ImpattiPrecipitazioniStatistiche

L’impatto combinato dei cambiamenti del clima e dell’uso del suolo

L’effetto combinato del riscaldamento globale, foriero al contempo di desertificazione e di eventi climatici estremi, e della modifica dell’uso dei suoli nelle ultime decadi, ha portato ad una situazione di aumento del rischio alluvionale, che si esplicita nella crescente probabilità di occorrenza di eventi di notevole intensità. I recenti casi delle alluvioni in Liguria confermano che tale circostanza si verifica negli ambienti mediterranei, ma non solo, della penisola italiana.   Anche nell’area mediterranea, i cambiamenti climatici e i conseguenti processi di desertificazione possono avere importanti effetti di modifiche del ciclo dell’acqua. Numerosi studi apparsi nella letteratura scientifica, e la sintesi effettuata nei rapporti dell’IPCC, indicano tra le conseguenze più rilevanti del climate change: a)      Diminuzione degli afflussi complessivi di precipitazione b)      Inasprimento degli eventi estremi (i.e. piogge brevi più intensa e più   lunghi periodi di tempo asciutto) c)      Crescita dell’evapotraspirazione e riduzione del contenuto d’acqua dei suoli. d)     Diminuzione dei deflussi in alveo nelle stagione secca e)      Piene più intense durante gli eventi temporaleschi f)       Perdita di suolo vegetazione, maggiore incidenza e pericolosità degli eventi di incendi boschivi Gli impatti dei cambiamenti climatici sono quindi legati a un'altra modifica profonda portata dalle attività umane, quella derivante dalla modifica dell’uso del suolo. (altro…)
AttribuzioneImpattiPrecipitazioni

Clima, tempeste e alluvioni

  Le disastrose alluvioni a Genova e nel Levante ligure rendono legittima la domanda che riecheggia nei media: l’uomo sta interferendo con la forza della natura, aumentando la frequenza dei fenomeni di precipitazione intensa? Non è una domanda nuova: negli Stati Uniti è stata aspramente dibattuta dopo i disastri causati da numerosi uragani (Irene, Katrina, Ike, Mitch, ecc.), come raccontato nel libro “Storm World” di Chris Mooney. In Italia il tema è stato poco considerato, ma è colpa dei cambiamenti climatici quanto successo a Monterosso o a Genova? E in Pakistan, a Bangkok o in America centrale?   Molti commentatori e studiosi hanno risposto affermativamente, e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affermatoSono tributi molto dolorosi che paghiamo per quelli che, purtroppo, o sono cambiamenti o gravi turbamenti climatici”. Altri la pensano diversamente: “non esistono correlazione con il riscaldamento globale generale”, le alluvioni ci sono sempre state, e i danni ora sono solo più gravi per il maggior numero di persone presenti sul pianeta e l’espansione delle città. In effetti, i libri di storia e i quotidiani degli scorsi decenni sono pieni di esempi di altre alluvioni, un lungo elenco di morte e distruzione portata dalla “natura matrigna”; e dalla recente cementificazione del territorio, senza dubbio imponente e per molti aspetti scriteriata. Per prima cosa, la domanda “è colpa dei cambiamenti climatici quanto successo a Monterosso o Genova?” è mal posta: è impossibile dimostrare se e in che modo una singola tempesta o un uragano sia provocato dai cambiamenti climatici. (altro…)
AbbagliStatisticheTemperatureTrend

Ecco perché il riscaldamento globale non si è fermato

L'analisi dei dati mostra che non abbiamo motivo di ritenere che il riscaldamento globale si sia fermato o abbia rallentato; le affermazioni del contrario non trovano supporto nei dati.   Molto spesso si sente dire che la temperatura media globale ha smesso di aumentare dal 1998 o da qualche altra data (sempre successiva al 1998). Tralasciando il fatto che questo non è comunque l'unico indicatore di un pianeta che si sta scaldando, quando queste affermazioni vengono (a volte) da una fonte supposta autorevole  diventa necessario guardare i dati in dettaglio. (altro…)
Temperature

Progetto BEST: un’altra conferma dell’aumento delle temperature globali

Un recente progetto di ricerca conferma, ancora una volta, i dati delle temperature globali e il riscaldamento globale in atto.   Il progetto BEST - Berkeley Earth Surface Temperature guidato dal Prof. Richard Muller si era ripromesso di “risolvere le attuali critiche alle precedenti analisi di temperatura”, critiche che erano ritenute fondate e che meritavano un approfondimento. Per arrivare a questo risultato sono stati analizzati i dati di 39.000 stazioni, oltre 5 volte quelle attualmente utilizzate dagli altri gruppi di ricerca, ed è stato sviluppato un nuovo metodo di analisi indipendente. I dettagli sono stati recentemente resi pubblici in un lavoro sottomesso per la pubblicazione. (altro…)
Convegni

Cassandra nel XXI secolo

Climalteranti.it invita a partecipare al Quinto convegno nazionale ASPO-Italia, Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio, che si terrà Venerdì 28 ottobre 2011, dalle 9:00 alle 19:00, presso la Sala delle Feste - Palazzo Bastogi, Consiglio Regionale della Toscana, via Cavour, 18 a Firenze.

Titolo del convegno che sarà trasmesso in diretta video sulla homepage del portale del Consiglio Regionale della Toscana è “Cassandra nel XXI secolo. Clima, energia e cibo: fra informazione e disinformazione, crescita della consapevolezza pubblica e politiche appropriate”.

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Ghiacci

La fusione dei ghiacci in Groenlandia

Un errore comparso sul nuovo Times Comprehensive Atlas of the World è servito a Gavin Schmidt per parlare, su Realclimate, dello stato – pessimo - dei ghiacci groenlandesi, in un post di cui pubblichiamo la traduzione.   In Groenlandia, il 2010 aveva battuto il record di superficie fusa (Tedesco et  al, 2011) e le cifre del 2011 erano attese con impazienza. Marco Tedesco e il suo gruppo le hanno rese disponibili di recente, per puro caso in contemporanea con un’altra (con)fusione creata dal nuovo atlante del Times di Londra.  L’anomalia dell’indice di fusione è il numero dei giorni in cui è rilevabile una fusione della superficie ghiacciata  rispetto al periodo di riferimento 1979-2010. Più alto è il numero, più sono stati i giorni di fusione. Benché i livelli record del 2010 non siano stati raggiunti, a seconda delle analisi il 2011 si attesta comunque tra  il terzo ed il sesto anno in classifica. L’analisi del bilancio di massa superficiale, ottenuta con modelli regionali, dimostra che negli ultimi anni un crescente squilibrio tra accumulo nevoso e ruscellamento sta abbassando l’altezza dei ghiacci persino in assenza di loro effetti dinamici (che si verificano anch’essi, soprattutto ai margini della calotta glaciale). (altro…)
GhiacciaiPaleoclimatologia

La fatica della scienza

A 3900 metri sul ghiaccio sommitale dell’Ortles si è svolta un’importante ricerca per ricostruire il clima passato delle Alpi Orientali. Ancora oggi numerose sono le tesi complottiste, secondo cui tutti gli scienziati sarebbero complici (o vittime) di una macchinazione mondiale, volta a spaventare il mondo esagerando e addirittura inventando i pericoli del riscaldamento globale. Oltre alle tante ragioni scientifiche più volte discusse, uno dei motivi per cui queste tesi sono poco sensate è che non tengono conto di un aspetto molto semplice, ossia quanto può essere faticosa la ricerca sul clima. Gli scienziati passano settimane, mesi, anni a leggere, studiare, a scrivere, a discutere, a spiegare, a fare analisi statistiche e preparare grafici, tabelle ecc. A volte intere giornate alla scrivania, a volte la notte al computer a scrivere pezzi di codice o a controllare e ricontrollare dati; per non dire dei sabati e delle domeniche sacrificate, per finire un articolo, una presentazione o in qualche aeroporto. Fra le migliaia di scienziati che studiano il clima saranno anche degli scansafatiche, ma la stragrande maggioranza è gente che lavora sodo, con passione. Possibile che tutti siano così fessi da buttare anni di lavoro, a volte gli anni migliori della propria vita, per una truffa? Non è ovvio che sarebbero i primi a denunciarla, per poi occuparsi d’altro? (altro…)
CO2Storia

John Tyndall e l’assorbimento del calore radiante

150 anni fa John Tyndall presentava alla Royal Society il suo lavoro sull'assorbimento del calore radiante da gas e vapori ponendo così le basi per la costruzione della moderna teoria del clima.       Mentre nel 1861 si costruiva l'Italia unita, John Tyndall "dettava la sua lezione" davanti alla Royal Society sull'assorbimento di "calore radiante" nei gas. Non che i due eventi abbiano una qualche relazione; ma così come l'Italia di oggi è frutto degli eventi passati, ciò che oggi è la scienza del clima è frutto anche di quel lavoro pionieristico di Tyndall. Come è costume ancora oggi, Tyndall inizia riconoscendo il contributo di idee ed esperienze di chi l'ha preceduto. Fra questi non poteva certo mancare De Saussurre e le sue misure di radianza solare in quota, che lo portò a scoprire quanto fosse più intensa che al livello del mare. Non poteva nemmeno mancare Fourier, che da considerazioni sulla propagazione del calore dedusse il ruolo dell'atmosfera e per questo è considerato da molti il "padre" dell'effetto serra. Molto meno noto, o del tutto sconosciuto, ai più è Macedonio Melloni, italiano fuggito all'estero per motivi politici (Enrico Fermi non è stato nè il primo nè l'unico, purtroppo) del quale Tyndall cita "l'ammirevole apparecchio termo-elettrico" e parla di lui come un "così ecellente sperimentatore". . (altro…)
ErroriProiezioniscommesseTemperature

Una previsione da cestinare

La rivista “Normale”, periodico semestrale dell’Associazione Normalisti, ha pubblicato di recente una “disfida” fra me e Nicola Scafetta sul tema dei cambiamenti climatici, che si può leggere qui (pagine 2-16).

Come in occasioni precedenti, la formula ha previsto due articoli iniziali e due reciproche repliche. I lettori possono quindi farsi un’idea di rispettivi argomenti; l’analisi degli argomenti utilizzati da Scafetta nella sua replica saranno oggetto di un prossimo post.

Voglio qui ritornare su quanto già scritto in quanto due errori redazionali hanno alterato le due ultime immagini della mia replica, che ripropongo in questo post.

La figura 3 corretta è questa a fianco, e rappresenta la ricostruzione delle temperature degli ultimi 2000 anni nella zona artica. Le temperature sono espresse in termini di variazioni rispetto al valore medio 1961-1990. La linea retta rappresenta la tendenza media fino al 1900. Fonte del grafico è il lavoro di Kaufman pubblicato su Science, che avevo pubblicato nel mio libro Guida alle leggende sul clima che cambia con il permesso degli autori. (altro…)

Comunicazione

La fallacia dello “stratagemma Galileo”

Capita spesso, quando si discute di cambiamenti climatici, di sentire usare lo “stratagemma Galileo”, che in sintesi è questo: “Galileo Galilei era in disaccordo con l’establishment scientifico del tempo, ma aveva ragione, quindi potrebbe essere che anche oggi abbiano ragione i pochissimi scienziati che negano le responsabilità umane sul cambiamento climatico”. Questa argomentazione ha alcuni punti deboli storici (diversi scienziati del suo tempo davano ragione a Galileo, l’Inquisizione che l’ha perseguitato non era formata da scienziati), e logici (Galileo è...
DibattitoDisinformazione

La protesta di Mark Cane contro “La Lettura”

In precedenti post abbiamo raccontato il clamoroso infortunio dell’inserto culturale del Corriere della Sera, La Lettura, che ha organizzato un maldestro confronto fra un negazionista non competente William Happer, e uno scienziato del clima, Mark Cane. Il Prof. Cane in realtà non sapeva che la sua intervista sarebbe stata utilizzata per un confronto, né sapeva che fosse uscita. Pubblichiamo qui la sua lettera di protesta, inviata il 10 marzo, che il Corriere della Sera non ha pubblicato. Caro direttore, nel...
Inventario emissioniLULUCFNegoziazioniProtocollo di Kyoto

Le foreste sono cruciali per raggiungere gli obiettivi di Parigi?

L’Accordo globale per ridurre le emissioni di gas serra, raggiunto al Parigi nel dicembre 2015, ha l’obiettivo di mantenere l’aumento delle temperature medie globali ben al di sotto dei due gradi rispetto all’epoca pre-industriale (art 2.1.a). Questo obiettivo necessiterà di “raggiungere un equilibrio tra emissioni ed assorbimenti antropici di gas serra” (art. 4.1), Giacomo Grassi, Marina Vitullo, Sylvie Coyaud
DibattitoDisinformazione

È certo, il clima è surriscaldato

Nell’intervista pubblicata da “La Lettura” del 26 febbraio 2017, intitolata “Credetemi, il clima non è surriscaldato”, William Happer ha rispolverato molti dei miti del negazionismo climatico, da tempo confutati dalle evidenze scientifiche disponibili. Come spiegato nel precedente post, nell’articolo dell’inserto culturale del Corriere della Sera (qui il testo) è stato proposto un finto confronto fra il fisico William Happer e il climatologo Mark Cane (raggiunto via mail, Cane ha dichiarato di non essere al corrente della presenza di un interlocutore...
DibattitoDisinformazione

L’infortunio de “La Lettura”

Provate a immaginare cosa succederebbe se l’inserto culturale del Corriere della Sera, “La Lettura”, ospitasse nelle sue prime pagine un articolo intitolato “Credetemi, i vaccini provocano l’autismo”, con un confronto fra un odontotecnico in pensione (che sostiene quella tesi) e un epidemiologo specializzato in vaccini (che sostiene il contrario). Probabilmente scoppierebbe uno scandalo mediatico, o almeno sarebbero sommersi dalle pernacchie il redattore (responsabile del titolo schierato a supporto di una delle due tesi – quella infondata), la giornalista (responsabile di...
DisinformazioneFilm

Un film da buttare: The Great Global Warming Swindle

Iniziamo con questo post una serie di interventi che analizzano il materiale che ha costituito negli anni passati le basi del negazionismo climatico. E che ora si può tranquillamente buttare nel cestino. The Great Global Warming Swindle (“La grande truffa dei cambiamenti climatici”) è un documentario del 2007, diretto da Martin Durkin. È stato prodotto da Channel 4, visto da molti milioni di persone, in Italia trasmesso in una puntata di Matrix nella giornata mondiale dell’Ambiente del 7 luglio 2007...
AdattamentoImpatti

Impatti e vulnerabilità dei cambiamenti climatici in Europa

Il 25 gennaio scorso è stato presentato a Bruxelles il nuovo rapporto su impatti e vulnerabilità dei cambiamenti climatici in Europa (Climate change, impacts and vulnerability in Europe 2016,) redatto dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (European Environment Agency – EEA). Il rapporto è una valutazione degli impatti e vulnerabilità dei cambiamenti climatici in Europa basata su indicatori dei passati e futuri cambiamenti climatici e sui risultati della recente ricerca scientifica. Inoltre il rapporto prospetta la necessità di dare maggiore impeto alle...
ImpattiMeteorologiaNeve

Il riscaldamento globale e il freddo dell’inverno

Nelle ultime settimane è stato tutto un gridare “mamma mia, che freddo!”. Con qualche ragione, dato che questa prima parte di inverno è stata in alcuni luoghi più rigida di quella degli ultimi anni. Curiosamente, però, i soliti noti che straparlano di “nuova era glaciale” incombente sono rimasti silenziosi, perlomeno sui giornali. Chissà che non siano rinsaviti? Ma, a parte questo, cosa possiamo dire di questa ondata di freddo? È una fluttuazione momentanea o qualcosa che ha a che vedere...
RecordStatisticheTemperature

2016, terzo – e straordinario – record consecutivo delle temperature

Iniziamo il nuovo anno proponendo come consuetudine l’analisi delle temperature medie globali dall’analisi dei dati grezzi e grigliati NCEP/NCAR relativi alle temperature all’anno appena terminato. Il 2016 straccia tutti i record e risulta per il terzo anno di fila l’anno più caldo dall’inizio delle misure. È un risultato ampiamente previsto da diversi mesi, e rappresenta un record straordinario favorito anche dall’intenso episodio di El Niño, che pur nella sua parabola discendente ha influenzato nettamente i valori termici della prima parte...
MitigazioneProtocollo di KyotoRecensione

Return of the river: l’epopea del fiume Elwha e delle sue dighe

Ambientato nello stato di Washington, USA, il documentario racconta l’epopea del fiume Elwha, imbrigliato da impianti idroelettrici fin dai primi del ‘900 e il lavoro di scienziati, politici e comunità locali per restituirlo alla condizione originale. Interessante per riflettere sui conflitti fra i diritti umani, la salvaguardia dell’ambiente e il necessario aumento della produzione di energia rinnovabile. Il film Return of the River segue per quattro anni il progetto di rimozione di due impianti idroelettrici (dam removal) sul fiume Elwha,...