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Anche un premio Nobel può raccontare cose sbagliate sul clima

In una seduta del Senato nel 2014 il Premio Nobel Carlo Rubbia fece numerose affermazioni infondate o chiaramente sbagliate sui cambiamenti climatici, rilanciando tanti miti del negazionismo climatico già più volte confutati.

Da tempo ci arrivano inviti a confutare quanto sostenuto sul tema dei cambiamenti climatici dal Senatore Carlo Rubbia il 26 novembre 2014, durante la seduta congiunta delle commissioni 3a (Affari esteri, emigrazione) e 13a (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato della Repubblica e III (Affari esteri e comunitari) e VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei deputati (qui il resoconto).

Abbiamo fino ad oggi rinviato, sia per il dispiacere che un Senatore a vita e figura importante del mondo scientifico italiano fosse incorso in un tale incidente (Carlo Rubbia ha ricevuto il Nobel per la fisica nel 1984 insieme con Simon van der Meer “for their decisive contributions to the large project, which led to the discovery of the field particles W and Z, communicators of weak interaction”), sia perché di fatto nelle affermazioni di Rubbia non c’era in realtà niente di nuovo, ma solo tesi già più volte confutate su questo blog.  E anche perché altri avevano già dato delle risposte (vedi qui).

Avremmo quindi preferito stendere un velo pietoso, ma la registrazione dell’intervento disponibile su youtube, che conta ormai quasi 800.000 visualizzazioni, è stata ancora recentemente più volte riproposta (ad esempio da Libero e dal giornalista Nicola Porro): Rubbia sembra ormai l’ultima sponda per chi nega le responsabilità umane sul clima.

Provvediamo quindi a mostrare la quantità di errori gravi presenti nelle sue affermazioni. Ogni frase o gruppo di frasi della relazione di Rubbia sarà seguita da un breve commento e da una serie di citazioni che mostrano i dati scientifici che le smentiscono.

 

Rubbia: Sono una persona che ha lavorato almeno un quarto di secolo sulla questione dell’energia nei vari aspetti e, quindi, conosco le cose con grande chiarezza.
Risposta: questa frase si riferisce ragionevolmente al settore energetico. Sul tema del clima, Rubbia non ha alcuna competenza o esperienza scientifica (vedi qui un suo cv).

 

Rubbia: Vorrei esprimere alcuni concetti rapidamente anche perché i tempi sono brevi. La prima osservazione è che il clima della Terra è sempre cambiato. Oggi noi pensiamo (in un certo senso, probabilmente, in maniera falsa) che se non facciamo nulla e se teniamo la CO2 sotto controllo, il clima della Terra resterebbe invariato. Questo non è assolutamente vero.
Risposta: è vero che il clima è sempre cambiato per fenomeni naturali, ma molto più lentamente di quanto stia accadendo ora. Se si tiene la CO2 sotto controllo le variazioni di temperatura saranno più lente e meno pronunciate di quelle che ci sarebbero con maggiore presenza di gas climalteranti in atmosfera.

 

Rubbia: Vorrei ricordare che durante l’ultimo milione di anni la Terra era dominata da periodi di glaciazione in cui la temperatura era di meno 10 gradi, tranne brevissimi periodi in cui c’è stata la temperatura che è quella di oggi.
Risposta: la variazione di 10 gradi fra i periodi glaciali e interglaciali è relativa all’Antartide, la variazione a scala globale è stata circa la metà (vedi ad esempio le variazioni in varie zone qui).

 

Rubbia: L’ ultimo è stato 10.000 anni fa, quando è cominciato il cambiamento climatico che conosciamo con l’agricoltura, lo sviluppo, che è la base di tutta la nostra civilizzazione di oggi. Negli ultimi 2.000 anni, ad esempio, la temperatura della Terra è cambiata profondamente. Ai tempi dei Romani, ad esempio, Annibale ha attraversato le Alpi con gli elefanti per venire in Italia. Oggi non ci potrebbe venire, perché la temperatura della Terra è inferiore a quella che era ai tempi dei Romani. Quindi, oggi gli elefanti non potrebbero attraversare la zona dove sono passati. C’è stato un periodo, nel Medioevo, in cui si è verificata una piccola glaciazione; intorno all’ anno 1000 c’ è stato un aumento di temperatura simile a quello dei tempi dei Romani (ricordiamo che ai tempi dei Romani la temperatura era un grado e mezzo più alta di quella di oggi). Poi c’è stata una mini-glaciazione durante il periodo 1500-1600 che riguardo il Nord con i vichinghi hanno avuto degli enormi problemi di sopravvivenza a causa di questa mini-glaciazione, che si è sviluppata con cambiamenti di temperatura sostanziali.
Risposta: Negli ultimi 2000 anni il clima della Terra si avviava lentamente verso una nuova glaciazione, un andamento ribaltato dalle emissioni di gas serra dalla rivoluzione industriale iniziata a fine Settecento. La temperatura in Europa supera di 2° C quella ai tempi dei Romani. La tesi del grande caldo del medioevo è stata smentita più volte, sulla base delle ricostruzioni paleoclimatiche (vedi i risultati del Pages2k Consortium oppure 2500 Years of European Climate Variability and Human Susceptibility”, Science 2011), e come ben visibile nelle seguenti figure tratti da questi due progetti

Variazione della temperatura globale (la curva blu scuro rappresenta quella dell’emisfero nord) ricostruita in base a fonti indirette (come carote di ghiaccio, anelli degli alberi ecc.) Fonte Pages2k consortium

In alto la variazione delle precipitazioni, in basso quella delle temperature rispetto alla media europea del periodo 1901-2000; le curve nere sono le ricostruzioni per la Germania e la Svizzera. Fonte: Büntgen et al. 2500 Years of European Climate Variability and Human Susceptibility”, Science 2011.

 

Rubbia: Se restiamo nel periodo degli ultimi 100 anni, ci sono stati dei cambiamenti climatici sostanziali, che sono avvenuti ben prima dell’effetto antropogenico, dell’effetto serra e così via. Per esempio, negli anni Quaranta c’è stato un cambiamento sostanziale. Poi c’è stato un cambiamento di temperatura che si collega all’uomo (non dimentichiamo che quando sono nato io, la popolazione della Terra era 3,7 volte inferiore a quella di oggi e che il consumo energetico primario è aumentato 11 volte). Questi cambiamenti hanno avuto effetti molto strani e contraddittori sul comportamento del pianeta.
Risposta: Negli ultimi 100 anni, tutte le registrazioni esistenti delle temperature mostrano un aumento che accelera dagli anni Settanta dopo un lieve calo della media a ridosso della seconda guerra mondiale. Il secondo e più breve calo è avvenuto dopo l’eruzione del Pinatubo nel 1991. I modelli climatici che considerano le diverse forzanti sono in grado di ricostruire l’andamento delle temperature negli ultimi 100 anni (Vedi la figura 9.8 qui).

 

Rubbia: Vorrei ricordare che dal 2000 al 2014 la temperatura della Terra non è aumentata: essa è diminuita di 0,2 gradi e noi non abbiamo osservato negli ultimi 15 anni alcun cambiamento climatico di una certa dimensione. Questo è un fatto di cui tutti voi dovete rendervi conto, perché non siamo di fronte ad un’esplosione della temperatura. La temperatura è aumentata fino al 2000: da quel momento siamo rimasti costanti, anzi siamo scesi di 0,2 gradi. Io guardo i fatti. Il fatto è che la temperatura media della Terra, negli ultimi 15 anni, non è aumentata ma diminuita.
Risposta: La tesi dal mancato aumento delle temperature globali era senza senso già nel 2014, ora di fatto non esiste più. Ci limitiamo a ricordare che, dal 2000, non solo la temperatura media ha continuato ad aumentare, ma sono stati registrati i 17 anni più caldi delle rilevazioni dal 1860 in poi. Rubbia basa le sue affermazioni su un intervallo di tempo limitato, dal 1998, anno caldo in modo anomalo, e si ferma al 2013 (l’intervento in Senato è del 2014). Se fosse partito dal 1997 o dal 1999, negli anni considerati avrebbe osservato un riscaldamento, come già più volte spiegato su questo blog. Inoltre dal 2013 ad oggi la temperatura è ulteriormente aumentata, anche rispetto al 1998.

 

Rubbia: Nonostante questo, ci troviamo di fronte ad una situazione assolutamente drammatica: le emissioni di CO2 stanno aumentando in maniera esponenziale.
Risposta: La situazione è abbastanza drammatica, infatti; ma l’aumento delle emissioni negli ultimi 20 anni non è stato esponenziale (vedi qui o il conseguente andamento delle concentrazioni di CO2).

 

Rubbia: Vorrei ricordare che l’unico Paese nel mondo riuscito a mantenere e ridurre le emissioni di CO2 sono gli Stati Uniti: non l’Europa, non la Cina, ma gli Stati Uniti. Per quale motivo? C’è stato lo sviluppo del gas naturale, che adesso sta rimpiazzando fondamentalmente le emissioni di CO2 dovute al carbone
Risposta: L’Unione Europea ha ridotto le sue emissioni in modo molto più consistente degli Stati Uniti.

 

Leggendo altri interventi di Rubbia, non è facile comprendere quale sia il suo esatto pensiero sull’argomento, ma è difficile considerarlo uno “sbufalatore del global warming”. Più volte ha affermato e ribadito che le emissioni di CO2 sono un problema reale, che il “raffreddamento” di cui parla è dovuto al mascheramento del riscaldamento per altre cause che sono comunque contingenti, che il calore si sta accumulando altrove, ad esempio negli oceani. Ha affermato che già oggi il riscaldamento sta aumentando la frequenza dei cicloni tropicali. E da sempre sostiene che è necessario comunque ridurre queste emissioni, infatti i suoi progetti (Archimede, Desertec) sono motivati da questa necessità. Quindi Rubbia non ha mai sostenuto, in realtà, che il riscaldamento globale non sia collegato all’aumento di CO2, ma semmai ne sottostima l’impatto attuale. Anche nell’intervento in Senato di cui si sta parlando conclude proponendo una sua idea per produrre combustibili senza emettere CO2. Senza entrare nel merito della bontà dell’idea, sembra evidente che non si propone una soluzione ad un problema se non si pensa che questo sia reale.

 

Testo di Stefano Caserini e Gianni Comoretto, con contributi di Mario Grosso, Sylvie Coyaud e Claudio della Volpe

41 responses so far

41 Responses to “Anche un premio Nobel può raccontare cose sbagliate sul clima”

  1. francescoon Mar 22nd 2019 at 08:34

    “Negli ultimi 2000 anni il clima della Terra si avviava lentamente verso una nuova glaciazione, un andamento ribaltato dalle emissioni di gas serra”

    Ma scusi, ma se la CO2 permette di evitare una nuova glaciazione, non dovrebbe essere considerata preziosa, assolutamente irrinunciabile proprio per evitare una glaciazione che farebbe milioni di morti?
    Non è una domanda polemica.
    F.

  2. Paolo C.on Mar 22nd 2019 at 11:28

    @francesco

    Ricordo in effetti uno studio che rispondeva proprio alla sua domanda. Mi pare che per evitare una glaciazione sarebbe bastato semplicemente mantenere costante il tasso di gas serra dell’era preindustriale, poco più poco meno; quindi diciamo che 300ppm sarebbero stati più che sufficienti (senza contare l’effetto di metano e altri gas). Ma noi ormai siamo a oltre 410.

  3. Paolo C.on Mar 22nd 2019 at 11:30

    (300ppm di CO2, naturalmente)

  4. alsarago58on Mar 22nd 2019 at 13:41

    Un appello urgente: c’è fra i lettori di questo blog un proprietario di elefanti, disposto questa estate a fargli attraversare un passo alpino, così la finiamo con questa assurdità di Annibale?

    Grazie.

  5. alsarago58on Mar 22nd 2019 at 13:57

    Francesco, anche per la ragione che indichi, sarebbe una grande idea non consumare subito tutti i combustibili fossili di facile estrazione.

    Tenersi delle sostanziose scorte di carbone, petrolio e metano a portata di mano, da bruciare nei prossimi millenni, quando le condizioni orbitali della Terra cominceranno a spingere il pianeta verso una nuova era glaciale, potrebbero costituire la differenza fra vita e morte per quei nostri lontani discendenti.

    Se non arrostiamo prima la Terra, risolvendo il problema alla radice, certo..

  6. Roberto Guizzion Mar 22nd 2019 at 14:01

    Grazie, per una risposta argomentata ed esauriente, resasi necessaria a causa del tentativo di alcuni giornalisti di strumentalizzare un Intervento di 5 anni fa, per spostare l’attenzione dal movimento giovanile sul Clima.
    Sono convinto che il Senatore Rubbia , e soprattutto lo scienziato Rubbia, troverà il modo di chiarire e di chiudere un utilizzo improprio delle sue parole del 2014.
    Roberto Guizzi.

  7. Paolo C.on Mar 22nd 2019 at 15:05

    @alsarago

    https://www.theguardian.com/environment/2016/jan/13/fossil-fuel-burning-postponing-next-ice-age

    Millenni? Non abbiamo da preoccuparci di ere glaciali per almeno 100.000 anni…

  8. Mikon Mar 23rd 2019 at 17:14

    Non mi sembrano molto scientifiche le risposte alle tesi di Rubbia. A parte la risposta sulle temperature del medioevo che citano studi le altre sono tutte supposizioni, chiaramente di parte. Con i modelli che abbiamo non siamo in grado di fare previsioni affidabili a una settimana, figuriamoci se possiamo stabilire il livello necessario di co2 benefico all’ambiente per i prossimi anni. Tutte le affermazioni sulle previsioni delle temperature in relazione alla co2 nei prossimi decenni, si basano poi su modelli talmente semplificati che piccoli cambiamenti iniziali porterebbero a conclusioni diverse. Nulla toglie che l’inquinamento sia dannoso, ma per favore e per il bene della scienza, parlate di ciò che sia scientificamente provabile. La scienza non è politica e non è democratica. Saluti.

  9. Stefano Caserinion Mar 24th 2019 at 10:27

    @ Francesco
    Sì, è indubbio che un’era glaciale sarebbe stato un grande problema per gli esseri umani…, ma oggi siamo andati molto al di là del lodevole (e involontario) risultato di aver evitato un’era glaciale: abbiamo innescato un meccanismo di riscaldamento globale molto pericoloso per la presente e le future generazioni. Per evitare una glaciazione, bastava molto molto meno di quanto abbiamo fatto.

    @ Mik
    Dove ci sembrava necessario abbiamo aggiunto riferimenti a pubblicazioni scientifici autorevoli alle confutazioni delle tesi del prof. Rubbia. Non è chiaro dalla sua domanda dove non ci sarebbero abbastanza supporti scientifici.
    Riguardo alla sua opinione molto generica sulla debolezza dei modelli, le suggerisco di approfondire il tema. Il fatto che scriva “Con i modelli che abbiamo non siamo in grado di fare previsioni affidabili a una settimana, figuriamoci se possiamo stabilire il livello necessario di CO2 benefico all’ambiente per i prossimi anni” mi porta a ritenere che le manca la conoscenza di base sul tema, la distinzione fra modelli meteorologici e modelli climatici.
    Questo capitolo dell’ultimo Assessment Report dell’IPCC può essere utile http://www.ipcc.ch/site/assets/uploads/2018/02/WG1AR5_Chapter09_FINAL.pdf

  10. alsarago58on Mar 24th 2019 at 12:16

    Come dicevo in un commento al post precedente, gli psicologi hanno notato questa tendenza dei premi Nobel (spesso anziani), ma anche di scienziati prestigiosi, ormai in pensione, di prendere posizioni “originali”, spesso in aperta contraddizione con il “mainstream”.

    La chiamano la “Nobel syndrome” e pare dipenda dall’avere queste persone una tale profonda conoscenza in un settore, da cominciare a ritenere, erroneamente, di poterla applicare anche in altri, più o meno confinanti, senza dover approfondire troppo le tematiche su cui esprimono pareri. A parer mio anche l’età avanzata di queste persone contribuisce, abbassando sia i freni inibitori che l’energia necessaria per studiare e rimettersi in gioco seriamente in un nuovo campo, sperando di sostituire la competenza aggiornata con l’autorevolezza.

    Infatti Rubbia è tutt’altro che solo in questi atteggiamenti: ricordo, per esempio il grande chimico Linus Pauling, che a fine carriera si convince che iperdosi di vitamina C curassero ogni male. Luc Montaigner, scopritore del virus Hiv, che cominciò a dare sostegno all’omeopatia, agli anti vax e persino a cure dell’Aids basate su diete!, o James Watson, uno degli scopritori della struttura del Dna, che bruciò ogni sua autorevolezza appoggiando tesi razziste. Ma anche il non Nobel ma prestigioso James Lovestock, autore, ormai quasi centenario, della teoria di Gaia, è diventato un feroce negazionista climatico, nonostante le connessioni fra clima e attività biologica e antropica, siano una conferma della sua teoria.
    Forse in certi casi interviene anche un “effetto nostalgia”, nel senso che se uno si forma e dà il meglio della sua produzione scientifica, in tempi in cui certe tematiche non esistevano, adesso, come tutti, si trova spiazzato a dover rivedere quanto appreso e prodotto in questa nuova ottica, e preferisce negarla.

    Come fatto notare, però, il caso di Rubbia (che personalmente credo si sia molto pentito di quell’intervento raffazzonato in Senato, da cui ha guadagnato solo l’approvazione della banda dei clima scettici, e lo sconcerto di tutti gli altri…) è particolarmente grottesco, perchè mentre parlava in Senato, lavorava a tecnologie (come la rimozione del carbonio dal metano prima di bruciarlo) che hanno senso solo se esiste un cambiamento climatico indotto dall’uomo.
    Insomma, Rubbia si qualificò in quella occasione, come una sorta di no-vax, che vende vaccini…

  11. Luciano Russoon Ott 5th 2019 at 12:08

    Commento da incorniciare

  12. Jerryon Mar 24th 2019 at 19:57

    Rubbia di climatologia ne sa quanto mia nipotina che ha 4 anni.
    Ovvio che TUTTO quello che dice sono strafalcioni che non stanno nè in cielo nè in terra, non sa nemmeno la differenza fra meteorologia e climatologia.

  13. Jerryon Mar 24th 2019 at 20:44

    E’ chiaro che Rubbia NON SA DI COSA PARLA. E’ ora DI FINIRLA che gente che è esperta in un campo si creda tuttologa e pretenda di dar lezioni a climatologi che hanno dedicato la loro vta alla climatologia.
    Strafalcioni, falsità e contraddizioni una dietro l’ altra. Quella poi di far “partire” il suo minitrend dano un picco apposito (il 1998, effetto Nino, effetto che è nato ,si è consumato ed è morto in circa un’ anno e mezzo) dimostra anche la totale e assoluta ignoranza delle basi della matematica, roba che qualsiasi bambino di 7 anni di seconda elementare saprebbe gestire meglio di lui.
    In climatoogia Rubbia è un ANALFABETA , questa è la realtà. Quindi deve solo tacere,ascolatare noi climatologi e prenderne atto.
    E’ ora di dire BASTA a questo scempio alla scienza, basta davvero !

  14. Marioon Ott 5th 2019 at 13:31

    Jerry si sente che tu sei un vero scienziato, ma facci il piacere! Sciacquati la bocca prima di parlare con un premio Nobel che ha studiato una vita capendo benissimo ciò che ha studiato. Hai poche idee ma confuse e anche studiando non riusciresti a capire. Apostrofate come mummie e analfabeti personaggi che hanno fatto grandissime cose grazie ai loro studi e alla loro intelligenza. È solo invidia o c’è sotto qualcos’aaltro?

  15. Nannion Mar 24th 2019 at 21:34

    C’è un bio carburante, l’etanolo di canapa, che pare abbia impatto realmente zero, poiché la pianta durante la sua crescita, assorbe tanta CO2 di quanta ne produrrà da carburante. Ovviamente è un sentito dire, non ho alcuna competenza tecnica. Ma l’idea penso non sia nuova. Mi pare di ricordare che già all’inizio del secolo scorso, un tizio di nome Ford, produsse una vettura con quella propulsione. Poi dev’essere cambiato proprio tutto. Epperò vien quasi da pensare che la canapa sia fuorilegge perché sì, è pericolosa, ma non per quelli per cui pensiamo sia pericolosa di solito.

  16. macioon Mar 25th 2019 at 17:12

    Non esiste nessuma pianta che produce più co2 di quanta ne assorba…..

  17. alsarago58on Mar 25th 2019 at 20:19

    Macio, purtroppo sì, se la coltivi, spesso finisce che l’output di CO2 contenuto in carburanti fossili, pesticidi, fertilizzanti, trasporti, ecc, ecc, usati per coltivarla e trattarla, sia maggiore di quello che la pianta ha assorbito crescendo e che in parte ridà come biocarburante

    Nanni, ho qualche dubbio che la canapa sia la pianta dei miracoli. La produzione di alcool da piante non può avere una efficienza del 100%, sia che si segua la via tradizionale della fermentazione di amidi e zuccheri, sia nuove tecnologie che trasformano anche la cellulosa in alcool. Una parte del carbonio assorbito dalla pianta durante la vita, non finirà nell’alcool ma più probabilmente nel terreno o in aria Inoltre nel bilancio bisogna considerare anche la CO2 spesa per coltivare, trasportare e trasformare la canapa, che è si una pianta piuttosto rustica, ma certo anche le avrà bisogno di almeno un po’ di fertilizzanti e lavorazione del terreno e certo non correrà da sola a rbuttarsi nei pentoloni per la trasformazione in alcool.

  18. macioon Mar 25th 2019 at 22:26

    Quello che dici è ovvio, se poi aggiungi anche il trasporto….. Quello che volevo dire è che dal punto di vista energetico (quindi anche di emissione di co2) il bilancio è sempre negativo al di la della pianta scelta

  19. […] sito di cui sopra, però, smonta pezzo per pezzo quanto asserisce […]

  20. alsarago58on Mar 27th 2019 at 13:26

    C’è anche un’altra ragione per cui una umanità previdente si terrebbe da parte cospicue riserve di combustibili fossili facili da estrarre: non è improbabile che nei prossimi secoli o millenni si verifichino catastrofi globali di grande scala, tipo mega eruzioni vulcaniche, cadute di asteroidi o grandi tempeste solari, che potrebbero mettere in crisi i sistemi di sopravvivenza delle civiltà umane.
    Si sono verificate in passato, e si verificheranno in futuro, incrociare le dita non è abbastanza
    E allora, avere a disposizione dei combustibili di pronto uso, che possono essere sfruttati con tecnologie low tech, potrebbe essere fondamentale.

  21. Nannion Mar 28th 2019 at 01:32

    Nemmeno io penso sia la pianta dei miracoli. Provare però non costerebbe poi granché. Ed è ben meglio un campo di canapa, verde che sostiene la vita di insetti e coopera con l’ambiente circostante, che un campo di pozzi di petrolio che distruggono tutto quello che hanno intorno, magari anche con un po’ di gas-flare che non guasta mai, oppure meglio di un ammasso di ferraglia in mezzo al mare sempre a rischio che succeda qualche disastro, almeno mi sembra. Comunque Ford la macchina che andava a etanolo di canapa l’aveva costruita, si chiamava Ford T, e abbandonarono il progetto ragioni che si possono intuire.

  22. Nannion Mar 28th 2019 at 01:33

    E mi permetto di aggiungere che, almeno, la pianta di canapa un po’ di CO2 la assorbe, per quanto il suo impatto possa non essere zero. Un pozzo petrolifero, o un pannello solare, o una pala eolica, no.

  23. Nannion Mar 28th 2019 at 01:36

    Inoltre dal punto di vista economico, del trasporto e della produzione le vostre osservazioni non sono cogenti: se coltivo la canapa in una estensione ampia, perché a produzione industriale, dovrò disporre di estensioni molto ampie, nelle quali prevederò di costruire l’impianto per la trasformazione della pianta in etanolo. Da questo stesso stabilimento, prevederò inoltre di costruire un sistema di condotti che trasportino l’etanolo a centri di raccolta ancora più grandi dai quali la distribuzione può poi essere effettuata capillarmente. Inoltre adottero mezzi elettrici, o a etanolo di canapa per eseguire questa distribuzione.

  24. maresciallo Stefanoon Mar 29th 2019 at 10:51

    58 alti dirigenti delle forze armate e della sicurezza nazionale scrivono al Presidente degli Stati Uniti:

    https://climateandsecurity.org/letter-to-the-president-of-the-united-states-nsc-climate-panel/

    “…Il cambiamento climatico è reale, sta accadendo ora, è guidato dagli umani e sta accelerando.
    …È pericoloso che l’analisi della sicurezza nazionale sia conforme alla politica.”

    roba da far rinsavire chiunque, o quasi…

    saluti

  25. macioon Mar 30th 2019 at 22:01

    @ Nanni, il carburante realizzato attraverso vegetali è conosciuto da molto tempo e viene realizzato attraverso la produzione di etanolo per il ciclo Otto e l’esterificazione di olii vegetali per il ciclo Diesel (barbabietole, canna da zuchero, colza, mais ecc.. ecc…..).
    Non c’è nessun grande fratello che ne freni la produzione per favorire l’utilizzo di idrocarburi fossili e te lo dice qualcuno che su questo argomento ci ha lavorato in passato.
    Quello che mi fa sorridere è l’esternazione sull’utilizzo della canapa come toccasana e a sostituzione dei vegetali di cui sopra.
    La produzione di carburanti da vegetali è una cosa molto impattante dal punto di vista ambientale in quanto le coltivazioni togono spazio a quelle alimentari e favoriscono la deforestazione (vedi olio di palma) inoltre, per poter essere realizzabile dal punto di vista economico, le coltivazioni devono essere effettuate con enorme utilizzo di pesticidi e anticrittogrammici.
    Vi sono poi (e questo è il mio campo) problemi tecnici non ancora risolti riguardo l’inferiore affidabilità delle motorizzazioni con l’utilizzo ci questi carburanti che comunque con il tempo verranno probabilmente risolti

  26. Nannion Apr 3rd 2019 at 13:59

    @ macio non metto in dubbio nulla di quello che tu dici. Però, mi sembra che la canapa sia una coltivazione più efficiente rispetto a quelle che tu citi. Se non sbaglio il combustibile viene prodotto dai fusti, mentre i semi possono essere utilizzati altrimenti. Nemmeno dico che c’è un grande fratello. Quello che dico è che ci sono delle lobby come tutti sappiamo che fanno gli interessi di chi guadagna con i combustibili fossili. Nemmeno ho affermato che tutti i veicoli attualmente utilizzati a motore possano, o debbano essere sostituiti con tale alimentazione. Ma tra veicoli elettrici, potenzialmente ricaricati con energia tratta dal fotovoltaico, e una transizione a combustibili meno impattanti l’opera da compiere non è impossibile. Le resistenze però ci sono, su questo sarai d’accordo, soprattutto dai grandi estrattori di petrolio. Non è che non si passa ad altri combustibili perché non si può fare: non si fa perché a qualcuno che è in grado di influenzare le decisioni politiche non conviene, o perché i costi sono maggiori dei benefici. Ma trovo che i costi dell’estrazione dei combustibili fossili siano davvero molto alti. In più con tutte le tecnologie odierne…informandomi ho visto che la canapa può essere coltivata in coltura idroponica, ad alta intensità su ridotte estensioni di superficie, per esempio. Quello che manca, mi pare eh, sia la possibilità politica di fare questo, non tanto la capacità.

  27. Nannion Apr 3rd 2019 at 14:02

    Voglio dire, per esempio, ci saranno senz’altro problemi tecnici come tu dici, epperò c’erano anche con il motore a scoppio alle sue origini. Se ancora ci sono è probabilmente perché nella ricerca in quella direzione non sono stati fatti investimenti, e questo rimanda ancora agli interessi di cui sopra. Chi è che fornisce il denaro per finanziare studi sulla fattibilità ed efficienza relativa di queste motorizzazioni? Presumibilmente non coloro che guadagnano vendendo benzina e gasolio, e sono costoro quelli che dominano il mercato dell’energia.

  28. […] climatici. Per chi ricorda i passi falsi dei senatori italiani su questo tema (nel 2009, nel 2010 e nel 2014) è sicuramente una buona notizia che tutte e quattro le mozioni presentate non contenevano alcun […]

  29. Lauraon Set 27th 2019 at 22:59

    Già. Ma purtroppo tantissime persone, tra le quali mi metto anch’io, non sono in grado di capire né le affermazioni di Rubbia né la sopra riportata confutazione punto per punto…Negare è un vizio soprattutto degli ignoranti e presuntuosi, tipo don Ferrante ne I Promessi Sposi…
    Nemmeno di fronte ad Auschwitz i negazionisti delle persecuzioni naziste si sono mai

    arresi…
    Probabile che ci sarà chi negherà le responsabilità umane nel cambiamento climatico, anche quando starà morendo di fame, di sete o altro !
    Mi fido degli scienziati seri, per quel poco che riesco a capire dal punto di vista scientifico!
    Grazie per questo articolo

  30. […] Articolo su Climalteranti.it […]

  31. Ninoon Set 30th 2019 at 22:40

    Che titoli avete per contestare un premio Nobel acquisito per gli studi e le conoscenze di una vita intera?

  32. Stefano Caserinion Set 30th 2019 at 23:50

    @ Nino
    Abbiamo una competenza sul tema specifico di cui parliamo. Il premio Nobel è stato conseguito per gli studi sulla fisica delle particelle, non per la climatologia, settore in cui il premio Nobel Rubia non ha alcuna pubblicazione.

  33. Andrea Pavanion Ott 1st 2019 at 12:48

    Più che di negazionisti dei cambiamenti climatici dovuti all’attività dell’uomo (CO2), rovescerei il discorso : le tesi spacciate al giorno d’oggi sono dovute ai complottisti anti-CO2…

    L’attività dell’uomo è ININFLUENTE sui cambiamenti climatici, come in sostanza affermato da Rubbia.

    La prova ? Leggetevi questo articolo nientepopòdimenoche della NASA…

    https://www.naturalnews.com/2019-08-30-nasa-admits-climate-change-not-caused-by-suvs-fossil-fuels.html?fbclid=IwAR3jRkXRAOCCUjFzSPRsg8bLGBsGX-fuVtXyDIlcYt6XKgFLNiCrsXyvV3M

    E piantatela di rompere i maroni con la CO2…

    Altro discorso l’inquinamento globale, questa sì che è la vera emergenza.

  34. homoereticuson Ott 1st 2019 at 13:03

    nientepopòdimenoche!!!
    nientepopòdimenoche???

  35. stephon Ott 1st 2019 at 15:25

    @Andrea Pavani
    ha scoperto i cicli di Milankovitch? Bella lì. È come quando si scopre il piacere dell’acqua calda, vero? Bravo. Bella novità.

    Several natural drivers of climate change operate on multiple time scales. Solar variability takes place at many time scales that include centennial and millennial scales, as the radiant energy output of the Sun changes. Also, variations in the astronomical alignment of the Sun and the Earth (Milankovitch cycles) induce cyclical changes in RF, but this is substantial only at millennial and longer time scales <- IPCC, Climate Change 2013 (AR5): The Physical Science Basis, 2013

    Variations in climate on time-scales ranging from 10,000 to 100,000 years, including the major glacial/interglacial cycles during the Quaternary period, are believed to be initiated by variations in the Earth s orbital parameters which in turn influence the latitudinal and seasonal variation of solar energy received by the Earth (the Milankovitch Effect). <- IPCC, AR1: Scientific Assessment of Climate Change, 1990 (!!!)

    Che l’attività dell’uomo sia ININFLUENTE sui cambiamenti climatici è una sua opinione che rispetto allo stato attuale della conoscenza scientifica in materia equivale ad un’affermazione straordinaria.
    Se questa è la sua prova straordinaria che confuterebbe la suddetta affermazione, stiamo ancora al caldo decisamente a lungo. Nice try, avanti un altro.

  36. Tittion Ott 4th 2019 at 21:20

    Rubbia ha ragione. Senza entrare nel merito (tra pochi anni sarà palese chi raccontava fregnacce e chi no…), mi viene da ridere pensando a quello che accadrà quando saremo dinanzi ad una nuova mini era glaciale (tra 15 anni più o meno). Già mi immagino i protagonisti dell’effetto serra proclamato e propinato fin da quando ero piccola probabilmente, arrampicarsi sugli specchi inventandosi che le riduzioni di CO2 sono state così talmente troppe da far sì che si innescasse il processo inverso
    La Terra se ne sbatte dei vostri proclami, ha i suoi cicli naturali che si ripetono. Ad un ciclo di riscaldamento ne segue sempre uno di raffreddamento e ci siamo già dentro signori. E vi assicuro che non sarà affatto divertente per chi non si è preparato prima.
    Saluti.

  37. Stefano Caserinion Ott 4th 2019 at 21:29

    @ Matteo Lorenzini
    @ “fornendo poi un “rapporto sullo stato del dibattito” accreditato pubblicamente, in cui sono messi in luce gli elementi accettati all’unanimità, quelli sotto indagine, e sono indicati test per aumentare il livello di conoscenza.”

    L’idea è valida… infatti ci hanno già pensato, 31 anni fa hanno fondato per questo proprio l’IPCC (www.ipcc.ch) che fa proprio quello che lei chiede, pubblica periodicamente rapporti in cui riassume la conoscenza e le incertezze sul tema, e assegna ad ogni affermazione un grado di confidenza (provi ad esempio a leggere questo sommario http://www.sisclima.it/wall/rapporto-ipcc-riscaldamento-globale-di-15c-sommario-per-i-decisori-politici-edizione-italiana, o se vuole questo webinar http://www.youtube.com/watch?v=WLdFkEHOjM0).
    Il punto è che dopo che gli scienziati hanno fatto quanto Lei desidera, c’è chi nega, senza fornire motivazioni scientifiche nelle sedi deputate, ma solo opinioni (condite a offese e insulti agli scienziati)
    Riguardo al continuo richiamo a Galileo, ne abbiamo parlato qui https://www.climalteranti.it/2017/04/18/la-fallacia-dello-stratagemma-galileo/

  38. Antonioon Ott 4th 2019 at 23:09

    @ Titti

    Scusi quando arriverà l’era glaciale? cosa significa era glaciale? di quanto si abbasserà la temperatura più o meno?

  39. homoereticuson Ott 5th 2019 at 07:05

    @antonio

    Titti ha chiarito fin da subito che non entra nel merito, per chiarimenti e dettagli c’è gatto Silvestro.

  40. Marioon Ott 5th 2019 at 12:57

    Ma che argomentazioni di parte fate nel rispondere ad un grande scienziato come Rubbia? Le vostre risposte non hanno nessuna base scientifica sono discorsetti che mirano solo a colpire l’emotività della gente proprio come fa quella povera bambina guidata da potenti sfruttatori quando la cosa migliore sarebbe rimandarla di corsa a scuola. Prima di avere la presunzione di parlare con Rubbia studiate. O siete ebeti o disonesti . Vergognatevi!

  41. Paolo C.on Ott 5th 2019 at 13:45

    Curiosamente quando Rubbia deve sostenere il suo solare si ricorda dell’effetto serra:

    “L’impatto ambientale del combustibile fossile è una realtà conosciuta da tutti. Il cambiamento climatico è una conseguenza dell’effetto serra”

    http://www.solartechnologygroup.org/articolo_rubbia.html

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