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Un articolo con poche idee e tutte copiate

Chi nega che il pianeta si stia surriscaldando somiglia sempre di più a quei soldati giapponesi che continuavano a credersi in guerra decenni dopo la sua conclusione.
È il caso di Piero Vietti, il giornalista che ha pubblicato sul Foglio dell’11 gennaio 2013 l’articolo “Fa sempre lo stesso caldo. Le temperature globali non aumentano più, nonostante i catastrofisti.
Vietti non è nuovo a queste tesi sul clima, da anni le rilancia sul quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, nonché sul suo blog Cambi di stagione.
L’articolo, segno dei tempi, mostra a quali acrobazie concettuali e salti logici sia costretto chi vuole tuttora far dubitare dell’influenza umana sul clima.
All’inizio Vietti ironizza su alcune orche rimaste per un po’ intrappolate da uno strato di ghiaccio, e liberatesi da sole: la battuta “avevano dato troppo ascolto a chi sostiene che i ghiacci del nostro pianeta si stanno irrimediabilmente sciogliendo” è copiata da un TG5 di qualche anno fa (vedi qui).All’epoca aveva dato retta alle teorie secondo cui il pianeta si sta scaldando il comandante di una nave, finita anch’essa intrappolata nei ghiacci.
Nel bacchettare l’Economist per una (presunta) disinformazione, l’autore ne riporta due notizie, corrette: “il 2012 è stato l’anno più caldo da quando in America si misurano le temperature” e “i dieci anni più caldi mai registrati sono tutti negli ultimi quindici”.
Secondo Vietti,  “nessuno nega che negli ultimi anni del secolo scorso le temperature globali siano aumentate (semmai il dibattito è sulle cause del riscaldamento), il punto è che da allora non sono più salite”.
L’aumento delle temperature globali è stato negato per anni dallo stesso Vietti, ma la frase attuale è generica,: gli “ultimi anni del secolo scorso” sono un termine vago, non si può sapere quale sia il periodo preciso in cui il riscaldamento si sarebbe verificato per poi interrompersi. Comunque, identificare il riscaldamento globale come un fatto riguardante pochi anni, da considerare da soli e non all’interno di una tendenza di lungo periodo, ha poco senso perché sul breve periodo un trend chiaro può essere nascosto dal “rumore di fondo” (come già spiegato qui).
L’abitudine di scegliere alcuni anni di comodo è diffusa tra i negazionisti e riassunta in una famosa animazione di Dana Nuccitelli, “Going Down the Up Escalator”

 

L’affermazione di Vietti secondo cui le temperature “da allora non sono più salite”  è contraddetta da tutte le serie storiche globali, che negli ultimi 15 anni mostrano una tendenza al riscaldamento significativa dal punto di vista statistico (come già detto qui) (vedi qui) . Per meglio negarlo, Vietti aggiunge che “i dieci-anni-più-caldi-di-sempre sono anche stati tutti uguali”, sebbene nella classifica della NASA sono ex-aequo solo il 2006, il 2007 e il 2009.

Seguono tre falsità copiate da noti conta-storie:

-          la distorsione di una proiezione del MetOffice inventata da David Rose e subito smentita dal MetOffice;

-           la falsa attribuzione al rapporto SREX pubblicato dall’IPCC di una proiezione di stabilità della frequenza degli eventi estremi come da comunicato stampa scritto da David Whitehouse per la Global Warming Policy Foundation;

-          la mezza verità di Anthony Watts: i ricercatori della NASA dicono che piccole variazioni dell’attività solare influenzano il clima, è vero; ma come tutta la comunità scientifica, dicono anche che sono variazioni  piccole rispetto a quelle causate dall’effetto serra dei gas climalteranti. La forzante radiativa massima legata alla variazione all’irradianza solare è di 0,25W/m2, un decimo di quella legata all’aumento di CO2, CH4, N2O, e F-gas dal 1750 ad oggi.

Nella scorsa “decade”, “le emissioni non sono diminuite. Che a causare il global warming sia qualcos’altro?” si chiede Vietti che all’effetto serra non ha mai creduto e preferirebbe che quel breve intervallo di global warming fosse dovuto al Sole.

Tanto più che sull’Economist, ha visto un grafico con “gli otto luoghi in cui negli ultimi cent’anni si sono toccate temperature record e l’anno in cui il record è stato toccato. Sei su otto sono tra il 1905 e il 1977. Quando i SUV non esistevano ancora.

In realtà, si tratta di record toccati in un giorno, non della media annua che in quei luoghi tende ad aumentare come altrove. Basta non dirlo ai lettori del Foglio, nella speranza che non guardino mai l’Economist e abbiano già dimenticato quanto scriveva Vietti poche righe prima: i dieci record annuali sono concentrati negli ultimi 15 anni.

Quando i SUV esistevano eccome.

 

 

Testo di Stefano Caserini e Sylvie Coyaud

12 responses so far

12 Responses to “Un articolo con poche idee e tutte copiate”

  1. Pino M.on feb 19th 2013 at 08:54

    Bellissimo che riciclano sempre le stesse battute. Fra 50 anni saranno ancora a dire quando uno si prenderà il raffreddore.. che non aveva dato troppo retta a chi parla del riscaldamento globale
    Ma il Foglio chi lo paga, sempre la moglie del Berlusca?

  2. giorgioon feb 20th 2013 at 17:04

    non sapendo cosa dire, i negazionisti si attaccano a battutine ironiche (vedi il foglio, il giornale, etc…).
    Fino a qualche anno fa negavano totalmente l’aumento della temperatura media, adesso che non possono più farlo, ne negano la causa antropica, dicono “si , è aumentata ma non di tanto” oppure” è solo un normale ciclo climatico, non aumenterà più anzi diminuirà”…

  3. Pino M.on feb 21st 2013 at 08:44

    Vero! Vietti avrà una laurea in fisica e una climatologia, le avrà prese nella stessa Università di Giannino; poi ha fatto un master in supercazzola

  4. Stefano Caserinion feb 21st 2013 at 13:09

    Per favore, moderiamo i toni; il fatto è che, al di là dell’ironia, davvero c’è chi pensa che il fatto che faccia freddo d’inverno sia un argomento per non credere al riscaldamento globale; ci sono anche dei numeri in un recente articolo uscito su Climatic Change, di cui si parla qui
    http://www.scienzainrete.it/contenuto/news/lopinione-scienza-termometri/febbraio-2013

  5. Riccardo Reitanoon feb 21st 2013 at 19:37

    giorgio
    la tattica del negazionismo è sempre la stessa. Si inizia con il negare il problema alla radice; quando non è più possibile, si nega il passo successivo e così via. Ricorda molto le tattiche belliche per rallentare l’avanzata di un esercito nemico, coscienti che non è possibile fermarlo.

  6. agrimensore gon feb 22nd 2013 at 16:10

    Riporto la frase:
    “le serie storiche globali, che negli ultimi 15 anni mostrano una tendenza al riscaldamento significativa dal punto di vista statistico (come già detto qui). ”
    ove la parola “qui” è un link a un articolo di Reitano, sempre su Climalteranti.

    Non mi sembra corretta, nel senso che mi pare la tesi sostenuta nell’articolo di Reitano sia riassumibile in questo periodo:

    “Possiamo notare che la determinazione del trend dal 1995 in poi non è statisticamente significativa ”

    che è sostanzialmente diversa dall’affermazione che negli ultimi 15 anni c’è una tendenza al riscaldamento statisticamente significativa.

  7. Riccardo Reitanoon feb 23rd 2013 at 00:02

    agrimensore
    davvero una pignoleria ma tecnicamente hai ragione. Mi sembra però che ti sia perso il messaggio di Caserini ed il fatto che se avesse messo lo stesso link subito precedente il problema non si sarebbe posto. A far finta di non sapere e a voler fare il pignolo, al massimo contesterei a Caserini di avere sbagliato il link.

  8. stephon feb 23rd 2013 at 00:07

    @agrimensore
    sì, in effetti avrebbe dovuto scrivere: “le serie storiche globali negli ultimi 15 anni non mostrano variazioni significative rispetto al trend al riscaldamento di tutto il periodo”. Questo, ovviamente, basta e avanza per confutate l’affermazione a tesi di Vietti.

    “tesi sostenuta nell’articolo di Reitano”
    quale tesi, scusi? Io ci leggo solo un trattamento statistico dei dati. La tesi, semmai, è quella del Vietti e di quelli che dicono che la temperatura media globale ha smesso di aumentare dal 1998 o da qualche altra data (sempre successiva al 1998) perché si rifiutano di usare la statistica.

  9. Stefano Caserinion feb 23rd 2013 at 11:05

    @ Agrimensore

    La ringrazio, in effetti in quel link non c’è quanto scrivo. Mi ricordavo male, in quel post di Riccardo si usavano i dati UAH e dal 1995 in poi quel trend non è statisticamente significativo.
    L’errore è dovuto al fatto che qualche mese fa nell’ultima esercitazione del mio corso ho fatto fare agli studenti l’esercitazione in cui si valuta la significatività del trend, usando i dati CRUTEM4v il trend era significativo negli ultimi 15 anni (1997-2011), e ovviamente per periodi più lunghi.
    Riccardo invece aveva usato altri dati, se avesse usato i dati CRU o altri es. quelli del GISS sul suo periodo (1996-2010) il riscaldamento era pure significativo.
    Ho quindi corretto il link, mettendo questo di Tamino http://tamino.wordpress.com/2011/12/06/the-real-global-warming-signal/ in cui si spiega molto bene il trend in atto.

  10. Riccardo Reitanoon feb 23rd 2013 at 18:22

    Sullo spunto del commento di steph, posso anche aggiungere che nel post inizialmente linkato da Caserini mostravo come i dati ci dicono che non ci sono basi per sostenere che il trend sia cambiato. L’affermazione di Vietti è del tutto infondata e mostra solo la sua ignoranza sull’argomento. Nulla di male in sè, ma farebbe meglio a non scriverne o a rifarsi a fonti attendibili.

  11. Jerry Drakeon mar 5th 2013 at 21:05

    No, non si tratta di record di un giorno, si tratta di RECORD 100% FALSI E INVENTATI, che solo ignoranti che non hanno nemmeno l ABC delle conoscenze climatiche (come le scimmie del WMO e della NASA) possono credere. Tutte quelle schifezze chiamate record sono sovrastimate fino a 20-25C, prese con strumenti e schermature da far accapponare la pelle e frutto di errori di trascrizione da far ridere i polli.
    Tutti i record continentali assoluti di caldo sono recentissimi.

  12. Annaon ago 11th 2014 at 18:23

    Una riflessione:

    http://www.cornwallalliance.org/2014/08/07/book-review-the-great-global-warming-blunder-how-mother-nature-fooled-the-worlds-top-climate-scientists/

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