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Il professore da Guinness dei primati

In uno dei soliti articoli in cui Franco Battaglia scarica insulti verso i partecipanti alle Conferenze sul clima, c’è una frase da record, con 6 numeri sbagliati su 7.

Prof. Franco Battaglia Il Prof. Franco Battaglia è tornato a scrivere sul tema dei cambiamenti climatici. Come al solito, non sulle riviste scientifiche, ma sul quotidiano “Il Giornale“, con gli articoli del 1° dicembre “Anche gli ambientalisti sono diventati eco-scettici” e del 13 dicembre “L’ecobufala dal vertice Onu: il “pacco” per gli ambientalisti“.

Come tutti gli anni, in occasione delle Conferenze delle Parti della Convenzione sul Clima il professore scrive il solito articolo in cui descrive come carnevalate le conferenze stesse e irride acido alle loro conclusioni, a suo dire sempre fallimentari. Il 1° dicembre aveva quindi scritto la sua previsione sull’esito della conferenza di Cancun: (Attendetevi quindi il 16mo fallimento. Come lo so? Esattamente come sapevo che sarebbero state un fallimento tutte le Cop precedenti) e che i suoi partecipanti ci avrebbero propinato “fuffa“. Come visto in un precedente post, le cose quest’anno sono andate diversamente; il Prof. Battaglia se ne è accorto, e ha scaricato la sua rabbia con un articolo livoroso, iniziato con l’elegante “Onanismo sfrenato, quello dei convenuti a Cancun” e proseguito definendo i partecipanti “fessi del mondo” e (come nel 2007) “sfaccendati“.

Insomma, sempre lo stesso articolo, con la solita raffica di ragionamenti spannometrici, i conti della serva sulla convenienza dell’energia nucleare (identici a quelli già scritti nel 2009), i toni derisori verso altri giornalisti (nel mirino questa volta Antonio Cianciullo di Repubblica e Alessandra Arachi del Corriere della Sera) e il mix di offese varie.

Il motivo per cui è necessario parlare di questi articoli, non è solo perché non bisogna abituarsi a considerare normale che su un quotidiano nazionale si continuino a pubblicare questi penosi deliri, con autore un professore universitario senza alcun titolo scientifico nel settore e che impunemente insulta le persone impegnate nelle negoziazioni internazionali sul clima.

Il motivo è che gli articoli del professore modenese su questo tema sono infarciti generalmente da errori gravi; non solo sulle basi della climatologia e delle politiche climatiche, di cui Battaglia non è tenuto ad essere documentato, essendo esperto d’altro (i pochi articoli da lui pubblicati tanti anni or sono sulle riviste scientifiche internazionali non hanno a che fare neppure lontanamente con temi ambientali, sono relativi alla chimica-fisica teorica).

Negli scritti di Battaglia sul tema del clima sono frequenti gli errori banali sulle unità di misura, o sui numeri principali in discussione sul problema climatico e sulle sue soluzioni. Ne ho già parlato in un mio libro, e in un post di qualche mese fa avevo segnalato un errore di 1000 volte sulle emissioni di SO2 degli Stati Uniti, confuse peraltro con le emissioni mondiali.

Il nuovo articolo non tradisce le attese: il professore riesce a infilare sei errori in una sola frase relativa al protocollo di Kyoto.

Con il piglio di chi la sa lunga, scrive infatti:

Dovete sapere che questo protocollo, sottoscritto nel 1997 ed entrato in vigore nel 2003, prevede la riduzione delle emissioni del 5% rispetto ai valori del 1997; senonché, oggi quelle emissioni sono invece aumentate, del 5% nella «virtuosa Europa» e del 20% a livello mondiale, rispetto a quelle del 1997“.

Ebbene:

  1. Il protocollo di Kyoto è entrato in vigore nel 2005, il 16 febbraio, e non nel 2003.
  2. L’impegno di riduzione previsto dal Protocollo di Kyoto non è del 5% rispetto al 1997, ma del 5,2 % rispetto al 1990. Il 1997 è solo l’anno in cui il Protocollo è stato approvato, a Kyoto.
  3. L’impegno di riduzione delle emissioni, riguarda solo alcuni paesi (solitamente indicati Annex I, perché elencati in un Allegato del PK) e non tutti i paesi del mondo.
  4. L’Europa non ha aumentato le sue emissioni del 5 %: le ha invece diminuite, sia rispetto al 1990 che rispetto al 1997 [1].
  5. Le emissioni dei paesi Annex I, sono pure diminuite, sia rispetto al 1990 che rispetto al 1997 [2].
  6. Le emissioni mondiali sono aumentate, ma l’incremento rispetto al 1997 è maggiore del 20 % [3]

In totale sono quindi 6 numeri sbagliati su 7. L’unico giusto è il 1997, l’anno di sottoscrizione del protocollo di Kyoto.

Correttamente, la frase del Prof. Battaglia avrebbe dovuto essere:

Dovete sapere che questo protocollo, sottoscritto nel 1997 ed entrato in vigore nel 2005, prevede per alcuni paesi inclusi nel protocollo la riduzione delle emissioni, complessivamente del 5,2% rispetto ai valori del 1990; quelle emissioni sono diminuite, del 6,5% nella «virtuosa Europa» e del 5,2 % nei paesi con obblighi di riduzione, rispetto a quelle del 1990. In tutto il mondo, le emissioni sono aumentate del 25 % fra il 1990 e il 2005“.

Dopo il premio “A qualcuno piace caldo”, conseguito nel 2007, e dopo le infruttuose nomitation per gli anni 2008 e 2009, ora si potrebbe segnalare il caso al Guiness dei record, proponendo un premio per la categoria “professore universitario che sbaglia più numeri in una sola frase quando scrive articoli sui cambiamenti climatici“. Oppure alla trasmissione televisiva Scommettiamo che ?: proponendo una prova di scrittura sul tema dei cambiamenti climatici, in diretta dallo Studio 18 di Cinecittà, per vedere se davanti ad un folto pubblico, il Prof. Battaglia riesce a stabilire un nuovo record, sbagliando tutti i numeri di una frase, nessuno escluso.

[1] Secondo i dati del CAIT-UNFCC le emissioni europee (EU15) dei 6 gas serra regolati dal protocollo di Kyoto sono passate da 4244,7 Mt CO2eq del 1990, ai 4153,8 Mt del 1997 e ai 3970 Mt del 2008. Nel 2008 quindi le emissioni sono del 4,4 % inferiori al 1997 e del 6,5 % rispetto al 1990. Se si considerano anche le emissioni dalle variazioni dell’uso del suolo (LULUCF), o se si considera l’EU-27, le riduzioni aumentano ulteriormente. Le riduzioni rispetto ad “oggi” sono sicuramente superiori; pur non essendo disponibili statistiche aggregate ufficiali, nel 2009 e nel 2010 causa la crisi economica si prevedono riduzioni delle emissioni, sia in Europa che nel complesso dei paesi Annex I.

[2] Secondo i dati del CAIT-UNFCC, le emissioni di CO2eq dei paesi Annex I sono passate da 18733,7 Mt CO2 eq del 1990 ai 17452 Mt nel 1997 e ai 17759 Mt del 2008. Nel 2008 quindi le emissioni sono diminuite del 1,76 % rispetto al 1997 e del 5,2% rispetto al 1990.

[3] Non esistendo rendicontazioni annuali delle emissioni per tutti i paesi del mondo e per tutti i gas previsti dal Protocollo di Kyoto, non è disponibile una stima “ufficiale” dell’incremento delle emissioni mondiali di tutti i gas serra dal 1997 ad “oggi”. Sempre secondo i dati del CAIT-UNFCC, le emissioni mondiali di CO2eq dal 1990 al 2005 sono passate da 30181,1 Mt a 37631 Mt, con un aumento del 25 %. Stimando per interpolazione le emissioni 1997 e 2007, sulla base dell’incremento medio delle emissioni di CO2, l’incremento nel periodo 1997-2007 delle emissioni globali è superiore al 25 %.

Testo di Stefano Caserini

28 responses so far

28 Responses to “Il professore da Guinness dei primati”

  1. Luca C.on Dic 24th 2010 at 15:57

    boh, misteri, ho anche scritto alla redazione del Giornale per segnalare che fanno scrivere articoloni sul clima ad un affiliato del NIPCC, ma niente da fare.

  2. Vincenzoon Dic 24th 2010 at 16:33

    Un voto per Battaglia a Scommettima Che…
    In fondo è spesso in televisione…
    Dà dell’onanista agli altri. ma in fondo se le canta e se le suona da solo.
    Buon natale gente

  3. Elisa M.on Dic 24th 2010 at 19:50

    lo sanno anche i sassi che per il Protocollo di Kyoto si considera come riferimento le emissioni del 1990
    possibile che sbaglia anche queste cose ?
    e si che se leggi l’articolo sembra che si consideri un premio nobel che deve infondere la scienza al popolino

  4. Robertoon Dic 25th 2010 at 09:07

    Deve aver confuso la “virtuosa” Italia, in mano a chi cura le prefazioni dei suoi libri, con tutta l’ Europa…piccolo errore veniale?

  5. Riccardo Reitanoon Dic 26th 2010 at 11:13

    La superficialità con cui si scrivono e pubblicano certi articoli tradisce le intenzioni dell’autore e del giornale. E’ chiaro, non si tratta di fare scienza nè informazionem, è solo una sorta di pamphlet sia nello stile che nella sostanza. E’ una rispettabile scelta personale, l’importante sarebbe prendere i suoi scritti per quello che sono e la sua autorità in materia pari a quella di chiunque altro. Per questo non si dovrebbe sottolineare il suo essere uno scienziato, nella veste di scrittore di pamphlet è irrilevante.

    Vorrei apporfittare dell’occasione per far notare che, sia pur con colpevole ritardo e nonostante lo scarso, o quanto meno altalenante, impegno sul fronte politico, le emissioni sono in calo anche in Italia ormai da parecchi anni. Viene da chiedersi se questo risultato sia dovuto all’impegno da parte di singoli cittadini e, perchè no, imprese con una maggiore sensisibilità al problema; una spinta che viene dal “basso”, insomma, e che si spera venga recepita (al più presto!) in “alto”. E’ un po’ quello che sta accadendo negli USA, dove alla paralisi federale fanno da contraltare iniziative a livello statale e di singole comunità. Non so se è vero, ma mi piace pensare che sia così. Un buon auspicio per l’anno nuovo.

  6. oca sapienson Dic 26th 2010 at 15:32

    @Caserini e altri Stefani
    Auguri

    @Riccardo
    “scelta personale rispettabile”: adesso che siamo tutti più buoni, ne riparliamo dopo l’Epifania…
    “calo delle emissioni”: trasferite all’estero?

  7. Riccardo Reitanoon Dic 26th 2010 at 20:46

    ocasapiens
    intendevo rispettabile la scelta di scrivere pamphlet, non mettere assieme tanti errori in una sola frase.
    Sullo spostamento delle emissioni, non voglio negare il problema, ne ha anche parlato Stefano di recente. Per quanto riguarda l’Italia, guardando i dati EEA di emissioni per settore (seconda figura pag. 2) ci si accorge che il grosso dell’aumento delle emissioni dal 1990 è stato dovuto essenzialmente ai settori trasporti e produzione di energia. Le emissioni di entrambi hanno smesso di crescere e sono successivamente leggermente diminuite. Questa è una dinamica interna all’Italia.
    Lo spostamento della produzione, così come la crisi economica nel 2009, hanno di certo avuto un effetto, ma cì’è stato anche dell’altro. Insomma, era tanto per iniziare l’anno nuovo considerando il bicchiere mezzo pieno 🙂

  8. Stefano Caserinion Dic 26th 2010 at 21:25

    @ Riccardo Reitano
    E’ una rispettabile scelta personale, l’importante sarebbe prendere i suoi scritti per quello che sono e la sua autorità in materia pari a quella di chiunque altro. Per questo non si dovrebbe sottolineare il suo essere uno scienziato, nella veste di scrittore di pamphlet è irrilevante.

    Il punto è proprio che Battaglia scrive su Il Giornale, e partecipa a convegni trasmissione televisive, in quanto si propone come “esperto” in virtù del fatto di essere un docente universitario.
    In virtù della sua posizione accademica, viene riconosciuto e interpellato come “esperto”, se non come scienziato.
    Io sono d’accordo con te che non alcuna autorità scientifica in materia di cambiamenti climatici e politiche connesse, ma è necessario ricordarlo mostrando i continui e clamorosi errori che commette sul tema.
    Il fatto che non pubblica alcun articolo scientifico da anni, e non ne ha mai pubblicati su temi ambientali, non conta molto per chi non sa come sia faticoso pubblicare sulle riviste scientifiche, e come sia una palestra che ti fa imparare a essere umile e approfondire i temi prima di spararla grossa.

    Riguardo alle emissioni, “dal basso” a mio parere ci sono state tante buone intenzioni e alcune azioni lodevoli, ma di fatto ad aver inciso sulle emissioni sono state politiche a livelli più alti.
    A livello comunale si incide più sulle emissioni dai trasporti e del riscaldamento, ma se si guardano le politiche dei trasporti e insediative, c’è molto poco da noi, qualcosa in più all’estero. Ma di questo ne parleremo con calma prima o poi.

    Certo, auguri a tutti

  9. pierinoon Dic 28th 2010 at 17:09

    vorrei sapere che ne pensate sul freddo attuale in Europa e la tesi di gianlugi Zangari fatta queste estate per il blocco della Corrente del Golfo a causa dello sversamento del petrolio nel golfo del Messico? sono andato al sito del NOAA constatando che niente si muove, vorrei delle risposte di chi ne sa piu’ di me.

  10. Riccardo Reitanoon Dic 28th 2010 at 22:14

    pierino
    Zangari ha notato il blocco della “loop current” e ipotizzato che, nel caso non si fosse ripristinata, si sarebbero potuti avere effetti sulla corrente del golfo. A prescindere dalla correttezza o meno dell’ipotesi, oggi la “loop current” sembra funzionare regolarmente.
    Ci sono altre ipotesi sull’origine di questi due ultimi inverni con abbondanti nevicate in Europa e nella costa est degli USA, ma è ancora troppo presto per avere risposte chiare. Se conosci l’inglese puoi leggere qualcosa su RealClimate.

  11. Gianfrancoon Dic 30th 2010 at 15:26

    Sono disgustato.
    Possibile che le accademie scientifiche, l’università e i giornalisti non prendano le distanze da FB? Libertà d’opinione e di espressione non c’entrano; chi coltiva quelle che un tempo si usave definire “scienze esatte” non può commettere errori così grossolani coi numeri (a parte quelli del lotto) – fatti e risultati di calcoli non sono opinioni.
    Mi domando, costui tiene lezioni all’università? Qualcuno vi partecipa? Cosa imparano da lui gli eventuali allevi?

  12. […] minima tappa il buco ricopiando l’articolo di Franco Battaglia candidato al Guinness dei primati per la frase in cui indovina una cifra su sette. Ma su Climate monitor c’è di meglio. Dopo […]

  13. Antonioon Dic 30th 2010 at 20:04

    @ Ocasapiens

    direi che è una bella sfida…

  14. Ericaon Gen 7th 2011 at 00:11

    Ho letto il curriculum che il Prof. Battaglia ha messo sul sito della sua università, è desolante.
    https://www.ing.unimo.it/campusone/visualizzazioneingegneria/Docente.asp?IDDocente=1087
    Non ci sono traccia di articoli recenti, si intuisce che ha pubblicato qualcosa solo ai tempi del dottorato, vent’anni fa, ma si vanta di aver scritto 300 articoli per Il Giornale.
    E poi il libro con “presentazione di Antonino Zichichi e Renato Brunetta” !!
    Ma non ci sono dei minimi di pubblicazioni per chi insegna nelle università ?

  15. marina vitulloon Gen 8th 2011 at 12:57

    purtroppo il suo pensiero su cosa e’ degno di essere pubblicato e’ ben espresso dalle sue parole, in questa intervista:

  16. Ericaon Gen 8th 2011 at 23:00

    Grandiosa… ma non capisco se si rende conto di quello che dice
    In Università ci sarà qualcuno che gli avrà detto che il libretto pagato dagli amichetti non conta nulla anche se c’è la prefazione del Silvio.
    Quando sento questi prof qui con la loro alterigia mi verrebbe voglia di dare una mano alla Gelmini a distruggere tutto

  17. […] dal recinto del Giornale e portato qui da mazzetta. La custode non intende sparare pure lei sulla Croce Rossa, bensì tentare un’analisi latteo-semiotica del pronome […]

  18. […] lettori di Climalteranti conoscono già le corbellerie del Prof. Franco Battaglia, primatista di errori e pasdaran del negazionismo sui cambiamenti climatici. Ultimamente il professore si è dedicato […]

  19. […] Giusto. L’NIPCC è l’ideale per giocare a chi scopre più critiche infondate, ipotesi strampalate e contraddizioni interne nei testi di lobbysti dell’industria petrol-carbonifera e di scienziati noti unicamente per le ricerche assenti o smentite. Li accomunano il disprezzo per la scienza del clima, tra altre, e uno stile più da Experimental Demonstration of the Tomatotopic Organization in the Soprano Cantatrix Sopranica L. che da Global Climate Changes as Forecast by Goddard Institute for Space Studies Three-Dimensional Model, due classici che non hanno preso una ruga. Inoltre all’NIPCC partecipa pure il prof. Franco Battaglia, un nome, una garanzia. […]

  20. […] Giusto. L’NIPCC è l’ideale per giocare a chi scopre più critiche infondate, ipotesi strampalate e contraddizioni interne nei testi di lobbysti dell’industria petrol-carbonifera e di scienziati noti unicamente per le ricerche assenti o smentite. Li accomunano il disprezzo per la scienza del clima, tra altre, e uno stile più da Experimental Demonstration of the Tomatotopic Organization in the Soprano Cantatrix Sopranica L. che da Global Climate Changes as Forecast by Goddard Institute for Space Studies Three-Dimensional Model, due classici che non hanno preso una ruga. Inoltre all’NIPCC partecipa pure il prof. Franco Battaglia, un nome, una garanzia. […]

  21. […] 2010, in cui, oltre alla solita raffica di insulti verso i partecipanti alle Conferenze sul clima, è riuscito a sbagliare in una sola frase 6 numeri su 7. Pierluigi Battista, per “Urgente allarme cercasi” e “Le scomode (e dubbie) […]

  22. Robertoon Nov 6th 2011 at 12:37

    http://www.ilgiornale.it/interni/nature_benedice_climatologi_ma_solo_se_sono_catastrofisti/30-10-2011/articolo-id=554318-page=0-comments=1

    Nuove chicche del simpatico personaggio….
    al di la degli sproloqui su Nature qtesta volta ha fatto !en plein!

    su quattro punti elencati non ne azzecca neanche uno…

  23. Riccardo Reitanoon Nov 6th 2011 at 18:10

    In parte sembra che abbia scopiazzato il commento di Fred Singer sul blog di Nature. Un commento su quest’ultimo qui.

  24. Robertoon Nov 6th 2011 at 18:44

    Si Riccardo, cercando l’editoriale di Nature, mi sono accorto anche io della stessa cosa…scopiazzato è il termine giusto!

  25. oca sapienson Nov 6th 2011 at 23:44

    @R & R
    Lo pagheranno lo stesso? Fatto post

  26. Riviste per intenditori « Oggi Scienzaon Ago 17th 2012 at 09:48

    […] Sostiene e diffonde con successo i punti di vista di parenti, amici e soci in affari su cosmologia crackpot, memoria dell’acqua, fusione fredda, fissione piezonucleare e – prossimamente – che siamo in un’era glaciale. Tra i membri infatti, spicca il prof. Franco Battaglia. (4) […]

  27. Riviste per intenditori | Svoogle Newson Ago 18th 2012 at 03:04

    […] Sostiene e diffonde con successo i punti di vista di parenti, amici e soci in affari su cosmologia crackpot, memoria dell’acqua, fusione fredda, fissione piezonucleare e – prossimamente – che siamo in un’era glaciale. Tra i membri infatti, spicca il prof. Franco Battaglia. (4) […]

  28. Confusione fredda « Oggi Scienzaon Ott 8th 2012 at 12:11

    […] il prof. Franco Battaglia, membro del prestigioso Istituto dei proff. Christian Corda e Francesco […]