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A qualcuno piace caldo, 10 anni dopo

Poco più di 10 anni fa ho pubblicato il mio primo libro “A qualcuno piace caldo”, in cui avevo scelto di spiegare il problema dei cambiamenti climatici a partire dalle teorie “alternative” a quella proposta dalla (già allora) stragrande maggioranza della comunità scientifica. Teorie che 10 anni fa trovavano spazio molto più facilmente su giornali e televisioni. Dopo un’introduzione sui temi delle inevitabili incertezze presenti nella scienza del clima e della necessità e importanza del consenso scientifico (Parte 1), avevo mostrato lo scarso spessore di queste teorie (Parte 2), che si rifacevano a miti e storielle già più volte confutate nella letteratura scientifica. La parte più impegnativa è stata raccontare i soggetti che le propagandavano (Parte 3), il loro linguaggio e il loro contesto, cercando di far intuire le ragioni (es. esibizionismo, narcisismo, necessità di visibilità politica) che motivavano alcuni a proporre sistematicamente un vero e proprio negazionismo climatico. Nella parte “In limine” (Parte 4) avevo infine mostrato l’impreparazione del mondo dell’informazione e di suoi autorevoli protagonisti nell’affrontare questo grande problema.

Il libro ha avuto un discreto successo, anche fra gli addetti ai lavori, e questo ha fatto piacere.  L’idea di fondare Climalteranti è nata anche sulla spinta dei riconoscimenti ricevuti, e sull’importanza di aggiornare costantemente le analisi contenute nel libro.

Dopo dieci anni, mi sembra che il libro sia tuttora utile perché gli argomenti del negazionismo climatico non sono cambiati. Invece la loro confutazione è stata rinforzata da migliaia di nuovi articoli scientifici, come spesso mostrato su questo blog.

Molte voci del negazionismo d’allora si sono spente, altre affievolite; solo pochi (es. i proff. Battaglia e Zichichi) hanno continuato imperterriti la loro litania, raggiungendo punte di palese insensatezza (es. questo ultimo scritto di Zichichi).

Alcuni capitoli del libro sono stati disponibili da sempre sulla pagina di Climalteranti. Visto che dopo due edizioni andate esaurite il libro non sarà ristampato, col permesso dell’editore (Edizioni Ambiente) ho messo i 5 file delle parti del libro su questa pagina, per chi lo volesse leggere.

Indice

Parte 1 – Un’introduzione al negazionismo climatico

Parte 2 – Argomenti negazionisti

Parte 3 – Profili negazionisti

Parte 4 – In limine

Parte 5 – Riferimenti

Buona lettura.

 

Testo di Stefano Caserini, con contributi di Mario Grosso e Sylvie Coyaud

8 responses so far

8 Responses to “A qualcuno piace caldo, 10 anni dopo”

  1. Ferruccio Ferrarion Gen 6th 2019 at 20:55

    Nei link forse c’è uno spazio di troppo.

    Sarebbe interessante approfondire:
    “quella cosa cui diamo il nome di «Clima» ha 72 componenti, ciascuna delle quali è un’«Emergenza Planetaria»” ma proprio 72? non una di meno non una di più? e ciascuna è un’emergenza planetaria?

  2. Pierluigi Vernettoon Gen 6th 2019 at 21:07

    un bellissimo libro che ho acquistato e letto con molto piacere! Imperdibili le perle di Zichichi!

  3. Renatoon Gen 6th 2019 at 21:34

    I link non funzionano, però ci si arriva da qui: https://www.caserinik.it/aqpc/index.php

    Grazie a Autore ed Editore per la disponibilità.

    R

  4. Climalterantion Gen 6th 2019 at 23:45

    Sistemati, ora dovrebbero funzionare tutti.
    Grazie

  5. Roberto Canzianion Gen 7th 2019 at 08:28

    Sullo scritto di Zichichi: mi pare che l’IPCC costituisca già un “laboratorio” mondiale, coordinando le ricerche di migliaia di studiosi in tutto il mondo. Leggendo lo scritto segnalato, inoltre, mi pare che Zichichi non sostenga tesi negazioniste, ma dica solo cose ovvie, dette in modo forse troppo semplicistico. L’UE lancia da anni Call di ricerca aventi ad oggetto il climate change. In definitiva, più che di insensatezza parlerei di disarmante ignoranza su quello che Governi e Comunità scientifica già fanno. Se non altro mi sembra che non sostenga più tesi negazioniste. Mi sembra che in dieci anni sia stata una positiva evoluzione.

  6. homoereticuson Gen 7th 2019 at 09:56

    Sono d’accordo con Canziani.
    Anche a me l’articolo di Z. non è sembrato molto negazionista. Certe frasi, sia pure ingenue, sembrano scritte da un ambientalista (“… anche la deforestazione, la perdita della biodiversità e ciò che la popolazione terrestre deve richiedere agli ecosistemi senza superare il budget annuale delle risorse naturali. ” )

  7. alsarago58on Gen 9th 2019 at 00:12

    Negazionista o meno Zichichi è imbarazzante: a leggerlo sembra che nessuno stia studiando scientificamente clima, deforestazione, perdita biodiversità, ecc.
    Mentre praticamente ogni giorno escono studi su questi temi.

    Sembra quasi che immagini che la scienza senza le sue capacità organizzative, sia ferma….tutti lì ad aspettare che arrivi lui a indicare la via

    Che la causa del buco dell’ozono sia stata scoperta ad Erice ai suoi incontri, poi, è una novità assoluta per quanto mi riguarda…

    Infine la storia del “clima che comprende 72 temi diversi” è un puro delirio: basti leggere che cosa ci infila dentro:
    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/72-emergenze-che-pianeta-dimentica-1335933.html
    Ci sono pure gli organi artificiali (nota emergenza planetaria…) e capire meglio il meteo legando l’origine delle nubi al percorso che la Terra fa nella galassia…

    Mi chiedo se al Giornale si rendano conto delle assurdità che dice, e, se se ne rendono conto, perchè continuino a dargli spazio.

  8. Igor Giussanion Gen 9th 2019 at 08:59

    #alsarago58
    “Mi chiedo se al Giornale si rendano conto delle assurdità che dice, e, se se ne rendono conto, perchè continuino a dargli spazio”

    Io un’idea ce l’avrei… 😀

    Comunque vedo entrare in azione un’ evoluzione del negazionismo climatico: dopo ‘non esiste alcun riscaldamento dell’atmosfera’, ‘non ci sono prove che sia l’uomo’, ‘sono solo modelli matematici inaffidabili, adesso “Il primo passo sta nel distinguere tutto ciò che riguarda il Clima da ciò che riguarda l’inquinamento planetario. È un grave errore mescolare queste due classi di problemi” (Zichichi nel testo linkato al post). Posizione che implicitamente afferma che le mutazioni climatiche non sono influenzate dagli inquinanti.

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