Notizie e approfondimenti sul clima che cambiaPosts RSS Comments RSS


13 dicembre 2009,
festa di S.Lucia, patrona dei non vedenti e degli oculisti.

In seguito alla votazione effettuata nei mesi scorsi, i vincitori del premio “A qualcuno piace caldo” per l’anno 2008 sono risultati Antonio Gaspari e Riccardo Cascioli, giornalisti di Avvenire e Il Timone, presidenti rispettivamente del Cespas (Centro Europeo di Studi su Popolazione, Ambiente e Sviluppo) e del movimento Cristiani per l’ambiente, che si sono aggiudicati il premio grazie al libro “Che tempo farà. Falsi allarmismi e menzogne sul clima”.

Di seguito la motivazione. Il premio inviato dal Comitato Scientifico ad ognuno dei vincitori è una copia del Sommario per i decisori politici del Primo Volume del IV Rapporto IPCC.

Premio “A qualcuno piace caldo” 2008

Antonio Gaspari e Riccardo Cascioli

Per avere scritto e pubblicato il libro “Che tempo farà. Falsi allarmismi e menzogne sul clima” (Edizioni Piemme), senza dubbio uno dei peggiori libri in circolazione in Italia sul tema dei cambiamenti climatici, una sgangherata e livorosa invettiva contro “l’allarmismo” per i cambiamenti climatici, contro l’Ipcc, i principali climatologi e il mondo ambientalista, nonché per i tanti errori e la superficialità con cui il problema dei cambiamenti climatici è affrontato nel libro”.

Candidati selezionati
Franco Battaglia, per la solita raffica di articoli pubblicati su Il Giornale nel 2008.
7 aprile 2008 “Allarmisti beffati, primavera più fredda
4 maggio 2008 “La Catastrofe dei Catastrofisti
29 marzo 2008 “Quando l’iceberg affonda il buon senso
21 ottobre 2008 “Che significa 20-20-20? Andare tutti a piedi
Siamo alle solite: Battaglia sente qualcosa in giro, non approfondisce ma rilancia, e arrivano altre brutte figure.

Il vincitore dell’edizione 2007 anche nel 2008 non ha tradito i suoi fan, conferma di non riuscire a farsi sfiorare dal minimo dubbio: emblematica l’affermazione “Quanto all’effetto serra antropogenico, lo stato delle cose è oggi chiaro e semplice“.

Elio Sindoni, per le dichiarazioni rilasciate nell’intervista a Marco Zucchetti, pubblicata su “Il Giornale del 28 agosto 2008 “La terra si scalda ? Una bufala. Lo dimostra il ghiaccio del Polo“.

L’intervista pubblicata contiene alcune dichiarazioni incredibili non tanto per la loro novità, ma per il fatto che a pronunciarle è il direttore del Dipartimento Ambiente dell’Università di Milano Bicocca.

Secondo Sindoni è una “sorpresa delle sorprese” il fatto che “la temperatura di un milione di anni fa è la stessa di oggi”. La conseguenza è “i cambiamenti climatici ci sono sempre stati e non dipendono dall’inquinamento”. E perché mai non potrebbero avere due cause diverse ?

La simpatica battuta “anche un milione di anni fa bisognava uscire la sera con il maglioncino” fa venire il dubbio che il Prof. Sindoni non sia a conoscenza del fatto che non solo un milione di anni fa non esistevano i maglioni di lana o cotone, ma anche l’homo sapiens non era ancora apparso sul pianeta (ci è arrivato circa 130.000 anni or sono). Quindi i problemi degli attuali cambiamenti climatici attuali potrebbero avere per 7 miliardi di esseri umani una diversa importanza di quella che avevano un milione di anni fa per qualche migliaio di australopitechi che da poco avevano imparato ad alzarsi sulle zampe posteriori…

Meno sorprendente la tesi dell’analogia fra i riscaldamento della Terra e quello di Giove, Saturno e Plutone, molto diffusa e senza molto fondamento, tanto da essere ribattezzata “climatologia del geghegé“.

Roberto Vacca, per l’articolo “Non è colpa dell’uomo, pubblicato su il Sole24ore del 12 giugno 2008.

Vacca riesce a infilare in un breve articolo quasi tutte le bufale negazioniste sul clima: il Tamigi che ghiacciava ogni anno, la Groenalndia che 100 anni fa era verde (tutta verde !), le variazioni del clima che seguono cicli prevedibili, indipendenti dall’attività umana, i cicli di “circa 1000 anni”, i raggi cosmici, il raffreddamento dal 1940 al 1975, le emissioni di CO2 che sono piccole rispetto ai cicli naturali, il vapore acqueo, le misure di temperatura non rappresentative, gli scienziati catastrofisti, la non considerazione dei feedback dei modelli… sempre le solite vecchie cose… Mancano solo .. i vigneti dell’Inghilterra, gli errori dell’Hockey Stick e il raffreddamento della troposfera…

Antonino Zichichi, per l’articolo “Ecco perché possiamo fare a meno di Kyoto” in cui ripete ossessivamente le Zichicche proposte in tante altre occasioni, fra cui “l’effetto delle attività umane è a livelli inferiori al 10%”, “la Groenlandia da «terra verde» è diventata l’attuale distesa di ghiaccio” e la frase “Il nostro ministro degli Esteri segue da tempo, e con molta attenzione, ciò che la comunità scientifica di Erice fa nello studio delle problematiche climatologiche“.