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L’interpretatore creativo della BBC

La scelta del titolo di un articolo è importante perché, indipendentemente da cosa il lettore leggerà davvero, il titolo resterà impresso. Non sorprende quindi che Paul Hudson, nel suo blog sul sito della BBC, abbia usato un titolo pensato per attirare l’attenzione: Real risk of a Maunder Minimum ‘Little Ice Age’ says leading scientist. Parla di un eminente scienziato che mette in guardia dal rischio di una “Piccola Era Glaciale”, decisamente un ribaltamento rispetto alla prospettiva di un riscaldamento globale in atto e (facilmente) prevedibile per il prossimo futuro.
Nell’articolo Hudson parla dell’attività solare e del suo possibile prossimo minimo e, sempre citando lo scienziato, conclude facendo riferimento alle profonde implicazioni che questo avrebbe sulle scelte di politica energetica.

 

 

Ricostruzione del ciclo delle macchie solari

 

 

 

 

Su Climalteranti abbiamo anche di recente affrontato il tema dell’impatto di un minimo solare sul clima e siamo abituati a chi continua a battere sempre lo stesso chiodo. Ciò che invece sorprende è che lo scienziato intervistato sia Mike Lockwood, fisico solare dell’Università di Reading, noto a chi si interessa di climatologia per i suoi studi sulla connessione Sole-clima terrestre.

Nel 2007 Lockwood era stato autore di un articolo che era stata una vera e propria pietra tombale di molte teorie sull’influenza del sole sulle attuali variazioni climatiche, con una conclusione tranchant:
Il sole ha avuto una chiara influenza sul clima nel periodo pre-industriale e ha avuto uninfluenza percepibile nella prima metà del XX secolo. Il rapido aumento delle temperature osservato dopo il 1985 non può essere attribuito alla variabilità solare, qualsiasi sia il meccanismo considerato e in qualsiasi modo si pensi che la variazione solare possa essere amplificata. Tutti i parametri del sole che possono avere uninfluenza sul clima negli ultimi 20 anni sono andati in una direzione opposta a quella richiesta per spiegare laumento osservato delle temperature medie”.
Nel 2010 aveva aggiunto: contro l’idea diffusa (almeno su Internet e su alcuni media) che i cambiamenti solari siano una sorta di alternativa alla forzante dei gas serra per spiegare l’aumento delle temperature superficiali non ha credibilità per quasi tutti i climatologi”.
Più recentemente, in uno studio sul possibile impatto della variabilità solare sul clima futuro di cui Lockwood è coautore, si legge che “Anche nel caso di un Sole che entra ad un livello di attività simile al Minimo di Maunder la risposta climatica è molto piccola rispetto alla proiezione di riscaldamento dovuta alle influenze antropogeniche”.
Quanto attribuito da Hudson a Lockwood era dunque il contrario di quanto sostenuto dallo scienziato negli ultimi anni. Certo, in linea di principio non si può escludere che qualcuno rinneghi improvvisamente e in blocco anni del proprio lavoro scientifico, ma avendo ormai una certa dimestichezza con il mondo della disinformazione climatica, mi è sembrato più probabile di essere davanti ad un tipico caso di “interpretazione creativa” del giornalista, che consiste non nel riportare fedelmente le affermazioni dell’intervistato, ma nel darne la propria interpretazione. Ho quindi aspettato una eventuale smentita di Lockwood, che puntualmente è arrivata:
“Sfortunatamente mi trovo nella posizione di essere citato per aver predetto che l’attuale rapido declino dell’attività solare precipiterà il mondo in una “Piccola Era Glaciale”. Ciò è molto spiacevole poiché questo non è affatto supportato dalla scienza”.
Lockwood continua poi con una piccola lezione sul Sole il clima che chi ha tempo e voglia di un “ripasso” non dovrebbe perdersi.

Va da sé che l’attivissima cassa di risonanza del negazionismo climatico non ha perso tempo (*), moltiplicando a dismisura l’impatto di questo articolo di squisita disinformazione e rendendolo in questo modo resistente a qualunque smentita o anche alla (eventuale) ritrattazione dell’articolo originale. Facile prevedere che sentiremo citare (malamente) ancora per parecchio tempo il povero Lockwood sulla previsione di un inesistente rischio di prossima “Piccola Era Glaciale”.

 

(*) Nota:  Tralasciando le notizie e i commenti riportati sui quotidiani e altri blog generici, segue una breve ed incompleta rassegna di alcuni siti di meteorologia che hanno ripreso la notizia, siti che dovrebbero essere più attendibili ma non sempre lo sono:

-        Meteogiornale: “SOLE e possibile minimo di Maunder, rischio raffreddamento globale?”

-        Meteolive: “Il sole si addormenterà ancora di più: temperature globali in calo!”

-        ClassMeteo: “Attività solare in calo, minimo di Maunder in arrivo nei prossimi anni?”

-        Meteoweb: “Clima, esperto inglese: “nuovo minimo di Maunder sempre più probabile”

-        Meteo Portale Italia: “IPCC: Allarmi che si alternano dal 1940, gridando all’arrivo del freddo o del caldo; Sono in totale confusione!

-        Climatemonitor: “Ride the decline!   Quest’ultimo sito merita una menzione speciale perchè, oltre a riportare acriticamente l’”interpretazione creativa” di Hudson, si concede il lusso di prendere in giro il Prof. Lockwood per aver, secondo loro, cambiato idea.

 

 

Testo di Riccardo Reitano

12 responses so far

12 Responses to “L’interpretatore creativo della BBC”

  1. stephon nov 10th 2013 at 01:36

    Certo che il campionario dei siti che segnali è davvero degno, una specie di luna park di freaks diversamente creativi intenti a fare a gara a chi sarà l’interpretatore più creativo dell’interpretatore creativo. Io scommetto già su un paio si quei siti :-D
    Dici che il messaggio will go viral? Uhm… possible , possible , frankly…

  2. Riccardo Reitanoon nov 10th 2013 at 09:46

    steph
    in genere il livello di polemica dei miei post è abbastanza basso e in realtà anche stavolta era inizialmente così. Ma quando ci vuole, ci vuole … :)
    Il “campionario” è stato aggiunto solo dopo, quando mi sono accorto di quanto e come la notizia si era diffusa. Ammetto di aver provato un certo fastidio perchè qui non si tratta di avere idee diverse su un complicato fenomeno climatico, abbiamo la smentita, infastidita e lapidaria, del diretto interessato. Ad oggi, nove giorni dopo la pubblicazione della smentita, nessuno dei siti citati ha ritenuto di dover correggere il propio articolo.

  3. Claudio Cassardoon nov 10th 2013 at 10:15

    Utile l’elenco dei siti di disinformazione…
    In merito alle influenze solari, si possono citare due numeri in merito.
    Il primo è la differenza tra la radiazione solare media dei massimi e dei minimi negli ultimi tre cicli undecennali (quelli per i quali ci sono dati satellitari), dell’ordine dei 2-3 W/m2.
    Il secondo è la forzante relativa al contributo dei gas serra antropogenici, come differenza tra l’era preindustriale ed oggi, pari a circa 2.5 W/m2.
    Dal che se ne deduce che l’incremento dei gas serra ad opera umana ha pressochè annullato il gap legato ad un’eventuale “mancanza” totale di un ciclo solare.

  4. stefanoon nov 10th 2013 at 10:15

    nel frattempo un tifone da 300km/h ha provocato un’ecatombe nelle Filippine..
    e siamo ad un aumento ancora modesto della temperatura globale..
    vedo che molti si ostinano ad un negazionismo fideistico e cieco..ed è un peccato che persone del settore non possano dare il loro contributo ad un diverso modo di concepire il mondo..un mondo che da subito dovrebbe centellinare i consumi petroliferi, cessare la produzione dell’inutile e concepire la crescita solo dal punto di vista culturale, sociale, collaborativo, implementativo.

  5. Riccardo Reitanoon nov 10th 2013 at 11:26

    stefano
    sollevi un punto importante, il contributo alla soluzione del problema di alcune persone, se non cospicua parte di categorie professionali, che viene a mancare. Questo vale per i meteorologi, che hanno un canale di comunicazione diretto con il pubblico e competenze su scala regionale e locale; ma anche per altre categorie come geologi, economisti e, perchè no, politici. La mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, così come la sostenibilità dell’uso delle risorse, non sono e non devono essere una questione partigiana, sarebbe senz’altro meglio per tutti se ognuno desse il suo contributo.

  6. Salvatoreon nov 10th 2013 at 12:16

    credo che attualmente faccia molta più notizia parlare di colossali smentite sull’ultimo rapporto IPCC piuttosto che ribadire ancora una volta che il nostro pianeta è sempre più caldo… leggo su giornali e altri siti (pure di un certo rilievo) di articoli di completa disinformazione nella quale si riporta di un ipcc in confusione, quando in realtà nell’ultimo rapporto sono contemplati un’enormità di pubblicazioni scientifiche tutte nella stessa direzione del global warming… non capisco perché si cerchi di confondere la gente comune che non ha esperienza sul tema solo per fare più audience…

  7. stephon nov 10th 2013 at 14:03

    @Riccardo
    “Questo vale per i meteorologi…”
    sai che però la cosa non vale ovunque e comunque? Ci sono meteorologi e meteorologi e questo anche nella patria dello showbiz, laddove esistono fior fiore di meteorologi ( per esempio , uno dei tanti) che – sulla scorta di quello che sanno e fanno e a differenza degli altri – cercano di informare il più correttamente possibile infischiandosene della disinformazione creativa e della gara a chi la spara più grassa, con il rischio calcolato di apparire meno ma sostanziare di più.

    @Claudio
    “influenze solari”
    proprio così. Aggiungerei qualche numero:

    L’intervallo di variazione pluridecennale della TSI, nel XX secolo, è contenuto grossomodo fra 1365.7 e 1366.2 Wm^-2 (media smussata), cioè una variazione di circa 0.5 Wm^-2 sull’arco di un secolo (a cui occorre poi dividere per 4 per ottenere la variazione della TSI al TOA). Quindi possiamo dire che non c’è nessun gran massimo.
    Il range di variazione fra minimo e massimo undecennale è di grossomodo 1.3 Wm^-2.
    Quello orbitale intra-annuale fra perielio e afelio circa 90 Wm^-2.
    Quindi:
    .variazione % della TSI all’interno di un anno, fra perielio e afelio: circa 7%
    .variazione % della TSI all’interno di un ciclo undecennale, fra minimo e massimo: circa 0.1%
    .variazione % della TSI nel XX secolo: grossomodo 0.03%.

    Ovviamente i tempi di risposta del sistema a sollecitazioni forzanti esterne sono diversi perché la risposta climatica ad uno specifico forcing dipende dalla durata di quel forcing su un periodo comparabile al tempo di risposta del sistema climatico.
    Per una risposta più esaustiva, occorre capire perché un forcing che cumula in un tempo più lungo una quantità minore debba necessariamente essere più importante rispetto ad un forcing che cumula in un tempo molto minore una quantità molto maggiore. E per farlo occorre calcolare il prodotto della risposta di equilibrio per la funzione risposta climatica in modo da tenere in considerazione la forte non linearità della risposta climatica. Qualche appunto, a tal proposito, lo avevo organizzato qui .

  8. oca sapienson nov 10th 2013 at 15:21

    @Riccardo
    Coincidenza, qualche settimana fa alcuni di quei siti meteo parlavano di record negativo per gli uragani, il che smentiva la (presunta) previsione IPCC su loro (presunto) aumento esponenziale. Se non fanno un’errata corrige per quello, dubito che lo facciano per Lockwood

    “Ride the decline” è da incorniciare.

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  10. Riccardo Reitanoon nov 12th 2013 at 12:47

    steph
    pensavo al lavoro di Doran del 2009 in cui alla domanda “Do you think human activity is a significant contributing factor in changing mean global temperatures?”, “solo” (rispetto alla quasi totalità dei climatologi) il 68% dei meteorologi ha risposto affermativamente.

  11. Luciaon nov 16th 2013 at 18:26

    Eh si… sui blog se ne leggono davvero delle belle; la cosa bella è che non si vergognano un minimo quando scrivono cose non vere, alzata di spalle e via… cosi’ è l’Italia- e non solo l’Italia mi sa

  12. Riccardo Reitanoon nov 17th 2013 at 11:52

    Un’alzata di spalle e via, è vero, o forse neanche quella. Ho appena controllato se per caso qualcuno dei siti linkati sopra (incluso quello della BBC) avesse aggiornato la pagina includendo la smentita di Lockwood, ma niente.
    Vero che i siti italiani, contrariamente al blog della BBC, sono amatoriali; ma si spacciano per esperti e vantano una certa credibilità. Comunque la bufala resta lì a “beneficio” dei loro lettori, mi sembra lecito dedurre che non sono interessati a dare una corretta informazione.

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