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Un’irresponsabile e ostinata ciclomania

Sembrerà incredibile, ma proprio nelle settimane in cui l’Italia e l’Europa sono state colpite da lunghe e pesanti ondate di calore, che per l’ennesima volta hanno frantumato record storici e provocato  migliaia di morti, sui giornali e in televisione hanno trovato spazio scienziati che negano l’influenza umana sul surriscaldamento globale.

Persone ben note ai lettori di Climalteranti hanno rimediato altre interviste proponendo le solite tesi strampalate, secondo le quali sarebbero i cicli di attività solare e delle maree, nonché delle congiunzioni dei pianeti, a causare l’aumento delle temperature globali sulla Terra. Oppure che fa caldo, ma è sempre successo e non è poi detto che il caldo faccia male. E davanti al dramma causato dal distacco di una parte del ghiacciaio della Marmolada, hanno affermato che i ghiacciai vanno e vengono e hanno definito “sciacalli dei ghiacci” (Il Giornale, in prima pagina) chi ha collegato alte temperature, fusione dei ghiacci e la valanga di ghiaccio sulla Marmolada).

Lasciando perdere giornalisti ed opinionisti, due persone con una passata o presente attività scientifica che più meritano di essere menzionate per le inesattezze dette o scritte sono Franco Prodi e Nicola Scafetta.

 

Di chi è la proprietà dei fotoni solari?

Come abbiamo già avuto modo più volte di scrivere, prima di andare in pensione quasi quindici anni fa, Franco Prodi ha studiato la microfisica delle nubi, ma non si è mai occupato nella sua carriera del clima globale e, in tale ambito, non è mai stato autore o co-autore di alcuna pubblicazione scientifica. Eppure, è citato come climatologo di fama mondiale per il solo fatto di essere fratello del più famoso Romano e di ripetere da 15 anni che la scienza del clima è ancora nella sua infanzia (dopo più di un secolo!) e che i modelli climatici sono sbagliati e non affidabili. Su La Verità del 5 luglio Franco Prodi ha scritto che “le affermazioni contenute nei rapporti IPCC – il comitato dell’ONU che vorrebbe studiare il contributo antropico al clima globale – sono scientificamente infondate” e che le cause dei cambiamenti attuali sono “astronomiche e astrofisiche”. Il giorno successivo, su Il Foglio, dopo aver ripetuto le solite tesi si è prodotto in uno sproloquio insensato ma anche, a tratti, divertente:  

Un’indicazione sicura è di fermare il treno della CO2 e dell’Ipcc, finché non siamo in grado di quantificare l’effetto antropico, ma di farne ripartire simultaneamente un altro sul rispetto del pianeta e la sua protezione assoluta che non può non basarsi sulla smilitarizzazione totale, su un pacifismo assoluto; non può non basarsi sulla critica condivisa da tutta l’umanità all’equazione pil=energia. Non è il caso di puntare sulla sobrietà energetica e sulla ricerca per ottimizzarla? Altri punti di riflessione per una politica vera di lungo termine per tutta l’umanità. Si porranno grandi problemi giuridici: di chi è la proprietà dei fotoni solari? Di chi è il vento? Quante guerre del passato sono state sulla proprietà del fossile e quante guerre generate dalla disponibilità’ del fossile… Ritorno con dolore alla tragedia della Marmolada e partecipo al lutto dei famigliari di questi appassionati della montagna. Penso ai loro ultimi momenti, una preghiera.

CO2, IPCC, smilitarizzazione, pacifismo, pil, energia, sole, vento, tragedia della Marmolada, preghiere… tutto assieme in un gran minestrone retorico davvero poco dignitoso.

 

Cicli di 5, 9, 11, 20, 60, 115, 1000 e 2300 anni

Su La Verità del 28 giugno 2022 è stato pubblicato un articolo con una densità di assurdità scientifiche sui cambiamenti climatici come non se ne vedevano da tempo. Autore l’(ex) professore associato di chimica fisica Franco Battaglia, che dopo aver concluso la carriera con il record di solo 2 (due!) pubblicazioni su riviste scientifiche negli ultimi 28 anni (su fotoni e tensori, nessuna su temi legati al clima o all’ambiente), ha intervistato  Nicola Scafetta, professore di oceanografia e fisica dell’atmosfera dell’Università Federico II di Napoli, pure lui noto ai lettori di Climalteranti.

L’articolo intitolato “La siccità era prevista e l’uomo non c’entra”, già nel sottotitolo rivela che ad incidere sulla grave siccità che sta colpendo l’Italia sarebbero dei “cicli planetari” (non le emissioni di gas serra che provocano il surriscaldamento globale), mentre i paesi dove nello stesso periodo avvengono piogge torrenziali e alluvioni sarebbero oggetti di una misteriosa esenzione.

Se si leggono le parole di Scafetta non si può non notare una certa una certa dose di fantasia ciclomaniaca: “Così ho voluto approfondire l’ipotesi che l’evoluzione climatica osservata sulla Terra durante gli ultimi 10.000 anni potesse essere caratterizzata da oscillazioni ritrovabili nei dati astronomici. Era il 2009 quando scoprivo che le oscillazioni climatiche più importanti con periodi dai cinque anni in su, fino al grande ciclo millenario e a quello di circa 2.300 anni di Bray Hallstatt, sono coerenti con importanti cicli astronomici legati per l’appunto alle variazioni solari, a quelle mareali su lunga scala temporale e, in genere, alle più importanti risonanze gravitazionali del sistema solare. Tra questi cicli, i più importanti per il clima sono un ciclo di circa nove anni (associato alle maree), i cicli di undici anni (associati al ciclo delle macchie solari), e altri di 20, 60, 115 e circa 1.000 anni. Il mio modello climatico usa questi cicli astronomici ed è in grado di riprodurre il cambiamento climatico naturale da oggi fino, andando indietro nel tempo, al periodo Romano. Il sistema planetario appare altamente sincronizzato, come in una mirabile sinfonia celeste. E la variabilità dell’attività solare, ho potuto dimostrare, è sincronizzata dalle risonanze astronomiche orbitali su tutte le scale temporali, da quelle mensili a quelle multi millenarie. Trovo la cosa affascinante.”

Di conseguenza, secondo Scafetta, “i programma di riduzione di CO2 sono sbagliati e del tutto inutili”. Sarebbe una notizia clamorosa: l’Accordo di Parigi, tutte le politiche di riduzione delle emissioni di 190 nazioni, di tutte le più grandi aziende mondiali, la legge europea sul clima, i fondi PNRR per la decarbonizzazione, ecc.: tutto sbagliato, tutto inutile!

La credibilità dei modelli di Scafetta che sarebbero in grado di spiegare le temperature passate- e soprattutto prevedere le temperature future è molto prossima allo zero. Sono usciti su qualche rivista scientifica secondaria, di fatto criticati un po’ beffardamente dai pochi che ne seguono le reiterazioni, e ignorati dalle decine di migliaia di climatologi e modellisti climatici che si confrontano sulle riviste e nei convegni di settore. Non è un caso che non siano neppure citati nell’ultimo rapporto dell’IPCC. L’aumento delle temperature degli ultimi 50 anni è talmente netto che associarlo a cicli di 5, 9, 11, 20, 60 ecc. anni richiede, oltre a grande perizia matematica, un’ostinata capacità di trascurare la spiegazione fisica (l’aumento delle temperature come risultato dell’aumento dei gas serra nell’atmosfera), che invece funziona benissimo ed è suffragata da una monumentale quantità di evidenze scientifiche e da un vastissimo consenso scientifico.

Lo studio dei cicli astronomici e geofisici del clima terrestre è disciplina importante e storicamente attestata, che nasce con lo sviluppo delle leggi matematiche della geofisica, della meccanica celeste e della geologia, e che vede nel serbo Milutin Milankovic il primo scienziato che ha matematicamente fondato la ricostruzione storica del clima dei pianeti del sistema solare connettendola a cicli del sole e delle orbite planetarie. Come tale, essa già esclude, nel senso che non è in grado di riprodurre efficacemente, il riscaldamento maggiore e più rapido osservato nell’ultimo secolo sul pianeta Terra, e non su altri corpi celesti del Sistema Solare, e di cui i cicli orbitali, la fisica solare e la meccanica celeste non sono assolutamente in grado di rendere ragione.

 

Solo due possibilità

La nettezza delle affermazioni degli articoli di Battaglia Scafetta e Prodi, l’ostinazione nel sostenere, contro tutte le evidenze scientifiche, che i cambiamenti climatici dipendono in modo minoritario dalle emissioni antropiche, lascia solo due possibilità.

O Scafetta e Prodi sono davvero dei luminari, un geni incompresi, che prima o poi riceveranno un premio Nobel (fra l’altro previsto per Scafetta nel 2035 in un titolo del 2009 de Il Giornale, si veda qui a fianco), e Battaglia è l’unico ad aver capito la portata delle loro scoperte.

Oppure si tratta di irresponsabili peracottari, che stanno semplicemente raccontando assurdità scientifiche, con la colpevole complicità di testate giornalistiche che ancora non riescono a fare i conti con la realtà della crisi climatica.

Tertium non datur.

 

Testo di Stefano Caserini, con contributi di Stefano Tibaldi, Claudio Cassardo, Gianluca Lentini, Sylvie Coyaud e Paolo Gabrielli.

8 responses so far

8 Responses to “Un’irresponsabile e ostinata ciclomania”

  1. ALESSANDRO SARAGOSAon Lug 28th 2022 at 09:33

    Ma Scafetta non aveva previsto alcuni anni fa, grazie al suo groviglio di cicli, un brusco raffreddamento del pianeta, che avrebbe smontato clamorosamente i complotti rinnovabilisti dell’Ipcc?

    Via via che le temperature globali aumentavano, l’esimio scienziato ha poi aggiustato il suo modello, spostando sempre più avanti il momento della verità, un po’ come facevano gli astronomi medioevali, aggiungendo cicli ed epicicli al moto dei pianeti, per adattare i loro modelli (meno strampalati di quelli di Scafetta) del moto planetario, ad osservazioni sempre più precise.

    Errare è umano, ok. Ma poi ci si dovrebbe almeno scusare dell’arroganza con cui si è sbagliato, non perseverare….

  2. Noahon Lug 29th 2022 at 12:49

    Scafetta vincerà il Nobel nel 2035. Poi ancora un altro dopo 5, 9, 11, 20 anni.

  3. Elisabettaon Ago 2nd 2022 at 19:41

    Per scrivere un articolo che smentisce alcune tesi non serve solo essere sbeffeggiatori di professione. Bisognerebbe anche saper leggere e andare a leggere il lavoro di Scafetta. Sia ben chiaro che non credo che abbia la verità in mano, tuttavia sottolineo che per gli addetti ai lavori è chiaro come i modelli Ipcc non tengano conto dell’influenza del Sole, se non in modo limitato. Scafetta non nega che ci sia un’influenza antropica sul clima, evidenzia il fatto che ci siano delle componenti che non siamo ancora in grado di analizzare. Per quanto mi riguarda, anziché prendermi gioco delle teorie altrui, preferisco credere che possano esserci più punti di vista e approfondirli, e colgo l’occasione per ricordare il buon Galileo Galilei che, sbeffeggiato e considerato un peracottaro (per usare un vostro termine) e nonostante avesse contro la comunità scientifica del tempo, aveva poi ragione.Saluti e complimenti a chi, come voi, sa già tutto e deride chi studia.

  4. Renato R.on Ago 3rd 2022 at 07:52

    Oh che tenerezza, il vecchio Galileo Gambit …

    https://www.climalteranti.it/2017/04/18/la-fallacia-dello-stratagemma-galileo/

  5. Antonioon Ago 3rd 2022 at 08:17

    @ Elisabetta
    @ i modelli Ipcc non tengano conto dell’influenza del Sole, se non in modo limitato.

    Questa cosa non è vera.
    Mi puo’ fornire dettagli? Cosa vuol dire in modo, “limitato”?
    Tipo lo considerano solo d’estate ? Oppure solo nell’emisfero nord? Mi faccia capire

  6. stephon Ago 4th 2022 at 14:45

    @Elisabetta
    “i modelli Ipcc non tengano conto dell’influenza del Sole”

    Due secondi di tempo prezioso. Questo il tempo che ci si mette, cara Elisabetta, a confutare la sua scempiaggine che ha scritto. Due secondi per cliccare su Google IPCC AR6 WG1. Le esce la homepage, secondo capitolo, paragrafo 2.2.
    https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/downloads/report/IPCC_AR6_WGI_Chapter02.pdf

    Ora la parte più ardua: leggere il capitolo e capirlo.
    Buona lettura comunque.

  7. stephon Ago 4th 2022 at 14:51

    @Antonio
    io proporrei di riesumare l’ipotesi del Caserinio, tanto cara a Stefano 😉

  8. ALESSANDRO SARAGOSAon Ago 5th 2022 at 14:17

    Accidenti, ecco di cosa ci eravamo dimenticati! Del sole….
    E’ che sembrava una cosa così ininfluente sul clima terrestre, che potrebbe benissimo farne a meno, che ai climatologi era sfuggita la sua importanza…

    E certo, Galilei aveva la “comunità scientifica del suo tempo” contro….era veramente un precursore…ancora c’era da costruire una “comunità scientifica”, che nel caso dei suoi avversari era piuttosto costituita da religiosi, e lui ce l’aveva già contro…

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