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Accordo in vista a Parigi

Sono giorni cruciali alla COP21 di Parigi: un accordo sembra inevitabile e nelle bozze di testo che si susseguono si delineano con maggiore chiarezza le opzioni su cui è necessario raggiungere un compromesso.

Si sente profumo di accordo alla COP21 di Parigi: sono stati chiamati i traduttori per le sei lingue ufficiali dell’ONU, pronti a limare il testo di un accordo che dovrebbe contenere impegni di tutti gli Stati su quasi tutti i principali temi della lotta ai cambiamenti climatici.

Nell’ultima versione del testo negoziale disponibile al momento in cui questo post viene chiuso, quella delle ore 15 del 9 dicembre 2015, rimangono ancora molte (367) parentesi quadre, che indicano punti controversi, proposte che qualcuno ha formalizzato ed altri preferirebbero eliminare, a vantaggio di alternative testuali.

La proposta del testo di Accordo presentato a tutti i rappresentanti delle Parti il 9 dicembre, sotto la responsabilità politica diretta del Presidente della COP21 Laurent Fabius, frutto di un lavoro delegato a Ministri dell’Ambiente (e di altri dicasteri) presenti a Parigi, è molto più breve del testo in precedenza consegnato sabato dai contact groups ed i relativi facilitatori (cioè i negoziatori di professione).

Il testo è diviso in due parti: da un lato l’Accordo di Parigi e dall’altro una Decisione di COP. Il primo ha validità pluriennale e non ha scadenza e potrebbe diventare un Protocollo come quello di Kyoto, quindi legalmente vincolante. La seconda indica i passi che vengono intrapresi nel 2016 e più in generale prima dell’entrata in vigore dell’accordo, entrando maggiormente in dettaglio e coprendo temi che non sono stati ritenuti adeguati per l’Accordo. Ad esempio nella Decisione si dà il benvenuto agli INDC finora pervenuti e si invita i pochissimi Stati che ancora non li hanno presentati a farlo sollecitamente, chiedendo poi al Segretariato di farne una nuova sintesi.

L’Accordo in quanto tale è ora contenuto in sole 14 pagine, già meno di quelle del Protocollo di Kyoto. È già stato raggiunto il risultato di renderlo quindi oggetto di negoziazione contemporanea su tutti i principali temi.

Qui sotto riportiamo alcuni dei temi ancora oggetto di dibattito.

Un obiettivo più ambizioso per la mitigazione

Da vent’anni anni si parla di 2°C come il massimo incremento politicamente e socialmente tollerabile della temperatura media globale rispetto all’era pre-industriale. Nella bozza di testo dell’Accordo (Art. 2) e della parallela decisione della COP, l’aumento massimo di temperatura compare 5 volte (Art. 2 et Art. 4 dell’Accordo, Art. 17 e 21 della decisione COP e terzo preambolo del Workstream 2); assieme all’obiettivo di “sotto i 2°C”, sono sempre presenti alternative più ambiziose, come “sotto 1,5°C” (come da tempo chiedono i piccoli paesi insulari e come sembra essere meglio anche dal punto di vista della gravità degli impatti dei cambiamenti climatici e della possibilità di prevenirli e gestirli in maniera socio-economica efficace) o “ben sotto 2°C” (formulazione un po’ vaga ma di compromesso). Entrambe spingerebbero ad azioni più radicali di riduzione delle emissioni, come mostrato ad esempio qui.

Un percorso a tappe per le emissioni

 Nel testo vi è ancora la possibilità di un impegno a iniziare a far decrescere le emissioni totali il prima possibile, a fare in modo che tale decrescita sia rapida e che si raggiungano emissioni zero, sia pure nel lungo periodo. Ad esempio, le opzioni sull’obiettivo a lungo termine, presenti nell’Articolo 3, sono:

(Opzione 1): opzione più ambiziosa in cui sono definiti intervalli di percentuali di taglio delle emissioni di gas serra fra 40-70% oppure 70-95% rispetto ai livelli del 2010, entro il 2050. L’obiettivo di lungo termine è arrivare a zero emissioni nette, ma anche su questo ci sono due possibilità: arrivare a emissioni zero al 2050 o al 2100. Questa opzione è in linea con quanto delineato dall’ultimo rapporto IPCC AR5 (Quinto Rapporto sul Clima) che mostra la necessità di ridurre le emissioni globali di gas serra almeno del 40%-70% rispetto al livello del 2010 entro il 2050 al fine di contenere probabilmente la crescita della temperatura media globale entro i 2°C rispetto al livello preindustriale. Però alcune opzioni sono anche più ambiziose: 70-95% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2050 e zero emissioni al 2050.

(Opzione 2): sebbene menzioni in maniera esplicita il tema della decarbonizzazione, risulta meno ambiziosa della prima per l’assenza di una scadenza, e di obiettivi nel medio termine.

Se queste indicazioni saranno confermate nel testo finale, influiranno sicuramente sugli investimenti nel settore energetico. Ad esempio, se l’opposizione locale a centrali a carbone riuscisse a rallentarne la costruzione, esse potrebbero diventare non più giustificabili economicamente (specie ad investitori a loro volta oggetto di scrutinio da parte di mercati finanziari sensibili all’argomento della redditività degli investimenti sul lungo periodo).

Differenziazione 

È questo un punto chiave del negoziato, come differenziare gli impegni fra Paesi di antica industrializzazione, Paesi emergenti e paesi in via di sviluppo. Nell’articolo 3 ci sono due opzioni:

(Opzione 1) i Paesi sviluppati e gli altri paesi nell’Annex 1 devono intraprendere target/impegni di riduzione delle emissioni assolute, relative a tutta l’economia, che siano comparabili, misurabili, “trascrivibili e verificabili” senza alcune condizione. I paesi in via di sviluppo invece dovrebbero intraprendere azioni/sforzi di mitigazione diversificate sempre in modo misurabile, “trascrivibile e verificabile” in un contesto di sviluppo sostenibile, e supportati da adeguate disposizioni in materia di finanza, trasferimento tecnologico e capacity building.

(Opzione 2): i Paesi che hanno già intrapreso obiettivi di riduzione delle emissioni, dovrebbero continuare a farlo, mentre tutti gli altri dovrebbero ambire a farlo nel tempo. No ad azioni da parte dei paesi in via di sviluppo.

Carbon budget

È ancora nel testo (Art. 22 Decisione COP) un’ipotesi radicale di identificazione di una quantità di CO2, da dividersi tra gli Stati “con giustizia”, tenendo conto di quanto i paesi hanno già emesso (presumibilmente quindi con quote future ridotte “a vantaggio” di chi non l’ha ancora fatto), della loro “impronta ecologica”, delle loro “capacità” nonché dello “stadio di sviluppo” e della “popolazione”.

Questa è una novità rispetto alla passate Decisioni COP e riflette quanto presentato dall’ultimo rapporto IPCC – AR5 che ha evidenziato che il 65% del carbon budget globale compatibile con l’obiettivo 2oC è già stato usato e quindi l’umanità può emettere ancora solo circa 1000 GtCO2 (e se l’obiettivo è <1,5 °C, il budget è ancora minore).

Un obiettivo globale per l’adattamento

Non vi era finora un obiettivo complessivo per l’adattamento. Ora nel testo (Art. 2) si indica che “le Parti concordano di prendere azione urgente e di rafforzare la cooperazione ed il supporto al fine di incrementare la loro capacità di adattarsi agli impatti avversi del cambiamento climatico”. Questa parte non è tra parentesi e sembra quindi consolidata Rimane controverso il riferimento a loss and damage, che fino ad ora è stato parte delle negoziazioni sull’adattamento ma che, nel testo finale dell’Accordo, potrebbe essere promosso ad articolo a se stante. Altra questione aperta sono i possibili meccanismi per considerare gli effetti avversi che le azioni di mitigazioni hanno su alcuni Paesi, tipicamente i paesi esportatori di petrolio).

Consacrazione dei REDD+

Facendo esplicito riferimento a decisioni già avvenute, l’accordo inserirebbe stabilmente il meccanismo dei REDD+ “per incentivare la riduzione delle emissioni dalla deforestazione e da degrado forestale e per promuovere la conservazione e la gestione sostenibile di foreste e il rafforzamento dei carbon stocks forestali nei paesi in via di sviluppo, mentre si rafforzano benefici non-carbon delle multiple funzioni delle foreste, incluso l’alleviamento della povertà e la costruzione della resilienza ecosistemica”.

 Supporto generalizzato allo sviluppo sostenibile

L’accordo fonda un “meccanismo” per supportare lo sviluppo sostenibile, con una mossa che ne allarga di molto l’ambito, forse anche in relazione al dibattito sui “mezzi di implementazione” degli Obiettivi universali di sviluppo sostenibile, su un orizzonte complessivo al 2030 (il che li rende direttamente confrontabili con gli INDC). L’art. 3 ter ne delinea possibili modi di finanziamento facendo riferimento ad una quota di proventi da progetti certificati e agli articoli 6 e 12 del Protocollo di Kyoto.

La cifra dei 100 miliardi di dollari come base di partenza oltre il 2020

Dopo che nel documento puramente di impegno politico dell’Accordo di Copenaghen, poi confermato dalle decisioni degli Accordi di Cancun, i paesi sviluppati erano esortati a impegnare cifre crescenti, fino a 100 miliardi di dollari al 2020, ora la bozza dell’Accordo di Parigi contiene, in alcune opzioni ancora dibattute, di considerare tale cifra come minimo di partenza per gli anni successivi (“La mobilitazione di finanza per il clima sarà allargata in un modo trasparente e prevedibile a partire da 100 mld di dollari all’anno dopo il 2020 riconoscendo il ruolo importante del Fondo Verde per il Clima nell’allargamento delle risorse finanziarie per l’implementazione dell’accordo, così come altri meccanismi multilaterali”).

Giorni storici

Oggi e i prossimi giorni saranno giorni di grandissima importanza per la storia del negoziato internazionale sul clima. Indipendentemente dall’esito finale, un risultato per ora raggiunto dalla COP21 è anche quello di avere tenuto ancora tutte le parti intorno al tavolo, con un’atmosfera tutto sommato positiva, come si può vedere nelle diverse conferenze stampe che si sono succedute e sono visibili sul webcast on-demand della conferenza.

C’è sicuramente spazio per manovra e compromessi in questi ultimi due (o tre?) giorni e notti.

Per rimanere aggiornati sugli sviluppi del negoziato ricordiamo di seguire i commenti a questo post, il bollettino giornaliero IISD, le quotidiane cronache in tempo reale dell’Italian Climate Network, l’hashtag #COP21 su Twitter o il webcast dell’UNFCCC, sia in tempo reale che on demand.

Testo di Valentino Piana e Stefano Caserini, con contributi di Sergio Castellari, Federico Brocchieri, Veronica Caciagli e Federico Antognazza.

42 responses so far

42 Responses to “Accordo in vista a Parigi”

  1. Valentinoon Dic 10th 2015 at 12:53

    Sul piano formale, l’Accordo consta di un Preambolo e di 26 articoli (che con alcuni bis e ter arrivano a 29), che coprono le seguenti questioni: Definizioni, Scopo, Generalità, Mitigazione, REDD-Plus, Meccanismo per supportare lo sviluppo sostenibile, Adattamento, Perdite e danni climatici, Finanza, Sviluppo e trasferimento tecnologico, Capacity-building, Trasparenza, Analisi degli effetti complessivi, Facilitazione all’implementazione ed alla corretta esecuzione, CMA, Segretariato, SBSTA e SBI, Enti e accordi istituzionali al servizio dell’Accordo, Firma e strumenti di ratificazione, accettazione, approvazione o accesso, Entrata in vigore, Emendamenti, Appendici, Risoluzione delle controversie, Meccanismo di voto, Depositario, Riserve, Meccanismo di ritiro dall’Accordo, Lingue.

  2. Valentinoon Dic 10th 2015 at 13:00

    La Decisione di COP consta a sua volta di un Preambolo e dei seguenti articoli: Adozione (dell’Accordo), Contributi promessi stabiliti a livello nazionale (INDC), Decisioni per dare effetto all’Accordo, nonché di un articolo che contiene parti che non era chiaro dove collocare, risultanti dal lavoro del cosiddetto Workstream 2, relativo alle attività da promuovere e coordinare prima del 2002, e che è quindi dotato di un proprio preambolo e di parti relative alla Mitigazione, Supporto, Implementazione accelerata, Coinvolgimento degli attori non statuali, Dialogo ed eventi di alto livello politico, Adattamento. Poi viene ulteriormente ripreso, con dignità di articolo della Decisione il tema degli Attori non-statuali e le Questioni amministrative e di budget.

  3. Valentinoon Dic 10th 2015 at 13:01

    Come si vede uno stesso argomento viene trattato in più punti (di cui la principale discriminante è l’orizzonte temporale prima o dopo il 2020, data di riferimento per l’Accordo).

  4. Valentinoon Dic 10th 2015 at 13:03

    Accanto quindi alle decisioni di merito vi sono in queste ore discussioni relative alla collocazione del testo (nonché molte battaglie “di bandiera” relative ai tre preamboli). In particolare molti stakeholders sono ansiosi di vedersi citati (magari anche in qualche articolo implementativo e nei flussi finanziari).

  5. Valentinoon Dic 10th 2015 at 13:09

    Segnalo che tra le novità contenute nella Decisione vi è la nomina di due “campioni di alto livello” (high-level champions), presumibilmente politici di razza, ex-capi di stato o di governo che cercheranno di tenere alta l’attenzione al tema.

    Chissà se Obama è interessato, dopo la sua scadenza naturale del secondo mandato?

    Al di là dei nomi, questa parte, che occupa non poco spazio, sembra voler rendere permanente un “primato della politica” che ha accompagnato tutta la COP organizzata dai Francesi.

    Sembra di poter dire: il principale ostacolo alla lotta ai cambiamenti climatici non è di natura tecnologica, economica o sociale: è la politica (che senza azioni a lei dedicate tenderebbe ad abbassare la guardia, a rinviare all’infinito, a far finire tutto in polemica).

    Invece se si coinvolgono ai massimi livelli tutti gli stati e si tiene alta l’attenzione (dei politici e dei media) i nodi e le difficoltà possono essere superati.

    Se davvero avremo un Accordo, forse questa intuizione potrebbe essere vincente anche per il futuro.

  6. Stefano Caserinion Dic 10th 2015 at 20:16

    ore 21.20 del 10/12/2015
    Nuovo testo
    http://unfccc.int/resource/docs/2015/cop21/eng/da02.pdf
    poche parentesi rimaste
    Ora c’è prima la COP Decision e poi l’Accordo

  7. albertoon Dic 10th 2015 at 20:51

    E’ inevitabile che la politica soprattutto ai massimi livelli (sia negli Stati democratici che in quelli nient’ affatto tali) rivendichi il proprio primato, soprattutto d’ immagine.
    In questo caso però senza un accordo politico sufficientemente largo tra una rappresentanza adeguata delle disunited nations reali è lampante che la deriva climatica verso un equlibrio a T superficiali superiori continuerà imperterrita ancora per qualche grado.
    Rimangono due punti fondamentali:
    a) qualunque sia l’ accordo formale, i raggiungimenti degli obiettivi saranno tutti da realizzare in pratica (dato che l’ atmosfera non è sensibile alla riduzioni di GHG scritte sulla carta, per quanto confortanti queste siano) e l’ economia e la tecnologia conteranno immensamente di più della politica per il rispetto dei target
    b) quale accordo sarà raggiunto, dato che la differenza tra le alternative è abissale.
    Ad esempio zero emissioni al 2050 (che mi sembrano già irrealistiche, ma spero di sbagliarmi) indicano grosso modo (linearizzando brutalmente) un consumo del carbon budget di almeno il 70% della singola TtonCO2 utile per i 2 degC, mentre zero emissioni al 2100 vogliono dire ben più di 1.5 TtonCO2 che si cumulerebbe a quanto già allegramente emesso finora da noi bipedi industriosi.

  8. Valentinoon Dic 10th 2015 at 21:03

    @Stefano
    Grandioso, il risultato si avvicina. Rispetto ai punti dell’articolo, l’ambizione della mitigazione proposta è:

    Hold the increase in the global average temperature to well below 2 °C above pre-industrial levels and to pursue efforts to limit the temperature increase to 1.5 °C, recognizing that this would significantly reduce risks and impacts of climate change

    Percorso a tappe: Parties aim to reach the peaking of greenhouse house gas emissions as soon as possible, recognizing that peaking will take longer for developing country Parties, and to undertake rapid reductions thereafter towards reaching greenhouse gas emissions neutrality in the second half of the century on the basis of equity and guided by science in the context of sustainable development and poverty eradication.

    Sparito il carbon budget.

    Sull’obiettivo globale per l’adattamento: Increase the ability to adapt to the adverse impacts of climate change and foster climate resilience and low greenhouse gas emissions development, in a manner that does not threaten food production;

    Prosegue il braccio di ferro su differenziazione.

    Mi pare eliminato il riferimento testuale diretto ai REDD+

    Rimane la frase:

    Parties may take action to implement and support, including by scaling up resources, policy approaches and positive incentives for reducing emissions from deforestation and forest degradation, and the role of conservation, sustainable management of forests and enhancement of forest carbon stocks in developing countries; as well as alternative policy approaches, such as joint mitigation and adaptation approaches for the integral and sustainable management of forests; while reaffirming the importance of non-carbon benefits associated with such approaches; as set out in related guidance and decisions already agreed under the Convention.

  9. Valentinoon Dic 10th 2015 at 21:08

    Sviluppo sostenibile

    Invece di un riferimento allargato allo sviluppo sostenibile, la formulazione è

    [A mechanism to contribute to the mitigation of greenhouse gas emissions and support sustainable development [in developing country Parties] is hereby established under the authority and guidance of the Conference of the Parties serving as the meeting of the Parties to the Agreement, shall be supervised by a body designated by the Conference of the Parties serving as the meeting of the Parties to the Agreement, and shall aim to:
    (a) Promote the mitigation of greenhouse gas emissions [in developing country Parties] while fostering sustainable development;…

    Finanza
    The provision and mobilization of climate finance to enhance mitigation and
    adaptation action in developing country Parties shall represent a progression beyond previous efforts from a floor of USD $100 billion per year, which is to be mobilized by developed country Parties in the context of meaningful mitigation action and transparency on implementation

  10. Valentinoon Dic 10th 2015 at 21:10

    In sintesi, proprio sui punti da noi individuati vi sono evoluzioni notevoli, formule di compromesso ma anche eliminazione di parentesi (sia pure non ovunque).

    In totale ci sono soltanto 50 parentesi quadre….

  11. Valentinoon Dic 10th 2015 at 21:19

    @Alberto
    Per nessun altro tema la politica ai massimi livelli si era esposta cosi tanto e in modo così trasparente. A Yalta o a Versailles erano molti meno e hanno cambiato il mondo. Vediamo se stavolta è così su questo. Per quanto riguarda il ruolo del settore privato e della società civile organizzata, a volte si parla di triple helix o quadrupla o quintupla: cioè che nella loro autonomia auto-propulsiva è verissimo che essi partono a prescindere dalla politica e portano a risultati irraggiungibili da essa ma è anche verissimo che sono i sistemi di incentivazione che fanno si che una innovazione passi da uno stadio di prototipo ad uno di diffusione di massa in tempi storicamente accettabili.

    Senza Conto Energia, senza feed-in tariff le rinnovabili non si sarebbero diffuse, quindi non sarebbero calate di prezzo. E senza rinnovabili…. arrosto!

    Comunque essendo io economista, lungi da me sottovalutare tecnologie e imprenditorialità (per una prova, veda il mio libro qui: http://www.economicswebinstitute.org/climatechange.htm o una sintesi qui:
    http://www.economicswebinstitute.org/essays/innopolicymitigationcat.htm

    Per approfondire sulle helix:

    http://triplehelix.stanford.edu/3helix_concept

    https://ec.europa.eu/digital-agenda/en/growth-jobs/open-innovation

    Quadruple Helix Model where government, industry, academia and civil participants work together to co-create the future and drive structural changes far beyond the scope of what any one organization or person could do alone. This model encompasses also user-oriented innovation models to take full advantage of ideas’ cross-fertilisation leading to experimentation and prototyping in real world setting.

    http://www.innovation-entrepreneurship.com/content/1/1/2

    The Triple Helix innovation model focuses on university-industry-government relations. The Quadruple Helix embeds the Triple Helix by adding as a fourth helix the ‘media-based and culture-based public’ and ‘civil society’. The Quintuple Helix innovation model is even broader and more comprehensive by contextualizing the Quadruple Helix and by additionally adding the helix (and perspective) of the ‘natural environments of society’

  12. Stefano Caserinion Dic 10th 2015 at 21:31

    Un grafico interessante sul trend del numero di parole e delle parentesi è qui
    https://parisagreement.org/wp-content/uploads/2015/11/Dec-10-Progress-Graph-2.png

  13. Valentinoon Dic 10th 2015 at 21:40

    Dopo che:

    Europe’s top representative at U.N. climate talks has accused China of blocking proposals for countries to update their carbon pollution targets every five years, which he called critical for a deal in Paris.

    EU Climate Commissioner Miguel Arias Canete told reporters Thursday “without the five-year cycles, the agreement is meaningless.”

    Canete said Chinese negotiators are opposed to making five-yearly updates a requirement in the agreement even though they agreed to such reviews before the Paris talks.

    in sede di Decisione si indica:

    La Cop

    22. Invites Parties to communicate their first ### no later than joining the Paris 22-Agreement;
    23. Also invites those Parties whose intended nationally determined contribution pursuant to decision 1/CP.20 contains a timeframe up to 2025 to communicate by 2020 a new ### and to do so every five years thereafter pursuant to Article 3, paragraph 8, of the Agreement;
    24. Further invites those Parties whose intended nationally determined contribution pursuant to decision 1/CP.20 contains a timeframe up to 2030 to confirm or update by 2020 their ### and to do so every five years thereafter pursuant to Article 3, paragraph 8, of the Agreement

  14. Valentinoon Dic 10th 2015 at 21:46

    @Alberto

    La contrapposizione tra politica e cittadini, che in alcuni paesi e periodi storici è molto ben motivata e reale, in questo momento, su questo tema e a quel livello non è la chiave pertinente per interpretare ciò che sta accadendo.

    La dinamica è un chiamarsi reciproco tra “agenti del cambiamento”
    UN chief calls on civil society to keep governments accountable on climate commitments
    http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=52781#.Vmn25NLhBgs

  15. […] Accordo in vista a Parigi […]

  16. Valentinoon Dic 12th 2015 at 12:20

    TESTO FINALE – PRENDERE O LASCIARE

    http://unfccc.int/resource/docs/2015/cop21/eng/l09.pdf

  17. Valentinoon Dic 12th 2015 at 12:21

    Obiettivo

    This Agreement, in enhancing the implementation of the Convention, including its objective, aims to strengthen
    the global response to the threat of climate change, in the context of sustainable development and efforts to
    eradicate poverty, including by:
    (a) Holding the increase in the global average temperature to well below 2 °C above pre-industrial levels and
    to pursue efforts to limit the temperature increase to 1.5 °C above pre-industrial levels, recognizing that
    this would significantly reduce the risks and impacts of climate change;
    (b) Increasing the ability to adapt to the adverse impacts of climate change and foster climate resilience and
    low greenhouse gas emissions development, in a manner that does not threaten food production;
    (c) Making finance flows consistent with a pathway towards low greenhouse gas emissions and climateresilient
    development.
    2. This Agreement will be implemented to reflect equity and the principle of common but differentiated
    responsibilities and respective capabilities, in the light of different national circumstances.

  18. Valentinoon Dic 12th 2015 at 12:22

    Tolta la decarbonizzazione, tolta la zero net emission, però il testo vuol dire la stessa cosa

    balance between anthropogenic emissions by sources and removals by sinks of greenhouse gases in the second half of this century

    ZERO EMISSIONI – FINE DEL CARBONE – FINE DEI FOSSIL FUEL CONVENZIONALI

  19. Valentinoon Dic 12th 2015 at 12:24

    loss and damage ha un suo articolo autonomo, con contenuti in lista

    Article 8
    1. Parties recognize the importance of averting, minimizing and addressing loss and damage associated with the
    adverse effects of climate change, including extreme weather events and slow onset events, and the role of
    sustainable development in reducing the risk of loss and damage.
    2. The Warsaw International Mechanism for Loss and Damage associated with Climate Change Impacts shall be
    subject to the authority and guidance of the Conference of the Parties serving as the meeting of the Parties to the
    Paris Agreement and may be enhanced and strengthened, as determined by the Conference of the Parties serving
    as the meeting of the Parties to the Paris Agreement.
    3. Parties should enhance understanding, action and support, including through the Warsaw International
    Mechanism, as appropriate, on a cooperative and facilitative basis with respect to loss and damage associated
    with the adverse effects of climate change.
    4. Accordingly, areas of cooperation and facilitation to enhance understanding, action and support may include:
    (a) Early warning systems;
    (b) Emergency preparedness;
    (c) Slow onset events;
    (d) Events that may involve irreversible and permanent loss and damage;
    (e) Comprehensive risk assessment and management;
    (f) Risk insurance facilities, climate risk pooling and other insurance solutions;
    (g) Non-economic losses;
    (h) Resilience of communities, livelihoods and ecosystems.
    5. The Warsaw International Mechanism shall collaborate with existing bodies and expert groups under the
    Agreement, as well as relevant organizations and expert bodies outside the Agreement

  20. Valentinoon Dic 12th 2015 at 13:22

    Rinnovabili nel preambolo, niente css!

    Dopo il plebiscito a favore delle rinnovabili contenuto negli INDC – e nonostante un Summary for Policymakers del Segretariato – che cercava di mettere a pari merito rinnovabili e CSS (Carbon Sequestration and Storage), la Decisione di COP cita con chiarezza le rinnovabili, mentre non ci sono menzioni né in decisione né in accordo della CSS (e tantomeno della BECSS sulla quale tanto si sono spesi nell’IPCC).

    Testualmente

    Acknowledging the need to promote universal access to sustainable energy in
    developing countries, in particular in Africa, through the enhanced deployment of
    renewable energy.

    All’origine di questo risultato, oltre che la spinta dei negoziatori africani, anche il riconscimento pieno in preambolo degli Obiettivi universali di sviluppo sostenibile, adottatil il 25 settembre 2015 a New York.

    Davvero un anno di svolta (sul piano delle decisioni di fondo).

  21. Valentinoon Dic 12th 2015 at 13:24

    Si chiede a tutte le istituzioni finanziarie internazionali di riferire sul loro portafoglio progetti e di quanto sia climate-proofed e a vantaggio della resilienza. Un testo che verrà usato dalle NGO per contrastare investimenti, es. di Banca Mondiale, in nuovi impianti a carbone.

    44. Invites all relevant United Nations agencies and international, regional and national
    financial institutions to provide information to Parties through the secretariat on how their
    development assistance and climate finance programmes incorporate climate-proofing and climate resilience measures;

  22. Valentinoon Dic 12th 2015 at 13:27

    Su loss and damage, la cop decision esclude che si tratti di una base per responsabilità o compensazioni.

    Agrees that Article 8 of the Agreement does not involve or provide a basis for any
    liability or compensation;

  23. Valentinoon Dic 12th 2015 at 13:29

    Carbon pricing menzionato, nella Cop decision, tra le attività di incentivazione delle attività degli attori non statuali

    V. NON-PARTY STAKEHOLDERS
    Also recognizes the important role of providing incentives for emission reduction
    activities, including tools such as domestic policies and carbon pricing;

  24. Valentinoon Dic 12th 2015 at 13:31

    I non-market mechanisms ottengono in preambolo dell’Accordo:

    Affirming the importance of education, training, public awareness, public participation, public access to information and cooperation at all levels on the matters addressed in this Agreement,

    Recognizing the importance of the engagements of all levels of government and various actors, in accordance with respective national legislations of Parties, in addressing climate change,

    Also recognizing that sustainable lifestyles and sustainable patterns of consumption and production, with developed country Parties taking the lead, play an important role in addressing climate change,

    e addirittura le capitolo implementativo n. 6

    Parties recognize the importance of integrated, holistic and balanced non-market approaches being available to Parties to assist in the implementation of their nationally determined contributions, in the context of sustainable development and poverty eradication, in a coordinated and effective manner, including through, inter alia,
    mitigation, adaptation, finance, technology transfer and capacity-building, as appropriate. These approaches shall
    aim to:
    (a) Promote mitigation and adaptation ambition;
    (b) Enhance public and private participation in the implementation of nationally determined contributions;
    and
    (c) Enable opportunities for coordination across instruments and relevant institutional arrangements.

    9. A framework for non-market approaches to sustainable development is hereby defined to promote the nonmarket approaches referred to in paragraph 8 of this Article.

  25. Valentinoon Dic 12th 2015 at 13:34

    In tutto questo, non lasciamoci sfuggire che l’Accordo di Parigi è LEGALLY BINDING!!!!

  26. Valentinoon Dic 12th 2015 at 13:37

    John Schellnhuber, director of Germany’s Potsdam Institute for Climate Research, says that “if agreed and implemented, this means bringing down greenhouse-gas emissions to net zero within a few decades.”

    He says the accord presented Saturday “is in line with the scientific evidence we presented of what would have to be done to limit climate risks such as weather extremes and sea-level rise.”

  27. albertoon Dic 12th 2015 at 15:46

    Bene sembra che l’ accordo ci sia.
    Naturalmente oltre alla soddisfazione per il raggiungimento di questo importante traguardo conterà davvero vedere se e quanto nei prossimi anni le emissioni complessive di noi scimmioni senza pelliccia diminuiranno stabilmente anno dopo anno fino ad azzerarsi prima o poi.
    Nei prossimi giorni poi gli esperti potranno fare valutazioni meno a caldo e spiegare nei dettagli i contenuti dell’accordo.

  28. Valentinoon Dic 12th 2015 at 17:14

    @Alberto
    Tecnicamente, in questi esatti minuti, l’accordo non è ancora varato. Se si alza qualcuno e fa il pierino, come a tanti nei blog e in certe ONG piacerebbe, salta tutto e addio.

    Per fortuna i Francesi tengono la barra e annunciano la traduzione in tutte le lingue:

    http://unfccc.int/documentation/documents/advanced_search/items/6911.php?priref=600008829

    Comunque, verissimo, nei prossimi giorni faremo tutti valutazioni più ponderate.

  29. Stefano Caserinion Dic 12th 2015 at 18:54

    Ore 19.30, la COP21 ha adottato l’accordo di Parigi…

  30. homoereticuson Dic 13th 2015 at 07:58

    Sembra che sia uscito qualcosa di buono, insomma.

    Un ringraziamento al Team di climalteranti e in particolare a Valentino per i continui appassionati aggiornamenti e un grazie anticipato per la sintesi di quanto accaduto, le valutazioni e le prossime analisi che pubblicherete, con la consueta chiarezza.
    Non era facile seguire le parti tecniche e politiche, e meno facile ancora entusiasmarsi dopo tanti anni di delusioni (il numero 21 accostato a COP, da solo dice moltissimo…).
    Sarà importante che alle parole seguano presto i fatti, alcuni dei quali davvero non sono più rimandabili (stop sussidi alle fossili, spegnimento di un po’ di centrali a carbone e stop a nuovi progetti, ecc la lista è lunga). Su queste azioni concrete sarà impossibile barare e difficile inventarsi trucchi, si vedrà presto, insomma se i buoni propositi si trasformeranno in buone pratiche.

  31. Riccardo Reitanoon Dic 14th 2015 at 09:32

    homoereticus
    “Sarà importante che alle parole seguano presto i fatti”
    Credo che questa affermazione colga bene il punto in cui siamo. L’accordo fornisce gli obiettivi e il quadro generale, una sorta di definizione delle regole e del campo di gioco. Ora bisogna “giocare”.

  32. albertoon Dic 14th 2015 at 19:47

    Mi associo ad homoer. nei ringraziamenti a Valentino e al team di climalteranti per le preziose spiegazioni. Segnalo anche che questa volta la copertura mediatica dei lavori alla COP21 è stata più equilibrata e affidabile del solito.
    Poi verrà il momento di capire meglio i tanti risvolti dell’ accordo però c’è un punto generale sul quale vorei ricevere rassicurazioni: ho capito male o l’ azzeramento delle emissioni viene fissato (si fa per dire ma così è scritto o almeno pare che così sia) alla seconda metà del secolo senza ulteriore specificazione?

  33. Riccardo Reitanoon Dic 14th 2015 at 23:39

    Si, è riferito al bilancio netto fra sorgenti e pozzi. Nell’articolo 4.1 dell’accordo di Parigi si legge testualmente:
    “[…], so as to achieve a balance between anthropogenic emissions by sources and removals by sinks of greenhouse gases in the second half of this century, […]”

  34. albertoon Dic 15th 2015 at 17:38

    Grazie della conferma. Invece per quanto riguarda la tempistica sul picco delle emissioni la diplomazia internazionale quale formula ha escogitato
    “il prima possibile”
    o qualcosa di analogo?

  35. Stefano Caserinion Dic 15th 2015 at 23:37

    Caro Alberto, a breve usciremo con un post in cui ci saranno un po’ di risposte. Ancora un po’ di pazienza, c’è molto da leggere e riassumere non è facile.

  36. Wetteron Dic 16th 2015 at 15:49

    Gentili Valentino e Stefano (e collaboratori di Climalteranti.it),

    pur condividendo l’importanza politica e culturale che l’accordo scaturito da COP21 rappresenta, anche come “turning point”, per dirla alla Obama, e considerando che i trattati sono inevitabilmente un “compromesso possibile” tra le parti (molte ed eterogenee) coinvolte, rimango tuttavia pessimista sugli effetti positivi che da esso potranno derivare, in termini di contrasto alla crescita della Temperatura globale, anche sul breve-medio termine, sopratutto in relazione all’escalation nel processo di GW che il biennio 2014-2015 sta mostrando (meccanismi di feedback positivi in atto?)

    Il passaggio dal concetto “Emissioni Zero” nel 2050 a quello di “Neutralità climatica” nella seconda metà del secolo, ha un che di inquietante, anche perché viene evocata una fantomatica ricaptazione dei GHG (affidata a futuribili e fantomatiche tecnologie, mentre nel contempo non si pongono paletti vincolanti alla deforestazione…).
    Non affrontando in modo diretto il tema della decarbonizzazione, non stabilendo in modo preciso un “phasing out” tra fossile e rinnovabile, non promuovendo una disincentivazione del fossile (Carbon pricing?) e non mettendo a disposizione meccanismi di controllo sanzionatori, ma disponendo solo provvedimenti su base volontaria da parte degli stati, mi pare che l’accordo possa essere definito come uno splendido capolavoro diplomatico, ma anche un inefficace strumento di fronte al rischio mortale derivante da quello che nella realtà economico-energetica potrà essere definito come un “business as usual mite”.

  37. Valentinoon Dic 16th 2015 at 17:22

    @Wetter
    Si, tutti dubbi veri e questioni cruciali sollevate. Attenzione però: l’Accordo è inserito come annesso ad una Decisione di Cop che invece parla di pre-2020 e di azioni “sul breve-medio termine”. Gli INDC sono di medio -lungo (per i paesi che esitano) ma a volte comprendono anche azioni piuttosto ravvicinate (per i paesi che hanno capito i vantaggi a muoversi per primi) e sulle azioni già finanziabili ora sono in campo da tempo i Nama.

    Mi scusi gli acronimi, ora mi spiego.
    Qui
    http://www4.unfccc.int/sites/nama/SitePages/Home.aspx
    visualizza le azioni di mitigazione appropriate al contesto nazionale (nama), le quali sono trasformazioni settoriali spesso molto interessanti (nella colonna di destra) che cercano finanziamenti e tecnologie (che sono offerte es. nella colonna di destra).

    Per una visualizzazione meno occasionale veda
    http://www4.unfccc.int/sites/nama/SitePages/Country.aspx?CountryId=7

    Le azioni effettivamente finanziate sono qui
    http://www4.unfccc.int/sites/nama/SitePages/SupportedNAMAs.aspx

  38. Valentinoon Dic 16th 2015 at 17:27

    @Wetter
    Sul secondo punto (CSS e BECSS), il tempo è galantuomo: se è un bluff lo vedremo. Per il momento solo un pugno di paesi ha inserito nei suoi INDC la css mentre oltre 120 le rinnovabili (che si trovano incoraggiate nel Preambolo della Decisione, mentre non vi è menzione di css né nell’accordo né nella decisione)

  39. Valentinoon Dic 16th 2015 at 17:35

    @Wetter
    Il carbon pricing è presente nel testo della COP decision (sezione NON-PARTY STAKEHOLDERS):
    Also recognizes the important role of providing incentives for emission reduction activities,
    including tools such as domestic policies and carbon pricing;

    E’ vero però che è stato tolto da un posto sicuramente più centrale, il Preambolo dell’Accordo, nella versione dell’ADP Edited version of 6 November 2015:

    [Acknowledging that putting a price on carbon is an important approach for the cost-effectiveness of the cuts in global greenhouse gas emissions,]

  40. Valentinoon Dic 16th 2015 at 17:38

    @Wetter
    La mancanza di sanzioni esterne deriva dalla logica di fondo: politicizzare il tema (capi di stato, primi ministri, ecc.) e chiedere rilanci ogni cinque anni (che è più o meno una legislatura tra due elezioni). Chi non vuole fare niente lo dirà agli elettori… il bello della democrazia!

  41. Wetteron Dic 17th 2015 at 09:18

    Grazie per le delucidazioni, Valentino.

    Il tempo sarà galantuomo, sicuramente. Speriamo lo siano anche…gli uomini! 😀

  42. […] Accordo in vista a Parigi […]

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