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Arriverà del freddo (d’inverno succede), mentre il riscaldamento globale continua

L’ondata di freddo prevista per la prossima settimana è ormai notizia diffusa su tutti i media; aldilà dei dettagli, ancora suscettibili di cambiamenti, si tratta di un caso meteorologico interessante perché mostra un orizzonte di prevedibilità molto esteso, cosa relativamente rara e più che altro osservabile nelle grandi onde di calore estivo.
Contrariamente a quanto scrivono in queste ore le due principali testate giornalistiche italiane (vedi qui e qui) nei prossimi giorni tuttavia non arriverà il “Burian” in Italia (da non confondersi comunque con “buriana”, con un significato diverso e spesso metaforico). Primo perché si scrive Buran, secondo perché il Buran è un vento delle steppe siberiane, interessa solo l’Asia e in Europa non soffia: in Italia il vento da nordest si chiama grecale, come da rosa dei venti, oppure bora, nel caso in cui entri sull’Adriatico dalle cosiddette “porte della bora” (le “strettoie” di uscita dell’altopiano a nordest dell’Adriatico).

La figura sotto riporta la temperatura media giornaliera (media sull’Emilia-Romagna)opportunamente derivata da una delle ultime corse della previsione mensile di ECMWF. La previsione con la sua fascia d’incertezza è contrassegnata dalla banda beige, mentre il riferimento climatico è indicato dalla fascia verde. Come si vede, la previsione durante la prossima settimana si discosta molto significativamente verso il basso rispetto alla zona verde, fino a toccare un’anomalia di quasi 10°C in meno rispetto ai valori climatici del periodo. Indicativamente, dai primi di marzo la temperatura tenderà ad aumentare ed a riallinearsi con quella climatica, ma contemporaneamente l’incertezza della previsione aumenta, e quindi da questo punto in poi la previsione perde di valore, in quanto non è più possibile distinguere nessun segnale rispetto alla normale variabilità climatica.

Entrando nelle fascia previsionale del medio termine, ovvero 5-7 giorni (con meno incertezze rispetto alla previsione mensile), le uscite dei due principali modelli meteorologici alla scala globale (GFS e IFS di ECMWF) ci segnalano che, con buona probabilità, l’Europa e l’Italia subiranno un’ondata di freddo che porterà i valori termici decisamente sottomedia (il Nord Italia è già adesso lievemente sottomedia, come si vede anche in parte dal grafico soprastante): ad oggi parrebbe che il Nord Italia potrebbe esserne colpito in misura maggiore, mentre la situazione al centrosud sembrerebbe meno anomala; in quelle regioni comunque la temperatura si collocherà sotto le medie del periodo. L’interpretazione delle mappe meteorologiche non è banale (qui utili indicazioni per chi volesse cimentarsi) e riportiamo di seguito una sintesi di quello che potrebbe accadere a partire da domenica nel Centro-Nord Italia

La mappa di insieme (spaghetti-plot, riportata in apertura del post, vedi nota 1) prevista da GFS per le ore centrali del 28/2 nel momento in cui stiamo scrivendo il post (ovvero la mattina del 21 febbraio),  riporta alcune isoipse al livello barico di 500 hPa: più sono sparpagliate e meno la situazione è chiara. Nel caso dell’imminente ondata di freddo, sono ancora abbastanza sparpagliate (e da qui si capisce il perché del nome “spaghetti”), anche se lasciano intravvedere un flusso da ovest-sud-ovest sull’Italia per molte isoipse. Di seguito riportiamo gli spaghetti plot delle temperature a 850 hPa (circa 1500 m) e precipitazioni previsti a Milano (sopra) e Roma (sotto), che debbono essere intese non rappresentative delle singole località, ma del territorio circostante. Come si può vedere, le “forchette” termiche previste per il 26/2 sono ancora di 5-11 °C, più allargate su Roma che non su Milano, ma delineano già nettamente il raffreddamento, soprattutto nelle località del nord, mentre per le precipitazioni il segnale è già confuso per il 25/2.

Vogliamo qui ricordare che GFS è pur sempre un modello globale, che prevede con difficoltà fenomeni convettivi, e qui, con un’aria molto fredda e pellicolare in arrivo dal nordest su un territorio molto meno freddo quale il nostro, potrebbero anche verificarsi fenomeni convettivi di tipo rovescio o temporale, che sicuramente nessun modello globale vedrà neppure il giorno prima! Le temperature a 850 hPa qui mostrate le riteniamo molto più attendibili rispetto a quelle a livello del suolo, anch’esse facilmente reperibili in rete (qui si trova una mini-guida che, senza la pretesa di essere esaustiva, fornisce alcune informazioni utili su dove trovare alcune informazioni di carattere meteorologico in rete e, anche se è tarata su misura per il Piemonte, può essere facilmente generalizzata a partire dalle informazioni qui riportate).

Per chi si stia chiedendo se questo freddo sia compatibile con il riscaldamento globale, tranquilli: altre aree del pianeta come l’Artico, la costa est degli USA, l’India e altre zone del pianeta sono, e lo saranno anche nei prossimi giorni, abbondantemente sopra la media.

Riportiamo di seguito la mappa dell’anomalia odierna della temperatura al suolo: le anomalie negative su nord America, Siberia e sull’Europa sono ampiamente compensate come estensione ed intensità dalle anomalie positive sulle fasce equatoriali e tropicali dell’emisfero nord e soprattutto sull’Artico, dove la fascia delle anomalie è tra +10 e +20 °C.

Contrariamente ad altri tipi di “adattamento” a cui ci dovremo abituare, quello ad inverni più caldi è sicuramente il più facile.

Pertanto questi episodi di freddo invernale faranno sempre più scalpore e avranno sempre più risonanza mediatica, proprio perché sempre più rari, come abbiamo già spiegato qui e qui.

 

Testo di Claudio Cassardo, Federico Grazzini e Simone Casadei con contributi di Mario Grosso e Luca Lombroso

 

Nota 1: Lo spaghetti plot, output della previsione detta “ensemble”, riporta gli andamenti previsti di una determinata grandezza in un determinato luogo (e nella figura iniziale, riferita all’Europa, anche in un determinato tempo) corrispondenti a diverse perturbazioni che vengono forzatamente applicate alle condizioni iniziali di simulazione del modello globale. Maggiore variabilità o apertura degli spaghetti indica una minore attendibilità previsionale nel tempo (asse x nei grafici di Milano e Roma). Negli spaghetti plot relativi a Milano e Roma in alto sono riportati gli spaghetti della temperatura a circa 1500 m di quota (rif. asse y [°C] a sinistra) e in basso gli spaghetti delle precipitazioni (rif. asse y [mm] a destra).

55 responses so far

55 Responses to “Arriverà del freddo (d’inverno succede), mentre il riscaldamento globale continua”

  1. Jerryon Feb 22nd 2018 at 09:51

    Intanto sono CENTINAIA i record di caldo mensili negli USA (questo inverno non se n’è battuto NESSUNO MENSILE DI FREDDO,solo inutili record del giorno) con 32 gradi a sudest e 28 a nordest al confine col Canada.

    Per non parlare dell’ Artico che sta al suo livello più basso di sempre a febbraio e continua a scendere (+3C registrati a 84,5N)

    https://twitter.com/twitter/statuses/966343051210735616

    Questa ondata di freddo in Europa non batterà nessun record, i vari 1929,1940,1942,1947,1956,1963,1968,1979,1985,1987 saranno inavvicinabili ma i media inevitabilmente urleranno alla glaciazione,all’ evento mai visto etc…per attrarre tanti click e aprire bannerini e pubblicità vari e monetizzare.

    Centinaia di record di caldo VERI (proprio ieri giornata più calda di sempre per esempio nelle isole Palau) dagli USA all’ Oceania all ‘ Asia (già 4 record nazionali mensili battuti questo mese) invece non fanno mai notizia.

    Questa è la realtà: neve e gelo vanno di moda e se i record non ci sono bisogna inventarli, quelli di caldo si censurano.

  2. alsarago58on Feb 22nd 2018 at 10:07

    A Climalteranti mettono le mani avanti, di fronte alle prevedibili reazioni dei negazionisti del Cambiamento Climatico sui media nei prossimi giorni… 😉

    Comunque, per chi non lo conoscesse, c’è questo sito francese che permette di vedere gli scenari GFS “a spaghetti”, per ogni punto dell’Europa, per i prossimi 15 giorni.

    http://www.meteociel.fr/modeles/gefs.php?carte=1

  3. Claudio Cassardoon Feb 22nd 2018 at 10:39

    @alsarago58 Grazie per la segnalazione. In effetti, il portale francese è l’analogo del portale tedesco http://www.wetterzentrale.de (che abbiamo indicato) che permette di visualizzare le mappe di un’ampia selezione di modelli globali e a mesoscala. Per vedere gli spaghetti-plot selezionare “diagramme”, poi “ensemble GFS” e quindi la variabile di interesse. Naturalmente, i portali riportano sempre i grafici riferiti ai run di 16 giorni, ma poi occorre saper discriminare quale è la parte utile del diagramma (di solito 4-5 giorni, ma in alcuni casi molto particolari anche 1-2 giorni) e quale è priva di informazione utile: infatti, non sempre la media degli scenari ha un significato previsionale, e non sempre una maggiore densità di linee corrisponde ad una maggiore probabilità che si verifichi l’evento.

  4. homoereticuson Feb 22nd 2018 at 12:10

    Ottimo. Post quanto mai opportuno.

    @jerry
    opportuno anche il tuo intervento, ma, paradossalmente, via via che il globo si scalda, come notano gli stessi autori dell’articolo, “questi episodi di freddo invernale faranno sempre più scalpore e avranno sempre più risonanza mediatica, proprio perché sempre più rari”.

    Chiudo con una piccolo appunto (perdonate la pignoleria) su questa frase che per i non addetti ai lavori potrebbe essere fuorviante: “fenomeni convettivi di tipo rovescio o temporale, che sicuramente nessun modello globale vedrà neppure il giorno prima!”
    Non esageriamo. Un modello globale come quello europeo con una risoluzione attorno a 10 km (quella che fino a non molti anni si otteneva solo con un LAM) non risolve la convezione in modo esplicito, ma essa, lo sapete meglio di me, e sia pure grazie a sofisticate parametrizzazioni, è rappresentata eccome, e anche bene. Personalmente nell’esperienza di ogni giorno tendo ormai a fidarmi maggiormente delle precipitazioni di ECMWF che quelle di un lam, perfino nelle situazioni convettive, anche se poi si tratta di distinguere caso da caso. Buona mini glaciazione a tutti.

  5. macioon Feb 22nd 2018 at 12:25

    Pareri interessanti, vediamo se ci sarà la stessa coerenza anche quando nella prossima estate la temperatura supererà i trenta gradi. Nel frattempo (anche se fuori tema) date un’occhiata a questo studio

    http://www.repubblica.it/ambiente/2018/02/22/news/buone_notizia_dalla_polinesia_tuvalu_non_sta_piu_scomparendo_si_espande_-189454932/

  6. alsarago58on Feb 22nd 2018 at 12:26

    Bello il sito tedesco, dalle mappe di temperatura si nota un effetto collaterale interessante della discesa di aria fredda sull’Europa: risale una gran quantità di aria relativamente calda verso l’Artico, scacciano l’aria ultra fredda che staziona da quelle parti.
    Questo dovrebbe avere effetti notevoli sul ghiaccio marino intorno alla Groenlandia, le Svalbard, il Canada e la costa siberiana occidentali.

    Già il ghiaccio marino Artico quest’anno è ai minimi assoluti per il picco invernale (per ora circa 500mila kmq sotto al record del 2016),
    http://nsidc.org/arcticseaicenews/
    e mi sa che questa ulteriore mazzata porterà a una situazione ancora più estrema.

  7. Igor Giussanion Feb 22nd 2018 at 17:00

    @macio @Climalteranti

    Mi unisco all’auspicio di Macio che la redazione di Climalteranti mantenga la stessa coerenza se la situazione attuale si verificherà, mutatis mutandis, in estate: ossia che, in caso di stagione abbondantemente nella media stagionale, non si straccerà le vesti per una settimana o meno con temperature sopra i 30°C. Anzi, siccome ahimé credo che tale situazione si sia vista raramente negli ultimi anni, spero che apprezzeranno felici.
    Degno di nota anche l’articolo postato da Macio: avevo sentito parlare sul Web di questo aumento della superficie di Tuvalu, ovviamente usato per negare gli effetti del global warming. Il livello degli oceani è infatti aumentato ma, come precisa Paul Kench (autore di un articolo al riguardo su Nature) : “Le immagini delle 101 isole della barriera corallina ci indicano infatti un mutamento che, come ricordano i ricercatori, è dovuto dai “modelli ondulatori che spostano sedimenti, sabbia, pietre e materiale lasciato dalle tempeste” in modo da “compensare l’erosione costiera”. Ma questo non significa che “il cambiamento climatico non sia una minaccia per gli atolli” anche se “gli abitanti possono pianificare il loro futuro concentrando lo sviluppo delle comunità sulle isole più grandi e meno minacciate”.
    Insomma: il livello dei mari è aumentato ma Tuvalu, almeno per ora, è riuscita a scampare alcuni degli effetti peggiori (altri, come l’infiltrazione di acqua salata nelle falde, non sono stati evitati) per via di fenomeni geologici marini. Grazie Macio per aver condiviso un articolo che fa chiarezza contro la propaganda del negazionismo climatico.

  8. magoon Feb 22nd 2018 at 19:08

    mio padre si ricordava i ghiaccioli ai tetti nel 1929 e i vecchi che urlavano dal freddo, ci credo coi vestiti che c’erano allora. Io del 1985 non mi ricordo di queste cose. Forse perchè il grande freddo nel 1985 durò poco. Ma nemmeno gelò il Pò, come nel 1929. Penso che stavolta in quei 3 miserini giorni previsti, si vedrà poco o niente.

  9. Riccardo Reitanoon Feb 22nd 2018 at 20:50

    macio e Igor Giussani
    come climalteranti abbiamo più volte ripreso le esagerazioni anche nel caso di estremi caldi. Basta dare uno sguardo ai post passati.

  10. stephon Feb 22nd 2018 at 21:22

    Un parere di Meteosvizzera sul gelo imminente.

    macio
    “Nel frattempo (anche se fuori tema) date un’occhiata a questo studio”
    pensa un po’ che io ne parlavo già 8 anni fa … 😀
    Uno dei co-autori dello studio (Paul Kench) è lo stesso del lavoro che commentavo nel 2010.

  11. alsarago58on Feb 23rd 2018 at 00:09

    IL gelo del 1985 ce lo ricordiamo bene in Toscana….a rammentarcelo sono le migliaia di olivi seccati allora dal freddo, i cui ceppi, circondati dai ributti, punteggiano le colline in quasi tutta la regione.

  12. magoon Feb 24th 2018 at 08:27

    è dai primi di gennaio che vedo tramite meteosat infiltrazioni d’aria dal magreb; era ora che arrivasse qualcosa anche dall’altra parte.

  13. Fabio Vomieroon Feb 24th 2018 at 09:48

    Comunque, riguardo il freddo in arrivo, mi spiace per i “freddisti” e i soliti media altosonanti, ma pare che non sarà niente di eccezionale, stando alle ultime emissioni modellistiche, a meno che, quattro giorni di gelo su mezza Italia, qualche nevicata al centro, e una nevicata da “addolcimento” al nord, in febbraio, possano definirsi tali. Pare infatti che il nucleo più gelido della colata fredda in arrivo dalla Russia alla fine passi a nord delle Alpi andando ad interessare più direttamente altri Paesi europei e andando poi a tuffarsi in pieno oceano Atlantico. Questo andrà ad alimentare una depressione ad ovest del Portogallo che successivamente comincerà a portarsi verso l’Italia determinando già intorno a mercoledì sera-giovedì un peggioramento del tempo, con attivazione di correnti meridionali, che dopo una nevicata “di addolcimento” al Nord e successiva trasformazione in pioggia a partire dalle regioni di nord-est, decreteranno la fine di questa breve ondata di freddo e probabilmente anche dell’inverno meteorologico.

  14. alsarago58on Feb 25th 2018 at 17:01

    Vomero: Aggiungerei che se nevicherà, e tanto, dovremmo sciogliere le campane, perchè è proprio la scarsità di precipitazioni nevose in questi ultimi anni di aver causato la gravissima situazione idrica del 2017: sono infatti gli strati di neve sulle montagne, frutto di più nevicate, intercalate da strati di ghiaccio che fanno da coperchio, che sostituiscono la riserva idrica italiana, sciogliendosi gradualmente durante primavera ed estate.
    A nord ha nevicato molto, ma sugli Appennini finora questo inverno stava andando come gli ultimi, con poca neve soprattutto al centro-sud, e faceva presagire guai in arrivo nella prossima estate. Speriamo che ora le montagne si carichino di neve.
    Pare però che dopo l’ondata di gelo, arriverà molto presto, dai primi di marzo, un’ondata di caldo, che potrebbe invertire la situazione e, soprattutto, portare a una fioritura precoce, con il rischio che, come accaduto nel 2017, una gelata tardiva ad aprile faccia un disastro.
    Questo è forse il segno più evidente del cambiamento climatico dalle nostre parti: non tanto un continuo riscaldamento, quanto una sorta di montagne russe meteo, che vanno da un estremo all’altro.

  15. robertok06on Feb 25th 2018 at 17:36

    @autori

    ” le anomalie negative su nord America, Siberia e sull’Europa sono ampiamente compensate come estensione ed intensità dalle anomalie positive sulle fasce equatoriali e tropicali dell’emisfero nord e soprattutto sull’Artico, dove la fascia delle anomalie è tra +10 e +20 °C.”

    Oddio… forse varrebbe la pena di far notare che l’ultima figura e’ una proiezione, e quindi le superfici alle alte latitudini sono ingrandite… la zona artica, in rosso, e’ molto piu’ piccola di quanto appaia sulla detta figura.

    —————

    @steph

    “pensa un po’ che io ne parlavo già 8 anni fa … ”

    E pare che tu non l’abbia ancora capito… 🙂 … senno’ perche’ sosterresti il mantra che l’oceano si mangera’ gli atolli?

    —————

  16. Jerryon Feb 25th 2018 at 20:42

    Intanto in Groenlandia a Kap Morris Jesup il punto più a nord del pianeta siamo 40 gradi sopra media con 6 gradi sopra zero contro una media di 35 sotto zero.
    Nessuno dice nulla, nemmeno dei 32 gradi negli USA e dei 28 al confine col Canada dell’ altro giorno, ma di quest’ondatina di freddo mediocre (nemmeno paragonabile a quelle record) titoloni su titoloni.
    E’ chiaro che le grandi compagnie petrolifere “sganciano” solo per esaltare episodi di freddo e quando non ci sono li inventano, mentre vige la censura per il caldo record che imperversa in mezzo pianeta.

  17. macioon Feb 25th 2018 at 21:22

    @alsarago58
    Le gelate tardive ci sono sempre state e legarle al cambiamento climatico mi sembra inopportuno.
    https://books.google.it/books?id=3uGzoAEACAAJ&dq=gelate+tardive&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjk4rLe8MHZAhXJLVAKHYF1DQQQ6AEIGDAB

    Questo é il primo che mi é capitato, ce ne sono anche di metá dell’ottocento

  18. stephon Feb 25th 2018 at 23:19

    Robertok06
    “Oddio… forse varrebbe la pena di far notare che l’ultima figura e’ una proiezione,”
    preferisci questa e quest’altra ?

    “E pare che tu non l’abbia ancora capito”
    Certo, certo. Scrivo un articolo 8 anni fa che dice sostanzialmente le cose che riconferma lo stesso Kench oggi e tu decidi che io non l’ho ancora capito. Aspettiamo tutti il savant robertok06 che ce lo spiega coi disegnini. Sei patetico e – come al solito – abbondantemente OT.

  19. homoereticuson Feb 26th 2018 at 08:25

    @alsarago
    parlare di ondata di caldo pare eccessivo
    coi dati di oggi pare tuttavia probabile che questa epocale-apocalittica-ondata burianica da venerdì (e per mezza italia già da giovedì) sarà un ricordo.

    Su umanità come cancro: il paragone non è gradevolissimo, concordo, ma le similitudini ci sono e forti. Se non si arresta la crescita della popolazione l’invasione della nostra specie e la prevaricazione su tutto il resto (altre specie, flora, foreste) si presta purtroppo, per gli effetti funesti, all’evocazione della crescita tumorale in un organismo.

  20. alsarago58on Feb 26th 2018 at 13:07

    Macio: “Le gelate tardive ci sono sempre state ” certo che ci sono sempre state, ma il rischio è che se le temperature medie si alzano, sempre più spesso frutta e verdura fioriscano in anticipo, e con anticipi sempre più precoci, il che aumenta il rischio della successiva esposizione a gelate tardive e anche a gelate che tanto tardive non sarebbero.

    Homereticus, beh, al sud , a occhio, dovrebbero arrivare vicine ai 30°, che per i primi di marzo non è male… vero che il picco durerà poco, un giorno, ma poi le temperature si dovrebbero stabilizzare per una decina di giorni sui 20-25°. E questo espone al suddetto rischio di fioriture in anticipo e successive gelate. Vedremo, che come ricordato previsioni così anticipate non è che siano il massimo dell’affidabilità.

  21. Jerryon Feb 26th 2018 at 19:24

    Dilaga la disinformazione e le panzane sul web e nei media. Roma ha una media di 3.5cm di neve l’anno (dati ufficiali del Collegio Romano) e oltre 400 episodi nevosi da fine 700 a oggi quindi oltre 1 l’anno di media.
    I media urlano alla storia dicendo che dal 1985 non nevicava, dimenticando i 35cm del febbraio 1986 (scusa dei meteoappassionati è che si sciolse in fretta quindi non vale), febbraio 1991 (80% della città con accumuli dai 2cm ai 13cm), dicembre 1996, gennaio 1999 (zona nord, zona est in entrambi i casi), gennaio 2005 (zona sud), tutta Roma coste comprese nel febbraio 2010, poi di nuovo dicembre 2010 e infine febbraio 2012.
    La verità è che la neve a Roma è normalissima, con ciò non significa che nevica ogni anno come a Cuneo, ma si riprensenta con tempi di ritorno brevi con accumuli anche molto importanti.

    Passiamo a Napoli, dicono che non nevicava dal febbraio 1973, vediamo un po: neve nel gennaio 1979, gennaio 1985, merzo 1985, febbraio 1986, marzo 1987, dicembre 1988, poi gennaio 1993 tenue, marzo 2005, e su tutta Napoli lungomare compreso accumuli il 31 dicembre 2014 (nevicò con -3C).
    Dove sta la storia ?
    Nelle teste bacate di tanta gente ignorante e/o in mala fede, che dice bestemmie climatiche e non sa nemmeno cosa significhi storia.

  22. macioon Feb 26th 2018 at 21:39

    @ jerry,
    infatti nulla di nuovo, niente riscaldamento, niente raffreddamento, solo il lento scorrere del tempo con tutte le sue variabili

  23. robertok06on Feb 26th 2018 at 23:04

    @steph

    “preferisci questa e quest’altra ?”

    Oddio!… “questa” e’ una proiezione di modellini, NON dati… “5-day forecast”;

    Ad ogni modo… le non-proiezioni danno un’impressione diversa, no?

    E sul non affondamento degli atolli:

    “Sei patetico e – come al solito – abbondantemente OT.”

    Oddio!… OT!… sto rispondendo a te, amico mio. E sei tu che hai risposto all’OT di macio.
    Riprova con calma.

  24. robertok06on Feb 26th 2018 at 23:18

    @jerry

    “Intanto in Groenlandia a Kap Morris Jesup il punto più a nord del pianeta siamo 40 gradi sopra media con 6 gradi sopra zero contro una media di 35 sotto zero.”

    Sicuro?

    https://www.timeanddate.com/weather/@3421844/climate

    Il mese piu’ freddo e’, storicamente, marzo… con una media di -28 C…. di -35 C non ne parla nessuno in quella zona.

    In questo momento la temperatura e’ di -19 C, in discesa.

    Guarda che esistono anche i gradi farenheit… infatti i 40 gradi sopra la media che citi tu sono F, non C.

  25. Jerryon Feb 27th 2018 at 02:56

    Il Polo Nord intanto sale a +2C, per LA PRIMA VOLTA sopra zero Celsius in febbraio.
    A questo link tutti i dati sono in GRADI CELSIUS

    https://www.smh.com.au/environment/climate-change/really-extreme-global-weather-event-leaves-scientists-aghast-20180226-p4z1q4.html

    Lo dico prima che il noto provocatore mi venga a dire per la terza o quarta volta che non conosco i Fahreneit. Sono sinceramente stufo delle provocazioni di questo soggetto a ogni volta che scrivo qualcosa.

    Vi faccio notare che per questo evento freddo in Italia-Europa LONTANISSIMO DAI RECORD se ne parla a bizzeffe su media, TG, giornali etc mentre su eventi di caldo-sopramedia RECORD VERI non si dice un tubo quasi da nessuna parte.
    Così stanno le cose,fuori dalle provocazioni, trollate e prese in giro. La realtà è questa.

  26. alsarago58on Feb 27th 2018 at 12:03

    Si possono già vedere gli effetti dell’improvvisa risalita delle temperature sul versante europeo dell’Artico:

    http://nsidc.org/arcticseaicenews/

    cliccando sull’immagine centrale, che informa sulle condizioni del ghiaccio, si vede come il ghiaccio, fino a ieri compatto, a nord della Groenlandia e intorno al polo, improvvisamente sia diventato ghiaccio+acqua. Intorno alle Svalbard, poi, il ghiaccio è proprio quasi completamente sparito.

    Comunque fra un paio di giorni le temperature da quelle parti dovrebbero ritornare normali, per la stagione.

    IN compenso stanotte qui da me siamo scesi a -7°C…mi è sembrato di vedere un orso bianco…

  27. stephon Feb 27th 2018 at 16:24

    robertok06
    “Oddio!… OT!… sto rispondendo a te, amico mio. E sei tu che hai risposto all’OT di macio.
    Riprova con calma.”
    In questo post non si parla di isole che vengono sommerse o meno. Punto. Io ho risposto all’OT di macio, che almeno si è scusato. Tu che hai rilanciato, no.

    “Oddio!… “questa” e’ una proiezione di modellini, NON dati… “5-day forecast”;”
    Esattamente come “quest’altra” che ti suggerivo io. L’hai vista?

    Ad ogni modo… le non-proiezioni danno un’impressione diversa, no?”
    Dipende. Per uno che confonde sistematicamente gradi F con gradi C come te, potrebbe anche esserlo. E in ogni caso: quella che ho linkato io *è* una altra proiezione (ortografica, nello specifico), non esistono le non-proiezioni. Prendo atto che, oltre all’inglese, all’italiano, alla logica, alle unità di misura (e a molto d’altro), anche la geografia non è il tuo forte, perlomeno sui blog.
    Constato pure che a rispondere con calma (prima leggere, poi riflettere, poi ev. battere tasti non a caso sulla tastiera, infine enter…), forse, sarebbe utile anche a soprattutto a te.

  28. stephon Feb 27th 2018 at 16:41

    Jerry
    Ne parla Mercalli, sul mio e sul suo blog.

  29. Riccardo Reitanoon Feb 27th 2018 at 18:17

    A chi vuole seguire l’andamento della temperatura nell’Artico centrale (nord di 80° N) suggerisco il sito del Danish Meteorological Institute aggiornato quotidianamente.

  30. robertok06on Feb 27th 2018 at 19:26

    @riccardo reitano

    Ottimo link!… grazie… molto istruttivo, Riccardo.

    Cliccando sui vari anni si vede facilmente che ci sono stati almeno una decina di anni in cui le temperature sono salite, a volte anche ripetutamente in pochi giorni/settimane, di 14-18K sopra la media in quei stessi giorni… per esempio gli anni 1972, 74, 76, 81, 90, 92, 94, 96, 2000, 2006… di solito nella prima meta’ dell’anno… in altri casi ci sono state grosse deviazioni nella parte finale dell’anno… per esempio il 2002… giorno ~ 345… 263K invece di 245K, +18K…(oh… vado a occhio sulla scala della curva).

    Quindi, riassumendo: il 2018 certamente e’ eccezionale per l’ampiezza (+22K rispetto alla media, mai MISURATO prima) e anche la durata (dal 2017 e’ sempre sopra alla media, ma di anomalie non troppo dissimili si sono gia’ viste nella zona.

    Grazie ancora del link… lo metto nei bookmarks.

    Ciao.

  31. Marco Giranzanion Feb 27th 2018 at 21:37

    @Climalteranti
    Dirò una cosa scomoda: è mai possibile doversi ancora sorbire le assurdità dei, per non fare nomi, soliti negazionisti?
    Okay potrei saltare a piè pari i commenti e occhio non vede cuore non duole, perché ormai riconosco il neghista di turno: tuttavia quelle persone che non sanno molto di scienza e/o della corretta divulgazione scientifica e che vogliono capire bene il problema reale del riscaldamento globale, cosa capirebbero se ogni articolo è infarcito di commenti spazzatura?
    Poi per carità sono encomiabili quegli articoli volti a spiegare le fallacie dei discorsi dei negazionisti, tuttavia vedere ancora su questo sito Internet, ben fatto e ricco di informazioni (che ad esempio mi hanno aiutato a capire la realtà del riscaldamento globale antropogenico, visto che anch’io sono stato un negazionista), le assurdità neghiste, mi perplime perché imho genera solo confusione e intralcia un possibile approfondimento o un chiarimento di eventuali dubbi.
    Cosa ne pensate?

  32. alsarago58on Feb 27th 2018 at 22:35

    Giranzani: come si dice non c’è maggior fanatico di un convertito… 😉

    Reitano, interessanti quei dati dei danesi, fanno capire come nonostante si stia tutti ad aspettare le variazioni del “minimo estivo” dei ghiacci marini, perchè è uno dei sintomi più vistosi del cambiamento globale, il vero sconvolgimento nelle temperature di quell’area della Terra, si sia avuto d’inverno, con un progressivo rialzo anno dopo anni, che ha progressivamente assottigliato lo spessore del ghiaccio marino, rendendolo più vulnerabile al dissolvimento d’estate, nonostante le temperature estive media non siano poi tanto cambiate.
    L’assottigliamento invernale spiega anche le recenti grandi variazioni di estensione del ghiaccio marino estivo: sono molto legate al meteo, con una tempesta che può sbriciolare la banchisa assottigliata, molto di più di quanto faccia qualche decimo di grado in più. Le temperature estive del 2012, per esempio, non sembrano molto più alte di quelle degli altri anni, e forse l’eccezionale minimo estivo di ghiacci di quell’anno lo spiegano meglio le tempeste che hanno colpito l’Artico in piena estate.
    Infine le più alte temperature artiche invernali sono probabilmente alla base dell’indebolimento del jet stream, che provoca le discese di aria fredda verso sud e le risalite di aria calda verso nord, che sono alla base delle ondate di freddo/calore persistenti a cui si assiste con sempre maggiore frequenza tutto intorno all’Artico

  33. robertok06on Feb 27th 2018 at 23:44

    @marco giranzani

    “che ad esempio mi hanno aiutato a capire la realtà del riscaldamento globale antropogenico”

    Tipo? Facci qualche esempio di “realta’”, dai.

    P.S.: nota che ti pongo la domanda solo perche’ sei tu che mi hai chiamato in causa… un bel off topic rispetto all’argomento del post.

  34. Riccardo Reitanoon Feb 28th 2018 at 00:22

    robertok06
    tanto per essere precisi ed evitare fraintendimenti, quei grafici non riportano dati ma rianalisi del ECMWF. Quindi non ti appassionare troppo, sono solo altri “modellini farlocchi” 🙂

    Marco Giranzani
    my two cents. Questo blog è nato con l’idea di contrastare la disinformazione e cogliendo così l’occasione per degli approfondimenti. E’ un equilibrio non facile da mantenere ma è la nostra ragion d’essere.
    Per quanto riguarda invece i commenti dei lettori, capisco che possano creare confusione ma li trovo (a volte) stimolanti anche per quei lettori che si appassionano alla discussione. Poi, certamente, tutti contenti non possono essere. Ma se ci sono dubbi su qualcosa o qualche approfondimento che reputi interessante, scrivilo in un commento, nei limiti delle nostre possibilità e capacità cercheremo di rispondere.

    alsarago58
    è vero che il grosso del’anomalia artica si ha in inverno e la ragione è semplice. In estate nell’artico centrale è ancora presente ghiaccio e questo tende a mantenere la temperatura solo poco al di sopra del punto di fusione.

  35. Igor Giussanion Feb 28th 2018 at 06:49

    @Riccardo Reitano

    Personalmente vi invito a tornare ad applicare in modo rigido il limite dei 5 commenti, in modo da convincere chi scrive ad attenersi il più possibile all’argomento del post tralasciando al minimo le polemiche personali ed evitando di attaccarsi a ogni singola parola dei propri interlocutori come un cane rabbioso ai polpacci. Anche perché il flame può essere utile per dare un po’ di visibilità, ma solo se deflagra rapido e doloroso.

  36. stephon Feb 28th 2018 at 08:56

    Jerry
    “La media ufficiale di febbraio di Kap Morris Jesup…”
    Pienamente d’accordo con te, sono stati raggiunti gli allucinanti +6 gradi C in quella stazione i giorni scorsi (dati DMI).

  37. macioon Feb 28th 2018 at 11:13

    Steph,
    la cosa mi sembra normale, se a livello globale, per esempio il mese scorso l’anomalia é stata di 0,26^, e questa notte a casa mia ha fatto -11 quando normalmente fa +10, da qualche altra parte fará piú caldo. Aspettiamo di vedere lo scostamento medio di febbraio.

  38. Marco Giranzanion Feb 28th 2018 at 11:06

    @Riccardo Reitano
    Comprendo bene le intenzioni del vostro sito che sono senza dubbio giuste, perché un dibattito si deve avere partendo anche da argomentazioni diverse dalle proprie: ciò tuttavia viene imho un po’ vanificato da troppi commenti che invece di un dibattito innescano dei litigi e diventa difficile e frustrante districarsi.
    Per questo concordo con Igor Giussani che bisognerebbe rispettare il più possibile la regola dei 5 commenti massimi per persona altrimenti non se ne esce più.

  39. stephon Feb 28th 2018 at 15:03

    @alsarago 58
    “Infine le più alte temperature artiche invernali sono probabilmente alla base dell’indebolimento del jet stream, che provoca le discese di aria fredda verso sud e le risalite di aria calda verso nord”
    È una delle ipotesi più studiate e “in voga” negli ultimi anni. Vedi per es. Francis & Vavrus 2012 (uno dei primi lavori ad occuparsene) ma anche National Research Council 2014 doi:10.17226/18727 (che faceva il punto della situazione).
    Tuttavia ci sono numerosi studi che ridimensionano questa ipotesi, o perlomeno che non la confermano ancora (vedi per esempio qui ). Il collegamento proposto tra riscaldamento artico e l’impatto sulla circolazione atmosferica alle medie latitudini è dubbio
    per le metodologie usate ed incerto in molti studi modellistici a causa dell’utilizzo di ensemble non ampie a sufficienza per eliminare la variabilità interna che gioca un ruolo prioritario.
    Secondo diversi altri studi recenti (per es. Perlwitz et al. 2015, Sun et al. 2016, Deser et al. 2017) la variazione termica indotta dalla perdita di ghiaccio marino è sì molto forte ma rimane limitata alla bassa troposfera polare mentre la variazione negli spessori 1000-500 hpa nell’Artico è in maggior parte (60%) imputabile all’influenza remota delle anomalie di temperatura delle acque superficiali oceaniche (SST) al di fuori dell’Artico (in particolare il riscaldamento dell’oceano Nordatlantico e soprattutto il trend verso la fase negativa della IPO/PDO che raffredda solo una limitata area a ridosso della costa nordamericana ma riscalda il resto del Nordpacifico), in parte (20%) a variabilità interna relazionata alla libera circolazione atmosferica e solo per il rimanente 20% alla perdita di ghiaccio marino.
    Forse entrambe le ipotesi
    (amplificazione artica e variabilità interna, sia circolazione atmosfera random sia fluttuazioni multi-decennali delle SST in particolare nel Pacifico) giocano un ruolo.
    Le slide linkate vengono da un post del mio blog in cui riportavo la sintesi di un mio lavoro.

    ———————

    @macio
    Conta la distribuzione spaziale dei percentili. Gli estremi sono fortemente variabili: secondo questo studio
    nel periodo 1881-2013 sia gli estremi freddi che caldi (ma molto più i primi) nell’emisfero nord hanno avuto un aumento termico superiore alla media; gli estremi freddi si sono quindi fortemente ridotti più ancora di quanto atteso dal riscaldamento medio. Nel trentennio più recente solo gli estremi caldi sono aumentati molto rapidamente.

    ———————

    @redazione
    PS: mi scuso per aver superato i 5 commenti, semmai togliete quelli OT

  40. Bartoloon Mar 1st 2018 at 07:21

    Ciao cari, vi segnalo per questa “normale” ondata di Freddo i record dal 1900 ad oggi per il Collegio romano sia per quanto riguarda la massima che la minima più bassa.

    Minima: -3,5° il 28 e -3,1° il 27 vecchio record -2,6° nel 1932
    Massima: 3,0° il 27 e 3,5° il 28 vecchio record 5° nel 1973

    Record storico di minima anche per Campobasso e record decadali per la massima e la minima a Bologna.

    Non male per le me città…

  41. Bartoloon Mar 1st 2018 at 07:23

    NDR per il collegio romano parlo di record decadali

  42. macioon Mar 1st 2018 at 15:57

    http://www.drroyspencer.com/2018/03/uah-global-temperature-update-for-february-2018-0-20-deg-c/
    Però, febbraio con una anomalia di ben 20 centesimi di gradi centigradi…

  43. homoereticuson Mar 3rd 2018 at 12:46

    segnalo (dal sito nimbus della SMI) questa bella analisi, ricca di foto, dati e dettagli dell’evento invernale che abbiamo vissuto, che ne sottolinea e conferma l’eccezionalità

    http://www.nimbus.it/eventi/2018/180302GeloItalia.htm

  44. stephon Mar 3rd 2018 at 14:31

    Animazione che mostra mare privo di banchisa laddove ci dovrebbe essere quella più spessa a nord della Groenlandia a fine febbraio!
    E qui un interessante articolo dal Guardian.

  45. Igor Giussanion Mar 4th 2018 at 08:37

    Cherry picking per cherry picking, riporto la dichiarazione di Mann che chiude l’articolo:

    “This is too short-term an excursion to say whether or not it changes the overall projections for Arctic warming. But it suggests that we may be underestimating the tendency for short-term extreme warming events in the Arctic. And those initial warming events can trigger even greater warming because of the ‘feedback loops’ associated with the melting of ice and the potential release of methane (a very strong greenhouse gas)”.

    Sarà quindi meglio sperare che si tratti di una situazione anomala rispetto ai ‘farloc models’, altrimenti sono guai per tutti, anche per chi ora gongola.

  46. Jerryon Mar 10th 2018 at 00:46

    Ecco un piccolo sunto sulle anomalie allucinanti in Groenlandia

    http://www.dmi.dk/nyheder/arkiv/nyheder-2018/marts/varm-februar-trak-vinterens-middeltemperatur-op-i-nordoestgroenland/

    14.4C la anomalia positiva MENSILE a Kap Morris Jesup, alla faccia di chi voleva sminuirla pubblicando le medie di Station Nord che è 3.3C piu fredda (malafede o incompetenza ?).

    E’ inutile tirar fuori la storia che le anomalie si compensano, quelle positive surclassano sempre quelle negative come giustamente dice il titolo del blog il AGW continua….

  47. giorgioon Mar 12th 2018 at 14:15

    Tempi duri per i serristi!!!

    I raggi cosmici sono in poderoso aumento le temperature non aumentano da 17 anni .la CO2 va avanti oramai senza freni

    Quella del freddo che dipende dal troppo caldo è Veramente una chicca !!!

    Adesso l,ultima che ho sentito così recita;: le temperature sembrano stabili perchè gli oceani in questo momento stanno assorbendo calore .ah ah ah

    Perchè negli anni 70 80 90 2000 gli oceani avevano la spina staccata!!

  48. Fabio Vomieroon Mar 12th 2018 at 16:40

    Buongiorno Giorgio.
    Ci potrebbe fornire gentilmente qualche supporto documentativo in merito alla sua affermazione “le temperature non aumentano da 17 anni “? Grazie.

  49. stephon Mar 12th 2018 at 21:34

    giorgio
    “I raggi cosmici sono in poderoso aumento le temperature non aumentano da 17 anni ”

    Il fact-checking smentisce queste sue opinioni su tutta la linea (come già le ricordava Jerry).

  50. alsarago58on Mar 14th 2018 at 10:05

    Alla redazione, avete cancellato i miei due ultimi commenti, che erano segnalazioni di ricerche scientifiche on topic (effetti del calo di ghiaccio artico sul meteo), che pensavo potessero essere di interesse per chi segue questi temi e si trovasse a visionare questo vostro post.

    Non ho quindi capito il perchè della cancellazione (Perchè erano oltre i 5 interventi? Mah, a parte che in genere siete abbastanza elastici su questo limite, in questo caso più che commenti erano aggiunte di informazioni sul tema trattato).

    Se mi potete spiegare, grazie.

  51. Climalterantion Mar 14th 2018 at 16:01

    @ alsarago58

    il fatto che siamo elastici non vuol dire che la regola può essere violata sistematicamente; per cui rimandiamo questi ulteriori sviluppi ad un’altra occasione.
    saluti

  52. alsarago58on Mar 14th 2018 at 18:37

    Fate voi, il blog è vostro.
    Ma essere elastici sulla regola del 5, magari, potrebbe magari voler dire distinguere fra chi la viola per fare polemiche personali o intignarsi su obiezioni a cui è stato già risposto e chi, semplicemente, aggiunge contributi seri, utili a informare e discutere.

    Certo, non andrò a ricercare quelle ricerche per renderle note, la prossima volta.

  53. Jerryon Ago 14th 2018 at 16:42

    Non c’è dubbio che la T globale continui ad aumentare, abbiamo avuto l’ anno più caldo con il Nino, l’ anno più caldo con la Nina e l’ anno più caldo con ENSO neutro.
    Sembra impossibile, ma c’è chi nega tutto ed ha il coraggio di dire che negli ultimi decenni la temperatura globale é “aumentata poco o nulla”.
    Leggere per credere:

    http://www.climatemonitor.it/?p=49068

    Mi domando se quella del signor Guidi è analfabetismo puro o è pagato da qualcuno per diffondere simili menzogne.

  54. homoereticuson Ago 15th 2018 at 09:26

    jerry

    temo che alla sua domanda sia difficile rispondere.
    Tuttavia, forse, lei attribuisce eccessiva importanza a certi siti di satira climatica. Per farsi due risate “lercio” è molto meglio.
    Tenga conto, inoltre, che anche da quelle parti stanno facendo dei progressi:
    “la temperatura globale é “aumentata poco o nulla”.” costituisce un apprezzabile passo avanti rispetto a certe memorabili uscite del passato, come l’indimenticabile approccio olistico del 2009 dove, senza imbarazzo si riportavano le farneticazioni di uno sconosciuto (alla climatologia) professore napoletano:
    “…si può immaginare un graduale declino delle temperature a partire dall’anno 2005. Le tendenze più recenti sembrerebbero confermare questa ipotesi.”
    o come nel celebre e più classico “sciarpe e cappelli” in cui si leggeva:
    “… un domani che secondo lui più che al global warming condurrà al global cooling, con tutto quello che questo comporta in termini di adattamento.”

    a tutti buon ferragosto e buon adattamento
    (con l’acqua di agosto che ha rinfrescato un po’ il bosco, come si diceva dalle mie parti).

  55. Jerryon Ago 17th 2018 at 21:01

    Eh magari fosse solo satira climatica.
    Su quel sito da 10 e passa anni si diffama e si calunnia la comunità scientifica, sono centinaia gli scienziati pesantemente insultati e diffamati e chiunque osi parlare di riscaldamento globale viene letteralmente seppellito di insulti e ingiurie, quando non pesantemente minacciato.
    Anche questo sito è stato varie volte infangato su quel blog (gestito da una persona senza laurea).
    Mi domando come in 10 anni ancora nessuno abbia proceduto a querelare quella gente.

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