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Dal negazionismo al livore: e magari chiedere scusa?

Il negazionismo ha finito gli argomenti ed è passato agli insulti: gli stessi che fino a ieri negavano l’aumento delle temperature o le responsabilità umane, oggi gettano fango e livore su Greta Thunberg.

Il grande aumento dell’interesse dei giovani e dei media per la questione climatica ha portato molti commentatori a discutere sulla giovane attivista svedese Greta Thunberg, che è riconosciuta come l’ispiratrice delle manifestazioni di “Fridays for future, Strike4 Climate e “Extinction Rebellion” avvenute in tutto il mondo, in cui si chiede di agire in modo deciso e rapido contro il riscaldamento globale. È interessante notare come le reazioni di insofferenza e fastidio sono arrivate in larga parte da parte di quanti, in passato, hanno negato l’esistenza del problema (“le temperatura non sta aumentando”…), la gravità dei cambiamenti attuali  (“il clima è sempre cambiato”…), o le responsabilità delle attività umane (“è colpa del sole… dei raggi cosmici… ecc”). Molti dei nomi noti per chi segue Climalteranti sono ricorsi agli insulti.

Molti ormai non negano più l’esistenza del problema, o la sua gravità. Ma non possono accettare che diventi così importante e prioritario, e che sia una ragazzina sedicenne a spiegare in modo schietto come stanno le cose: per chi per tanti anni ha raccontato frottole o minimizzato i rischi legati ai cambiamenti climatici, le parole di Greta Thunberg sono degli schiaffi (meritati). Il trash logico e morale che descriveva un complotto degli scienziati mondiali intento a propagandare la bufala del riscaldamento globale ha lasciato spazio al complottismo sui secondi fini della sedicenne attivista svedese, di sua madre, dei suoi presunti “manipolatori” o dei suoi supporter. Il tutto condito con il solito disprezzo per i fatti, tanto paternalismo e parecchia misoginia. Vediamo alcuni esempi.

Il caso Franco Battaglia ispira ormai solo pietà umana. Visto che neppure Il Giornale accetta più di pubblicare i suoi deliri, ha trovato spazio sul blog di Nicola Porro, dove rilancia le sue tesi strampalate con cui – a suo dire – pretende di confutare in pochi righe le acquisizioni della scienza del clima supportate da decine di migliaia di articoli scientifici. A suo parere il problema indicato da Greta “non esiste”, e “sulla quindicenne è stato costruito una campagna mediatica e pubblicitaria tale da violare ogni articolo del codice penale quanto a sfruttamento minorile” (nientemeno!).  I titoli sguaiati “I gretini: o sono bugiardi o sono assassini” o “Questi sono Gretini per davvero” cercano di nascondere il riciclo di vecchie tesi, scritte più di 10 anni fa, sui costi esagerati del protocollo di Kyoto o l’inutilità del risparmio energetico (si veda qui), oppure le solite affermazioni senza fondamento, come “Dall’anno Mille, quando si era all’apice del Periodo Caldo Medievale, quando la temperatura media globale era un paio di Celsius superiore a oggi…” (non è vero), o “proprio questi ultimi 150 anni ci hanno offerto un clima straordinariamente stabile. Oltre ogni aspettativa: +0.8 gradi appena in ben 150 anni!” (l’aumento delle temperature degli ultimi 150 ha superato 1°C ed è senza paragoni con almeno gli ultimi 2000 anni). Non è strano che Battaglia citi come misura oggi proposta “Il protocollo di Kyoto” (e non l’Accordo di Parigi), e sbagli per l’ennesima volta la data della sua entrata in vigore (è il 2005, non il 2003). D’altronde, da chi negli ultimi 20 anni è risultato autore di solo 3 (tre) pubblicazioni scientifiche riportate da Scopus (nessuna ha a che fare con l’ambiente!), con un h-index pari a 1 dopo 32 anni carriera universitaria (!!), e ha un numero di citazioni su quei tre articoli pari a 6 (!!!), non è legittimo aspettarsi molto di più.

Vittorio Feltri, ossequiosamente citato dal quotidiano di cui è Direttore, su Radio 24 è altrettanto volgare e misogino di Franco Battaglia. Del clima non gli interessa “assolutamente nulla. Anche perché il pianeta si surriscalda a volte e a volte si raffredda. I cambiamenti climatici sono ciclici. […] Questa Gretina qui, che abita in Svezia, dovrebbe essere solo contenta se il pianeta si surriscalda un po’.”

Altri signori di una certa età sono ossessionati da una ragazzina di cui non sanno nulla. Giuliano Ferrara che la trova “deliziosa” sebbene sia da “denunciare per procurato allarme”,  in passato ha più volte sfoderato la sua abilità retorica per riproporre alcuni dei classici argomenti negazionisti. Ha anche regalato dei momenti di ilarità con la sua singolare spiegazione dell’impossibilità per l’uomo alterare il clima, in quanto “il cielo è enorme”. Ne è tuttora convinto, incurante che la comunità scientifica è sicura del contrario, da molti e molti decenni. Ferrara continua a mascherare una grossolana ignoranza con un tono da suadente imbonitore e una prosa leziosa: “Se dico che il clima non è sotto controllo umano, da prima che Trump cambiasse le carte in tavola con malagrazia aggressiva e arancione, ancora una volta non è un’ossessione, è una convinzione. Veganismo e decrescita sono la sottocultura di un tempo che fu socialdemocratico e riformista, e più giù nella storia metafisico e oggettivista, ora la storia porta le treccine. E suggerisce sorniona che l’ominicchio postumanista o transumanista ha potere sul clima.”  Ferrara per l’ennesima volta si basa sulle tesi del prof. Franco Prodi, per dire che “caldo e freddo si mescolano… come sempre avvenuto nella storia” (una variazione di “il clima è sempre cambiato”): “Un giorno venne a “Otto e mezzo” Franco Prodi, simpatia e affidabilità incarnate, stese il pugno e disse questo è il sole, poi indicò quel puntino materialmente inessenziale e metafisicamente decisivo che è il nostro pianeta, e lui che è il professore delle nuvole, non tra le nuvole, concluse che la massa di energia del pugno decideva del clima nel puntino con i suoi tempestosi comportamenti, bastano piccole variazioni da studiare e ancora misteriose ed ecco che caldo e freddo si mescolano, moltiapétits [sic] remplacements, come è sempre avvenuto nella storia, con effetti che sfuggono alla nostra presa. Si può dire di più e meglio? No”. La mancanza di obiettività derivante dal suo furore ideologico, condita con una buona dose di arroganza, lo rende incapace di immaginare che al mondo ci siano migliaia di altri scienziati, e  dei quali centinaia di italiani, molto più esperti di climatologia di Franco Prodi (già autore di tante altre affermazioni sbagliate sul tema). Conclusione di Ferrara: nelle scuole bisognerebbe “tranquillizzare i bambini”, tanto “esistono solo il passato e il presente, il futuro è una stupida utopia…”. Davvero, nel 2019, c’è chi scrive queste cose; chi non ci credesse può controllare qui.

Ugualmente penoso Carlo Lottieri, dell’Istituto Bruno Leoni, il centro studi  molto attivo nel disseminare in Italia disinformazione sul cambiamento climatico, traducendo le tesi dei think-tank al soldo dei combustibili fossili. Ora dalle colonne del  Giornale ci mette in guardia dal rischio che dietro a Greta ci sia nientemeno che “il progetto di un nuovo social network volto a sensibilizzare il pubblico in materia climatica. L’obiettivo è di agganciare il mondo ambientalista in una sorta di Facebook tematico: ed è facile immaginare quali siano i risvolti commerciali dell’operazione”. Altro che gli interessi miliardari di BigOil e Big Coal! Il vero business sono le pubblicità on line degli ambientalisti!

Il più divertente infine è Pietro Vietti. Dopo essersi impegnato per anni a rilanciare dalle pagine cartacee e web del Foglio molte delle più scontate bufale sul clima, irridendo gli scienziati e i motivi di preoccupazione, ora lancia con nonchalance  il contrordine: “La preoccupazione per le condizioni del clima e del nostro pianeta è giusta, ma dopo trent’anni di allarmi inascoltati e profezie catastrofiche non avveratesi servirebbe forse cambiare registro: proporre azioni concrete (il “rispetto dei parametri di Parigi” non vuol dire niente, essendo quei parametri irrispettabili) e non solo chiederne una vaga approvazione”. In altre parole, dopo aver contribuito a far perdere tanto tempo utile, ora vorrebbe spiegare come si dovrebbe chiedere di agire in modo deciso, senza essere troppo politicamente corretti o troppo estremisti.

La domanda da fare a questi tromboni è molto semplice: non è il caso di smetterla con questa presunzione e, soprattutto, di chiedere scusa? Se c’è qualcuno che deve farlo, siete voi.

 

Testo di Stefano Caserini, con il contributo di Sylvie Coyaud.

23 responses so far

23 Responses to “Dal negazionismo al livore: e magari chiedere scusa?”

  1. Paolo C.on Apr 24th 2019 at 13:41

    https://science.sciencemag.org/content/364/6436/139.2

    Il sostegno dei climatologi alla protesta dei ragazzi sulla più importante rivista scientifica mondiale basterebbe a far capire dove sta la verità.

    Ovviamente discutere con certi personaggi sarebbe assolutamente inutile, e ancor meno attendersi le loro scuse.

  2. alsarago58on Apr 24th 2019 at 15:51

    Ovviamente servirebbe uno psicologo per capire il livore, per non dir peggio, che circonda la figura di Greta Thunberg, colpevole di eccesso di razionalità (si fida più della scienza che della pubblicità….) e quindi di preoccuparsi per il proprio futuro.

    Nel caso dei negazionisti è ovvio che siano furiosi e terrorizzati che l’argomento che per anni hanno tentato di seppellire e deridere, ora salti fuori con questa forza e per colpa di una sedicenne: c’è il rischio che, prima o poi, orrore, gli tocchi ammettere di essersi sbagliati e magari persino scusarsi della propria stupidità…per loro è in gioco la stessa identità che si sono costruiti in questi anni.

    Molti altri, poi, credo vedano in Greta ciò che avrebbero potuto fare se non fossero stati così ignavi e pigri, e ciò che vedono non gli piace affatto, per cui se la prendono con lo “specchio” per non prendersela con sè stessi.

    Oppure, essendo fallita la loro personale “ribellione giovanile”, sperano che altrettanto capiti alla’attuale generazione di giovani ribelli.

    Non mancano poi i semplici “invidiosi”, che odiano chunque arriva alla fama, e, non vedendo l’ora che caschi nella polvere, fanno di tutto per dare il loro contributo alla caduta.

    Infine ci sono i tanti disturbati dai richiami alle responsabilità generali, i quali, non potendosela prendere stavolta con una “casta” esterna, ma dovendo mettere in discussione il proprio stile di vita, si sentono direttamente messi sotto accusa e reagiscono rabbiosamente negando il problema e rifugiandosi nella solita, comoda, teoria del complotto delle forze oscure….

  3. Giovanni dittaon Apr 25th 2019 at 09:09

    Si, caro Stefano, i tromboni continuano ad emettere le loro cacofonie. Il livore e’ giustificato perché si sentono esclusi dall’ “orchestra”. Poveretti!

  4. […] Sul tema del negazionismo climatico e del “caso Greta Thunberg”, vi consiglio l’articolo pubblicato sul blog Climalteranti nei giorni scorsi: Dal negazionismo al livore, e magari chiedere scusa? (qui). […]

  5. Roberto Guizzion Apr 26th 2019 at 16:08

    continuo a pensare che questi personaggi dovrebbero fare una AUTOVALUTAZIONE basata su semplici criteri.

    1 – non conosco gli argomenti scientifici in materia
    – sono un IGNORANTE e non ho quindi nulla da dire.
    2 – conosco gli argomenti scientifici in materia ma nego l’evidenza
    – sono un IRRESPONSABILE
    3 – conosco gli argomenti scientifici in materia , ed ho un certo potere, mediatico, istituzionale, politico, etc . e ciò nonostante nego l’evidenza
    – sono un CRIMINALE nei confronti dell’umanità presente e futura.

    Lascerei a loro l’imbarazzo di auto classificarsi in uno dei tre casi.

  6. stephon Apr 27th 2019 at 14:40

    “Prima ti ignorano. Poi ti deridono. Poi ti combattono. Poi vinci.”

  7. Leonardoon Apr 29th 2019 at 01:30

    Posso segnalarvi un paio di articoli e fonti, su cui sarebbe interessante che discutiate? Mi sembra contengano molti spunti da discutere.

    https://comedonchisciotte.org/cinquantanni-di-previsioni-apocalittiche-sul-riscaldamento-globale-e-perche-la-gente-ci-crede/

    https://www.investors.com/politics/editorials/climate-change-doomsday-temperature-increase-co2/#

    https://wattsupwiththat.com

  8. Igor Giussanion Apr 29th 2019 at 07:50

    @Leonardo

    Ho letto il primo link, un ottimo esempio di cherry picking (forse non troppo ottimo, dal momento che le dichiarazioni di Ehrlich ad esempio erano avulse dal problema climatico. Per il resto, estratti come il seguente:

    “Un esempio calzante: gli esperti dell’Intergovernmental Panel on Climate [Gruppo Intergovernativo sul Clima], che svolgono ricerche sul riscaldamento globale hanno ora previsto che le temperature medie globali potrebbero aumentare tra 1,4 e 5,8 °C entro il 2100. Notate la differenza di quasi 5 volte tra il minimo e il massimo (la tentazione è quella di definirle stime “progressive”). Questo è come se un meteorologo per domani prevedesse una temperatura tra i 40 e gli 80 °F [4 – 26 °C]. Non un granchè di previsione se state cercando di decidere se andare in spiaggia o no. L’intervallo di confidenza sembra abbastanza sicuro, ma la precisione lascia molto a desiderare. Quanta credibilità si dovrebbe dare a simili proiezioni, visti i modelli difettosi e la cronistoria di pronostici errati?”

    Mostrano chiaramente che chi scrive non abbia la minima di idea di cioé che sta criticando (il range di variazione del clima dipende ovviamente dalle emissioni prospettate).

  9. stephon Apr 29th 2019 at 12:00

    @Leonardo
    Non val la pena perdere tempo a leggere tutto il primo. Già dopo poco si parla di previsione di raffreddamento globale degli anni 70, un classico fake ampiamente già smascherato più e più volte. Come se Manabe, Callendar, Arrhenius, Tyndall, Fourier….non fossero mai esistiti.
    Nessuno spunto degno di nota da discutere. Primo perché se ne è già discusso a lungo. Secondo perché ripetere cose false non le fa diventare più vere. Junk news.

    Due consigli di lettura, piuttosto:
    ISBN: 978-1-405-19616-1
    ISBN-10: 8888774246

  10. Stefano Caserinion Apr 29th 2019 at 20:12

    Concordo con Steph.. davvero in quei testi il livello è molto basso, e non c’è nulla di nuovo.

    Nel primo link messo da Leonardo c’è un passaggio “Il consenso scientifico è che la temperatura media della Terra sia aumentata di circa 0,4 °C negli ultimi 100 anni” che mostra che chi scrive non sa di costa sta scrivendo.
    Il grafico appena sotto questa frase mostra chiaramente che le temperature sono aumentate di 1 grado a scala globale. Ma chi ha scritto (e chi ha tradotto) non sa neppure leggere il grafico delle temperature, per cui cade in errore (I grafici mostrano l’anomalia rispetto ad un periodo di riferimento, quindi bisogna vedere la differenze totale in un certo periodo, prima di mettere in discussione in riscaldamento globale sarebbe necessario capire i fondamentali)

    Per molti di quegli argomenti basterebbe guardare nelle nbostre FAQ https://www.climalteranti.it/faq/
    o (in EN) in quelle di Skeptical Science https://www.skepticalscience.com/argument.php

  11. […] perdere gli insulti degli ex-negazionisti, più interessante è ragionare su alcune critiche più articolate e ragionate rivolte a quanto […]

  12. Paolo Gigliolion Mag 19th 2019 at 19:45

    Io penso che sia molto bello veder crescere una generazione sensibile ai problemi ambientali. Greta fa un gesto che è bello e da rispettare.
    Il riscaldamento del clima dovrebbe essere certificato dal comportamento dei ghiacci ma non in 3 anni o 10 o 50. I tempi sono molto più lunghi.
    Certo non depone a favore della autoproclamatasi comunità scientifica la bufala ripetuta e ribadita per più di un decennio del buco dell’ozono rivelatasi una sonora pagliacciata.
    Gli scienziati, se tali e non presunti, devono essere più attenti prima di diffondere allarmismi che poi si rivelano ingiustificati.
    C’erano dietro, in quel caso, interessi economici enormi con milioni di finanziamenti ad un tipo di ricerca inservibile che sarebbero potuti andare in rivoli più utili all’umanità.
    Ma questa non è una prova pro o contro.
    Una cosa è certa l’ambiente è stato violentato con inquinamento, cementificazione e distruzione. Così non si può andare avanti.
    Sul riscaldamento climatico e l’aumento di CO2 con l’effetto serra c’è qualcosa di poco chiaro: le case automobilistiche stanno pressando i governi ed i media perché il diesel sia totalmente sostituito dal motore a benzina. Nessuno sa forse che il benzina produce il doppio di CO2 del diesel. E sappiamo il peso politico ed economico delle case automobilistiche.
    Anch’io in questo campo auspico k’avvento delle auto elettriche ma diceva bene Marchionne, fino a che l’elettricità sarà prodotta ancora con il petrolio od il carbone bruciati dove sta il rispetto ambientale. Facciamola finita di prendere e farci prendere per i fondelli. Gli scienziati riprendano a fare gli scienziati senza pensare ai soldi.

  13. Stefano Caserinion Mag 20th 2019 at 00:33

    Non so su quali basi sostenga che il problema del “buco dell’Ozono” sia una bufala.
    È un problema serio, che è stato affrontato con molto più tempismo del riscaldamento globale.
    Qui è spiegato https://www.climalteranti.it/category/ozono/

  14. paolo gigliolion Mag 20th 2019 at 10:14

    ci sono centinaia di rilievi dal satellite che dimostrano che il buco dell’ozono è in fase di richiusura e molte pubblicazioni scientifiche che confermano l’inversione di tendenza così come la mancanza di spiegazioni del fenomeno naturale o no. Vada a rivedere cosa fu scritto in quel caso al momento dello scoppio del terrorismo giornalistico.
    E vada a vedere quanti progetti di ricerca in merito sono stati finanziati dall’Europa e dalle altre Istituzioni internazionali. Forse le sarà tutto più chiaro.

    Io credo che tutti possiamo sbagliare o dare interpretazioni che poi non si rivelano esatte. Questo è accaduto sempre ed ha accompagnato la ricerca scientifica in ogni secolo,ma la scienza è progredita lo stesso. Quindi non voglio colpevolizzare nessuno credo però che questa contrapposizione su basi scientifiche di fenomeni diversi abbia senso solo se vista come dibattito tra persone civili tra i quali nessuno ha la Verità assoluta in mano. Ma trasformarla in una crociata non fa bene nè alla scienza, nè alla gente. E nemmeno al clima.

  15. Stefano Caserinion Mag 20th 2019 at 11:05

    L’allarme lanciato dal mondo scientifico, e gli studi scientifici che hanno mostrato il problema, erano giustificati.
    L’inversione di tendenza, di cui si parla nei link che le ho girato, è infatti dovuta all’effetto delle azioni che sono state implementate. Se non ci fossero state quelle azioni, oggi la situazioni sarebbe ben diversa.

  16. stephon Mag 20th 2019 at 18:42

    paolo giglioli sull’ozono

    le consiglio di informarsi meglio e di aggiornarsi prima di sparare certe sentenze. Come ben ricorda Caserini, il problema è tutt’altro che una bufala. Fra l’altro, l’uso di termini quali “autoproclamatasi comunità scientifica” oppure “Gli scienziati riprendano a fare gli scienziati” squalifica già in partenza il suo commento, peraltro non privo di spunti condivisibili. I molti riferimenti ai lavori pubblicati nei link forniti da Caserini e nel mio sono i risultati di ricerche effettuate da scienziati con expertise nel ramo che non hanno bisogno di alcun autoproclama (?) e le assicuro che nessuno li obbliga a riprendere a fare (?) quello che già stanno facendo molto bene con professionalità e dignità. Il suo è un attacco nemmeno troppo velato che non merita alcuna considerazione aggiuntiva.

  17. paolo gigliolion Mag 21st 2019 at 19:08

    si informi meglio lei. Nella “comunità scientifica” si sono infiltrati personaggi che non sono premi Nobel. Se lei segue questo mondo sa che è pieno di scienziati straordinari ma anche, come dicono in romagna, di mezze patacche la cui sostanza tende a zero.
    Non si può esprimere in poche righe tutti i distinguo che sarebbero necessari io voglio dire che nel mondo scientifico si sono infiltrate persone che pensano solo al denaro e che cercano i modi per farsi finanziare. Se non li trovano li creano. Questo non vuol dire tutti. Ci sono fior di ricercatori che dedicano la loro vita alla ricerca e quasi sempre riescono a portare risultati importanti, non vanno confusi con altri. Quando dico gli scienziati tornino a fare gli scienziati, ben sapendo purtroppo quanto sono importanti i soldi per la ricerca, voglio dire che i soldi sono importanti ma non così tanto da condizionare integralmente la ricerca. Di più non voglio dire. Come disse qualcuno prima di noi chi ha orecchie da intendere intenda. Se non vuole capire non posso farci niente. Però le fonti di provenienza di certi messaggi sono più importanti dei messaggi stessi.

  18. stephon Mag 21st 2019 at 23:39

    paolo giglioli
    chi dovrebbe informarsi meglio, scusi? Quello che scrive della “bufala ripetuta e ribadita per più di un decennio (dall'”autoproclamatasi comunità scientifica”) del buco dell’ozono rivelatasi una sonora pagliacciata” senza aggiungere uno stralcio di prova, di studio, di approfondimento? O le decine e decine di studi scientifici che Caserini e il sottoscritto le hanno gentilmente fornito e che smascherano in modo flagrante questa sua sparata?
    Forse nel suo mondo al contrario lei è convinto che funzioni così. Nella realtà, invece, è compito di chi accusa portare le prove delle proprie affermazioni, non di chi si difende. Lei non lo ha fatto e pretende che gli altri si informino meglio. Molto logico.
    Ogni considerazione aggiuntiva, come dicevo, è vana e non meritevole di alcuna ulteriore risposta da parte mia.

  19. Sylvie Coyaudon Mag 22nd 2019 at 17:24

    paolo giglioli,

    Certo non depone a favore della autoproclamatasi comunità scientifica la bufala ripetuta e ribadita per più di un decennio del buco dell’ozono rivelatasi una sonora pagliacciata.

    Scusi la curiosità, la pagliacciata è stata rivelata da chi?

    Vada a rivedere cosa fu scritto in quel caso al momento dello scoppio del terrorismo giornalistico.

    Io me lo ricordo benissimo. DuPont, Pennwalt e l’Associazione europea dell’industria chimica ripetevano che senza la produzione di CFC si sarebbero persi due milioni di posti di lavoro solo negli USA, sarebbe crollata l’economia mondiale.

    Nella “comunità scientifica” si sono infiltrati personaggi che non sono premi Nobel

    Interessante. Lei pensa che il re di Svezia abbia rifilato a Mario Molina e Shelly Rowland una medaglia Nobel di cioccolata?

    milioni di finanziamenti ad un tipo di ricerca inservibile che sarebbero potuti andare in rivoli più utili all’umanità.

    La ricerca di Rowland & Molina era stata finanziata nel senso che l’università ha comprato una bombola di CFC.

    Sarebbe una ricerca “inservibile” perché secondo lei
    – i CFC non distruggono l’ozono in alta quota?
    – Lo strato d’ozono non assorbe i raggi UV-B e C?
    – Il melanoma causato da quegli UV è utile all’umanità?

    Steph,

    Ogni considerazione aggiuntiva, come dicevo, è vana

    inquiring minds want to know…

  20. Sylvie Coyaudon Mag 22nd 2019 at 19:29

    Ups, Rowland si chiamava Sherry, chiedo scusa

  21. Francesca De Lucaon Set 1st 2019 at 14:16

    Pietro Vietti ha scritto un articolo, pubblicato sul giornale il foglio, di cui è caporedattore, in cui minimizza l’incendio in Amazzonia, sostenendo per altro che la foresta contribuisce solo all’8% della produzione di ossigeno mondiale e che le piantine di soia che subentrano al disboscamento sostituiscono appieno gli alberi… Lasciando da parte l’indignazione che l’articolo ha suscitato in me, oggettivamente offensivo verso l’intelligenza umana, mi sono chiesta quali interessi ci siano dietro tali affermazioni, e magari sarebbe interessante capire da chi riceve contributi il suo giornale…

  22. homoereticuson Set 2nd 2019 at 09:30

    @Francesca De Luca

    Vietti è un noto negazionista, vedi ad esempio in questo stesso sito:
    https://www.climalteranti.it/2015/09/26/premio-a-qualcuno-piace-caldo-2014-non-assegnato/

    Il Foglio segue questa linea dai tempi della fondazione e della direzione Ferrara (famigerato il suo articolo in cui dimostrava la non esistenza dei problemi ambientali, perchè il cielo visto dall’aereo è blu (sic)).
    Probabilmente il loro negazionismo è sincero e genuino, ma questa è solo la mia disinformata opinione.

  23. Paolo C.on Set 2nd 2019 at 17:44

    “Chi nega il cambiamento climatico in corso non si basa su dati ma su presupposti ideologici”, come rileva Antonello Provenzale, dirigente di ricerca del CNR e direttore dell’istituto Geoscienze e georisorse del CNR:

    http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2019/09/02/esperto-cnr-incendi-boreali-mai-cosi-in-10mila-anni_2296b928-7d6a-4c35-b3a5-f83ce3a748ba.html

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