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Premio “A qualcuno piace caldo” 2018

Il raggiungimento dell’estensione minima dei ghiacci artici è tradizionalmente l’occasione per assegnare il Premio “A qualcuno piace caldo”, “alla persona o all’organizzazione italiana che più si è distinta nel diffondere argomentazioni e notizie errate sulla fenomenologia dei cambiamenti climatici, sugli impatti e sui costi e benefici delle misure di mitigazione”.

Come per l’anno 2017, in cui il premio non è stato assegnato, per l’anno 2018 i membri del Comitato Scientifico di Climalteranti non hanno trovato negli interventi sui principali quotidiani nazionali e in televisione un candidato davvero meritevole del premio.

Il più prolifico nel proporre tesi di negazione della scienza del clima è stato anche nel 2018 il solito prof. Franco Battaglia, già vincitore della prima edizione del premio, ormai intrappolato in una litania di stupidaggini (vedi qui e qui) con cui cerca di nascondere la sua clamorosa incapacità di pubblicare alcun articolo scientifico sulle riviste internazionali del settore (solo due negli ultimi 25 anni!), e che induce ormai a catalogare il suo caso nella categoria della mitomania scientifica.

Si è quindi deciso di assegnare il premio al Dott. Gianluca Alimonti, ricercatore INFN, che con minore visibilità e impatto comunicativo continua a proporre tesi senza fondamento basate su grafici farlocchi (vedi qui, qui, o qui per il 2019).

 

PREMIO “A QUALCUNO PIACE CALDO” 2018

Dott. GIANLUCA ALIMONTI 

Per il continuo proporre, in conferenze e scritti, tesi scientifiche senza fondamento sulla scienza del clima, le proiezioni dell’aumento futuro delle temperature globali, l’affidabilità dei modelli o l’estensione dei ghiacci, incurante della letteratura scientifica del settore e delle confutazioni già fornite alle sue tesi dalla comunità scientifica.

 

(Nota 1)

Quest’anno l’estensione minima del ghiaccio marino artico, registratasi il 18 settembre e pari a 4,15 milioni di chilometri quadrati, è stato il secondo valore più basso mai registrato nei 40 anni di osservazioni. In figura sono riportati gli andamenti della superficie di ghiaccio artico nel 2019 e nel 2012, insieme alla media 1981-2010 e agli intervalli interquartili e interdecili.
Da notare che secondo l’ultimo rapporto speciale IPCC su criosfera e oceani, il rateo di riduzione dell’estensione del ghiaccio artico è circa del 13% per decennio ed è probabilmente senza  precedenti negli ultimi 1000 anni (punto A1.4 del Sommario per i decisori politici: “Between 1979 and 2018, Arctic sea ice extent has very likely decreased for all months of the year. September sea ice reductions are very likely 12.8 ± 2.3% per decade. These sea ice changes in September are likely unprecedented for at least 1000 years. Arctic sea ice has thinned, concurrent with a transition to younger ice: between. 1979 and 2018, the areal proportion of multi-year ice at least five years old has declined by approximately 90% (very high confidence)“.

33 responses so far

33 Responses to “Premio “A qualcuno piace caldo” 2018”

  1. Fabio Vomieroon Set 30th 2019 at 15:34

    Già, e poi c’è anche il solito Zichichi con le solite litanie:
    http://www.meteoweb.eu/2019/09/zichichi-cambiamento-climatico-attivita-umane-inquinamento-clima-cose-diverse/1320257/?fbclid=IwAR39P_uLKiIlcoV8FJ0gHPZ7FHSxLq8vz1zWnVELnqo6O13xBdfedoiOlWE

  2. Roboon Set 30th 2019 at 15:45

    Vorrei chiedere un’opinione.
    Mi é capitato di ascoltare alcuni negazionisti franchi e, nonostante io non capisca nulla di scienze climatologiche, si evinceva una certa autoreferenzialità, tipo “é così perché lo dico io che sono…”
    L’altro giorno ho letto un’intervista col dottor Prodi che ha ribadito la necessità di un’azione ambientalista ma, nel contempo, la sua convinzione di una sopravvalutazione, da parte dell’IPCC, delle evidenze (se non mi ricordo male riguardo la responsabilità umana ma non ne sono certo).
    Chiedo se c’é ancora spazio per un onesto scetticismo riguardo le evidenze climatiche (ho letto che molti scienziati scettici prima si sono ricreduti nel corso del tempo) o se ormai la pletora di evidenze configura ogni valutazione controcorrente nella stolidità o nella disonestà intellettuale o nell’innamoramento senile delle proprie idee
    Grazie e saluti

  3. alsarago58on Ott 1st 2019 at 09:27

    Più che del bizzarro Zichichi io mi preoccuperei (come detto) di Franco Prodi, che è pure un climatologo, sia pure in pensione
    http://www.meteoweb.eu/2019/09/global-warming-climatologo-franco-prodi-proiezioni-catastrofiche-non-realistiche-scioperate-inquinamento/1319478/

    Fra l’altro la testata Meteoweb, che era sempre stata sul lato scientifico dell’argomento climatico, ultimamente sembra impazzita, con sfilze di negazionisti di varia caratura, che ripetono la litania di scemenze smentite da anni, come se non ci fossero stati gli ultimi 3 decenni di ricerca.
    L’impressione è schizofrenica, perchè contemporaneamente continuano a pubblicare post sui fenomeni meteo più allarmanti, collegandoli al cambiamento climatico.
    A sconvolgerli sembra sia stato l’emotivo intervento di Greta all’Onu, subito dopo ci sono stati editoriali infuriati, solite denigrazioni vergognose della ragazza e persino lettere “di nonni” che rimproveravano l’ingrata nipotina. O forse, visto la montante presenza di opinioni di Salvini, Sallusti, Feltri, ecc, ecc, è solo l’effetto del loro arruolamento nella galassia di media hub di tipo destrorso-sovranista.

    PS: secondo l’istituto giapponese di studi sull’Artico, che fa un censimento continuo dei ghiacci artici con immagini satellitari in modo simile all’NSIDC ,
    https://ads.nipr.ac.jp/vishop/vishop-extent.html?N
    (e anche più bello come visualizzazione, vedere la cinematografica Monitor view https://ads.nipr.ac.jp/vishop/#/monitor)
    il minimo quest’anno è stato sotto i 4 milioni di kmq, e sarebbe la seconda volta che questo accade, dopo il 2012.
    Immagino la differenza dipenda dall’interpretazione, fatta dall’algoritmo sulle immagini, di cosa sia ghiaccio >15% e cosa no. .

  4. marcogon Ott 1st 2019 at 10:00

    Ho avuto occasione di ascoltare recentemente il prof. Franco Battaglia nel programma di Lilli Gruber a proposito di Greta Thunberg. Incredibile che qualcuno gli dia ancora ascolto.

  5. Riccardo Liburdion Ott 1st 2019 at 12:02

    Come ha scritto un bravo giornalista di Bergamo, di cui purtroppo non ricordo il nome, invitare un negazionista ad un confronto televisivo con un vero esperto climatico, è come riproporre un confronto tra Tolemaici e Copernicani…

  6. Riccardo Liburdion Ott 4th 2019 at 22:43

    Il giornalista, informato e competente, è Diego Colombo, che ringrazio.

  7. Vitoon Ott 1st 2019 at 17:37

    Mi si consenta un po’ di domande. Chi sono i negazionisti tanto frequentemente citati in questo sito? Voglio dire : un negazionista cosa negherebbe? Perché l’unica cosa che si capisce nell’utilizzo del termine è che viene usato in senso dispregiativo, negativo ( uno che non ne capisce niente del clima ). Voi vi ponete in contrapposizione ai negazionisti o no? Potremmo chiamare quelli dell’IPCC ” catastrofisti” ?

  8. Paolo C.on Ott 1st 2019 at 19:25

    Per me le stime dell’IPCC sono spesso prudenti, specie su fusione dei ghiacci e livello dei mari. Quindi immagino che mi si definirebbe “catastrofista”, ma non me ne potrebbe fregar di meno.

  9. Stefano Caserinion Ott 1st 2019 at 19:37

    @ Vito
    qui è spiegato https://www.climalteranti.it/2009/10/27/c%E2%80%99e-un-altro-termine-per-indicare-il-negazionismo
    L’IPCC si limita a fare un sunto di quanto pubblicato nella letteratura scientifica.

  10. Fabio Vomieroon Ott 2nd 2019 at 08:20

    Molto interessante l’articolo di Caserini sul negazionismo, ancora molto attuale direi. D’altra parte non vedo molte alternative lessicali. Personaggi come il prof.Zichichi o il prof.Battaglia, ma come molti altri conosciuti bene anche dagli utenti di questo blog, di fatto, negano l’evidenza scientifica con delle logiche e delle modalità, molto spesso indifendibili, che ancora si collocano al di fuori del ragionamento e del fare scientifico. E poi, il bello è che fanno pure finta di offendersi… Aggiungerei soltanto che, a mio avviso, queste persone, sono quasi sempre mosse sicuramente da un qualche fine consapevole, voglia di notorietà, di ripicca, di rivalsa, di martirio laico, o di sentirsi semplicemente, in qualche modo, i Galilei incompresi del terzo millennio, puntando a fare breccia su un pubblico molto spesso evidentemente vulnerabile. Io credo che il negazionista, a differenza dello scettico, in genere possieda anche delle caratteristiche psicologiche peculiari che, in alcuni casi, possono anche assumere carattere di veri e propri disturbi della personalità: autostima esagerata, chiusura intellettuale, sfiducia nel mondo e nelle persone, sfiducia nelle istituzioni, antisocialità, aggressività, tutto però portato all’esasperazione e all’estremizzazione. Una forma di negazionismo che non riguarda soltanto il cambiamento climatico, ma in realtà tutti i dibattiti su sistemi complessi, in cui c’è comunque un forte e inequivocabile consenso scientifico, ma che evidentemente non potrà mai tradursi in una certezza matematica. Neodarwinismo, vaccini, OGM, aspetti legati alla nutrizione umana ecc. Atteggiamento, questo, che qualcuno, più o meno sapientemente, tenta di spacciare per scienza, ma che, alla fine, è esattamente il suo contrario.

  11. Vitoon Ott 2nd 2019 at 12:10

    Capisco dopo aver letto il link proposto cosa intende il sito per negazionisti e allora constato che è un termine che fa riferimento al mainstream o l’establishment ( la comunità scientifica per esempio ). Chi contesta il mainstream, con tutte le gradazioni del caso è negazionista. E questo in questa sede come per qualsiasi argomento. Non per niente è un termine che nasce con l’establishment stesso . Che io sappia sono circa 100 anni che si studia, si raccolgono dati, si dibatte e si fanno previsioni catastrofiste sull’attività antropogenica e la sua relazione col clima ma è solo da quando l’ONU ha preso posizione sul tema e si è consolidata l’attività dell’IPCC che si è cominciato a censurare chi non è d’accordo. E il perché è chiaro se si capisce cosa è l’IPCC. L’IPCC non si limita a fare un sunto dell’attività scientifica sul tema ma nasce con il precipuo scopo di fare ” Assessment” .E’ un ente certificatore della scienza ambientale . E’ un vero e proprio ministero della verità sul tema e uno dei suoi scopi è dare indicazioni ai governi sulle politiche socio economiche utili ad impedire la catastrofe , qualsiasi cosa questo significhi. Riscrivo : politiche sociali ed economiche, a livello mondiale. Traduco per chi non capisca di che si tratta : ristrutturazione dell’economia su scala planetaria, ridistribuzione della ricchezza , politiche di natalità e morte , di cittadinanza e immigrazione , di welfare, di sanità , politica estera delle nazioni, ridefinizione di alleanze, blocchi geopolitici. Insomma non esattamente robetta da poco. E allora l’uomo di buon senso che studia, capendo l’ordine di grandezza degli interessi in gioco, potrebbe farsi venire il ragionevole dubbio che forse non tutta la scienza sul tema è scienza ma “scienzah” e…. politica naturalmente . L’uomo della strada potrebbe semplicemente constatare il particolarissimo accanimento con cui le nuove politiche economiche gli vengono imposte e potrebbe farsi venire l’altrettanto ragionevole dubbio che forse quei soldi per l’auto elettrica non era poi così necessario spenderli per salvare il pianeta.

  12. alsarago58on Ott 2nd 2019 at 12:46

    Vito, in realtà cosa sia il negazionismo è molto semplice: è l’ostinata negazione (per tigna psicologica/esistenziale o per interessi politici/economici) di fatti ampiamente accertati da storia o scienza.
    Il negazionismo dell’Olocausto è il caso tipico: non bastano migliaia di testimonianze e ricerche, per mettere a tacere quelli che continuano a negare o ridimensionare l’uccisione di massa dei nemici del regime nazista.
    Il negazionismo climatico è l’ostinata negazione di fatti che non solo le ricerche scientifiche hanno confermato al di là di ogni ragionevole dubbio, ma addirittura dei dati obbiettivi e ormai visibili a tutti che provengono dalla realtà.
    Come il primo il negazionismo climatico ha aspetti multiformi e varie gradazioni. Per esempio qualche anno fa si negava del tutto l’esistenza del fenomeno, oggi non la si nega più ma si invocano altre cause

    Per capire che si tratti di una distorsione psicologica o di una vergognosa operazione lobbystica, io faccio notare una cosa molto semplice: se veramente i negazionisti climatici avessero un’ombra di ragione, possibile che le enormi entità, dalla Russia alla Exxon, che hanno molto da perdere dalla lotta al CC, non siano riusciti a smontare seriamente la scienza che supporta l’origine antropica del CC? Hanno avuto decenni di tempo per farlo, ma non hanno mai prodotto nulla di serio, se non i deliri di alcuni bizzarri personaggi.

    Quanto all’Ipcc: certo che è un organismo politico, il suo scopo è proprio interfacciare scienza e politica. Ma la politica è quella dell’Onu, cioè di decine di nazioni diverse, con decine di diversi interessi strategici. I suggerimenti che dà l’Ipcc, quindi, sono frutto di un compromesso complicatissimo, che in genere si risolve molto al ribasso quanto ad allarmi e radicalità delle soluzioni. Altro che introdurre il comunismo sotto mentite spoglie, come sembra tu pensi…
    Fra l’altro anche fra quelli che lavorano al contenimento del CC ci sono visioni molto diverse sulle soluzioni: da quelli che ritengono che serva un cambiamento radicale di società ed economia, fino a quelli che pensano che risolveranno tutto le tecnologie, senza particolari (e improbabili) rivoluzioni sociopolitiche.

    C’è solo da sperare che il sistema climatico planetario, sia così paziente da aspettare che si si metta d’accordo sul da farsi,l senza collassare per conto suo….

  13. macioon Ott 2nd 2019 at 13:53

    @Fabio Vomiero. Vaccini? non mi sembra di aver letto da alcun intervento contrario ai vaccini da parte di Zichicchi, Prodi, Battaglia, o Rubbia, tuttaltro spesso sono proprio i convinti catastrofisti ad essere anche quelli più indignati all’obbligatorietà dei vaccini.

  14. Fabio Vomieroon Ott 2nd 2019 at 14:13

    @macio
    E infatti io non ho detto questo, Macio. Ho nominato i vaccini come ulteriore esempio di argomento solo apparentemente controverso, perchè in realtà il consenso scientifico sull’utilità della pratica profilattica dei vaccini nell’evitare morti, malattie e sofferenze inutili è schiacciante, nonostante l’esistenza di altri negazionisti anche in questo campo. Non è detto infatti che un negazionista climatico lo sia anche per tutto il resto, perchè come diceva Alsarago, infatti, il fenomeno del negazionismo è multiforme e ha varie gradazioni. Il discorso legato all’obbligatorietà o meno, invece, è diverso e mi interessa meno perchè trattasi di un aspetto politico, non scientifico.

  15. macioon Ott 2nd 2019 at 17:41

    @alsargo58 dici,”è l’ostinata negazione (per tigna psicologica/esistenziale o per interessi politici/economici) di fatti ampiamente accertati da storia o scienza”

    Non è proprio così, stai facendo una semplificazione fuorviante; mentre l’Olocausto è negato da molti ambienti di destra, la strage degli armeni è negata dalla maggior parte dei turchi, quella degli ufficiali polacchi negata dai russi ecc.. ecc… questi sono fatti storicamente accertati e sono negati da chi culturalmente, politicamente, etnicamente, ecc sono vicini a chi li ha perpetuati, nel caso del riscaldamento quello che viene messo in dubbio sono le linee di tendenza in relazione all’attività umana ed è tutt’altra cosa.
    Diciamocelo, il termine “negazionisno” non mi sembra quello politicamente più corretto ma ormai le cose vanno in questa direzione, molti di noi vengono definiti zecche comuniste per non seguire il pensiero dominante ci faremo una ragione anche per questo

  16. alsarago58on Ott 2nd 2019 at 22:35

    Macio, ripeto, le similitudini per me sono molte fra il negazionismo “storico” e quello climatico.

    Le evidenze dell’influenza umana sul cambiamento climatico (a partire dalla straordinaria coincidenza, che si sta verificando con una intensità e velocità mai registrate nell’Olocene, prima proprio quando l’uomo ha riempito l’atmosfera di CO2 con una intensità e velocità mai registrate nell’Olocene), direi che sono altrettanto solide di quelle che provano l’esistenza dell’Olocausto.

    E vedo paralleli anche nelle motivazioni dei negazionisti: ciò che dice la scienza/storia è una cosa che non quadra con la visione del mondo e l’identità che molti di loro si sono creati, per cui preferiscono negare l’evidenza, pur di non mettersi in discussione, ammettere di aver sbagliato e affrontare una scomoda revisione della propria vita o dei propri stili di vita.

    Infine, purtroppo, rischiano di esserci paralleli anche nelle conseguenze, anche se con una curiosa inversione temporale: i negazionisti dell’Olocausto negano un massacro di milioni di persone, di cui non sono state responsabili, i negazionisti del cambiamento climatico, rischiano di beccarsi una parte della responsabilità nella morte futura di decine di milioni di persone, se i dubbi antiscientifici che continuano a seminare, riusciranno a ritardare abbastanza le scomode e difficili decisioni da prendere per tentare di contrastare il fenomeno.

  17. Paolo C.on Ott 2nd 2019 at 22:57

    @alsarago

    >> (a partire dalla straordinaria coincidenza, che si sta verificando con una intensità e velocità mai registrate nell’Olocene, prima proprio quando l’uomo ha riempito l’atmosfera di CO2 con una intensità e velocità mai registrate nell’Olocene)

    Non mettiamola in questi termini, altrimenti si potrebbe pensare che si sia arrivati all’AGW per esclusione. Invece abbiamo fior di dati, e di fatti, che ci indirizzano verso un’unica spiegazione.

    Ma forse eri ironico…

  18. alsarago58on Ott 3rd 2019 at 10:53

    Paolo, lo so che correlation does’nt imply causation, e che le prove della responsabilità umana non finiscono lì, ma diciamo che, intanto, notare questa straordinaria coincidenza fra emissioni antropiche di CO2 e risalita delle temperature, sarebbe il minimo logico, e dovrebbe accendere almeno una lampadina nel cervello dei negazionisti, nel momento in cui invece si affannano a individuare altre, e spesso estremamente improbabili, cause.

    Per esempio, l’idea che il riscaldamento climatico possa essere causato da rarissimi fenomeni astronomici che si verificano ogni qualche millennio (ultima spiegazione alternativa di moda), e che starebbero avvenendo, con intensità inusitata, guarda caso proprio nello stesso momento in cui la Terra si riempie di un noto gas serra, che però non c’entrerebbe nulla con il fenomeno, a me sembra più che altro il tentativo di dimostrare l’esistenza di un Dio burlone, che si diverte a confondere le idee alle sue povere creature…

  19. agrimensore gon Ott 3rd 2019 at 11:22

    @Caserini
    Lei si rende conto che per fornire la definizione di negazionista mette il link di un post che a sua volta richiama un articolo ove sono definiti negazionisti quelli a cui successivamente i fatti hanno dato ragione? Non che abbia particolari simpatie per loro, ma chi diceva che il prezzo del barile, quando era a 100 dollari, sarebbe notevolmente diminuito, aveva ragione. Con questo tipo di esempi, il termine negazionista diventa un insulto gratuito.

  20. Paolo C.on Ott 3rd 2019 at 11:38

    Non è che l’industria petrolifera se la passi bene…:

    https://www.ilsole24ore.com/art/segnali-crisi-lo-shale-oil-usa-mancano-fondi-e-geologia-tradisce-ACnSxIo

    Magari il barile non raggiungerà di nuovo i 150, come accaduto in quel periodo, ma solo perché l’economia crollerebbe prima. Come spiega bene Gail Tverberg, viviamo una fase in cui il prezzo del petrolio non può soddisfare allo stesso tempo le esigenze di produttori e consumatori. In realtà tutti i nodi stanno venendo al pettine:

    https://ourfiniteworld.com/2019/09/12/our-energy-and-debt-predicament-in-2019/

  21. homoereticuson Ott 3rd 2019 at 12:45

    questo tipo qui forse non sarà un vero negazionista, ma quanto al messaggio, è molto, molto peggio.
    questi sono i veri nemici! non le macchiette tipi Zichichi o patetici “esperti” alla Battaglia.

    Ah, se non lo sapete ancora siamo in pericolo, ma non perchè rischiamo di trovarci con +4 gradi a fine secolo, no. Per colpa degli ecologisti! Uno scenario da brividi.

    http://www.brunoleoni.it/l-ecologismo-pericoloso-mira-a-controllarci-tutti

    Professor Carlo Lottieri, giurista d’ispirazione liberale e pensatore del «Bruno Leoni» che idea s’è fatto del fenomeno Greta e della svolta ecologista? «Partiamo da una premessa: dell’ambientalismo ho una opinione negativa. Certo, il rispetto dell’altro è anche rispetto della natura, ma c’è una antica vocazione anti-umana e antisociale che viene fuori in questi filoni che attraversano il nostro tempo» …

    Ma qual è il pericolo dietro la tanto predicata svolta ecologica?
    «Ci sono alcuni scienziati che mettono in discussione l’origine antropica del cambiamento climatico. Ma ammettiamo che abbia ragione chi scarica le colpe sull’uomo. Ebbene, il rischio è di una deriva scientista e tecnocratica: siccome i climatologi dicono questo, allora…»

    …allora?
    «Allora si attivano meccanismi di controllo che intervengono in maniera dettagliata sulla vita della gente. Una specie di superpotere, abilitato, lui solo, a discernere bene e male. Politicamente, il rischio è da brividi».

    ….

  22. macioon Ott 3rd 2019 at 14:45

    @Alsarago58. Io sono ateo e ci sono tutte le evidenze scientifiche per affermare che Dio non esista, non per questo definisco “boccaloni” i miei inerlocutori credenti. Le parole vanno usate con attenzione

  23. Matteo Lorenzinion Ott 4th 2019 at 14:48

    @macio
    Dai su, evidenze scientifiche che Dio non esiste? Interessante. Ad esempio? io credo che invece ci siano tutte le evidenze che esista.

    E qui inizia una lunga querelle, in cui ognuna delle due parti millanta prove e ragionamenti inattaccabili, in cui ogni parte taccia l’altra di negazionismo, eccetera eccetera. Il nostro modo di vivere è così improntato alla competizione, che non riusciamo noi stessi a resistere alla tentazione di schiacciare le argomentazioni della controparte, forse in definitiva anche solo per dimostrare il proprio valore e quello, di riflesso, delle proprie convinzioni etiche.

    Io, che sono fisico e ricercatore, trovo che la scienza abbia commesso un errore madornale, comportandosi non come una comunità ma come una arena. Il dibattito scientifico è il mezzo più accreditato per la conoscenza, purché lo si impieghi nel processo e non ne rappresenti la conclusione. Climatologi e scienziati potrebbero dibattere tutti assieme in confronti e conferenze dei nodi da sciogliere e delle interpretazioni, fornendo poi un “rapporto sullo stato del dibattito” accreditato pubblicamente, in cui sono messi in luce gli elementi accettati all’unanimità, quelli sotto indagine, e sono indicati test per aumentare il livello di conoscenza. Invece assistere a dichiarazioni pubbliche in un senso e nell’altro è solo un modo per screditare il merito e il metodo della comunità scientifica. E’ un’occasione colpevolmente persa, non saprei se per l’emergere di ambizioni e desiderio di affermazione individuale o per il percolare nella comunità di fenomeni di asservimento a poteri esterni, motivati da interesse venale o politico. Di fatto, per chi non ha una conoscenza diretta dei metodi (e chi ce l’ha se non pochissimi?), fa poca differenza sapere se una tesi è sostenuta da una minoranza o da una maggioranza: non esiste un principio epistemologico affidabile che consenta di legare l’autenticità di una tesi alla percentuale dei suoi sostenitori. D’altronde, chi potrebbe mai dire che le critiche mosse a Galileo dalla stragrande maggioranza dei dottori del suo ambiente erano giuste, solo perché i detrattori erano molto numerosi? Solo la più grande correttezza e trasparenza (e ispirazione etica) da parte della comunità scientifica potrebbe consentire agli appartenenti agli altri settori della società di accettare le sue affermazioni e provare a comportarsi di conseguenza. Ci vorrebbe una scienza dei filosofi, che purtroppo non c’è.

    Detto questo, ci tengo ad aggiungere che da fisico tendo ad accettare la sostanziale affidabilità dei proclami che affermano l’emergenza climatica, e non solo e non tanto per un certo rigore nella presentazione degli argomenti (che però naturalmente non posso verificare in ogni dettaglio), ma anche per altre due ragioni:
    – le questioni legate al cambiamento climatico (sia esso di origine antropica o solo parzialmente tale) sono moltissime, dalla sostenibilità alla giustizia sociale alla lotta all’inquinamento alla protezione della biodiversità e via così, e mi pare che tutti insieme questi fatti spingano chiaramente ad un certo tipo di azioni;
    – le azioni che sono proposte per far fronte ai cambiamenti climatici implicano una revisione critica di un sistema di cose che è ormai insostenibile sotto moltissimi aspetti, mentre chi nega l’emergenza climatica di solito lo fa suggerendo di lasciare tutto così come è. Questo atteggiamento è, esso sì, assolutamente incomprensibile e pericoloso, e dovrebbe essere combattuto in tutti i modi da chiunque abbia una visione progressista della vita e del mondo (nonché da chi ha figli ed ha a cuore il loro futuro, aggiungerei).

    Chiedo perdono per la lunghezza dell’intervento e ci tengo a ribadire che non è stato scritto nell’idea di confutare nessuno.

  24. alsarago58on Ott 4th 2019 at 20:26

    “Climatologi e scienziati ”

    Interessante lapsus, Lorenzini….i climatologi fanno parte di un insieme diverso da quello degli scienziati…tipico di molti fisici

  25. alsarago58on Ott 4th 2019 at 20:53

    ” D’altronde, chi potrebbe mai dire che le critiche mosse a Galileo dalla stragrande maggioranza dei dottori del suo ambiente erano giuste, solo perché i detrattori erano molto numerosi?”

    E aridaie con questa storia di Galileo….il match allora non era fra diverse fazioni di scienziati, ma fra UNO scienziato che aveva appena elaborato il metodo scientifico, e tanti NON scienziati che si rifiutavano persino di guardare nel cannocchiale, per timore che il diavolo gli facesse vedere cose che non esistono e così confondere la loro fede.

    I negazionisti climatici, anche se spesso lo credono, non sono i nuovi Galileo, sono i Bellarmino attuali, che continuano a non voler guardare nel telescopio, ora rappresentato dalle riviste peer review che accolgono i lavori dei climatologi, perchè hanno paura che sconvolgano la loro visione del mondo.
    E per questo, da venti anni, continuano a ripetere le stesse giaculatorie esorcistiche “il clima non è influenzato dall’uomo, ora pro nobis”. “Nel medioevo faceva più caldo, ora pro nobis” “è l’attività solare ad aver provocato il cambiamento climatico, ora pro nobis”, tappandosi occhi e orecchi di fronte alle infinite ricusazioni di queste tesi, fatte dai climatologi, anche in questo sito, più e più volte, ma sempre inascoltate.

    Hai comunque ragione serve un dibattito, ma se lo vogliono fare i climanegazionisti, la sede giusta sono le riviste peer review: pubblichino articoli che smentiscano il “mainstream”, e così si beccheranno gloria e Nobel. Oltre la riconoscenza dell’umanità, me compreso, per aver dissipato allarmi inesistenti.
    Fare petizioni e comparsate Tv, non basta.

    Fino ad allora, personalmente mi fido più del mainstream che di loro….

  26. Matteo Lorenzinion Ott 7th 2019 at 15:11

    Scusa @alsarago58, non ho saputo trattenermi dal risponderti: non è un lapsus, è una climax, dal particolare al generale. Scusa se è sembrato offensivo! 🙂

  27. Matteo Lorenzinion Ott 7th 2019 at 15:19

    @alsarago58, lascia che sostituisca l’esempio di Galileo con un altro, quello di Clair Patterson e il piombo tetraetile (https://it.wikipedia.org/wiki/Clair_Patterson). Non vorrei che il mio messaggio fosse frainteso perché l’esempio fatto non era chiaro o calzante. Lascia infine che sottolinei che intendevo solo indicare la mia ipotesi sulla possibile origine di una controversia così animata. Per il resto, apprezzo molto questo sito e le persone che ad esso contribuiscono, se posso vorrei solo notare che una maggiore serenità nel confronto potrebbe essere vantaggiosa. Grazie!

  28. macioon Ott 7th 2019 at 22:47

    Si cita Galileo perché quello più conosciuto, ma ce ne sono decine a cominciare da Darvin per l’evoluzione, Alfred Lothar Wegener per la tettonica a placche, il medico ungherese Ignác Fülöp Semmelweis che teorizzò la presenza di patogeni su mani non lavate che provocavano la morte dei bambini durante il parto e così via. Molti vennero ridicolizzati fin quando non si accertò che avevano effettivamente ragione

  29. Paolo C.on Ott 7th 2019 at 22:51

    Infatti Callendar non se lo filava nessuno, all’inizio…
    Anche l’AGW ha avuto i suoi pionieri.

  30. Ralphon Ott 14th 2019 at 16:28

    “per tigna psicologica/esistenziale o per interessi politici/economici”
    Eh già, il prof. Battaglia deve essere a capo di qualche psico-setta o adepto di qualche ordo mondialis oscuro… vi prego, sappiate riconoscere il senso del ridicolo, che già aiuterebbe a ridimensionarsi.
    Quanto tempo è, che si studiano così bene modelli climatici, modelli previsionali dell’aumento delle T globali? 20 anni, 30 anni, 40? Poniamo 30, o comunque una quantità tale da potersi dire che la scienza e la conoscenza in materia si è consolidata. E allora – domanda un ingenuo – perchè non ha prodotto buone previsioni sin qui? Uno, un solo articolo in materia che fornisca questa correlazione, prego!
    Buone previsioni non significa che più o meno, più o meno, da 0 a 100, qualcosa lì nel mezzo. Perchè l’atteggiamento assolutista che si associa al mainstream (“è così e basta”) non è molto scientifico (1), ma piuttosto dogmatico-fideista, quando non antidemocratico (stiamo arrivando a raccomandare che non ci sia spazio per il dissenso… Mica il papa si raccomanda che un ateo non abbia spazio per esprimere le sue idee, mi pare) e (2) rischia di produrre un triste effetto boomerang nel momento in cui non soddisfa le aspettative di coloro che vi si abbeverano. La prova dei fatti è ineludibile: le prove di tutto ciò che la storia ha negato hanno restituito la verità. In questo caso, viceversa, stiamo angosciosamente aspettando ciò che i maestri della catastrofe profetizzano. Perchè di questo si tratta, e simpaticamente nel linguaggio più frequentemente presente (TV e testate principali) piano piano si instillano modelli, locuzioni, associazioni di idee e una lunga serie di messaggi sottili che debbono convincere l’uomo di cosa? di peccato ambientale, questo nuovo stato di prostrazione che gli dovrebbe derivare dall’essere bianco, occidentale, inquinatore e cattivo…e che può solo vagamente aspirare ad espiare se cominciasse a ravvedersi!
    Il resto è fuffa, capacità di persuasione, unita ad una solida preparazione in discipline che hanno molto più a che vedere con la comunicativa, la comunicazione di immagine, e la manipolazione.

  31. Noahon Ott 14th 2019 at 23:14

    Ralph, visto che basta un articolo solo: https://blogs.scientificamerican.com/observations/earth-day-and-the-hockey-stick-a-singular-message/
    21 anni e non sentirli. Ovviamente, se riesce a dimostrare che la temperatura terrestre sta scendendo, ha ragione lei.

  32. Jerryon Ott 17th 2019 at 00:19

    @Fabio Vomiero

    Zichichi ne capisce di climatologia quanto io ne capisca di letteratura burundiana: ZERO.

  33. Jerryon Ott 17th 2019 at 00:23

    @alsarago58

    Il presidente di quel sito solo cerca i click e il profitto, della scienza se ne sbatte altamente.
    Può scrivere tutto e il contrario di tutto nello stesso giorno.
    Riguardo a Greta si ha dimostrato un odio e un livore senza limiti, con insulti inqualificabili che faccio anche fatica a ripeterli rimarcando sul suo presunto “ritardo” (in realtà Greta è una ragazza di un’ intelligenza superiore, lo dimostra il suo inglese assolutamente impeccabile che NESSUNO in Italia è in grado di parlare in maniera minimamente soddisfacente nemmeno traduttori, interpreti e professori di inglese).

    Ti consiglio di cestinare tutti i rifiuti tossici provenienti da quel sito.

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