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Tranquilli, il riscaldamento globale non si è fermato

L’esame delle temperature medie globali mostra che anche il 2013 appena archiviato può essere catalogato tra gli anni più caldi, anche se non ha stabilito nuovi record. Alla faccia di quanti sostengono, magari perchè nella loro città fà freddo, che il riscaldamento globale non esista o si sia fermato…

 

Come ogni anno, ai primi di gennaio cogliamo l’occasione per fare il punto sull’anno appena trascorso, soprattutto, ma non solo, dal punto di vista dell’andamento termico. Come di consuetudine, ci avvaliamo dei principali dataset climatici disponibili sul web: il NASA GISS (NASA Goddard Institute for Space Studies), il NOAA NCDC (NOAA National Climate Data Center) e l’HadCRU (Hadley Centre/Climate Research Unit), a cui aggiungiamo il database NOAA/NCEP che ci permette di avere a disposizione soltanto due giorni dopo i dati grezzi rielaborati (ricordo ancora che vengono mediati su un grigliato di 2,5 gradi in longitudine e latitudine, il che equivale, alle nostre latitudini, ad un quadrato di circa 300 x 300 km2).

Gli altri centri effettuano invece delle elaborazioni e dei controlli sulla qualità dei dati, e talora può succedere che i dati stessi vengano ricalibrati anche nel passato; ad esempio, per quanto riguarda i dati HadCRU, le elaborazioni effettuate sono discusse molto bene qui; qui invece è descritta in dettaglio la problematica della rappresentatività dei dati stessi, commentando questo studio di Kevin e Way, apparso sul Quarterly Journal of the Royal Meteorological Society, una delle riviste più prestigiose nel campo delle scienze dell’atmosfera.

Come risultato di queste elaborazioni, i dati vengono diffusi un po’ di tempo (da alcuni giorni ad un mese circa) dopo la loro acquisizione. È tuttavia possibile farsi un’idea abbastanza attendibile dell’andamento dell’anno in corso prendendo le medie relative al periodo Dicembre 2012 – Novembre 2013 (D-N), i cui dati sono già disponibili. Infatti, come si può facilmente vedere facendosi due calcoli, la media annua convenzionale e la media D-N differiscono al massimo di 0.02 °C.

Cominciamo dunque ad esaminare i valori medi delle anomalie globali di temperatura calcolate dai vari centri. Il NASA GISS (il database è scaricabile qui) fornisce per il 2013 (D-N) un’anomalia di 0,59°C rispetto al periodo di riferimento 1951-1980, ovvero di 0,68°C rispetto al periodo classico 1961-1990. Il valore assoluto di temperatura media globale del 2013 (D-N) per questo centro risulta pertanto di 14,99°C. Tali valori si collocano a poca distanza dall’anno più caldo, che secondo il NASA GISS è il 2010, di 0,07°C più caldo. Per gli amanti della statistica, il 2013 (D-N), stante l’incertezza di 0,02°C relativa al calcolo della media usando il mese di dicembre dell’anno scorso, si collocherebbe tra la quarta e la sesta posizione.

Il NOAA NCDC (il database è scaricabile qui) mostra, per il 2013 (D-N), un’anomalia di 0,60°C rispetto al periodo di riferimento 1961-90, che farebbe posizionare il 2013 addirittura al primo posto, con 0,08°C in più del 1998 e del 2003.

Infine, l’HadCRU (il database è scaricabile qui) mostra, per il 2013 (D-N), un’anomalia di 0,47°C rispetto al periodo di riferimento 1961-90, che collocherebbe il 2013 in ottava posizione, a 0,12°C di distanza dal 2007, l’anno più caldo secondo questo database.

Mediando le informazioni di questi tre centri, si ottiene per il 2013 (D-N) un’anomalia di 0,69°C, a 0,03°C dal 2010 e 0,02 dal 2005, e leggermente superiore, di 0,01°C, al 2007. Al di là delle classifiche, che secondo me lasciano il tempo che trovano, giova ricordare che continua la serie degli anni caldi, con anomalie superiori di 0,5°C rispetto alle medie del 1961-90.

Il NOAA/NCEP fornisce per il 2013 (questa volta anno vero G-D, non D-N) un’anomalia di 0,58°C rispetto al periodo 1961-90. Secondo il database di questo centro, pertanto, il 2013 si collocherebbe in terza posizione, a 0,05°C dal 2005, l’anno più caldo, ed a 0,04°C dal 2010, il secondo anno più caldo. La tabella seguente riassume le anomalie discusse fino ad adesso.

Tabella 1 – Anomalie di temperatura rispetto a un periodo di riferimento. Per GISS il periodo di riferimento è il 1951-1980, mentre per tutti gli altri è il 1961-1990 (tra i due periodi vi è una differenza di 0,09°C). Le caselle gialle indicano che la media è stata valutata non sull’anno solare, ma sul periodo D-N.

Anno GISS NCDC CRU NCEP media GISS-NCDC-CRU media GISS-NCDC-CRU-NCEP
1998 0.62 0.52 0.84 0.49 0.69 0.62
1999 0.40 0.33 0.56 0.23 0.46 0.38
2000 0.41 0.35 0.48 0.22 0.44 0.37
2001 0.53 0.45 0.68 0.42 0.58 0.52
2002 0.62 0.49 0.78 0.52 0.66 0.60
2003 0.60 0.52 0.77 0.50 0.66 0.60
2004 0.51 0.49 0.67 0.42 0.59 0.52
2005 0.66 0.50 0.88 0.63 0.71 0.67
2006 0.59 0.48 0.81 0.56 0.66 0.61
2007 0.63 0.40 0.91 0.57 0.68 0.63
2008 0.49 0.38 0.70 0.44 0.55 0.50
2009 0.60 0.49 0.73 0.55 0.64 0.59
2010 0.67 0.50 0.90 0.62 0.72 0.67
2011 0.55 0.40 0.70 0.48 0.58 0.53
2012 0.57 0.45 0.75 0.54 0.62 0.58
2013 0.59 0.60 0.79 0.58 0.69 0.64

Come si può notare, non solo il global warming non si è fermato, ma anzi continua a farci assistere ad annate sistematicamente più calde della media.

Per chi si fosse perso per quanto riguarda i periodi di media, che talora differiscono tra centro e centro, o comunque possono variare nei database, abbiamo creato un’apposita tabella che li riassume. Tale tabella è anche utile per evidenziare due aspetti: in primo luogo, che, a livello di media, i dataset sono allineati tra loro e forniscono la stessa informazione; secondariamente, nei tre trentenni analizzati, la differenza tra la temperatura di un trentennio e quella del trentennio successivo formato da venti anni in comune e da dieci nuovi anni è in aumento.

Di nuovo, altro che arresto del global warming: magari! Non solo le temperature continuano ad aumentare, ma anche la loro derivata sta ancora crescendo…

Tabella 2 – anomalie tra i diversi periodi climatici di riferimento nei diversi database

Periodo di riferimento

GISS

NCDC

HadCRU

NCEP

medie GISS-NCDC-HadCRU

medie GISS-NCDC-HadCRU-NCEP

1961-90 meno 1951-80

0.09

0.08

0.05

0.08

0.07

0.08

1971-00 meno 1961-90

0.13

0.12

0.11

0.10

0.12

0.11

1981-10 meno 1971-00

0.18

0.17

0.18

0.18

0.18

0.18

 

Andando a curiosare nei valori mensili e stagionali, ad esempio sul sito del GISS, che è più facile da visualizzare, si può scoprire anche che nel 2013 si è verificato il più caldo novembre di sempre, confermando la consuetudine, ormai in vigore da diversi anni, che in ogni anno venga uguagliato o battuto un record termico globale in almeno un mese dell’anno. Ad esempio, nel 2012 fu maggio a uguagliare il 2010, nel 2011 fu luglio a battere il record, nel 2010 successe addirittura in tre mesi (aprile, maggio e novembre), nel 2009 furono luglio e novembre, e così via. Se si guardano gli altri database, magari i singoli valori possono variare di qualche decimo o centesimo di grado, ma non varia la sostanza.

Passiamo ora a vedere come si è distribuita questa anomalia termica sul globo terrestre. Per fare questo ricorriamo al database NOAA/NCEP, a cui si riferiscono tutte le figure successive. La Figura 1  mostra le anomalie relative al periodo più recente 1981-2010. Notiamo subito alcune grosse aree caratterizzate da deboli anomalie negative: sull’Europa occidentale; sul nord America, tra gli Stati Uniti ed il Canada; su una porzione di Asia orientale; su una porzione di oceano Pacifico; e sull’India. La più intensa tuttavia la si registra su un’area in realtà ristretta geograficamente (anche se appare ingigantita dalla distorsione dell’immagine) a ridosso delle coste antartiche prospicienti il sud America. Al contrario, le anomalie positive ricoprono la quasi totalità dell’oceano Atlantico e la maggioranza degli altri due; gran parte dell’Eurasia, il nord America orientale, l’Oceania e la quasi totalità delle zone polari (in tali luoghi le anomalie sono le maggiori, con punte fino a 4°C che, per essere un’anomalia su base annua e riferita al periodo climatico più recente, ovvero il 1981-2010, è gigantesca).

Forse qualcuno si trova, a questo punto, a disagio nel vedere una mappa in cui, visivamente, non è così evidente la presenza di un’anomalia positiva sul globo. Questo succede perché la Figura 1 si riferisce al periodo 1981-2010 e non al 1961-90, che è di 0,3°C più freddo. Se vogliamo vedere come apparirebbe la stessa mappa riferita al periodo 1961-90, osserviamo la Figura 2: l’informazione è la stessa, ma qui appare decisamente più evidente come il 2013 sia stato decisamente più caldo della media del trentennio 1961-90.

Zoomando sull’Europa (Figura 3), si nota come il continente sia stato praticamente diviso in due: mentre la porzione occidentale ha registrato un’anomalia debolmente negativa o al limite nulla, la parte orientale ha registrato una forte anomalia positiva. Anche il nostro paese ha risentito di valori leggermente più freschi della media nella parte nordoccidentale e più caldi della media nella parte meridionale.

Figura 1 – anomalie della temperatura media globale del 2013.

 

Figura 2 – anomalia di temperatura del 2013 rispetto al trentennio di riferimento 1961-90.

Figura 3 – anomalia di temperatura sull’Europa rispetto al riferimento 1981-2010.

 

La Figura 4 riporta infine le mappe stagionali.

L’inverno (DJF) mostra il forte dipolo che ha caratterizzato l’emisfero nord, con una grossa anomalia fredda su Siberia, Asia occidentale e Canada occidentale, e con una lingua estesa sulla Scandinavia, e l’altrettanto forte anomalia positiva estesa dal Canada e gli States orientali alla Siberia settentrionale ed all’Artico, con valori altissimi anche se localizzati. L’emisfero sud ha invece visto prevalere valori positivi, in particolare sull’Antartide.

In primavera (MAM), un arco freddo ha avviluppato la fascia dal Mediterraneo occidentale al nord Europa, alla Siberia, per poi scendere sull’Asia orientale; sul nord America, una fascia diagonale ha tagliato in due il continente, dall’Alaska alla Florida. Nell’emisfero sud, prevalenza di anomalie positive, anche in Antartide, malgrado alcuni spot negativi.

L’estate (JJA) ha visto la prevalenza di anomalie positive su Eurasia, nord America, Australia e soprattutto Antartide (dove si è registrata l’anomalia maggiore), mentre le aree più fresche sono state l’estremo nord America e le coste antartiche ad ovest del sud America, dove si sono registrati i valori minimi.

L’autunno (SON), infine, ha fatto registrare vistose anomalie positive alle alte latitudini dell’emisfero nord e su tutto il continente antartico, mentre l’unica zona con anomalia negativa degna di nota è stata quella delle coste antartiche ad ovest del sud America.

Dec

March

Jun

Sept

Figura 4 – anomalie stagionali di temperatura rispetto al riferimento 1981-2010. Da sinistra in alto: inverno e primavera; in basso, estate e autunno.

 

Quest’anno vogliamo provare a mostrare anche la mappa delle anomalie di precipitazione, una grandezza molto più variabile sul territorio. Una mappa a grande scala come questa tratta dal database NCEP non può che far rilevare i segnali principali ed a maggiore scala, non riflettendo pertanto le variazioni a scale più piccole. Anche in questo caso, vediamo le anomalie di precipitazione, ovvero la differenza tra il valore medio annuo e quello medio relativo al periodo 1981-2010. La grandezza visualizzata non è la precipitazione accumulata in un anno, ma il rateo di precipitazione, in mm al giorno (per ottenere il dato accumulato annuo, occorre dunque moltiplicare il numero per 365, i giorni di un anno).

Pur nella complessità dell’immagine, si identifica abbastanza bene il segnale di un incremento delle piogge su un’area che avviluppa buona parte del bacino occidentale del Mediterraneo e dell’Europa sudoccidentale. Il segnale più evidente, globalmente, è l’incremento della piovosità sull’Indonesia, sull’Africa equatoriale e sulle parti occidentali tropicali dell’America, ed il deficit di pioggia sulle altre aree equatoriali: questi andamenti sono legati alla fase della teleconnessione ENSO, più nota come El Niño, che nello scorso anno è transito da una fase negativa (La Niña) ad una lievemente positiva (El Niño).

Figura 5 – anomalie del rateo di precipitazione (in mm al giorno) rispetto al riferimento 1981-2010. 2012 (a destra).

 

L’ultima analisi che voglio mostrare è l’anomalia termica del mese di dicembre 2013 appena terminato (Figura 6). Trattandosi di una media su un solo mese, naturalmente, non ci si deve stupire di vedere anomalie molto più marcate rispetto alle medie stagionali o annue sopra mostrate. Ho riportato due immagini: l’anomalia rispetto al trentennio di riferimento e rispetto al dicembre 2012.

Notiamo che i due segnali più evidenti sono presenti in entrambe le mappe, anche se con intensità diverse: la vistosa anomalia negativa presente dalla Groenlandia al Canada ed agli Stati Uniti orientali, e l’enorme ed intensa anomalia positiva presente sull’Eurasia, che si estende fino a ricoprire tutta la regione polare artica e culmina sulla Mongolia. Rispetto alla media, entrambe culminano in valori di 6°C. Rispetto ad un anno fa, quando gran parte dell’Eurasia fu colpita da un’intensa ondata di freddo per la gran parte del mese di dicembre (si veda qui), le anomalie positive arrivano a culminare sulla Mongolia a +12°C, mentre quelle negative si estendono anche agli Stati Uniti orientali e risparmiano invece l’Alaska, che un anno prima aveva sperimentato temperature inferiori.

Dec

March

Figura 6 – anomalia di temperatura a dicembre 2013, rapportata al periodo di riferimento 1981-2010 (a sinistra) ed al dicembre 2012 (a destra).

Il confronto di queste due mappe spiega molto bene il significato del termine “variabilità interannuale”, mostrando come su alcune zone, ad un anno di distanza, si possano verificare situazioni meteorologiche diverse (è il caso dell’Europa e degli Stati uniti), mentre in alcune zone (bacino orientale del Mediterraneo, Argentina) si sono ripetute più o meno le stesse condizioni. Si nota anche come, d’inverno, generalmente le variazioni termiche nel nostro emisfero sono maggiori, e le anomalie sono conseguentemente vistose.

Ebbene, anomalie termiche positive ampie e aumento della variabilità interannuale sono proprio due delle caratteristiche del clima futuro che ci attende, almeno stando a quanto prevedono gli Earth System Models (per esempio quelli dell’esperimento CMIP5) usati per il 5° rapporto dell’IPCC, che sarà disponibile nella versione finale tra pochissimo.

La conclusione è che, al momento, i dati non mostrano alcun segnale che possa far ipotizzare che il global warming stia fermandosi.

 

Testo di Claudio Cassardo

69 responses so far

69 Responses to “Tranquilli, il riscaldamento globale non si è fermato”

  1. Marco Delle Curtion gen 7th 2014 at 23:13

    Incredibile, non più tardi di questa sera il prof. Franco Battaglia, docente di chimica fisica dell’università di Modena, sosteneva durante la trasmissione Zapping 2.0, di radio Rai 1, la tesi di un complotto mondiale, ad opera dei produttori di fotovoltaico, in cui queste notizie sarebbero montate ed hoc per incrementare le vendite.

  2. Gabriele Messorion gen 8th 2014 at 08:55

    Un post molto chiaro, anche perchè oramai la tesi negazionista si riduce spesso ad affermazioni del tipo “freddo polare in …, altro che riscaldamento globale” (vedere il recente servizio del TG3) – come se, nel caso in cui ogni nuovo anno non fosse sempre un nuovo record di temperatura, il riscaldamento globale sarebbe una bufala.
    Aggiungo il link a un grafico dell’AR5 dell’IPCC sul contenuto di calore degli oceani (http://www.easterbrook.ca/steve/wp-content/IPCC-AR5-WG1-Box-3.1-Fig-1.png), che trovo ancora più chiaro degli indici di temperatura nel mostrare l’inesorabile riscaldamento del pianeta. Per chi volesse trovarla nella bozza del report completo, è la figura Box 3.1, Fig.1.

  3. Paolo da Genovaon gen 8th 2014 at 12:04

    Mi piacerebbe vedere le medie delle anomalie di temperatura anche degli anni precedenti al 1998, perché effettivamente non si può negare che dal 2001 ad oggi la temperatura media globale non sia aumentata. Ho provato a fare il grafico delle anomalie di temperatura, nei periodi 1998-2013 e 2001-2013, più che altro a fini di esercizio (da quando mi hanno cambiato sistema operativo, mi tocca imparare da capo certe cose). Ho aggiunto pure la linea di tendenza al grafico. Tale linea nel periodo 1998-2013 è in lieve pendenza, nel periodo 2001-2013 è praticamente piatta. Quindi mi chiedo come fossero i dati precedenti al 1998, perché se, come credo, la temperatura media globale aumentava parecchio di anno in anno, mentre ora aumenta poco o non aumenta, non capisco come si possa dire che il riscaldamento globale sia come prima o che addirittura stia accelerando.

  4. stephon gen 8th 2014 at 13:59

    @Paolo
    un po’ di dati:
    http://img7.imageshack.us/img7/543/3kfk.png

    i trend (dataset GISS):
    http://img4.imageshack.us/img4/4748/tg4r.jpg

    le medie decennali (fonte: WMO):
    http://img809.imageshack.us/img809/698/2gv4.png

  5. stephon gen 8th 2014 at 16:07

    @Paolo
    benvenuto sulla scala mobile!

    http://www.skepticalscience.com/graphics/Escalator_2012_1024.gif

  6. Paolo da Genovaon gen 8th 2014 at 16:47

    @Steph
    Grazie mille!

    Il grafico più interessante mi pare il terzo, dove si vede l’andamento della temperatura media globale sul lungo periodo. Non mi piace però come viene presentato, perché a colpo d’occhio fa passare variazioni piccole per variazioni grandissime. E i centesimi di grado per me andrebbero aboliti, tanto più su misure di 100-130 anni fà, perché avranno senso matematico, ma non hanno senso fisico, dato che nessun termometro ambientale li rileva.

  7. Claudio Cassardoon gen 8th 2014 at 17:20

    @Paolo
    “non capisco come si possa dire che il riscaldamento globale sia come prima o che addirittura stia accelerando”: a livello di media sui trent’anni, che è il periodo di riferimento per le analisi climatiche, siamo ancora in presenza di un’accelerazione. Certamente, questa accelerazione è sicuramente favorita dal fatto che si è assistito ad un aumento delle temperature medie globali più deciso dal 1970-5. A livello di media sui dieci anni, stiamo assistendo effettivamente ad una crescita meno robusta di quella sperimentata nei venti anni precedenti; ma il trend è comunque ancora ben positivo.
    Il fatto è che una media di temperature può crescere in molti modi. Uno è una maggiore frequenza di eventi all’estremo caldo, l’altro è una minore frequenza di eventi all’estremo freddo. Nell’ultimo decennio, le temperature medie globali, pur non avendo fatto registrare un massimo clamorosamente sopra la media, stanno mostrando una variabilità interannuale della temperatura più contenuta.
    Se il trend di crescita dovesse mantenersi pari all’attuale anche per i prossimi 7 anni, probabilmente il trentennio 1991-2020 potrebbe far registrare un trend di crescita pari a quello del trentennio 1981-2010.
    Riguardo alle cifre decimali, quando si opera una media, l’errore standard della media diminuisce con la radice quadrata del numero delle misure, per cui, anche se l’errore strumentale fosse di 0,5°C, l’errore della media considerando le stazioni usate per ottenere la media globale diventa inferiore, e così poi per la media temporale. Questo giustifica l’uso delle cifre decimali anche se la precisione del dato è molto superiore.

  8. agrimensore gon gen 8th 2014 at 18:37

    @Cassardo: in merito alla tabella (2), perchè i periodi climatici trentennali sono calcolati a 10 anni di differenza del punto d’inizio di due periodi consecutivi? Avrebbe ottenuto risultati simili, cioè differenze delle anomalie termiche che aumentano tra due periodi climatici consecutivi, se gli anni di differenza fossero stati meno, ad esempio 5?

  9. Claudio Cassardoon gen 8th 2014 at 22:25

    @agrimensore: usando periodi di 5 anni invece di 10, il calcolo delle anomalie con i dati NCEP viene il seguente (dati in °C):
    1961-90 meno 1951-80: 0.08
    1966-95 meno 1956-85: 0.09
    1971-00 meno 1961-90: 0.10
    1976-05 meno 1966-95: 0.16
    1981-10 meno 1971-00: 0.18
    Non ho fatto il conto anche con gli altri database, ma non mi aspetto differenze colossali. Comunque, con i link nel post, ciascuno può farselo da sé.
    Potrei fare anche il calcolo ogni anno: otterrei un risultato analogo nella sostanza, ma ovviamente con maggiori fluttuazioni: infatti starei eseguendo una media corrente su 30 anni ogni anno.

  10. agrimensore gon gen 9th 2014 at 14:55

    Veramente intendevo che il confronto potesse avvennire con il periodo climitico calcolato sul quinquennio precedente non sul decennio (1981-10 meno 1976-05 anzichè 1981-10 meno 1971-00), ma non fa nulla, calcolerò per conto mio. Grazie lo stesso.

  11. Stefano Caserinion gen 9th 2014 at 15:23

    Una cosa che si dovrebbe sempre tener conto è che anche in altri periodi degli ultimi 40 anni ci sono stati andamento molto irregolari se visti su brevi periodi, o presunte “pause”, come ben mostrato dal lavoro di Eesterling e Wehner
    http://www.cgd.ucar.edu/cas/ace/presentations/easterling.pdf
    discusso anche qui
    http://www.skepticalscience.com/Is-the-climate-warming-or-cooling.html

  12. Massimoon gen 11th 2014 at 14:25

    Ottimo articolo
    Vi seganlo la mia pagina Facebook. Per seguirla entrate e cliccate mi piace.

    Un saluto a tutti

    https://www.facebook.com/CambiamentoClimatico?ref=hl

  13. [...] riscaldamento globale e l’ondata di freddo USA vedi qui e [...]

  14. Francescoon gen 14th 2014 at 12:31

    Dal 2000 ad oggi (2013 concluso), all’incirca, la temperatura mi pare che non stia più aumentando. Questo come si spiega? In effetti il global warming potrebbe aver subito una battuta d’arresto. Perchè nell’articolo questo non viene detto? Negli anni che vanno dal 1950-60 fino al 2000 la temp media aumentava più o meno costantemente.
    Grazie mille.

  15. Francescoon gen 14th 2014 at 12:38

    Date un’occhiata a questo articolo ad esempio:
    http://www.saccani.net/blog/2009/12/il-global-warming-esiste-si-ma/

    insomma, a chi bisogna credere?

  16. homoereticuson gen 14th 2014 at 13:13

    @ francesco

    già a chi credere? faccia un po’ lei…

    al rispettabilissimo sciur saccani dalla provincia di lecco
    (http://www.saccani.net/curriculum_it.php)?

    o al 97 per cento degli studiosi del clima che fa ricerca, pubblica su riviste internazionali e si è fa tuti i santi e meno santi giorni un mazzo tanto per capirne qualcosa?

    già, a chi credere? chi lo sà. Chi può dirlo? mah, e ancora mah.

  17. Gabriele Messorion gen 14th 2014 at 13:19

    Francesco, provo a rispondere ad entrambe le tue domande. Riguardo alla prima, è assurdo credere, sulla base di pochi anni di dati, che il riscaldamento globale si sia fermato. Nessuno afferma che l’uomo sia l’unica influenza sul nostro clima. Vi è una variabilita intrinseca, dettata da un ventaglio molto ampio di effetti, a cui si aggiunge l’impronta dell’umanità.
    Provo ad argomentare quest’affermazione con un esempio:

    Immagina di alzarti un giorno di inizio Novembre e accorgerti che fa più caldo del giorno precedente. Davvero basterebbe per convincerti che all’Autunno seguirà la primavera? Oppure ti aspetterai lo stesso che le temperature calino con il passare delle settimane? Con il riscaldamento globale il discorso è lo stesso. Pochi anni di temperature quasi costanti non possono oscurare il fatto che il pianeta si stia scaldando rapidamente negli ultimi decenni.

    Riguardo all’articolo che citi, faccio solo due osservazioni. La prima è che la figura 1 è un disegno a mano libera più che un grafico scientifico. Noterai infatti che manca un asse verticale delle temperature. Un grafico in scala ha quest’aspetto: http://nsidc.org/cryosphere/sotc/images/proxy-based_temperature_rec.gif. Parecchio diverso, vero?

    Aggiungo che la temperatura atmosferica non è la quantità fondamentale su cui ragionare. E’ meglio discutere in termini di energia, che è la quantità fisica di base attorno a cui ruota il problema. Ecco il collegamento ad un grafico dell’AR5 dell’IPCC sul contenuto di calore degli oceani (http://www.easterbrook.ca/steve/wp-content/IPCC-AR5-WG1-Box-3.1-Fig-1.png), che trovo ancora più chiaro degli indici di temperatura nel mostrare l’inesorabile riscaldamento del pianeta. Se vuoi verificare la fonte trovi la figura nella bozza del report completo, Box 3.1, Fig.1.

  18. Riccardo Reitanoon gen 14th 2014 at 23:09

    Francesco
    purtroppo costa fatica valutare l’attendibilità di una fonte nel caotico internet. Però, prima di chiederti a chi credere potresti dare una rapida occhiata. Non ho letto il sito che hai linkato, non so quindi dire se ciò che sostiene il Saccani sia giusto o sbagliato. Ma visto che non è uno del mestiere almeno una blanda verifica mi sembra indispensabile.

    Le figure le ho guardate. In particolare la prima mi ha colpito e sono andato a guardare la fonte. Proviene da un sito meteo gestito da due meteorologi, fonte apparentemente più qualificata di Saccani. Il sito offre un servizio di previsioni meteorologiche (non climatiche) mensili, città per città, a distanza di (teniamoci forte) un anno. Vuoi sapere la temperatura media di gennaio 2015 a, per dire, Bologna? Lì te lo dicono e devi anche scegliere fra Bologna città e Borgo Panigale. Qualunque generico appassionato di meteorologia sorriderebbe divertito.

    Se guardiamo le pagine climatiche non va meglio. Si trova lo stesso grafico di Saccani con la spiegazione di come è stato costruito; primo paragrafo (io mi sono fermato lì):
    “The information on this website shows weather and historical trends from approximately 600 B.C. to the present day. Much of this data was put together by the Weather Science Foundation in Illinois back in the early to mid 1970s.”
    Quindi abbiamo dati paleoclimatici raccolti da una fondazione meteorologica dell’Illinois vecchi di 40 anni, quattro decenni di duro lavoro passati invano. All’epoca i paleoclimatologi ancora sognavano di avere i carotaggi di Vostok.

    Mi scuso per la prolissità ma faccio fatica a comprendere come un articolo a caso su internet possa far venire dubbi a qualcuno. Capisco che è arduo, ma che almeno si cerchino i rari climatologi scettici che ci sono in circolazione.

  19. stephon gen 14th 2014 at 23:56

    @Francesco
    “Dal 2000 ad oggi (2013 concluso), all’incirca, la temperatura mi pare che non stia più aumentando”
    Le pare male. Vedi sopra.

    “Questo come si spiega?”
    I climatologi e i meteorologi lo chiamiamo variabilità. E lei?

    “Negli anni che vanno dal 1950-60 fino al 2000 la temp media aumentava più o meno costantemente”
    Ha bisogno un paio di occhiali?

  20. Claudio Cassardoon gen 16th 2014 at 22:49

    @Riccardo
    Hai fatto male a fermarti a leggere un solo paragrafo. Se avessi perseverato nella lettura, avresti trovato tutti gli ingredienti già noti ed arcinoti ai negazionisti (manca solo la storia di Erik il rosso o della Groenlandia verde, ma magari leggendo tutto si trovano pure quelle…), del resto già evidenti nello stesso grafico, che mostra le temperature medioevali ben maggiori di quelle attuali, cosa già smentita oltre una decina di anni fa dai dati.
    Ma c’è di più: se vai sul link del 4° paragrafo, trovi questo interessante grafico (http://www.longrangeweather.com/images/chart.pdf) in cui sono mischiati alla rinfusa eventi meteo e politici come se ci fosse un collegamento…
    Infine, nei link climatici, altre chicche come questa (http://www.longrangeweather.com/ArticleArchives/GreenlandIceSheet.htm) in cui si sostiene che in Groenlandia i ghiacciai stanno avanzando…
    E meno male che il signor Saccani, nei suoi voli liberi, afferma che “è sempre bene verificare le fonti dei dati dei grafici climatici, le post-elaborazioni sui dati grezzi possono fare miracoli e trasformare dati normali in più o meno quello che si vuole”. Ha ragione: infatti è proprio quello che ha fatto…
    Già, le fonti… qui gli esperti dovrebbero essere i due meteorologi americani.
    Cliff Harris, che nel sito si autodefinisce “uno dei migliori dieci climatologi nel mondo” appare essere in realtà più noto per le sue sparate sulle scie chimiche (http://chemtrailsnorthnz.wordpress.com/2012/06/19/one-of-top-climatologists-covered-chemtrails-geo-engineering-in-coeur-dalene-press/ – e secondo me non è un caso: una bufala tira l’altra). Autodidatta, ritiene che “the Bible is loaded with clues on predicting the weather”. Serve altro?
    Di Randy Mann si sa ben poco, oltre che è un negazionista convinto e un commentatore meteo.
    Il loro sito si propone di vendere profezie meteo-climatiche per la modica somma di 129 US$ all’anno, e non è in fondo strutturato tanto diversamente dai siti che promettono di perdere peso o di vincere il malocchio. Direi che basta e avanza per definirne la credibilità come nulla.
    Ho voluto dar spazio a queste bufale per sottolineare, ancora una volta, che quando si leggono delle cose su argomenti sui quali non si ha competenza, è opportuno e indispensabile controllare la qualità e la credibilità delle fonti.

  21. Riccardo Reitanoon gen 17th 2014 at 18:11

    Claudio
    mi sono lasciato convincere e l’ho letto. Devo dire che, oltre alla parte meteorologica e climatologica, anche sul piano storico e geografico abbiamo qualche problema. Il primo è del tutto arbitrario, il secondo inesistente. Alla faccia del “global”.

    C’è però una cosa che non ho capito. Loro parlano di un ciclo di 500 anni diviso in quattro fasi; mi aspetto che ogni fase sia in media di 125 anni. Contestualmente mostrano come dal 1890 ad oggi abbiamo avuto tutte è quattro le fasi, quindi un periodo un quarto di quello citato.
    Ma d’altra parte, se per dimostrare quanto sono stati orribili gli anni ’80 con tre siccità nel Midwest americano, eruzioni vulcaniche ed estesa instabilità politica, citano che “Many people that we’ve talked to have said that they would like to “forget the 1980′s weatherwise and otherwise”", beh, non credo che si possa chiedere loro qualcosa di “scientifico” come il periodo di un ciclo.

    Tornando all’origine, a chi dovrebbero credere Francesco e gli altri lettori di Saccani e di Longrangeweather? Tristemente, tutte le assurdità di cui abbiamo detto non sembrano impressionare nè Saccani, che anche ci scrive sopra, nè i lettori che “vanno in crisi” e, chissà, anche qualche loro amico che si lascia “contagiare”.

  22. [...] USA nel 2013, da una (infelice) frase di Obama al fatto che il 2013 sia stato da qualcuno previsto (sbagliando e di molto) come l’anno più freddo nella serie storica USA. In due parole, un pot pourri privo di senso, [...]

  23. GVert79on ott 11th 2014 at 12:22

    Voi sostenitori del Global Warming continuate ad arrampicarvi sugli specchi.
    Ma di quanto dovrà scendere la colonnina di mercurio , l’inverno prossimo , per farvi ammettere che la realtà va nella direzione esattamente opposta a quella che l’ipcc, da 10 anni, sta imponendo con arroganza ai media ?
    Dati su dati contraffatti e alterati (e pure male).

    Ah… beh, certo voi siete arrivati al punto di dire: le temperature calano perché è un “retroeffetto dell’effetto serra” .

    ma perfavore….!!!!

  24. VGerton ott 11th 2014 at 12:40

    Gabriele Messori,

    puoi postare tutti i grafici dell’Ipcc (e te ne sono grato).
    il problema è uno solo.
    io (come tanti altri) non credo ai dati forniti dall’Ipcc.

  25. Gabriele Messorion ott 11th 2014 at 17:56

    Caro VGert,

    Sta proprio qui il tuo errore. L’IPCC non svolge alcuna attività di ricerca nè tantmeno di raccolta dati. Quelli che tu chiami “dati forniti dall’IPCC” sono in realtà dati raccolti ed analizzati da ricercatori di tutto il mondo che vengono unificati e presentati in un unico rapporto dall’IPCC. Non credere all’IPCC equivale in sostanza a non credere a nulla di quanto è stato pubblicato nella letteratura scientifica degli ultimi decenni.

  26. Claudio Cassardoon ott 11th 2014 at 19:46

    VGert, o GVert79 o come diavolo si firma,
    innanzitutto a chi non ha neppure il coraggio di esplicitare il proprio nome e cognome e preferisce nascondersi dietro improbabili pseudonimi non varrebbe neppure la pena di rispondere.
    Comunque la invito a presentarci anche UN SOLO esempio di calo di temperatura media globale su scala climatica, ovvero su periodi sui quali ha senso parlare di analisi climatiche (altrimenti è aria fritta). UNO SOLO. Poi ne riparliamo.
    “Voi siete arrivati a dire…”: voi chi? O fa nomi e cognomi, o è una frase senza senso. “retroeffetto dell’effetto serra”: ci illumina dandoci un riferimento? Grazie.

  27. Riccardo Reitanoon ott 11th 2014 at 22:25

    Claudio
    chiedi una scala climatica a chi parla del freddo dell’inverno prossimo?

  28. Claudio Cassardoon ott 12th 2014 at 10:37

    Riccardo,
    non ho risposto tanto per o a lui (so che è un troll e quindi che è tempo perso: chi non vuol sentire è un sordo incurabile!), quanto per altri lettori che guardino questo post.

  29. Valentinoon ott 22nd 2014 at 14:19

    I dati della Nasa su Aprile-Settembre 2014:

    http://www.businessinsider.com/this-year-saw-the-warmest-september-on-record-2014-10

    2014 had the warmest September humans have recorded, according to both NASA’s Global Land-Ocean Temperature Index and the National Oceanic and Atmospheric Administration’s National Climatic Data Center.

    September came at the end of a record-breaking six months: April, May, June, and August of this year were all also the warmest on record, and July came in at fourth hottest.

  30. Paolo C.on ott 22nd 2014 at 14:27

    Not only did NOAA report Monday that last month was the hottest September on record, but they also pointed out, “The past 12 months—October 2013–September 2014—was the warmest 12-month period among all months since records began in 1880.”

    http://thinkprogress.org/climate/2014/10/21/3581943/hottest-12-months-on-record/

  31. VGerton ott 26th 2014 at 07:33

    La dico senza mezzi termini.
    Gli studi raccolti da IPCC SONO CONTRAFFATTI.
    Invito a verificare le notizie, alla ribalta delle cronache, SULLE MAIL CHE QUESTI PSEUDORICERCATORI SI SCAMBIAVANO COL FINE DI ALTERARE I DATI.
    DA MANN IN POI , parliamo del 1997, TUTTI I DATI A SOSTEGNO DEL AGW SONO STATI DOLOSAMENTE CONTRAFFATTI O ALTERATI.
    Rilevatori posti in parcheggi o aree urbane ad alta intensità demografica; stazioni meteo chiuse arbitrariamente (quelle che fornivano datalog “scomodi”), rilevazioni solo su una porzione piccola e ben selezionata dei ghiacciai. Addirittura la foto emblema del movimento ambientalista è stata artefatta (un banale ritaglio in postproduzione)-
    Eppoi ancora, minaccie a climatologi dissidenti di revocare loro le sovvenzioni.
    Sig. Messori,
    Vi indico qualche serio negazionista ( come offensivamente lo chiamate VOI)
    il prof.Nakamura, il suo collega russo Abdumatassov, il climatologi italiano Madrigali, il prof. Zichichi e tanti altri ancora.
    Tutti sostengono l’esatto contrario del GW.
    La temperatura globale si sta velocemente abbassando.
    Così come si sta riespandendo il pak Artico.
    Su questo bisognerebbe interrogarsi. E anche su come da 20 anni si sia potuta sostenere la più grande speculazione finanziaria in Occidente con la carbon tac;
    Mi chiamo Stefano Ferreri (sig. Cassardo) ,
    ma la mia libertà di parola non risiede in un nome.
    Ma nelle capacità di indignarmi nel vedere ancora oggi parte della comunità scientifica asservita alla politica.

  32. Stefano Ferrerion ott 26th 2014 at 07:34

    Sono VGert e la dico senza mezzi termini.
    Gli studi raccolti da IPCC SONO CONTRAFFATTI.
    Invito a verificare le notizie, alla ribalta delle cronache, SULLE MAIL CHE QUESTI PSEUDORICERCATORI SI SCAMBIAVANO COL FINE DI ALTERARE I DATI.
    DA MANN IN POI , parliamo del 1997, TUTTI I DATI A SOSTEGNO DEL AGW SONO STATI DOLOSAMENTE CONTRAFFATTI O ALTERATI.
    Rilevatori posti in parcheggi o aree urbane ad alta intensità demografica; stazioni meteo chiuse arbitrariamente (quelle che fornivano datalog “scomodi”), rilevazioni solo su una porzione piccola e ben selezionata dei ghiacciai. Addirittura la foto emblema del movimento ambientalista è stata artefatta (un banale ritaglio in postproduzione)-
    Eppoi ancora, minaccie a climatologi dissidenti di revocare loro le sovvenzioni.
    Sig. Messori,
    Vi indico qualche serio negazionista ( come offensivamente lo chiamate VOI)
    il prof.Nakamura, il suo collega russo Abdumatassov, il climatologi italiano Madrigali, il prof. Zichichi e tanti altri ancora.
    Tutti sostengono l’esatto contrario del GW.
    La temperatura globale si sta velocemente abbassando.
    Così come si sta riespandendo il pak Artico.
    Su questo bisognerebbe interrogarsi. E anche su come da 20 anni si sia potuta sostenere la più grande speculazione finanziaria in Occidente con la carbon tac;
    Mi chiamo Stefano Ferreri (sig. Cassardo) ,
    ma la mia libertà di parola non risiede in un nome.
    Ma nelle capacità di indignarmi nel vedere ancora oggi parte della comunità scientifica asservita alla politica.

  33. Stefano Ferrerion ott 26th 2014 at 07:44

    CASSADRO,
    è comodo liquidare qualcuno come troll, quando questo qualcuno le mette uno specchio davanti.
    Molto comodo .

  34. Riccardo Reitanoon ott 26th 2014 at 11:16

    Stefano Ferreri
    le “notizie” che invita a verificare sono vecchie e già abbondantemente verificate.

    1) I climatologi non si scambiavano email per alterare i dati e non è vero che da Mann in poi “TUTTI I DATI A SOSTEGNO DEL AGW SONO STATI DOLOSAMENTE CONTRAFFATTI O ALTERATI.” Su questi due punti ci sono state diverse commissioni a vario livello a confermarlo, anche se in realtà basta leggere direttamente i documenti rubati e non i brani estratti ad arte come vengono riportati dalla “galassia negazionista”.
    2) La posizione delle centraline meteorologiche è nota e i dati sono processati tenendone conto. Si fa così da decenni, ma alcuni sembrano non saperlo o ignorarlo intenzionalmente.
    3) Nessuna “minaccia” ai climatologi “dissidenti”. Vero però che se un collega spara castronerie non può pensare di avere il supporto e la stima degli altri per ottenere fondi di ricerca o posizioni di rilievo in Società scientifiche; funziona così in tutti i campi della scienza.
    4) Abdumatassov, Madrigali e prof. Zichichi non sono climatologi. Climatologi scettici, che lei invece non cita, ci sono. Anche in questo caso, funziona così in tutti i campi; i “bastian contrari”, pochi, esistono. Qualche volta è successo che abbiano avuto ragione, ma ciò non significa che abbiano ragione sempre. Al contrario, il più delle volte sbagliano.
    5) Che la temperatura globale stia diminuendo e che il ghiaccio artico si stia espandendo è contraddetto dai dati, non da qualche astrusa teoria di climatologi corrotti.

    Su queste cose si sono interrogati in tanti e le risposte ci sono. Mi permetto di proporre anche io una domanda, forse retorica: come mai le posizioni sostenute da pochi scienziati isolati e lobby (finanziatrici) interessate hanno tanto spazio e risonanza sui media da creare una così forte discrepanza fra opinione pubblica e scienza?

  35. Gabriele Messorion ott 26th 2014 at 12:17

    Sig. Ferreri,

    La sua libertà di parola risiede anche in un nome. Il fatto che su questo sito i commenti siano liberi è possibile grazie alla civiltà di chi li scrive. Identificarsi con il proprio nome e cognome, come facciamo tutti, fa parte di questo.
    Riguardo ai dati “DOLOSAMENTE CONTRAFFATTI”, integro la risposta di Riccardo.

    i) Nel 2010 una inchiesta della Pennsylvania State University non trovò nulla di anomalo nella corrispondenza di Mann e colleghi.

    ii) Nel 2010 una commissione del Parlamento britannico giunge alla stessa conclusione.

    iii) Nel 2010 un’inchiesta del dipartimento dell’Ambiente degli Stati Uniti d’America (EPA) giunge alla stessa conclusione.

    iv) Nel 2011 idem come sopra per un’inchiesta del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti d’America.

    v) Nel 2011 idem come sopra per la National Science Foundation.

    Se me ne sono scordata qualcuna prego ad altri di integrare. Ora, lei veramente ritiene che la National Science foundation, il Parlamento inglese, l’EPA e persino il Department of Commerce (che, se proprio dovessere prendere le parti, dovrebbe essere pro-negazionisti) siano tutti in combutta con un gruppo di climatologi che manipolano i dati? Francamente trovo questa ipotesi poco plausibile.

  36. Stefano Ferrerion ott 26th 2014 at 15:25

    Sig.Messori,
    il solo fatto che lei escluda a priori che esista una enorme operazione di cover up , mi porta a credere, o per lo meno ad indagare, sul contrario. D’altra parte non è la prima. Pensiamo allo scandalo della Aviaria fabbricata ad arte da Big Pharma e alle origini del Aids. Ma se ne possono citare altre ; molte purtroppo.

    Sikoko è un noto paleoclimatologi prof.emerito con cattedra a Gotenburg e Harvard.
    Abdumatassov è responsabile del più importante centro di ricerche russo sui cambiamenti climatici. Anche esso climatologo e con anni di insegnamento universitario alle spalle.
    Va da sé che anche restringendo la cerchia dei negazionisti ai soli climatologi, la cerchia sarebbe comunque di amplissimo diametro, un diametro sempre più in espansione.
    La manipolazione dei dati, lo insegnano i professionisti dell’insabbiamento, avviene omettendo le informazioni. Escludendo le altre variabili, presumendo di non dover offrire l’onere della prova per confutare quelle teorie opposte, alle quali non si degna la minima attenzione.
    Concludo.
    Venire a dire che sarei un cittadino libero per il fatto di scrivere su un blog più o meno seguito è ridicolo.
    Con il massimo rispetto che ho x questo spazio, ma presumere che faccia”tendenza” a livello internazionale ….mi pare un po’ un delirio.

  37. VGerton ott 26th 2014 at 16:48

    Ps.

    Le inchieste del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti d’America del 2011
    , quella inglese degli anni precedenti, mi risulta siano tutte GOVERNATIVE.
    C’è da aggiungere altro?
    A parte il fatto che credere alle indagini governative è come credere che la Guerra del Golfo fu fatta per spirito di “giustizia e carità” , o che la strage del Cermis fu solo un difetto del veivolo militare che “impazzì” improvvisamente passando sopra una funivia.

    E, a parte il fatto che l’EPA ha ricevuto centinaia di migliaia di dollari dal governo Gore per costruire un intero meccanismo speculativo che ha il suo centro nella famigerata compravendita di quote della Carbon Tax.
    Ripeto e vi ripeto:
    Vi fa così paura un confronto sereno con le conclusioni delle ricerche ventennali di Nakamura ( scienziato dell’Agenzia Nazionale giapponese specializzata per la ricerche marine ), di quelle di Vincenzo Ferrara (altro climatologo che dovreste conoscere bene) , di Cliff Harris, di Madrigali, del già citato prof. Abdumatassov ?
    Se ritenete di essere nel giusto confrontate i dati. Tutti i dati.
    Prendete ad esame altre variabili come l’attività solare o il fattore ciclico.

  38. Riccardo Reitanoon ott 26th 2014 at 17:35

    Stefano Ferreri
    Abdussamatov non è un climatologo, non insegna in una Università e non è resposnsabile di alcun centro di ricerca. Lavora al Pulkovo Observatory ed è a capo del Settore di Ricerca Spaziale sul Sole. Aggiungo che ha pubblicato un solo articolo su riviste indicizzate Web Of Science, tra l’altro rivista edita da Springer ma gestita interamente in Ucraina sotto l’auspicio della relativa Accademia delle Scienze.
    Questo in sé è solo un tassello irrilevante ma credo forse dovrebbe controllare meglio le sue fonti di informazione. Il dubbio lo fanno venire anche la sua citazione fuori luogo di Nakamura e il considerare Madrigali un climatologo.

    P.S.: non presupponga che gli altri utenti non conoscano la letteratura scientifica, anche quella degli scettici.

  39. Paolo C.on ott 26th 2014 at 18:00

    Tra gli scettici ricorderei anche Richard Muller, che mi pare abbia dovuto ricredersi:

    http://berkeleyearth.org/summary-of-findings

  40. oca sapienson ott 26th 2014 at 21:11

    Stefano Ferreri/VGert/GVert79,

    E anche su come da 20 anni si sia potuta sostenere la più grande speculazione finanziaria in Occidente con la carbon tac
    A parte la Svezia e la Finlandia, ci sa dire quali paesi occidentali hanno una carbon tac da 20 anni?

    Sikoko … prof.emerito con cattedra a Gotenburg e Harvard
    E’ sicuro? A Harvard e a Gotenburg dicono di no.

    Prendete ad esame altre variabili come l’attività solare o il fattore ciclico
    L’attività solare è ciclica, ma cala da 35 anni, come mai la temperatura non cala da 35 anni?

  41. Stefano Ferrerion ott 26th 2014 at 22:12

    Ad Harvard e Gotemburg dicono di si.
    Vuoi che facciamo una verifica on line sul prof.Sikoko?
    Pur di negare i fatti vi schiantereste addosso a un muro VOI altri della setta del Global warming.
    Per quanto riguarda la Carbon tax vi invito a leggervi la storia di questa legge e del suo pioniere , quel bravuomo di Al Gore.
    Come mai la temperatura non cala da 35 anni?
    Beh…questo lo dite voi .
    Ma qui si ricomincia il loop.
    Ed è ormai è evidente che i fronti sono due : gli scettici , i ricercatori e gli studiosi sostenitori del Global cooling da un lato;
    i finti ambientalisti e i millenaristi fanatici del Global warming di origine antropica dall’altro .

  42. Stefano Caserinion ott 26th 2014 at 22:55

    Caro Ferreri,
    il suo comportamento e le cose che dice non sono particolarmente nuovi; ogni tanto capita che un nuovo lettore del blog ci riempie di contumelie (setta… finti ambientalisti e i millenaristi fanatici…) portando poche informazioni scientifiche.
    Per evitare di avvitarci in discussione di questo tipo ( le T crescono – non è vero diminuiscono – ma no aumentano, ecc), ci siamo dati delle regole, http://www.climalteranti.it/netiquette , fra cui quella di un limite dei commenti; ma soprattutto abbiamo pubblicato post dettagliati con molti riferimenti e link, in cui da solo può trovare risposte ai dubbi sull’andamento delle temperature e sulle cause del riscaldamento globale.
    Se le fa piacere pensare che sia tutto un complotto non c’è problema, qui siamo interessati agli eventuali aspetti scientifici di questo complotto (dati a supporto, teorie alternative, ecc); il sentito dire ci interessa.

  43. Stefano Ferrerion ott 27th 2014 at 10:31

    Habidullo Abdumatassov è un astrofisico. E quindi?
    fino a quando la questione dei cambiamenti climatici non verrà affrontata da un’ottica “olistica” con confronti interdisciplinari sistematici, l’IPCC brancolerà sempre e comunque nel buio . E lo farà , parallelamente , diffondendo notizie artefatte.

    Prendere , poi , a riferimento gli ultimi 100/ 110 anni di rilevazioni (spesso anche condotte in modo inaffidabile ed errato) su milioni di anni di storia geoclimatica,
    è come capire il Giudizio Universale della Cappella Sistina da un frammento di affresco di pochi millimetri.

    Vi saluto e vi ringrazio per aver dato spazio ad “altre” idee.

    Saluti.

  44. Stefano Ferrerion ott 27th 2014 at 10:33

    Caserini
    “qui siamo interessati agli eventuali aspetti scientifici di questo complotto “…..

    ANCHE NOI.

    E ASPETTIAMO I DATI.

  45. Gabriele Messorion ott 27th 2014 at 17:42

    Sig. Ferreri,

    Lei scrive “ASPETTIAMO I DATI”. Mi sembra che sia in questo post che altrove su climalteranti vi sia una ampia mole di dati a sua disposizione. Il fronte dei negazionisti, invece, accusa e fa chiasso ma mi sembra che poi di dati a supporto della propria tesi ne fornisca ben pochi.
    Inoltre gli studi climatici non si basano solo su “100/ 110 anni di rilevazioni (spesso anche condotte in modo inaffidabile ed errato)”. Esiste un intero campo, la paleoclimatologia, che si occupa proprio di capire cosa sia successo nei milioni di storia geoclimatica precedenti. Detto questo penso che continuare a discutere sul fantomatico complotto internazionale per i cambiamenti climatici sia abbastanza sterile. Come ha detto Stefano, qui siamo interessati a dati scientifici, non ad affermazioni a vanvera.

  46. Stefano Ferrerion ott 27th 2014 at 19:56

    Beh…
    Non mi pare proprio che la paleoclimatologia sia entrata a far parte delle vs indagini.
    Le conclusioni, altrimenti, sarebbero molto diverse

  47. Claudio Cassardoon ott 27th 2014 at 21:21

    Sig. Ferreri,
    di dati ne ha quanti ne vuole, basta cercarli. Li trova anche nel nostro sito, commentati, cercando la parola chiave “dati”. E li trova pure nelle migliaia di citazioni contenute nell’AR5 dell’IPCC. Citazioni che si riferiscono ad articoli scientifici peer-reviewed.
    Ah già, ma lei non si fida dell’IPCC. E probabilmente, a questo punto, crederà pure che l’intero mondo delle riviste scientifiche sia dominato da una mafia cosmica che lasci pubblicare solo gli articoli pro-AGW.
    Beh mi scusi ma questo è un problema suo. Vuole rimanere della sua idea? Padronissimo di farlo. Così come è padronissimo di continuare a tenersi il prosciutto davanti agli occhi e di ripetere il tantra che la temperatura media globale della Terra sia in diminuzione. Del resto, ancora oggi c’è qualcuno che crede che la Terra sia piatta, che l’uomo non è sbarcato sulla Luna, che gli attentati dell’11/9 negli USA non ci sono stati, che l’olocausto sia stata una festicciola privata, e ci sono pure dei mentecatti che credono a fesserie come la cospirazione delle scie chimiche.
    Se vuole continuare a crogiolarsi in mezzo alle fandonie dei negazionisti climatici (la definizione non è mia, ma la uso in quanto trovo che calzi a pennello), le segnalo che ce ne sono molti altri oltre a quelli di sua conoscenza: qui (http://www.desmogblog.com/global-warming-denier-database) ne trova un elenco aggiornato. Li legga pure.
    Infine, come vede, abbiamo ospitato nel blog i suoi commenti, in quanto crediamo sia utile che la gente li legga e si faccia un’idea: infatti, lei non ha fornito un solo dato scientifico a supporto di quanto lei afferma. Ora però basta: personalmente sia io che gli altri colleghi di climalteranti abbiamo cose più utili da fare che non tentare di convincere lei, anzi personalmente me ne guardo bene ed uso il detto del nostro vate: “non ti curar di lor, ma guarda e passa”. E io, appunto, guardo (le temperature che inesorabilmente, in media, continuano ad aumentare, noncuranti di quanti affermano il contrario) e passo. Anzi, passo e chiudo, in quanto la netiquette vale anche per me (e lei inoltre ha già superato il numero massimo di commenti consentiti, ovvero cinque).
    Saluti.

  48. oca sapienson ott 28th 2014 at 13:35

    Claudio C.,
    mi rassegno alla netiquette anch’io, però a malincuore. Speravo di sapere qualcosa di più sugli USA che hanno una carbon tax segreta e sul “prof. Sikoko” con una cattedra – segreta anch’essa, ovviamente – a Harvard e Gotemburg…

  49. Robertoon ott 28th 2014 at 13:46

    anch’io vorrei sapere qualcosa di piu’ sul famoso Prof. Sikoko, vergognandomi per la mia ignoranza.

  50. stephon ott 28th 2014 at 20:19

    @Stefano Ferreri
    la questione del gomblotto globale è piuttosto pertinenza della psicologia cognitiva.
    “Habidullo Abdumatassov è un astrofisico. E quindi? Fino a quando la questione dei cambiamenti climatici non verrà affrontata da un’ottica “olistica” …
    Lei si farebbe fare un impianto dentale da un cardiologo? E si farebbe operare di appendicite da un dentista? No? Perché no? I dentisti, i cardiologi e i chirurghi sono tutti medici, no? Se pensa che non basta esser laureato in medicina per potersi occupare di ogni ambito dello scibile medico, mi spieghi allora perché qualcuno dovrebbe prendere sul serio l’opinione di un astrofisico o di un genetista o di un qualunque tuttologo sulla climatologia.
    In ogni caso: uno scienziato non è autorevole per il fatto stesso di esser scienziato, e questo per il semplice motivo che *lo scienziato* non esiste. O, meglio, esiste in milioni di esemplari nel mondo, ma ciascuno con la propria specializzazione. E l’opinione di un astrofisico sul clima ha lo stesso valore dell’abilità dentistica del cardiologo.
    Perché delle persone come lei dovrebbero prendere sul serio l’opinione di un astrofisico qualsiasi o di un ingegnere o di chiunque altro sulla climatologia, invece che di specialisti nel campo (per es. delle molte migliaia di climatologi e specialisti di fisica dell’atmosfera)? Questa mi pare, invece, la questione di fondo. Potrei pensare alla malafede, magari. Ma non voglio neppure lasciarmi sfiorare da questo sospetto. Non resta però molto altro. L’ignoranza, per esempio: l’impressione è che, oltre a non conoscere la scienza sui cui si pontifica, neppure c’è un’infarinatura sul metodo scientifico, cioè un briciolo di comprensione dei meccanismi attraverso i quali la verità scientifica si afferma, si consolida, eventualmente viene rivista e corretta. Ignoranza alla quale si somma il pregiudizio ideologico: siccome si è deciso che il riscaldamento globale non c’è, se c’è non è colpa nostra e se anche è colpa nostra comunque non è grave, allora qualsiasi argomento, dato, fatto, osservazione, misura, evidenza sperimentale non servirà a schiodare da questa convinzione. Si chiama pre-giudizio, infatti: un giudizio che viene prima di tutto il resto, nonostante tutto il resto. Chissà perché, tuttavia, questa ignoranza e questo pregiudizio emergono sempre e solo sul clima? Per le otturazioni si ricorre al dentista, non al cardiologo. E se c’è da riparare lo sciacquone del bagno, queste persone chiamano l’idraulico, non il giardiniere.

  51. Stefano Ferrerion ott 29th 2014 at 16:21

    X Cassandro
    Le riviste scientifiche dominate dalla mafia cosmica?
    Ma ci fate?
    Ma perché in campo farmacologico cosa succede con le multinazionali ?

    X Steph.
    Il parere di un astrofisico avrebbe lo stesso valore di quello di un odontotecnico su questioni cardiologiche .
    Ecco , di fronte a questa frase mi fermo con rassegnazione.
    E vi ringrazio per avermi tolto il minimo dubbio sui sostenitori del GW.
    Addio.

  52. Paolo C.on ott 29th 2014 at 16:35

    @Ferreri

    Esistono fior di astrofisici che non hanno dubbi sull’AGW, ma immagino che non le interesserebbero perché non condividono il suo punto di vista (e quello di Abdumatassov).

  53. stephon ott 30th 2014 at 10:05

    @Stefano Ferreri
    “Il parere di un astrofisico avrebbe lo stesso valore di quello di un odontotecnico su questioni cardiologiche”
    No, lei non legge bene. Ho scritto che il parere di un astrofisico *sulla climatologia* avrebbe lo stesso valore di quello di un dentista su questioni cardiologiche. Perché dovrebbe essere differente? Che cosa avrebbe un astrofisico di così speciale per poter discernere con specifica competenza di climatologia più di quanto non lo avrebbe un medico dentista su questioni cardiologiche? Dal punto di vista logico, non ci sono dubbi che sia così, come le ho già detto. Provi a vedere cosa sarebbe costretto a studiare se volesse intraprendere un MSc in scienze climatiche e atmosferiche in un qualsiasi istituto universitario che lo fornisce, che so per es. all’ETH . Non c’è bisogno di studiare astrofisica per acquisire expertise nell’ambito delle scienze del clima, così come non c’è bisogno di studiare medicina odontoiatrica per acquisire expertise in cardiologia. Perché? Per la semplice ragione che lo scienziato in senso lato, come detto, non esiste. Ma mi sto ripetendo.

  54. oca sapienson ott 30th 2014 at 16:04

    Signor Ferreri,
    ma come “Addio”? Stiamo tutti aspettando la sua “verifica on-line del prof. Sikoko”, Roberto, la vice-provost di Harvard… Non ci lasci così.

  55. Stefano Ferrerion ott 31st 2014 at 17:36

    Ripeto :
    fintanto che la questione dei cambiamenti climatici non verrà affrontata da un’ottica olistica , onnicomprensiva di tutti i numerosissimi fattori (molti dei quali DETERMINANTI (assai di più della banale Co2) studiati da scienze parallele alla climatologia, il percorso intrapreso sfociera’ in conclusioni sbagliate.
    Solo in un ottica olistica il mosaico diventa visibile e chiaro.
    E ci dice che la temperatura globale non si sta alzando ma che, al contrario, ci sono tutti i presupposti per un raffreddamento globale (quanto repentino è oggetto ancora di ricerche, quelle serie, senza proclami)

  56. Paolo C.on ott 31st 2014 at 19:21

    Curioso che molti “scettici” dell’AGW sostengano che non si sia tenuto conto di “tutti i fattori”; il che fa capire quanto ne sappiano della letteratura scientifica esistente.

  57. stephon ott 31st 2014 at 20:33

    @Paolo C
    “il che fa capire quanto ne sappiano della letteratura scientifica esistente”
    perché avevi ancora dubbi al riguardo?

    @Stefano Ferreri
    “ripeto”
    pensa che ripetendo cose false queste diventino più vere?
    “E ci dice che la temperatura globale non si sta alzando ma che, al contrario, ci sono tutti i presupposti per un raffreddamento globale”
    Strano: da noi i grafici si impara a leggerli nelle scuole primarie. Da lei no?

  58. Stefano Ferrerion nov 2nd 2014 at 15:39

    La gestione della Domus Aurea è fatta da archeologi, ingegneri, fisici, speleologi, perfino botanici e giardinieri.
    E le variabili da controllare e ricercare nella tenuta di Nerone sono meno di una decina.
    Figuriamoci i cambiamenti climatici quale studio immenso e quante discipline dovrebbe chiamare a raccolta !
    I vostri grafici sono una fotografia.Una delle tante, tantissime foto possibili , molte delle quali scattate da angolazioni diverse, più prossime al soggetto, più reali. E che offrono scenari presenti e futuri completamente opposti a quelli del Ipcc

  59. stephon nov 3rd 2014 at 11:51

    @Stefano Ferreri
    La “gestione” del complesso tema dei cambiamenti climatici (di teoria, osservazioni, proiezioni, impatti, effetti, soluzioni etc etc) è fatta da fisici (in tutte le loro declinazioni, persino astrofisici), chimici, geografi, geologi, paleontologi, biologi, glaciologi, persino economisti, storici, sociologi, programmatori informatici…
    Si legga, per semplificazione, i 3 rapporti dell’AR5. Lo scoprirà da sé. Evidentemente, se si vuole, andare a fondo delle basi scientifiche, converrà concentrarsi sul WG1 e qui troverà la sintesi di migliaia di studi che giornalmente vengono effettuati in centinaia di istituti universitari e politecnici del mondo intero da migliaia di ricercatori che sono diventati quello che professionalmente sono dopo aver intrapreso studi che hanno a che fare con materie “dure” come la fisica e la chimica e in ogni caso con lo studio di discipline afferenti alle geoscienze e in generale alle scienze naturali.
    Grafici: si decida, una buona volta. Perché delle due l’una: o li osserviamo da un punto di vista decennale, e allora parliamo pure del rallentamento del GW; oppure prendiamo un punto di vista pluri-secolare o pluri-millenario, e dalla figura che emerge inferiamo. Assurdo criticare il fatto che la scienza del clima “guardi” solo al recentissimo periodo di pochi decenni per parlare di trend di fondo (falso!) e poi pretendere che la stessa debba occuparsi dello iato dell’ultimo decennio, come se non se ne stesse occupando abbastanza (falso!) perché in fondo importa solo e sempre il trend di fondo. Negazione di due cose false e fra loro in contraddizione, che tipo di fallacia logica è?

  60. Gianluca Cerullion dic 3rd 2014 at 18:52

    Il riscaldamento globale si è fermato?
    Perché non diciamo la verità.
    E cioè che non c’è mai stato alcun riscaldamento.
    Quante ne abbiamo sentite negli ultimi anni !
    La fine del mondo nel 2012, il terremoto a Roma nel 2011, la fine dei ghiacciai dell’Himalaya entro il 2013, estati bollenti, diluvi universali, tsunami nel Mediterraneo.
    Roba da millenarismo !

  61. Paolo C.on dic 5th 2014 at 19:58

    ANSA – Il novembre appena trascorso è stato il più caldo dal 1800 ad oggi, con temperature fino a 3,3 gradi sopra la media rispetto a quelle registrate nel periodo compreso fra il 1971 e il 2000. Lo indicano i dati elaborati dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isac-Cnr) a chiusura dell’anno meteorologico 2014 (dicembre 2013 – novembre 2014).

    L’autunno ‘rovente’ ha fatto del 2014 un anno da record, con temperature di 1,4 gradi sopra la media, al punto da battere il primato di anno più caldo finora detenuto dal 2003,anno passato alla storia per la sua estate particolarmente calda. A spingere il 2014 al primo posto della classifica degli anni più caldi non è stata però l’estate, piuttosto fresca, ma sono stati l’inverno (con quasi due gradi sopra la media, secondo solo all’inverno 2006-2007) e l’autunno (il più caldo di sempre con +2,1 sopra la media).

    Novembre ha inoltre battuto il record delle piogge, che sono state del 74% più abbondanti rispetto alla media. Si sono concentrate soprattutto nel Nord, dove è piovuto il triplo del normale(con picchi di oltre 5 volte la media in alcune zone del Nord-Ovest) e dove novembre 2014 si afferma come il quarto mese di novembre più piovoso dal 1926.

    Secondo i dati del Cnr tutto il 2014 è stato particolarmente piovoso per l’Italia settentrionale: con il 34% di precipitazioni in più rispetto alla media, è stato l’anno più piovoso dal 1960. L’inverno, in particolare, ha fatto registrare oltre il doppio delle precipitazioni tipiche della stagione (2,3 volte superiori alla media), seguito da autunno (+30%) ed estate (+30%).

    http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/clima/2014/12/05/novembre-2014-il-piu-caldo-dal-1800_2523f7f5-4375-4d2c-8b59-8547ce8a6310.html

    Bottom line: anno (meteorologico) più caldo mai registrato in Italia e probabilmente nel mondo.

  62. Riccardo Reitanoon dic 6th 2014 at 14:35

    Siamo anche “ben messi” per il record sull’anno solare. Speriamo che il global cooling si sbrighi ad arrivare, sono anni che ce lo “minacciano”.

  63. [...] Precisa Onufrio sui cambiamenti climatici a proposito dei dataset disponibili: [...]

  64. Gianluca Cerullion dic 8th 2014 at 12:59

    “…Siamo anche “ben messi” per il record sull’anno solare. Speriamo che il global cooling si sbrighi ad arrivare, sono anni che ce lo “minacciano”. ”

    VOI AVETE LA FACCIA TOSTA DI PARLARCI DI “MINACCIE”?
    QUANDO SONO 15 ANNI CHE LANCIATE ANATEMI E PREVISIONI CATASTROFISTE DI OGNI SORTA (puntualmente smentite dai fatti).
    Vi dico una cosa: mettetevi l’anima in pace. Gli inverni continueranno a fare gli inverni , così come le estati e le primavere.

    Invece, mi fate meno ridere e più rabbia quando, alla prossima ALLUVIONE CON TANTO DI VITTIME , continuerete a incolpare i vostri infondatissimi mutamenti climatici, anziché additare la cementificazione sconsiderata e la deforestazione che sottrae terreno utile al drenaggio idrico.

  65. Antonioon dic 8th 2014 at 19:07

    @ Gianluca
    darsi una calmatina no?
    ma se è così sicuro che è tutto infondatissimo il global warming, perchè scaldarsi tanto?
    forse perchè i dati cominciano a fare venire qualche dubbio persino ai più refrattari alla realtà?
    eh eh…

  66. Gianluca 71on dic 8th 2014 at 19:31

    C’è un nome per la vostra patologia: la sindrome di Cassandra ( prevedo una moltitudine di eventi futuri funesti e luttuosi , prima o poi , per estrazione bernulliana, uno lo colgo)
    Beh..si i dubbi mi sono già venuti da tre anni.
    Da quando vedo HImalaya ancora al suo posto e sempre più innevato (non doveva scomparire nel 2014 ? Lo profetizaste nel 1998-)
    Da quando il pak artico si sta riespandendo.
    Da quando quello dell’antartico non ha mai conosciuto un’espansione così importante da 50 anni.
    E poi parlate di feedback negativo del GW. E poi di riscaldamento temporaneamente nascosto sotto gli oceani.
    Ora parlate di 6 gradi …addirittura! E perché non 10, 15 !
    Beh si …sulla megabufala del Global warming e sui sedicenti scienziati del IPCC qualche dubbio, ammetto, mi è venuto.
    Ma appena uno…

  67. stephon dic 8th 2014 at 22:46

    @Gianluca
    una visitina da uno psicoterapeuta di orientamento cognitivista, no? Magari trova pure il tempo, nel tempo perso a scrivere uno sproloquio e l’altro, sa. Qualcosa mi dice che lo troverebbe pure, questo tempo, sia mai detto…

  68. Gianluca Cerullion dic 9th 2014 at 18:32

    se vabbè..
    parli di sproloqui proprio te Steph ?
    e’ dai tempi di Al Gore che state diffondendo i vostri deliri spacciandoli per Vangelo attraverso il vs organo di propaganda (Ipcc).
    Pure il Prof.Zichichi vi ha sbugiardato.

    L’unica cosa che certamente si è surriscaldata negli ultimi 20 anni sono le vostre sinapsi.
    Su questo si che non ho dubbi.

  69. Riccardo Reitanoon dic 9th 2014 at 22:42

    Credo sia il caso di interrompere gli insulti gratuiti e piuttosto parlare, se lo ritenete, di scienza.

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