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Konrad Steffen, una vita per i ghiacci della Groenlandia

Il grande glaciologo svizzero, conosciuto soprattutto per le sue ricerche in Artico, ha di recente perso la vita cadendo in un crepaccio nei pressi dello Swiss Camp, la stazione da lui creata per monitorare i ghiacci polari. Climalteranti vuole qui ricordarlo come esempio di grande dedizione alla ricerca anche in condizioni estreme e come fonte di ispirazione per gli scienziati del clima.

 

L’8 agosto 2020 Konrad Steffen, uno dei più importanti e preparati studiosi dei ghiacci della Groenlandia, è caduto in un crepaccio vicino alla stazione di monitoraggio che aveva creato e gestito per trent’anni. Era l’ultima missione che avrebbe fatto allo Swiss Camp, condotta allo scopo di dismettere il campo, perché anche quella parte di piattaforma della Groenlandia stava cedendo. Già i crepacci avevano danneggiato la postazione ed in uno di questi crepacci è caduto il grande scienziato, pur molto esperto di sicurezza.

 

Una tragedia che fa riflettere, su come gli impatti del cambiamento climatico rendano più difficile anche la ricerca scientifica, in particolare per chi studia i ghiacci del pianeta, polari o continentali.

 

Un racconto dettagliato di quanto avvenuto è stato realizzato da Daniele Moretti, giornalista di skytg24, che si stava proprio recando sul posto per documentare lo smantellamento della base, con alla fine un’intervista al figlio di Steffen, che l’aveva accompagnato nella missione.

 

Konrad (Koni) Steffen, 68 anni, è stato un grande scienziato, nei suoi 40 anni di lavoro è stato anche lead author del capitolo sulla Criosfera del quinto Rapporto sul clima e del Rapporto Speciale IPCC sull’oceano e la criosfera

 

 

Per chi volesse ricordare Steffen, suggeriamo il saluto del suo amico Steph e questo video dello Swiss Polar Institute, dove Konrad Steffen stesso ci parla della storia di Swiss Camp, dell’importanza della ricerca nell’ambiente artico e della necessità di combattere il cambiamento climatico.

Il lavoro di Konrad Steffen è un esempio ed il suo ricordo sarà fonte di ispirazione per tutti gli scienziati che dedicano la loro vita alla ricerca sui cambiamenti climatici e sui ghiacci del pianeta.

Addio Koni, la ricerca continua, il tuo lavoro prosegue.

 

2 responses so far

2 Responses to “Konrad Steffen, una vita per i ghiacci della Groenlandia”

  1. Massimoon Set 3rd 2020 at 17:11

    Ho incontrato Koni in tanti simposi e workshop in cui si parlava di bilancio di massa superficiale delle calotte di ghiaccio ed ho potuto lavorare strettamente con lui durante il Workshop del gruppo SCAR/IAS a Courvallis (Oregon) nel 2008, dove lui rappresentava la comunità scientifica della Groenlandia. Era una persona estremamente competente e disponibile un vero “Lord della scienza” con una grande umiltà e passione per il suo lavoro. Conosceva molto bene il valore, la fatica e i rischi che si corrono nel raccogliere dati sul terreno nei posti più remoti ed inospitali del pianeta. Nel 2017, in maniera analoga se ne andato un altro collega Americano Gordon Hamilton cadendo in un crepaccio vicino a McMurdo mentre faceva del radar per l’individuazione dei crepacci per permettere alla traversa americana di trasportare carburante e viveri alla Stazione di South Pole da McMurdo. Quando mi è capitato di discutere con i negazionisti del clima che portano solo “parole senza valore scientifico” penso sempre ai sacrifici che vengono fatti da tanti colleghi in giro nei posti più remoti del mondo per raccogliere dati per capire come stiamo modificando il clima sul nostro pianeta. Ciao Koni, riposa nella tua “casa”

  2. Valentinoon Set 15th 2020 at 15:46

    Cosa possono fare di più gli scienziati che morire per le proprie ricerche? Forse rompere i tabu e scendere in politica – o almeno appoggiare gli avversari di chi nega i cambiamenti climatici.
    Scientific American Endorses Joe Biden

    We’ve never backed a presidential candidate in our 175-year history—until now
    https://www.scientificamerican.com/article/scientific-american-endorses-joe-biden/

    The evidence and the science show that Donald Trump has badly damaged the U.S. and its people—because he rejects evidence and science. The most devastating example is his dishonest and inept response to the COVID-19 pandemic, which cost more than 190,000 Americans their lives by the middle of September. He has also attacked environmental protections, medical care, and the researchers and public science agencies that help this country prepare for its greatest challenges. That is why we urge you to vote for Joe Biden, who is offering fact-based plans to protect our health, our economy and the environment. These and other proposals he has put forth can set the country back on course for a safer, more prosperous and more equitable future.

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