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La disinformazione sul clima di Danilo Taino

L’articolo pubblicato sul Corriere 8 giorni prima dell’uscita del Quinto rapporto IPCC, basato su “indiscrezioni trapelate” descriveva un’inesistente ridimensionamento del problema ipotizzando una possibile revisione sulle politiche globali riguardanti emissioni climalteranti. In realtà era basato su dati sbagliati e affermazioni false.

Fra gli errori commessi nel commentare l’uscita del Quinto rapporto IPCC (che sarà presentato a Milano il 10 ottobre), quelli di Daino Taino nel suo articolo del 19 settembre sul Corriere della Sera sono stati numerosi. Otto giorni prima dell’uscita del rapporto stesso, ha commentato una presunta “bozza che si discuterà a Stoccolma”. Ora che il primo volume del Quinto Rapporto IPCC è stato pubblicato si può verificare che quasi tutte le tesi sostenute da Taino erano false, a partire da quella secondo cui esso avrebbe “significativamente attenuato” “l’allarme sollevato dal documento IPCC precedente”.

Scrive Taino: “La cosa più interessante del documento – quasi duemila pagine riassunte in un estratto di una trentina – sono le previsioni sullaumento della temperatura futura: secondo le indiscrezioni, il ridimensionamento contenuto nel documento è, rispetto al 2007, non enorme ma sufficiente a cambiare sostanzialmente le conseguenze a cui si arriva”.
Quale sarà questo “ridimensionamento”?
Sei anni fa, lIpcc sosteneva che laumento di lungo periodo (qualche secolo) di oltre due gradi della temperatura sarebbe stato «probabile» e che un aumento sopra 1,5 gradi «molto probabile». La bozza del documento che si discuterà a Stoccolma sostiene invece che è «estremamente probabile» un aumento di oltre un grado e «probabile» una crescita sopra gli 1,5 gradi centigradi rispetto alle temperature precedenti la rivoluzione industriale. Se invece che al lungo periodo si guardano i prossimi 70 anni, il documento in discussione parla di un aumento «probabile» tra uno e 2,5 gradi ed «estremamente improbabile» sopra i tre gradi: nel 2007 si dava per «molto probabile» una crescita tra uno e tre gradi”.
Le frasi sono parecchio confuse, ma in sostanza secondo Taino sarebbe giudicato oggi “probabile” quello che nel 2007 si giudicava come “molto probabile”.

Quanto scritto da Taino non corrisponde alla realtà, perché nel Quarto Rapporto IPCC del 2007 quelle frasi citate non ci sono. Non si trova traccia di queste affermazioni né nel Sommario per i Decisori Politici  né nel Capitolo 10 “Global Climate Projections” dell’AR4, dove a pagina 799 si trova invece “Equilibrium climate sensitivity is very likely larger than 1.5°C”, ossia “La sensitività climatica all’equilibrio è molto probabilmente superiore a 1.5 °C”; si sta quindi parlando dell’aumento di temperatura all’equilibrio corrispondente al raddoppio di concentrazioni di CO2 in atmosfera, non all’aumento di temperatura atteso per la fine del XXI secolo.
È poco probabile che Taino abbia commesso l’errore per avere letto e confrontato in modo errato il Quarto e il Quinto Rapporto IPCC. È molto probabile che abbia basato il suo scritto su articoli diffusi dalla stampa scandalistica anglosassone (vedi qui, qui e qui), riconducibili alla campagna di disinformazione delle lobby contrarie alle politiche sul clima.

Il problema è che quel confronto non è possibile perché le proiezioni delle temperature nel 2007 facevano riferimento ai 6 scenari SRES, completamente diversi dai 4 scenari RCP usati ora. Sono scenari con emissioni e forzanti radiativi diversi, i confronti possono solo essere approssimativi.

Taino prosegue descrivendo come “evidente e solo apparentemente non enorme” (l’inesistente) ridimensionamento dell’aumento delle temperature, e giunge a  conclusioni eloquenti:
Il ridimensionamento dellaumento atteso è evidente e solo apparentemente non enorme. Stando alla media delle aspettative attuali, la temperatura globale dovrebbe aumentare meno di due gradi entro i prossimi anni Ottanta: ma i due gradi sono proprio la soglia limite, stabilita dallOnu, oltre la quale si è finora sostenuto che il mondo non deve andare per evitare catastrofi. Sotto i due gradi, ci sono previsioni diverse: per alcuni negative comunque anche se non da fine del mondo, per altri positive, nel senso che nel complesso i vantaggi in alcune aree – per esempio in termini di maggiori rese agricole e maggiore forestazione – sarebbero maggiori degli svantaggi in altre”.

Innanzitutto, l’affermazione “Stando alla media delle aspettative attuali, la temperatura globale dovrebbe aumentare meno di due gradi entro i prossimi anni Ottanta” è anche priva di fondamento: anche se non è chiaro cosa si intenda con “media delle aspettative attuali”, in quel contesto sta a significare che la “media” dei 4 scenari IPCC porta ad aumenti di temperatura inferiori a2°C. Invece, la media dell’intervallo di valori riportato nella tabella SPM2 è di2,55°C (se si considera la media dei valori estremi dei 4 scenari +0,3 e +4,8) o di2,1 °C (se si considera la media dei valori estremi dei due scenari centrali, +1,1 e+3,1), rispetto alla media del periodo 1985- 2005. Quindi rispetto ai livelli preindustriali (a cui fa riferimento la citata soglia dei2°C) l’aumento è rispettivamente di 3,15° e 2,7°C.
Se invece come “aspettative” si considera l’andamento atteso sulla base delle politiche di mitigazione già decise, il riscaldamento stimato dal Carbon Action Tracker è di 3,3°C. Ben al di sopra di2°C!
Notare che la soglia dei 2°Cnon è affatto una “soglia limite, stabilita dallOnu, oltre la quale si è finora sostenuto che il mondo non deve andare per evitare catastrofi”. L’ONU non ha mai stabilito nulla del genere, mentre numerosi studi (ad esempio questo) hanno mostrato che anche con 2°C di aumento delle temperature medie globali ci sono impatti non trascurabili, per gli ecosistemi o per gli eventi estremi.
Nel Sommario per i Decisori Politici pubblicato dall’IPCC, c’è una frase (a pag. 14) che smentisce ufficialmente la tesi di Taino “Projected climate change based on RCPs is similar to AR4 in both patterns and magnitude, after accounting for scenario differences”, ossia le proiezioni dell’AR5 sono simili a quelli dell’AR4.

L’articolo è poi proseguito con un’altra notizia falsa, secondo cui il Presidente dell’IPCC Rajendra Pachauri avrebbe sostenuto “che la temperatura sulla superficie della terra la temperatura media non cresce da 17 anni e probabilmente non crescerà per altri quattro”. Già nel febbraio scorso, quando l’affermazione era uscita su un quotidiano australiano,  l’IPCC aveva fatto sapere a Skeptical Science di non conoscere la fonte della notizia, ma che si trattava sicuramente di un’interpretazione errata del pensiero del Presidente, smentita anche dal Focal Point IPCC Italia.

Le premesse e le conclusioni di Taino, secondo cui “È infatti in corso un serio ridimensionamento degli allarmismi lanciati negli anni passati sui cambiamenti climatici che potrebbe portare a una revisione delle politiche globali sulle emissioni di gas a effetto serra” e “lapproccio globale alleffetto serra sta cambiando rispetto ai tempi degli allarmi che procurarono il Premio Nobel (condiviso) ad Al Gore e allIpcc” si rivelano nel migliore dei casi in un wishful thinking dello stesso giornalista, non basato su dati scientifici, tanto meno dell’IPCC stesso.

Che un giornalista laureato in architettura, che “segue fatti e temi sul confine tra politica ed economia”, si inventi l’avvio di “un approccio meno ideologico” nella scienza del clima (accusando quindi gli autori dei precedenti rapporti IPCC di avere avuto un approccio ideologico), farebbe ridere, se non fosse che questo articolo pieno di errori e falsità ha occupato una pagina di un grande quotidiano nazionale.

 

PS
L’articolo on-line di New Australian ha ammesso l’errore pubblicando (vedi qui sotto) una smentita: è tanto chiedere che anche lo “Statistical Editor” del Corriere della Sera faccia lo stesso, e magari si scusi?

 

 

 

 

 

 

 

Testo di Stefano Caserini, con contributi di Sylvie Coyaud e Sergio Castellari

10 responses so far

10 Responses to “La disinformazione sul clima di Danilo Taino”

  1. Italian Climate Networkon Ott 9th 2013 at 15:09

    L’evento del 10 ottobre linkato all’inizio del post sarà anche disponibile in streaming sul sito http://www.italiaclima.org

  2. Roberto Guizzion Ott 9th 2013 at 22:20

    grazie Stefano – sono sempre più convinto che ai negazionisti che CONOSCONO i dati scientifici reali e che diffondono COMUNICAZIONI menzognere approfittando del loro POTERE (mediatico in questo caso) vada riconosciuta la categoria della CRIMINALITA’ magari con l’aggravante dell’associazione a delinquere – se si ritrova il bandolo delle loro connessioni con gli interessi della LOBBY dei combustibili fossili. Roberto

  3. Valentinoon Ott 10th 2013 at 09:44

    @ Roberto
    E citati per danni, all’interno del ragionamento su “Perdite e danni climatici” https://www.climalteranti.it/2013/01/14/i-nuovi-termini-del-negoziato-sul-clima-parte-1-loss-and-damage/

  4. Vincenzoon Ott 17th 2013 at 07:27

    Vede Roberto, non sono cosi’ convinto che Taino conosca davvero la realtà, ovverosia magari non è interessato a conoscerla, scrive quello che meglio si adatta alla sua “agenda”. Il fatto che accusi gli altri di essere ideologici è la prova: la sua alla fine è ideologia pura, perché lui non ha studiato su riviste o fonti indipendenti, solo riporta quello che legge sui giornali che gli fanno comodo.
    L’altra sera a Report hanno parlato di quelli che danno i numeri, nel senso di darli a caso o sbagliati.
    Dovreste segnalare anche Taino e il Corriere, quell’infografica è davvero penosa, è vera e propria disinformazione di massa. E questo è lo “statistical editor” del giornale !!!

  5. Diegoon Ott 18th 2013 at 16:19

    Taino, imperturbabile, ancora lui:

    http://www.corriere.it/sette/editoriali/taino-danilo/2013-41-effetto-serra_37532134-30f6-11e3-a950-4142d5c00dc6.shtml

  6. homoereticuson Ott 18th 2013 at 18:40

    @ diego

    me l’ero perso, è davvero senza speranza, ma se non altro è ancora più chiaro con chi ce l’ha.
    (e che non ha capito una mazza del problema di cui va farneticando … ma questo, ahinoi, non riguarda solo l’arch. DT)

  7. Paoloon Ott 19th 2013 at 10:51

    Si, quello dell’arch. Taino sembra un delirio onanistico, si inventa di sana pianta le presunte esagerazione passate e i successivi ridimensionamenti. L’adesione alla realtà, ai fatti, è un opzional.
    E si lamenta persino che il “pigro sistema dei media globali ha sorvolato” sulla panzana che lui ha copiato dai siti intrenet di Murdoch e C.

    Speriamo che gli trovi qualcuno che gli spieghi che il quinto rapporto IPCC non sono solo le 30 pagine del summary, ma che ce ne sono altre 1000 con i dettagli che dicono qualcosa in più..

  8. […] "riverberazioni logiche", diciamo così, dell'articolista che tanto hanno entusiasmato qualcuno. Climalteranti.it » La disinformazione sul clima di Danilo Taino E' ovviamente un punto di vista ideologicamente opposto che appare su un sito schierato. Quindi […]

  9. […] si rimanda ai seguenti post già pubblicati: Lo strano caso del giornalista che non sa leggere La disinformazione sul clima di Danilo Taino Le 5 fasi del negazionismo climatico a cui si aggiungono (nel 2014) Altre invenzioni dal […]

  10. Paoloon Feb 24th 2015 at 11:08

    Grazie per questo articolo, scientificamente documentato e sobrio nei toni. Avevo letto questo e altri articoli di Taino sul Corriere ed ero sobbalzato sulla sedia: possibile che si potessero fare certe affermazioni, prive di validi riscontri scientifici, senza che nessuno si prendesse la briga di replicare? Vi ringrazio per averlo fatto. Per giungere a una coscienza del cittadino su queste problematiche è fondamentale intervenire nel dibattito pubblico.


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