori dell’università dell’Illinois si sono dati da fare qualche tempo fa in un’indagine conoscitiva da cui è scaturito un lavoro leggibile a pagamento, di cui circola tuttavia un esauriente report sulla rete. Il tutto si è svolto on line, inviando ad una selezione di 10.257 esperti di scienze della Terra un questionario di otto domande. Una cosa veloce, pensata per impegnare i destinatari per non più di due minuti. Nel report ci sono i due quesiti chiave:

    1)Rispetto ai livelli pre-1800, pensi che la temperatura media globale siano generalmente aumentate, diminuite o rimaste relativamente costanti?

    2)Pensi che le attività umane siano un fattore che contribuisce in modo significativo a modificare la temperatura media globale?

    Come negare infatti che dalla metà del XIX° secolo ad oggi la temperatura del Pianeta sia aumentata?

    Diavolo, all’epoca si usciva dalla Piccola Età Glaciale!

    E come negare che le attività umane ci abbiano messo lo zampino?

    Ancora diavolo, le isole di calore urbano, la destinazione d’uso del suolo, la chiusura della gran parte delle stazioni rurali, cioè a basso rischio di contaminazione da cemento, gli interminabili massaggi inflitti alle serie di temperatura dai gestori dei dataset,

    la scelta accurata di dati di prossimità che mostrino solo mazze da hockey… Sono o non sono queste attività umane?

    se ci si serve di una fabbrica di consensi per validare una teoria scientifica, galileo si rivolta nella tomba..

  2. stephon Feb 9th 2012 at 23:29

    @alex1
    solito debunking misto del giovedì sera
    consenso scientifico: http://climafluttuante.blogspot.com/2011/09/derive.html
    isole, cemento, massaggi, botox, dataset ecc ecc.:
    http://climafluttuante.blogspot.com/2011/10/best-says-yes-to-come.html http://climafluttuante.blogspot.com/2011/10/downtown-bias-iii_1824.html

    @Stefano e Luigi
    grazie per la citazione! Ma il mio post è un contributo davvero piccolino…

  3. oca sapienson Feb 10th 2012 at 01:46

    @alex 1

    guardi che “temperatura globale” non significa “dell’emisfero nord” e “livelli pre-1800” comprende anche quelli precedenti al ‘500.

    “Due ricercatori dell’Illinois…” – lei sbaglia. Quello è uno di molti studi – rif. esempio Orekes 2004, Harris Interactive 2007, Anderegg et al. 2010, Farnsworth e Lichter 2011.
    Otto domande sono normali per sondaggi d’opinione. Fra scienziati si fanno via web almeno dal 1993, quando ho scritto quello del CERN per la Settimana europea della scienza.

    Galileo:gli scienziati del suo tempo gli davano ragione. L’Inquisizione no, ma non era formata da scienziati.

  4. Luci0on Feb 10th 2012 at 08:29

    @oca sapiens
    Le misurazioni meteo nel periodo 1700-1800 avvenivano saltuariamente solo in Europa in tutto il reso del globo ancora inesplorato ne sappiamo davvero poco… anzi non sappiamo nemmeno se la banchisa artica era estesa o meno … http://www.climate4you.com/images/SeaIceSvalbardSince1769.jpg
    Norwegian Polar Institute 2000. Årsmelding 1999, Norsk Polarinstitutt, Tromsø, 24 pp. ISBN: 82-766-7666-175-0

  5. Luci0on Feb 10th 2012 at 08:46

    Il testo in lingua originale … http://brage.bibsys.no/npolar/bitstream/URN:NBN:no-bibsys_brage_6662/1/melding1999.pdf

  6. Riccardo Reitanoon Feb 10th 2012 at 09:22

    La lettera al WSJ è un concentrato di “mitologia” che stride con la supposta autorità scientifica dei firmatari. La scienza è inesistente e lo scopo della lettera chiaro nel paragone con il cosiddetto “Lysenkoismo”. Nonostante le note “zichicche”, mi sorprende che l’esimio Prof. Zichichi abbia voluto associare il suo nome ad una simile propaganda di stampo ultra-conservatore americano.

  7. Gianfrancoon Feb 10th 2012 at 09:43

    Ma avrà firmato lui o il comico Maurizio Crozza che ne fa un’imitazione irresistibile?

    Le castronerie che Zichichi spara su ogni aspetto dello scibile umano sono ormai leggendarie. Dispiace vedere sprecata così una reputazione costruita anche su riconosciuti meriti scientifici e organizzativi, ad esempio aver creato il Centro di Erice.

  8. agrimensore gon Feb 10th 2012 at 12:40

    A leggerla, mi sembra strano che Trenberth e gli altri scienziati firmatari abbiano scritto una lettera del genere.
    Faccio degli esempi:
    “Gli esperti del clima sanno che la tendenza di lungo termine del riscaldamento non si è ridotta nel decennio trascorso. Infatti il decennio passato è stato il più caldo della serie.”
    Il riscaldamento è una derivata prima rispetto a temperatura (o calore, fate voi). Tralasciamo il fatto che “la tendenza” si potrebbe riferire addirittura ad una derivata seconda. La parte che viene dopo “infatti” è da attribuire alla temperatura (o al più al calore), la circostanza che sia al suo massimo negli ultimi dieci anni non implica affatto che le derivate siano pressochè costanti e positive.
    Non posso credere che uno scienziato confonda una grandezza con le sue derivate. Forse “in fact” andava tratto diversamente da “infatti”, senza nesso di causalità, tipo “in realtà”, ma anche così è una frase che non si regge.
    Altro esempio: la critica che si rivolge all’AGW è soprattutto sui “modelli computerizzati” che utilizza, non capisco che senso abbia giustificare l’AGW proprio con ciò che suscita maggiori perplessità.
    A parte questo tipo di perplessità, la lettera apre un tema che secondo me andrebbe dibattuto in senso generale: chi ha “pienamente” diritto di criticare una certa scienza/disciplina? Solo chi lavora propriamente per quella scienza? O anche chi lavora per un’altra scienza se parte di questa viene riutilizzata? Nel caso del clima sarebbero statistici, fisici, meteorologi, ecc. Ed epistemologi, in ogni caso.

  9. Stefano Caserinion Feb 10th 2012 at 13:37

    @ Agrimensore
    Non posso credere che uno scienziato confonda una grandezza con le sue derivate.

    Infatti, Trenberth non le confonde certo, il trend è chiaro e il fatto che l’ultimo decennio sia il più chiaro e un fatto in più. Ne abbiamo parlato qui

    @ Tralasciamo il fatto che “la tendenza” si potrebbe riferire addirittura ad una derivata seconda.

    Qui non la seguo: la derivata prima basta e avanza (sempre a patto che il numero di anni sia congruo, come già discusso più volte). La derivata seconda mi da altre informazioni che non sono per forza indispensabili

    @ chi ha “pienamente” diritto di criticare una certa scienza/disciplina? Solo chi lavora propriamente per quella scienza? O anche chi lavora per un’altra scienza se parte di questa viene riutilizzata? Nel caso del clima sarebbero statistici, fisici, meteorologi, ecc. Ed epistemologi, in ogni caso.

    Le dico come la vedo io. Il diritto di espressione e di critica è fuori discussione. Io e Lei possiamo criticare tutto e tutti, da Del Piero a Napolitano, da Jim Hansen all’accademia della Crusca.
    Se si ha un ruolo ufficiale, le cose cambiano.
    Se mi invitano in quanto studioso, docente universitario, esimio ex ricercatore o prof. in pensione a parlare in televisione o a scrivere un giornale, buona cosa sarebbe che mi esprimessi su temi su cui ho studiato, mi sono confrontato, insomma sarebbe giusto che mi limitassi al campo in cui opero o ho operato.
    Il problema di Zichichi, o di Battaglia, è che di fatto rifiutano un confronto sul piano scientifico: non provano a mandare le loro tesi ad una rivista scientifica, pontificano solo su quotidiani generalisti, e in particolare su quelli piuttosto screditati. La fatica della scienza, oltre a quella di cui abbiamo parlato qui http://www.climalteranti.it/2011/10/12/la-fatica-della-scienza/, è provare a dialogare con gli altri studiosi, ad accettare le modifiche, i suggerimenti o le stroncature.
    Tenga conto che io sarei più inclusivo possibile, nel senso che mi va benissimo che un meteorologo, un fisico, uno statistico discuta di clima, a patto che accetti le regole del gioco. Che faccia il bagno di umiltà di provare a discutere le proprie tesi, se così in contrapposizione con quelle degli esperti del settore, prima nelle sedi deputate.
    Nel caso di Zichichi, siamo su un altro piano. Firmare un lettera sul tema dei cambiamenti climatici come presidente di una federazione mondiale degli scienziati, se poi dietro di te non hai nulla di documenti scierntifici prodotti sul tema o scienziati di quel settore, lo trovo scorretto.

  10. oca sapienson Feb 10th 2012 at 14:29

    @alex 1
    gli eventi meteo sono registrati da quando esiste la scrittura (historical record). E lei non ci crederà, ma dai tempi di Erastotene (III secolo a.C) si sono fatti parecchi progressi nel ricostruire quelli precedenti al Settecento.

    @agrimensore g
    “mi sembra strano… non posso credere” ecc.
    Forse perché non ha notato il link al testo cui risponde la lettera? Ne riprende i termini come si usa nelle smentite.

    Chiunque può fare critiche. Se poi sbaglia i dati che presume di criticare, mostra di “ignorare totalmente la materia o di travisare volutamente il mio lavoro”, nelle parole di Nordhaus – un altro al quale Zichichi e colleghi fanno dire il contrario di quanto scrive da decenni.

    @Gianfranco
    Vista l’ilarità suscitata in effetti…

  11. alex1on Feb 10th 2012 at 15:50

    mi spiace dover sempre riproporre il solito blog..

    questo articolo :

    http://www.climatemonitor.it/?p=23464#more-23464

    meriterebbe un attenta disamina..

    cmq penso che l’articolo chiuda il cerchio in maniera indiscutibile..

    riporto alcuni concetti su cui discutere eliminando le frasi probabilmente provocatorie..

    ” ora il nuovo pilastro dell’AGW si poggia sull’affermazione che se fa freddo è perché in realtà fa più caldo.

    In verità questa semplice affermazione modifica di 180° la teoria dei feedback positivi fin qui calorosamente – e senza mezzi termini dogmaticamente imposta – a favore di una a feedback negativi ma avente in uscita lo stesso risultato (questa di per se è già un’aberrazione).

    Studiare il clima è difficile perché le variabili che lo condizionano sono molteplici e distribuite gerarchicamente in modo tale che la conoscenza parziale del sistema non solo non è in grado di garantire la comprensione dell’evoluzione passata ma mina in maniera profonda e senza scampo un qualsivoglia esercizio di prognosi sul futuro.

    A questa nuova teoria provo a contrapporre una domanda che forse più di qualcuno si sarà già posto. “Ma se l’attuale pattern circolatorio è imputabile al riscaldamento globale perché le stesse configurazioni di circolazione della metà del XX secolo erano invece imputate al raffreddamento globale (teoria largamente sostenuta in quel periodo)?”

    La variazione della circolazione generale che ha contraddistinto il periodo tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’90 e maggiormente tra la fine degli anni ’80 e gli anni ’90 del XX secolo ha prodotto una riduzione fino a zero di configurazioni retrograde del tipo di quella in atto, contribuendo non poco al riscaldamento di intere aree dell’emisfero nord proprio come la Siberia.

    Allora, come oggi, chi teorizzava l’AGW gridava alla prova che la circolazione era dichiaratamente verso il caldo. Quindi maggiore zonalità uguale a clima (almeno per l’emisfero settentrionale) più caldo.

    Al contrario circolazioni zonali deboli o assenti favoriscono il raffreddamento invernale siberiano con formazioni di anticicloni termici al suolo.

    I pattern circolatori appartenenti alla elevata zonalità sono contraddistinti da depressioni polari ed alte pressioni nelle medie latitudini viceversa nei casi di bassa zonalità.

    Ma se il riscaldamento è sinonimo di alta zonalità, e secondo la teoria dell’AGW più energia ancora maggiore zonalità, come si può coniugare il fatto che pattern votati al caldo possano generare ondate di gelo nelle medie latitudini tipici dei pattern a bassa zonalità?

  12. Gianfrancoon Feb 10th 2012 at 16:14

    @ agrimensore g
    Una critica come la sua non credo l’avrebbe fatta nemmeno il mio professore di analaisi all’università, leggendario per pignoleria e irascibilità.
    La frase “la tendenza di lungo termine del riscaldamento non si è ridotta” su un quotidiano generalista significa che l’energia continua ad aumentare (o meglio a non diminuire).
    In termini matematicamente un po’ più accurati, non troppo rigorosi, limitandosi a una funzione reale di una variabile reale, la derivata prima dell’energia rispetto al tempo (il riscaldamento) continua a essere non negativa (non si è ridotta) e la funzione di conseguenza non decresce.
    L’altro argomento che lei tocca – competenza, diritto di critica e responsabilità – mi sembra molto più importante. Mi sembra che Stefano Caserini le abbia già risposto in un modo che condivido in pieno.

  13. Riccardo Reitanoon Feb 10th 2012 at 21:02

    alex1
    il concetto che riporta, spacciato per giunta per modifica di 180° della teoria dei feedback positivi, è una invenzione di chi vuol denigrare i climatologi. Fa comodo, immagino, riportarlo con lo stesso intento.
    Far dire ad altri cose che mai hanno detto o distorcerle è una tattica scorretta (eufemismo) ma largamente usata nel mondo del negazionismo climatico e non solo. Questa storia fa il paio, ad esempio, con il mito del “negli anni ’70 avevano previsto una nuova era glaciale”, falso ma ancora in circolazione.

    La buona notizia è invece la sostanziale mancanza di argomentazioni non dico valide, ma almeno plausibili, di chi vuol a tutti costi negare il problema. La lettera di cui si parla in questo post ne è un esempio, un vuoto scientifico “impreziosito” da firme supposte prestigiose.

  14. Gianfrancoon Feb 10th 2012 at 22:33

    Un’ultima considerazione poi per quanto mi riguarda basta con Zichichi e i suoi compari.
    Della loro lettera pubblicata dal WSJ sottoscriverei il titolo: non serve il panico.
    Infatti serve intraprendere con calma e determinazione le misure di decarbonizzazione che tutti sappiamo, e anche loro sanno benissimo. Buona notte a tutti.

  15. Alessandroon Feb 10th 2012 at 23:53

    Mi sembra giusto che citano Climate Monitor a supporto di Zichchi, il livello è quello
    Eppoi centra con i firmatari amici di Zichichi, tutti più o meno legati alle lobby che sono dietro watts e gli altri di cui Climate Monitor rilancia i twitter dementi
    Ho seguito il link, che roba pietosa, già solo il fatto che uno scrive tutta quella sbrodolata è un segno che sta vendendo fumo, e le formule del momento angolare.. e quei grafici .. Scafetta ha fatto scuola ormai, chiunque ha excel ormai scarica due dati e ci fa il grafico per fare il figurone

  16. claudio della volpeon Feb 11th 2012 at 11:40

    alex1 notizie per te:
    http://www.corriere.it/esteri/12_febbraio_10/winnipeg-importa-neve_6218f5d0-53d8-11e1-a1a9-e74b7d5bd021.shtml
    che freddo!! brr; prossime glaciazioni!!!!

  17. alex1on Feb 11th 2012 at 16:31

    claudio.

    il freddo si sposta.. ora è toccato a noi.. ciclicamente ogni 28-30 anni.. se gli eventi ciclici si ripresentano con puntualità ragionare bene sull’inutilità totale della forzante co2 perchè non ha squlibrato un bel niente.. dimenticavo.. c’è un altra cosa che và a cicli.. una stella vicino a noi..dalla quale dipendiamo in tutto e per tutto..non dimentichiamolo..

  18. Riccardo Reitanoon Feb 11th 2012 at 18:34

    alex1
    l’indebolimento dell’Oscillazione Artica di metà Gennaio è stata la causa dell’afflusso di aria fredda alle nostre latitudini. Su questo sono daccordo tutti i meteorologi, scettici o meno che siano del riscaldamento globale. Qui puoi trovare la serie temporale sotto forma di grafico e qui i dati: non esiste una variabilità trentennale. Fra l’altro, questi eventi sono tipicamente di breve durata e, come dici tu stesso, “il freddo si sposta”. Nulla hanno a che vedere con la temperatura globale.

    Per fare un discorso serio ci sono due possibile strade, una di dinamica atmosferica e l’altra di statistica degli eventi estremi. Sulla prima esistono dei lavori pubblicati che collegano le anomalie del vortice polare con l’estensione del ghiaccio marino artico. Sulla seconda, che io sappia, non è stato pubblicato nulla. Parlare di “inutilità della forzante co2” perché nel 1956 ha fatto freddo è invece del tutto privo di significato.

  19. alex1on Feb 11th 2012 at 19:23

    riccardo. parlavo di ciclicità appunto degli eventi gelidi

    poi di che natura siano, o artica pura, o artica siberiana, non cambia l’effetto dell’evento..

    sono metri e metri di neve e gelo che in maniera molto estrema si manifesta sul nostro paese..

    29-56-85-2012 se non è stato pubblicato nulla cosa vuol dire? che aspettiamo le pubblicazioni di qualcuno? a me basta un calendario storico per verificare che questi eventi estremi si sono succeduti con una cadenza ciclica abbastanza precisa..

    e va da se dedurre che se nessuna forzante è riuscita a “sballare” questo orologio climatico degli eventi estremi, il significato è uno solo.. questa presunta forzante non era cosi influente..

    una domanda, se nei prossimi anni gli inverni prenderanno questa piega dato il minimo solare che non sembra voler finire, a chi daremo la colpa?

  20. stephon Feb 11th 2012 at 22:10

    @alex1
    la vedo un po’ distratto, stasera. Mangiato pesante?
    la voglio aiutare, al suo numero magico 29568512 manca:
    il 24, il 32, il 34, il 40, il 41, il 42, il 47, il 63 (come può scordarsi del più lungo e rigido inverno dell’intero XX secolo, diamine!), il 69, il 79, l’86 e l’87. E il 2010 (e forse anche qualche altro dei 60). Vediamo un po’ di ciclismo, adesso.

    “minimo solare che non sembra voler finire”: s’è accorto che ci sono stati anche il 2006/07 e il 2007/08, già in pieno minimo?

  21. oca sapienson Feb 11th 2012 at 22:21

    @alex 1
    “parlavo di ciclicità”
    Che non c’è, come tutti possono vedere nel grafico linkato da Riccardo.
    Le segnalo che per l’Italia, Steph si è scordato i record – in regioni diverse – degli anni ’90 e del 2002, 05, 09, 10, 11.

    “nessuna forzante è riuscita a ‘sballare’ questo orologio climatico”
    orologio delle stagioni, presumo, visto che lei parla degli inverni. Se è così, ha ragione: nessuna forzante ha sballato l’asse terrestre né spostato l’Italia fra i Tropici.

    “una domanda”
    per piega intende il caldo che fa in USA da dicembre?

  22. claudio della volpeon Feb 11th 2012 at 22:43

    proporrei un secondo premio annuale: il premio D-K; per quest’anno non ho dubbi su chi se lo merita: alex1; Stefano parlo seriamente, inviamogli una copia del tuo libro come premio D-K, se lo merita tutto, nessuno è più D-K di lui nemmeno batt o zichicche, nessuno, nemmeno quelli di CM, alex1 rifulge nel suo DKismo massimo!
    sta tenendo banco da giorni sul blog: ha una produttività di dk..te incredibile!

  23. alex1on Feb 11th 2012 at 23:09

    perchè elencate gli inverni non estremi come quelli che hanno SEGNATO la memoria?

    poi confondete il minimo fisiologico dell alternanza dei cicli 11 anni con due minimi consecutivi( come quello che sta avvenendo adesso ma siamo solo all inizio)

    i “problemi” (perchè il freddo è un problema molto piu del caldo)a livello climatico si hanno quando un ciclo che dovrebbe essere piu intenso di quello passato abortisce. e quindi si hanno due minimi consecutivi, che poi diventano 3 perchè il prossimo è ancora un altro ciclo minimo..quindi avremo ben 33 anni di minimo.. poi vedremo se le temp globali continueranno a salire..

    la piega.. la piega sarà una continuazione di inverni record per tutto il nord europa e anche per gli usa, che l hanno scorso hanno attraversato una stagione fredda non da poco.. tutti gli stati erano “bianchi”

  24. stephon Feb 12th 2012 at 00:01

    alex1
    “perchè elencate gli inverni non estremi come quelli che hanno SEGNATO la memoria?”
    perché secondo lei:
    . quelli che ho elencato non sono stati freddi?
    . la memoria è più importante dei dati?
    . il 2012 è più freddo del pazzesco 63?

  25. Vincenzoon Feb 12th 2012 at 00:01

    @ Alessandro

    allora guarda l’ultima stupidaggine che hanno scritto su climate Monitor per commentare l’articolo di Attanasio Pasini e Triaca.
    http://www.climatemonitor.it/?p=23443

    Hanno fatto arrabbiare Pasini che è un santo http://antonellopasini.nova100.ilsole24ore.com/2012/02/come-si-cerca-di-screditare-una-ricerca-climatica-scomoda.html

    Attanasio e Triaca hanno commentato su CM, gli hanno fatto fare la figura che si meritano, in particolare Morabito ci fa proprio la figura del peracottaio. Pero’ non hanno capito che a Guidi di fare la figura del pollo non importa niente: la cosa importante è che si commenta sul suo blog, poi se gli unici scienziati che ci scrivono lo fanno per dire che non ha capito nulla, sembra non gli importi, anzi

    @ Caserini
    sbaglio o su Climalte Monitor hanno usato come immagine la vostra figura di questo post? http://www.climalteranti.it/2012/01/30/in-inverno-puo-fare-molto-freddo/

  26. Riccardo Reitanoon Feb 12th 2012 at 00:13

    alex1
    puoi anche accontentarti di una calendario storico di comodo, se credi, e intenzionalmente ignorare il perché e il come si prodocuno certe situazioni meteorologiche. Puoi prendere per buona la propaganda del Sen. Inhoffe sullo scorso inverno negli USA. Puoi anche, sempre intenzionalmente, ignorare decenni di analisi meteorologiche. Ma almeno prendile per quello che sono, non una dimostrazione di alcunché ma una semplice cabala personale. E poi non lamentatevi delle accuse di a-scientificità … la scienza, da secoli e per fortuna, funziona in modo diverso.

    D’altra parte, temo di non poter avere nemmeno il piacere di sorprendermi visto che 16 “luminari” sottoscrivono una lettera come quella al WSJ. Ma pazienza, sono solo battaglie di retroguardia di un esercito a corto di munizioni. Mi consolo con gli annunci delle ultime uscite della Cambridge University Press sul tema dei cambiamenti climatici che ho appena ricevuto e che in larga maggioranza sono non sugli oziosi dubbi che volete propinarci ma sulle soluzioni al problema. Cosa non sono disposti a fare anche alla CUP pur di vendere qualche libro in più 😀

  27. Stefano Caserinion Feb 12th 2012 at 09:37

    @ Alessandro e Vincenzo

    Preferirei evitare polemiche fra blog, che rischiano di scadere in rissa. A noi non conviene, perché abbiamo dalla nostra parte argomenti solidi.
    Non capisco perché continuano a fare post offensivi, sia verso Antonello e colleghi che verso la comunità scientifica italiana (in un post di qualche tempo fa hanno paragonato la giusta protesta di 100 fra i più importanti scienziati italiani dei cambiamenti climatici a piccole formiche che si incazzano). Ma direi di lasciarli perdere, e di badare solo alla sostanza.

    @ Vincenzo

    Riguardo alla foto, è un caso curioso: si tratta di un’immagine disegnata da un mio amico per “A qualcuno piace caldo”, riprendendo l’idea da una vignetta che avevo visto in una presentazione di non ricordo chi; è stata pubblicata a pag. 115, con il titolo “Ironia negazionista su tempo e clima”. Poi si lamentano quando si usa quel termine.
    Non c’è problema per il copyright, figuriamoci. Magari se mettessero un riferimento al libro sarebbe meglio, ma sono piccole cose queste.

  28. claudio della volpeon Feb 12th 2012 at 14:31

    ragazzi ma vi ricordate il caso CM-1 principio della termodinamica? ma stiamo ancora a perdere tempo con chi nega addirittura il 1 principio o non lo capisce? personalmente ci ho provato a discutere con loro tempo fa ma i risultati furono tragici; lasciamoli cuocere nel loro brodo, è gente( D-K )^n

  29. agrimensore gon Feb 12th 2012 at 16:45

    @Gianfranco (e altri): dire che nell’ultimo decennio le temperature sono state le più alte, non può, in alcun modo, da nessun punto di vista, implicare, o sugggerire, che il riscaldamento (la derivata prima delle temperature) continui (cioè sia pressochè costante e positivo). Lo stesso vale se il riscaldamento è inteso come derivata del calore (energia).
    Si può pensare che un decennio non sia statisticamente significativo, o che il calore si accumuli negli oceani, e via dicendo, ma l’implicazione precedente, ribadisco, é senz’altro sbagliata. E’ questo che ho messo in evidenza. Tra l’altro credo di aver scritto una banalità.
    Anche lei, nel suo commento, correttamente non ha accennato al fatto che le T siano le più alte degli ultimi dieci anni. Non so se sono pignolo come il suo prof. di analisi, il problema è che, appunto, se scritta da un giornalista di un quotidiano generalista potrei capirne il senso, ma scritta da uno scienziato mi sorprende, tanto che mi viene il dubbio che, sebbene autografa, sia mediata da un ufficio stampa o qualcosa del genere.

    @Caserini
    Secondo la definizione che ha fornito nel suo commento, Scafetta, tanto per citare un nome noto ai lettori di questo blog, sta operando correttamente da un punto di vista metodologico come critico AGW?

  30. Stefano Caserinion Feb 12th 2012 at 17:56

    @ Agrimensore
    Secondo la definizione che ha fornito nel suo commento, Scafetta, tanto per citare un nome noto ai lettori di questo blog, sta operando correttamente da un punto di vista metodologico come critico AGW?

    Si, perchè fa uno sforzo, che al di la dei risultati va riconosciuto, per pubblicare sulle riviste del settore.
    Il punto è semmai che le affermazione che fa sulle riviste generaliste sono molto al di là delle tesi che pubblica sulle riviste (vedi vari esempi qui
    http://www.climalteranti.it/2011/10/22/un-altro-fact-checking-per-il-dott-scafetta-2/).
    Ma certo la differenza con Zichichi è abissale.

  31. claudio della volpeon Feb 12th 2012 at 21:12

    agrimensore come persona che insegna termodinamica sono semplicemente sconvolto dalle sue definizioni di temperatura: il riscaldamento sarebbe la derivata prima delle temperature? e rispetto a cosa di grazia? come è definito il concetto di riscaldamento?
    il riscaldamento inteso come derivata del calore? caspita il calore ha una derivata? e ancora una volta di grazia rispetto a cosa?il calore (energia)???
    la confusione regna sovrana! almeno dalle sue parti.
    in genere il concetto di calore è associato allo scambio di energia termica fra due corpi a temperatura diversa; non è una grandezza di stato, ma di processo; di grazia come questo si concilia con le confuse definizioni che ha formulato? qua non si tratta più di climatologia ma di termodinamica mal digerita, mi scusi, ma non so come altro chiamarla.

  32. oca sapienson Feb 12th 2012 at 21:38

    @agrimensore g
    “decennio”
    Le va bene quando Zichichi et al. implicano che “l’assenza di riscaldamento globale nell’ultimo decennio” continuerà per sostenere che conviene proseguire con le stesse emissioni di CO2 per altri 50 anni.
    Non le va bene quando Trenberth et al. scrivono che “la tendenza di lungo termine del riscaldamento non si è ridotta nel decennio trascorso”, per sostenere che l’implicazione di Zichichi et al. è sbagliata.

    Come mai?

    @Riccardo
    “a corto di munizioni”
    Scarseggiano, lo stesso appello rivolto a Obama tre anni aveva cento firmatari…

    @alex 1
    Non c’è correlazione tra inverni freddi in Italia e cicli solari, il grande gelo del ’63 era durante il picco di attività raggiunto nel secolo scorso.

  33. Savinoon Feb 12th 2012 at 23:10

    credo proprio che Zichichi si sia aggregato ad una operazione (maldestra) di propaganda pro-repubblicani in occasione delle primarie che si stanno svolgendo proprio in questi giorni.
    già questo dovrebbe mettere sull’avviso qualunque scienziato per quanto scettico sia.
    del resto Zichichi non è nuovo ad operazioni del genere, pura propaganda politica spacciata per “battaglia culturale” della scienza indipendente contro le lobby ambientaliste.
    questo mi sembra l’aspetto di fondo, l’incompetenza nella materia dei soggetti firmatari è solo un particolare, certo sconcertante per degli scienziati, ma assolutamente secondario rispetto allo scopo principale; condurre una battaglia ideologica per conquistare l’egemonia in campo politico.

  34. agrimensore gon Feb 13th 2012 at 10:24

    @oca sapiens
    ???? Che scrive? Non ho mai parlato di Zichichi. Per favore, non mi attribuisca frasi che non ho lontanamente mai scritto.
    Per riassumere in brevissimo, a me, della lettera non andava bene quell’ “infatti” per il quale ho proposto altra traduzione.

  35. agrimensore gon Feb 13th 2012 at 12:28

    @claudio della volpe
    Riporto da wikipedia:
    Riscaldamento è un termine che indica in generale il processo di aumentare la temperatura di un corpo o un ambiente

    Quindi (secondo questa definizione comunemente accettata) il riscaldamento è la derivata (se positiva) della temperatura rispetto al tempo. Se negativa, si chiama raffredamento.

    Ho omesso di esplicitare “rispetto al tempo” perchè spesso il default è rispetto al tempo, altrimenti sovente si parlà di sensibilità anzichè di grandezza derivata.

    Il fatto di aver provato a definire un’alternativa, cioè come derivata del calore, è solo per cercare di dare un senso a quanto scritto nella lettera di Trenberth et al.

    Spero ora sia meno sconvolto.

  36. gvdron Feb 13th 2012 at 13:05

    O numi del cielo: temperatura non è calore, calore non è temperatura. (Tralasciando le chiacchiere su sensibilità e derivata).

    Cari climalteranti: ma è cosa sana per le vostre energie continuare a cercare di educare questi troll?

  37. agrimensore gon Feb 13th 2012 at 13:46

    @gvdr
    Non ho scritto, nè mai pensato, che temperatura è calore.
    Il fatto di aver provato a ridefinire il riscaldamento come derivata del calore (anzichè temperatura) è solo per venire incontro all’ipotesi che il calore si accumuli negli oceani e che “quindi” il trend del riscaldamento continui. Senza questa ridefinizione, sarebbe una frase insensata.

    Per il resto, ho detto una banalità: che col termine riscaldamento s’intende la derivata della temperatura (rispetto al tempo). Qualunque grandezza misuri la variazione (aumento o diminuzione) di un’altra ne costituisce la derivata. Es.: l’accelerazione è la derivata (rispetto al tempo) della velocità. Non saprei come esprimermi in maniera più elementare.

    @claudio della volpe
    Dimenticavo una precisazione: ogni grandezza ha la sua derivata rispetto al tempo, anche il calore(energia) di un corpo.

    Spero di non aver sconvolto qualche altro lettore con queste affermazioni.

  38. agrimensore gon Feb 13th 2012 at 14:02

    e.c.: calore che si scambia (o energia immagazzinata in un corpo) – cioè grandezza di stato o di processo che siano hanno la loro derivata rispetto al tempo. Il fatto di scrivere calore (energia) è per dare un senso al modo di dire “calore accumulato negli oceani” altrimenti, proprio per quello che ha scritto cdv, anche questo sarebbe un modo di dire impreciso, anche se usato spesso.

  39. claudio della volpeon Feb 13th 2012 at 19:12

    caro agrimensore come ben cita da wikipedia il riscaldamento è “il processo” di aumento della temperatura e NON l’aumento medesimo; ergo non è il riscaldamento ad essere una derivata rispetto al tempo; d’altronde se fosse una grandezza di questo tipo avrebbe come dimensioni il rapporto fra temperatura e tempo; ancor meno è accettabile una definizione del riscaldamento come la derivata del calore, che è una grandezza di processo, quindi un flusso di energia fra due sistemi o fra due parti di un sistema nel tempo; quello sarebbe una grandezza con le dimensioni di una energia diviso un tempo, ossia di una potenza riferita poi alle modalità del flusso stesso (per esempio una potenza per unità di superficie); due cose parecchio diverse fra loro quindi;
    da notare che si può fornire calore ad un corpo, senza che la sua temperatura cambi, come avviene durante qualunque transizione di stato; per cui la connessione fra temperatura e calore deve essere ben chiarita per non fare confusione.
    in conclusione il riscaldamento o il raffreddamento sono i fenomeni durante i quali la temperatura di un corpo aumenta o diminuisce e NON le derivate delle temperature misurate nei corpi stessi; la derivata del calore che fluisce rispetto al tempo illustra invece il flusso di calore, e quindi la potenza termica dQ/dt; probabilmente sarà anche riferito alle modalità del flusso per esempio sarà diviso per una superficie di contatto; chiamare dQ/dt riscaldamento o raffreddamento onestamente lo trovo sballato; guardi non voglio fare polemica ma solo far notare che discorsi poco precisi aiutano la confusione. poi lei può usare i termini che vuole, ma io sarò padrone di scandalizzarmi un pò.

  40. oca sapienson Feb 13th 2012 at 19:55

    @agrimensore g
    Non le faccio dire niente. Constato che lei _non_ critica Zichichi et al. sebbene siano loro a usare “ultimo decennio” e “riscaldamento” nel modo che lei ritiene “senz’altro sbagliato”. E sebbene siano loro a falsificare il senso della frase di Trenberth dicendo che si riferisce al riscaldamento globale.

    “non andava bene quell’ “infatti” per il quale ho proposto altra traduzione.”
    Troppo tardi, rilegga i suoi commenti. Lei sospetta Trenberth et al. di essere incompetenti, di confondere grandezza e derivata, e disonesti, di ingannare i lettori implicando che la tendenza continui, comunque sia tradotto in fact.

  41. gvdron Feb 14th 2012 at 10:10

    “Qualunque grandezza misuri la variazione (aumento o diminuzione) di un’altra ne costituisce la derivata.” “ogni grandezza ha la sua derivata rispetto al tempo, anche il calore(energia) di un corpo.”

    Ho sentito le coronarie da matematico cedere. Ci sono tante di quelle cose sballate. Claudio le ha mostrato la “fisica” sbagliata, per quanto riguarda la matematica:

    Agrimensore, Porco Fourier!, la derivata è una cosa delicata!

    1) Un ∆ non è un ∂ che a sua volta non è un d/dt. Cioè: un incremento su tempi discreti (∆) non è una derivata, e non tutte le derivate sono in funzione di t, in quanto non tutte le “grandezze” sono funzioni di t. Vi sono differenze poi fra derivate parziali, ordinarie, definite su varietà e balle varie, ma non importa.

    2) Le “grandezze” buttate lì così sono scalari, le derivate si fanno di funzioni! Quindi (noti che Della Volpe specifica correttamente) la derivata si fa della funzione T(t) o di Q(t), non della grandezza! Assumiamo dunque che lei indichi con grandezza: misurazione di un valore nel tempo.

    3) Non *tutte* le funzioni hanno derivata, vi sono funzioni crescenti che non ammettono derivata in nessun punto.

    La trattazione matematica della termodinamica è ben più complessa di prendere due numeri e dividerli. NON si esprima in modo elementare, si esprima in modo corretto e vedrà che la capiamo!

  42. agrimensore gon Feb 14th 2012 at 11:10

    @cdv
    Ha perfettamente ragione sulla parte del calore. Solo che alla frase
    “in corrispondenza dei periodi nei quali le temperature superficiali aumentano con minore intensità, il riscaldamento avviene da qualche altra parte del sistema climatico, ad esempio nelle profondità dell’oceano.”
    avrei dovuto rispondere: “e dove altro avviene il riscaldamento oltre che sulle superficie e nelle profondità dell’oceano?” Non credo voglia alludere alle viscere della Terra o ala stratosfera.
    Allora anzichè fare, polemica, con un po’ di perspicia ho pensato che si riferisse al fatto che il calore potesse esere usato anche per altro che aumentare la T, tipo per sciogliere i ghiacciai (calore latente). Ho interpretato così la frase nella lettera: mi dica lei se ho sbagliato, o per quale altra parte del pianeta i modelli prevedono riscaldamenti oltre oceano e superficie. Proprio per quello che scrive lei, ho inteso, nella fattispecie, “riscaldamento” in senso lato, non letterale, e senz’altro scorretto, proprio per non fare la solita puntualizzazione che innesca la polemica sterile.

    Per l’altro punto, se dobbiamo attribuire un senso alla dicitura “il trend del riscaldamento” non possiamo assumerlo come processo, dobbiamo pensare a una grandezza che abbia un trend, e che sia quindi funzione del tempo.

    @gvdr
    I punti (1) e (3) sono fondamenti della matematica che nessuno mette in dubbio.
    Per il punto 2: se parliamo di trend è evidente che stiamo parlando di T in funzione del tempo.

    @oca sapiens
    Non ho mai scritto le cose che mi attribuisce. Anzi, per quanto riguarda Trenberth, ho detto sin da subito che lo scritto mi sembrava talmente impreciso che magari non l’avesse scritto lui direttamente. In fondo è un attestato di stima verso Trenberth. Debbo supporre che il suo tentativo di attribuirmi cose che non ho scritto sia conseguenza del fatto che sulle cose che ho veramente scritto non ha nulla da obiettare. Un suggerimento: guardi la discussione che ho avuto con Caserini. Mi ha risposto a tono e adeso ho capito meglio la sua posizione. Non solo: penso che anche chi legga possa capire meglio la sua posizione. Secondo me, chi legge i suoi commenti ha l’idea di una perosna che voglia far polemica, non che voglia spiegarsi.

    Ho finito il numero di commenti. Leggero attentamente eventuali repliche, ma, per favore, non fatemi domande perchè non posso rispondere.

  43. Riccardo Reitanoon Feb 14th 2012 at 14:30

    agrimensore
    trovo la tua osservazione alquanto speciosa. Ma comunque, accettiamo per un attimo che la frase di Trenberth sia errata o non giustificata o espressa male o ciò che vuoi. Con la stessa accurateza ti invito a leggere la “lettera dei 16” e a trovare le affermazioni non supportate, fuorvianti o del tutto errate, se vuoi ricordando che anche in questo caso si tratta di un’opinione su un quotidiano e non una pubblicazione scientifica.

  44. Gianfrancoon Feb 14th 2012 at 15:17

    @ agrimensore g

    Mamma mia che vespaio ho sollevato, involontariamente, solo per aver detto che le sue critiche a una frase della lettera di Tremberth et al. al WSJ erano un’eccessiva pignoleria, ai limiti del cavillo, e che la frase criticata era in buona sostanza corretta.

    Riporto la frase oggetto della discussione: “la tendenza di lungo termine del riscaldamento non si è ridotta”.

    Un matematico di razza avrebbe fatto sfoggio di rigore, precisando tutte le condizioni di continuità e quant’altro e il range di definizione delle variabili in gioco – il tutto ca va sans dire nel campo complesso. Ma ciò mi pare eccessivo per Climalteranti e tanto più per il WSJ.

    Limitiamoci quindi a considerare l’andamento di una funzione reale (diciamo il calore) di una variabile reale (il tempo), diciamo Q(t) in un familiare diagramma cartesiano: il riscaldamento è l’aumento di calore evidenziato sull’asse delle ordinate.

    La derivata di Q(t) è la variazione di Q (dQ) in un intervallo dt divisa per l’intervallo dt stesso (cioè dQ/dt) al limite per dt tendente a 0 (se tale limite esiste, farebbe notare un matematico rigoroso). La derivata Q’(t) ci dice la pendenza della curva, in un certo senso la “velocità” con cui Q(t) varia nel tempo. Se Q’(t) è non negativa Q(t) è non decrescente. Se lei vede nel termine “riscaldamento” la velocità con cui il calore varia, cioè Q’(t), le basta leggere “non si è ridotta” come “è rimasta non negativa”: anche in questo caso la frase di Tremberth et al. è corretta. E Q non decresce.

    Se lo desidera mi risponda pure privatamente.

  45. gvdron Feb 14th 2012 at 18:18

    Gianfrano, scusami, ma credo tu mi abbia frainteso: io riportavo quelle precisazioni matematiche (invero pedanti, son matematiche) per via di alcune frasi (riportate fra doppi apici) di agrimensore che mi sembravano quanto meno sballate, non per criticare Tremberth (del quale condivido e supporto l’affermazione nella lettera).

    Della pedanteria, al più, me ne faccio carico io. 🙂

  46. oca sapienson Feb 14th 2012 at 20:27

    @gianfranco e gvdr
    grazie del ripasso – e un richiamo a Fourier è sempre in tema.

    @agrimensore g
    Se vuol far passare per un complimento il dubbio che qualcuno firmi un testo scritto da altri, non lo faccia qui. Abbiamo tutti pubblicazioni a nostro nome e l’insinuazione non è gradita.

    Non facevo polemica, provavo a fermare la sua. Per evitarle di incartarsi nella derivata, già spiegatale da altri, le ho suggerito di leggere l’editoriale. Che non le ha suscitato alcun sospetto, nonostante la montagna di falsità e neppure una derivata in vista.

    Le ho attribuito quello che lei ha scritto: “Non ho mai parlato di Zichichi”. E’ vero. A lungo e a torto, ha solo provato a discreditare Trenberth et al.

  47. Gianfrancoon Feb 16th 2012 at 10:00

    @ gvdr

    Non deve scusarsi.

    Però io le devo una spiegazione. Il mio ultimo commento si riferiva a un precedente commento (del 10 feb) di agrimensore g, in particolare alle sue critiche a una frase di Tremberth et al, e a una mia risposta lo stesso giorno che ho ritenuto opportuno chiarire. Ho visto gli altri numerosi commenti ma li ho letti dopo. Tra questi il suo che mi sembra ineccepibile. Ho apprezzato in particolare il riferimento a Fourier, il primo a formulare l’ipotesi scientifica dell’effetto serra poi verificata sperimentalmente in laboratorio da Tyndall e calcolata da Arrhenius (nel XIX secolo!)

    Temo di aver superato i 5 commenti ma confido nell’indulgenza di admin.

    Grazie.

  48. Roby71on Feb 29th 2012 at 10:12

    i modelli climatici hanno tenuto conto di questo?
    http://www.meteogiuliacci.it/le-nuvole-si-stanno-abbassando_sn_1098.html
    penso che possano frenare il GW in futuro..
    come vedete si scoprono sempre cose nuove..certezze non ce ne sono..
    saluti

  49. claudio della volpeon Feb 29th 2012 at 19:09

    ovviamente nel lavoro si dice:
    Ten years is unfortunately too short a span for any definitive conclusion, as the linear trend in global cloud height of -44 +/- 22 m over the last decade is partly influenced by the La Niña event, and may prove ephemeral.

    Roby71 dovrai aspettare almeno una ventina d’anni per avere una conferma; il ruolo delle nuvole a diverse altezze comunque è cosa perfettamente nota, tanto da costituire uno dei meccanismi di feedback atmosferico più importante; l’incertezza sul ruolo delle nuvole viene esattamente da queste incertezze; il meccanismo è CERTAMENTE presente nei modelli perchè è una scoperta solo per chi non avendo mai seguito un corso sia pur elementare di fisica del clima ritiene di saperne già abbastanza; vedi per esempio il cap 3 di The Earth system di KKC che puoi scaricare gratis qua:
    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=the_earth_system_chapter_2&source=web&cd=2&ved=0CDIQFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww-pord.ucsd.edu%2F~ltalley%2Fesys10%2Ftext_chapters%2FThe_Earth_System_Chapter_2.pdf&ei=_WpOT-ntM86P4gTj9q3TAg&usg=AFQjCNHzhSFKSjIphb3zz250tSM57Gq_Kg&cad=rja
    nella parte finale si parla delle incertezze dell’argomento;

  50. Paolo C.on Feb 29th 2012 at 19:32

    Claudio, credo che il link cui ti riferivi fosse questo:

    http://www-pord.ucsd.edu/~ltalley/esys10/text_chapters/The_Earth_System_Chapter_3.pdf

  51. oca sapienson Mar 2nd 2012 at 20:07

    per completare:
    i 16 autori dell’appello a inquinare per altri 50 anni ripetono gli stessi errori sul Wall Street J e William Nordhaus li corregge sulla NY Rev Books

  52. Roby71on Mar 9th 2012 at 18:36

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  53. […] il prof. Antonino Zichichi, unico italiano firmatario della lettera “Non occorre farsi prendere dal panico sul problema del riscaldamento globale” pubblicata sul Wall Streeet Journal il 27 gennaio 2012 nonché organizzatore dei meeting di […]