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Le 5 fasi del negazionismo climatico

 

In previsione dell’imminente uscita del Quinto Rapporto di Valutazione dell’IPCC, gli oppositori delle azioni contro i cambiamenti climatici hanno iniziato una campagna volta a screditare la scienza del clima e a creare confusione diffondendo bugie e dati falsi. In Italia ha iniziato Danilo Taino sul Corriere della Sera, con un articolo in cui si ritrovano molti degli argomenti di cui si è occupato questo articolo del Guardian, di cui pubblichiamo la traduzione.    

AGGIORNAMENTO 24/9/13: Sergio Castellari, IPCC Focal Point per l’Italia, ha commentato qui gli articoli recentemente pubblicati dalla stampa italiana in conseguenza delle anticipazioni sul Quinto Rapporto di Valutazione sui cambiamenti climatici dell’IPCC.


Daily MailLa sintesi del 5° Rapporto IPCC sul Cambiamento Climatico, che uscirà il 27 settembre, dovrebbe riaffermare con maggior confidenza che l’uomo è responsabile del riscaldamento globale e quindi del cambiamento climatico. Dalle anticipazioni del Rapporto apparse sui media, sembra che gli scettici climatici cerchino di limitare i danni diffondendo notizie costruite ad hoc. Solamente nella scorsa settimana abbiamo visto:

Questi pezzi, si noti, coprono l’intero spettro delle 5 fasi del negazionismo climatico che riportiamo sotto.

Fase 1: Negare che il problema esiste

Quando ci si imbatte in un problema scomodo, la prima reazione è spesso quella di negarne l’esistenza. I bastian contrari hanno negato a lungo che la Terra si stesse riscaldando. Il primo passo consiste di solito nel criticare l’accuratezza delle registrazioni della temperatura superficiale anche se i dati indicano che si è in presenza di un rapido riscaldamento.

Negli anni ‘90 Christy e Spencer crearono un data-set della temperatura dello strato basso dell’atmosfera usando misure effettuate da strumenti a bordo di satelliti. Inizialmente i dati sembravano indicare che l’atmosfera non si stesse riscaldando, inducendo Christy, Spencer e colleghi a dichiarare che il problema non esisteva. Purtroppo vennero fuori diversi fattori che aggiungevano un trend artificiale di raffreddamento. Il data-set fu corretto e la bassa atmosfera risultò scaldarsi a un ritmo paragonabile con quello delle misurazioni in superficie.

La maggior parte degli scettici dovette ammettere che il pianeta si era riscaldato in misura significativa. Molti ripiegarono quindi su un nuovo mito: il riscaldamento globale si era magicamente fermato 15 anni fa (cosi come recentemente illustrato da  David Rose su The Mail on Sunday). Tale affermazione ignora circa il 98% del riscaldamento del pianeta, la maggior parte del quale sta negli oceani. Se si tiene conto di tale aspetto, il riscaldamento risulta in fase di accelerazione.

Dati di accumulazione complessiva del calore, from Nuccitelli et al. (2012)

David Rose ha poi fatto il bis negando il declino del ghiaccio marino dell’Artico  e suggerendo che negli anni ‘20 fosse superiore a quello attuale. Mi dispiace David, ma i dati ti smentiscono ancora una volta. .

Media Luglio-Settembre della estensione del ghiaccio marino artico 1870-2008, University of Illinois (Walsh & Chapman 2001 aggiornato al 2008) e dati di osservazione di NSIDC per gli anni 2009–2012.

Fase 2: Negare che noi siamo la causa

Una volta che la gente accetta che il problema esiste, spesso passa alla fase successiva e nega che ne siamo i responsabili. John Christy e Roy Spencer hanno adottato questa tecnica per contestare l’accuratezza dei modelli del clima globale su The Daily Mail e The Christian Post rispettivamente  Spencer in particolare è stato assai esplicito in proposito:

…noi neghiamo che “la maggior parte del’attuale cambiamento climatico sia causata dall’uomo e che si tratti di una minaccia per le generazioni future di cui la comunità globale deve farsi carico.”

Christy e Spencer hanno confrontato i risultati di 73 modelli climatici con le temperature misurate da satelliti, per mostrare che i modelli indicavano un riscaldamento maggiore di quello osservato. Ma il confronto non faceva uso delle temperature in superficie o dello strato più basso dell’atmosfera o di una qualsiasi misura della temperatura media globale. Al contrario, presero in considerazione la temperatura misurata nella Troposfera Media dei Tropici (TMT).

Non c’è niente di male nell’esaminare questo sottoinsieme di dati,ma in questo caso sembra strano perché le misure satellitari della TMT sono alquanto incerte. Infatti la tendenza stimata da vari gruppi di scienziati varia fortemente, sebbene usino tutti gli stessi  dati grezzi.

Un altro problema è che la stratosfera (lo strato sopra la troposfera) si raffredda – una conseguenza dell’aumento dell’effetto serra. Ma una parte del raffreddamento si riversa nei dati nella TMT e  contribuisce a raffreddarli. C’è infatti una discrepanza tra i risultati dei modelli e le temperature della troposfera ai Tropici, ma come è scritto nel  U.S. Climate Change Science Program Report di cui e co-autore John Christy: “questa differenza tra modelli e osservazioni può essere dovuta ad errori che sono comuni a tutti i modelli, oppure da errori dei dati di osservazione, o da una combinazione di entrambi..Questa ultima spiegazione sembra la più plausibile, ma il problema è ancora aperto.”

In tutte le loro interviste ed editoriali, sia Christy che Spencer omettono sempre e comunque di menzionare questa possibilità, una netta carenza di onestà intellettuale. Oltretutto i modelli climatici  hanno dato ottimi risultati nel prevedere i cambiamenti a lungo termine della temperatura superficiale globale.

Fase 2b : Negare il consenso

Nel giornale The Australian di Murdoch, Andrew Montford procede diversamente. Nega che esista consenso sul fatto che noi siamo la causa del problema. In particolare attacca lo studio di Cook et al. (2013) dal quale si evince che nella letteratura scientifica peer reviewed, il consenso è del 97%.
Per dimostrare che non è cosi, Montford adotta la Climategate strategy, usando documentazione rubata tramite l’hacking di un forum privato, citando frasi fuori dal contesto  per sostenere che lo studio era solo una manovra di pubbliche relazioni, mentre in realtà nella documemtazione trafugata si stava discutendo di come rendere noti i risultati, all’epoca ancora preliminari, di un esame di circa 14.000 abstract di cui soltanto 24 non ritenevano che il riscaldamento globale fosse da attribuire ad attività umane.

L’articolo di Montford dimostra i pericoli intrinseci nel citare corrispondenza privata ottenuta illegalmente. Innanzitutto esiste un problema di etica ed è facile travisare frasi fuori contesto.

Comunque sia, abbiamo creato un sistema pubblico e  chiunque può leggere e valutare gli abstract scientifici. Se non credete a questa percentuale, fate voi la prova. In ogni caso, un’analisi scientifica indipendente dalla nostra trova anch’essa un consenso del 97%.

Fase 3: Negare che sia un problema

Fallite le due prime fasi e costretti ad ammettere che il riscaldamento globale è in corso e che è dovuto all’uomo, i contrari passano alla Fase 3 negando che sia un problema. Lomborg e Ridley danno il meglio di sé attraverso la mascotte Tony the Tiger di cui riportano le impressioni sul Washington Post e sul Wall Street Journal, rispettivamente: il riscaldamento globale  è ‘Grrrrrande!’ (o per lo meno nulla di cui preoccuparsi).

Dal punto di vista della gestione del rischio è un fallimento totale. Quando si è di fronte a una catastrofe potenziale come il cambiamento climatico è assurdo non agire  per evitare le possibili conseguenze. Oltretutto Lomborg e Ridley usano  la tecnica della scelta della ciliegina e selezionano dati di comodo. Per esempio, Lomborg scrive che secondo l’IPCC le siccità negli USA non sono aumentate, ma omette di far notare che l’IPCC prevede che le siccità in USA si intensificheranno  nel corso del secolo.

Nel suo editoriale, Ridley dipinge un quadro roseo dell’impatto del cambiamento climatico sulle colture che, nel caso delle emissioni dello scenario intermedio, non sarà poi così dannoso. L’affermazione  non è supportata da alcuna ricerca scientifica. Lo scienziato da cui Ridley trae i dati – riportati in Climate Progress Reports – fa presente che: “nel suo articolo, Mr Rdidley è del tutto in errore circa il futuro riscaldamento globale.

Queste rosee previsioni non giustificabili e fuorvianti fanno credere al pubblico che lo scenario intermedio (che richiederebbe comunque un impegno a ridurre significativamente le emissioni di gas serra) sia indolore  mentre ci consegna a un futuro nel quale dovremo sopportare conseguenze molto peggiori.

Fase 4: Negare che possiamo risolvere il problema

Nel suo editoriale, Roy Spencer rimbalza tra la Fase 2 e la Fase 4 del negazionismo: sostiene che la soluzione del problema sia troppo costosa e graverebbe sopratutto sui poveri. In realtà è vero il contrario .

In particolare, prende di mira le energie rinnovabili come l’eolico perchè troppo costose. Nella realtà l’energia del vento è già più economica del carbone, ancora prima di calcolare i costi climatici aggiuntivi dovuti alle emissioni delle centrali a carbone. Se si tiene conto  di questi costi reali, anche l’energia solare è più economica del carbone. Oltretutto, i Paesi più poveri sono quelli più esposti ai danni del cambiamento climatico. Se si dà ascolto a Spencer e si continua a causare un rapido cambiamento climatico, il risultato è proprio quello di colpire maggiormente i poveri.

Fase 5: È troppo tardi

La Fase 5 consiste nel dire che è troppo tardi per risolvere il problema, quindi non dobbiamo neanche provarci (pochi hanno raggiunto questo livello di cinismo, va detto). Un simile atteggiamento porta a ritardare azioni efficaci e quindi a dar ragione a chi lo ostenta. Se aspettiamo troppo, finirà che ci consegneremo ad un futuro cambiamento climatico catastrofico.

La buona notizia è che siamo ancora in tempo per evitarlo. Maggiore sarà la riduzione delle emissioni, minore sarà l’impatto sul clima. La sfida sta nel conseguire queste riduzioni di gas serra mentre l’impero di Rupert Murdoch e altri media diffondono la disinformazione e il negazionismo.

 

 

Tradotto da Luigi Ciattaglia e Silvie Coyaud dal sito Skepticalscience

17 responses so far

17 Responses to “Le 5 fasi del negazionismo climatico”

  1. Roboon set 20th 2013 at 09:44

    Ok, ma qui i nemici non sono il neo-nehandertalliano (mi scuso per la discutibile accezione di questo neologismo) che non capisce/non gli importa/non si accorge della questione. Qui ci si trova di fronte a columnists scientifici(?) di testate rilevanti, mica degli stupidi, gente che muove opinione, o addirittura da autori di report come mr.Christy. Prezzolamento RupertMurdochiano? Genuino effetto di negazione? Entrambi, autorafforzantisi? In ogni caso mi paiono nemici potenti. Saluti.

  2. homoereticuson set 20th 2013 at 10:06

    Davvero un commovente esempio di fase 3 l’elaborato del solerte Taino per il sempre più surreale CdS.
    Una laurea in archittettura, economista per passione, il ciuffetto sbarazzino del Corriere si sta dando molto da fare per la Causa (fossile), negli ultimi tempi.
    Tra le perle:
    l’aver liquidato il rapporto ipcc 2007 con poche righe (in sostanza, un rapporto allarmista e con le previsioni dell’Himalaya sbagliate … chissà che c’era scritto nelle altre migliaia di pagine, mah)
    Equazioni, fisica e modelli, sono tutti ideologici: nel meraviglioso mondo di Danilo, le macchine calcolatrici, come in un romanzo di fantascienza, hanno già coscienza e sentimenti, e come tali, accecate dall’ideologia (comunista ? ecologista? ) sfornano scenari allarmistici e catastrofisti. Per fortuna, oggi, sono giunte a più miti consigli.
    Anche le molecole a volte sono un po’ ideologiche. Ma adesso lo stesso biossido di carbonio ha smesso di vibrare scandalosamente e provocatoriammente alla vista di ogni fotone che gli passa accanto.
    Per il resto, finalmente, alla demagogia che vuole un sempre maggiore ricorso alle energie pulite e rinnovabili, e che negli anni ha evidentemente marginalizzato le fonti fossili, si va sostituendo un sano pragmatismo, che vede nel petrolio e nel carbone un punto fermo, per le meravigliose, fresche e progressive sorti di un’umanità in incessante crescita.

  3. alex1on set 20th 2013 at 22:39

    io non capisco di cosa vi fa preoccupare.. se la scienza è esatta, se la teoria è giusta, se è scienza vera.. non potrà mai essere infangata, ne dai “neghisti”, dagli scettici, dagli ignoranti, dai polotici, ecc..

    sembra come se qualcuno possa incrinare le vostre certezze scientifiche.. ma se sono tali, sappiamo bene che è impossibile..

    quindi lasciate fare la disinformazione in santa pace, che poi saranno i fatti che daranno ragione o torto o agli uni o agli altri no?

  4. Stefano Caserinion set 20th 2013 at 23:18

    Alex1 @ io non capisco di cosa vi fa preoccupare..

    Ci fa preoccupare che più si ritarda la riduzione delle emissioni dei gas climalteranti, più si vincola il pianeta a livelli di temperatura sempre più pericolosi per gli esseri umani e le altre specie viventi.
    E ci fa preoccupare che su un grande quotidiano italiano sia ancora possibile scrivere tutte quelle sciocchezze che sembrano avere come unico obietivo quello di ritardare le azioni necessarie per ridurre le emissioni.

  5. stephon set 21st 2013 at 00:26

    @alex1
    “o non capisco di cosa vi fa preoccupare.. se la scienza è esatta, se la teoria è giusta, se è scienza vera.. non potrà mai essere infangata, ne dai “neghisti”, dagli scettici, dagli ignoranti, dai polotici, ecc.”
    Beh, è esattamente al contrario, invece. Proprio perché è scienza e non scemenza viene costantemente sottoposta la vaglio della falsificazione. Quale altro scopo avrebbe oggi la scienza se non quello di cercare di trovare validi controesempi alle teorie dominanti, fenomeni che le possano violare, insomma: tentare di falsificare ciò che è ritenuto provvisoriamente non falso?

    “quindi lasciate fare la disinformazione in santa pace, che poi saranno i fatti che daranno ragione o torto o agli uni o agli altri no?”

    Beh, certo: l’importante è che la realtà non smentisca il tuo giudizio, altrimenti tanto peggio per la realtà, n’est-ce pas?

  6. alex1on set 21st 2013 at 11:23

    la scienza è un prodotto umano, non ha nulla di sacro
    si possono dire boiate insostenibili, ma non si può “infangare” la scienza, essa non ha “onore” o “personalità”, a meno che non gliela si attribuisca per “scopi” personali..

    per quanto riguarda il ritardo delle operazioni per arrestare le emissioni di co2 penso che molti segnali stanno facendo capire che non ci sarà più questo problema così oneroso da affrontare.. ( qualche anno fa ce le sognavamo le testate importanti che andavano contro la teoria)kyoto è fallito, la co2 aumenta sempre e buttare soldi dalla finestra in questo momento non ne ha voglia nessuno..nessuno muore di caldo, e la tarantella della riduzione dell artico non spaventa più nessuno.. questi sono i fatti..

    soluzioni? trovare teorie alternative più convincenti meno onerose e utili..

    mettere tasse sulle emissioni è stato un errore (voluto?) solo i ricchi possono inquinare.. con il risultato dell aumento dei prezzi al consumatore.. per fare cosa? niente..la co2 va sempre per conto suo..

  7. oca sapienson set 21st 2013 at 15:21

    alex1
    lei dimostra proprio la tesi del post. In realtà
    - le “testate importanti” raccontano bufale sul clima da almeno 20 anni
    - di caldo si muore eccome
    - le norme sul risparmio energetico fanno risparmiare denaro
    - qui e nel resto della UE non esistono “tasse sulle emissioni”
    - la CO2 non va soltanto “per conto suo”
    - c’è più di un satellite che monitora i ghiacci; gli uragani sul Messico sono i peggiori mai registrati ecc. ecc.

    Sembra farlo fa apposta per discreditare i negazionisti.

  8. alex1on set 21st 2013 at 18:59

    @oca
    le norme sul risparmio energetico sono norme di buon senso, che evitano sprechi, non centrano nulla con la riduzione della co2, visto che non la riduce ..quindi va per conto suo..

    poi va ancora per conto suo nel senso che, seppur aumenta ,il pianeta ha frenato il suo riscaldamento..quindi rivedere tutta la teoria che la vede legata all’aumento della temp del pianeta..ricalcolare la sensibilità climatica che è stata enormemente sovrastimata..

    gli uragani che fanno danni non possono essere presi in considerazione come testimoni di un riscaldamento globale.. come abbiamo visto anche negli anni 30 c’è stato qualcosa di devastante, ma nessuno strillò al riscaldamento..se di caldo si muore, di freddo si muore peggio..

    Ps: a lei piace rivoltare la frittata, ma chi legge capisce bene chi è che si arrampica sugli specchi..

  9. Giuseppeon set 21st 2013 at 21:46

    io non sono un esperto di clima, ma leggendo tutti i commenti sinceramente a me sembra che sia lei signor Alex ad arrampicarsi sugli specchi,senza cattiveria

  10. [...] serra ed inquinanti. Climalteranti aggrega le news relative a IPCC su paper.li e posta sul blog un post che illustra le 5 fasi del negazionismo climatico (articolo del Guardian, ripreso da Skeptical [...]

  11. stefanoon set 24th 2013 at 19:37

    @alex1
    ‘kyoto è fallito’..
    o meglio, gli stati aderenti hanno fallito la loro politica di diminuzione delle emissioni di CO2..
    ma l’Italia, ad esempio, Kyoto l’ha addirittura superato..
    ovvio che se un altro paese sfora del 1000×1000, lo sforzo (in questo caso dovuto alla crisi..) dell’Italia e degli altri paesi virtuosi risulta vano..
    La CO2 non diminuisce perché l’intera produzione industriale, l’agricoltura, la chimica, i trasporti, lo ‘sviluppo’ è notoriamente esercitato attraverso l’energia erogata dall’oro nero..per adesso ancora discretamente disponibile a livelli accettabili per la nostra economia..e quindi ultra-utilizzato per foraggiare il paradigma energivoro che abbiamo creato..
    di sicuro le emissioni, una volta finita l’era petrolifera, crolleranno..come d’altronde l’intero ‘sistema’..

  12. [...] a intervalli temporali non significative, la cui modalità d’azione è stata ben descritta su Climalteranti e su Skeptical Science. Come viene spiegato con chiarezza e semplicità dal dott. Sergio [...]

  13. [...] temporali non significative, la cui modalità d’azione è stata ben descritta su Climalteranti e su Skeptical [...]

  14. [...] Quanto scritto da Taino non corrisponde alla realtà, perché nel Quarto Rapporto IPCC del 2007 quelle frasi citate non ci sono. Non si trova traccia di queste affermazioni né nel Sommario per i Decisori Politici  né nel Capitolo 10 “Global Climate Projections” dell’AR4, dove a pagina 799 si trova invece “Equilibrium climate sensitivity is very likely larger than 1.5°C”, ossia “La sensitività climatica all’equilibrio è molto probabilmente superiore a 1.5 °C”; si sta quindi parlando dell’aumento di temperatura all’equilibrio corrispondente al raddoppio di concentrazioni di CO2 in atmosfera, non all’aumento di temperatura atteso per la fine del XXI secolo. È poco probabile che Taino abbia commesso l’errore per avere letto e confrontato in modo errato il Quarto e il Quinto Rapporto IPCC. È molto probabile che abbia basato il suo scritto su articoli diffusi dalla stampa scandalistica anglosassone (vedi qui, qui e qui), riconducibili alla campagna di disinformazione delle lobby contrarie alle politiche sul clima. [...]

  15. Mr.Hydeon ott 19th 2013 at 10:24

    Ciao alex1, mi sento in obbligo di consigliarti un ripasso sull’argomento EQUILIBRI CHIMICO FISICI , forse prima di fare determinate affermazioni sarebbe meglio averne un minimo di conoscenza.
    alex1 ,inoltre mi sembra di capire che tu aspetteresti il famoso “fatto compiuto” ??
    hai idea di quel che dici? , qui non siamo in un laboratorio dove si sta’ eseguendo un esperimento, qui siamo sul pianeta terra! e se l’esperimento viene male non possiamo ripeterlo… ormai l’impronta antropica sull’equilibrio terrestre è piu’ che comprovata (l’uomo è una forzante dell’equilibrio , che ormai ha sorpassato le forzanti naturali , in pratica è una variabile!) produce + NO e CO2 di tutti i sistemi naturali , come potrebbe non essere una variabile dell’equilibrio chimico-fisico??(questa dovresti spiegarla scientificamente), ti ricordo che ad ogni variazione dei parametri ,corrisponde un nuovo punto di equilibrio, l’equilibrio si sposta per ristabilire una situazione di equilibrio(appunto)… che c’è di difficile da capire?? l’esempio + banale per capire un sistema in equilibrio è il funzionamento di uno psicrometro, oppure del sistema di termoregolazione umana…
    cordialita’
    Francy

  16. Mr.Hydeon ott 19th 2013 at 22:32

    Salve a tutti , mi chiamo Francesco, è da 28 anni che seguo il discorso clima ed effetto antropico (inquinamento provocato dall’uomo in senso generale). Quando iniziai avevo 12 anni , a quell’epoca ero uno dei pochi sostenitori . oggi per passione ho un laboratorio privato NO PROFICT in cui vengono eseguiti studi sull’inquinamento dato da sostanze chimiche riversate in ambiente. In particolare facciamo ricerche per riutilizzare rifiuti tossico nocivi prodotti nei laboratori chimici(all’attivo sono 103 prodotti di scarto) , e/o in grosse industrie(polistirolo espanso, oli esausti ,solventi non clorurati e solventi clorurati…etc..).Nel corso di questi anni mi sono imbattuto in forti polemiche ambientali contro l’ignoranza globale …senza tregua e senza remore.
    Il problema CO2 e gas serra è un tassello fondamentale nella risoluzione di molti danni ambientali prodotti dall’uomo, quindi ultimamente ho dato sfogo al mio pensiero anche sul web, in particolare ho partecipato pochi mesi fa ad un forum ,per poi disiscrivermi grazie ad alcuni elementi “negazionisti” … comunque nel forum avevo anche beneficiato della stima degli amministratori , che mi hanno permesso di esprimere le mie idee , ed alcune risoluzioni probabili all’effetto CO2 antropogenico … la raccolta da me eseguita di alcuni studi fatti da altri scienziati è in questo thread di energeticambiente.it ..se puo’ interessare posto qui il link …. http://www.energeticambiente.it/inquinamento/14754357-utilizzo-delle-alghe-per-contrastsare-l-aumento-della-co2.html
    cordialita’
    Francy

  17. [...] sul cambiamento climatico provocato dalla CO2 ed altri gas serra! il primo blog da considerare è Climalteranti.it » Le 5 fasi del negazionismo climatico di Stefano Caserini , altro blog è Translations of Global Warming Skeptic Arguments . Oltre a [...]

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