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Dieci anni climalteranti

Festeggiamenti ufficiali il 15 giugno presso il Caffè delle Arti di Lodi.

 

Dieci anni fa, il 9 giugno 2008, veniva pubblicato il primo post di Climalteranti, intitolato “L’ennesima bufala sul raffreddamento globale”. Ne sono seguiti tanti altri, circa 450, che hanno toccato quasi tutti i temi della scienza del clima, come si può leggere nell’imponente elenco di tutti i post pubblicati. Pur se la definizione delle categorie nei primi anni non è stata fatta in modo rigoroso, il grafico qui sotto mostra come le principali fra le 180 categorie utilizzate sono state “Temperature” (65 post), “Negoziazioni” (49) e “Errori” (43); 37 categorie sono state usate per più di 10 post. Sono state pubblicate 44 traduzioni dei più interessanti post di Realclimate e una decina di altri post ritenuti di grande interesse anche per l’Italia. Gli autori dei post sono stati circa 80, il 90% dei post è stato scritto dalla quarantina di membri del Comitato Scientifico che si sono succeduti negli anni. Più della metà dei suoi membri hanno accompagnato il blog dalla sua fondazione, altri si sono aggiunti in seguito o l’hanno accompagnato solo per alcuni anni. Guido e Volfango ci hanno lasciato.

L’autore del maggior numero dei post è l’ideatore e fondatore del blog, Stefano Caserini, che ha scritto come primo autore poco meno di un terzo dei post pubblicati (e scrive questo post).

Tutti i post sono stati sottoposti alla revisione da parte del Comitato Scientifico, che ha quasi sempre introdotto modifiche (a volte con una decina di revisioni… gli scienziati sono fatti così…); solo in pochi casi il post è stato bocciato. La più attiva nelle revisioni è stata Sylvie Coyaud, che ha migliorato la leggibilità e i contenuti di moltissimi post.

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Come per tutti gli anniversari, è tempo di bilanci, e di ragionare sul futuro.

Il bilancio per quanto mi riguarda è ampiamente positivo. Il blog è riuscito a mantenere un livello scientifico alto, pur con un linguaggio divulgativo, ed è stato riconosciuto come una voce autorevole nel dibattito sul clima. Abbiamo cercato di distinguerci dai blog che mirano a massimizzare il numero di clic e di commenti. Il poco tempo a disposizione ci ha impedito di intervenire sempre e in modo approfondito nelle discussioni, ma siamo riusciti a fornire le risposte indispensabili.

In questi anni ho ricevuto tantissimi complimenti per il blog, anche in luoghi e da persone inaspettate. Mi ha fatto piacere sapere che per molte persone Climalteranti ha rappresentato un punto di riferimento, di approfondimento o di aggiornamento (ultimo caso: un importante climatologo italiano incrociato in un recente convegno mi ha detto una cosa tipo: vi leggo sempre, è un modo per tenermi aggiornato su alcune cose che solo da voi trovo ben riassunte).

In questi dieci anni, il dibattito sul clima è cambiato parecchio in Italia. Se si guardano i post pubblicati nei primi anni, si nota subito quanto erano presenti le tesi negazioniste sui mezzi di informazione italiani. Come ho scritto nel mio ultimo libro, negli ultimi anni il vento è cambiato, la narrazione del negazionismo climatico si è affievolita parecchio, ha perso smalto, verve; i media hanno iniziato a snobbare i cosiddetti “scettici”; ormai solo incidentalmente ospitano le loro tesi. I motivi sono tanti e complessi, fra cui i segnali sempre più chiari del cambiamento climatico; ma mi piace pensare che un po’ di merito ce l’abbiamo anche noi di Climalteranti.

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La sconfitta del negazionismo ha fatto venire meno il core business iniziale del blog, la confutazione di queste tesi; per questo nel tempo ci siamo occupati sempre più di impatti, di mitigazione e dei negoziati sul clima. Ma sono argomenti non solo scientifici, hanno anche implicazioni politiche, quindi sono meno adatti ad essere trattati in un blog collettivo in cui ci sono – giustamente e fortunatamente – visioni diverse su quali dovrebbero essere le priorità o i compromessi nelle scelte per contrastare il cambiamento climatico.

Dopo dieci anni, è arrivato quindi il momento di chiedersi se c’è ancora bisogno di Climalteranti, se è importante proseguire e in questo caso cosa sia utile o doveroso cambiare. Vi chiedo di discuterne nei commenti a questo post, o anche di partecipare ad un momento pubblico di confronto organizzato per venerdì 15 giugno 2018, ore 21.15, al Caffè delle Arti di Lodi (viale Pavia 28). Saranno presenti 8 membri del Comitato scientifico e un ospite a sorpresa. Dopo il taglio della torta di compleanno ci sarà un incontro dal titolo: “Il dibattito sul clima fra mazze e mazzate: dieci anni climalteranti”.

Tutti i lettori del blog sono invitati a partecipare.

 

Testo di Stefano Caserini

9 responses so far

9 Responses to “Dieci anni climalteranti”

  1. Roboon Giu 8th 2018 at 18:17

    Complimenti. Vi seguo anche se talora le vostre argomentazioni scientifiche mi volano sopra la testa. Non é colpa vostra ma della mia ignoranza, comunque non demordo. Saluti

  2. Antonioon Giu 9th 2018 at 08:37

    Auguri anche da parte mia! Ne avete fatto di lavoro.. ed è servito.
    Secondo me dovreste occuparvi più delle cose scritte sul web, ma so che è molto faticoso, e poi non c’è molto di nuovo rispetto a quanto avete giù scritto.
    A meno di contrattempi familiari dovrei riuscire a venire a salutarvi a Lodi

  3. Roberto Canzianion Giu 9th 2018 at 14:03

    Per favore continuate. Specialmente adesso con Trump rampante e anche da noi ….. [omissis].
    Il fatto che, come dici, “ci sono – giustamente e fortunatamente – visioni diverse su quali dovrebbero essere le priorità o i compromessi nelle scelte per contrastare il cambiamento climatico”, dovrebbe stimolare ulteriormente il confronto e il dibattito, magari chiarendo perchè alcune cose meritino maggiori approfondimenti (rimandando a sedi scientifiche) e altre siano invece comprensibili già di per sè al largo pubblico. Con tanti auguri di buon compleanno,

  4. homoereticuson Giu 10th 2018 at 14:41

    Buongiorno e buon compleanno.
    Voglio credere anche io che il negazionismo sia stato sconfitto, ma resta da combattere un ismo più subdulo che io chiamerei “indifferentismo”, che consiste semplicemente di parlare poco o nulla del clima e rimuovere così il problema, per continuare il bau più a lungo possibile. Le ultime elezioni in Italia, mi pare di averlo già scritto, sono state un esempio clamoroso di rimozione totale del tema ambientale del dibattito pubblico e politico.
    Il mio invito è di continuare. Il mio suggerimento è (sperando che sia morto davvero il negazionismo, o che almeno non si senta molto bene) di scrivere più post del genere che ha preceduto questo (l’altra metà del lavoro da fare). Enfasi sulle cose da fare, con concretezza, visto che il tempo passa veloce e le emissioni non scendono.
    Lodi è un po’ fuori mano per me, ma mi sarebbe piaciuto, tra mazze e mazzate, bere alcune tazze con voi.

  5. Fabio Vomieroon Giu 10th 2018 at 16:58

    “Il blog è riuscito a mantenere un livello scientifico alto, pur con un linguaggio divulgativo, ed è stato riconosciuto come una voce autorevole nel dibattito sul clima”. E io direi che è proprio questo il vero motivo che dovrebbe indurre Climalteranti a proseguire la sua attività. La scienza del clima, infatti, come tutte le altre scienze è principalmente un’attività di ricerca “work in progress”, in cui le conoscenze aumentano e le teorie si modificano continuamente nei dettagli. Per cui credo non mancherà mai il materiale per l’approfondimento e l’aggiornamento sui temi scientifici, così come non mancherà mai il materiale che servirà ad evidenziare e rimarcare tutte le falle di un negazionismo ideologico, secondo me sempre vivo, seppur evidentemente inconsistente e contraddittorio sul piano logico e scientifico. Io credo che il grande ruolo della scienza sia infatti proprio quello di combattere i tanti miti e le ideologie che piacciono ancora tanto a troppa gente, e che prendono origine da pregiudizi e credenze il più delle volte sbagliati e difficili da eradicare. Ecco, quindi, perché dovete continuare. Complimenti e Auguri.

  6. Antoninoon Giu 11th 2018 at 10:52

    Quel che vi ha contraddistinto è il rigore scientifico, anzi, ancor più a monte, logico.
    Dieci anni fa c’erano pochi (o nessuno) ad occuparsi di scienza quasi divulgativa col vostro stesso approccio. Chi c’ha provato, è passato attraverso varie vicissitudini tali da renderlo quantomeno discontinuo: un editore o una redazione che cambia o solo cambia idea forte, una crescente rilevanza delle entrate da click, un impegno volontario di pochi che non può durare all’infinito…
    Voi vi siete giovati invece di questa idea forte: l’autodifesa della scienza di fronte ai negazionismi, nella guerra del clima che cambia per le emissioni di gas climalteranti.
    Bravi soprattutto per la costanza con cui avete continuato a fare squadra, senza fermarvi sugli scogli. Altro che Schettino…
    Idea forte significa anche che, quando la politica attorno si stravolge e perfino quando vacillano altre nostre certezze su fatti storici o contemporanei… la scienza e la logica non affondano. Magari la gente a bordo vomita, ma la nave va, sempre meglio che annegare nel mare e non aver nessuno a ripescarci.
    Vi state chiedendo se vale la pena continuare, ma so che questa è solo una richiesta di feedback. Non volete finirla lì, sotto sotto. E ne avete ragione. Ma c’è del vero: non è che potete guardare ad altri contenuti? Io suggerisco di sì: perchè non ci si interroga più in grande, sulle caratteristiche della crisi sistemica da noi colta attraverso la cartina di tornasole del cambiamento climatico? Ora che quella cartina la sanno vedere in tanti, forse è il caso di ragionare sulle “reazioni chimiche” che l’umanità sta catalizzando anche ben oltre il clima, fin dentro alla testa di ognuno. Cataloghiamole un po’ tutte le cartine, leggiamo le risultanze globali e non solo quelle settoriali, insegniamo a leggerle…

  7. Nicola Curzelon Giu 12th 2018 at 14:45

    Non mollate, siete indispensabili.

    Auguri!

  8. Ferruccioon Giu 15th 2018 at 09:31

    Vi seguo da alcuni anni e ritengo che del vostro contributo alla divulgazione scientifica ci sia ancora bisogno. Forse il tema del cambiamento climatico almeno nei termini negazionisti di questi anni diverrà meno centrale, ma sicuramente altri temi inerenti al clima prenderanno il suo posto.
    La divulgazione scientifica non è affatto un tema marginale e se qualcuno (non voi) non ne coglie l’utilità fondamentale per la crescita sociale lo si consideri almeno da un punto di vista utilitaristico. Solo una società che riconosce il valore centrale della scienza destinerà fondi adeguati al suo progresso.

  9. Emanueleon Giu 18th 2018 at 16:06

    Climalteranti è un patrimonio dell’umanità, lunga vita a Climalteranti!

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