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Temperature globali del 2012, ancora in zona medaglia

Il 2012 appena passato ci ha lasciato in eredità una ricca messe di situazioni meteorologiche interessanti ed estreme e il record della minore estensione mai vista di ghiacci marini artici. A livello di temperature, il 2012 globalmente è stato l’ennesimo anno caldo, più caldo anche della media del trentennio più recente di riferimento, ma ormai – ahimè – questa non è più una notizia…

 

È già passato un altro anno, ed eccoci quindi di nuovo qui a commentare quanto accaduto al 2012, dapprima a scala globale e poi in post successivi con uno zoom sull’Europa e sull’Italia. Al solito, mentre attendiamo i dati ufficiali che saranno diramati nei prossimi due-tre mesi dai siti istituzionali (CRU, GISS, NASA, ecc. – l’elenco dettagliato lo trovate sul post dell’anno scorso), il metodo più veloce è quello di ricorrere al database NOAA/NCEP (in particolare, ho usato questo sito). Ricordo che si tratta di dati elaborati e non grezzi: in particolare, vengono mediati su un grigliato di 2,5 gradi in longitudine e latitudine, il che equivale, alle nostre latitudini, ad un quadrato di circa 300 x 300 km2. È quindi impossibile fare considerazioni locali usando questa tipologia di dati.

 

1980-2010

fig. 1 – Anomalia di temperatura superficiale (in °C) nel 2012 rispetto al periodo di riferimento 1981-2010. Dati NOAA-NCEP.

L’anomalia media annua (notare che i grafici in questo post, salvo diversamente riportato, sono tutti riferiti al trentennio 1981-2010, ovvero il periodo più recente, proprio per tener conto del riscaldamento occorso negli ultimi tre decenni) evidenzia un valore medio positivo, con i valori maggiori nelle zone polari artiche ed antartiche, su Canada e Stati Uniti ed in una stretta lingua di territorio protesa dal Mediterraneo alla Siberia. I valori di anomalia negativa più evidenti sono concentrati in tre piccole aree (Alaska, Mongolia ed una porzione di costa Antartica). Per il resto, le anomalie rimangono inferiori al grado e nell’emisfero nord prevalgono le positive su Europa centromeridionale e nord America, e le negative su parte dell’Asia e dell’Europa nordoccidentale, mentre nell’emisfero sud, a parte l’Antartide, le anomalie appaiono meno evidenti.

A livello globale, l’anomalia media è stata di 0,26°C, ovvero di 0,07°Csuperiore a quella del 2011, pari a 0,19°C. Tale valore si colloca al quinto posto nella scala dei valori termici calcolati sulla base dei dati NOAA, a0,09°C di distanza dal 2005, che guida la lista. In gergo calcistico, diremmo che il 2012 si è guadagnato la qualificazione all’Europa League.

In ogni caso, anche considerando i dati dei database GISS, CRU e NCDC (dettagli delle elaborazioni in un prossimo post), il 2012 risulta più caldo anche della media del trentennio più recente: andando a ritroso, il primo anno più freddo rispetto alla media 1981-2010, per tre database su 4, è il lontano 2000…, mentre per trovare il primo anno più freddo della media per tutti e quattro i database bisogna risalire addirittura al 1996!

Comunque, al di là delle classifiche, che non possono prescindere dalle differenze fra le diverse serie di dati (dovute a diversi set di osservativi, di selezione delle stazioni, di interpolazione, di stima delle medie, ecc.), è interessante vedere come, se prendiamo i dieci anni che vanno dal 2003 al 2012, troviamo ben otto dei dieci anni più caldi.

Passiamo ora ad esaminare i grafici relativi alle singole stagioni. L’inverno 2011-2012, che include anche dicembre 2011, mostra un forte surriscaldamento sulle zone artiche, con valori massimi tra le Svalbard ela Siberiadi oltre16°C, ma anche notevole su Canada e Stati Uniti, mentre praticamente tutta l’Asia centrale (dal mar Caspio alla Corea), l’Africa occidentale e le zone intorno allo stretto di Bering evidenziano anomalie di -4/-5°C. A differenza dell’Artico, invece, l’Antartide mostra valori meno significativi e più variegati, ed anche parte della Groenlandia ha fatto registrare temperature sotto la media.

 

seconda

fig. 2 – Anomalia di temperature superficiale (in °C) relativa al periodo Dicembre 2011-Febbraio 2012 rispetto al periodo di riferimento 1981-2010. Dati NOAA-NCEP.

 

Per quanto riguarda la primavera 2012, stavolta si notano diverse aree di surriscaldamento sulla terraferma antartica, mentre in Artide soltanto la zona sopra l’Eurasia mantiene anomalie fortemente positive, in entrambi i casi con valori di6°Co più. Altre zone calde sono gli Stati Uniti e gran parte dell’Europa, oltre all’Asia nordoccidentale ed a parte della Groenlandia. Di zone con anomalia fortemente negativa praticamente non se ne osservano, fatta eccezione per parte dell’Alaska e di una porzione di coste antartiche.

 

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fig. 3 – Anomalia di temperature superficiale (in °C) relativa al periodo Marzo – Maggio 2012 rispetto al periodo di riferimento 1981-2010. Dati NOAA-NCEP.

 

L’estate 2012 è la stagione con le anomalie estreme più moderate. Quasi l’intero emisfero nord ha le terre emerse più calde della media, con rare eccezioni (Gran Bretagna e Scandinavia in Europa, e una piccola regione siberiana soprala Mongoliain Asia), mentre al contrario nell’emisfero sud sono gli oceani a mostrare le maggiori anomalie positive, e quelle negative sono presenti nelle parti occidentali di Sud America ed Africa, e sull’Australia. Le anomalie più negative però si registrano sulle zone costiere antartiche, con valori inferiori a-3°C, mentre all’interno si registra l’anomalia positiva maggiore (oltre4°C).

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fig. 4 – Anomalia di temperature superficiale (in °C) relativa al periodo Giugno – Agosto 2012 rispetto al periodo di riferimento 1981-2010. Dati NOAA-NCEP.

 

L’autunno 2012 mostra una configurazione con anomalie spiccatamente positive sulle zone artiche (con massimi superiori a8°Ce picchi di10°C) e comunque positive su una buona parte dei continenti nell’emisfero nord (salvo la regione tra Alaska e Canada, e l’Asia centrale) e sull’Antartide (ad eccezione della penisola antartica e del mare prospiciente, che mostrano l’anomalia più negativa, inferiore a-4°C). Nell’emisfero sud sono presenti alcuni spot con anomalia lievemente positiva.

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fig. 5 – Anomalia di temperature superficiale (in °C) relativa al periodo Settembre – Novembre 2012 rispetto al periodo di riferimento 1981-2010. Dati NOAA-NCEP.

 

Per completezza, mostriamo anche l’immagine relativa al mese di dicembre 2012, che completa l’analisi dell’anno, in quanto la distribuzione delle anomalie è singolare. Ovviamente, trattandosi di un solo mese, i valori delle anomalie medie sono maggiori. Nel Nord America, Alaska e Canada occidentale sono più fredde della media (minimi intorno a-5°C), mentre la parte orientale, dagli Stati Uniti fino alla Groenlandia, fanno registrare anomalie positive di 2-3°C. In Eurasia, le zone prossime al mare Artico mostrano anomalie molto positive, fino ad oltre10°C, mentre la quasi totalità del continente, fatta eccezione per l’Europa occidentale ed il sudest asiatico, mostra fortissime anomalie negative, con valori tra-5°Ce-10°C. Nell’emisfero sud, le anomalie sono meno vistose: debolmente negative in Argentina, Cile e Mauritania; debolmente positive in Brasile, Sudafrica, Etopia ed Australia; positive, con picchi fino a5°C, su gran parte dell’Antartide.

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fig. 6 – Anomalia di temperature superficiale (in °C) relativa al mese di Dicembre 2012 rispetto al periodo di riferimento 1981-2010. Dati NOAA-NCEP.

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fig. 7 – Anomalia di temperature superficiale del mare (in °C, a sinistra) e anomalia di pressione superficiale a livello del suolo (in hPa, in basso), entrambe relative al periodo Settembre – Dicembre 2012 rispetto al periodo di riferimento 1981-2010. Dati NOAA-NCEP.

 

A livello planetario, il 2012 ha riservato un altro record clamoroso: la calotta Polare Artica si è rimpicciolita come mai prima nel corso degli ultimi decenni: nel giorno di minimo, infatti, i ghiacci al Polo Nord occupavano appena 3,41 milioni di chilometri quadrati, neanche la metà del valore medio dell’ultimo ventennio del XX secolo! Chi studia il clima conosce bene il feedback positivo ghiaccio-albedo, uno dei più importanti. Vediamo, dunque, se è possibile riscontrare un effetto diretto dall’anomalia nella copertura glaciale del marimm 8e Artico sulle sue temperature superficiali (SST). Ebbene, la risposta è positiva: proprio l’area libera dai ghiacci è quella che evidenzia le anomalie termiche più vistose, oltre 4°C, fino ad un picco di oltre 7°C nei pressi delle isole di Novaya Zemlya. Senza volerci qui addentrare in ipotesi che necessitano ancora di ulteriori riscontri, tuttavia non si può fare a meno di notare che la struttura a ferro di cavallo priva di ghiaccio sul mare a settembre, che circonda la Groenlandia, la si ritrova anche nelle anomalie termiche di SST, e si ripercuote anche sul campo di anomalia delle pressioni a livello del mare, i cui massimi sono più spostati sui continenti. Il timore in questo caso è che i riscontri degli scienziati siano più tardivi della scomparsa, a settembre, del ghiaccio marino artico (come si può vedere qui, è possibile che ciò possa avvenire già entro 4-5 anni…).

Estensione dei ghiacci il giorno 16 settembre 2012 (dal sito NSIDC)

 

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Testo di Claudio Cassardo, con il contributo di Stefano Caserini

4 responses so far

4 Responses to “Temperature globali del 2012, ancora in zona medaglia”

  1. Valentinoon gen 9th 2013 at 14:40

    Sempre più allarmante! Anche solo sul tema della calotta artica, che è uno degli otto esempio nei quali l’IPCC è stato troppo ottimista:

    Arctic Meltdown
    Five years ago, the summer retreat of Arctic ice wildly outdistanced all 18 IPCC computer models, amazing IPCC scientists. It did so again in 2012.

    Projection: The IPCC has always confidently projected that the Arctic ice sheet was safe at least until 2050 or well beyond 2100.

    Reality: Summer ice is thinning faster than every climate projection, and today scientists predict an ice-free Arctic in years, not decades. Last summer, Arctic sea ice extent plummeted to 1.32 million square miles, the lowest level ever recorded – 50 percent below the long-term 1979 to 2000 average.

    Why the miss? For scientists, it is increasingly clear that the models are under-predicting the rate of sea ice retreat because they are missing key real-world interactions.

    “Sea ice modelers have speculated that the 2007 minimum was an aberration… a matter of random variability, noise in the system, that sea ice would recover.… That no longer looks tenable,” says IPCC scientist Michael Mann. “It is a stunning reminder that uncertainty doesn’t always act in our favor.”

    http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=how-the-ipcc-underestimated-climate-change

  2. Valentinoon gen 9th 2013 at 19:27

    Per gli Stati Uniti, il 2012 è stato l’anno più caldo mai registrato:

    2012 Proves Warmest Year Ever in U.S.
    Average temperatures were a full degree warmer in 2012 than the previous record-holder 1998
    It’s official: 2012 was the warmest year ever recorded in the contiguous United States, the National Oceanic and Atmospheric Administration said

    http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=2012-proves-warmest-year-ever-in-us

  3. Claudio Cassardoon gen 9th 2013 at 22:51

    Giusto Valentino, e infatti ne parlo sul mio blog http://watsust.comeze.com/ dove ho anche citato proprio il record statunitense, ed analizzato anche alcune situazioni su altre regioni del mondo. Alla luce di queste statistiche, fanno paura le previsioni del Met Office (http://www.guardian.co.uk/environment/2012/dec/21/met-office-2013-warmest-years)…

  4. [...] atmospheric in Barrow, Alaska. Part of this post has been published in Italian language here. Share this:TwitterFacebookLike this:Mi piaceBe the first to like this. This entry was posted in [...]

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