NegazionismoNegazionisti

Le 5 fasi del negazionismo climatico

  In previsione dell’imminente uscita del Quinto Rapporto di Valutazione dell’IPCC, gli oppositori delle azioni contro i cambiamenti climatici hanno iniziato una campagna volta a screditare la scienza del clima e a creare confusione diffondendo bugie e dati falsi. In Italia ha iniziato Danilo Taino sul Corriere della Sera, con un articolo in cui si ritrovano molti degli argomenti di cui si è occupato questo articolo del Guardian, di cui pubblichiamo la traduzione.     AGGIORNAMENTO 24/9/13: Sergio Castellari, IPCC Focal Point per l’Italia, ha commentato qui gli articoli recentemente pubblicati dalla stampa italiana in conseguenza delle anticipazioni sul Quinto Rapporto di Valutazione sui cambiamenti climatici dell’IPCC. Daily MailLa sintesi del 5° Rapporto IPCC sul Cambiamento Climatico, che uscirà il 27 settembre, dovrebbe riaffermare con maggior confidenza che l’uomo è responsabile del riscaldamento globale e quindi del cambiamento climatico. Dalle anticipazioni del Rapporto apparse sui media, sembra che gli scettici climatici cerchino di limitare i danni diffondendo notizie costruite ad hoc. Solamente nella scorsa settimana abbiamo visto: (altro…)
DisinformazioneErrori

Altri scivoloni di Giovanni Sartori

L’articolo di Giovani Sartori “Previsioni del tempo”, pubblicato sul Corriere della Sera del 15 agosto, meriterebbe di essere ignorato come l’ennesimo scritto disinformato di una persona non competente in materia, se non fosse stato pubblicato come editoriale in prima pagina su uno dei più importanti quotidiani italiani, che ha una tiratura di circa 500.000 copie. Giovanni Sartori è un famoso politologo, esperto di scienza politica e sistemi elettorali, che tutti gli anni a ferragosto scrive un editoriale occupandosi dei problemi dell’ambiente.  Come detto, non ha particolari competenze su questi temi, ma il suo punto di vista  sulla questione ha suscitato interesse un po’ per l’autorevolezza del personaggio, un po’ per la schiettezza e spigolosità con cui esprime i suoi argomenti. Negli anni, Sartori ha preso in considerazione diversi grandi temi ambientali, segnalando spesso l’incapacità e i ritardi nella politica nell’affrontarli. Se si guarda anche solo l’indice del libro “Il paese degli struzzi. Clima, ambiente, sovrappopolazione” (Edizioni Ambiente) si nota come il tema della demografia è uno dei fili conduttori dei suoi scritti, ma molta rilevanza ha ricevuto anche quello dei cambiamenti climatici. Sartori più volte ha scritto sui pericoli del riscaldamento globale, e sulla necessità di azioni per ridurre le emissioni. L’imprecisione nei commenti e le semplificazioni dell’analisi sono state controbilanciate da chiarezza espositiva e da uno sguardo coraggioso, in controtendenza con l’incapacità di altri commentatori (ad esempio, Pierluigi Battista) nel affrontare il tema del clima come una grande e importante questione globale. Titoli come “Il riscaldamento della Terra sconvolge il clima” o “Il texano tossico che affonda Kyoto” non sono comuni nel panorama editoriale italiano. (altro…)
livello del mareOceani

L’inevitabilità dell’innalzamento del livello del mare

Pubblichiamo la traduzione di questo post di Anders Levermann pubblicato su Realclimate, sul tema di uno degli impatti più importanti dei cambiamenti climatici Piccoli numeri possono avere grandi implicazioni. Il livello del mare è cresciuto poco meno di 0,2 metri durante il ventesimo secolo, principalmente come conseguenza all’aumento di temperatura di 0,8°C che l’umanità ha causato attraverso le emissioni di gas serra. Forse può non apparire come qualcosa di cui preoccuparsi ma non c’è dubbio che per il prossimo secolo, il livello del mare salirà in maniera significativa. Ora, la domanda da un milione di dollari è: quanto? Il livello superiore di due metri, attualmente indicato nella letteratura scientifica, sarebbe estremamente problematico e costoso per molte regioni costiere e il livello del mare non si arresterà alla fine del 21° secolo. Dati storici mostrano che il livello del mare fosse più alto ogni volta che clima terrestre era più caldo di oggi, e non di un paio di centimetri ma di parecchi metri. Questa inevitabilità è dovuta all’inerzia degli oceani e delle masse glaciali del pianeta e ci sono due cause principali per la perpetua reazione del livello del mare alle nostre perturbazioni . Una è dovuta alla longevità del riscaldamento da anidride carbonica nell’atmosfera. Una volta emessa, l’anidride carbonica  causa un riscaldamento plurisecolare che può essere contenuto significativamente solo se rimuovendo i gas serra. Questo perché la capacità di assorbimento sia del calore che dell’anidride carbonica da parte degli oceani si è ridotta, di conseguenza la temperatura resta elevata per secoli se non per millenni. Com’è ovvio, non tagliare le emissioni aggraverebbe ulteriormente il problema. (altro…)
Premio

Candidati per il Premio “A qualcuno piace caldo 2012”

Come ogni anno, la pausa della vacanze estive è per Climalteranti il momento per valutare la rosa di candidati al tradizionale Premio “A qualcuno piace caldo”, assegnato “alla persona o all’organizzazione italiana che più si è distinta nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia dei cambiamenti climatici, sugli impatti e sui costi e benefici delle misure di mitigazione”. La buona notizia di quest’anno è che la lista dei candidati al premio per lo scorso anno, il 2012, è molto scarna. Come già notato un anno fa, il discorso negazionista sui cambiamenti climatici si è affievolito parecchio, ha perso smalto, verve, spazio sui quotidiani e in televisione. Su giornali e in televisioni gli scritti di chiaro stampo negazionista sono stati nel 2012 molto scarsi, nettamente meno degli anni precedenti (2008, 2009, 2010 e 2011). Per Corriere della Sera e La Stampa sono di fatto riconducibili agli articoli pubblicati il 21 agosto 2012 per riportare le tesi dell’ex presidente della Repubblica Ceca Vaclav Klaus nei meeting sulle emergenze planetarie di Erice, rispettivamente Klaus a Erice e l’ effetto serra: «Gli allarmisti? Come i soviet» e Riscaldamento globale tra scienza e ideologia. (altro…)
ComunicazioneEventi estremiMeteorologiaTemperature

Ma le statistiche del caldo stanno cambiando

Anche quest’anno, le temperature estive elevate hanno portato le polemiche sui toni allarmistici usati da alcuni media che dall’allarme meteorologico traggono visibilità e profitti. È indubbia la superficialità di questo tipo di meteo-spettacolo, cosa nota e motivata dal fatto che l’allarmismo cattura l’attenzione, aumenta contatti o fa vendere più copie; le critiche alla spettacolarizzazione e all’esasperazione dei toni sono più che giustificate, anche perché favoriscono l’allarmismo della favola di Esopo, del continuo allarme per l’arrivo del lupo che fa abbassare la soglia di attenzione. C’è però un altro aspetto che va segnalato, e che meriterebbe attenzione: l’incapacità del mondo dell’informazione di inquadrare questi eventi in un contesto adeguato. Un esempio è l’articolo apparso sul Corriere della Sera del 25 luglio a firma Elvira Serra.

Il titolo, «Arriva Caronte». «Impossibile», prende sul serio e rilancia la pratica in voga in certi siti di previsioni meteo di dare nomi arbitrari e un po’ sciocchi a fenomeni meteorologici (vedi questo precedente post). L’inizio dell’articolo parte da una questione reale ed importante, la necessità di difendersi dalle temperature alte, importante in particolare per gli anziani. “Quell’email prima lo commosse, poi lo indignò. «Ci dica lei se il condizionatore lo dobbiamo comprare oppure no. Sa, dovremmo prenderlo a rate altrimenti non ce la facciamo...». Era una coppia di pensionati che scriveva al meteorologo di La7 Paolo Sottocorona: i titoli di TG e giornali davano un caldo assassino (più o meno) e loro, piuttosto che soccombere alla colonnina di mercurio, si stavano rassegnando all’acquisto non programmato. Il meteorologo Sottocorona prima giustamente descrive l’esagerazione del problema (“caldo assassino”, “soccombere alla colonnina di mercurio”) poi descrive una soluzione basata sull’improvvisazione (l’acquisto di un condizionatore in risposta all’allarmismo meteo). La giusta contestazione per questo atteggiamento finisce però in una confusa negazione dell’esistenza del problema stesso. (altro…)

PaleoclimatologiaTemperature

Quindici anni di mazze da hockey

Nell'aprile del 1998 la rivista Nature pubblicò una ricostruzione delle temperature medie globali a partire dal 1400. Michael Mann, Raymond Bradley e Malcolm Hughes lavevano calcolata con un nuovo metodo che, presto adottato e migliorato, da allora ha prodotto  numerose ricostruzioni analoghe. Basandosi su lavori precedenti di paleoclimatologia, gli autori per la prima volta utilizzarono un metodo statistico per “trasformare” le serie di indicatori locali in una serie spazio-temporale su scala planetaria. L'anno successivo gli stessi autori pubblicarono un secondo articolo focalizzato sull'emisfero nord andando però indietro nel tempo fino all'anno mille. Questo secondo lavoro meriterà gli onori della cronaca due anni dopo quando venne inserito del terzo rapporto dell'IPCC.

Fig. 1: Anomalia della temperatura nell'emisfero nord. Curva azzurra: serie annuale; curva nera: smoothing su 40 anni; banda grigia: 2 deviazioni standard; curva rossa: serie strumentale; linea rossa a tratteggio: trend fino al 1850. (Figura 2.20 del IPCC Third Assessment Report). (altro…)

DidatticaEffetto Serraesperimento

Riprodurre l’effetto serra in un laboratorio di Fisica

Per inaugurare la nuova sezione “didattica” di Climalteranti, pubblichiamo un esperimento che permette di riprodurre in laboratorio i principali meccanismi dell’effetto serra planetario   Materiale usato per l’esperimento: Un contenitore cubico (o cilindrico) in materiale plastico (Nalgene) di dimensioni circa (20x20x20) cm.- una lampada 150 W (Osram®) a incandescenza con concentratore - numerosi termistori   (Pasco Scientific®) (i termistori sono termometri che hanno bassa capacità termica e accuratezza e risoluzione elevate)- anemometro a filo caldo Delta Ohm® “HD 2103.2” - argon, biossido di carbonio e protossido di azoto in bombola (99.5%) con i corrispondenti regolatori di pressione ed adattatori per i collegamenti- autorespiratore per l'ultilizzo del protossido di azoto (CEA Estintori S.p.A.)- fibre di seta private della parte solubile gentilmente fornite dal laboratorio “BIOthech” Mattarello (Trento)- bottiglioni di plastica per termalizzare il gas (ossia aspettare che dopo essersi espanso (e quindi raffreddato) dalla bombola o dall'impianto torni a temperatura ambiente), connessioni varie di acciaio, fogli di alluminio da cucina, nastro adesivo a due facce- una termocoppia ultraveloce di tipo K autocostruita- termometro infrarosso (“optris®”)- • telecamera a infrarossi (T9 Fluke) Negli ultimi 2 secoli il sistema climatico terrestre ha mostrato notevoli cambiamenti dovuti sia a cause naturali che umane; l’aumento della temperatura media terrestre è una delle questioni meglio documentate e la comunità scientifica è sostanzialmente concorde nel ritenere che il meccanismo fisico alla base del riscaldamento climatico sia l’effetto serra atmosferico e che l’uomo attraverso la continua immissione in atmosfera di gas serra abbia rinforzato tale fenomeno. È quindi di grande interesse per la didattica scolastica una simulazione sperimentale dell’effetto serra planetario che sia semplice e "robusta", in cui fossero evidenziati i fenomeni chiave ed i limiti della simulazione stessa. Nella letteratura scientifica dedicata all’insegnamento della fisica, si trovano alcune indicazioni su come riprodurre tale fenomeno. L’apparato sperimentale generalmente proposto è costituito da pochi e semplici elementi. Molte delle simulazioni che si trovano in letteratura [vedi 2a, 2b, 2c, 2d, 2e] risultano tuttavia povere di dettagli sperimentali o perfino concettualmente imprecise. Per questo abbiamo deciso di analizzare con maggiore precisione il “classico esperimento” atto a simulare l’effetto serra. (altro…)
StagioniTemperature

Come si scaldano le stagioni in Italia

In un post precedente abbiamo visto come il riscaldamento in Italia abbia qualitativamente rispecchiato l'andamento globale, ma con un maggiore incremento della temperatura. Questo andamento può essere inserito nel quadro delle proiezioni per il Mediterraneo; nel IV Rapporto IPCC si legge infatti: “Annual mean temperatures in Europe are likely to increase more than the global mean. The warming in northern Europe is likely to be largest in winter and that in the Mediterranean area largest in summer.(“É probabile che le temperature medie annuali in Europa aumenteranno più della media globale. Il riscaldamento è probabile che sia più grande in inverno in Nord Europa, e in estate nell'area mediterranea") La frase citata contiene un riferimento stagionale differenziato per diverse regioni europee: ci si aspetta che l'area mediterranea, e quindi l'Italia, si riscaldi maggiormente d'estate che d'inverno. Possiamo fare di nuovo ricorso ai dati stagionali ISAC-CNR per vedere cosa è successo finora.

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Temperature

Due secoli di riscaldamento globale in Italia

Quando si parla di riscaldamento globale si tende spesso a fare riferimento a situazioni regionali, quando non addirittura locali, ed a singoli eventi limitati temporalmente. Così facendo si mette da parte il significato dell'aggettivo globale. D'altronde, non foss'altro perché è ciò che viviamo nel quotidiano, è normale che ognuno di noi sia interessato anche all'andamento locale e in particolare agli eventi estremi, resi più probabili dalle mutate condizioni climatiche. In linea di principio il riscaldamento su piccola scala potrebbe non essere in sintonia con l'andamento globale poiché localmente, anche a fronte di un riscaldamento generalizzato del pianeta, si risente maggiormente delle variazioni della circolazione atmosferica e di eventuali feedback locali. Grazie al lavoro certosino dei ricercatori del Historical Climatology Group dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (ISAC) del CNR, l'Italia possiede una delle più lunghe serie storiche di temperatura esistenti. Con a questi dati è possibile avere un'idea abbastanza precisa di cosa sia successo in Italia negli ultimi due secoli.

Fig. 1: Anomalia in Italia rispetto al 1951-1980. Linea nera: dati annuali; linea rossa dati con filtro 15 anni. (altro…)
EmissioniOzono

L’aumento delle emissioni di HFC e il riscaldamento globale

I presidenti di Stati Uniti e Cina si impegnano a limitare l’accumulo degli idrofluorocarburi (HFC) in atmosfera e a modificare in tal senso il protocollo di Montreal. Ma il peso di questi gas nel futuro aumenterà. Gli studi di Rowland, Molina e Crutzen, insigniti nel 1995 del Nobel per la chimica, avevano dimostrato negli ani ’70 che gli atomi di cloro, provenienti dalla fotoscissione dei clorofluorocarburi (CFC), erano responsabili con grande efficienza della distruzione delle molecole di ozono stratosferico, più dell’acido cloridrico di origini vulcaniche e di altri composti clorurati e bromurati naturali. I CFC immessi per molti anni nell’ambiente sono infatti volatili, chimicamente stabili e non solubilizzati dalle piogge; possono così risalire fino alla stratosfera dove i raggi UV solari più energetici rompono i legami cloro-carbonio liberando quindi gli atomi di cloro, che a loro volta attaccano le molecole di ozono. Il problema fu affrontato, come è noto, con la Convenzione di Vienna per la difesa dello strato di Ozono (1985) e con il successivo protocollo di Montreal (1987), che mise al bando i CFC, che fino ad allora erano impiegati come gas refrigeranti nei frigoriferi industriali e civili, come propellenti nelle bombolette spray e nell’industria elettronica per pulire i microchip da particolato e umidità. (altro…)
ConsensoConvegni

Clima: l’appello degli scienziati italiani

Climalteranti aderisce alla dichiarazione che, nell’ambito della conferenza SISC 2015, le società e le associazioni scientifiche italiane hanno sottoscritto per inviare alla COP21 di Parigi un messaggio chiaro dall’Italia: un messaggio di collaborazione e di integrazione transdisciplinare. I cambiamenti climatici costituiscono per la comunità internazionale una delle sfide più complesse e importanti, le cui conseguenze negative hanno un’elevata rilevanza per economie e società, non solo per l’ambiente. Allo stesso tempo, rappresentano anche un’opportunità per rinnovare i sistemi economici  e introdurre...
BufalegiornalistiNegazionismo

Il record di una giornalista disinformata

La giornalista Annalisa Chirico è riuscita a pronunciare 13 stupidaggini sul tema del cambiamento climatico in soli 76 secondi. Si tratta di un record per i programmi televisivi di prima serata, e non solo.   In un fortunato saggio di qualche anno fa, il filosofo Harry Frankfurt ha spiegato nel dettaglio la differenza fra l’errore (dovuto alla mancanza di conoscenza), la bugia (una volontaria asserzione falsa), e la stronzata. Il libro si intitolava proprio Stronzate (Rizzoli edizioni), era una dotta...
Negoziato

Un altro passo in avanti verso l’accordo di Parigi

La sessione del negoziato UNFCCC che si è svolta a Bonn da 19 al 23 ottobre è stato un altro momento importante per la costruzione del nuovo accordo di Parigi. Seppur meno note delle COP, è in queste sessioni intermedie che si affrontano i punti critici del negoziato, ed è evidente che le decisioni prese a meno di 40 giorni dall’inizio della COP sono fondamentali. Come già spiegato in altre occasioni, cosa è successo a Bonn si può desumere dai...
EmissioniNegoziato

Dai 148 “INDC” un primo freno alle emissioni globali

Il percorso iniziato a Durban per un nuovo protocollo da adottare a Parigi ha prodotto importanti impegni volontari da parte di molti Paesi, sia in termini di riduzione delle emissioni di gas climalteranti che in altri ambiti tematici (adattamento, scambio tecnologico, finanziamenti). Ben 148 paesi hanno sottoposto i loro impegni di riduzione in preparazione della conferenza sul Clima di Parigi, denominati “Intended Nationally Determined Contribution” (INDC), che proponiamo di tradurre in italiano come “Contributi promessi stabiliti a livello nazionale nazionale”....
AgricolturaImpattiSicurezza alimentare

Cambiamento climatico e sicurezza alimentare: il caso del riso in pianura padana

Il cambiamento climatico può ridurre la produzione agricola ed aumentare consumo d’acqua relativo sul pianeta, mettendo a rischio la sicurezza alimentare. Dopo il mais nel cremonese ed un caso studio in Nepal, ritorniamo in Italia per mostrare come le modifiche del clima futuro potranno colpire la produzione del riso in pianura padana. Il 5° rapporto IPCC sottolinea (AR5, WGII, Capitolo 7) come la sicurezza alimentare sia a rischio per il cambiamento climatico in atto: «In assenza di (strategie di, ndr)...
Premio

Premio “A qualcuno piace caldo” 2014: non assegnato

Il raggiungimento dell’estensione minima dei ghiacci artici è tradizionalmente l’occasione per assegnare il Premio “A qualcuno piace caldo”, “alla persona o all’organizzazione italiana che più si è distinta nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia dei cambiamenti climatici, sugli impatti e sui costi e benefici delle misure di mitigazione”. Per l’anno 2014 i membri del Comitato Scientifico di Climalteranti non hanno trovato negli interventi sui principali quotidiani nazionali e in televisione un candidato meritevole del premio. È questa un’ottima...
Eventi estremiModelli ClimaticiPrecipitazioniProiezioniTemperature

Il clima futuro in Italia

Le proiezioni dei modelli climatici sull’Italia indicano per i prossimi decenni un netto aumento dei valori medi e degli estremi delle temperature; per la tendenza alla diminuzione delle precipitazioni e alla progressiva concentrazione delle stesse in eventi più intensi, i margini di incertezza sono più ampi. . L’osservazione delle variazioni climatiche del passato recente e in corso e la stima di quelle future costituiscono il presupposto indispensabile alla valutazione degli impatti e alla definizione delle strategie e dei piani di...
Crisi economicaEmissioniScenari

Il ruolo della crisi nella riduzione delle emissioni nazionali di gas serra

Le emissioni totali di gas serra in Italia nel periodo del Protocollo di Kyoto sono state inferiori del 4,5% rispetto alle emissioni del 1990, vicine all’obbiettivo del -6,5% assunto dall’Italia. Un’analisi di scenario mostra che, in assenza della crisi economica, le emissioni sarebbero cresciute tra il 4,5% e il 6,0%. . In un precedente post avevamo valutato il contributo dei diversi fattori (popolazione, crisi economica, efficienza energetica, rinnovabili), all’andamento delle emissioni di gas serra in atmosfera nel periodo 1990-2013, attraverso...
ConferenzeFotografieVideo

Fotografie e video sui cambiamenti climatici

Per chi volesse concludere la pausa estiva occupandosi un poco di cambiamenti climatici, ci sono diverse interessanti possibilità. . La prima è rivedere le foto della bella mostra fotografica del progetto #EverydayClimateChange, una rassegna di fotografie sul tema dei cambiamenti climatici provenienti da 6 continenti. La mostra, curata da James Whitlow Delano e Matilde Gattoni in collaborazione con la Fondazione Eni Enrico Mattei, si è svolta a Milano presso la Galleria dell’Institut français Milano ed è da poco terminata. Alcune...
AbbagliErroriSole

Abbagliati dal Sole

Fra gli argomenti usati dai negazionisti della causa umana del riscaldamento globale, un posto di rilievo ha sempre avuto il Sole. È un mito intramontabile, che non passa mai di moda. E anche se sistematicamente smentito, ogni tanto riappare come l’Araba Fenice. Un recente esempio ce lo fornisce, sorprendentemente, la Società Chimica Italiana (SCI) che nel numero di giugno della sua rivista “La chimica e l’industria” pubblica un contributo di Salvatore Mazzullo dal titolo “Variazione secolare della costante solare e...