ConvegniRecensione

James Hansen in Italia

Il grande climatologo James Hansen sarà in Italia dall’1 al 4 dicembre, per presentare il suo libro “Tempeste, Il futuro del clima del pianeta e l’urgenza di agire”, di cui abbiamo già pubblicato qui una recensione. In seguito sono elencati gli appuntamenti previsti. Ho letto e curato, con Luca Mercalli, Tempeste, l’edizione italiana di “Storm of my grand children”, perché lo ritengo un libro importante, come ho scritto nell’introduzione che è riportata in seguito.

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Mercoledì 1 dicembre, dalle ore 20 alle 21, Radio Popolare Milano. Hansen intervistato da Sylvie Coyaud. La trasmissione va in onda in diretta anche sulle altre radio del network, quindi si potrà tele-intervenire (numero telefonico 02 33.001.001, email diretta@popolarenetwork.it, SMS 331 62 14 013) Giovedi’ 2 dicembre, ore 10.30, Politecnico di Milano. Conferenza “Il futuro del clima del pianeta e l’urgenza di agire”. Interverranno Marino Gatto e Telmo Pievani. Ci sarà un ampio spazio per il dibattito. La locandina dell'iniziativa è disponibile qui. La presentazione di Hansen è disponibile qui. Il video dell'intervento di Hansen è disponibile qui Giovedi’ 2 dicembre, ore 18,30, Milano, Rotonda della Besana. Incontro nell'ambito della mostra "2050: Il pianeta ha bisogno di te", con Telmo Pievani e Frank Raes. Venerdi’ 3 dicembre, ore 21, Torino, Circolo dei lettori. Conferenza: “Clima, l’urgenza di agire. La natura e le leggi della fisica non scendono a compromessi” Introduce Luca Mercalli. Intervengono Mario Salomone, Antonello Provenzale, Giovanni Paesano, Erik Balzaretti. La locandina dell'iniziativa è disponibile qui. Sabato 4 dicembre, Roma, ore 19, Palazzo dei Congressi, EUR. Presentazione di “Tempeste” alla Fiera dell'editoria "Più libri più liberi". Modera Sylvie Coyaud. (altro…)
Blog

La necessità e l’urgenza di comunicare il problema climatico

Sull’ultimo numero di Science è stata pubblicata una lettera, firmata da dieci importanti studiosi statunitensi, che ribadisce la necessità di comunicare in modo adeguato il problema dei cambiamenti climatici: “Viste le potenziali conseguenze dei cambiamenti climatici, la comunità scientifica ha il dovere di aiutare le persone, le organizzazioni, i governi di prendere decisioni consapevoli. Pertanto, chiediamo alla comunità scientifica di sviluppare, implementare e sostenere un’iniziativa indipendente con il compito di condividere attivamente ed efficacemente le informazioni sui rischi del cambiamento climatico e le possibili soluzioni, in particolare con i decisori del mondo politico, dei settori privati e dei settori non-profit. Inoltre, chiediamo alle istituzioni filantropiche di approvare e sostenere finanziariamente questa iniziativa”. (altro…)
EmissioniEquitàNegoziazioni

Un argomento non valido contro gli impegni di riduzione delle emissioni

Se si guardano alcuni semplici principi e numeri alla base delle politiche climatiche, l’argomento “riduciamo le emissioni solo se anche Cina e India le riducono”, non regge: gli impegni di riduzione delle emissioni dei paesi industrializzati, fra cui l’Italia, sono inevitabili.

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Il dibattito sulle azioni da intraprendere per ridurre le emissioni dei gas serra è ancora occupato da un’argomentazione semplice ed efficace, che suona più o meno così: non tocca solo a noi ridurre le emissioni, anche altri devono farlo, altrimenti non dobbiamo farlo neanche noi. Gli “altri” sono generalmente “la Cina”, a volte “la Cina e l’India”. L’affermazione più frequente è: se Cina e India non accettano limiti, neanche noi dovremmo ridurle e porci dei limiti. Sono posizioni ribadite negli scorsi mesi e settimane da rappresentanti del Governo italiano, di Confindustria e del mondo industriale. In questo post si vuole mostrare come sono posizioni non giustificate, per cinque diversi motivi.

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DibattitoImpattiRecensione

Benvenuti su Terraa – un pianeta ostile dove dobbiamo farcela

Un nuovo frame per il dibattito “oltre” il cambiamento climatico – l’ultimo libro di Bill McKibben prova a considerare le conseguenze dell’inazione politica e propone idee e riflessioni per un mondo ormai, ahinoi, diverso.

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Come vi sentireste se, avendo notato che il rubinetto della vostra vasca da bagno è aperto al massimo, aveste provato inutilmente a richiuderlo, chiamato in soccorso i vicini e averli visti litigare, e tutto ciò fosse andato avanti per vent’anni?

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Arrabbiati, delusi, depressi? Nel 1989 Bill McKibben pubblicava uno dei primi libri sul cambiamento climatico per il grande pubblico e da allora chiede non solo di chiudere il rubinetto, ma anche di incominciare a tirare via l’acqua dalle stanze.

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Col movimento 350.org, di cui è un leader, ha organizzato migliaia di eventi di tutto il mondo per premere per decisioni forti a livello globale. L’esito della COP15 UNFCCC di Copenhagen, pur contenendo l’obiettivo, condiviso e firmato da 140 paesi del mondo, di impedire che la temperatura media mondiale cresca più di 2 gradi centigradi, ha mostrato che si è ancora molto lontani dalla chiusura del rubinetto: stime recenti dicono che gli impegni finora annunciati non saranno sufficienti a centrare l’obiettivo. (altro…)
CO2FenomenologiaStoria

Il primo scettico del riscaldamento globale

C’è ancora chi sostiene che un aumento di CO2 non porterà ad aumenti di temperatura perché la CO2 già presente in atmosfera assorbe tutta la radiazione che può, e un suo incremento non cambierebbe molto. In realtà questa teoria, che ha più di 100 anni, è sbagliata.

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Dopo il famoso articolo di Svante Arrhenius del 1896 dove il grande scienziato fece i primi calcoli sulla teoria dell'effetto serra da CO2, la teoria fu confutata da Knut Johan Angstrom con un semplice esperimento. Angstrom fece passare un fascio di raggi infrarossi attraverso un tubo con della CO2 e misurò l'intensità della luce emergente. Riducendo la concentrazione di CO2 nel tubo egli trovò solo una piccolissima differenza e concluse che era sufficiente una concentrazione di CO2 alquanto bassa per assorbire del tutto i raggi infrarossi. La sua conclusione fu che un aumento di CO2 non poteva essere importante per il clima. Questo articolo segnò la nascita del primo scettico di quella che al tempo veniva chiamata “teoria della CO2” e del recente argomento degli scettici che “l'effetto della CO2 è saturato”. Trent'anni dopo, E.O. Hulburt aggiunse la convezione al puro equilibrio radiativo assunto da Arrhenius. Egli trovò che l'equilibrio convettivo è mantenuto nella parte bassa della troposfera fino a circa 10 km, mentre più in alto si mantiene l'equilibrio radiativo. L'importante conseguenza è che i dettagli dell'assorbimento nella bassa troposfera non hanno importanza poiché il calore “viene diffuso e trasferito verso l'alto dalla convezione”. In altre parole, chi governa il bilancio energetico della terra è il bilancio radiativo nell'alta troposfera e lì la concentrazione di CO2 ha un peso. Hulburt fu molto cauto nelle sue conclusioni:

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L'accordo è senz'altro migliore di quanto sia garantito dell'accuratezza dei dati sui quali sono basati i calcoli. A quanto pare le incertezze e le omissioni in una certa misura hanno contribuito contrastandosi l'un l'altro”. (altro…)
CatastrofismoRecensione

Le tempeste dei nipotini di Hansen

Il primo libro divulgativo di James Hansen (NASA Goddard Institute), di cui è appena stata pubblicata l’edizione italiana, illustra l’effetto serra attraverso un’interessante prospettiva extra-planetaria e ne descrive le possibili degenerazioni catastrofiche. Nonostante questi scenari rimangano per ora ipotetici, la gravità delle possibili conseguenze pone seri motivi di riflessione di natura etica e pratica.

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Quando due anni fa incontrai per la prima volta James Hansen al Byrd Polar Research Center di Columbus, Ohio (USA) mi diede l’impressione di un uomo che negli anni avesse coltivato, non senza una certa sofferenza, l’arte del sapersi difendere dalle sciabolate dei suoi detrattori. Così, dopo un pomeriggio passato presso una radio locale di Columbus a rispondere alle domande dei vari negazionisti locali, Hansen non batté ciglio quando, durante la conferenza serale, gli feci osservare come la frenata della crescita della concentrazione di metano in atmosfera non si conciliasse bene con l’idea, da lui propugnata, della possibile fusione dei clatrati di metano sui fondali marini. Un’osservazione scettica che però, dopo una giornata del genere, sarebbe stata percepita da chiunque come vero e proprio “fuoco amico”. Ne uscì con un debole: “Si però, nel 2007 il metano è ricominciato a crescere”. Era sicuramente molto affaticato. (altro…)
GhiacciGhiacciai

Dalle fotografie sui ghiacciai la conferma del clima che cambia

La situazione dei ghiacciai del pianeta, mostrata dai dati disponibili del World Glacier Monitoring non è affatto buona, anche in Himalaya, come discusso in un precedente post e mostrato dalle riviste scientifiche.  Perciò ospitiamo volentieri il contributo dell'associazione Macromicro che racconta del prezioso lavoro di ricognizione fotografico-scientifica effettuato ripercorrendo le orme dei grandi fotografi esploratori italiani del secolo scorso. Un quadro dell’evoluzione dei ghiacciai montani del pianeta si può infatti avere confrontando foto antiche e moderne dei ghiacciai, come sarà discusso in un convegno il 15 ottobre a Roma presso la Società Geografica.

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Un quadro della situazione si può avere anche dal confronto tra immagini storiche e moderne. Questo confronto mostra, spesso anche in maniera estremamente evidente, i cambiamenti occorsi ai ghiacciai, come nelle immagini qui sopra, che ritraggono il ghiacciaio Baltoro, che in questo caso ha subito una perdita di spessore di decine di metri. Le osservazioni dello stato di fatto e di ciò che è già avvenuto sono il punto di partenza per effettuare valutazioni sull’evoluzione dei ghiacciai e sugli effetti dei cambiamenti climatici su di essi. (altro…)
CO2ScienzaTemperature

L’incredibile riscaldamento globale

Ad alcuni sembra incredibile che l'attività umana possa provocare il riscaldamento di un intero pianeta. Senza bisogno di addentrarsi nelle complicate teorie che spiegano il fenomeno, è possibile rendersi conto che non è poi così incredibile come sembra.

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Ci sono due cose a prima vista incredibili sul riscaldamento globale. La prima è che noi piccoli uomini possiamo emettere quantità davvero significative di CO2; la seconda è che questo possa causare l'aumento di temperatura di un intero pianeta. La scienza, o meglio, la natura dovrebbe averci abituato a cose istintivamente incredibili. Pensate alla tettonica a placche, ai buchi neri, al Big Bang, all'evoluzione delle specie, alla stessa nascita della vita sulla terra. Sono tutte cose troppo distanti dalla nostra realtà sensoriale per poterle comprendere istintivamente. Abbiamo quindi bisogno di sfruttare le conoscenze accumulate in oltre duemila anni di storia delle scienze. Rispetto alle cose incredibili naturali, nel caso del riscaldamento globale si aggiunge l'aggravante che coinvolge azioni umane. Al già poco credibile fenomeno si aggiunge che l'uomo possa essere accostato alle grandi forze della natura. L’argomento della piccolezza delle azioni umane è spesso usato nel dibattito sul riscaldamento globale. E' forse un eccesso di presunzione quello di chi è preoccupato per l’impatto delle attività umane sul clima? Vediamo.

. Le nostre emissioni

Veniamo al primo punto, davvero le attività umane emettono quantità significative di CO2? Il grosso delle emissioni è dovuto all'utilizzo dei combustibili fossili. Si è iniziato con il carbone nell'800 cui si sono aggiunti petrolio e gas naturale nel corso del '900. Oggi siamo a oltre 30 miliardi di tonnellate (Gt) di CO2 l'anno. Anche se il numero è grande, in fondo è equivalente ad un “cubetto” d'acqua di poco più di 2 chilometri di lato. Rispetto alle dimensioni della terra o anche dell'atmosfera sembra trascurabile. Per altri versi però la quantità è impressionante, come si vede dai “black ballon” del sito sul risparmio energetico del New South Walles (Australia): se volessimo stoccarla con dei palloncini, ne verrebbe fuori un numero veramente enorme. Prendiamo allora questa CO2 emessa e misceliamola in atmosfera anno per anno ipotizzando che resti tutta lì per sempre. Sono oltre 1000 Gt da confrontare con la massa dell'atmosfera di 5 milioni di Gt, cioè la CO2 che emettiamo rappresenta più di 200 parti per milione, un'inezia direi. Durante gli ultimi 800000 anni la CO2 si è sempre mantenuta fra 180 e 300 ppmv. La nostra “inezia” è quindi paragonabile a quanto naturalmente si è trovato in atmosfera in questo lungo periodo. Oggi, grazie a noi, siamo a 390 ppmv, un salto paragonabile a quello fra un'era glaciale e una interglaciale. Qualche lettore avrà forse notato che le nostre emissioni sono maggiori dell'incremento di CO2 osservato in atmosfera. Abbiamo infatti emesso per 200 ppmv ma l'aumento di CO2 dall'epoca pre-industriale ad oggi è stato “solo” di circa 100 ppmv. Giusto, sarebbe potuta andare peggio. Siamo invece stati fortunati, circa la metà di quanto emesso ci è stato tolto di mezzo dagli oceani e dalla biosfera terrestre (Canadell et al. 2007). E non pensiate che l'oceano sia contento di fare questo servizio. La CO2 disciolta in acqua e' un acido e delle conseguenze abbiamo già parlato qualche tempo fa... A questo punto non credo si possa ancora pensare che il nostro contributo sia stato trascurabile, per quanto riguarda la quantità di CO2 in atmosfera siamo stati altrettanto bravi degli equilibri fisico-chimici naturali. (altro…)
BlogDisinformazione

Come funziona la disinformazione

Selezionando accuratamente il materiale, e solo una frase di un intero discorso, è possibile attribuire ad un valente climatologo una tesi contraria a quanto sostiene. E la diceria si diffonde facilmente sul web.

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Spesso ci viene chiesto di rispondere alle affermazioni scettiche o negazioniste sui cambiamenti climatici che compaiono sul web, in particolare nei blog. Sono troppe, quindi non lo facciamo, tranne che in alcuni casi particolari: il tempo è troppo poco, scriviamo approfittando delle pause pranzo e durante le ore piccole. E già così fatichiamo a stare dietro alle innumerevoli corbellerie diffuse da carta stampata, radio e televisione. Il problema principale è che quanti distorgono la scienza e i fatti dei cambiamenti climatici sui blog sembrano spesso poco interessati a discutere, a confrontarsi, a valutare i pro e i contro delle diversi tesi; di solito si comportano da avvocati, cercando di mettere in cattiva luce le idee altrui, con qualsiasi argomento disponibile. E fra questi argomenti c’è l’offesa personale, per non dire la calunnia, la diffamazione basata su dicerie infondate.

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Un esempio è il post “Ah, i bei tempi di Savonarola!” che ci è parso particolarmente degno di nota non tanto per gli errori che contiene, ma per gli insulti gratuiti e ingiustificati lanciati contro uno scienziato che è stato uno dei più grandi climatologi della storia: Stephen Schneider, recentemente scomparso. Il post in questione è scritto da uno dei curatori del sito Climate Monitor, il Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare Guido Guidi. Lo spunto è l’articolo di Anderegg et al. pubblicato su PNAS, di cui uno dei quattro autori è stato Stephen Schneider. Il post accusa pesantemente Schneider di voler ristabilire l'inquisizione, mandando al rogo chi non la pensa come lui. Accusa infamante e decisamente fuori luogo, come si può vedere, per esempio, qui o qui, o dalle risposte date dallo stesso Schneider. (altro…)
ScienzaTemperature

Buon 35° compleanno, riscaldamento globale!

Pubblichiamo questa traduzione di post comparso su Realclimate, per ricordare uno degli articoli scientifici più lungimiranti della scienza del clima.

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Il riscaldamento globale è arrivato ai 35 anni. Non solo l'attuale evidente fase di riscaldamento globale dura da circa 35 anni, ma anche il termine "riscaldamento globale" vedrà il suo 35esimo anniversario la settimana prossima. L'8 Agosto 1975 Wally Broecker pubblicò sulla rivista Science l'articolo “Are we on the brink of a pronounced global warming?”. Questa sembra sia la prima volta in cui il termine "riscaldamento globale" è stato usato nella letteratura scientifica (almeno è il primo su oltre 10,000 articoli con questo termine di ricerca nel database ISI degli articoli scientifici). In questo articolo Broecker predisse correttamente che "l'attuale tendenza al raffreddamento lascerà il posto, entro circa un decennio, ad un significativo riscaldamento indotto dall'anidride carbonica", e che "entro i primi anni del prossimo secolo [l'anidride carbonica] avrà portato la temperatura media planetaria oltre i limiti raggiunti durante gli ultimi 1000 anni". Broecker predisse un riscaldamento globale complessivo per il 20esimo secolo causato dalla CO2 di 0.8 °C e si preoccupò per le conseguenze sull'agricoltura e sul livello del mare.

Temperature globali fino al Giugno 2010 secondo i dati GISS della NASA. La linea grigia è la media mobile sui 12 mesi, i punti rossi i valori medi annuali. La linea spessa rossa rappresenta un trend non lineare. Ovviamente Broecker non aveva questi dati a disposizione, nemmeno quelli fino al 1975, perchè la raccolta globale dei dati è stata realizzata non prima dei tardi anni '70 (Hansen et al. 1981). Si è dovuto basare su dati metereologici più limitati. (altro…)

Comunicazione

La fallacia dello “stratagemma Galileo”

Capita spesso, quando si discute di cambiamenti climatici, di sentire usare lo “stratagemma Galileo”, che in sintesi è questo: “Galileo Galilei era in disaccordo con l’establishment scientifico del tempo, ma aveva ragione, quindi potrebbe essere che anche oggi abbiano ragione i pochissimi scienziati che negano le responsabilità umane sul cambiamento climatico”. Questa argomentazione ha alcuni punti deboli storici (diversi scienziati del suo tempo davano ragione a Galileo, l’Inquisizione che l’ha perseguitato non era formata da scienziati), e logici (Galileo è...
DibattitoDisinformazione

La protesta di Mark Cane contro “La Lettura”

In precedenti post abbiamo raccontato il clamoroso infortunio dell’inserto culturale del Corriere della Sera, La Lettura, che ha organizzato un maldestro confronto fra un negazionista non competente William Happer, e uno scienziato del clima, Mark Cane. Il Prof. Cane in realtà non sapeva che la sua intervista sarebbe stata utilizzata per un confronto, né sapeva che fosse uscita. Pubblichiamo qui la sua lettera di protesta, inviata il 10 marzo, che il Corriere della Sera non ha pubblicato. Caro direttore, nel...
Inventario emissioniLULUCFNegoziazioniProtocollo di Kyoto

Le foreste sono cruciali per raggiungere gli obiettivi di Parigi?

L’Accordo globale per ridurre le emissioni di gas serra, raggiunto al Parigi nel dicembre 2015, ha l’obiettivo di mantenere l’aumento delle temperature medie globali ben al di sotto dei due gradi rispetto all’epoca pre-industriale (art 2.1.a). Questo obiettivo necessiterà di “raggiungere un equilibrio tra emissioni ed assorbimenti antropici di gas serra” (art. 4.1), Giacomo Grassi, Marina Vitullo, Sylvie Coyaud
DibattitoDisinformazione

È certo, il clima è surriscaldato

Nell’intervista pubblicata da “La Lettura” del 26 febbraio 2017, intitolata “Credetemi, il clima non è surriscaldato”, William Happer ha rispolverato molti dei miti del negazionismo climatico, da tempo confutati dalle evidenze scientifiche disponibili. Come spiegato nel precedente post, nell’articolo dell’inserto culturale del Corriere della Sera (qui il testo) è stato proposto un finto confronto fra il fisico William Happer e il climatologo Mark Cane (raggiunto via mail, Cane ha dichiarato di non essere al corrente della presenza di un interlocutore...
DibattitoDisinformazione

L’infortunio de “La Lettura”

Provate a immaginare cosa succederebbe se l’inserto culturale del Corriere della Sera, “La Lettura”, ospitasse nelle sue prime pagine un articolo intitolato “Credetemi, i vaccini provocano l’autismo”, con un confronto fra un odontotecnico in pensione (che sostiene quella tesi) e un epidemiologo specializzato in vaccini (che sostiene il contrario). Probabilmente scoppierebbe uno scandalo mediatico, o almeno sarebbero sommersi dalle pernacchie il redattore (responsabile del titolo schierato a supporto di una delle due tesi – quella infondata), la giornalista (responsabile di...
DisinformazioneFilm

Un film da buttare: The Great Global Warming Swindle

Iniziamo con questo post una serie di interventi che analizzano il materiale che ha costituito negli anni passati le basi del negazionismo climatico. E che ora si può tranquillamente buttare nel cestino. The Great Global Warming Swindle (“La grande truffa dei cambiamenti climatici”) è un documentario del 2007, diretto da Martin Durkin. È stato prodotto da Channel 4, visto da molti milioni di persone, in Italia trasmesso in una puntata di Matrix nella giornata mondiale dell’Ambiente del 7 luglio 2007...
AdattamentoImpatti

Impatti e vulnerabilità dei cambiamenti climatici in Europa

Il 25 gennaio scorso è stato presentato a Bruxelles il nuovo rapporto su impatti e vulnerabilità dei cambiamenti climatici in Europa (Climate change, impacts and vulnerability in Europe 2016,) redatto dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (European Environment Agency – EEA). Il rapporto è una valutazione degli impatti e vulnerabilità dei cambiamenti climatici in Europa basata su indicatori dei passati e futuri cambiamenti climatici e sui risultati della recente ricerca scientifica. Inoltre il rapporto prospetta la necessità di dare maggiore impeto alle...
ImpattiMeteorologiaNeve

Il riscaldamento globale e il freddo dell’inverno

Nelle ultime settimane è stato tutto un gridare “mamma mia, che freddo!”. Con qualche ragione, dato che questa prima parte di inverno è stata in alcuni luoghi più rigida di quella degli ultimi anni. Curiosamente, però, i soliti noti che straparlano di “nuova era glaciale” incombente sono rimasti silenziosi, perlomeno sui giornali. Chissà che non siano rinsaviti? Ma, a parte questo, cosa possiamo dire di questa ondata di freddo? È una fluttuazione momentanea o qualcosa che ha a che vedere...
RecordStatisticheTemperature

2016, terzo – e straordinario – record consecutivo delle temperature

Iniziamo il nuovo anno proponendo come consuetudine l’analisi delle temperature medie globali dall’analisi dei dati grezzi e grigliati NCEP/NCAR relativi alle temperature all’anno appena terminato. Il 2016 straccia tutti i record e risulta per il terzo anno di fila l’anno più caldo dall’inizio delle misure. È un risultato ampiamente previsto da diversi mesi, e rappresenta un record straordinario favorito anche dall’intenso episodio di El Niño, che pur nella sua parabola discendente ha influenzato nettamente i valori termici della prima parte...
MitigazioneProtocollo di KyotoRecensione

Return of the river: l’epopea del fiume Elwha e delle sue dighe

Ambientato nello stato di Washington, USA, il documentario racconta l’epopea del fiume Elwha, imbrigliato da impianti idroelettrici fin dai primi del ‘900 e il lavoro di scienziati, politici e comunità locali per restituirlo alla condizione originale. Interessante per riflettere sui conflitti fra i diritti umani, la salvaguardia dell’ambiente e il necessario aumento della produzione di energia rinnovabile. Il film Return of the River segue per quattro anni il progetto di rimozione di due impianti idroelettrici (dam removal) sul fiume Elwha,...