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Quattro mozioni per agire contro i cambiamenti climatici

Il 5 giugno 2019 sono state discusse in Senato quattro mozioni sul tema dei cambiamenti climatici. Per chi ricorda i passi falsi dei senatori italiani su questo tema (nel 2009, nel 2010 e nel 2014) è sicuramente una buona notizia che tutte e quattro le mozioni presentate non contenevano alcun accenno a posizioni negazioniste. Al contrario,  proponevano impegni chiari ad agire per contrastare il cambiamento climatico.

Due di queste mozioni impegnavano anche a dichiarare “lo stato di emergenza climatica”.

Sono qui di seguito riassunti gli impegni previsti, mentre i testi completi e i voti di ogni mozione sono disponibili nei rispettivi link.

Mozione Ferrazzi et al. (Partito Democratico, Atto n. 1-00085 – Testo 3) – esito votazione qui

1…“…impegna il Governo a dichiarare lo stato di emergenza ambientale e climatica del Paese e ad operare insieme al Parlamento per giungere ad un cambio di direzione in tutti i settori della nostra economia tale da consentire in tempi rapidi e certi, nel rispetto delle indicazioni scientifiche e degli accordi internazionali, la transizione energetica necessaria che spinga il nostro Paese verso la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera e la progressiva decarbonizzazione dell’economia…”

Mozione Gallone et al. (Forza Italia, Atto n. 1-00097) – esito votazione qui

2…“… a prevedere un piano di investimenti pubblici finalizzato a: a) promuovere un nuovo modello energetico-ambientale fondato sulle seguenti priorità: efficienza dei consumi energetici nell’edilizia, nell’industria e nei trasporti, attraverso la digitalizzazione delle reti, la diffusione della mobilità elettrica, lo sviluppo di tecnologie elettro-efficienti in ambito residenziale; impulso per le fonti rinnovabili e realizzazione di un programma nazionale per la mobilità urbana ecosostenibile, attraverso l’introduzione di incentivi fiscali per cittadini e imprese…”

Mozione De Petris et al. (Liberi e Uguali, Atto n. 1-00122) – esito votazione qui

3…“…a dichiarare lo stato di emergenza climatica ed ambientale del Paese, quale assunzione di consapevolezza e responsabilità politica, che consenta di avviare una straordinaria sinergia di azioni finalizzata a concretizzare il contributo dell’Italia al contrasto del cambiamento climatico globale, assumendo tale questione come priorità trasversale e filo conduttore delle politiche economiche nazionali e degli accordi da perseguire in sede internazionale;”

Mozione L’Abbate et al. (M5S, Atto n. 1-00135) – esito votazione qui

4…  “ad adottare, nell’ambito delle proprie competenze, ogni iniziativa finalizzata alla decarbonizzazione dell’economia, comunque garantendo la sicurezza del sistema energetico del Paese, fissando come obiettivo la strategia a lungo termine dell’UE per la riduzione delle emissioni di gas serra – COM(2018) 773 del 28 novembre 2018; … ad attuare ogni misura che favorisca la transizione, dalle fonti energetiche fossili alle fonti rinnovabili, compatibilmente con la grid parity, e dall’economia lineare all’economia circolare, favorendo l’investimento nella ricerca e nelle ecoinnovazioni;”

***

L’ultima delle quattro mozioni è stata approvata da 145 senatori, le altre sono state respinte ma tutte con almeno 50 voti favorevoli.
Il dibattito parlamentare è stato interessante (qui il resoconto stenografico), anche se non è stato molto seguito dai mezzi di informazione. Sui social network, se ne è parlato più che altro perché le due mozioni che prevedevano una formale dichiarazione di emergenza climatica sono state bocciate.
Molti degli interventi a sostegno hanno accompagnato la richiesta di dichiarazione d’emergenza con argomenti validi e proposte concrete, ad esempio da De Petris “serve fare delle cose rapidamente, non solo andare alle manifestazioni o ricevere – come abbiamo fatto al Senato – Greta Thunberg. Bisogna immediatamente attivarsi perché si avviino i processi veri per accelerare la transizione energetica. La prima questione è la seguente: bisogna farla finita con i sussidi ai fossili e non solo perché quelle risorse ci servono per poterle investire nella transizione energetica, nelle rinnovabili e in un piano di sostenibilità accelerata. Bisogna farlo perché ciò significa non mettere in discussione e chiudere una volta per sempre con l’economia fossile…” o da Martelli “Il punto di partenza di un ragionamento maturo rispetto all’emergenza ambientale non può che essere la necessità di dare vera centralità al tema del cambiamento climatico: conoscere e avere conoscenza della questione restano gli unici indispensabili fondamenti non solo per dare, ma per organizzare una risposta globale all’emergenza climatica. Questo processo di azione e consapevolezza non può prescindere da una politica che ha il dovere di riappropriarsi del proprio ruolo, guidando il cambiamento e smettendo di ragionare secondo le logiche dell’emergenza; una politica che scelga piuttosto di agire e non solo di rimediare.

Ma va detto che anche chi ha votato contro la dichiarazione di emergenza ha esposto argomenti non banali.
Ad esempio Emma Bonino: “Vedete, lo dico senza polemica, amici, però impegnare il Governo a dichiarare lo stato di emergenza ambientale e climatica ha chiare conseguenze nel nostro sistema istituzionale e legislativo, che io non condivido… Fare solo una dichiarazione di stato d’emergenza trovo che sia ambiguo e velleitario… spero che questo sia l’inizio di un dibattito serio su questo tema, che non può essere risolto in una cacofonia di mozioni…

Oppure Vilma Moronese “…noi italiani conosciamo bene lo stato d’emergenza, soprattutto per i danni che ci hanno lasciato gli innumerevoli stati di emergenza proclamati dopo terremoti, alluvioni, incendi, siccità e pure per la gestione dei rifiuti. Ognuno di essi ci ha lasciato un conto di miliardi di euro spesi in deroga alle leggi ordinarie, con provvedimenti straordinari spesso obliqui e inefficaci, con lobby e cricche che hanno pascolato bellamente sulle rovine (peraltro rimaste intonse alla fine dello stato d’emergenza). Non è questa la strada, non è questo il modo e non è più questo il tempo della straordinarietà: è il tempo della cocciuta, ostinata e tenace mobilitazione quotidiana per cambiare davvero le cose nel concreto e nel profondo…”.

Il sito Openpolis non ha messo questo voto fra i “voti chiave”, come per altri voti di quella settimana, sul “Decreto sblocca cantieri”, il “Decreto servizio sanitario regione Calabria” e il “Decreto emergenza agricoltura”.

Forse sarebbe successo lo stesso anche se fosse stata dichiarata l’emergenza climatica, sarebbe passata inosservata come è passata la dichiarazione di emergenza climatica votata dal Consiglio comunale di Milano, e di cui non si trova traccia sul sito web comunale.

Ad ogni modo, se si fanno i conti sui quattro voti, si scopre che il 98% del Senatori (258 su 264 votanti) hanno votato almeno una delle mozioni e quindi hanno chiesto, seppure con accenti diversi, di agire rapidamente contro i cambiamenti climatici. Non ha votato nessuna mozione la Senatrice Elena Cattaneo, che si è astenuta sulle prime tre e non ha votato la quarta, senza esprimere le motivazioni.

 

 

Testo di Stefano Caserini

3 responses so far

3 Responses to “Quattro mozioni per agire contro i cambiamenti climatici”

  1. Whitemanon Lug 18th 2019 at 12:31

    Grazie Stefano per questa bella analisi del dibattito parlamentare in corso sul tema generale dei cambiamenti climatici. Forse si potrebbe concludere, in stile Oscar Wilde, che non è importante se se ne parla bene o male, purché se ne parli. Le argomentazioni dei contrari alle mozioni sulla dichiarazione di emergenza paiono in effetti più che sensate nel contesto italiano.

    Coò che purtroppo è invece MOLTO più complessa è la discussione che si innesca nelle aule parlamentari quando si deve decidere quali reali azioni intraprendere per contrastare i cambiamenti climetici, puntare alla decarbonizzazione, elettrificare i consumi, ecc. ecc.
    Proprio in Senato negli ultimi due mesi sono state approvate le due mozioni di cui si parla in questo articolo (http://astrolabio.amicidellaterra.it/node/1895) e che purtroppo – malgrado i tanti buoni propositi – risultano alla fine remare in direzione contraria a ciò che servirebbe.

  2. Davide Sorgatoon Lug 18th 2019 at 15:18

    trovo che nel testo la seconda mozione sia quella scritta con maggior puntualità e completezza. desta un certo disappunto il riscontrare come benché le 4 mozioni fossero sovrapponibili nella sostanza “casualmente” sia stata approvata dalla maggioranza del Parlamento quella proposta dal partito di maggioranza relativa: l’emergenza climatica non si può e non si deve trasformare in oggetto di dibattito partitico (perché detto chiaramente la mozione del M5S che peraltro è la più ancorata agli Accordi di Parigi – messi in discussione critica dagli stessi climatologi in quanto troppo “deboli” e inadeguati – è stata approvata de facto dal M5S stesso? dov’è il contenuto tematico e scientifico? dov’è il sentimento civico di solidarietà del solito MoVimento anche di fronte ad una materia che riguarda tutti e di cui l’ex novità politica italiana non si è mai direttamente interessata? )

  3. RASSEGNA STAMPA – Luglio 2019 | CDCAon Lug 24th 2019 at 09:22

    […] MOZIONI: Il 5 giugno sono state discusse in Senato quattro mozioni sul tema dei cambiamenti climatici. Rispetto alle occasioni precedenti (nel 2009,nel 2010 e nel 2014) è sicuramente una buona notizia che tutte e quattro le mozioni presentate non contenessero alcun accenno a posizioni negazioniste. Articolo su Climalteranti […]

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