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FLICC! Cinque caratteristiche di tutti i negazionismi

Due studiosi americani, i fratelli Mark and Chris Hoofnagle, hanno stilato un elenco di cinque caratteristiche condivise da tutti i negazionismi: Falsi esperti, Logica fallace , pretese Impossibili, Cherry picking, Complottismo. Queste tattiche sono già state discusse su Climalteranti nel contesto del corso online sul negazionismo climatico “Denial 101x”, dove sono riassunte dall’acronimo FLICC (vedi immagine).

 

 Fonte immagine

 

I “negazionismi” non sono tutti uguali. Ci sono molte differenze tra un negazionista climatico, uno dell’Olocausto e uno dell’utilità dei vaccini. Queste cinque caratteristiche, sono però condivise da un ampio spettro di negazionisti, e forniscono una chiave di lettura comune per opinioni negazioniste su molte questioni diverse. La base di ogni negazionismo sta nell’usare argomentazioni fuorvianti per convincere gli altri che un fatto storicamente o scientificamente accertato sia in realtà falso o discutibile.

Nella mia tesi di laurea sulla disinformazione nel campo dei cambiamenti climatici ho cercato di applicare le cinque caratteristiche a questo specifico negazionismo. Conoscerle può aiutarci a riconoscere notizie false e fuorvianti.

FALSI ESPERTI. Capita spesso che i negazionisti si affidino alle parole di studiosi percepiti come autorevoli che sono d’accordo con loro. In realtà quasi tutti questi studiosi non sono esperti nel campo su cui intervengono, diffondendo spesso informazioni scorrette. Prendiamo due capifila italiani del negazionismo climatico, Antonino Zichichi e Franco Battaglia: il primo è un fisico delle particelle, il secondo un professore di chimica ambientale; nessuno dei due ha pubblicato articoli scientifici sul clima. Esiste, certo, una piccola minoranza di climatologi negazionisti, ma anche in altri campi della scienza ci sono simili dissenzienti e le loro teorie sono di norma obsolete e screditate nella comunità scientifica, poichè incapaci di reggere ad una seria verifica sperimentale.

Skeptical Science fa anche notare il problema della minoranza amplificata. Per far sembrare che ci sia ancora un forte dibattito tra due “fazioni” più o meno equivalenti di scienziati, chi ha interesse a negare cause o conseguenze dei cambiamenti climatici fa sì che i pochi dissenzienti abbiano un grande spazio sui media. Un esempio classico sono i dibattiti televisivi uno contro uno sul clima, molto popolari in America e presi in giro da questo divertente video di John Oliver. Per gonfiare i loro numeri i negazionisti possono anche sfruttare articoli scientifici che mettono in discussione aspetti secondari e incerti della teoria più accreditata per seminare dubbi sui fatti più basilari, reclutando a loro insaputa molti scienziati con idee in realtà ben diverse. Infine possono attaccare gli studi statistici che dimostrano l’ampio consenso scientifico sui cambiamenti climatici.

LOGICA FALLACE. Un’argomentazione logica raggiunge conclusioni partendo da certe premesse; si ha una fallacia quando le premesse non danno il necessario supporto alle conclusioni. Una fallacia, a differenza di una semplice bugia, può benissimo partire da premesse del tutto vere. Esiste una grande varietà di fallacie, ma lo schema tratto da Skeptical Science (immagine in alto) semplifica l’argomento riconducendo quelle usate dai negazionisti a quattro categorie.

Il falso indizio è un’argomentazione basata su informazioni non pertinenti. Ad esempio dire che poiché la CO2 rappresenta una piccolissima parte dell’atmosfera, allora non può essere dannosa. Come se, per fare un paragone, due gocce di cianuro in un litro d’acqua non potessero uccidere una persona.

Il travisamento è un eccesso di semplificazione che distorce la scienza o le argomentazioni dei propri avversari. Ad esempio si ribatte a una versione esagerata ed estremizzata di ciò che dicono gli avversari per far sembrare le loro teorie stupide e sbagliate (“fallacia dello spaventapasseri”).

Saltare alle conclusioni significa ignorare passaggi fondamentali in un ragionamento logico, ad esempio affermando che siccome in passato il clima è cambiato per cause naturali, allora anche i cambiamenti attuali non sono opera dell’uomo. Nell’immagine sotto, una metafora “giallistica”.

 

“In passato degli uomini sono morti per cause naturali… perciò questa morte dev’essere naturale!”

Fonte immagine: Denial 101x

 

La falsa dicotomia consiste nel proporre due alternative nette e precise come se fossero le uniche possibilità in campo. Pur essendo usata in tanti modi diversi, è tipica soprattutto di chi afferma che le risorse spese a difesa del clima dovrebbero essere tutte spostate sul contrasto ad altri problemi, come la povertà. Un doppio errore: il denaro necessario si può trovare in mille altri modi, e per di più la stessa mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici protegge i più deboli.

PRETESE IMPOSSIBILI. Se per le loro teorie i negazionisti si fanno bastare le poche e raffazzonate prove a loro disposizione, su quelle avversarie applicano una critica feroce, pronti a notare e distruggere ogni dettaglio fuori posto. Non fanno che alzare l’asticella: richiedono prove assolutamente perfette che non lascino punti oscuri, vogliono far credere che non sapere tutto su qualcosa equivalga a non sapere niente. Ad esempio per i negazionisti climatici le stazioni di rilevamento delle temperature in giro per il mondo sono troppo poche e troppo inaffidabili, i modelli non sono abbastanza precisi, eccetera.

Le incertezze sul clima esistono, ma che le emissioni umane di gas serra stiano causando un riscaldamento globale con gravi conseguenze è stato dimostrato in modo inequivocabile. La nostra conoscenza del clima sarà certo incompleta, ma ciò non la rende errata. Un’ottima metafora di questo concetto la scrisse Isaac Asimov. La Terra è un ellissoide schiacciato ai poli, dunque: “Quando le persone credevano fosse piatta, si sbagliavano. Quando credevano fosse sferica, si sbagliavano. Ma se pensi che ritenere la Terra sferica sia sbagliato tanto quanto ritenerla piatta, allora hai più torto di tutti.

CHERRY PICKING. Il “cherry picking” è l’uso di singoli dati, studi o citazioni decontestualizzati per provare le proprie affermazioni. Un caso da manuale è quello denunciato tre anni fa da Real Climate. Bjørn Lomborg, parlando di crescita del livello del mare, ha minimizzato il rischio prendendo in considerazione solo un periodo di due anni (2006-2008) nel quale non sono state osservate variazioni significative, senza considerare il quadro generale dei dati, che parla da sé… e racconta una storia diversa.

 

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COMPLOTTISMO. A volte i negazionisti proprio non possono negare di essere in minoranza. Dunque passano al complottismo: sostengono che i dati sono falsificati e gli esperti corrotti. Esistono molte teorie del complotto sui cambiamenti climatici, non tutte negazioniste. Per il politologo Joseph Uscinski, che ha scritto un articolo sul complottismo climatico, si possono definire “complottiste” le teorie prive di solide prove a sostegno che accusano gruppi potenti e malevoli di ordire piani segreti a proprio beneficio e contro il bene comune.

Nel caso dei cambiamenti climatici, si possono ad esempio accusare gli scienziati di aver inventato una falsa emergenza per ottenere fondi per combatterla. Per sostenere questa teoria fu architettato il cosiddetto Climategate, un falso scandalo che si reggeva su alcune affermazioni fatte da scienziati della Climate Research Unit dell’Università di East Anglia, in Inghilterra.  Queste affermazioni, scritte in e-mail private sottratte da un hacker, se decontestualizzate ed interpretate in modo forzato, facevano pensare a comportamenti scorretti e falsificazione dei dati. In realtà nulla di tutto ciò stava accadendo, ma questo “scandalo” è rimasto una pietra miliare delle argomentazioni negazioniste.

 

Testo di Lorenzo Trasarti

 

Lorenzo Trasarti si è da poco laureato in Editoria e Scrittura all’Università di Roma La Sapienza con una tesi di giornalismo ambientale intitolata “Bufale e disinformazione come ostacolo al contrasto dei cambiamenti climatici” (relatore Giampiero Gramaglia, correlatore Stefano Caserini).

53 responses so far

53 Responses to “FLICC! Cinque caratteristiche di tutti i negazionismi”

  1. Fabio Vomieroon Feb 16th 2018 at 08:36

    Articolo molto interessante, personalmente sono sempre molto attento alle prospettive su argomenti scientifici, che provengono da altre sfere della conoscenza (umanistica, filosofica) e che possono essere molto utili anche a chi poi la scienza la fa veramente. Soltanto una piccola osservazione a beneficio del giovane autore al quale auguro una brillante carriera: il riscaldamento globale antropico è un’”evidenza scientifica” non un “fatto”, i fatti appartengono solo alla storia, non alla scienza empirica. Per il resto sottoscrivo. Io aggiungerei anche un altro paio di categorie: a) scarsa conoscenza della scienza del fenomeno; il grado di conoscenza scientifica specifica di queste persone, infatti, quasi sempre è piuttosto superficiale, e a mio parere, anche alcuni fisici, vedi per esempio il citato prof.Zichichi, hanno ancora difficoltà concettuale a compiere il salto epistemologico necessario per distinguere un sistema fisico ideale da un sistema complesso. b) porsi in opposizione a un paradigma riconosciuto e condiviso dona sempre una sorta di “martirio laico galileiano” che rende famosi e può contemporaneamente, in una società palesemente antiscientifica come la nostra, far vendere una congrua quantità di libri.

  2. macioon Feb 16th 2018 at 09:14

    Articolo illeggibile, il confronto con il negazionismo come può essere quello dei fascismi sull’olocausto, dei russi sull’eccidio degli ufficiali polacchi, dei turchi nei confronti del popolo armeno é irricevibile trattandosi di fatti del passato e storicamente studiati ed accertati. Chiamare negazionista qualcuno che ha dei dubbi su modelli statistici che prevedono un futuro é un errore dal punto di vista semantico e offensivo se paragonato a quanto sopra. Dai toni dell’articolo ormai vi manca soltanto una lista di proscrizione da appendere ai muri della Capitale con i nomi dei vari Battaglia, Prodi, Zichicchi, Rubbia.

  3. Giovanni Dittaon Feb 16th 2018 at 09:36

    Pur con le dovute distinzioni il negazionismo è da considerarsi medievale ed oscurantista. Negare ciò che un’ intera comunità accetta sulla scorta di innumerevoli dati incontestabili, puzza anche di futile ricerca di protagonismo.

  4. homoereticuson Feb 16th 2018 at 10:23

    complimenti Lorenzo per la tesi e per la tua laurea.

    Da esperto di neghisti climatici mi permetto di farti notare che forse potrebbe essere aggiunta un’altra categoria.
    Mi riferisco a coloro per i quali l’accettazione dei risultati scientifici sul clima è resa difficile dal contesto di valori nei quali sono stati educati, in cui sono immersi e da cui dipende la loro attività. Penso agli iper-liberisti, ad esempio, per i quali il discorso climatico, per le sue conseguenze, si configura come una potenziale minacciosa e intollerabile interferenza dello stato negli affari e nel portafoglio loro. Oppure agli integralisti di molte religioni che pongono l’uomo al centro dell’universo, pittoreschi, ma meno pericolosi dei primi, anche se a volte capita, specie negli USA, qui da noi meno, che i turboliberisti tipo tea-partisti siano anche molto timorati del Capo Supremo.

  5. macioon Feb 16th 2018 at 10:45

    Homoerecticus, non sai quel che dici
    “Penso agli iper-liberisti, ad esempio, per i quali il discorso climatico, per le sue conseguenze, si configura come una potenziale minacciosa e intollerabile interferenza dello stato negli affari e nel portafoglio loro”
    Pura generalizzazione, quella generalizzazione pseudofascista che accomuna etnie, gruppi sociali ecc. Sono figlio di una bracciante semianalfabeta che negli anni 50 andava a distribuire l’Unità nelle campagne popolate dai mezzadri e ti sto rispondendo mentre sto potando degli ulivi…..

  6. robertok06on Feb 17th 2018 at 11:14

    @macio
    Idem per me: sono figlio di operai, mio padre partigiano, da sempre di sinistra (quella vera, non quella di oggi). I miei genitori non hanno mai avuto la patente e quindi abbiamo, come famiglia, inquinato pochissimo. Nell’appartamento delle casette per operai di 60 m2 vivevamo in 6, senza riscaldamento… e questi qui vorrebbero convertirmi alla decrescita felice!
    Ad ogni modo, per restare in-topic, ci sono talmente tante stupidaggini scritte in questo articolo che non saprei da dove cominciare a smontarlo.

  7. Lorenzo Trasartion Feb 16th 2018 at 10:41

    #Fabio Vomiero, grazie per il commento e l’osservazione, ben accetta come tutto ciò che può migliorare la mia scrittura. Le sue aggiunte sono molto appropriate, ma credo si possano ricollegare alle cinque caratteristiche già citate:
    a) E’ uno dei problemi legati ai “falsi esperti”
    b) Qui la questione è più complessa, ma tra le moltissime fallacie logiche che non ho citato c’è il cosiddetto “Galileo gambit”: “Si prendevano gioco di Galileo e lui aveva ragione, si prendono gioco di me, quindi io ho ragione”, quando in realtà è ovvio che ciò non dimostra nulla.
    https://rationalwiki.org/wiki/Galileo_gambit

  8. Lorenzo Trasartion Feb 16th 2018 at 10:55

    #macio, ho la netta sensazione che lei abbia letto il mio articolo con l’animo pieno di pregiudizi e osservando solo ciò che le faceva comodo.
    Fa l’offeso sul paragone coi negazionismi storici, quando ho affermato chiaramente, quasi subito, che “I “negazionismi” non sono tutti uguali. Ci sono molte differenze tra un negazionista climatico, uno dell’Olocausto e uno dell’utilità dei vaccini.” Le uniche somiglianze stanno nell’uso di argomentazioni fuorvianti basate sulle cinque caratteristiche di cui ho parlato e la definizione di “denialist”, “negazionista”, come riportata dagli Oxford Dictionaries (“una persona che rifiuta di ammettere la verità di un concetto o una proposizione che è supportata dalla maggioranza delle evidenze scientifiche o storiche”), si applica benissimo agli “scettici” sui cambiamenti climatici.
    Poi, i modelli. Ciò che i dati mostrano con evidenza è che quelli degli anni ’80 hanno previsto bene la situazione attuale, mentre quelli “alternativi” dei negazionisti hanno sbagliato completamente. Il modello non corrisponde perfettamente alla realtà, ma pretendere che lo faccia è una “aspettativa impossibile”. Rilegga quel paragrafo, in particolare la frase finale di Asimov.
    La sua ultima frase, poi, non ha alcuna attinenza con la realtà. Che toni avrei usato nell’articolo? A me sembra di essere stato molto pacato e misurato. Liste di proscrizione? Non sia ridicolo. L’unica cosa da dire sui personaggi che lei cita è che non sono affidabili quando parlano di clima, perché l’hanno dimostrato ampiamente in moltissime occasioni. Le sembra una terribile persecuzione dire che “Tizio è inaffidabile sull’argomento X”? Lei distorce quello che dico per farmi sembrare un censore, un inquisitore. E così facendo dimostra solo la sua competenza nell’uso della “fallacia dello spaventapasseri”.

  9. Lorenzo Trasartion Feb 16th 2018 at 11:00

    #homoereticus, grazie. In effetti nella tesi ho parlato anche di quel tipo di negazionisti, anche se in una parte diversa da quella sul “FLICC”. Skeptical Science e il suo Denial 101x mi hanno aiutato molto nel capire quel tipo di contesti.
    #macio, vedo che è davvero molto affezionato alla fallacia dello spaventapasseri: dal momento che nessuno ha mai detto che TUTTI i negazionisti climatici sono iper-liberisti, sta rispondendo non al vero commento ma a una sua versione esagerata ed estremizzata.

  10. Fabio Vomieroon Feb 16th 2018 at 13:57

    @Lorenzo Trasarti

    Le volevo inoltre chiedere, Lorenzo, dai suoi studi e quindi dalla letteratura, emergono dei lavori di psicologia cognitiva e/o comportamentale che possano far risalire ad un profilo psicologico tipico del negazionista? Che ne so, autostima esagerata, sfiducia nel mondo, nelle persone, nelle istituzioni o nella scienza, antisocialità, aggressività, tutto portato all’esasperazione e all’estremizzazione? La ringrazio.

  11. stephon Feb 16th 2018 at 15:36

    Grazie Lorenzo, articolo davvero interessante e che sintetizza bene la composita galassia dell’atteggiamento negazionista nei confronti della scienza.
    In ordine alle controversie sul tema dei cambiamenti climatici, tempo fa avevo scritto un articolo (che si può leggere anche sul mio blog ) che in alcuni specifici punti si incrocia con parti del tuo. Nel mio testo sostenevo, fra l’altro, l’aggiunta fatta da homoereticus; vale a dire il ruolo importante che ha il nostro modo di porci di fronte alla realtà – risultato della convergenza di più elementi come pregiudizi di natura ideologica, politica, religiosa, interessi di parte, timore dei cambiamenti e della perdita di eventuali privilegi,… – nel guidarci nelle scelte di accettazione o meno dei risultati scientifici. Entrano in gioco, in queste analisi, studi interdisciplinari che fanno capo anche alla sociologia e alla psicologia cognitiva. Per es. è ben noto da tempo e da numerosi studi che negli Stati Uniti (altrove non saprei), a parità di formazione, chi ha un orientamento politico più conservatore tende ad avere maggiori residui pregiudiziali sul tema (da non confondere con il sano dubbio scientifico) rispetto a chi ha visioni politiche più progressiste. Questi risultati sono corroborati da molti altri studi di natura sociologica che mostrano come alcune specifiche condizioni contingenti o relative al modo in cui si percepisce e si pensa lo spazio possano influenzare la percezione individuale di un problema e dei suoi rischi e condurre al rifiuto dei risultati scientifici in questo ambito o al rifiuto di risolvere un problema di cui si è comunque consapevoli.

  12. Stefano Caserinion Feb 16th 2018 at 16:55

    @ Fabio Vomero
    @ l riscaldamento globale antropico è un’”evidenza scientifica” non un “fatto”, i fatti appartengono solo alla storia, non alla scienza empirica.

    ormai il riscaldamento globale è un fatto, abbiamo una serie storica di più di 130 anni… possiamo tranquillamente dire che è successo, che è parte della storia del XX secolo, e dei primi 17 anni del XXI secolo

  13. robertok06on Feb 17th 2018 at 11:29

    @caserini
    “ormai il riscaldamento globale è un fatto, abbiamo una serie storica di più di 130 anni… ”

    Vero, c’è un trend in corso (ma da BEN più di 130 anni!)… quello è contestato da pochi fra quelli che voi molto amabilmente chiamate negazionisti… quello che manca ancora è una giustificazione teorica chiara e netta, basata sulla fisica nota, di tale trend.
    Notare che c’è ancora parecchia fisica (e chimica, e geologia, etc…) NON nota, in campo climatologico.

    La vostra spiegazione si basa esclusivamente sui modellini farlocchi, che sono, in maniera molto facile da dimostrare, inaccurati, inaffidabili, incompleti, etc.

    Il vostro meme si può riassumere sul mantra “it’s the CO2, stupid!”, all quale abboccano tutti quelli che non hanno un minimo di razionalità critica e preparazione scientifica.

    Un saluto a tutti i climatocatastrofisti di questo blog.

  14. Fabio Vomieroon Feb 17th 2018 at 11:24

    @Caserini

    Per quanto riguarda il riscaldamento globale, sono sostanzialmente d’accordo con lei, tuttavia qui si partiva dal negazionismo nei confronti del riscaldamento globale antropico e in questo caso, converrà con me, non è possibile parlare di “fatto”, ma semmai di teoria scientifica con un certo grado di plausibilità. La mia osservazione riguardava quindi un aspetto generale di carattere epistemologico, in quanto, nella scienza dei sistemi complessi, e non solo, non c’è quasi mai un grado di certezza assoluto che possa giustificare l’uso del termine “fatto”. L’evoluzione biologica è un fatto? Potrebbe anche esserlo, talmente tante sono le prove e le osservazioni a suo favore, ma purtroppo ancora mai nessuno è riuscito a osservare direttamente una specie trasformarsi in un’altra completamente diversa. Oggi la scienza, quindi, non mira più allo scopo ontologico della “verità” come in un tempo non molto lontano in cui il principio di autorità era ancora determinante, ma semmai a quello metodologico. La “verità scientifica”, fatta di “evidenze scientifiche”, corrisponde soltanto a un’affermazione che è stata sottoposta a un collaudato processo che l’ha momentaneamente convalidata con un certo grado di fiducia, ma che può essere in ogni momento rivisitata e modificata qualora l’emergere di nuovi dati e nuove osservazioni lo dovessero imporre.

  15. robertok06on Feb 17th 2018 at 11:41

    @trasarti

    “Esiste, certo, una piccola minoranza di climatologi negazionisti,”

    Forte questa!… metti questa frase nel paragrafo ‘falsi esperti’!.. ma se sono climatologi sono esperti veri.
    Fallacia logica la tua.

    Correggere la tesi quanto prima, se hai scritto questo anche lì!

  16. stefano carnevalion Feb 17th 2018 at 12:26

    @Roberto
    posso essere anche d’accordo sulla tua frase, almeno dal punto di vista formale, “quello che manca ancora è una giustificazione teorica chiara e netta”, ma dal punto di vista sostanziale è vero anche il contrario..
    Non c’è infatti una tesi differente, anzi opposta, che giustifichi il riscaldamento iniziato in epoca pre-industriale che non sia l’aumento di CO2 e di altri gas climalteranti, dopo che tutte le ipotesi alternative (sole in primis) sono cadute a pezzi come un palazzo fatto saltare in aria per la demolizione.
    Sulla decrescita, anche qui, posso comprendere e anche difendere ciò che credi ma non è una questione di ‘se’..è solo sul ‘come’ che si potrebbe, almeno, discutere..
    La decrescita è un processo fisico, che prende forma dall’esaurimento delle risorse e si cristallizza nell’aumento dei problemi dell’ecosistema (inquinamento, acidificazione oceani, diminuzione acqua potabile, aumento della popolazione, cambiamento climatico ecc..ecc..); è un procedimento ineluttabile e impossibile da combattere; la dieresi sta nello stabilire se tirare o meno il freno a mano dell’auto in discesa..senza marcia inserita.

  17. robertok06on Feb 17th 2018 at 13:00

    @Stefano Carnevali
    ‘diminuzione acqua potabile’????

    Ma se e’ un risultato persino dei modellini farlocchi che in un mondo più caldo le precipitazioni sono destinate ad aumentare???

    https://www.nature.com/articles/nclimate3239

    Clausius-Clapeyron antecedente persino il santino Arrehnius.

    Oh!… mettetevi d’accordo almeno fra di voi… non potete dire tutto ed il contrario di tutto, non è scienza… è filosofia ben che vada, quando non addirittura religione.
    Roba da scriverci sopra una tesi di laurea. 🙂

    Ciao.

  18. alsarago58on Feb 17th 2018 at 18:25

    “Ma se e’ un risultato persino dei modellini farlocchi che in un mondo più caldo le precipitazioni sono destinate ad aumentare???”

    Aumentare dove e come?

    Non è detto che pioverà di più dove oggi più servirebbe…

    Se aumentano dove già piove molto, aumentano l’acqua potabile dove già ce n’hanno più che abbastanza, se o aumentano in intensità contraendo la loro, l’effetto sulla disponibilità di acqua è negativo, perchè piogge intense e di breve durata scorrono via senza essere assorbite e fanno solo danni.

    https://www.nature.com/news/global-warming-already-driving-increases-in-rainfall-extremes-1.19508

    https://simpleclimate.files.wordpress.com/2013/11/glob_precipch_whbk_1920x1080.png

  19. robertok06on Feb 17th 2018 at 21:07

    @alsarago58

    “Non è detto che pioverà di più dove oggi più servirebbe…”

    Tragicomico il tuo commento… hai questa capacità di citare cose che non riesci a capire che lascia a bocca aperta…

    L’articolo di Nature che hai linkato dice così, una riga sotto al titolo:

    “Precipitation extremes are affecting even arid parts of the world, study shows”

    Stai dicendo quindi che far arrivare pioggia in zone aride non va bene?
    Ma dai!

    P.S. occhio alle regole, Alessandro!… non più di un link per messaggio.

  20. stephon Feb 17th 2018 at 23:26

    robertok06
    Ancora eccezionalmente, il “climacatastrofista” steph risponde all'”esperto” robertok06 benché l'”esperto” sia già OT (come al solito).

    “Vero, c’è un trend in corso (ma da BEN più di 130 anni!)”

    Beh, certo. Possiamo anche partire dall’ultimo massimo glaciale. O prima. Ma a cosa servirebbe, in questo contesto? Qui conta la scala temporale di riferimento, in ordine ai fattori forzanti oggi decisivi.

    “quello che manca ancora è una giustificazione teorica chiara e netta, basata sulla fisica nota, di tale trend.”
    Quella c’è da più di un secolo.

    “La vostra spiegazione si basa esclusivamente sui modellini farlocchi, che sono, in maniera molto facile da dimostrare, inaccurati, inaffidabili, incompleti, etc.”

    Anche dai dati osservati e misurati. Per es. dal fatto che quasi ovunque si misuri il flusso di radiazione ad onda lunga discendente si nota un trend positivo (di circa 2 Wm^-2 per decennio). Uno (come te) può pensare che sia un caso; altri (come gli autori dei papers che cito dopo) pensano che questo trend crescente “results from increases in air temperature, atmospheric water vapor, and CO2 concentration”. In particolare, questo trend avviene “as a consequence of anthropogenic releases of greenhouse gases into the atmosphere. This corresponds to the rate of energy increase at the Earth’s surface due to the enhanced greenhouse effect that is causing global warming”.
    Sbagliano? Può darsi. Nel frattempo, in attesa che tu li smentisca con un tuo lavoro pubblicato su una rivista di settore e che in seguito vorrai gentilmente segnalarci qui in modo da poterlo leggere, va ritenuta come provvisoriamente non falsa la spiegazione citata.
    Rif. bib.: Wild 2016, Wacker et al. 2011, Wang and Liang 2009, Philipona et al. 2009, Prata 2008, Wild et al. 2008, Philipona et al. 2004.

  21. Lorenzo Trasartion Feb 18th 2018 at 15:57

    @Fabio Vomiero
    Tutti i caratteri che ha elencato sono sicuramente frequenti nei negazionisti e molti studi hanno osservato questo fatto; in particolare ci sono gli studi di Stephan Lewandowsky che parlano soprattutto della frequenza della mentalità complottista nei negazionisti, dunque la loro tendenza a credere di sapere tutto e a non fidarsi degli altri, il che credo riassuma piuttosto bene quello che ha detto.
    Va detto però che questi tratti appartengono soprattutto a quelli che si impegnano attivamente per negare la validità della scienza del clima o le conseguenze dei suoi risultati. C’è però l’altra grande categoria di negazionisti, molto più numerosa: quella dei molti che semplicemente si preoccupano poco della questione perché nella loro mente l’hanno già liquidata come “bufala”. Ovviamente si parla di gruppi molto più “recuperabili” rispetto ai negazionisti estremi che hanno gli atteggiamenti di cui parla; di solito la maggioranza “moderata”, osservano gli psicologi, nega per paura delle conseguenze dei cambiamenti climatici, oppure perché è l’atteggiamento comunemente accettato nel suo contesto sociale e teme di essere emarginata (questo succede soprattutto in molte comunità in America), o per non doversi preoccupare di modificare le proprie abitudini ad esempio limitando gli sprechi.
    Molte delle informazioni le ho trovate in un ottimo libro che riassume i risultati di molti studi psicologici e sociologici sul negazionismo climatico e in generale l’atteggiamento nei confronti dei cambiamenti climatici, “Don’t even think about it” di George Marshall. Purtroppo non ha una traduzione italiana, che sarebbe secondo me un’ottima cosa.

  22. Lorenzo Trasartion Feb 18th 2018 at 16:05

    @steph
    Sì, ha proprio ragione, il contesto sociale e politico conta tantissimo e ne ho parlato molto anche nella tesi. Alcuni studi sono impressionanti e sconfortanti, ma altri mostrano un quadro più ottimistico; i negazionisti non sono tutti irremovibili, molti sono “moderati” che possono essere convinti ad abbandonare le loro convinzioni poco scientifiche grazie soprattutto a comunicatori capaci che appartengono al loro stesso contesto sociale. Katharine Hayhoe, ad esempio, sta facendo un ottimo lavoro con gli evangelici americani, uno dei gruppi religiosi più negazionisti, perché essendo anche lei evangelica condivide molto con loro come modo di pensare ed esprimersi e può esporre i risultati della scienza in modo più convincente per loro nello specifico.

  23. Lorenzo Trasartion Feb 18th 2018 at 16:10

    @robertok06
    La frase “esiste, certo, una piccola minoranza di climatologi negazionisti” è stata scritta per dovere di cronaca proprio per ricordare che esistono delle eccezioni, anche se molto rare, alla regola dei falsi esperti. In ogni caso si tratta di solito dei meno esperti tra i veri esperti: scienziati poco considerati, con poche pubblicazioni in materia di clima alle spalle. Nessuna fallacia nel mio discorso, né necessità di correggere la tesi, peraltro già approvata a pieni voti. L’unica mia scelta forse discutibile è quella di rispondere a certe provocazioni prive di senso invece di ignorarle e basta.

  24. alsarago58on Feb 18th 2018 at 16:23

    “Stai dicendo quindi che far arrivare pioggia in zone aride non va bene?”

    Sto dicendo cose che evidentemente non afferri, eppure la frase ” piogge intense e di breve durata scorrono via senza essere assorbite e fanno solo danni.”, mi pareva tanto semplice che persino tu potessi capirla….

  25. Giovanni Pracanicaon Feb 18th 2018 at 19:01

    Buonasera,
    penso sia ormai universalmente accettato che l’attuale riscaldamento globale sia un FATTO supportato da un’infinità di dati osservati e misurati, però non credo che il contributo antropico, inteso come causa principale, possa essere considerato anch’esso un fatto, e nemmeno un’evidenza scientifica… penso sia più corretto parlare di PLAUSIBILE IPOTESI.

    Come già ribadito in altre occasioni, è proprio sulla quantizzazione del contributo antropico che si incentrano i dubbi della maggior parte di coloro che vengono erroneamente ed ingiustamente bollati come “negazionisti”. Infatti, la strategia di base degli aderenti al mainstream è quella di utilizzare a priori questa etichettatura in modo da screditare immediatamente il dissenziente dinanzi agli occhi della collettività.
    Vedendola dal lato di chi non è in linea con il mainstream, si palesa un errore di fondo che è quello di classificare chiunque manifesti qualche perplessità sull’effettivo peso della componente antropica come colui che nega totalmente il riscaldamento globale, e che soprattutto lo faccia per dei secondi fini e/o in malafede.

    Ecco, a mio avviso, questo è lo stesso errore in cui rischia di cadere l’articolo in questione, per cui provo adesso ad aprire alcuni spunti di discussione, sperando di non essere accusato di trollaggio o di voler fare della sterile polemica.

    Continua nel commento successivo —>

  26. Giovanni Pracanicaon Feb 18th 2018 at 19:01

    —> segue dal commento precedente

    FALSI ESPERTI:
    Parlare di “falsi esperti” è un argomentazione utilizzata piuttosto di frequente per sminuire le critiche mosse al GW antropico: si mira ad intaccare la qualifica professionale di un “negazionista” per invalidarne le osservazioni incentrate su una materia di cui “non ha competenze specifiche”.
    Oppure, nel caso di climatologi dissenzienti sul contributo antropico, se ne screditano le teorie definendole incapaci di reggere ad una “seria verifica sperimentale”.

    Il problema è che in climatologia attualmente NON esistono “serie verifiche sperimentali” sul contributo antropico, ma solo “ipotesi più o meno plausibili”, e di conseguenza non è neanche molto logico distinguere tra “falsi esperti” e “veri esperti”, così come non è molto logico parlare di minoranze o maggioranze, perché la climatologia è in realtà una scienza multidisciplinare che racchiude in sè tante scienze come la fisica, l’astrofisica, la geofisica, la chimica, l’ecologia, la geologia, l’idrologia, l’oceanografia, la glaciologia, la vulcanologia, la matematica, ecc. ecc., in un concatenamento nel quale diventa davvero complicato distinguere la testa dalla coda, ma in cui, di contro, può risultare davvero facile che una minima imprecisione di Tizio conduca poi ad un grave errore di Caio, Sempronio o Calpurnio.

    Continua nel commento successivo —>

  27. Giovanni Pracanicaon Feb 18th 2018 at 19:02

    —> segue dal commento precedente

    FALLACIE LOGICHE:
    “Come se due gocce di cianuro in un litro d’acqua non potessero uccidere una persona”
    Premesso che non tutti i tipi di cianuro sono velenosi, anche questo esempio potrebbe essere definito una “Fallacia Logica”, infatti due gocce (circa 200mg) di cianuro (di potassio) in un litro d’acqua potrebbero sì uccidere una persona, ma a condizione che quella persona beva tutto l’intero litro di acqua in breve tempo; ma se quel litro d’acqua venisse ripartito nell’arco della giornata, ecco già che gli effetti letali non si manifesterebbero.
    Tra l’altro, con questo esempio, si tende anche a far passare l’idea che la CO2 sia un veleno, quando invece non lo è, infatti un consumatore medio ingurgita quotidianamente grosse quantità di CO2, presenti di norma in qualsiasi bevanda gassata (ad esempio, in una lattina di Cocacola ci sono circa 2MILA mg di CO2).

    Spesso e volentieri si predilige paragonare il sistema Terra all’organismo umano, perché ciò riesce ad avere un impatto immediato, diretto e tangibile sulla psiche dell’interlocutore medio, ma è un paragone forzato e fuorviante che di fatto semplifica eccessivamente le problematiche di un sistema notevolmente più complesso.

    Anche il “saltare alle conclusioni” è una fallacia ugualmente adattabile al caso del GW Antropico:
    “Dato che dal 1850 sono aumentate le emissioni antropiche allora il riscaldamento globale rilevato nell’ultimo secolo è senz’altro colpa dell’uomo”.

    Ed ecco che il sillogismo dell’ormai famosissima vignetta dell’omino accoltellato perde di incisività in quanto “l’arma del delitto climatico” non è affatto tanto evidente quanto un pugnale conficcato nella schiena.
    Personalmente la ritengo una vignetta inadeguata al contesto, più adatta per fare della facile ironia eventualmente su un improvvisato investigatore privato in stile Settimana Enigmistica, ma non di certo su uno scettico dell’AGW.

    Continua nel commento successivo —>

  28. Giovanni Pracanicaon Feb 18th 2018 at 19:49

    segue

    “per le loro teorie i negazionisti si fanno bastare le poche e raffazzonate prove a loro disposizione…”

    Non credo sia molto corretto parlare di “poche e raffazzonate” prove.
    E’ fuori discussione che, ad oggi, siano in maggior numero le “prove” a favore delle responsabilità antropiche rispetto a quelle naturali, ma bisogna anche riconoscere che la maggioranza delle cosiddette “prove” è sostanzialmente limitata a risultati venuti fuori non da evidenze sperimentali (o da fatti) bensì da modelli e simulazioni, di cui gli stessi climatologi ne riconoscono una certa imprecisione e incompletezza.
    .
    .
    “… che le emissioni umane di gas serra stiano causando un riscaldamento globale con gravi conseguenze è stato dimostrato in modo inequivocabile”

    Come già espresso sopra, non è stato dimostrato in modo inequivocabile, ma si tratta solo di una delle ipotesi attualmente più plausibili.
    E anche in questo caso, la metafora della terra piatta o sferica non ha molto senso proprio perché la linea di discernimento tra le responsabilità antropiche e quelle naturali è di gran lunga meno marcata rispetto alla capacità di saper distinguere un geoide da una padella piuttosto che da una sfera.

    Continua

  29. Giovanni Pracanicaon Feb 18th 2018 at 19:54

    segue

    Il “Cherry Picking” è un’espressione che può calzare a pennello sui negazionisti dell’olocausto o dello sbarco sulla luna o degli attentati alle torri gemelle o dell’utilità dei vaccini, ecc. ecc., ma non la vedo altrettanto valida nel caso degli scettici sulle responsabilità antropiche del GW.

    E anche qui, usare vignette ironiche, con il caratteristico face-palm di Jean-Luc Picard, è secondo me alquanto inadeguato poiché volge a decontestualizzare un intero articolo (come quello di Lomborg) attuando proprio la stessa tattica del “cherry picking”, con l’aggiunta di una buona dose di dietrologia, deviando l’attenzione solo su alcuni aspetti di quell’articolo e facendo così apparire lo scrittore in questione, agli occhi del lettore occasionale, come un banale cialtrone ignorante ed in malafede.
    La stessa “tattica” viene usata per denigrare le critiche mosse da gente di indiscusso spessore culturale come Zichichi, Rubbia o Mieli, ma anche su scienziati più “del settore” come Curry o Christy.
    .
    .
    “Teorie del complotto”
    Pur essendo vero che alcuni negazionisti del GW antropico urlano al complotto, bisogna riconoscere che anche sull’altra “sponda” non si è altrettanto immuni da simili “devianze psicotiche”, infatti è prassi abbastanza diffusa accusare i “negazionisti” di essere implicati in complotti globali orditi da “potenti entità maligne” identificabili in Exxon o Big Oil o (più di recente) in Trump.

    Alla fine dei conti dunque, a me sembra che il FLICC non risparmi nessuno degli “schieramenti”, e ciò dovrebbe quindi servire da spunto per riflettere meglio sul fatto che forse, tutto sommato, il caso non si può ancora considerare archiviato e dunque ben vengano i “negazionisti”, purché ovviamente in buona fede e con intenti propositivi e non distruttivi.

    Cordiali saluti

  30. Igor Giussanion Feb 18th 2018 at 19:58

    @Giovanni Pracanica

    Lei dice: “Il problema è che in climatologia attualmente NON esistono “serie verifiche sperimentali” sul contributo antropico, ma solo “ipotesi più o meno plausibili”.

    Le chiederei: 1) Quali sono le altre ipotesi plausibili per spiegare il sensibile aumento della temperatura media del pianeta negli ultimi 130 anni, una volta che è si è scoperto che le temperature sono aumentate ad esempio anche in situazione di calo dell’attività solare? Forse i raggi cosmici o qualche altro fenomeno? 2) Quali sono esattamente le ‘serie verifiche sperimentali’ che lei ritiene necessarie? Perché sui fenomeni complessi come il clima – sui quali non si possono eseguire i tradizionali esperimenti laboratorio ma al più simulazioni con modelli – avrai sempre e solo ‘ipotesi più o meno plausibili’, non potrai mai pretendere il concetto di ‘prova inequivocabile’ che si può ottenere da dimostrazioni matematiche o di logica formale o da esperimenti su fenomeni perfettamente riproducibili in condizioni di laboratorio. Immagino che, coerentemente ai suoi dubbi, lei diffidi non solo della climatologia ma di gran parte della scienza contemporanea che, proprio perché si trova a studiare fenomeni complessi che possono essere spiegati solo con spiegazioni probabilistiche, sono affette dal medesimo problema.

  31. Giovanni Pracanicaon Feb 18th 2018 at 20:14

    @ Igor Giussani

    Ho già superato i 5 commenti a mia disposizione, quindi non so se questo passerà, ma provo a risponderle lo stesso:

    Ho tirato in ballo le “serie verifiche sperimentali” solo perché è stato proprio l’autore di questo articolo a menzionarle in merito alla confutazione degli studi dei “climatologi negazionisti”.

    Perché per gli studi dei “climatologi del mainstream” ci si accontenta di “ipotesi plausibili” mentre per i climatologi negazionisti si pretendono “serie verifiche sperimentali”?

    Mi sembra un ennesimo esempio di fallacia logica, o sbaglio?

  32. Igor Giussanion Feb 18th 2018 at 20:33

    @Giovanni Pracanica

    Premesso che non sono un esperto (ma neanche lei del resto), a me risulta che a chi ha portato avanti argomentazioni ‘negazioniste’ nessuno abbia mai chiesto l’impossibile, solamente di presentare ipotesi che potessero davvero spiegare meglio dell’ipotesi antropica il global warming. Le ipotesi che tirano in ballo l’attività solare o i raggi cosmici ad esempio sono smentite da rilievi empirici. Quindi nessuna fallacia logica, solamente una questione di rigore.

  33. stephon Feb 18th 2018 at 21:59

    Giovanni Pracanica
    “Perché per gli studi dei “climatologi del mainstream” ci si accontenta di “ipotesi plausibili” mentre per i climatologi negazionisti si pretendono “serie verifiche sperimentali”?”

    Lei la chiama un’ipotesi plausibile troppo mainstream la verifica sperimentale che il flusso di radiazione ad onda lunga discendente stia aumentando (per es. Wild 2016, altri studi a richiesta) mentre parallelamente stia diminuendo la radiazione ad onda lunga fuoriuscente dal sistema terrestre (per es. Chapman et al. 2013, altri a richiesta)? Ovvero che l’effetto serra si stia rafforzando?
    Come pensa si possa spiegare questa tendenza senza considerare la modifica di fondo della composizione chimica dell’atmosfera? Una spiegazione troppo alternativa alla linea imposta dal mainstream*, per caso?
    * uso questa bizzarra parola per farmi capire meglio da lei, visto che lei ne fa largo uso tanto da ripeterla per ben 3 volte in un solo messaggio. Si vede che l’adora…

  34. stephon Feb 18th 2018 at 23:54

    Giovanni
    “ma proprio non riesco a capire che attinenza possano avere i vostri commenti con l’articolo in questione”
    Hanno la stessa attinenza che può avere la sua domanda a cui io ho risposto.

  35. alsarago58on Feb 19th 2018 at 13:01

    @Pracanica “Come già ribadito in altre occasioni, è proprio sulla quantizzazione del contributo antropico che si incentrano i dubbi della maggior parte di coloro che vengono erroneamente ed ingiustamente bollati come “negazionisti”. ”

    Magari fosse così….si è assistito in questi anni a una progressiva ritirata del “negazionisti”, spesso gli stessi, su “trincee” sempre più arretrate, pur di non amemttere di essersi sbagliati e che il mainstream climatologico aveva ragione.

    Prima negavano che il clima stesse cambiando, o addirittura dicevano che si stava raffreddando.

    Poi hanno detto che sì il riscaldamento c’era, ma si era già fermato o che i satelliti non lo vedevano

    Poi hanno ammesso che, sì si riscaldava e di tanto, ma la causa era il Sole o i raggi cosmici, o tutti e due (se non addirittura l’influsso, astrologico?, degli altri pianeti…).

    Poi hanno detto, sì ci si riscalda, sì di tanto, sì non è il Sole, sì non sono i raggi cosmici, ma comunque non potete provare che sia la CO2 antropica.

    Ora hanno detto, sì ci si riscalda, sì di tanto, sì la CO2 lo può spiegare e noi non riusciamo trovare una spiegazione alternativa, ma comunque i vostri modelli sono troppo imprecisi…

    Ci vuole una pazienza….

  36. robertok06on Feb 19th 2018 at 15:48

    @lorenzo trasarti

    ” scienziati poco considerati, con poche pubblicazioni in materia di clima alle spalle”

    Eggia’!… pochissime!

    Judith Curry: goo.gl/R2Q4Cr
    Roy Spencer: goo.gl/ZtTRuC
    Richard Lindzen: goo.gl/4I92Q

    Poco sopra citi, in uno dei tuoi fantastici links, un articolo pubblicato in pal-reviewing da un paio di “scienziati” con affiliation il celebre centro di ricerca Australiano “Skeptical Science”… e hai il coraggio di dire che i negazionisti hanno poche pubblicazioni?

    Ma dai! Citi John Cook, il climatologo con PhD in psicologia cognitiva e fai lo schizzinoso con capi dipartimento come la Curry e Lindzen?… o scienziati della NASA come Spencer?

    Le mie non sono provocazioni… hai pubblicato un articolo qui ed io ed altri te lo critichiamo. Io ne critico la base: portare SkepticalPseudoScience come riferimento ultimo in una discussione scientifica e’ demenziale.

    Tu che sei esperto, come si chiama la fallacia di quelli che non accettano critiche e si nascondono dietro alla scusa delle provocazioni? Fallacia clamor infantem?

  37. Igor Giussanion Feb 19th 2018 at 16:27

    @robertokersevancernginevra

    ” scienziati poco considerati, con poche pubblicazioni in materia di clima alle spalle”
    Eggia’!… pochissime!
    Judith Curry: goo.gl/R2Q4Cr
    Roy Spencer: goo.gl/ZtTRuC
    Richard Lindzen: goo.gl/4I92Q”

    Transarti avrebbe dovuto specificare: pubblicazioni in materia di clima in cui espongono esplicitamente le loro posizioni dove negano o sono fortemente dubbiosi sull’influenza antropica nel global warming. In quel caso, per quanto riesco a saperne io, abbiamo:

    Curry: 1 articolo Reasoning about climate uncertainty (Year: 2011, Journal: Climatic Change)

    Spencer: 1 articolo Cloud and radiation budget changes associated with tropical intraseasonal oscillations (Year: 2007, Journal: Geophysical Research Letters)

    Lindzen: 8 articoli di cui però 4 risalgano a 20 o più anni fa e 2 a 15 o più anni fa, e direi che nel frattempo in climatologia di acqua sotto ai ponti ne è passata. WGI AR5 ad esempio è del 2013 e tutti gli articoli di questi autori sono precedenti a quella data.

  38. Lorenzo Trasartion Feb 20th 2018 at 12:26

    @Igor Giussani, grazie per la correzione e la risposta puntuale, in effetti avrei dovuto specificare.

  39. Lorenzo Trasartion Feb 20th 2018 at 12:37

    @Giovanni Pracanica, cercherò di ribattere alle sue obiezioni punto per punto, ma spero converrà con me che inserire tutti i distinguo e le spiegazioni che farò qui in un breve e conciso articolo era una “pretesa impossibile”.
    In primis, lei lamenta l’uso indiscriminato del termine “negazionisti”. Nella tesi ho fatto distinzione tra varie “fasi” di negazionismo che sono grosso modo quelle evidenziate da alsarago58. Naturalmente quello di chi minimizza l’entità del contributo antropico al riscaldamento globale è un negazionismo molto più sottile e meno apertamente illogico di quello che nega del tutto quel contributo o addirittura l’aumento delle temperature medie globali. Tuttavia si tratta comunque di negazionismo, perché opera una grossa forzatura. Non ho mai detto che debba essere per forza in malafede. Le argomentazioni fuorvianti di cui parlo possono essere usate anche in modo del tutto inconsapevole, e per moltissimi è così. Avrei potuto specificarlo nell’articolo, ammetto l’errore. Ho dedicato anche alcune pagine della tesi a fare presente che nessuno è del tutto immune dall’uso di queste caratteristiche e che cercare di evitarle è un notevole sforzo, che però generalmente, almeno da quel che ho potuto osservare, il “negazionista medio” non tenta nemmeno di fare, preferendo aggrapparsi a cavilli ed errori degli avversari.
    (continua nel prossimo commento, mi scuso se sono prolisso e supero il limite dei 5 commenti, ma spero mi venga perdonato, in quanto autore dell’articolo che vuole difendere ciò che ha scritto)

  40. Lorenzo Trasartion Feb 20th 2018 at 13:04

    FALSI ESPERTI:
    Su questioni “tecniche” relative al clima, altri commentatori del blog più esperti di me saprebbero di certo rispondere meglio, io devo limitarmi a fare appello al buon senso e ai rapporti IPCC. L’ampio e decisivo contributo antropico al riscaldamento è sostenuto da molte diverse linee di prove che sono state ritenute sufficienti per ritenere pressoché certo il fatto che stiamo, in parole povere, creando un grosso problema. Discutere se questo problema sia sicuro al 100% o al 99% o al 90% piuttosto che impegnarsi a risolverlo mi sembra un atteggiamento molto imprudente.
    In secondo luogo sì, la climatologia è multidisciplinare, complessa e con molte incertezze, ma le principali accademie delle scienze mondiali, le riviste scientifiche più prestigiose, ecc. sono tutti convinti che sia abbastanza solida da giustificare un certo allarme per i cambiamenti climatici. Su quanto esattamente sia grave e accentuata ciascuna delle loro singole conseguenze il dibattito è pienamente legittimo, ma il quadro generale è chiaro.
    Se IPCC, accademie e riviste si sbagliassero tutti ciò si potrebbe spiegare solo con malafede (e qui si cadrebbe nel complottismo spinto) o gravi errori di calcolo (dei quali non esiste alcuna prova concreta, perciò fino a prova contraria l’ipotesi che lei definisce “mainstream” va considerata sicura se non al 100 al 99%… che mi sembra un motivo valido per agire per contrastare il problema).
    I “veri esperti” sono quelli che hanno studiato nello specifico il clima globale e hanno credito sull’argomento nella comunità scientifica, semplicemente.

  41. Jerryon Feb 20th 2018 at 14:07

    Articolo ineccepibile anche se come sempre il nostro negazionista inesperto Roberto cerca di denigrare e offendere. Direi che gli argomenti trattati sono lampanti e identificano perfettamente le casistiche dei negazionisti che da anni vanno controcorrente con argomenti fallaci e ridicoli.

  42. Andreaon Feb 20th 2018 at 14:28

    Caro Lorenzo il tuo interessantissimo articolo mi ha permesso di mettere un grande ordine in testa.
    Sarebbe davvero bello poter leggere la tesi per intero. C’è qualche possibilità?
    Complimenti vivissimi da un tuo coetaneo dagli interessi simili

    Andrea

  43. homoereticuson Feb 20th 2018 at 14:44

    La lunghezza eccessiva degli argomenti del signor Pracanica non aiuta molto a capire dove voglia arrivare e ancor meno perchè.

    Forse andrebbe introdotta l’ennesima categoria di negazionisti: quelli che semplicemente non hanno capito di che parlano. Saranno anche in buona fede, lo voglio credere, ma, insomma, se non non hai chiaro un concetto, e capita a tutti di non sapere e capire qualcosa, allora o studi o ti fidi di chi queste cose le ha studiate e capite.
    Il tema GW è complesso ma per capire il concetto base (la contro-emissione di radiazione a onda lunga da parte dei GHG) non serve “una scienza multidisciplinare che racchiude in sè tante scienze come la fisica, l’astrofisica, la geofisica, la chimica, l’ecologia, la geologia, l’idrologia, l’oceanografia, la glaciologia, la vulcanologia, la matematica …). Basta la fisica.
    Su questo punto Steph ha risposto a dovere e non c’è altro da aggiungere.

    Tutto le altre considerazioni, (molti gli argomenti già mille volte sentiti), mi sembrano solo una conseguenza di questa non comprensione di base:
    “Ed ecco che il sillogismo dell’ormai famosissima vignetta dell’omino accoltellato perde di incisività in quanto “l’arma del delitto climatico” non è affatto tanto evidente quanto un pugnale conficcato nella schiena.”
    Siamo sempre lì. Non è evidente a te. (te in senso generale).

    Quanto ai falsi esperti. Uno dice: vediamo se aggiornano un po’ la lista dei Galilei reincarnati. Macchè. Che noia! in un mondo di quasi 8 miliardi siamo ancora qui con questi tre-quattro tipi, tutti diversamente giovani, quando non diversamente esperti, come i nostri Zichicchi e assortiti.

  44. Lorenzo Trasartion Feb 20th 2018 at 15:31

    @Andrea, ti ringrazio, se mi mandi un messaggio su Facebook (dovrei essere l’unico Lorenzo Trasarti) ti invio il pdf. 😉

    @Giovanni Pracanica, ho commesso l’errore di scrivere un post troppo lungo e il mio commento è andato perso, finisco di risponderle riassumendo il più possibile.

    Fallacie: Come ho detto, sono tante e complesse, il rischio di caderci c’è per tutti. Non mi dilungo sulle due vittime d’omicidio per cianuro e accoltellamento, perché in qualsiasi metafora, a cercare bene, si trovano problemi. La sfido a trovarne una che non possa essere smontata cavillando e concentrandosi sui dettagli piuttosto che sul quadro generale.
    Mi soffermo solo sul “saltare a conclusioni”, dove lei ha scritto qualcosa di completamente sbagliato. Gli scienziati hanno impiegato decenni ad arrivare alla conclusione condivisa che il riscaldamento recente è causato in massima parte dall’uomo. C’è chi pensa che i fattori naturali che influiscono sul clima stiano facendo una parte del lavoro, ma non una sostanziale; d’altro canto, c’è chi pensa che se non fosse per alcuni fattori naturali che vanno nella direzione opposta il riscaldamento sarebbe anche peggiore.

  45. Lorenzo Trasartion Feb 20th 2018 at 15:32

    Pretese impossibili: Lei dice che le prove non sono poche e raffazzonate. Mi dia un esempio di teoria negazionista (tra le moltissime esistenti) che può spiegare con qualcosa di diverso dalle emissioni umane di gas serra una parte sostanziosa del riscaldamento degli ultimi decenni, allora, altrimenti sono solo congetture. Le prove del contrario, invece, come lei stesso ammette, sono moltissime.
    “Inequivocabile” è il termine usato negli ultimi rapporti IPCC. L’IPCC deve mettere d’accordo migliaia di scienziati con le opinioni più disparate e da questo si può capire che quello che scrive è una posizione “moderata”, di compromesso, che scontenta sì quelli che credono che il problema non sia poi così grave, ma anche altri scienziati che ritengono invece sia molto più grave di quanto pensi la maggioranza. Per un profano come me (e credo proprio anche lei), nel dubbio, è meglio fidarsi della posizione che gli esperti ritengono più plausibile. Andrebbe anche aggiunto che le volte in cui le previsioni IPCC si sono rivelate sbagliate, il più delle volte (con poche eccezioni) sbagliavano in positivo e i dati oggettivi davano un quadro peggiore. Ma questa è un’altra storia. Non importa se la grande gravità dei cambiamenti climatici è dimostrata al 100% o no, anche se fosse il 99 o persino il 90% sarebbe una probabilità sufficiente a giustificare azioni anche drastiche per contrastare questo problema.
    Sulla metafora della forma della Terra, veda sopra.

  46. Lorenzo Trasartion Feb 20th 2018 at 15:32

    Cherry picking: Siti come questo e in modo molto più ampio quelli internazionali come Skeptical Science e Real Climate hanno ampiamente smontato interventi come quelli di Lomborg. Nessuno vuole togliere a Zichichi, Rubbia e Mieli il loro valore nell’occuparsi di altre questioni, ma sul clima hanno detto e scritto una gran quantità di castronerie che è facile dimostrare per tali. Qui e altrove è stato fatto ampiamente. Io non l’ho fatto perché l’articolo parlava d’altro. Se ci sia o no malafede da parte di Lomborg lo decide chi legge, io non l’ho scritto.

    Teorie del complotto: Qui le do ragione ma lei sbaglia a lamentarsi perché ho scritto chiaramente “Esistono molte teorie del complotto sui cambiamenti climatici, NON TUTTE NEGAZIONISTE”. Se lei segue il link all’articolo di Uscinski vedrà che sottolinea l’esistenza anche di un complottismo simile a quello di cui parla lei.

    Tutti possono “cadere nel FLICC”. A far capire chi è più affidabile e chi no c’è la misura con cui viene usato. La maggior parte delle sue repliche alle mie affermazioni o suppone cose che non ci sono (un subdolo tentativo per far passare tutti i negazionisti come dei mostri in malafede, ad esempio) o pretende cose che non possono esserci (spiegazioni lunghe e complesse in un breve e riassuntivo articolo).
    Rispetto i negazionisti in buona fede e in grado di confrontarsi in modo pacato e rispettoso. Al limite non rispetto le loro idee, che ritengo profondamente sbagliate, ma credo che vadano convinti con le prove e la logica in modo tranquillo e senza attacchi personali fuori luogo, cosa che deve ammettere non ho mai fatto né nell’articolo né rispondendo a lei, e neppure rispondendo ad altri commentatori che sono stati meno rispettosi di lei.

    Ricambio i cordiali saluti e la invito ad approfondire senza pregiudizi il complesso tema dei cambiamenti climatici antropogenici.

  47. Lorenzo Trasartion Feb 20th 2018 at 15:55

    @robertok06,
    il livello del suo commento è infimo come sempre, ma le rispondo comunque… e magari cominci a darmi del lei e scrivere senza insultare, prima di prendersela perché parlo di provocazioni. I commenti di Pracanica, pur essendo molto critici, non erano offensivi e provocatori, e può ben vedere come ho risposto tranquillamente.
    Sa perché metto i link a Skeptical Science? Perché è semplice e divulgativo. Gli articoli lì presenti prendono i loro dati da articoli scientifici di esperti del clima. Cook e soci non saranno climatologi, ma argomentano partendo da cose scritte e dette da climatologi. E l’articolo che ho linkato io nello specifico parla semplicemente delle cinque caratteristiche… più che sulla climatologia è sulla psicologia, che guarda un po’ è proprio il campo di Cook.
    E i tre scienziati che ha citato lei? Igor Giussani le ha già risposto meglio di quanto avrei potuto fare io.
    Ah, e non credo che lei abbia neppure afferrato il significato di “fallacia”. Le consiglio di seguire il link su “Esiste una grande varietà di fallacie”. Nessun riferimento al clima, lì, stia tranquillo.

  48. Giovanni Pracanicaon Feb 20th 2018 at 16:19

    Invidio enormemente la capacità di chi riesce a comprendere facilmente ciò di cui si parla, accrescendo le proprie granitiche certezze. Al contrario di me, che più mi documento e più mi si accrescono i dubbi.

    La risposta di Steph è ineccepibile per quanto riguarda la spiegazione fisico/chimica del meccanismo dell’effetto serra (già ben noto da tempo e su cui non ho nulla da ridire, tra l’altro), ma non mi pare che dimostri alcuna correlazione con il contributo antropico.

    Ringrazio comunque il dott. Trasarti per le cortesi risposte ed i toni molto civili e pacati, riservandomi di proseguire il dialogo su facebook (anch’io dovrei essere l’unico Giovanni Pracanica) nella speranza di poter chiarire meglio il senso e lo scopo dei miei prolissi argomenti (visto che qui vige il limite dei 5 commenti).

  49. Lorenzo Trasartion Feb 20th 2018 at 16:37

    @Giovanni Pracanica, se vuole mi cerchi su FB e mi scriva pure, cercherò tempo permettendo di risponderle.

  50. Jerryon Feb 20th 2018 at 17:01

    Fra i noti negazionisti italiani aggiungerei anche Carlo Rubbia e Guido Guidi.
    Rubbia asserisce che siccome il clima è sempre cambiato in passato senza l’intervento dell’ uomo, allora anche adesso non può essere colpa dell’uomo.
    Come dire che è impossibile aggiungere una variabile a un’equazione.
    Mooolto intelligente.
    Guido Guidi invece dal suo blog Climate Monitor da dove sguinzaglia fra gli altri il suo pupillo Robertok06 per offendere e denigrare CA, esegue tutte le operazioni descritte in questo articolo: manipola, falsifica, denigra, fa cherrypicking, complottismo etc,tutto un pastone di negazionismo al cubo.

  51. stephon Feb 20th 2018 at 18:21

    Giovanni
    “ma non mi pare che dimostri alcuna correlazione con il contributo antropico.”
    Dovrebbe specificare meglio che correlazione si aspetta di trovare.
    Intanto, quello che si sa è che l’accumulo di gas serra in atmosfera rafforza l’effetto serra e questa è la teoria che viene da lontano (come giustamente ribadisce lei stesso).
    Quello che si può vedere – sempre che lo si voglia – non è solo l’effetto termico e ambientale. Ma il tassello che lo precede: la variazione dei flussi di energia. Tenuto conto della difficoltà di monitoraggio soprattutto dell’importante (per il suddetto fenomeno) flusso di radiazione ad onda lunga, si vede la sua componente discendente (da atmosfera a superficie) sta aumentando e quella che fuoriesce dall’atmosfera diminuisce. Ergo: l’effetto serra si sta rafforzando.
    Citando e mutuando da Feynman (anni 60): “If it disagree with experiments, it’s wrong.” In questo specifico caso: It = la giustificazione teorica che fa capo al rafforzamento dell’effetto serra. Experiments = evidenze osservative che l’effetto serra si stia rafforzando. Sarà anche un solo tassello (ma non è l’unico), ma intanto c’è.

    “Invidio enormemente la capacità di chi riesce a comprendere facilmente ciò di cui si parla, accrescendo le proprie granitiche certezze. Al contrario di me, che più mi documento e più mi si accrescono i dubbi.”
    Non è questione né di certezze né di dubbi. Potrebbe anche supporre che chi riesce a comprendere facilmente ciò di cui si parla, forse, è perché queste cose le ha studiate e le “mastica” quotidianamente. Un consiglio: non si limiti a documentarsi, vista l’apparente sua motivazione a capire. Studi.

  52. homoereticuson Feb 20th 2018 at 18:31

    “Invidio enormemente la capacità di chi riesce a comprendere facilmente ciò di cui si parla, accrescendo le proprie granitiche certezze. Al contrario di me, che più mi documento e più mi si accrescono i dubbi.”

    @pracanica
    lascerei stare l’invidia:
    – per cominciare: nessuno nel campo scientifico possiede certezze in senso dogmatico
    – nessuno nemmeno credo abbia detto o scritto (se si è inteso questo, mi sono espresso male) che comprendere il discorso del cambiamento climatico sia facile. Non è facile per me, che lavoro in un campo vicino a quello del clima, (laurea in fisica con tesi in fisica dell’atmosfera). Ma proprio perchè conosco da vicino la difficoltà della materia dico che, a un certo punto, bisogna fidarsi degli esperti e non dei ciarlatani, magari in divisa e stellette.

    Piuttosto mi preoccupa, e dovrebbe preoccupare tutti noi, dove dice: “più mi documento e più ho dubbi”. Dove e come si documenta (la domanda è rivolta in generale)? tendo a pensare in rete … e quanta spazzatura scientifica travestita da scienza impesta la rete? Tanta a quanto pare.
    Perchè le assicuro che su uno bazzica anche solo un minimo di letteratura scientifica seria del ramo il dubbio non sorge affatto. Non esiste nessun un dibattito sulle origini antropiche del recente riscaldamento globale. Ammesso che tale dibattito sia mai veramente esistito, forse venti o trenta anni fa, oggi è un “fatto” assodato, assodato come il fatto che sono i virus a provocare il raffreddore, o che il fumo di sigaretta provoca il cancro.

  53. giorgioon Mar 8th 2018 at 18:53

    In realtá fra i negazionisti non ci sono sciamani come si vorrebbe far credere.

    Sia zichichi che battaglia sono; secondo me, scienziati preparati.
    Poi Rubbia non si cita perchè scomodo ( come sminuirlo?) ma anche lui non ci crede. In realtá non ci credeva nemmeno la madre della climatologia joanne simpson.
    La comunitá scientifica era quella che difendeva la terra piatta . O che stigmatizzò tanti altri scienziati acui einstein . I giornalisti poi trattano tutto il giorno di clima ma si guardano bene di parlare dell,esperimento cloud ,in atto al cern dove dei fisici stanno capendo molto di più sul clima.

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